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La vita sta cambiando pelle

OPINIONI E DELIRIO

Quando la Libertà nell'Arte è rivelatrice delle radici di un Paese alla frutta.
di Luigi Boschi

 

 



RETROSPETTIVA POLITICA

Quando la Rete è la fantasia dei collant dell'amante

Basta guardare indietro!! Che cosa c'è? Craxi, Andreotti, Forlani, Formica, Martelli... e poi Veltroni, Dalema... Pecoraio Scanio e Bertinotti in cashmere ... Bossi, Casini, Fini e Berlusconi... Basta! Che sono questi statisti? E' che un popolo li ha votati turandosi il naso per anni! Ora basta!... respirate fratelli che siete già cianotici! Grillo e i Grillini? Uno squasso di coscienze, ma fan parte del sistema: vedi suo editore, ex Telecom partner, un affare mediatico! Alimentate solo le loro tasche... Se qualcosa di positivo han detto, bene, ora andate con le vostre gambe perché con questi non si va da nessuna parte! E i giovani che han voglia di impegnarsi seriamente in politica non possono essere mandati al macello. Uno "Stato canaglia" è facile preda dei comici... ma non sono statisti... Chi ci mandiamo Beppe Grillo a parlare con Obama?

Certo Benigni, altra dimensione, si abbracciò con Clinton ma per la sua arte unica... il suo film, il suo genio parlarono al mondo... a ognuno il suo mestiere. Quando i potenti e gli umili si incontrano non per consenso, ma perché han qualcosa da dirsi, vuol dire che quel luogo del mondo sta volgendo in meglio.
Non è con le piazze che si cambia una nazione... sappiam tutti che han combinato le piazze... L'ultimo che l'affollò poi si dimise!
Il cambiamento lo dobbiamo cercare dentro di noi, con l'intelligenza dell'agire quotidiano, con l'amore solidale, con le virtù dell'esistere.

Nessuno ve lo ha detto che la rivoluzione digitale si è propagata e che questi parlamentari hanno i giorni contati? Quello scenario del Parlamento è un museo? Questi politici sono improponibili non solo alle cronache locali, ma soprattutto in quelle internazionali. E' il vuoto creato dall'imbecillità delle segreterie politiche dove si contrattava e si contrattano le poltrone. Uno squallore, basta guardarli in faccia, negli occhi e vi troverete la rovina della nazione. Il politico di oggi deve avere una dimensione che questi non hanno. Sono ridicoli, se poi scendiamo nelle segreterie locali è la casba... da lì non può venir fuori nulla di buono! Non si possono mettere dei taxisti al comando di una navicella spaziale e nemmeno degli asini, con tutto rispetto per l'intelligenza animale.

La rivoluzione digitale ha decretato la rottura dimensionale con la società industriale, postindustriale, con il territorio e con il passato. E questa rottura deve avvenire anche in politica... non è possibile alcuna continuità. La Rete non ha spazi geografici... e la cultura del territorio ha sempre prodotto sangue! E'necessaria una radicale demarcazione, altrimenti è come correre nei sacchi.

D'altra parte chi agisce nel nuovo mondo vede in quali "ambienti" opera! Sono forse Google, Yahoo, Youtube, Microsoft, Sun, Mac, Facebook, Twitter, i principali programmi applicativi comuni, ambienti Italiani? Per non parlare dei colossi: Ibm, Hp e Dell.
Possono essere Napolitano, Dalema, Berlusconi i nostri riferimenti per abitare questo nuovo mondo? NO!!!
Il digitale delegittima l'esistente rappresentanza politica che ha impedito, in Italia, per propri interessi il nuovo ed è incapace di cogliere i valori della civiltà digitale. Loro per noi non esistono, come noi non siamo esistiti per loro quando proponevamo e tracciavamo la nuova strada maestra. Loro avevano l'Alitalia, le Ferrovie, le betoniere, la ferraglia mobile da alimentare: almeno avessimo qualcosa di cui essere orgogliosi! Tutti conosciamo l'epilogo!
La storia ci insegna: chi possiede la tecnica di quel periodo ne determina le politiche. Chi prese il potere nell'era della comunicazione in Italia? Scontata la risposta!

Ora chi opera in rete si pone altri referenti e bypassa questa ignoranza di Stato! Non c'è più il farsi in differita, ma c'è l'esserci e il divenire in diretta! E da qui il crollo della burokratia incapace di poter gestire e manovrare il vivere di un Paese.
Oggi si risiede in rete e si abitano i luoghi. I nostri politici sono rimasti ancora all'amministrazione del territorio, che fanno peraltro male, in disinvolta corruttela o per interessi personali... distruggendo il distruggibile, senza alcuna capacità di pensiero etico, estetico... han ridotto la cultura a decorativismo. Hanno saccheggiato la qualità artistica e ambientale di un Paese, hanno impedito il divenire del pensiero artistico, letterario, scientifico... i cervelli costretti a migrare e nelle sedi in cui si elaborava la cultura hanno privilegiato le baronie, le celebrazioni, gli eventi... Hanno usato la cultura per creare voragini di bilancio, uno spettacolo ridicolo dove la genia del Rinascimento è stata deturpata.

I politici italiani sono solo il vecchio che ha prodotto questo disastro, quindi niente sconti, ma per favore si tolgano dai piedi... vadano a fare i politici in altra nazione... sperando che qualcuno se li prenda! E voi italiani aprite gli occhi e ribellativi a questa soggiogante imbecillità! E' tempo di una nuova resistenza o di esodo per debellare gli invasori di campo!...

Ma che volete da un Paese in cui primeggia la consorteria mafiosa? "Nell'epoca dello spettacolare integrato -scrive Debord nel 1967- la mafia appare di fatto come il modello di tutte le imprese commerciali avanzate... Quando si hanno soldi e amici, si ride della giustizia". 2009, possiamo forse dire che non fu profetico?

Guardate che si fa della ricerca. Mi scrive un amico:
"ho avuto notizie che la ricerca scientifica in Italia è più in difficoltà che mai.
Molti laboratori di ricerca tra i più avanzati su Milano, e non solo, sono a rischio di chiusura o stanno chiudendo. I motivi sono di due categorie: l'assoluta incapacità del governo (non solo questo ma anche di tutti i precedenti) di investire su questo settore strategico e sul quale invece la maggior parte dei paesi più dinamici in Europa ma soprattutto gli Stati Uniti (vedi Obama con la riapertura dei fondi federali sulle staminali embrionali) e tutto l'Oriente e l'Estremo Oriente stanno puntando. Alla Ricerca e Sviluppo oggi in Italia viene destinato meno dell'1% del PIL, in Europa siamo mediamente oltre il 2% e in molti paesi (India, Cina, Giappone, Stai Uniti) si va oltre il 3% e in qualche caso oltre il 5%. Senza contare gli investimenti privati che altrove finanziano tutta la ricerca, quella di base e quella applicata, mentre in Italia il privato (le fondazioni, le banche, e chi detiene il potere economico) finanzia essenzialmente la ricerca applicata, spesso quella degli amici e non in base a criteri di efficienza o potenzialità ma in base a criteri clientelari.
Il secondo motivo è di tipo strutturale e di sistema-paese: le aziende più importanti, i finanziatori che ci sono se ne vanno e chi vorrebbe venire a investire in Italia invece ci rinuncia perchè le tasse sono troppo alte, la burocrazia ancora asfissiante, la giustizia totalmente inefficiente, la classe politica e le politiche assolutamente inadatte a sostenere lo sviluppo e i settori più avanzati.
Cito un caso di cui sono venuto a conoscenza: esiste a Milano un centro di ricerca in campo oncologico tra i più avanzati in Europa che conta circa 800 persone, in gran parte ricercatori. La proprietà un paio di mesi fa ha mandato una lettera a tutti i dipendenti in cui li avvisava che entro fine Aprile o trovava nuovi finanziatori o chiudeva, probabilmente per trasferire le attività altrove, in paesi più accoglienti e interessati.
Questo è il deserto che si prepara in Italia nei prossimi anni."

Cosa hanno fatto di male gli italiani per meritarsi questa politica da farabutti?

Il popolo della Rete deve darsi una sua credibile rappresentanza politica con cui percorrere insieme il lungo cammino dell'autodeterminazione democratica. E' necessaria una netta demarcazione col passato, con chi pensa di governare o fare opposizione, peggio ancora, delineare il futuro di un Paese, senza conoscere le logiche della nuova civiltà derivante dalla rivoluzione digitale!

Se l'obiettivo è l'autodeterminazione democratica, quale il percorso? Occorrono persone che abbiano maturato la coscienza e il carisma.
Stante la natura dell'attuale contesto, non credo che questo obiettivo di autodeterminazione sia perseguibile, se non attraverso il cambiamento proposto dal "grande stile della società della tecnica guidata dalle scienze moderne, dalla filosofia e dalla poetica". E' la società della tecnica che sta facendo crollare tutti i tasselli dell'era industriale, dei servizi e della sua stupida burokratia. L'organizzazione sociale digitale insiste sulla logica neuronale che non è la stessa cosa di quella lineare analogica! In rete si è collegati e si coopera! Il successo dei socialnetworks ne è la riprova.

Vorrei evitare, vista la facilità con cui uomini e donne della prepotenza, periodicamente insidiano la Rete, con trovate jurassiche, che qualcosa in tal senso prima o poi avvenisse. E se fino ad oggi non è accaduto è perché ci sono interessi di gruppi di potere economico e politico mondiale che al momento lo impediscono, altrimenti lo avrebbero già fatto. Ma una volta che il mercato sarà a regime, che succederà? Senza una coscienza e responsabilità politica la Rete sarà in balia di chi in questi anni costituisce i nodi vitali del potere, le redini del nuovo mondo. Esserne fuori significherà non partecipare ai processi decisionali. Quel che fu la finanza per l'industria!

Il digitale ha in sé la filosofia del personal e quindi della valorizzazione individuale e della collettività collegata e cooperante. E' necessaria però la consapevolezza dei mezzi e la conoscenza delle logiche che sottendono la civiltà digitale e della tecnica. Così come lo era per i contadini conoscere la terra, le sementi e le stagioni.
Mai prima d'ora c'era stata una collettività mondiale così tecnicamente collegata. Il popolo della rete deve darsi una dimensione politica che non è e non può essere ridotta all'"l'amministrazione dei luoghi!!!".

Ecco perché ho proposto anche un po' provocatoriamente un sondaggio "Obama Wire President". Il popolo della Rete ora ha bisogno di politici così!... non di comici professionisti o da avanspettacolo e politici insipienti. La politica non può essere ridotta ad amministrazione locale!
E il riferimento non è più nazionale, ma è costituito da quelle persone che hanno dimostrato di avere le conoscenze, la visione, le relazioni, la tenuta etica, interpretazioni della civiltà digitale e dei saperi delle nuove scienze.

Nel momento in cui si agisce e si vive con strumenti e mezzi che esulano dal proprio territorio, ci si realizza e si risiede principalmente in rete, si ha di per sé, inesorabilmente, altri referenti politici non certo questi figuranti obsoleti o affaristi della politica italiana da cui non ci si può sentire rappresentati. Figuriamoci non san trattare nemmeno i rifiuti!! E una comunità nascente non può essere né restare in balia di un magistrato, di una ex soubrette o di un politico che della logica della rete pensa sia la fantasia dei collant della sua amante. (Parma, 16/03/2009)

Luigi Boschi

Commento meetup Beppe Grillo di Vercelli

Sono iscritto al meetup di beppe grillo di vercelli e, con serenità ed in modo del tutto pacato, vorrei segnalarti una prospettiva di lettura del movimento di grillo che a te certamente è sfuggita.
grillo ha sempre dichiarato di voler rimanere estraneo al suo stesso movimento di opinione.
si tratta di capire questo: il suo è un movimento di opinione, lo scopo di grillo è quello di catalizzare una moltitudine di persone che vogliano impegnarsi e che vogliano tentare di prendere nelle proprie mani almeno una parte della politica (prima locale e poi nazionale), almeno una parte dell'opposizione.
tu e grillo state dicendo la stessa cosa, soltanto che grillo ha un carisma che gli permette di muovere ed amalgamare gente, mentre tu pontifichi da un tuo pulpito che ha ben poco pubblico.
perchè sprecare un'occasione come quella di avere a disposizione una notevole cassa di risonanza per tentare di mettere in moto una massa che altrimenti richiederebbe ben altri tempi?
soltanto perchè grillo è "ricco"? soltanto perchè ogni tanto anche lui si prende le sue cantonate?
soltanto perchè alcune delle sue invettive non sono completamente condivisibili?  soltanto perchè il suo movimento appare troppo populista e non ha radici nobili come il blasone della resistenza?
CHI SE NE FREGA DELLEDITORE DI GRILLO!
faremo ancora tanta ideologia? continueremo a guardare il dito anzichè la luna?  continueremo a malignare su una persona che fa il suo mestiere (il comico) meglio di tanti altri (i politici).
guardati intorno e dimmi che cosa vedi nel panorama degli attori possibili per un prossimo e urgente cambiamento: non abbiamo il tempo per coltivare una nuova tradizione ideologica, non abbiamo uomini carismatici che di punto in bianco sappiano conquistare la fiducia di una popolazione rincoglionita dai media.
purtroppo e per fortuna abbiamo NON GRILLO ma I GRILLINI, abbiamo di pietro, travaglio, forleo, de magistris, alfano , vulpi ecc ecc

va bene anche benigni anche se scende a troppi compromessi, ma anche lui tiene famiglia e anche lui cerca in qualche modo un pulpito senza dimostrare lo schifo per esserci salito sopra.
se continueremo a dividere un gruzzolo di appassionati volenterosi in tante fazioni, continueremo a perpetrare lo sfacelo della democrazia il tutto in nome di una delle peggiori ietture che l'uomo, insieme alle religioni, abbia mai inventato: l'ideologia.
grazie per l'attenzione. Franco Gabotti  
 

photo l.boschi: Franco Gabotti
GRILLINO FAZIOSO

Rispondo al commento del grillino di Vercelli: Franco Gabotti.
Se io non sono stato attento a Grillo, come sostieni, è evidente che tu non hai letto tutto il mio articolo (te ne consiglio la rilettura vista la precedente forse inficiata e sommaria): non solo non hai colto molti significati tra le righe, ma hai saltato pure i paragrafi. Guarda è il "grillismo" inquietante, non Grillo che fa il suo mestiere. Ma forse ti era indigesta la mia premessa in cui mi sono permesso di esprimere una breve nota sul gruppo politico in cui tu ti identifichi. L'unica cosa che ti ha colpito di tutto il mio articolo è per come ho percepito io la comunicazione, l'azione di Grillo e del suo editore Casaleggio, tutto il resto pare non conti e solo lì ti soffermi come se il mio articolo si esaurisse in due righe e la denuncia italica sia tutta lì nel comico genovese e i suoi adepti.

La critica alla politica italiana non si apre e non si chiude con Grillo come tu vorresti ridurre. Su questo punto poi sono interessanti, come possibile altra visione, te ne consiglio la lettura, le riflessioni poste da un altro opinionista Paolo Barnard forse a voi già note per le denunce di censura, anche nei confronti del blog di Grillo (documento pdf - VIDEO I - VIDEO II), che non si può certo definire di parte o al servizio di qualcuno. Ma anche lui forse per te pontifica.

Cercherò quindi di fare chiarezza sulle tue rivendicazioni che la mia osservazione ha scatenato in te un certo risentimento e sulle tue "esaustive" intuizioni e visioni. Per punti e citando qua e là la tua testimonianza.

-Questo è divenuto il Paese dei tifosi: devi far parte. Chi non è parte di qualcosa e si permette di praticare (nel senso proprio semantico della prassi e delle pratiche) una critica libera diviene uno che pontifica. Eh sì! Han costretto la gente, per campare o per esercitarsi, a far parte di qualcosa o qualcuno, e se non lo sei, quasi scocciati, osano domandare: "come ti permetti di dire quel che pensi?" Se poi hai un minimo di dignità e sano orgoglio è l'ostracismo. E allora ti fan passare da pontificatore: vedrò di portarmi verso Messina viste le premesse progettuali da quelle parti di una delle sette bellezze del mondo!!

-Questa frase gabottiana, cito: "con serenità e in modo del tutto pacato", mi mette in uno stato confusionale su ciò che è serenità e pacatezza, vista la lettera nei suoi contenuti: chiedo aiuto a lei Perrotta, filosofo e maestro della parola per potermi districare. Sembra poi che io non riesca a capire, ci provi lei, la prego, cito: "Grillo ha sempre dichiarato di voler rimanere estraneo al suo stesso movimento di opinione." E' possibile essere estranei a un proprio movimento d'opinione quando è lui stesso, Grillo, a decretare l'approvazione e imprimere il suo marchio a fuoco, prima la sua faccia, poi le cinque stelle, il nome nel simbolo, sugli adepti in procinto di candidatura? Io non capisco e mentre cercate di schiarirvi le idee, in attesa, preferisco ascoltare Raffaele, il Perrotta da Genova, nelle sue lezioni di Platone o D'Annunzio!... o nel suo cercare oratorio nel "disfarsi" del pensiero. Questo sì, coglie la mia attenzione.

-"Io e Grillo stiamo dicendo la stessa cosa". ... ma lui non pontifica, eh! No caro Gabotti! Forse stiamo rilevando anomalie che sono così palesi nella pancia degli italiani e della sua classe dirigente da sembrare ovvie, ma non diciamo la stessa cosa e soprattutto ci proponiamo in modo diverso: il genovese da sistema mediatico consolidato, il parmigiano a mani nude... pardon, digitali.

-"Grillo ha un carisma che gli permette di muovere ed amalgamare gente, mentre tu pontifichi da un pulpito che ha ben poco pubblico". Ecco il fendente pacato e sereno del grillino. Capisco Gabotti che tu sia alla ricerca di carisma altrui per la tua carenza, ma quello di Grillo è mestiere, non confondere, torna a cercare. Di carisma, per me, proprio nulla! Vista la tua opinione penso che tra noi ci sia senz'altro un abisso in "estetica". Direi che Grillo possiede discreta abilità scenica e comica, bravi copy, è capace di far ridere e mobilitare le masse, in cerca sempre di autogratificazione, han bisogno di sentire da altri quello che pensano, vista la poca fiducia in se stessi, così da poter sostenere: "hai visto che dice quel che dico anch'io?" Insomma una legittimazione del proprio pensiero, attraverso una  riconosciuta comicità popolare della scena politica italiana. Sceneggiatura sempre pronta e aggiornata. Sembra che Grillo abbia assunto, a nostre spese, lui almeno incassa il biglietto, il Parlamento come ghostwriter.
Per quanto riguarda i numeri, io mi limito a circa 3 milioni di pagine mese scaricate, in costante crescita nonostante le avversità. Niente a confronto di quelli del Beppe nazionale che tu da altruista cavalchi, ma toglimi una curiosità: il tuo blog che numeri fa? Facile cavalcare i numeri altrui! Altro costruirseli giorno dopo giorno, con mezzi esigui!... senza editori alle spalle.

-Guarda Franco io non ho un pulpito e non lo cerco, né un pubblico... e ti dirò che nemmeno mi interessa averlo. Io non faccio teatro, non vado in scena, non scrivo per degli editori, né per dei lettori: cerco di fare nel miglior modo che io possa fare, e me ne scuso per la pochezza, ciò che penso siano le mie pratiche di espressione. Il socialblog  LB (consentimi la primogenitura del neologismo), pur modesto e nella esiguità di finanze, ne sussume il pensiero e le modalità nelle diverse forme sociali e creative. Internet è il mio editore, la Rete il luogo attraverso cui cerco di realizzare me stesso, per alcuni come te pontificando, visto che il reale, per la mia scarsità, lo vieta... e uno spazio in Internet in fin dei conti è concesso a tutti.
Non credo poi si possa avere un pubblico, così come non si può possedere l'anima della gente... la parte migliore. Essere posseduto o possedere qualcuno è qualcosa che mi ha sempre irritato, preferisco condividere passioni, discutere e confrontare opinioni. Capirai!! Non si possiede nemmeno se stessi, figuriamoci un pubblico! Forse chi cerca pubblico, il consenso, cerca la parte peggiore della persona (nello spettacolo non c'è dialogo), il pecoreccio, i seguaci, quelli disposti a vendersi per quattro soldi... o in cerca di posizioni. Cosa che accade in Italia sempre in numero crescente.

-"Sprecare l'occasione" ecco qui c'è tutto il tuo opportunismo! Complimenti della rivelazione, intuita, ma ora traspare. E poi "cassa di risonanza" e continui "la massa", ma sì parole da veteropolitichese... che nulla hanno a che fare, perdonami, con la civiltà digitale. Ma forse sei tu che hai utilizzato termini un po' desueti per l'attuale agorà, e non certo pacati e sereni come tua premessa.

-"Chi se ne frega dell'editore di Grillo!"  Bene: trasponiamo la tua affermazione. "Chi se ne frega se l'Editore è Berlusconi!"... Io potrei risponderti! E no, caro Gabotti anche qui mostri tutta la tua coerenza con il tuo opportunismo e ansia di cambiamento per la restaurazione. O il cambiamento ha in sé i nuovi geni etici o è pura illusione.
Il cambiamento è radicale e non lo determina Grillo, ma come ho scritto, seguendo il pensiero di Severino, "è il grande stile della società della tecnica guidata dalla filosofia, dalle scienze e dalla poetica". Qui sta il cambiamento, qui sta la rottura paradigmatica con il passato caro grillino!... e non nelle piazze! E' il digitale, come ho scritto, che delegittima l'esistente classe politica.

-La serie di domande da te poste hanno già di per sé la risposta, sono tautologiche! Tristi, permettimelo, per un artista.

-Lo sfacelo di questa che tu chiami democrazia, per me va perpetrato, non evitato! Il nuovo percorso è l'autodeterminazione democratica, ma forse anche questo ti è sfuggito nella lettura disattenta!

-Vedi, sei talmente accecato dalla tua fazione che non hai nemmeno osservato che nel mio socialblog c'è la rubrica di Marco Travaglio con i suoi interventi in webtv. Non hai neppure osservato che ho pubblicato molti interventi di Grillo... E ti dirò di più ho firmato per l'abolizione del finanziamento pubblico ai giornali. Finito come è finito, ma non importa. Se trovo una idea giusta io partecipo indipendentemente da chi la propone. Così come mi sento libero di criticare ciò che non va, come il "prodotto Grillo" per di più nelle mani di Casaleggio. Ciò non toglie siano state fatte cose meritorie.
Ma non ho visto politici né Grillo nel 1998 sostenere il mio progetto del Comune on line (pensa come saremmo avanti ora); non visto politici né Grillo sostenere la mia protesta per "la casa per tutti" nel 2001 cancro che oggi dilania le persone, le famiglie... solo alcuni esempi.
E tu poi spiegami come mai invece Grillo, nella sua alta democrazia, non interviene negli altri blog o siti? Troppo preso nel suo calendario: un giorno sì, un giorno sì!
Perché non pubblica se non fai parte dei "VIP" dell'Editore o se non sei iscritto ai MEETUP? E' forse questa una logica democratica? Anche qui o dentro o fuori e non vieni valutato per ciò che dici, ma per la maglia che porti! Trasposizione delle ideologie in tifoserie?
E perché se commenti sul suo blog non hai la possibilità di replica?... e la redazione o Grillo nella risposta non si firmano? E' uno stile trasparente? Ma per favore!! Il suo blog, che blog non è più, è un sito editoriale, gestito da un gruppo di persone, in cui il comico genovese posta i suoi articoli. E' un prodotto editoriale che alimenta il botteghino e che ha intravisto con Grillo e in Grillo un business.
No, quel blog, non può essere espressione del modello di cambiamento... e bisognerebbe cercare di avere un po' di coerenza, mi sembra... O no! Di un cambiamento di quel genere non saprei che farmene. Ti ripeto una restaurazione. E ti consiglierei di leggere la risposta, qui riportata, dell'editore grillesco alla mia provocatoria proposta OBAMA WIRE PRESIDENT da me postata anche nel blog di Grillo... non aggiungo altro.

Redazione Beppe Grillo

Pubblico il commento ricevuto dalla redazione del blog beppegrillo.it alla proposta OBAMA WIRE PRESIDENT che avevo postato come commento alla lettera di Beppe Grillo: Lettera ad un ragazzo del 2009

Carissimo,

Tutta la stima per la tua iniziativa e l'entusiasmo che leggo in essa..ma mi domando

Come si fa ad abbracciare un modello di Presidenza che e' appena iniziata, come si fa ad abbracciare un sistema di Paese di cui conosciamo MOLTO di inutile, e pochissimo di VERO..

Io vedrei, se quel modello di Presidenza e' sulla lista dei tuoi favoriti, di sollecitare un bel Forum di discussione

Il Trauma NON troppo bene narrato (e MAI ABBASTANZA ed in PROFONDITA') del nostro Paese, e' l'aver perso la seconda guerra mondiale..i Trattati firmati da fuggitivi e tutto il resto assume una luce molto diversa

C'e' un gigantesco lavoro da fare sulle azioni iniziate da Grillo, e tu mi proponi una FUGA molto cara (ALLORA) agli stretti collaboratori del NANO-SYSTEM (tm) di adesso...?

Credo che si debba essere comicamente seri..e sopratutto, alla Beppe Grillo

Buona Navigazione

Ed . Commentatore certificato 13.03.09 14:35  

 

-Quel che mi suona strano poi sempre nel tuo fraseggio è che se una cosa la dico io, pontifico, se la dice Travaglio, invece, va bene!
Eppure entrambi abbiamo in comune che non vogliamo fare capi popolo, non vogliamo sostituirci a cariche altrui, non vogliamo posti da consenso, denunciamo un malcostume, anche se in ambiti diversi, vogliamo fare libera critica con ironia, satira, proposte, svolgendo quel che riteniamo di saper fare. Travaglio penso abbia un'ottima e documentata critica di cronaca giudiziaria, così come Vulpi, con questo non penso vogliano fare né il Magistrato, né il Ministro della Giustizia, né i Parlamentari.
Ora spiegami perché io pontifico e loro no? Si vorrebbe solo fare quel che pensiamo di saper fare. Ci sono persone a cui devi dare un lavoro, anche schiavizzante, perché non sanno che farsene del tempo; chi invece sa che farne, non gli viene permesso di poterlo utilizzare e li si costringe a fare ciò di cui non vale la pena, sottraendo un bene prezioso alla collettività. I nordici (Svezia in primis) l'han capito, i sudisti (tra cui gli italioti) ti lasciano col culo per terra se non ti adegui.

-Poi mi spieghi come mai Di Pietro era oggetto di scherno negli spettacoli di Grillo (vedi filmato su YouTube) e ora anche tu lo poni come salvatore insieme ad altri?

-Su Benigni: beh, Benigni esercita se stesso, colà come si puote, da artista, è la sua opera: recita Dante, senza porre marchio alcuno, anche se preferivo quella dalle torri di Carmelo Bene; Grillo recita i politici d'oggi cadendo in un simil succedaneo... così che diviene quel che fa!

-Vedi io penso che il cambiamento stia nelle coscienze individuali, non nelle masse. Finché la vita di ognuno non verrà interpretata e riconosciuta come opera non ci sarà scelta politica degna di essere vissuta. E questo dipende da noi, da nessun altro! E l'anima del digitale è questa: PERSONAL E RETE! (Parma, 19/03/2009)

Luigi Boschi

Replica di Franco Gabotti

Dovrei rispondere ripetendo letteralmente la stessa lettera che ti ho già mandato: un invito sicuramente vano a farti leggere bene ciò che ho scritto, ma provo un'altra formula, benchè deluso, per chiudere una discussione da te rifiutata su un piano di pacatezza: non ti seguo sui tuoi toni e non sono interessato alle tue citazioni, ma sopratutto non sono più interessato alla tua persona.
Parto dall'affermazione che condivido le tue istanze e la tua analisi sull'attuale condizione della società, da quella mondiale a quella nazionale: siamo in tanti a pensarla allo stesso modo, siamo in tanti a trovare riferimenti nella rete.
Nella rete troviamo il vantaggio del confronto, quando c'è, quando non rincorriamo i personalismi e i consensi dei seguaci che ti ripetono "bravo, hai ragione, sei tutti noi, lo abbiamo sempre detto..."
Sono sicuro che ognuno di noi ha davvero molte cose da dire, non importa sai come si dicono le cose; non tutti sappiamo oppure abbiamo voglia di far parlare le citazioni o di esprimere critiche sul lessico prima di guardare negli occhi l'interlocutore; se vuoi selezionateli pure i tuoi interlocutori.
E' perciò soltanto grazie ad una forzatura che per questa volta anch'io dico un paio di cose su di me: per una chiarezza che ritenevo non necessaria.
Sono di ispirazione libertaria e per dirla tutta non amo Grillo, il suo blog, il suo editore, il suo modo di gestire gli interlocutori del dialogo in rete, e molte altre questioni che fanno il paio con le tue; ma registro due aspetti fondamentali dell'attualità politica e sociale:
Attualità politica: sono arrabbiato e spaventato per quanto sta succedendo.
Attualità sociale: non è ancora nato il superuomo di Nietzche, anche tu ne sei ben lontano.
E purtroppo nei salotti colti si ostentano posizioni sicuramente illuminate, si rifiutano orgogliosamente atteggiamenti in odore di opportunismo, ma si dimentica che i nostri amministratori incapaci e manigoldi nel frattempo devastano quel che resta della democrazia e del bene pubblico, si dimenticano le sofferenze delle fasce deboli.

Non a caso nella mia lettera ho sottolineato la parola urgente riferita al modo in cui secondo me occorre mettere le mani nell'amministrazione della cosa pubblica per togliere quelle infangate.
Spesso in nome del pragmatismo dobbiamo occultare momentaneamente una parte sana del nostro pensiero, perciò, non per sentirmi offeso nella mia "grillinità" che è insignificante rispetto al mio anarchismo ( puoi dirmi anche "cavagna ruta" = cesto rotto, senza riuscire a scalfire il mio amor proprio ) e perchè non sto seguendo nessuno, personalmente non ho bisogno di supporti n'é ideologici n'é carismatici, ma sto semplicemente indirizzando i miei sforzi, rispondo che non hai colto lo spirito delle mie osservazioni, ovvero se lo hai fatto, mi rallegro ancora di più nel chiudere una polemica non voluta; hai colto invece la spigolosità del termine "pontificare", e forse anche a ragione, ma si tratta pur sempre di un'accezione lessicale soggettiva.
Per coloro che si mantengono estranei ai meetup di Grillo mi sento ancora di fare osservare quanto critico sia l'atteggiamento degli iscritti nei confronti della loro "fonte di ispirazione", ma già, con il termine "grillinio" si fa presto ad identificare molti giovani, e pochi non giovani, come dei piccoli cloni del Beppe comico!
Prova ne è che da noi, a Vercelli, la lista civica per il prossimo turno delle amministrative nata dal meetup, si chiama invece Società Futura, e si è data un ordinamento autonomo come movimento proprio:
La prova alla quale ci siamo sottoposti è un'esperienza sicuramente disperata e visionaria, ma insegna quanto sia profondamente diverso fare gli splendidi nei blog con tutti i proprii argomenti perfettamente allineati, dall'organizzare una campagna per proporsi come credibili e reali alternative al pericoloso panorama politico esistente.
Grazie per l'attenzione.

Franco Gabotti 

Sapersi dire di no!

La pacatezza non si enuncia, ma si pratica Gabotti.
La semantica, poi, ha ancora valore e i tuoi scritti restano testimonianza. Così come i miei articoli. Il lavorio letterario non è retorica orale. E viste le tue premesse "altruiste" e manipolatorie, non ho nulla da condividere con il tuo pensiero politico e personale. Ma a differenza di te la tua persona mi interessa per il rilievo schizofrenico che ormai pervade l'agire quotidiano.

E' il pericolo di politici e presunti tali, come si evince dai tuoi commenti, capaci di dire tutto e il contrario di tutto come bere un bicchier d'acqua, che gettano il sasso e nascondono la mano, che travisano i contenuti, che leggono senza ascolto, capaci di cavalcare le opportunità altrui per propri fini (ritenendoli bene comune collettivo e smentendo la legge di McLuhan "il media è il messaggio),  dove tutto è mezzo senza tenuta etica né culturale, che si nascondono dietro le buone maniere per mascherare la pochezza di pensiero... di questo fare è bene allarmarsi, perché nulla con questo agire cambierà, è solo il rovescio della medaglia perversa di cui lamentiamo il conio.

Oggi l'Italia ha bisogno di una partecipazione responsabile individuale, senza mezzucci comodi da cavalcare, dove ognuno è il tutto, dove il male dell'uno è il tuo male, dove la povertà dei singoli è la tua povertà, dove l'agire incosciente e irresponsabile degli altri diventa il tuo agire... dove il dolore altrui è il tuo dolore.

Non di "super uomini" (concetto nietzchano mal tradotto e volgarizzato anche da te), ma persone vere, politici che ancorano il loro agire sulla responsabilità etica e di Paese. Bisogna saper dire di no a se stessi... e se a volte appare molto dura, quasi impossibile, è solo così che si riconquista il senso della vita... se un senso può ancora averlo.

Barnard: Va riportato il cittadino al centro, al centro delle sue responsabilità per il Paese che ogni giorno crea con le sue azioni, e gli va detto che Berlusconi, Mangano, Consorte, Pio Pompa, Bossi e gli altri sono solo la proiezione sul muro della sua ombra. Null'altro.

Luigi Boschi


Franco Gabotti delirio

...per dire l'ultima prima di vederti sparire, credo naufrago: si parla di superuomo non come casta governante ma in virtù dello scatto che migliora il genere umano, tutte le donne e tutti gli uomini, e tu mi parli ancora di "politici che ancorano il loro agire...."
Come avviene il passaggio? Con la cultura della tolleranza e della giustizia con l'educazione alla giustizia ed al rigore prima ancora che alla bontà la quale ci offre come pasto ai prepotenti.
Come potrebbe cambiare la società? Soltanto con un processo democratico, perciò occorre agire e bisogna farlo dall'interno del tormento febbricitante che è la nostra attuale vita pubblica, e per farlo occorre esserci, ossequiando le regole democratiche, e tu mi parli di schizofrenia.
Si parla di urgenza sottolineata e tu continui a omettere la sottolineatura perchè la realtà non ti scalfisce nemmeno: ti occupi di semantica, ma intanto si sta privatizzando l'acqua.
Si parla di superuomo come l'artista in ogni uomo che, responsabile e libero, ubbidisce soltanto all'animale veramente evoluto che vive in sé stesso, senza comandanti n'è padroni, e tu ancora mi parli di "politici o presunti tali".
Si parla della società scultura sognata da Beuys dove ognuno porta il proprio contributo responsabile, vitale, con la propria presenza, la propria passione, la propria genialità e tu mi parli di McLuhan.
Poteva essere un buon dibattito basato sul confronto e sulla tolleranza, ma ocorreva saper ascoltare prima di cedere alla smania di dimostrare di saper parlare; e poi dibattito con chi? Dove sono gli altri?
Smettiamola di ciattare tra di noi, domani ho l'orto da zappare e sarò meglio e più felicemente impegnato, mentre tu sei sempre più piccolo all'orizzonte, a remare in alto mare, nel mare dell'accademia, non quella austera che forgia idee ed intelletto (di cui pure sei ben fornito), bensì quella da pollaio.
Addio. Franco Gabotti

Requiem

E tutto questo per aver avuto l'ardire di criticare il grillismo!!
Non solo ti sei rivelato artisticamente misero, ma proprio non sai neppure leggere! E' sì, per capire bisogna leggere o assimilare l'esempio altrui. Cosa che non fai o non sai fare! Forse derivante dal devastante disturbo neuropsichiatrico.
Ti vedo irritato grillino... la schizofrenia ti ha fatto perdere la tua serenità e pacatezza? Vedi cosa capita a manipolare la realtà, i contenuti... poi non si capisce più un cazzo... e così hai perso l'intelletto, già scarso d'anticipo, per putrefazione cadaverica.
Inutile citare, tu mistifichi tutto, anche te stesso! Le tue comparazioni sono solo un inutile rimbalzo nel tuo vuoto etico e mentale... dove il giusto è sepolto dalla giustizia! Ma che si pretende da un cranio in attesa solo di sepoltura?... e ti proponi come nuovo politico? Già contagiato, prima ancora di iniziare, dal mal eterno politichese.
Non hai capito proprio niente, ma per te è impossibile il contrario... Zappa, zappa a fondo l'orto, questo è "urgente", ma per preparati la tomba, è l'ultima opera degna che ti rimane da perito industriale. Abbi l'accortezza di lasciare le tracce perimetrali con dovizia di ampio margine in modo che il terreno contaminato dalle tue scorie radiodeficienti non contagino altri.
Requiem... e non farti venire malsane idee di resurrezione!

Luigi Boschi

la penna uccide più della spada

Grazie  a te e a Franco. Spesso in natura il cambiamento segue un evento distruttivo che libera improvvisamente una grande forza potenziale trattenuta, ma la maggior parte delle volte essa opera pacatamente: un lago se manca ossigeno diventa lentamente stagno e poi palude e poi torbiera e infine un prato nuovo. Così la politica in Italia è marcita lentamente, è già marcia matura, e il cambiamento è alle porte. Cosa lo spinge? Un desiderio comune di onestà. Accompagnato da un salvifico senso dell'umorismo, tutto italiano....no, non siamo americani, non conosciamo l'obiettivo di trasformare il nemico in amico, nè lanciamo bombe sulla gente, però come diceva qualcuno può succedere che la penna uccida più della spada...  

Luisa Accattino

la politica e il lago

Cara Luisa una bella similitudine quella della politica e del lago.
Certo sarà un nuovo prato, ma prima, tutte le forme di vita di quel lago moriranno.
Questo è il cambiamento in atto. E quelle forme di vita in grado di sopravvivere senza lago, devono venir via da quella putredine, se vogliono bearsi poi del nuovo prato, perché la storia è già scritta come dici tu!
Soprattutto bisogna capire e non lasciarsi prendere da chi manipola la realtà, oggi un esercizio di gran moda!
Ti accusano e ti denigrano distorcendo il tuo pensiero... riempiendosi di contraddizioni... e questo è insopportabile!
Ciao e grazie.
Luigi

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