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La vita sta cambiando pelle

CASTAGNACCIO E CACHI

-Buonasera!
-Sto controllando i contatori del gas...
-Ma che si è messo a piovere?
-Sì molto fine è appena iniziato...
-Scelgo di scendere dalla tana per un attimo... e piove... Ma va!
-Eh!

Con il passo stampellato procedo comunque, mi lascio bagnare da quelle leggere gocce... attraverso il cortile e lentamente vado verso il portone... Una volta in strada mi dirigo al forno vicino, sotto i vecchi portici, ricordo di una Parma che c'era. Un appuntamento con il dolce pomeridiano... quella voglia che ti prende... Quasi non ne posso fare a meno... Castagnaccio di questi tempi novembrini... Qualche tortello con marmellata brusca... O il pane di cereali con frutta disidratata e nocciole. La golosità... o "golosia" un mio neologismo degli anni ‘80 ancora oggi usato...

Quella finissima pioggia si era quasi fatta un misto neve... mi fa entrare l'inverno dentro... nella sua bellezza... la sua aria fresca profuma di antico... un abbraccio per caso con un'amica...
-Mah... ancora... evitiamo i commenti!
-Sì evitiamoli!

In un baleno ti ricordi gli inverni passati... spensierati... in cui la vita non ti mordeva, ma eri tu a divorarla... ora, a volte, la assapori, ma c'è sempre una specie di tristezza per quel tempo che non c'è più... e così i prossimi anni ricorderò questi... una rincorsa all'indietro. E mi lascio prendere da quelle luci...
Quella lieve brezza mi aiuta a ritrovarmi... una frustata dentro, mi sferza l'anima... Un colpo di gioia... niente di particolare, ma quell'atmosfera sul nascere della sera riesce sempre a rendermi la serenità persa nel giorno. Mi aggiusta quella triste smorfia... Forse l'attesa della cena... una sorpresa, un incontro... condividere la tavola con una persona... Il gusto della sorpresa... ma è come svanito... pensare che è così divertente e affascinante!... Tutti soffocati nel loro ripetitivo, borghese timore... di disturbare... la scusa per non togliersi la maschera... O le dietrologie, maledette, che spengono il piacere del vivere... 

Era stata una giornata pesante... incomprensioni, stupide ritorsioni subite, che fanno male, molto male... la provenienza le qualifica! Ma le sopporti... così come altre... gente impegnata... nel loro interesse, nel loro particolare di vita, una visione che non va oltre la bottega e si attorniano di adepti che manovrano come fantocci! Ti becchi delle sciabolate alla schiena a freddo, senza motivo, che schivi per miracolo... ma l'azione resta... La solitudine è impraticabile e la socialità fatale.

Piano piano attraverso la strada per tornare... mi assale una dolce melanconia, quelle luci, quella poca gente per strada, quella via diventa un amarcord... e ritorno nella mia tana cercando di sorprendermi... e mi ributto su quel foglio bianco dello schermo del computer in una scrittura di getto, o a navigare in rete... aggiornando quel blog che è la mia dimensione... Lì, nel virtuale, qualcosa è ancora possibile, in altri contesti no!
Lo sai quel che scrivi e divulghi produrrà molti nemici e... Certo considerazioni positive ti arrivano... rincuorano all'istante... ma rimani lì... alla prossima! Basta un battito... qualcuno che... una nota, una mail... una chiamata... e tutto si rianima con una partecipazione incredibile... collegato con il mondo... senza confini...

Mi chiedo come possa continuare così... un consumo inesauribile di me... Guardo a volte le mie foto di qualche anno fa, il viso è diventato scarno... prosciugato... un altro... mi sembra quasi di essere in un girone senza luce, senza via di scampo...
"Hai talenti -mi dicono- sapresti trasformare in poesia un cappello di paglia. O un gesto in un quadro. In letteratura la ram di un computer, la più banale delle circostanze... o la più sottile, impercettibile, attorcigliata emozione".
Mah! I talenti... facile attribuirli, difficile riconoscerli... Forse li avevo, un tempo... e se li avevo, li ho sciupati e non ne ero cosciente. E poi questa società non vuole talenti, ma servi!... Basta vedere cosa si è capaci di fare con gli studenti!... E i cervelli devono emigrare.

Sto vivendo ora un altro mondo, in cui mi sento però già vecchio e sorpassato. Forse il blog è un ultimo rifugio di quel che posso fare. Incapace di vivere il presente, obsoleto per il futuro. Posso solo essere un osservatore curioso e scrivere senza l'imbarazzo della paura. L'era del mio fare è finita, non ne avrei più la forza, l'energia: occorre molta ignoranza e faccia tosta per vivere in questa cialtroneria alla deriva... i cui valori sono convenienza, interessi, affari, successo... e per la pagnotta si scannano!... si prostituiscono...
Solo un raggio di sole, il rumore del mare, il folare del vento nel bosco, il profumo delle colline, la musica, un libro, un quadro, il fuoco di un camino... un abbraccio e un sorriso vero, riescono a darmi gioia e a coltivare sempre la ricerca dei climi, dell'incanto sfuggente... quel vivere senza dimensione, quell'attimo che vale una vita.

Non so... se sia giusto continuare in questa impari lotta... ma sono io, così, che ci posso fare ormai? Un inutile fardello da sopportare, da scansare o scaricare...
Questo fermo fisico poi mi ha scollegato dalla realtà ancor di più di quanto già non lo fossi... Avvicinato con la mente alla dimensione utopica dell'esistenza.
Ho avuto modo di vedere... sì di vedere... un resoconto avvilente, che porto dentro me come un macigno... I problemi mi si sono moltiplicati... ma l'autentico non sembra apprezzato!... imbarazza!
Il lungo, mortale sibilo di un motore nella notte... mi ha cambiato la vita!

Guardare la società in modo distaccato è un desiderio naturale, ma è reso affaticante... Un lusso che non si vuol permettere: tutti l'un l'altro invischiati li vogliono per il ricatto, l'estorsione, la sottomissione... Una piovra mortifera!
Essere veri è opera di coraggio, non lasciarsi contaminare è difficile... continui così a vivere nel contrasto, isolato, nel costante tentativo di vivere con altri un altro mondo possibile... trattato dagli "illuminati" quasi con fastidio... non sei dei loro!... abbandonato nel precariato più assoluto... non sai mai se c'è domani... e non vedi uno spiraglio, se non uno sparuto, timoroso consenso, da non dire... la mia posizione spaventa!... i benpensanti, quelli che prima delle persone ci metton le cose!! le loro cose... i loro affari... le loro manie, le loro perversioni...

Ma dai... ascolta... Eric Clapton alla chitarra:  Layla, incredibili i suoi giri di chitarra! Mi allontanano da questa muffa!... e mi lascio prendere dalle emozioni che quelle note producono... proiettato all'improvviso in un altro mondo.

Eppure io so quel che ho fatto in questi anni... sì lo so, da solo senza nessuno... anticipato gli attuali temi, scritto visioni future... e vedi le tue idee boicottate prima e ora realizzate da altri... Una dimensione che lacera e toglie il sorriso...
Che ti aspettavi? Non hai visto come han ridotto il Paese? E sì, di questo è capace questa borghesia ricca, retrograda, incapace di luce, ma di becere ciaccole... teste vuote ... vuote!... con la parrucca. La élite che li governa poi!!!... Una città che mortifica... una classe dirigente che ha di fatto impedito il futuro! Ancorata al nostalgico... "prosiutto" ...
Non hanno sviluppato l'attività di ricerca... a che serve? Han frenato lo sviluppo digitale... quello  maturato in America tra gli anni '70 e '90... e così nell'arte, nella comunicazione... colonizzati per i prossimi cento anni da chi, queste tecnologie e saperi, ha cavalcato e sostenuto... Qui si è perso, nell'abbrutimento, anche la voglia di parlarsi... chiusi nel consumo della noia, in una paranoica, parodia della vita.

Cazzo i giovani bevono... bevono, si drogano... sono angosciati, sopraffatti, affranti, violenti... non scorgono un loro progetto di vita! i cinquantenni in attesa della pensione, disoccupati, dalla psicologo o a tentare, da rifiuti, un difficile riciclo di sé... senza ragioni di vita! i vecchi abbandonati, al bar o al ricovero!... la morte in vita!
Se l'acqua non trova il suo percorso, inonda!...

Che ci fai in un Paese dei balocchi, morto, che vive sul tram tram?... un Paese sull'orlo del fallimento, colonizzato, incapace di strambare, di cogliere il vento per i nuovi "mondi"... per molti drammatico. L'esclusione o l'emarginazione da fuori sistema sono sempre lì, pronte ad annullarti.

Finanziamenti pubblici preda di delinquenti!... o nella migliore delle ipotesi, anche a fondo perduto, per lo sviluppo industriale di una economia (insostenibile) come quella della riproduzione di prodotti animali... Pensate a una persona che tutti i giorni si alza per andare a imbrattarsi di sangue... tutti i giorni dell'anno a sgozzare, squartare dei maiali, delle mucche, dei vitelli... per mettere poi nei panini e nei piatti...
-Senti, caro, questo prosiuttino stagionato...
-Ma sai che preferisco il cavallo pesto!

Mentre qui si continua in questa ridicola conserva, dall'altra parte dell'Oceano un certo Steve Job inventava e distribuiva nel mondo l'IPOD; mentre qui si investiva in rotative altrove pensano di smettere con la carta stampata (il NYT entro i prossimi 5 anni sarà solo online); mentre qui si continuava a investire in programmi televisivi, là nella terra dei Cowboy si sviluppava Google e YouTube. Cosa ha fatto in questi ultimi 30 anni l'Europa?
Per non parlare di quando aprono bocca certi politici di ogni fazione!... quelli locali poi: la nausea, il rigetto!... qualcosa di vecchio andato a male! Spazzatura! Basta risentirli a distanza di qualche anno!!... e ti accorgi che cosa sono! Ogni giorno con il loro spot qua e là sui media, come fanno gli animali, che con le loro pisciate marcano il territorio.

Non riconosco queste istituzioni autoreferenziali e riservo alla politica fatta da questi "rappresentanti della morte" la mia critica... non rappresentano più nessuno loro... semplicemente patetici nella loro presunzione! Dalla fine degli anni settanta han trasformato la volontà di potenza di un Paese nella miseria del rifiuto: Napoli è metafora della nostra società!

E si mente, sempre, anche l'evidenza! Questa, ora, è una città che ha bisogno di risveglio, un risveglio culturale.
E' una città orfana di Pietro Barilla, un futurista ai suoi tempi!... e da anni il ducato è stato preda dei proci...
Una città spenta, in cui si investe sempre, male e troppo in celebrazioni inutili che non producono nulla, addirittura impoveriscono... spot e siparietto tragicomico del "genius loci".
Una città che deve arare in profondità e ha bisogno di nuova semina... ha bisogno di elaborare una nuova rete relazionale, aperta, vera, che sappia investire nel futuro culturale, creare le condizioni di impegno individuale nel bene comune, di cui si son perse le tracce, nell'economia delle conoscenze, e non solo nella speculazione finanziaria, immobiliare o di economie vecchie se non desuete, comunque non strategiche.
E' una città che dà però possibilità, per la sua dimensione, di qualità di vita e su questa realtà, credo, si dovrebbe partire. C'è bisogno di attenzione, amore, conoscenze... e di aprirsi al mondo!

Difficile forse capire per altri cosa ora stia facendo, in questa dimensione solitaria, in questa ricerca letteraria e artistica... e spesso ormai me lo chiedo anch'io... ma non vedo alternative... eppure questi argini della maledizione... in cui si lasciano imputridire saperi e persone per il niente, per il bieco interesse personale... sì, questi argini si romperanno... L'autentico non accetta compromessi e il mercato non è sinonimo di valore... Spesso preferisco sprofondare nel sonno... piuttosto che cedere a questi eletti imbecilli!
Purtroppo anche la nuova classe dirigente... allevata!... sembra allineata sulle orme della precedente che spesso, ancora, di fatto comanda. Epigoni senza smalto incapaci di interpretare il nuovo corso, di incidere sul pensiero collettivo, di dare forza alle scelte di coraggio.
Nonostante le potenzialità individuali e collettive...  un contesto decadente... Mi han deluso gli intellettuali, incapaci di un pensiero profondo, di tenuta etica, di dare se stessi senza controdono... di farsi sentire!!... tendenti alla ruffianeria...
Sembra ormai difficile, per le persone, vivere sulla base della meritocrazia, delle conoscenze, della solidarietà... del silenzio! Il kich che imperversa in ogni luogo. Silvano Agosti nella sua geniale gentilezza: "un mondo che ha separato tra loro la tenerezza, la sessualità, l'amore produce una società ipocrita, pornografica, mistica".

Per ora solo un filo di speranza e la fiducia nel futuro sostengono questo mio peregrinare senza meta... gustandomi il castagnaccio caldo, la musica e la sera che dalla finestra entra e mi abbraccia con il suo sorriso e le sue luci... mi concede indipendenza e simpatia... e mi ritrovo ancora qui alle tre del mattino a scrivere e a gustarmi, prima di andare a dormire, i cachi... solo con i miei sogni e i miei ricordi... in una folle corsa... folle, sempre, senza limiti... come quelle degli anni '70... quando non sapevi ancora cosa la vita ti avrebbe riservato...  (Parma, 11/11/2008)

Luigi Boschi

Ti ho letto

Ti ho letto con grande affetto. Vito

C'è tanta poesia nella tua parola

Carissimo Luigi,
c'è tanta poesia nella tua Parola. Parola di vento, di pioggia che bagna i pochi cuori rimasti  entusiasti delle stagioni che "Qui", nel mondo che abitiamo, non esistono.  "Qui si è perso, nell'abbrutimento, anche la voglia di parlarsi... chiusi nel consumo della noia, in una paranoica, parodia della vita."  Ci sono rimaste stagioni scadenzarie senza vita, da calendario! Bufere di parole senza tormento, amori senza passioni, giornate lunghe senza silenzi! I nostri occhi, ormai solo macchine, registrano onde luminose senza darne vita.  In questa parodia  vediamo tutto tranne  il visibile,  udiamo tutto tranne la parola. Vedere è bagliore dell'Idea, eruzioni di lapilli, viceversa oggi tutto  è diventato  transazione commerciale, dalla parola alla pittura, dall'affetto alla politica, dall'amicizia al verde  prato e ai ramoscelli d'ulivo! Cosa contemplare? Cosa dire? Ritorna alla mente il remoto Vedere, quando Narciso e Orfeo, delicate anime percepienti, si inabissarono per amore e solo per amore, nell'oscurità. Rimase un fiore, rimase un canto sull'Isola dello Sguardo! Ricordi cosa c'era di scritto nel mio testo Il Metartista, da te gentilmente pubblicato? "(...) Niente c'importa se il Mondo va configurandosi pre-confezionato, pre-stabilito, pre-calcolato in tutti i suoi svolgimenti. Questo retaggio rassicurante e difensivo ha fatto sì che non si riconosca più alcun valore costruttivo all'attesa. Oggi sa attendere solo l'innamorato: l'innamorato del Mondo, s'intende.  Anche la Realtà va compiendosi come disgusto dell'attesa. Se in altri tempi si aveva la forza di credere in un "Dio" che "trova la via dell'inatteso", oggi questa capacità è assente. Non confidiamo né in un Dio che bussa alle porte del Mondo, né nella facoltà del Fare. Disconosciamo tutto e tutti: ecco quello che intendiamo per Rivelazione."
Continua a spedirmi le tue poesie. Anche se ti scrivo pochissimo, quasi mai,  sappi che seguo il tuo lavoro nell'assoluto   silenzio che abbonda in questa  mia bella e cara  Terra, purtroppo tracimata dalla cattiva reputazione: terra  di pace, di luce e di solitudine. Una geosolitudine  diventata  parte di me. Non sei solo.
Saluti da Giuseppe De Filippo

Volevo farle sapere...

Volevo solo farle sapere che "castagnaccio e cachi" mi ha toccato il cuore. Un caro saluto

Sara

Sto girando...

Sto girando a più persone il tuo racconto autobiografico e lucido atto di accusa. Cari saluti. Ignazio Apolloni

L'albero di cachi


La tua "passeggiata nella memoria/rimpianto  dei gusti e dei profumi" è bellissima ed emozionante per chi ha  vissuto quel periodo  della vita in cui le cose semplici facevano assaporare le piccole/grandi conquiste.

Un albero di cachi è lì, nel mio prato, a testimoniarmi questo ogni giorno.

Carissimi saluti. Anna

In sintonia

Che meraviglia mio dolce!
Sono così in sintonia...
è una meraviglia tale una poesia...

MPia

Lo stesso impegno

Caro Luigi, ho apprezzato i tuoi racconti. Riesci a metterci dentro lo stesso impegno civile e morale dei tuoi interventi. Cari saluti.
Vincenzo Pardini

Non arrendiamoci

Grande Luigi! Sei riuscito in modo meraviglioso a far sentire i battiti del tuo cuore descrivendo sensazioni che altri forse non proveranno mai...perché  incapaci perfino di pensare... Non arrenderti mai, non "arrendiamoci", nessuno potrà  distruggere i nostri sogni...

Maria Antonietta

Trovare sempre un senso

Ciao Luigi
Ti ringrazio di cuore per aver condiviso con me questi tuoi pensieri. Non solo li condivido... dai miei occhi scendono alcune lacrime.
Voglio solo dirti che è importante trovare sempre un senso nel lavoro che svolgiamo, anche quando sembra che nessuno si accorga della verità e degli sforzi.
In verità avrei molto altro da dirti ma ci sarà un altro tempo, un altro spazio, un nuovo novembre.

Grazie ancora.
Buona giornata,
Maria Angela

May you find...

Dear Luigi,  
Your writing is magnificent!
In questi giorni anche tristi per me, tu hai messo le parole a quello che io non so esprimere. Grazie.
 
Luciana 
Plano, Texas  

P.S.) May you find a ray of sunshine.

Malacopia

E' difficile non ritrovarsi nei tuoi racconti.
Nella vita c'è sempre qualcosa da prendere o da lasciare... ci sono giorni pieni di " chissà " di " forse " di " come " di " perchè "  ... ora bisogna difendersi... ora attaccare... ora stringere i denti... ora mostrarli sorridendo...
Il tempo. Gli amici. L'amore. Il lavoro. La famiglia... un susseguirsi di parole, rumori, giorni, speranze, illusioni, delusioni, rimpianti. Anche gioie. Soddisfazioni. Perchè no.
Politica. Sentimenti. Fede. Religione. Credo che tutti si viva la vita in "malacopia". mai come si vorrebbe. Solo a pochi, a qualche eletto e' dato "copiarla in bella"... allora qualche volta meglio inventare... sognare... "sognare sogni non veri" perchè non finiscono e non dissolvono al primo chiarore dell'alba...
Condivido le tue idee. Cè bisogno, per vivere, di un continuo creare, distruggere e... ricominciare.

Mara

Voglia di...

Mi hai fatto venire voglia di castagnaccio e cachi, la bellezza saporita dell'autunno.

GCM

Passeggiando in silenzio

Un giro di chitarra di Clapton: mitico !!!  un sogno !!!  
guardo la mia, le mie ... abbandonate in un angolo... mute... solitarie... silenti ... negli occhi scende un velo... mi manca la musica... mi manca molto... è un po' come morire dentro poco a poco...

Castagnaccio e Cachi: mi piacciono entrambi.
Il castagnaccio caldo, da gustare passeggiando in silenzio... in questa sbalorditiva, fantastica giornata autunnale... senti ad ogni passo il crepitìo delle foglie secche ? corteggia ... blandisce ... lusinga... flirta ...con lo screziato vernissage del bosco e il fine perlage del cielo... bisogna solo goderne... gustare... assaporare...

Selvaggia

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