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La vita sta cambiando pelle

NON SI PUO’ FERMARE IL VENTO CON LE MANI

(Dialogo con sé)

Sai cosa mi han detto dopo la terza risonanza?
-Che cosa?
Che le fratture non si sono rimarginate e gli edema permangono, non si sono assorbiti.
-Che ti aspettavi di esser guarito?
Beh, dopo questa reclusione forzata! Praticamente tutta estate... e continuiamo per l'autunno... Ma sì, restiamo qui a riposo altri 2 o 3 mesi tanto c'è chi pensa a me, vero? Assistenza sociale zero, dovresti essere invalido; contributi per infortunio o malattia zero non essendo un dipendente; assicurazione zero perché non ce l'ho; si campa d'aria!... Troppo saporita oggi, domani metti meno sale...
-Non ti lamentare!
Sì, c'è chi sta peggio... Bisogna sempre vedere il lato positivo... Per fortuna c'è la famiglia fanno a turno per aiutarmi, per sapere se avessi bisogno di aiuto... Loro sono bravi, quando capitano queste cose spariscono, evitano il contatto... o quel minimo necessario... Il dialogo tra noi si è interrotto anni fa, ad ogni livello, ora sono rimasti solo i convenevoli parentali, ma non c'è più amore profondo, forse affetto... per qualche eccezione... ma cose blande...

-Ma che stai ancora a pensare alla famiglia?
Appunto!... Nato viziato... che ci vuoi fare!... Mio nonno il colpevole!... Ma in me, vedeva forse qualcun altro!... Se sei in strada è omissione di soccorso, se sei a casa niente! Puoi morire in un letto, che fra qualche mese, forse, se ne accorgono perché il proprietario non riscuotendo gli affitti manda qualcuno... o perché un mio amico non sentendomi o per il blog fermo da mesi cerca di informarsi... Ma ormai è così per tutti... O t'ammazzano per strada, o ti lasciano morire per dimenticanza... o ci pensano i medici con qualche cura ad hoc... per loro un corpo è come un meccano da smontare e rimontare... preferiscono i cadaveri... poi a forza di smonta e rimonta il puzzle umano non è più utilizzabile e li mandano a incenerire? Se non lo fanno prima, lo fanno dopo i becchini...
-Ma dai?
Si vendon le bare, fanno una ripassata al cadavere, qualcosa, una protesi... un souvenir l'avranno pur lasciato i cari dell'estinto... sei oggetto di rapina anche da morto... e poi li bruciano tutti insieme... modello incenerimento in comune... Oppure anziché cremarti ti fanno a pezzi e mandano i tuoi trancetti a qualche ospedale interessato... Mi ha telefonato disperata una mia amica di La Spezia... Han fatto questo a suo marito! Cimitero di Massa Carrara...
-Stai diventando macabro...
Persone macabre!... E' un percorso... Che vuoi... i racconti dell'horror van di moda nella società della "monnezza"...
-Non c'è scampo...
Questa però lascia che te la dica... è troppo bella... nulla a che fare con questo genere, ma con quello femminile...
-Sì!...
Incontro telefonico con una mia amica... sai quella pianista... Ormai ci sentiamo più che vederci... poi si diraderanno anche quelle... avevamo avuto una luminosa sera di mezza estate, affiorava intesa e affettuosità, poi dopo qualche giorno una  notte da incubo... Hai presente caldo torrido all'equatore?
-No? Che è?
Quel film con Michael Duglas...
-Ah sì...
Ma che sì, cretino, non esiste, era un modo di dire!! Ma dai una metafora... Caldo torrido, una serata bollente, eravamo inavvicinabili... una sensazione di pelle mai provata prima... due corpi che si respingevano... qualcuno avrà messo tra noi germi distanziatori?... Per fortuna la mattina, il leggero fresco, riequilibrava le sorti... disorientato da una notte per me insonne e incomprensibile... con la doccia poi ritornava il sorriso.

-Qualche pensiero femminile?
Bah!... Qualche scherzo... di chi mi voleva bene... certo! O che ero fuori da quella stanza e pensavo ad altro... Difficile dimenticare chi non avresti voluto allontanare!... quando la ragione prevale sulla passione, son dolori che porti a lungo con te... Mah, non so... poi io me ne andavo dall'ortopedico in ospedale e lei al mare...
-Allora?
Sai che mi dice al ritorno dalle vacanze?... dopo un'estate di dolci messaggi? Meglio, mi ribadisce, perché qualcosa me lo aveva detto durante un suo ritorno in città... ma lì per lì non ci avevo fatto caso...
-Dimmi, dimmi?
Che uscire con me la blocca... sai perché?
-E dai! che fai il prezioso?
Perché non ho l'auto... perché ho la casa appartata, in un interno, come se volessi isolarmi dal mondo, con il terrazzo che prende il sole solo due mesi l'anno... e infine perché in una mia battuta ho detto che ho bisogno di felicità... forse avrei dovuto dire che avevo bisogno di persone che mi venissero a riversare la loro negatività, il loro stato d'angoscia... No, tu dimmi cosa dici a una così?
-Ma va' a cagher!
Appunto!! L'avrei fatto in altri tempi!... Mi diverto invece ad entrare in questi meandri... per me sconosciuti... Bagni di attualità! Miniere d'oro per uno scrittore... Sono una spugna... lo sai, non mi riesce di indossare l'impermeabile,  non son capace... al contrario di certe educande impermeabilizzate!!
-Finché riesci a risalire!... e  qualcosa non frana...
Ti fan sentire meno di quattro lamiere motorizzate... queste ansimanti... Capisci? L'auto... Un mito del dopoguerra... Questi sono ancora lì, con le loro scatolette a gassificarsi... e uno Stato canaglia che li incoraggia... La mobilità collettiva, diversificata, intelligente!... efficiente possibilmente... car charing... Chiedere troppo!... Con quelle del Comune sembri un messo comunale in trasferta... eleganti, discrete... Una fantasia!...
-Ma hanno in testa il modello concentrazionario...
Sì, e i luoghi si spopolano... quelli della montagna soprattutto... ma perché togliere i sorci dalla trappola?... Ci abbiam messo così tanto per educarli!... teniamoli lì... che vuoi liberarli? 
-Non iniziare con la politica...
Hanno una invenzione nelle cariche, negli incarichi, nei nomi delle società ad hoc.... Ormai è sempre più in uso nel design amministrativo "il porta qualcosa", portabandiere, portabiti, portascarpe, portaombrelli, portacarte, portapenne...  dopo il portasindaco, hanno inventato il suo portavoce! E' l'incarico più bello... Ti immagini questo qui che ha nella sua valigetta la voce del Sindaco: 45 o 33 giri? formato DVD, CD, su nastro?... IPOD?... Ultima generazione!... Oppure nel revival nostalgico, apre il cofanetto e voilà parte il grammofono stile anni '20-'50... Un bel sorrisino dalla bancarella del mercato: Signori e Signore, venite, la voce del Sindaco!.... Canzoncina... e... per voi: Le mutande del Sindaco al Regio... offerta speciale!... La maglietta del Sindaco con gli immigrati... scontata!... La colonia del Sindaco al tabacco... ultimi mozziconi!...  

-Sì, ho capito, ma lascia stare... continua con la tua storia...
Ti dicevo... una donna amabile per certi versi... è una di quelle intelligenti... professionista... che ama la natura... stile commedia all'italiana... slogan da carosello anni 60! Non si scappa è questa l'italietta!... seduti sulle quattro ruote...  Anche lei... non sa come fare senza!... Non sa come fare, tutta presa da una girandola infinita dove l'io non ha più storia, ma è uno strumento in balia di cose, il più possibile, e consumi che delineano i suoi percorsi, variabili, all'umore degli oggetti.
-Eh!
E' che mi chiama tutti i giorni... dolcemente, uno scambio di idee sulla giornata... piacevole... Ma la telefonata non sostituisce un incontro... non so se anche per capire... è confusa?... non sa?... a volte ho dubbi su di me! Io stesso mi rifiuto di approfondire... Cosa vuole da me, visto che preferisce evitarmi?... Lascio che lo maturi... Cambia anche il timbro della voce quando mi parla affettuosamente... sai quel falsetto di testa... da bimba che non è più... Registro che modifica al parlar di altre cose... Ma io non so cosa le passa per la testa... semplicente, forse, un affetto a distanza come si fa con un amico... Anch'io a dir la verità non vado oltre... il desiderio passionale, scoraggiato, forse è già scemato... c'è come una conflittualità latente tra noi che i corpi han subito avvertito... Ha un animo gentile... ma, non so, quasi come avesse paura ad esser donna... presa come è a fare l'uomo nella vita... la necessità e il desiderio dominante... ma non si addice a una pianista!
-La psicologia femminile...
E'un processo che delego volentieri... psicopatologie da mancata realizzazione del sé... Dover o voler esser altro da ciò che si è... in cui uno strumento, pensi, ti cambia la vita! Che società!... L'amore profondo nell'uomo e nella donna non è più visto come sogno appagante... se accade è una rarità, lo vedi subito, ne rimani incantato... quasi non credibile... Troppa bellezza!... No, preferiscono altro... E' sostituito dal consumo pornografico e dal sesso, momenti di svago insieme ad altre cose da fare... lifestyletv, o ideologicamente reificazione... tutto intriso dall'aspirazione drogata di successo e denaro... in un contesto al tramonto!... secondo fissati parametri di categoria... per mantener le cose... Una società senza amore! Che non sa più vivere la magia della solitudine... ma si nutre di ebbre ciance...

-E con tanta violenza!
Sì!... Ma, non so proprio con chi abbia avuto a che fare prima... ne sembra ancora traumatizzata... la paura di fare un passo falso... E se la vedi non sembra, ma è così nel suo pensiero... Quasi un principio di doppia personalità... Una epidemia in diffusione!... Specie tra i gemelli e i pesci, doppi già alla nascita, ma lei non la è... in senso positivo, a volte, nascondono il loro vero stato d'essere, anche per sensibilità... Un modularsi alla convenienza... Questo comunque è ciò che macina nei neuroni, che le è rimasto di me... Dopo che le ho detto che da anni ho fatto la scelta di non aver l'auto... è come se avessi... Non mi viene un paragone tanto è grande la disgrazia! Insomma vali meno di quattro lamiere e un terrazzo al sole 360 giorni l'anno! Sono sconfortato!...
-Sì, proprio tu?
Smettila! E' proprio così, in questo momento... questi slanci di attenzione e passione mi fan ritrovare la serenità!...
-Ironico!...
La forza di combattere contro una malasorte che mi ha bloccato le gambe... in una corsa a piedi... pensa, a piedi!... Fortunatamente nonostante la semi immobilità che mi accompagnerà fino alla fine dell'anno e queste turbe da abitanti dei balocchi, ci rido su... amaramente!
-Ti capisco...
L'abbraccio è una cosa seria pochi lo sanno fare... si limitano alla finzione. L'abbraccio in amore trasmette tutto quel che hai dentro... potresti svenire in quell'incanto!
-Quando parli di coincidenze negative...
Eh sì! Un 2008 niente male! Inizio con una influenza e una bronco tracheite due/tre mesi... con dosi di antibiotici da cavallo che mi avevano distrutto. Poi l'oscuramento del blog, ad opera del cileno Vergara, nomination al Curtatona Nobel of Peace... e il suo ripristino. Dopo una primavera di passione e rinascita, pensavo in un ritorno alla luce... al futuro... inizia invece con il solstizio estivo un periodo nero e immobile... Fra qualche giorno è il 23, equinozio d'autunno... spero giri la ruota!!
-Spera...
Avrei voluto... avrei voluto scriverle la prima lettera... ora che scrivo?... il suo dire mi costringe al razionale, non so perché?... cosa che non vorrei, mi bastano i miei articoli... sempre più radi ormai, preferisco il racconto... Non so più che dire a questi qua!!! Queste marionette...
Avrei voluto scriverle altro... ma mi ha come inibito... Il sentire emozionale deve essere ispirato... ora non c'è, è stato disatteso... L'assenza di una complice affettuosità... Quando la passione si consuma nella distanza, vien meno l'anima del sentire... amputata!... E' come se tra noi ora ci fosse una barriera... e i sentimenti vedo non partono più e non passano... forse non ci transitano, li rimandiamo entrambi a riva... Va a Venezia e...

-A Venezia?
Sì, mi porta con lei vicino, mi dice in un sms, a Venezia per calle... Perché? Certo è aria diversa andar per calle... o per Calatrava... sempre di gran moda... a Parma hanno tentato una mal riuscita scopiazzatura... un similcalatrava... poi si lamentano se gli clonano i loro dop alimentari...
-Stai per calle!...
Ho gradito il suo pensiero... il suo tenermi vicino... ma non capisco... Un tenermi vicino a distanza, visto che non ci vediamo mai... ha altro da fare!... da pensare!
-Perché le  scrivi?
Una sua mail... Avrei voluto inviarle subito una lettera dopo la sua mail e un suo commento "sbadato" a un testo che ho pubblicato, ma la riflessione mi ha suggerito di aspettare... l'ho scritta, ma non l'ho inviata... avevo bisogno di lasciarla sedimentare... brutto segnale! tu rifletti... io rifletto... lei riflette... noi riflettiamo... con tutta sta' luce....Muh!! A forza di riflettere qualcuno si brucerà!! Certo abbiamo scelto il periodo migliore per frequentarci!!... Poi ho preferito chiamarla... sì, una lunga telefonata...
-Ma vi sentite spesso?
Sì, tutti i giorni... ascolto! Una piacevole onda... Un cordiale appuntamento di battute... resoconto della sua giornata... la mia è in rete... e in casa... Ma evito ogni proposta perché sarebbe un no! Troppo presa in altro... Il primo "no" mi basta... massimo arrivo al secondo... poi sfuggo... fanno male!... preferisco... o vorresti anche un sano sadomasochismo? Lascio sia lei a decidere... son curioso di scoprire questo suo slancio... continuamente rimandato... la cultura del dopo... che non c'è! Mi limito da tempo al solo ascolto dei suoi spostamenti, delle sue feste, dei suoi viaggi, delle sue nuotate, dei suoi incontri, delle sue cene... dei suoi amici... Io son qui, ma di rado la vedo... anzi, proprio non la vedo... Lo star fermo e la sofferenza fisica mi han reso più paziente... ma il ricordo di questi mesi resterà... indelebile. Passerà!

-Dai smettila!
La chiacchierata, o meglio il suo soliloquio, con me al telefono mi fa bene... radiofonico!
-Terapia di rilassamento telefonica?
Avevo un amico che chiamavo e bastava dargli il là... lui continuava per ore... e così a volte mi addormentavo e mi svegliavo la mattina con il telefono sotto il cuscino...
-Raccontami della sua telefonata?
Ho colto un certo piacere in lei tirar fuori quel che ha, quel che è... parlava con energia, non in falsetto, di ciò che le piaceva... era preparata... si capiva! si percepiva... la faceva sentire a casa... come era! Le piaceva parlar di psicologia... ama inquadrare gli altri... in una semplicistica casistica narcisista... una volta me l'ha anche spiegata... Si è fatta un certo percorso di analisi... che riversa... Un desiderio... quasi di voler mostrare il suo lato cerebrale... timorosa forse che io non lo avessi capito... Tipico di un io inappagato e insoddisfatto... generosa... a volte cerca... ha la pretesa, di dare ad altri indicazioni... sui comportamenti... Mi ricordo che la sconsigliai di inviare una lettera, che mi lesse, con fraseggio indicativo e critico, a una sua amica... Se ci tieni a lei evita! Lo fece... Le persone non le cambi, sono così come sono: un pacco dono preconfezionato!
-Tu dici che...
Guarda è una donna splendida come immaginavo... da giovane era anche molto bella... la è ancora... la sorpresa è che va oltre... specie quando accosta... l'auto all'essere umano... e l'ascolto non è il suo forte!... come il confronto... un pensare più rigido che elastico... schematico... poco aperto... vien meno la morbidezza del ragionare... insieme.
-E dai!
Ascoltarla è come sentir una musica... una melodia... quella sera aveva un suo ritmo che mi faceva bene... lei cantava con la sua parlata e io assaporavo il venir della notte con gioia, anche se avrei preferito un ascolto dal vivo... quelle cose dette magari tra le mie braccia... Dimenticavo però che la sua eco l'aveva già trovata!!
-Eh!... la sua eco!
Ma sì, una battuta... le scrissi che andava in canoa in cerca della eco del mare e mi rispose che già l'aveva!... Il nome di una spiaggia... Niente! Ti dicevo, le avevo già scritto... ma volevo completare laddove mi suggeriva il ricordo della sera con lei al telefono... le mutazioni in corso d'opera... senza togliere però nulla a ciò che avevo abbozzato di getto, subito dopo la sua mail in cui mi chiedeva se ero risentito?
-Ma lo eri risentito?
Io mi "risento" sempre!... nel senso etimologico del risentire, ossia riascoltarsi... si perde sempre qualcosa... non credi? specie se di origine femminile...
-Simpatica battuta, ci giochi con le parole...
Ci gioco, ma nel profondo... Mi piace la loro musica... è come uno spartito lo scritto... lo rielabori continuamente, scrivi di getto, poi l'idea, la frase, una sfumatura, un appunto... una nuova riflessione... una continua rilettura... la punteggiatura!... E' un fascino ricercato la scrittura... è una donna dalla quale non ti stacchi, se ne hai provato le emozioni!
-Ma che le avevi scritto?
Tra il pesce siluro e la divinità c'è la persona!
-Cosa?

Sì, la differenza è appunto nel consumatoio autoriproducente, il pesce siluro, e la piena realizzazione del sé, ossia il disfarsi del proprio essere che è oltre l'uomo, ma questa è solo opera divina... In mezzo ci sta la persona con le sue debolezze, i suoi errori, i suoi orrori, i suoi successi, i suoi fallimenti... E finché siamo esseri terreni siamo come ancorati, pur astenendoci, all'essere con gli altri... e così nell'amore, nel piacere, nel dolore... sta a noi non diventar spazzini del fiume!

-Ma un pensiero più leggero? Volevo dire...
Lasciami finire!... La tensione alla purezza è aspirazione al nostro essere che si fa pienamente con la morte. Ma la purezza dei sentimenti e delle passioni terrene hanno un'altra dimensione... sono come la maturazione naturale di un frutto... E' un gusto che se te ne alimenti non sei mai sazio! L'albero da frutto, muore quando non li dà! E così per l'uomo la felicità, l'amore, i sentimenti saranno insapori se limitati, vissuti nella superficialità, l'uomo si spegne... diventa uno zombie... Questa società che umilia le passioni... per il tifo da stadio!... Certo puoi viverle dentro di te, ma non puoi limitarle lì, devi trovare il modo di incanalare questa forza... senza disperderne la potenza...
-Attento...
Solo dentro di sé?... allora fai una scelta da asceta!! Tutto possibile... ma ho visto certi asceti cader male!!
-Ma tu cosa pensavi?
E' come il fiume che va al mare... si diventa mare alla fine della vita... possiamo immaginarci mare... ma restiamo fiumi che scorrono...
Ogni persona è un universo, proprio perché persona e non solo individuo... è ricerca della propria espressione, del proprio essere con quella carica di tenerezza, dolcezza, sessualità, amore che si riversa inevitabilmente nel mondo vissuto... modi di essere dimentichi... sostituiti da alcool, droghe, psicofarmaci...
Guarda, grandi esempi del sentire... Francesco, raggiunge la divinità nella povertà. Dante, elabora il divino nel poema. Sono uomini, straordinari, ma uomini... che han fatto della loro vita un'opera,,, perché non costituiscono modelli di riferimento? Perché vengono  continuamente innalzati idoli d'oro per le telestupidità? Ogni settore con i suoi vitelli... o vacche... si fa per dire! E le mamme che voglion la figlia miss, modella... quel mondo di povertà!
-Ma dai! Ogni essere...
Ogni essere nella ricerca delle sue potenzialità è non essere e nel suo non essere trova il suo disfare. Annulla se stesso in una ricerca di sé... totalizzante, non parte time. E questo è lo sforzo di una dimensione unicum... il disincanto senza difese con la realtà.

-Ecco mi sto perdendo...
Non separi, vivi ogni attimo nella sua intensità... una dimensione artistica povera, alta... non mi interessa il pregiudizio, né il giudizio dell'altro... mi interessano i suoi sentimenti veri, le sue passioni, il suo sentire e sentirmi. Io mi disfo, mi ricompongo, mi riannodo, mi collego, mi scollego, mi elaboro, mi dissolvo, mi trovo...mi ritrovo, mi perdo... ma in ogni dimensione sono vero... e cerco di cogliere quell'attimo animale o dell'anima... semanticamente, come vedi, molto simili... solo un "le" aggiuntivo
-La vita, un attimo e ti cambia la visuale!
E' vero... La visuale... Nelle rare, forzate uscite di questi giorni... venivo da via Costituente e nell'immettermi in bicicletta  in via Bixio... pensavo a un testo che stavo scrivendo... alle gambe... mi son trovato il frontale dell'autobus ad un palmo dal viso... non lo avevo visto sopraggiumgere... Per un attimo non ero lì... ma è stato un attimo la cui durata era diversa dal nostro tempo... ero come evaso dal mondo... l'autobus mi ha riportato a terra!
-Quante volte ti chiedono "Tu cosa fai"?
Eh!! "Non c'è più niente, da fare! E' stato bello sognare" ... ricordi Bobbi Solo...
-Gran testo...
Le donne soprattutto! Oltre ai parenti... Tutti legati agli stereotipi del conformismo benpensante... incapaci di verità, vivono nella menzogna, nella finzione... hanno vergogna di se stessi se li metti a nudo... Per loro il mondo è fermo, si muove solo per i loro consumi... Quando parlavo del digitale alla fine degli anni '80, inizi '90... i cambiamenti che avrebbe portato con sé... nella società, nell'alimentazione, nella convivenza, nel lavoro... nessuno ascoltava... una voce senza dialogo... e ora tutti... lasciamo perdere...  
-Si sappiamo...
Non si rendono conto che gli ambienti intelligenti sostituiscono le attuali pratiche (dis)umane... l'uomo deve reinventarsi la sua vita... questa in cui è schiavo del processo e prigioniero di una becera burocrazia è in disfacimento... Saldi di fine stagione!
-Per favore...
Cosa fanno questi eletti geni del bene comune? Anziché distribuire la banda larga e incentivare il telelavoro costruiscono la metropolitana; anziché sostenere la creatività e le conoscenze locali finanziano la banda dei maiali e delle vacche che impestano il mondo! Guarda cosa han fatto della musica a Parma con tutti i finanziamenti ricevuti?
-Che tasto! Smettila... Ma tu che dici quando ti chiedono cosa fai?

Scrivo! Scrittura e Ricerca artistica... Il mio non è lavoro, direi piuttosto un ricercare me stesso... nelle sfide oltre l'orizzonte, oltre le pratiche consolidate... è la continua aspirazione di andare oltre il già noto... Vivere altre dimensioni... E' ricerca continua, vera, non banale, del sé in ogni suo slancio, ascolto, pensiero... Ogni momento, ogni azione come se fosse l'ultima che fai... Come se questo fosse l'ultimo testo che scrivo... speriamo di no! Quante cose vorrei dire... dove è finita la nostra tenerezza... Che tristezza mi coglie... quella dolce femminilità che ha ispirato ogni canto!
-E non ti chiedono "Tu come vivi"?
Eh!! Certo... Si vive dentro e fuori... quando vivo fuori mi dimentico spesso dell'io in carne e ossa, quello che dorme, beve e mangia, intendo, quanto più mi è possibile... per non esserne condizionato... Astrarsi dal reale è darsi all'ideale... Il puro declinarsi momentaneo ai bisogni è occasionale... una minima, marginale necessità... dovuta al tuo corpo... Il minimalismo come scelta rigorosa, eleganza... rispetto... sobrietà, gentilezza. Amo immaginare e costruire mondi anche per pochi istanti ma unici e di incanto... con quello che si ha! Soffro quando questo mio impegno è incompreso, viene banalizzato e senza attenzioni qualcuno rompe il clima... Fare di noi un capolavoro non è semplice, ma è poesia di vita, anche con la sua asprezza...

-Dare se stessi...
Vivere fuori dal sistema non è facile, credimi, e non tutti ci riescono o se lo possono permettere... nemmeno io forse!... e chi se lo permette deve essere pronto a grandi sacrifici... nel senso di dare se stessi, il meglio di sé... Certo si corre il rischio di una vita in dissonanza... Vivi una dimensione altra, fuori da te, fuori dal tempo, fuori dai fatti... o meglio la dimensione "oltre"... Vivi con passione l'amore... Nella profondità dei sentimenti... Anche fosse solo per un giorno... Con coraggio affronti il mondo, la società la vivi, non la transiti, ma non ti lasci ammaliare... altrimenti sei finito... quando sei preda del mercato non vali niente!
Devi produrre fatti, azioni, cose incomprese, diseconomiche anche, spesso in controtendenza... non aspettarti mai gratitudine... ma armoniche, che solo il tempo, forse, riporterà... spesso però si dissolvono... ma la tua vita diviene comunque un'opera... Qual è l'opera della nostra vita!
-La tua storia ha un peso...
Non ricadere nel personale!... Non voglio fare la mia storia! Ma tu pensi che il mio cammino scelto, anche per caso, non sia agli antipodi di ciò che avrei invece comodamente potuto fare? Esser vegano con la provenienza che mi ritrovo!!
-Capisco...
Essere accomodanti: il modo migliore per vivere nella mediocrità!... che io detesto! Mi basta vedere le prodezze di questi!! Buffoni... di queste scimmiottature televisive... Nessuno è più se stesso!
-Non iniziare...
E' la mia vita... e nessuno si può permettere di banalizzarla, nemmeno la famiglia! Incompreso? Non importa! Non mi interessa ciò che pensano anche legami di sangue!! Non è pratico, è vero... ma che ci vuoi fare... sono fatto così... irrimediabilmente perso nella ricerca della bellezza dell'istante... ancora innamorato del sorriso... del fuoco delle "famiglie illuminate a cena".
Le scelte ai limiti sono quegli aspri, imprevedibili, incomprensibili, irragionevoli percorsi che ti consentono di sperimentare la vita, non di consumarla preda dell'affacendarsi e dei confort... o prigioniero del sistema. Generarsi e rigenerarsi, inventarsi e sperimentarsi, scoprire e vivere nel deserto della libertà... è gioia e fatica!  Vivere al confine senza fine è scoprire nuovi mondi... non il déjàvu... degli abitanti dell'effimero ancorati alla loro scatoletta motorizzata.

-Astenersi nell'amore...
No! Astenersi nel timore è altro dall'astenersi per il piacere. Astenersi nel desiderio è altro dall'astenersi per paura... Quando l'astensione deprime la bellezza, la gioia di vivere è come repressa... non fa bene... L'amore è un dono che va colto e coltivato.
L'amore non è avaro né si aspetta il controdono... Quando si ama o si è innamorati, si vorrebbe stringere a se, accarezzare... passare del tempo con l'amata... si vorrebbe vivere l'intensa, dolce intimità... perdersi nel tempo del silenzio, dell'ascolto, del gesto, dello sguardo, del sorriso... dello scherzo... dell'abbraccio, del piacersi, delle passioni... quegli attimi di vita gioiosa... Capirsi già nel tatto, di pelle... Godersi l'aria per strada... su uno scoglio, sulla battigia... assaporare il vento dei monti, lo scorrere dell'acqua nei fiumi... Viversi all'aperto nella complicità dove un bacio, un abbraccio, una carezza contagiano, riempiono le vie di una città... donano luce e ogni stanza è abitata... con gioia... E sorprendere sempre... Sorprendere nel desiderio! Chi non sorprende non ama e non è innamorato! Chi non è capace di sorprendere non vive e non sente passioni...
-Hai ragione... ma in questa ultima storia...
Abbiamo assaporato insieme... alcuni momenti... che restano... Lei di origine danese, suona il pianoforte... al Conservatorio di Parma... un ricordo dolcissimo: lungo il nostro primo, tenero bacio... nel pieno della notte... Le sue labbra... si accarezzavano con le mie... ci siamo persi... Una sera particolare... forse il dolce ai lamponi... con una salsa appena calda... Entrambi nel desiderio di trovarci così, di sentirci, come avremmo voluto o dovuto, dopo anni di reciproca, incomprensibile "astinenza"... Cosa ci ha tenuto lontani allora... quando la conobbi giovane studente?... cosa ci tiene lontani oggi?

-Eh!
Da troppo tempo, da troppi anni... c'è un mondo che mi sta stretto, come ad altri, forse sono più accomodanti... non solo nel cercare me stesso, ma anche nei sentimenti... possibile che non si possa vivere un amore vero in libertà! Sempre condizionamenti!...
-Beh ma che è  successo?
Qualcosa, forse, tra noi, d'improvviso, si è messo di mezzo... proprio non va... Sembrava esserci tutto, attrazione, intesa, dolcezza... indipendenza... non so cosa ci blocca... non so, ma il timoroso astenersi dal desiderio o dalle passioni, non può che far male, credo e peggiorare...
-Pessimista!
Finirà, se non è già finita... probabilmente mai è iniziata... mi rattrista... Il suo mentale sta reprimendo una reciproca passione... allontanata!... non nascondo che nutrivo qualcosa... mi intrigava ... avrei voluto scoprire... conoscere... esprimere... ma sentirsi meno di quattro lamiere motorizzate!... Beh, qualcosa stride!... Una caduta mentale... forse è una scusa... forse ha paura di un tuffo... in una relazione...
-Ma tu vorresti...
Le relazioni semmai divengono... gli amori si incontrano... ma non sappiamo se questo è amore... ora non penso... mi interessava più capire se da questo nostro desiderio che da stempo portiamo appresso poteva nascere qualcosa... Ma dopo l'entusiasmo della prima cena, ora mi sembra come svanita per lei e per me la passione che ci attraeva la prima sera... Una passione bloccata sul nascere... ma può forse esserci passione vera se  sospesa ai fantasmi senza senso?... Muh!... e una passione deve essere libera non può stare nei calcoli... nelle misure... No, ora non c'è!
-Una dissonanza...
Un abbraccio dissonante... La dissonanza è pur sempre una sonanza altra... dipende dal contesto in cui si suona... Dissonanza è tensione che si risolve nella consonanza... Dissonanza e consonanza dialogano, è un armonico alternarsi di tensioni e distensioni: in uno spartito classico è colore, emozioni... nel jazz è fantasia ritmica che gioca.
-Quindi?
Mi ha costretto ad essere razionale anziché in amore... dispiegarsi nella propria dimensione è altro dal donarsi nell'amore... l' essere naturale... nel dirsi tra i sentimenti piuttosto che nei ragionamenti... ci vuole tempo... dedicarsi tempo... ma se non ne senti il desiderio è inutile!... è perdita di tempo... L'incanto è fragile, si dissolve in un attimo se non accolto da tenerezza, dolcezza, sessualità, amore... L'incanto lo si coltiva, non lo si tiene fuori dalla porta... Non c'è bacio senza sorriso...
-Questa mi piace...
Non c'è più vicinanza attrattiva, ma distanza... non so! A volte mi sembra come i bambini che vogliono avere tanti giochi, di tutto, di più: oggi la canoa, domani il pianoforte, al mare la pianola, la chitarra sui monti... tutto bello... un misto di tante cose, case, ma non c'è profondità, una ricerca di identità, ma l'uso di strumenti per assumere ruoli di società... una ricerca di sé con gli arnesi del piacere, timorosa forse del suo svanire nel tempo di bella donna... come sostituire questo ego?
-Prende la rincorsa in anticipo...
Gli strumenti divengono protesi indispensabili, estensione provvisorie, sostitutive... di qualcosa che vien meno o non c'è! "tanto per cantà"... un po' vivere superficiale e camaleontico... un io che ha come paura ad immergersi nella profondità dell'unicum... nudo! E l'artista è nudo!... Lo riconosce, ne è attratta, ma la vicinanza a quella dimensione spaventa... La dimensione artistica è virtuosismo del gioco, è divenire quel gioco... è l'annientamento di un io consumatore e dissipatore per essere pura energia... la vicinanza al sole è riservata alla luce... divenir luce rimanendo anche corpo non è semplice per ora.
-Una forma estetizzante...
La ricerca estetica in sé, nei suoi valori da vivere nella quotidianità non per esser messi in mostra... L'eleganza non è il vestito della domenica!... è armonia in ogni istante di vita... L'eccellenza è impegno, l'eccellenza è solitudine... elabora l'intuito e genera energia vitale... l'arte è dedizione totale è la tendenza al divino che è molteplice, non diverso.

-Cosa vi separa?
Non saprei... Ma!... Guarda... Ho visto con attenzione dei filmati di sue feste con amici, di cui sembrava andar fiera. L'occhio della telecamera è spietato... riprende l'anima delle persone... beh, in particolare in uno,  non ho ritrovato tratti di bellezza... io in quel mondo non mi sentirei felice, mi sentirei fuori luogo, fuori posto... non ho visto niente da spartire... una forzatura in molti, una sboccatura per altri... Nulla di vero... se non la finzione... un essere ciò che non si è... o ciò che si vorrebbe essere, ma non si ha il coraggio... in un verso o nell'altro maschere!... un contesto nostalgico deprimente... soffocato da cibo, vino, strimpellamenti vari accompagnati da danze volgari... scene da Luchino in "Caduta degli dei"... La fine di una società!
-Tranchant!
Non so cosa lei ricercasse in quella dimensione, da lei voluta e prodotta... tutti quegli sforzi per quella roba lì? Non so... postumi dell'anima goliardica o liceale... forse lì si sente a suo agio... si sente realizzare... non so... ecco forse questa visione di mondi ci fa rimanere lontani... entrambi personalmente attratti, ma consapevoli di una impossibilità di andare oltre perché apparteniamo e ricerchiamo mondi diversi... una diversa realizzazione del sé... Quel maledetto conformismo te lo ritrovi in tutte le salse! Una sotto cultura... c'è chi va a veder Berlino e mangia nei kebab!
-Un rompicapo, ma lucido?
Sì e vero, soprattutto! E' che se questi qui li metti a nudo, in pubblico, in questo loro modo di essere, si vergognano e si irritano... ti tolgono il saluto... eppure sono sempre loro, non sono altri! Tutti potenziali Ciravegna! Ancora con il pubblico e il privato... Che diversità mostrarsi da baldracca o pappa davanti a cinquanta persone o a un milione?
Privato come luogo del permissivismo... come se la persona non ci fosse più... Questi della morale del giorno dopo!
Forse che il divertimento è disfarsi della bellezza, dell'eleganza, del gusto? Tutti esseri vuoti travestiti per l'occasione... Sotto il costume il mostro!... nelle sue declinazioni.

-Mi sembri un po' pesante...
E' niente quel che scrivo per quel che sono veramente questi qui dell'apparenza!... del perbenismo... conformismo... benpensanti... Han distrutto l'eleganza, l'attrazione seduttiva della musica, del ballo!... ridotto a volgarità!
La musica: il solista, la coppia, il gruppo, l'orchestra... perché banalizzare queste luci? Anche quelle popolari: il passo del tango argentino, Profumo di donna, la fisarmonica di Piazzolla... la chitarra solista di Peter
-Mi è piaciuto quel commento... del vento...
Sì, "Non si può fermare il vento con le mani" una felice metafora, una intuizione intelligente di una persona sensibile, vera, che gratifica l'immaginario del racconto... Il gelsomino e il riso rosso.  Mi ha commosso.
Qualcuno invece ha tentato di decifrare, i personaggi, l'analisi psicologica, sbagliando, senza capire che un racconto è letteratura, in cui si cerca di dare parola ai sentimenti, agli stati d'animo, di descrivere situazioni, un immaginario in cui le persone si ritrovano... si rivivono... felicità, incomprensioni, angosce... è il vissuto di una società di oggi o di ieri o del futuro... Un segno, uno scritto, un immagine è ciò che rimane quando il resto non c'è più.
-E' difficile estraniarsi...
E lo dici a me? La mia è una ricerca letteraria, è così difficile da capire?... non è autobiografia. Il racconto trascende la persona, i fatti, i luoghi, i tempi. E' il sentire che mi interessa... voglio cogliere l'essenza, l'anima che nel racconto prende una sua dimensione... E in questo contesto, realtà, fantasia, fuori dal tempo, le persone, la vita occasionale, si intrecciano... c'è solo un immaginario letterario... con il suo clima, la sua solitudine, la sua dimensione... le relazioni... la storia del tempo... con la loro capacità piena di carica spirituale, chimica, intimistica... affettiva, sociale. Le emozioni che ti fanno accaponare la pelle, che ti fanno sentire i brividi o il desiderio che ti prende lo stomaco... le angosce, la gioia... Non so se ci sono riuscito...
-Molti pensan di leggere un racconto come se fosse un articolo...
E' vero... quel nozionismo che ha riempito il cervello della gente... Non riescono a cogliere... la delicatezza della ricerca letteraria... i ritmi della poesia, del racconto... è nell'attimo!... lo fa vivere e rivivere nella molteplicità di ognuno... un sentire universale che è altro, trascende... il "particulare". Difficile riesce, forse, quando conosci chi scrive...

-Con alcuni scrittori sei così anche tu...
Ma sì è vero... si perde l'immaginario, quando conosci chi scrive, capita così... anche a me... Se poi la figura non ti ispira... Ad esempio io di Conti non ho letto niente... Così lui di me... io ho una scusante, dovrei comprare i suoi libri, lui no, perché riceve le mie mail e i racconti sono in rete... Dicono sia  bravo, abbia grande tecnica... ma quando lo sento parlare, quando lo vedo di persona, se osservo per chi lavora, cosa fa... a cosa si presta... no, il suo presenzialismo... no, quello non può essere uno scrittore... per me! Come fa? Dove trova il tempo della lentezza!... Ma prima o poi lo leggerò, mi interessa capire questo insieme di aspetti: il grezzo, la mercificazione e il romanzo.
-Vedi come sei? Cosa c'entra Conti con quel che fai?
Sì hai ragione, divagavo... esser veri è anche questo... Dire con garbo quel che pensi!
L'analisi, i sentimenti o le passioni che il testo emana sono svincolati dalla realtà... Certe insinuazioni (lievi, devo dire, anche nei commenti)... fatte da lettori che mischiano me con quel che ho scritto!! Riflessioni che devono essere viste nel testo e non cercare di analizzare fatti, comportamenti e riferirli alle persone... che c'entro poi io? Ma ho partorito qualcosa che è altro da me... E' il provincialismo che non va oltre il proprio ombelico... ti ammazza!... Nel metropolitano ne scopri anche di peggio...
-Ma...
Non è bello, né elegante... e su questo, da parte mia, non dovrei rispondere... Così come su alcuni passaggi telefonici... che lei mi ha fatto! Lei la danese! Ma continui a strimppellar il suo pianoforte, la pianola e la chitarra!... Continui le sue feste, le sue gite... i suoi impegni... Siamo ambienti diversi... sì, poi mi chiama, è gentile... sa farmi sorridere... Ma ho capito che ci fermeremo ai colori dell'amicizia... belli, ma di altra luce!
-Ehi!...
Ripeto è un testo letterario, non una storia vera... poi ognuno coglie quel che vuole... Qualcuno mi ha detto che ha trovato bellissimo nel "Il gelsomino e il riso rosso" i passi in cui lei, la squaw dagli occhi di mare, scendeva le scale e quell'altro in cui sorrideva al cenar con il riso rosso... Ecco riuscire a dare un immaginario, un far sentire chi legge dentro, immerso nel racconto...

-Forse fanno fatica a percepirti come scrittore?
Può darsi, anzi certamente... vivono i miei scritti come un diario... cosa che non è!
-Tu insisti, vedrai...
Il testo poi va capito in un contesto più ampio... Se lei avesse letto i miei racconti precedenti forse avrebbe capito il valore che io do alla famiglia... purtroppo ho vissuto divisioni tra fratelli, lacerazioni tra consanguinei, separazioni... strascichi fino alla morte... basta!! No, non ho voluto essere causa di questo... So, conosco le tragedie personali che si consumano... per cosa? Per l'amore temporaneo che va? Per la passione che non ha saputo decollare subito?... No, l'età e quel poco di giudizio rimasto non mi hanno fatto andare oltre. Questa è la vita attuale fedifraga e abbandonata al piacere del momento, non all'incanto dell'istante... alla bellezza... che è pure splendido se vissuto nella sua profondità dei sentimenti, ridicolo quando i sentimenti si consumano come carta igienica o se ne distruggono cinicamente altri... Da prepotente despota il male si propaga in tutte le stagioni... e in tutti gli anfratti... vuole solo la tua miseria!
Ma queste riflessioni si desumono dalla mia scrittura complessiva... non dal singolo racconto. Il mio libro è in rete, non è stampato. E pur leggendo i frammenti, bisogna saper cogliere la complessità data dall'insieme, non dal "particulare"...
-Fa freddo ormai...
Tempo di camino la sera tra i monti...  brucia il fuoco la legna secca, genera l'incanto... e conserva la storia... le foglie morte coloran la tua sorte... Mi piace, mi piace questa metafora quasi selvaggia!!... "Non si può fermare il vento con le mani". (Parma, 15-23 settembre 2008)

Luigi Boschi 

... scivolo sui tuoi pensieri...

Mara Muratori

... famiglia...  termine ormai obsoleto e spento. Quando c'è ti investe.Ti soffoca. Ti opprime. Ti sovrasta. Devono educarti... dicono loro... devono darti consigli, direttive... dicono loro...devono guidarti al bene, al bello, al buono... dicono loro... devono farti crescere e maturare... e quando tu credi di potere camminare sulle "tue gambe" ecco che sbagli. Incontri i loro dinieghi, perdi la tua liberta', la dignita', l'indipendenza.Sbagli perchè non sei allineato... perchè stacchi il cordone... perchè hai coraggio di pensare da solo. Con la tua mente. Sbagli perche' sbagli. Sempre e comunque... Se sei libero non devi nulla a nessuno... non hai debiti di riconoscenza... di gratitudine... non devi pagare pegno... sei libero...libero... libero...

... il sole inonda l'anima e non gli interni. Riscalda il cuore e gli affetti. Assopisce la tristezza. Assotiglia la malinconia. Anche se, curioso,  intrufola da una finestra sottotetto... il sole vive dentro... dentro ognuno di noi... Che importa se ti entra da un pertugio o ti nasce in fondo al cuore...che importa se per breve tempo o per l'eternità... che importa se tepido o rovente... che importa se complice o intrigante... assonnato all'alba... infuocato la sera...

... forse è destino delle menti eccelse restare isolate... o in fugace compagnia.Vacillanti o malsicure. Disilluse. Disorientate. Sognatrici. Abbagliate. Lusingate. Incomprese. Sono i dettagli che contraddistinguono ciascuno di noi. Ci sono persone che sprizzano una magia, una seduzione, un incanto, un fascino particolare...hanno qualcosa in piu' rispetto ad altre. Ma è come se " il donarlo " diventasse un prezzo da pagare... un pegno troppo grosso... Una storia d'amore che sbiadisce, che si schiuma... o si trascina distrattamente o svogliatamente scava un grande vuoto dentro... piu' passa il tempo piu' ti rende sensibile... vulnerabile... fragile... sottile... esposto ai venti e alle intemperie... L'amore non si compra con niente.In parte è umano. In parte e' qualcosa d' altro. Puo' diventare un'emozione forte , ma gioiosa... prepotente, ma appagante... leggero,accorato, profondo, intrigante... condiviso oppure no. Puo' farti soffrire, tribolare, angosciare.Ma resta sempre amore. Quando non ti riesca trattenerlo... allora ti sfuggira' dalle mani. Come il palloncino di un bambino... un globo colorato, a volte, di cielo e di sole.A volte di malinconia. Di rimpianto. Di desiderio. Rimani solo.Così. Nel buio. Ad aspettare,sveglio, la luce incerta del mattino...

Mara 

 

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