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La vita sta cambiando pelle

Il gelsomino e il riso rosso

Il gelsomino torna a buttare!! Appena arrivato, invasato, esprimeva forse la sua gioia per la nuova dimora germogliando e fiorendo... Si è fatto subito sentire con il suo profumo... poi si è come fermato... ora ritorna a crescere... e nuovi rami si allungano in cerca di sole che sul terrazzo non manca.
Bloccato nella afosa Parma, chiuso obbligato, autogambizzato, senza possibilità di uscire né di caricare il peso sulle gambe, ho come il pensiero paralizzato...
"Meglio così!" -qualcuno sostiene- "fa meno danno!"
Bloccato... non riesco neanche a scrivere... Un blocco psicosomatico!! Dalle gambe, all'intestino, alla testa... Non riesco più a fare niente...
Mi sono letteralmente piantato durante una corsa in Cittadella... Il giorno dopo recatomi al Pronto Soccorso di Parma per il dolore alle ginocchia, mi inviavano al reparto ortopedia per una visita: lastre...
-Nulla -dice il medico- una gonalgia. Resti a riposo 4/5 giorni, le prescrivo questi antinfiammatori.
Rinfrancato!!... ma non convinto.

Ecco dopo alcuni giorni non riuscivo a camminare e un ginocchio mi si gonfiava... Vado da Stefano, un mio amico fisiatra, che appena lo vede mi consiglia di fare una risonanza magnetica. Riesco a prenotarla velocemente con la convenzione sanitaria. Esito, meglio, refertazione: frattura da stress al piatto tibiale, bilaterale (gamba destra e sinistra)!!! 
Non si può dire che corressi scomposto!... 10 settimane circa di quasi immobilità!! Senza gesso, deambulando il meno possibile con stampelle e girando in casa con sedia a rotelle pervenuta grazie a una trovata attenzione di chi in vacanza aveva pensato a me.
Mio nipote, Ghito, un soprannome che si porta da bambino... è diventato il suo vero nome pubblico... radiologo, a cui avevo fatto vedere gli esami:
-E' una cosa seria... devi stare fermo... non appoggiare sulle gambe... E' anche lunga... devi avere pazienza. Fratture da stress... Ho già visto casi analoghi in calciatori, sportivi... Guarda anche un giocatore del Parma...
E si mise a sorridere spostando indietro i lunghi capelli e muovendo la testa come sconsolato.

Complimenti a quell'ortopedico dell'Ospedale di Parma: Edoardo Maria Borgogno... Capacità di diagnosi! Certo capita di sbagliare! Ma da niente a tre mesi immobile con frattura bilaterale?... Eppure gli dicevo che sentivo dolore facendo pressione, spingendo sugli arti... Ma è così ormai... in tutto, anche nella sanità... Il pressapochismo... regna... e non si può fare una risonanza per un mal di gambe!!  Vero? Che direbbero? Sarebbe stato possibile farla?
Finché la sanità pubblica non funziona è manna per quella privata!... sembra quasi un voluto connubio...
Non avevo mai sentito parlare di fratture da stress... ora so cosa sono!!

Qualcuno mi dice che è un segnale inconscio: dovevo fermarmi!... non era ancora tempo di decollo.
Altri: "Devi mangiare delle bistecche!! Te lo dicevo..."
Quasi non aspettassero altro che mi succedesse qualcosa per rinfacciarmi la scelta alimentare vegana di anni fa... Loro che sono completamente drogati da cibo con malattie evidenti e latenti e pieni di acciacchi... con cui convivono penosamente... somministrandosi farmaci anti qualcosa e adducendo all'età i dolori... le loro malattie sono divenute soggetti viventi in carne e ossa... Un vivere promosso e sostenuto da chi campa sul danno: è la loro fonte di vita... e di interessi! Rendere le persone partecipi e consapevoli della loro salute?... sensibili?... e non succubi del farmaco patologico?... no, perché farlo?... meglio coltivare la dipendenza da ignoranza! è... è nell'interesse pubblico... e degli eletti!

Certo la scelta vegana è una scelta drastica, ma di consapevolezza... "La coscienza fa bene al viso"!... di sensibilità etica e culturale... del sapere e conoscere gli alimenti, i loro principi attivi... di come abbinarli... La vita come benessere del sé, degli altri, dell'ambiente... Eh, l'ambiente? Come se fosse una cartolina!! Un souvenir per gli amici!

Ma, nella scuola, la scuola dell'incoscienza, insegnano a mangiar carne e tutti i derivati degli animali... li portano, i bimbi, nelle fattorie didattiche!!... dove si celebra la menzogna infinita!... Un mondo nutrito dall'ignoranza alimentare! Mangian cadaveri con più gusto!
Le persone considerate bidoni, consumatoi da riempire di carni, pesce e formaggi... fino al disastro psicofisico... dopo i cinquanta, se non prima... ed ecco che allora entra in funzione, il potentissimo apparato economico-farmacologico allopatico e ospedaliero... la medicina ufficiale, quella del sintomo: "lasciate ogne speranza voi ch'intrate".... Multinazionali per pazienti a vita!
   
In un ambulatorio pubblico dell'AUSL di Parma, in via Pintor, nella sala di aspetto, era appeso un cartellone cosiddetto informativo... educational!... dove veniva data l'indicazione di come mangiar sano: includeva carni e pesce 2 volte al giorno!! Latte, formaggi non mancavano nella composizione dei cinque pasti. Di fronte a queste realtà resto incredulo... Ditemi se oltre 2 miliardi di persone (e perché non tutto il mondo?) possono alimentarsi così, senza far ricorso agli allevamenti intensivi? senza disastri ambientali? senza atrocità sugli animali? senza produrre la fame nel mondo? Possibile che gli animali e i più poveri debbano essere le vittime sacrificali di questa idolatria dei consumi? Un suicidario globalizzato! 

Grande è la responsabilità del sistema medico sulla qualità della salute collettiva e dell'ambiente, ma non sembra siano molto propensi i camici bianchi ad una informazione consapevole e con responsabilità etica!... Spesso vedere mangiare un medico è come sentire un prete bestemmiare! Può essere credibile?
La cultura del benessere è soffocata da quella dell'interesse economico e del divertimentificio mortifero! E qui i media ci marciano!... e la pubblicità olia le coscienze, semmai vi fossero dei barlumi!

Non può esserci benessere da gola, da assuefazione... da consapevole atrocità con cui si imbandiscono quotidianamente le tavole e si riempiono i piatti. Non può esserci felicità nel nazipork, nel nazicaw, nel nazifisch, nel nazichicken... nel nazianimal, con cui si celebra ogni ricorrenza... A Parma, recentemente hanno abbinato il Correggio al Prosciutto!!!... Cosa c'entra?... e si radunano bulimiche folle voraci nelle piazze di balocchi adornate e con macabri rituali culinari dove la cura del sé è nell'abbrutimento forzato! "Per me si va ne la città dolente, per me si va ne l'etterno dolore, per me si va tra la perduta gente."

Sto vivendo un passaggio particolare. Dopo sei anni di alimentazione vegetale sono un altro e quest'anno è come se vivessi un trapasso in cui sta per succedere qualcosa... una morfogenesi in corsa... è uno scatto che è ancora impedito, trattenuto, ma c'è un io che si sta liberando e sta ricercando una sua nuova dimensione di vita... un sentire che inebria, ma è faticosa la muta, l'abbandono dei residui, degli strascichi del passato... il contesto con le sue belve ti è sempre addosso e cerca di impedirti l'intraprendere che non sia il desueto, puzzolente, necrofilo, drogato orgiastico... o il servir la loro mensa.
Parmisanporc, Novemberporc: "Urlar li fa la pioggia come i cani..." E' Dante che pone i golosi nel terzo girone infernale nella "piova etterna, maledetta, fredda e greve"... prospettiva per prosciuttai e loro gourmand!!

Mah!... io non so come si possa continuare in questa insensibilità!!... sordi a questo urlo disperato di sofferenza... di fronte a queste atrocità inferte a esseri viventi... per la gola, per il gusto del palato... non c'è un benché minimo ripensamento... una riflessione di dubbio... significa che stiamo coltivando una inconsapevole violenza, e la cronaca ne è sazia, giustificata dal piacere edonistico... Viene meno la volontà di comprensione... E questo fa male! Molto male... Non c'è la voglia di mettere in discussione comportamenti... l'idiozia di sciagurate, consapevoli e inconsapevoli scelte... favorite da un contesto macabro, da uomini di potere insensibili e di religiosi che se ne fregano!!  Non capire, né sentire queste urla di dolore quotidiano è il naufragio dell'umanità!

L'impegno sociale si demanda agli eletti, le scelte etiche non rientrano nella società dei confort... e del mi piace... come faccio senza?... E se queste cose non le senti, non le elabori... si preferisce il "sostenibile", la discrezionalità individuale sul limite di quel che fa comodo!... e lo si generalizza, una sostenibilità tarata al sé... in funzione di una allure pubblica a matrice ambientalista...
E' così che van le cose nel borghese benpensante... timoroso di offendere interessi di qualcuno... sai, il do ut des! Posso immaginare cosa dicon di me, che non mi pongo nel loro fare cortigiano, quelle lingue celestiali, se per caso, nelle loro cene sociali, entro nel discorso... E' la società di facciata, dei servi, degli interessi personali! Cosa ne han fatto delle città gli architetti, gli ingegneri e i geometri al servizio dei palazzinari e speculatori d'areee!! Non ho mai visto uscir niente da questi qui... incapaci di forza originale, propositiva... seguono il carro, loro, imbellettati... manieristi!... alla rincorsa affannosa di beni che li rappresentino... e che non possono saziarli... con i loro sorrisini, rigonfi di porco... nei loro circoli... teatro di posa!  Una borghesia bolsa e barocca non certo illuminista di cui si vorrebbe forse una germinazione.

Vorrei scrivere, ma faccio fatica. Vorrei...  che cosa devo dire? Non lo so! Il blog ogni giorno o quasi si blocca... Uno stress questo provider! Hai un bel da dire la tecnologia, i tecnici... è tutto così fragile, precario... La vita! A volte pensi quasi inutile. Che cosa ci stai a fare a questo mondo? Alcuni pensano solo a consumare, altri a spadroneggiare, altri a subire ogni angheria per lo stipendio del mese, altri a fare i servi del loro paese... poi ci sono orde di schiavi, quelli su cui vive la società dei consumi... Si potrebbe dire che abbiamo perso il senso della vita, se un senso l'ha mai avuta...

Uno si trova dal mattino alla sera senza gambe... Provate a guardare il mondo da una carrozzina... come cambian le cose!... E ricordo di un mio amico, un incidente d'auto: paraplegico per sempre... Mi sovviene Daniele obbligato sulla sedia dal morbo di Duchenne... e subisce ogni atroce prepotenza da quelli che dovrebbero occuparsi di lui: là nella residenza del Don Gnocchi... a Parma... trattamento da civiltà parmigiana! Ricordo mia madre 1991... costretta per quasi due anni tra casa e ospedale, a letto o sulla sedia, per le piaghe diabetiche ai piedi... consumati nel giro di poco tempo e grazie ad un intervento di angioplastica e alla camera iperbarica le fu evitata l'amputazione...

Devi diventare immobile per forza per capire che cosa si prova... Io lo sono parzialmente e spero ancora per poco... ma ti devono fermare per capire! Cosa provano gli ammalati... Il dolore, e non è solo fisico,  te lo devi sentire addosso per sapere come si sta male... come si vive male!... come si è soli!... soli!... soli... e devi andare oltre, ti vorresti fermare... lasciatemi respirare!... no devi superare, solo, la malattia, le difficoltà... e una rottura affettiva... che non guasta: sei immobile, bloccato e devi rimanere a incassare... quei pugni allo stomaco... finché non smettono di colpirti... non senti più nulla... un acceno a riaverti e ti colpiscono ancora... sei in balia degli eventi... aspetti solo che si plachino e di saltarcene fuori!... anche se tre mesi son lunghi da passare... non è n'à nuttata... e il tempo per riprenderti dal malconcio e dal danno... non sarà da meno. 

Correvo... così mentre correvo... all'improvviso mi blocco!! Una scarica adrenalinica... Non lo so!! Qualcosa che forse non dovevo fare, e qualcuno ha pensato bene di fermarmi!... visto che io non lo facevo... quella mano invisibile... che ti parla e non ascolti... e lei interviene direttamente...
Ora sbatto la testa dappertutto... ti cambia la vita e la tua ricerca di solitudine diventa una prigione... isolamento! Ti ricerchi... un attimo di felicità e poi un tonfo a terra... Il bacio di chi non c'è ti risolleva.

Pochi mesi fa, prima del blocco alle gambe, un incubo: sogno una corsa per strada in auto e una improvvisa, brusca frenata nel mezzo di una curva... il parabrezza in frantumi, l'auto si girava, non vedevo più nulla, cercavo di guardar dal finestrino laterale per tenermi in corsia... l'auto impazzita... lasciavo il volante, mi giravo indietro... con le mani mi coprivo il volto... mi svegliai! Che voleva dire questo subconscio?
Eh!... Cosa avrà provato mio padre, salutato pochi minuti prima, in quegli attimi, in cui, ancora consapevole, ha perso il controllo della sua vita... in balia di lamiere impazzite dell'auto e un palo maledetto... in quei momenti ancora di lucidità prima della morte, al termine della corsa, quella notte sulla via Emilia, il 3 di settembre?

I libri non riesco a leggerli, dopo poco non riesco più... mi addormento o li caccio... non riesco a seguire il testo... Non va niente... eppure dovrei forse occuparmi di questa improvvisa fermata, capirne la ragione, dedicarmi alle cose su cui riflettere... se lo faccio, è l'angoscia.
La famiglia? Non c'è! Mi sento e mi vedo con Andrea, mio cugino, e Mary, sua compagna... mi portano gli ortaggi del loro orto... Gli amici, qualcuno si fa vivo... ma è luglio e agosto, il caldo, le vacanze, i fine settimana... Con Francesco abbiamo mangiato le sue susine selvatiche di montagna... e mi diceva che stava preparando un trasloco... Roberto mi ha portato il Vibhuti, la cenere di Sai Baba... Luigi gli yogurt di soya, il tofu... e mi provoca con la sua satira umoristica... Brenna, tornata dall'Elba, è calata dai monti, ha fatto spesa ed è venuta a pranzare da me... abbiamo parlato a lungo fino al tardo pomeriggio... di arte, letteratura... della vita... Sua sorella, critica d'arte, barbaramente uccisa anni fa a Bologna... Mi ha fatto vedere un giorno i suoi ricordi che conserva, l'opera su pietra di Keith Haring a lei dedicata...
Con Fabio abbiamo rivisto i nostri anni a scuola... le foto... Capire e interpretare ora le espressioni che avevamo allora, quanto eravamo o non eravamo felici... cosa ci sarebbe capitato in pochi anni!
La prima media insieme... il San Benedetto!!... da semiconvittori: una malattia... maledetti!!  varcare quel portone ogni giorno era una tragedia!! Quel corridoio lungo, di marmo invaso da disgustosi odori delle cucine limitrofe, già la mattina ti gustavi la schifezza di mezzogiorno... il campo da calcio in cubetti di porfido... se cadevi eri rovinato... Dopo le cinque ore, perché se erano quattro te ne infilavano una di messa subito appena arrivavi, dopo quel pasto studiato per la crescita individuale, ricreazione: calcio o ping pong... e poi sudati lerci raggruppavano tutte e tre le sezioni in una enorme aula dove la sudorazione di gruppo e di scarpe invitava ad un sereno approfondimento culturale... e lì dovevi fare i compiti... un clima ideale per l'affinamento oftalmico da svenimento piuttosto che delle conoscenze... la grammatica del disgusto!! Cultura della bellezza: ma bastava guardarli infaccia per capire cosa era la loro vita!
Un insegnante laico di italiano, Ferrari, alle prime armi, che girava con la bacchetta tra i banchi, desideroso di vergarti le mani ad un accenno di disattenzione... che bastardo!!... e ne rideva quasi compiaciuto!
La mattina era un incubo per me uscire di casa, andare in quel reclusorio... non mangiavo, non giocavo e non studiavo più... aspettavo solo le 16,30... la liberazione!!... da quel carcere... le ore non passavano mai! Arrivavo a casa nell'angoscia di tutta quella giornata... sull'auto di ritorno la vista delle colline, della campagna mi risollevava... le premure e l'affetto di mia madre mi rasserenavano... e il suo cibo mi ristorava lo stomaco inquieto... Scendevo dai cani, giocavo un po' con loro... mi scaricavo giocando a tennis contro il muro del garage vuoto... o andando sugli schettini... Guardavo la Tv ancora in bianco e nero, i programmi del pomeriggio: "BraccoBaldo Show", "Rin Tin Tin", Febo Conti in "Chissà chi lo sà?"... "Willy Coyote" e "Beep Beep"... "Mago Zurlì", "il maestro Manzi"... Tutto pur di non pensare a quel mondo che detestavo e che mi avrebbe aspettato ogni mattina...
Ma poco dopo verso l'inizio della sera sorgeva l'ansia... e dovevo fare ancora tutto per il giorno dopo.
Così per un anno... una tragedia... 11 anni avevo... nutrivo solo ribellione verso quel mondo... di pedagoghi falliti, incapaci di ascoltare e nutrire sentimenti: castrati cerebrali!! Ho resistito un anno e me ne sono andato da quella fogna che mi aveva reso senza ragione la vita amara... a quella età, avevo perso la gioia, a me che avevo voglia solo di sorridere... che avevo la scuola elementare tra i campi, che amavo studiare le poesie, ricordarle facilmente... scrivere i temi... attratto dalla storia... non aveva senso quel che mi stavano facendo! Non c'era ragione... bifolchi!!
Vivere tutto il giorno in quei luoghi!! Sono stato male, molto male... e nessuno mi capiva... anche Fabio condivideva con me questo racconto... lo sfogo... e lo stato d'animo di allora... visto con gli occhi di oggi... di adulti che hanno vissuto e possono giudicare, sì, possono giudicare quei comportamenti!! Una violenza verbale e fisica... avevano come metodo la pedagogia della repressione anziché della valorizzazione... avevano il gusto della repressione, come li erano loro!... Dietro quel vestito da prete ho avvertito l'insensibilità!... Facile far prediche e vivere dissociati dal Verbo!
Infausta scelta familiare pur senza colpe! Posso dire che quell'anno mi ha condizionato e rovinato gli studi successivi... la cui passione ritrovai molti, ma molti anni dopo, purtroppo!
 
Restar fermo in casa tre mesi... eh... Gli affetti?... Difficile parlarne... ma è lì che la speranza muove le corde e ti fa sentire qualcosa dentro che arrossa gli occhi... ti prende lo stomaco, le viscere... i conflitti irrisolti... le incomprensioni, le scelte impossibili, difficili, coerenti... Il desiderio del suo abbraccio... troppo presa tra Jules e Jim... Non riesco più a reggere la sua vita doppia... Eppure sentire di amare è la forza che ti dà coraggio... il sentire di pelle è una forza magnetica a cui non c'è resistenza... ma non un gelato da gustare insieme arriva da chi te l'aspettavi! Hai bisogno di qualcosa?... devo portar qualcosa?... Una domanda che ti manda in bestia nello stato in cui sei! E' il no grazie, per default!...

MMS marino, inaspettato, improvviso... da un coincidente, recente incontro d'estate... Una foto, un ricordo, un sorriso vero... nella sua muta da sub... un'intensità di profumi! un tuffo di gioia tra i fondali dei suoi occhi di mare.

La Divina Commedia, sì rileggiamola... Dostoevskij riprendiamolo in mano... Alzarsi e dedicarsi alla lettura... alla scrittura... dipingere o inventarsi una ricerca artistica, montare un video... di cose ne avrei da fare... ma non ci sono con la testa... si è scaricata tutta sulle gambe... insieme ai sentimenti... quelle povere gambe bloccate da due fratture... effetto di una causa ignota!... sembra che tutto parta da ciò che elaboriamo tra un orecchio e l'altro... eppure io so che cosa è stato! Parte da dentro... Il trauma da stress in corsa!... Muh! Spesso si è predisposti... Effetto di uno stato d'essere...
Giugno, San Giovanni, una giornata nell'attesa delusa... Verso sera un messaggio:
-Scusami sto impazzendo, sono ad un bivio...
Segue telefonata da dimenticare! Vado in Cittadella... a correre, ho ancora negli occhi quella scena improvvisa che forse ricercavo, ma non volevo immaginare... subito dopo il crack!

Non scrivo poesie, non scrivo parole d'angoscia, scrivo però che spesso sono triste e non sono più felice. Non si può essere felici quando si è causa del danno altrui. Sì ho il desiderio di amare, di fare l'amore con i sentimenti più profondi, ma questa realtà mi sta consumando.
Non ho più il sorriso spensierato, non ho più la felicità che incontravo... inebriato... dal desiderio... quando la vedevo... e con lei perdermi nel letto... uscivamo e per i borghi della città sentivo la gioia, la freschezza dell'amore che non teme...
Non so cosa sia successo, ma sento il peso della menzogna, della perdita di lealtà, complicità... non c'è più lo slancio di credere nella nostra storia... troppi ripensamenti e ferite negli ultimi mesi. Un continuo cambio di umore e di stati d'animo tra felicità e tristezza per gli intensi, fuggenti frammenti di vita insieme ... e la realtà. Colpa mia senz'altro! Una rottura, ora, culturale... una intesa complice, spontanea, di getto, divertente, creativa... si alterna a cadute improvvise... e a volte mi sembra di essere tra noi così distanti...  tutta presa su se stessa e le sole cose che le stanno appresso... abile nel girar intorno senza prender posizione...

La perdita del fascino segreto dell'amore iniziale... la sua ormai necessaria rivelazione... e poi... un ridicolo destreggiarsi... i sentimenti barattati con la convenienza del momento... Non posso, non riesco più ad accettare e condividere questa ipocrita realtà... questo quotidiano logorarsi. E' l'abbrutimento della persona... e tengo troppo a lei, a noi, alla nostra storia... per ridurla a banalità...
La menzogna non la sopporto, la sento e mi irrita!!
- Sei la persona più vera che abbia conosciuto!
Me lo disse un'amica, non un'amante, né un amore. Fu il complimento più gradito che ricordo di aver ricevuto. Così difficile esserli... e coerenti!!... Li hai tutti contro! Anche te stesso...
-Chi ti credi di essere?

Qualcosa si è incrinato tra noi... è come volato via, non c'è più! Avevamo perso la leggerezza del vivere... come quella indimenticabile giornata al mare ai primi di maggio... poca gente sulla spiaggia, al sole... la corsa sulla battigia, la nuotata nell'acqua ancora fredda... si divertiva con me in bicicletta per la città... nascondeva dietro l'arte informale il suo affetto... ora ricordi... ma solo ricordi...
I nostri incontri, carichi di desiderio,... ma non si vola più... è mancato forse il coraggio... di continuare un volo iniziato... Una scelta quasi impossibile, che logora... lo so. Lei dibattuta, contesa e persa tra legami familiari e l'amore di un destino preannunciato, ma sfuggito anni fa: amori diversi che non vorrebbe far soffrire... e un amore deve dare felicità.
Rimane l'attrazione, ma distrutto è l'incanto... L'incanto sfuma non lascia cocci... Non si ricostruisce, svanisce... non lo riprendi.
E' unico e irripetibile, una volta perso non c'è più... resta la gioia semmai di averlo vissuto, l'amarezza di non averlo coltivato, accudito, protetto, ma posto tra le tante cose della vita... e così non è!

L'incanto dei saperi ispira la scrittura autentica, vera, senza pudore, senza paure... non vaga, ma piena... quella che ha tenuta nel tempo. La forza della letteratura povera e alta: lasciar dell'incanto profonda traccia che l'animo ha vissuto... Ma, oggi, non si legge, si transita tra le pagine... uno scorrer di paragrafi, parole... senza sosta, senza peso, senza vita, un allenamento visivo per rubar nozioni da mostrar e far sfoggio nel chiacchiericcio di società, per intrattenere o semplicemente per romper la noia... E' così che si legge!... Avete svuotato la Letteratura... che ne avete fatto della Scrittura che illumina?... amanti della sciocchezza, dei gnigognago... servi sazi, volgari, senza amore, senz'anima, senza inquietudine...
-Una sigaretta?
-Accendiamo la televisione?
-Sì, c'è il Gran Premio di Montecarlo...
-Hai mica visto le mie mutande per caso?

Pensavamo di riuscire ad accarezzare il vento, passare tra le nuvole e felici goderci il sole, la pioggia, la nostra intimità in una fantasia di vita... La rivelazione è stata un disastro... Siamo caduti a terra, malamente... io ne sento i postumi della botta. L'effetto realtà distrugge i sogni!
Si vola le scrissi!! Mi sbagliavo! Illuso. E' un po' la mia sorte, toccare la felicità per un attimo e perderla. Ma è stato un grande, intenso, importante amore... un grande dono della vita.

La vita senza confini... una armoniosa fisicità vissuta... una astrazione continua... dal mondo...
Una luce, un'ombra, uno sguardo, un sorriso: occasioni per un sentire, un abbandonarsi ai sentimenti... il piacere di viverli intensamente nella loro autenticità... nella loro purezza, verità... coltivarli nell'immaginario e nell'anima... donandosi, ricercando il piacere dell'immenso...
Ispirano arti e scritture... alte e povere... la poesia non si fa lirica se non c'è dietro un sentimento, una passione vera capaci di imprimere volto, forza e amore nell'immaginario di tutti... si vivono climi, passioni... e la realtà ne è contagiata... L'amore è leale non può essere avaro né menzognero... E allora si vive nella profondità, si vola senza orizzonti, si è liberi... l'amore dei colori.. una divina lirica umana, forse non più tale... ma il mondo, spesso non la conosce... non la vuole vedere... ne ha vergogna, preferisce pornografarsi!

Si vuol vivere la favola, potrebbe essere sempre l'ultima... Dare il meglio di sé sempre! senza ipocrisie... ma un amore segreto o lo sublimi o non ha resistenza perché l'amore deve essere vissuto non può essere recluso. So quanto mi ha amato questa affascinante donna... "Non consumarmelo!!" le disse una volta un mio amico mentre la sorprendeva a guardarmi... e lei si mise a ridere di gusto...
Una splendida fuga in meta nell'amore, in velocità, con impeto gioioso, tra slalom e finte... un ultimo slancio e dovrei solo mettere la palla a terra... che aspetti? Non lo so!... Ma io saprò essere per lei gioia? E' giusto il passo che deve fare? La vita della ragione non è la vita della passione!... Quanta infelicità e quanto dolore provocherebbe questa scelta?
Due menti creative in amore... No, così non poteva continuare, non poteva andare oltre... un amore di testa, di corpo, di anima... recluso!... Ma libero avrebbe prodotto un danno... a qualcuno che riscopriva il suo innamoramento e metteva tutte le sue energie per non perdere un amore di vita insieme... La felicità non può essere fonte di dolore! No, non si può rimanere insensibili all'amor che si ravvede negli errori del passato e resiste a fianco dell'altrui mutamento, una forza disarmante... no, non potevo produrre, questo danno...  non era giusto... mah!... non lo so!!... non era ancora il tempo, forse!... ma l'amore non ha tempo!! l'amore non si programma... nasce nell'improvviso incanto. Chi cerca amore, amore non ha!

Ora sono stanco e triste... e gambizzato. Non avrei voluto essere così!! E pensare che ero felice... Mi sentivo bene, in forza e invece ero al culmine di una rottura... Sordi siamo alla voce del nostro corpo!
No, non sono parole... è la vita! io la descrivo.
Forse per questo mi fan rientrare tra i decadenti. Certo descrivo la decadenza di una civiltà... poeti maledetti? Troppo onore! Propongo sempre la visione, forse utopica, della forza della vita... basta poco a volte, ma sembra che tutti si adoperino per renderla impossibile. Io quando vedo svanire il sogno, lo sento e divengo triste, quasi insopportabile! Incapacità di vivere l'approdo al termine del viaggio insieme. E' il pianto della perdita... che non vorresti, ma sai ormai inevitabile... preferibile lasciarsi nel sogno che nella litigiosità... un volo solitario nel cielo cupo del rimpianto.

Fa molto male vedere distruggere la bellezza, la purezza del pensiero. L'acqua diviene torbida, non si può più bere... e si perde la complicità, poi si inizia a nascondere, poi a mentire, poi la ripetizione divora la fantasia che non ha più la forza di reagire, ma fugge o muore. E la vita di due persone diventa un treno carico di pesi, di angoscia di cui è difficile liberarsi... il piacere della bellezza non riesce a convivere con le cupe, opprimenti pause... La sofferenza del vivere... intristisce... se la vedo mi ribello! Preferisco la mia solitudine...!!

Sono un ribelle che ama la dolcezza, pronto a dare tutto se stesso per un sogno, per il viaggio... per combattere le sfide più aspre, che fugge di fronte alla menzogna, all'ipocrisia: le evito per non essere impestato. Sono come il colera o la lebbra non te le togli più di dosso... Il mondo ha bisogno e voglia di verità... l'inganno banalizza la vita! "In un momento di menzogne universali, dire la Verità è un atto rivoluzionario".

Ma che ne sto facendo della mia vita... una strada trovata per caso, non cercata, nelle difficoltà... in cui ho scoperto la libertà, la gioia del vibrar dei sentimenti, l'affiorar intenso dell'amore...  la ricerca di qualcosa che avesse un'anima... fuori, oltre questa stramaledetta società dell'omologato... del pianificato... del celebrato... degli interessi personali... Investire se stessi nelle forme dell'arte, della letteratura vissuta, dell'innovazione, delle conoscenze, della solidarietà, del bene comune... del mettersi in relazione con il mondo... vivere cavalcando i cambiamenti... sentire il desiderio di esserne coinvolto e parteciparvi con entusiasmo... Utopie!! ti rispondono!!...

Mi sono depurato tempo fa... da questo soffocante consumismo... Non molti sanno forse cosa voglia dire!... No, non sanno cosa voglia dire stare senza bere e senza cibo per oltre un mese per una battaglia di civiltà sociale. Ho capito allora cosa voleva dire depurarsi. Molti non sanno... no, non lo sanno e non immaginano cosa si provi... ma quando ho ripreso a mangiare, era il venerdì santo, sapevo di perdere una dimensione che avevo raggiunto. La sensibilità è estrema... percepisci ogni cosa prima... ogni gesto può essere inutile, la mente ragiona in altro modo, ma forse non ragioni più, "senti" la tua anima e di quelli che ti stanno attorno in quel momento. Percepisci da lontano i ridondanti, inutili rumori, i profumi dei cibi dannosi, dell'aria pesante... hai solo voglia di leggerezza, di aria pulita, dei campi, dell'acqua... della semplicità, del bianco... hai voglia di profondità... detesti le frasi vuote, i convenevoli, il becero conformismo... ami il pieno del silenzio: la sua voce!
E' difficile vivere in un mondo tossico, dove il vero è sempre calpestato, dove si riproduce la falsificazione... e non si ha la forza di sostenere la verità del proprio sentire, del proprio essere... La paura dell'emarginazione! Un mondo che non ha più coraggio, ma violenza e si abbrutisce nella distruzione della bellezza.

Non giudico, ma valuto... fa male sentirsi feriti nel proprio amore... Si diventa vulnerabili, fragili... La fragilità... è di molte cose preziose... sono fragili e nella fragilità sta la loro ricchezza, la loro unicità... devi avere attenzione... cura... Il mondo ha perso la sensibilità per l'unicità, dell'aver cura... è avvolto dalla ripetitiva riproducibilità... usa, getta, ricompra e consuma l'omologato replicabile... un avvelenamento culturale che si propaga nelle relazioni, negli affetti... affoga i neuroni!... fino alla paura di amare e alla repressione dei propri sentimenti, si arriva al loro oblio... e solo il dramma di vita sa far riaffiorare.

Si è fragili dopo lunghe ed estenuanti battaglie; si è stanchi nel continuare a non essere capiti; si è stanchi nel tenere una integrità di fronte a tanto conformismo; si è stanchi di lottare per essere compresi anche da chi pensi ti sia vicino!! Si è stanchi della invadente prepotenza ignorante... Ma la libertà, la libertà è una conquista individuale, non della società...
Fuori dal tempo, ribelle, anticonformista, libero, innovatore, alla ricerca sempre della bellezza, dell'incanto, dell'amore... conosco il prezzo che pago e forse non potrei nemmeno permettermelo... Ma è l'amore che decide la sorte di ognuno... dolcezza, debolezza e fragilità... i suoi percorsi.

Non sono fatto forse per la vita privata, vivo nella dimensione pubblica, ma intimistica, artistica che non accetta compromessi... mezzemisure... diverrebbe solo una ricerca di comodo... Arte è andare oltre... ma la sensibilità la si coltiva nella verità dell'amore, nel vivere con passione, spesso anche scomodamente, nel non accettarsi nella mediocrità, nel non sedare gli istinti di giustizia, nell'esserci sempre con i propri comportamenti... nell'istante, subito, non domani... Scovare vie... dove ogni essere aspira... saper andar controcorrente... intuire i cambiamenti... vivere l'incomprensione più aspra che ti lacera il cuore... Dire e dirsi la verità anche se fa male... "Ma nondimen, rimossa ogne menzogna, tutta tua vision fa manifesta; e lascia pur grattar dov'è la rogna. Ché se la voce tua sarà molesta nel primo gusto, vital nodrimento lascerà poi, quando sarà digesta."

Occuparsi di cosa pubblica non è occuparsi di cosa privata!! Occuparsi di bene comune non è occuparsi dei propri beni; occuparsi di ricerca artistica non è fare culturume o marketese; occuparsi di innovazione vera non è fare pratica nostalgica... inventarsi non è vivere nel mercato... e si diventa scomodi perché destabilizzanti!... Cercare di essere veri e dire sempre la verità non contempla le falsità o le mezze verità; capire e gestire il segreto, non è profanare la dignità altrui. La verità richiede garbo e fortezza... lealtà... è una dimensione naturale che dovrebbe arricchirsi nelle "pratiche" della vita... ma non è così... e il vivere diventa una prigione di inciviltà... cose senz'anima... un insaziabile vampiresco circuito senza ritorno: predatori, prede e zombie.
Non so più cosa sia bene e male: nel bene c'è il male e nel male c'è il bene. Ci siamo noi: con le nostre azioni determiniamo noi stessi... Siamo ciò che facciamo, non ciò che pensiamo di fare... un costante impegno nella ricerca e pratica del proprio virtuosismo, dei propri limiti, del proprio potenziale affrancato dai luoghi comuni, dai consumati e desueti usi e costumi...

Ho voglia di aria pulita... e detesto chi me la viene a impestare.
Amo la notte, scrivo nella notte... il giorno è il fare, organizzare, incontrare, perfezionare, prepararsi alla notte... lasciarsi vivere nel giorno e vivere nella dimensione creativa della notte dove ogni rumore indesiderato è bandito... ogni luce ha una sua identità, un significato... ogni piccola cosa, gesto partecipa a produrre il clima desiderato, è un quadro, una poesia... è il distacco dalla terra, si perde il tempo, la storia, lo spazio... vivi nell'esperienza interiore... nella ricerca della luce... in questa torre solitario, connesso... ritrovare se stessi... i pensieri multipli sovvengono, si accavallano, escono fluidi, leggeri... le memorie, i rimpianti... le vibrazioni dell'anima, le pulsioni dei sentimenti... nelle note di una musica... lo schermo che quasi attrae la tua mente... uno sfogo cerebrale... l'impulso... scrivere di getto la tua passione... una desiderata ricerca dentro di te della gioia della luce... E a volte continui, continui, continui in quella magia, insaziabile... non smetti... e arriva l'alba, non vorresti... e con l'alba giunge il sonno... si atterra dal volo.

Amo coltivare sogni impossibili consapevole che potrei anche cadere e farmi male, molto male!  Il volo dell'amore è il mio preferito che ho sempre desiderato, ma è un volo che si fa in due... non da soli. E' difficile trovare la persona con cui girare per il cielo, disegnare fantasie, sorridere insieme, atterrare nel mare o sui prati... occorre abilità, destrezza, conoscenza, immaginazione... complicità!... intesa di mente, di spirito, di corpo... Libertà dei propri sentimenti... che abitano i luoghi... non son nati per vivere in gabbia... E' una energia che se libera rigenera... imprigionata logora!
Si trovano passeggeri occasionali... ma non è il volo magico... Tutti pronti a reclamare, desiderare la complicità, ma non a praticarla su di sé.
Forse è solo colpa mia, il mio volo libero impaurisce! Per ora sono a terra e vedo che il motore gira a vuoto... in attesa di decollare di nuovo, riprendere a volare... gustare quella visione del mondo a molti esclusa... preferiscono altre rotte.

Ma di che scrivo!... Scrivo e non vorrei smettere... scrivere l'immaginazione del sé... essere vicino a chi non c'è... Non è possibile vivere di ricordi!! I musei sono la tomba della vita... ma quale vita sarebbe senza memoria?
Sul terrazzo ho divorato una stecca di cioccolato...

Le gambe!! Ho chiamato per un aiuto un mio amico pakistano, Alì, lo conosco da tempo, abita da Nico... Io e Nico ci troviamo da una vita nell'Oltretorrente... ho fatto anche qualche lezione di italiano nella sua scuola per migranti... Ci frequentiamo poco, un rapporto franco, anche aspro a volte, ma di stima... Ha una energia incredibile, uno spirito umanitario vero, fatto di comprensione più che di compassione... Un progetto di vita aperto a tutti quelli che con lui voglion fare comunità... Si è dedicato ai problemi dei clandestini, quando tutti li ignoravano... si preoccupava che sapessero esprimersi, insegnava loro la lingua...
Rivedo a volte quel  video!... tra i miei preferiti... l'ho realizzato nel 2005, provate a guardarlo, ascoltatelo e capirete qual è il mondo di questo uomo straordinario... capace di scelte coraggiose che lasciano il segno... Non sempre condivisibili, ma alte, elaborate da uno spirito dell'ingegno solidale cosmopolita.

E Alì vive nella sua casa... ha sempre il sorriso... Arriva, e subito: "come stai oggi?" E' lui ora che fa i lavori di casa, io non potrei farcela e la casa, in un mese, era un caos... Ci tenevo alla mia autonomia... nella gestione dei miei luoghi... l'ho persa temporaneamente... per le gambe!... Mi prepara il cibo mezzogiorno e sera, col cuore... mi dà suggerimenti sui piatti pakistani... descrive usi della sua terra:
-Sai che da noi la cipolla... Le lenticchie le prepariamo... il riso basmati prova cuocerlo...
Una volta ha letto un mio testo su mio padre e mi ha detto:
-Padre, madre, fratello, sorella... legami unici... i figli si fanno, gli amici si incontrano, ma padre, madre, fratello e sorella no... quel legame di sangue che unisce queste persone è unico, irripetibile...
Come dargli torto! Eppure quante incomprensioni, disaccordi, asti, rancori nascono tra questi legami di sangue irripetibili... o tra parenti!... E' un vivere che conosco bene... che storia la mia famiglia: così pieni di ingegno, abilità e così incapaci di amore gratuito, sensibilità... timorosi della dolcezza, diffidenti, chiusi come in una armatura, così spesso tra loro rancorosi e litigiosi... con lacerazioni devastanti, dolori profondi... che durano e si ripetono nelle generazioni... incredibile incapacità di lezione della storia... che spesso viene volutamente elusa o dimenticata. Questa famiglia baciata dalla fortuna economica... ma sorda alla gioia e alla luce della vita, una visione a senso unico... propensa a sottomettere più che a dialogare... c'è un profondo generoso, ma così aspro e duro da tirar fuori... spesso inconsapevolmente prepotente, incapace di comprensione, tolleranza... di aprirsi agli altri e a se stessi... e tutto questo l'ho toccato con mano e mi addolora profondamente. Un valore familiare che non sa rigenerarsi, ma che si spegne negli anni implodendo.

Ferragosto, a cena da una anziana zia... cibo differenziato dagli altri commensali... gentilezza da me apprezzata... sarebbe stato inospitale il digiuno a tavola!... Rispetto per la scelta, incompresa e disapprovata... Poi mi ero seduto sulla poltrona. Avevo i visi dei miei antenati tutti addosso... per un momento mi sono sentito così osservato da essere in imbarazzo... ma poi ho visto che mi sorridevano, in particolare mio nonno e mio zio omonimo di nome... scomparso giovane e di cui osservavo alcuni tratti del viso e il taglio degli occhi... e mi son messo a ridere con loro... coinvolgendo le altre persone con una battuta al riguardo.    

Alì fa per me le commissioni, mi prende le medicine... Una figura amica, indispensabile, cara... Educatissimo, mi racconta dei suoi viaggi, dei Paesi in cui è stato: Inghilterra, Emirati Arabi, Repubblica Ceca, Russia, Cina, India, Olanda... Si occupava del commercio di prodotti elettrici. Poi ha subito una truffa da un delinquente che speculava sugli stranieri, come spesso capita... quelli che raccolgono soldi con la promessa di soggiorno. Un certo Massimo Ottovanelli, pare di Napoli, con impresa per la pulizia del verde a Roma, gli ha sfilato, complice un pakistano, un certo Arashad, a lui e a suoi 35 compagni 6.700 euro a testa nel 2002... per un totale di oltre 200.000 euro. Poi è sparito... Ovviamente Alì si è rivolto a dei legali che gli hanno battuto altri 1700 euro... e ora ha difficoltà per avere i documenti di soggiorno... per l'Italia è un clandestino... da sei anni.
Quale mostruoso discrimine! Si fanno nuove liste per flussi migratori e si lasciano nella emarginazione irregolari e clandestini... chi ha subito un torto... con quale logica?

Pur nelle difficoltà ha sempre il sorriso... Con lui ho ripreso, a volte, a parlare inglese, abbandonato da anni... Ecco, non capisco, perché una persona così garbata, onesta, sensibile che ha subito un danno da dei delinquenti, debba essere considerato un clandestino in Italia, non debba avere la possibilità di regolarizzarsi... darebbe un suo contributo a questo Paese... e invece si sta a discriminare su moduli!!... perché non si guarda in faccia la persona?... Perché non si chiedono sue referenze?... Chi potrebbe parlar male di Alì? Nessuno!! Una persona ricca d'animo, così, naturalmente, sensibile, culturalmente dotato, educato nella sua integra dignità... non per necessità... Eppure deve vivere l'angosciosa vita da clandestino! Solo un mondo di imbecilli può generare queste ingiustizie, queste disparità... Alì non ha bisogno di un certificato... è più italiano di molti italiani, è un cittadino del mondo con grande dignità... Lo conoscevo, a casa di Nico, lo apprezzavo per il suo modo di porsi, sempre così impeccabile... sempre con rispetto sincero verso gli altri... i suoi riti... a volte mi facevan sorridere... ora lo stimo... è lui che da clandestino, ogni giorno dà a me la sua ricchezza... generosamente. 

Agosto, fa caldo, un caldo afoso... La sera, spesso, mi gusto il gelato o una tisana ai mirtilli sul piccolo balcone con un cero colorato acceso e il gelsomino... fantastico... quella pianta e quella tenue fiamma mi tengono compagnia, qualcosa di vivo... il resto solo cose morte... ma ricche di storia... Un muro antico dona il suo costante immaginario... sogno... piango... ricordo... sorrido... le telefonate, con chi è ora lontano, con chi si è allontanato... amori impossibili... ferite... desideri, fantasie da realizzare... amici da incontrare... progetti... viaggi... l'intensa passione dell'inverno passato... le relazioni... e i vuoti... L'inaspettata e improvvisa attenzione verso il mio lavoro... con discrezione... e generosità... Non immaginavo!
La mente continua, non cessa mai... e di notte, mentre il mostro dorme, spazia... senza tutti quegli ostacoli, quelle deprimenti trappole diurne... che trasformano la vita in angoscia. Ma l'angoscia si scaccia con il sorriso... e massaggiando i piedi...

Le coincidenze!... Fine Luglio, una cena vegana di mezza estate, con conoscenti, amici, ci ritroviamo periodicamente... Avremmo dovuto cenare insieme, era una sera particolare... ci tenevo... ma lei non c'è... un declino per una causa vera, ma giustificatorio e una discussione poche ore prima... solite, ormai ripetute cose... Deluso... stampellato... con le mie bretelle rosse... accolgo gli arrivi...
Ma, i contrapposti della vita: chi vedo arrivare quella sera? Resto sorpreso dalla presenza inaspettata di una persona che conoscevo da tempo... proprio lei... quella sera... incredibile come vanno le cose del mondo... E' da quando ci siamo incontrati, molti anni fa, per caso, un sera, sempre a cena, che era nato tra noi un intrigo di intesa, uno sguardo... e ci siam trasmessi tutto con gli occhi, reciprocamente mai detto però, né svelato... astenersi per l'immaginario in attesa del possibile incanto!

Bisogna sempre produrre un carma positivo e ti ritorna... moltiplicato. La vedo scendere le scale che portavano nel giardino della trattoria, dove avremmo cenato, con quel suo fare scanzonato... e mi viene a salutare nel suo sorriso... felice, curiosa di scoprire... i piatti, la sera... con quelle All Star che si incrociavano con le mie.
Si siede con altri a un tavolo e con un gesto gentile mi chiede se sarò dei loro... avevo già preso posto proprio in quel tavolo di fronte a lei con il relatore della serata... Un tavolo ricco, animato, vivace... Si sorrideva... bando alle tristezze...
Qualche giorno dopo uno scambio di e-mail:
-Certo quella sbrisolona l'avresti mangiata tutta!! Io però non ero da meno!! Il gesto di come hai allontanato il piatto mi è piaciuto molto... mi ha fatto ridere!!
Non mi aspettavo di vederti... Una piacevole sorpresa, ALL STAR!!
Ho preso del riso rosso... a te piace? Lo hai già provato? Se ti va, una sera a cena?
-Il riso rosso per me è uno sconosciuto, perciò accetto volentieri la degustazione. Ci sentiamo lunedì per decidere insieme quando? Riguardo allo... stampellamento... riguardati. Una stretta affettuosa
-Aspetto immobile!!!
La sua promessa arriva:
-Ti va bene domani sera... riso rosso per noi?
-Sì, ti aspetto... Riso rosso per noi.

Mi ricordo... era divertita al racconto di certi miei quadri... o dei miei video... era sorpresa, felice... Il riso rosso con zucca, zucchine, peperone verde e curry mi era riuscito bene.
Insieme con lei... sul terrazzino che dà nel cortile interno a gustarci il suo gelato alla frutta dopo la cena, i suoi occhi lucenti... color del mare... colmi di un profondo sorriso... una gioia guardarla... Una raffinata, semplice squaw, con la voce dolcemente roca e di testa mi ha sedotto quella notte di luna nascente... ci raccontiamo nella dolcezza della quiete notturna, un parlar silenziato per non recar disturbo...

Un vento nuovo, giunto per caso... gonfia le vele... un cambio di rotta... felice, ma combattuto... di perdere... la voglia di quei sapori, la gioia di quell'incanto e il timore di ferire il passato... chiudere un periodo di intense passioni ma anche di laceranti angosce non più sostenibili... il suo ricordo, il suo sorriso, le sue lunghe mani, come "l'ombra del vento"...
E le gambe? Te le scordi... ma poi la risonanza te le ricorda!!

Così la vita! Un equilibrio tra alti e bassi nella ricerca di una armonia dell'istante... il magico istante che ti inonda di immensità... lo senti, non vorresti che ti lasciasse... ma dura l'attimo... saperlo cogliere è l'incanto. Non aspetta, non ha dopo, non ha domani... non ha programmi...  Vola, è nell'aria, nei cuori, nei sentimenti, imprendibile... non puoi rincorrerlo devi esserci... si concede e si libera solo nella gentilezza di quei momenti puri in cui la menzogna non devasta le menti, in cui l'io si ribella alle idiozie del conformismo e si dona generosamente al sentir di pelle... devi esserci sempre, pronto, saperlo aspettare, accogliere... non ama la fila né esser messo in progress... Il suo dono: l'indimenticabile bacio dell'incanto! Senza tempo... E' "l'amor che move il sole e l'altre stelle".

Vorrei... ma sono qui incapace di riequilibrio, in questo stato... mi sembra così impossibile ogni cosa... sbatto contro tutto... ogni movimento è un inciampo... La tristezza mi incupisce, la scaccio... difficile!... La dolce malia melanconica è soffocata dalla tediosa malinconia... Non mi sopporto, ma si vede che devo andare fino in fondo... toccare il fondo, stare sul fondo per un po'... e poi... e poi, raccolgo le poche energie e con uno sforzo estremo cerco a fatica di risalire...
Mi scrive Mara, un'amica animalista:
-...quando la notte sembra piu' buia... non arrenderti mai... per arrivare all'alba non c'è altra via.
Appunto, restiamo immobili... è il caso di dire... e aspettiamo!

Un amico medico mi segue... eravamo in classe insieme alle medie... poi lo persi di vista per 40 anni... me lo ritrovo un giorno al Pronto Soccorso...
-Ciao, -mi fa... con quel sorriso uguale ad allora.
Io ricordai subito il suo cognome... incredibile, mi ha trasmesso una luce strana, sciamanica... Lo stesso imprintig fisiognomico... non è cambiato... ma con una grande personalità... sicuro, comprensivo e disponibile... Si è specializzato in medicina energetica, naturale, omeopatica e quantica... La medicina rigenerativa... del benessere... non quella del 5 più o del 6 meno della LEA.

Ho chiamato lui quando ho saputo dell'esito delle fratture... Stavo cercando di iniziare alcune sue indicazioni... un percorso salutistico con lui concordato... senza immaginare che stavo per avere un tracollo... capivo che qualcosa non andava... spesso stanco, non giravo come avrei voluto... ero come una macchina a tavoletta con il freno a mano tirato... Alla notizia delle fratture rimase incredulo...
-Questo non ci voleva!!... ma fratture?
-Guarda le risposte!!
Mi sembrava di essere sull'orlo di un crollo psicofisico... Lo chiamavo e lui disponibile cercava di darmi ragioni e mi prescriveva scelte omeopatiche da seguire, esami da fare. Qualche giorno dopo era rattristato per ciò che mi stava succedendo:
-Se tutti fossero come te avrei già appeso il camice... e mi dedicherei ad altro... ma abbi fiducia ce la faremo!! E' incredibile la resistenza che fa il tuo corpo, la tua mente... come un cavallo che si pianta e non ne vuol sapere di saltar l'ostacolo! Come vedi non c'è la medicina per tutti... ogni persona è a se stante, la cura è personal... ogni individuo risponde diversamente, non si può generalizzare....

Era un venerdì sera non reggevo più, non capivo in cosa sbagliassi... dopo un mese le fratture non si stavano calcificando, l'osso alla risonanza di controllo presentava ancora un edema esteso... blocco intestinale, mancanza di forze, sfiducia... ero demoralizzato... completamente a terra... Cosa dovevo fare? Poi il lavoro, i problemi... le difficoltà... una cosa così improvvisa... 3 mesi quasi non son niente, ma sconvolgono il tuo modo di vivere... non puoi non doverlo rivedere... Eppure c'è un lato positivo, difficile da scorgere, ma c'è! E' nel vivere questa dimensione che lo avrei scoperto... Mi ricorderò di questa estate!

Dovevo trascorrere, ancora più immobile, altri due mesi... Così l'ortopedico dell'Ospedale, Francesco Zaniboni, uno diverso, non quello che diagnosticò la gonalgia:
-O lei sta fermo e si attiene alle indicazioni di quasi immobilità, non sta con il peso sulle gambe, o la situazione peggiora e lei non guarisce. Ora è tardi per fare un gesso. Continui la biomagnetoperapia, ma soprattutto non carichi sulle gambe.

Stare fermi senza appoggiare, su tutte e due le gambe... una parola!! Bisognerebbe volare!! E a settembre che sarà?
La mia estate era finita il 23 di giugno... due giorni è durata!!
L'ultima sera di primavera... indimenticabile cena insieme con lei sui binari dismessi di una stazione-trattoria tra i monti.

Sabato mattina mi faccio portare due tele un metro per un metro e inizio a riempire di colore una e di scatole l'altra... poi ne inizio una terza che da tempo avevo in casa, una tela di iuta 80x180. Finisco tutti i colori... esausto vado a letto... Lo sfogo in quella ricerca delle forme e dei colori, la loro spatolatura mi avevano calmato... I colori a olio erano finiti... tutti! Strizzati prosciugati... come ero io.

Una coppia di amici mi invita a casa loro nell'alta collina: Cella di Palmia... il recluso esce!... fuori dalla tana obbligato... e mi sento come perso!... senza quell'ossigeno vissuto di computer, libri, colori... Appena arrivato, dopo alcune ore, sarei voluto ritornare... là in città c'è un mondo che mi appartiene... un sistema creativo organizzato che ho costruito nel tempo, che vorrei sviluppare, di cui sento la mancanza... se non ce l'ho a portata di mano. Là ci sono le mie sicurezze... il mio luogo con le mie passioni, le mie visioni... i sogni, le tristezze, i pianti, i ricordi, i momenti di felicità, di incanto... la mia fatica nel costruire quel mondo di relazione in solitudine... di scritture "corsare"... frammenti d'opera... un luogo creativo, sensibile alla pioggia, al vento, alle nuvole, agli umori, agli amori, al sole, alle lune... alle stelle... alla musica, ai colori... ha la sua dolcezza, la sua energia vitale... un luogo che palpita di emozioni... come i sassi del mare...
Ma l'aria di quei boschi di collina mi rigenera... al sole rimango il giorno seguente, una immersione di luce... e nell'abbraccio del sonno pomeridiano. 

Sì, spesso, ora, non mi sopporto, non riesco a guardarmi allo specchio... ho voglia di cambiare, non sono io quello che appare, ho voglia di essere quel che sono dentro... impresa difficile... da solo non posso farcela... non riesco a saltare fuori da questo involucro che a volte mi opprime, muta ma non è mai quel che io vorrei... mi toglie la luce, la speranza... mi sento "come le foglie d'autunno sugli alberi"... fragile!

Lunedì, mi alzo presto, doccia, colazione e mi metto a leggere... Dante... Potevo stare concentrato su quel piacere? No, si accavalla una pratica burocratica... non ci salto fuori... poi un gambizzato riesce dove il burocrate super dotato cade... quel mondo è divenuto una follia... una pratica dell'inutile... La vita si svolge lì nel far adattare la tua vita alla stupidità folle di regolucce impedenti il vivere... Dirigenti, politici, impiegati... palazzi pieni... un nulla senza senso... Burotik Jurassik Park... Mentre si studia la musica molecolare, le nanotecnologie, il teletrasporto... il mondo digitale, le ricerche spaziali, l'invisibilità della materia... la medicina quantica... loro pensano al modulo!... alla compilazione di moduli!... la vita ridotta a moduli!... Producono dei tavoli dove pianificano la tua vita e le loro convenienze...  Ecco a cosa servono i politici per il popolo: gli rubano la vita!... gliela riducono a modulistica da compilare, fanno sentire le persone inutili... facili prede telelobotomizzate... da far andare allo stadio, in coda, a girare intorno alle rotonde... Vai, gira... continua così... qui a Parma la Duchessa sembra abbia un debole per quell'andar intorno!! 

Io non ci penso più a questi qui, ma ogni tanto me li trovo tra i piedi... e ora con le stampelle faccio più fatica a scansarli... poi ritorno con la mente al gelsomino, chiamo Alì, mi sento con l'amico medico, strizzo i colori sulla tela... e ricordo la squaw, i fondali dei suoi occhi di mare, che con la canoa arriva sulla nostra isola... e ci prendiamo il sole... che si fa rosso e restiamo la sera, nella nostra dolcezza... con un luminoso tramonto rosa tra i fiori, le stelle e i flutti del mare che scandiscono il silenzio, aspettando l'eclissi di luna. Inizio di un nuovo viaggio... solitario il cui percorso "già mai non si corse".
(Parma, 06-23/08/2008)

Luigi Boschi

Il gelsomino

Il racconto è molto bello e  la sofferenza fisica ha reso le parole poetiche e profonde.
La descrizione dell'incontro con l'amore: bellissimo! L'ho vista scendere la scalinata della trattoria, l'ho vista ridere e mangiare con allegria il riso rosso,
vivere "l'armonia dell'istante" e ho sentito il profumo del gelsomino... 

M.E.M. 

poeta e anticonformista

Caro amico Luigi

poeta anticonformista anche nella (momentanea) infermità. Forse è quello che ti motiva a camminare anche se per un po' non potresti, mentre siamo circondati da infermi (di mente) che camminano senza mai voltarsi indietro per vedere se magari hanno lasciato qualche traccia o se la strada che hanno consumato è diventata impraticabile per chiunque altro. Ti ho portato qualche susina selvatica ma in realtà ti volevo lasciare qualche brandello di solidarietà, di amicizia, di comprensione. Qualche volta mi sento come te anche se le gambe non mi fanno male mentre devo correre da una parte all'altra e invece mi vorrei fermare. Ma non posso. Il mio piccolo Tommy mi dice sempre "papi quando andrai in pensione allora staremo un po' più di tempo insieme...." ed io non posso che dirgli di sì anche se lui ancora non sa che quando sarò in pensione lui sarà già scappato per la sua strada.

Condivido con te, caro amico, anche qualche amore perduto. Ma la vita mi (posso dirti "ci" ?) insegna a vivere il presente. Anche se il tuo in questo momento non si può dir dinamico.... E non è un luogo comune. Perchè se a volte ti ritrovi a ragionare sul futuro... ti mangeresti la lingua per averlo fatto.

Meglio assaporare il profumo dei gelsomini.

Francesco

...affascinante e carismatico...

....E' un caleidoscopio di emozioni, sentimenti, inquietudini, riflessioni di vita vissuta e in prospettiva. Leggerlo ti avvolge e ti accartoccia nel piu' profondo dell'anima. Ciascuno di noi puo' specchiarvisi e riconoscersi. Molti di noi possono immergersi e annegarvi. Pochi possono risalire indenni. Rinvigoriti?Rafforzati? No. Consapevoli. Solo consapevoli che ragione e passione guidano la nostra anima. E i nostri pensieri sono il nostro destino. Amico mio... non rammaricarti se un Amore è finito, sorridi perchè c'è stato. Un Amore si sente... si vive... A volte non sa parlare. A volte, così come nasce, finisce. Restano solo i sogni a "colorare il buio" dentro e fuori di noi. Allora prendi un giorno di sole, una spiaggia di rena bianca e il mare... immagina di correre a perdifiato fino agli scogli e lì... ascoltare il silenzio, il vento, il frangersi delle onde. Non potrai fermare il vento con le mani... mai... mai...

Mara

Onde del mare

Le persone sono come onde del mare. Mai nessuna uguale mai nessuna ritorna.
Ognuna è l'onda per l'eternità di un istante. Nessuna muore solo ritorna al mare. Come un bambino il Mare sulla riva gioca ad ogni flusso a diventare onda. Così, a volte, qualcosa dentro di noi ha nostalgia di quell'immensità.
...e si ricorda di essere mare. Tu, dove ti poni ora, come sabbia della riva, come onda o sei gia' diventato mare?

Roberto

onde del mare

Caro Roberto, condivido che si debba tornare al mare, esser consapevoli che siamo parte di un Tutt'uno, di un unico organismo. Che non c'è divisione. Per questo mi spiace per Luigi , del suo soffrir per amore e per la temporanea immobilizzazione. Lo sento ancora diviso, alla ricerca dell'amore , quando l'amore e' già in lui, in ciascuno di noi. Questo suo " bisogno" di amore, lo rende ancora fragile e nella tempesta perche' ricerca l'amore al di fuori di sè, ricerca la felicità al di fuori di sè. Dentro di sè dovrebbe trovare tutto cio', dovrebbe trovarsi. Troverebbe la quiete, la serenità, l'amore, la gioia. Sarebbe a casa. Un bacio. Betti

al mare ci torniamo

Ci torniamo e basta....al mare, come l'acqua al cielo e il cielo alla terra. Intanto faccio esperienze e cosi' Luigi. Sono la nostra medicina  le esperienze a volte amare altre dolorose . Non c'e' cura che non prevede  una volonta' di guarire e il nostro SE' ci conduce consapevole alle prove che dobbiamo affrontare. Noi siamo Amore non CONSAPEVOLE e quando lo diventiamo salutiamo questo mondo. Sul mio cammino ho incontrato molta gente ma da quando ho imparato ad incontrare me stesso un sentimento grande si e' manifestato in me:la Compassione. Nessuna interferenza, nessun giudizio.

Osservo , ascolto, se posso allungo una mano, partecipo con distacco emotivo ma con rispetto per il dolore altrui.
Se siamo tutt'uno perche' non dovrei? Ma soprattutto partecipo alla Vita.
Non e' forse vero che in ogni istante dovremmo  prepararci a morire (trapasso)  vivendo?

Siamo tutti a CASA dobbiamo solo diventarne consapevoli......e dell'Amore so solo dire che si e' fatto abuso per camuffare la realta'.
L'Amore e' il TUTTO, il resto sono solo bisogni.
Un buon augurio.

Roberto

al mare ci torniamo

la tua risposta mi ha riempito di gioia. Corrisponde a ciò che penso, a ciò cui sono giunta per esperienza. Sì e' proprio la compasisone che prende, quella nel significato che sai; l'assenza di giudizio e l'assenza di " bisogno", quindi, l'assenza di attaccamento, di aspettative e di quant'altro porti a quella ...parola. E le emozioni pure e bellissime... Ti ringrazio.

Letto di un fiato...

Carissimo Luigi,  ho letto di un fiato il tuo racconto non breve, complesso, coraggioso e intenso, a volte lirico, a volte drammatico, pieno di pathos affannato come uno specchio in frantumi che moltiplica all'infinito immagini e luci.  Che dire: c'é da augurarsi, in prove cosi' esasperanti e odiose, di riuscire a mantenere la dolente, consapevole autenticità di cui nel tuo racconto dai umanissima prova. GCM

Interessante

Interessante. Ciao. Ale

Intenso racconto

Il tuo gelsomino profuma di vita vera. Intenso racconto... molto coinvolgente. Anna

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