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La vita sta cambiando pelle

PER RIDARE SENSO AL TESTO

CRONACA DI UNA INTERVISTA... POSSIBILE

Ma, non lo so. Mi arriva una mail dalla redazione di "parma.repubblica.it" chiedendomi di mettermi in contatto con loro perché vorrebbero farmi una intervista.
Conosco Antonio Mascolo, il direttore, da tempo: per la verità lo vedevo più spesso quando lavorava a Modena che ora a Parma. Capita! Forse vorrà parlarmi... Sta facendo un ottimo lavoro con la sua testata on line in città.
Chiamo. Mi presento. E una segretaria anonima mi dice di mettermi in contatto con una loro collaboratrice, Francesca Esposito, di cui ricavo l'e-mail, per un incontro a seguito della pubblicazione del mio libro di poesie d'occasione "VERSI RIFLESSI".
Beh, caro Antonio, visti gli anni e i tempi da cui ci conosciamo, mi aspettavo almeno un incontro con te o almeno una tua chiamata. E' così però che va il mondo... questo è lo stile, a cui però io non mi adeguo.
Dallo scambio di e-mail con Francesca ci accordiamo per giovedì alle 11.
Per me può arrivare l'ultimo stagista del giornale che è accolto ancor meglio del direttore. Questo statene certi... e con maggiori attenzioni, sono fatto così. I giovani poi vanno sempre incoraggiati. Devono sapere che non c'è solo il mondo cinico... e che i loro progetti di vita possono trovare spazi.
Arriva una carinissima e cordiale ragazza con gli occhi azzurri senza accento parmigiano che nel parlare mi racconta che frequenta l'Università di Parma: comunicazione e sta facendo uno stage da Repubblica.
-Mi aspettavo di trovare il solito parmigiano e invece...
-E invece?
-Ehh, molto bello qui...
Ci sediamo e le offro un succo di ananas.
Iniziamo una lunga chiacchierata registrata, non certo una intervista. Da come si erano messe le cose pensavo volesse elaborare un suo articolo sull'attività di un artista-scrittore, non certo una intervista. Sì, mi poneva domande, a cui rispondevo in modo molto ampio, e a cui partecipava anche lei con sue opinioni... insomma un dialogo... in cui Francesca cercava quasi un voler conoscere, incuriosita forse da questa atipicità trovata, piuttosto che attenersi a risposte e domande.
Ci lasciamo dopo circa un'ora. Aveva voluto conoscere più approfonditamente il blog e visitato anche lo studio dove dipingo. Apprezzava il profumo del gelsomino sul piccolo terrazzo. Era curiosa, giustamente, di vedere e sapere. Osservava la bibblioteca, la veduta dalla finestra.
-Molto tranquillo qui!
-Sì e siamo in centro città...
Tutto mi sembrava orientato per un suo articolo di costume in cui avrei ritrovato qualche mia battuta.
-Le farò sapere quando lo pubblico.
-Grazie aspetto sue notizie
Nel pomeriggio le invio una mail dicendole che se avesse voluto pormi ulteriori domande e richieste precise, vista la chiacchierata della mattina avremmo potuto incontrarci in Cittadella dove stavo andando per fare alcune foto.
-La prossima settimana -mi risponde- questa sera non posso e il week-and lavoro.
Probabilmente, immagino, l'articolo lo scriverà la prossima settimana.
La sera tardi del venerdì, stavo completando a computer la revisione del mio ultimo libro che uscirà a giugno. Il tempo scorre veloce era già sabato quando vedo arrivare una mail verso le 1,30. Francesca mi invia il link dell'articolo pubblicato. Finisco alcune parti del libro che stavo terminando e vado a leggere curioso il pezzo che aveva scritto.
Non posso crederci. Lo rileggo, No, non ci siamo!! Ha tradotto una chiacchierata in una pura intervista tagliando e togliendo per ovvie ragioni di lunghezza, mettendomi in bocca un fraseggio in molte parti, completamente diverso dal mio pensiero. Sono molto seccato. Una descrizione della mia giornata e della mia attività che non corrisponde minimamente al vero. Così come l'attività artistica. Ma anche sui temi della città.
Io che dopo aver scritto di getto un pezzo continuo a limare e rivedere, a ricercare la forma letteraria migliore, mi ritrovo una intervista che non mi appartiene e i cui contenuti, a me attribuiti, sono spesso alterati. Mi dispiace Francesca ma non si fa così.
Così come è assurdo intervenire su un articolo di opinione o di cronaca altrui, è scorretto licenziare una intervista senza la revisione dell'intervistato per ciò che gli viene fatto dire. Ripeto una intervista non alcune battute. La cosa cambia. Ma Francesca, che probabilmente è agli inizi, questo non lo sa. Il buon Antonio, il direttore, avrebbe dovuto dirglielo. A meno ché l'incontro non si fosse svolto su domande precise e risposte riprese pedissequamente dalla registrazione. Ovviamente la registrazione deve essere in mano ad entrambi. Ma non era questo il caso.
Ci rimango male! Molto. Do sempre fiducia a tutti e inevitabilmente la sensibilità non viene né capita, né apprezzata, né ripagata.
Dopo diversi anni in cui mi ero ritirato e non mi sognavo di rilasciare interviste, una cosa così mi lascia veramente amareggiato. Certo ho perso l'allenamento e la malizia... volutamente!... Anche perché non sono io e molti concetti sono stati stravolti.
Erano quasi le due del mattino, termino alcuni lavori e mi metto a scrivere ciò che non va.

"Visto e letto. Innanzitutto grazie.
Spunti simpatici... Però resta tutto molto in superficie. Ma forse è questa l'impressione che le ho dato. Era la prima intervista che rilasciavo dopo molti anni... e forse non sono stato puntuale.

Alcune note però di precisazione:
-La mia giornata è molto diversa da come l'ha descritta... imprevedibile certo, ma proprio per questo molto più intensa e impegnativa. L'attività artistica e di scrittore richiede immersione nella società, sui temi, negli argomenti, nelle relazioni personali e nel web, nell'ascolto, nell'intercettare le informazioni, nella lettura, nello studio, nella partecipazione a incontri, nell'aggiornamento tecnologico... nella percezione delle cose, nell'individuare i nuovi percorsi... il tempo di produrre, meditare, diffondere... e sei sempre solo... ogni azione dipende solo da te.

-Una giornata che spesso finisce tardi la notte e la mattina inizia presto. Si potrebbe dire che nella atmosfera notturna si crea e si produce, mentre di giorno si gestisce l'attività.

-Direi che con i colori scrivo sulla tela, l' uso dei pennelli è marginale. Con la fotografia cerco di cogliere l'attimo fuggente e l'anima della gente, della città.

-Internet è il mio editore. E' Internet che mi ha consentito di realizzare ciò che oggi sto facendo.

-Non si è ancora capito che "la rivoluzione digitale" ha creato un altro mondo, quello virtuale, in simbiosi con il mondo reale. E' il sistema virtuale che oggi determina le linee guida di sviluppo e progresso del mondo reale. E' la "società della tecnica" di Emanuele Severino.

-Non è che Comuni, Province, Regioni non abbiano investito in tecnologie, ma si è investito male e in ritardo. L'attuale "digital devide" è l'evidenza della miopia con cui si è interpretata Internet. Nella P.A. ridotta a teleburotica.

-La nostra generazione non ha avuto la forza di andare "oltre". Oltre la "Destra e la Sinistra" verso una società ad elevata riflessività ossia non più determinata dalle stagioni e successivamente dalle linee di montaggio. Siamo nella società del "personal", del "codice alfa numerico" e della "rete". Qualcosa vorrà dire? La nostra generazione non ha saputo darsi quella grinta e tenacia del "fare partigiano" (ha presente lo sguardo e le parole di Gabetti nell'intervista ad Annozero?) necessario per scardinare l'esistente, occupato da una cultura obsoleta e sorpassata. Può essere strategica forse l'economia di derivazione animale? Investire in vacche e maiali? Insostenibile sotto numerosissimi aspetti: etico, ambientale, salutistico, economico, sociale
Da tempo l'economia delle conoscenze e la rivoluzione digitale stanno determinando altre logiche di convivenza ed economiche.

-Credo che la Sinistra abbia grandi responsabilità, perché non ha saputo intercettare e proporre il nuovo. Ha preferito scimmiottare la Destra!! Condivido la critica visione politica che recentemente Cacciari ha tracciato su Repubblica Tv in una intervista con Giannini.

-Non scrivo le mie storie, ma brevi racconti, poesie d'occasione in un tentativo di ricerca letteraria.
Con miei articoli di opinione invece, che diffondo in rete, e credo siano abbastanza seguiti, affronto diversi argomenti della società d'oggi. Articoli scomodi ma che cercano e propongono verità, non propaganda. Educarsi alla verità: un modo di vivere quasi dimenticato.

-E' un socialblog "contestualizzato" e quindi viene aggiornato quotidianamente con fonti Ansa, Corriere, Repubblica, altri blog e giornali online. Rilevanti sono inoltre le rubriche personali.

-Non dipingo per collezionisti, ma è una ricerca artistica... dipingo quel che sento, provo, intuisco.
Desidero invece che le mie opere, possibilmente, vadano a collezionisti o a musei, da chi sa apprezzare e leggere l'opera, altrimenti restano da me. Le mostre sono di pertinenza dei galleristi e degli operatori culturali. L'artista deve pensare e produrre la sua opera fuori dalle logiche di mercato. Non si dipinge, così come non si scrive per vendere, ma perché si ha qualcosa da dire.

-Io non vendo. E non vendo in rete ma pubblico le mie opere in rete.

-D'estate mi concedo qualche buona pedalata, un modo semplice per ritrovare le colline o la bassa... immergermi per quanto possibile nella natura, staccare gli occhi dal video, muovermi dallo studio in cui sono quotidianamente incollato...
Stessa cosa vale, scendendo in strada... camminare per la città e ritrovarsi una comunità vivace a dimensione d'uomo non distruttiva come può essere la metropoli. Certo questa è un'aria che "vizia".

-I dolci, le brioche, sì le fanno solo con uova e burro e nel salato trova spesso lo strutto... e non sono certo cibi vegani. Quindi evito bar. Nei ristoranti se uno è attento può ritagliarsi un menù vegano. E' certo che l'ignoranza tra gli operatori su questo tema è vasta!! La scelta vegana è una scelta etica che cambia in meglio il modo di vivere e pensare.

Mi scusi per queste mie rilevazioni o precisazioni, ma mi sembravano importanti. Almeno per me.
Aspetto sue notizie per la fotocamminata in Cittadella.
Buona giornata. Ora vado a dormire.

Erano le 05 del mattino di sabato. Mi rincresceva, perché nonostante queste osservazioni di revisione, si è persa un'altra occasione per comunicare alla città il nuovo pensiero che si sta formando e questo luogo deve iniziare a intraprendere. Quanti altri stanno adottando percorsi nuovi, fuori da schemi, fuori da blindate organizzazioni, in frontiera, che non pensano al mercato o a fare soldi, ma ricercano l'opera, impegnati in un tentativo di costruire nuovi modi di convivenza, nuove forme di realizzazione professionale? Appunto, il codice alfa numerico, la rete, il personal, qualcosa vorranno dire? O no! O pensiamo di avere ancora la zappa e la linea di montaggio... e l'imbecillità di una stupida burokratia come riferimento?

Caro Mascolo, non è Francesca il problema, ma tu che hai volutamente sottovalutato la mia attività... l'opera mia quotidiana... e questo è ciò che più mi rincresce. Eppure ogni giorno che passa, quel che vedo, è che avevo indicato la linea giusta da seguire altro che le nostalgiche, inutili organizzazioni, incapaci di convertirsi al telelavoro, al mondo digitale, alle nuove scienze... E questo produrrà nuovi stili di vita anche nell'alimentare dove pensiamo, invece, che tutto rimanga immobile... eppure non è stato così nella storia e non lo sarà ora! E lo si vede già!

Nel pomeriggio ricevo una mail di rincrescimento da parte di Francesca e nello stesso tempo mi invitava a replicare direttamente. Le rispondo che avevo intenzione comunque di scrivere qualcosa, ma lo avrei fatto a modo mio... Al di là di questa intervista. Poi mi convinco di apportare almeno in modo minimale le correzioni al suo testo per ciò che attiene mie dichiarazioni rispettando integralmente sue domande e opinioni e le invio l'e-mail con l'allegato. Spero a qualcosa serva e venga per quanto possibile corretto... questo non può dipendere da me! Le mie osservazioni, integrazioni e correzioni circostanziate le ho trasmesse.

Ma sì, sarà quel che sarà! E d'altra parte che significato ha rilasciare interviste per uno scrittore o un artista? O vanno in diretta oppure si leggano i libri, gli articoli, i racconti o vadano a guardarsi le opere.
La mediazione è sempre, o quasi sempre, una banalizzazione del vero.
Ritorno nel mio eremo solitario dopo questa infelice uscita. E' questa cultura che distrugge le menti... questa sciatteria senza coltivare valore. E' la televisione che ha frantumato il pensiero... solo fiction. E quando si trova il diverso, l'autentico, quasi non lo si riconosce più, sembra impossibile.

Francesca, vale per il suo stage, la prossima volta che fa una intervista, si documenti, soprattutto legga ciò che ha scritto chi va a intervistare. Cerchi di capire cosa c'è dietro quegli articoli, quei racconti, quelle poesie, quei quadri, quelle foto... altrimenti è preferibile il silenzio.

Secondo me nella vita si deve dare il meglio di sé sempre, essere veri, coltivare la bellezza, tenere all'ambiente in cui si vive, bisogna tirare fuori le proprie potenzialità, e diciamo che mi metto in discussione ogni giorno, cerco di capire cosa posso fare per raggiungere questi obiettivi... e questo sempre indipendentemente da compensi o riconoscimenti. Ma non è facile e gli altri non ti agevolano!... soprattutto non ti capiscono.

Di questo niente, che quotidianamente ci viene scodellato dai media, il mondo ne può fare a meno.
Eh sì, il cambiamento di questa società dipende solo da noi, dalle nostre scelte, dai nostri comportamenti quotidiani. Solo da lì... Ma ancora non riusciamo a esserne consapevoli. Se lo fossimo non tratteremmo gli animali come stiamo facendo, così come non assumeremmo l'ambiente da pattumiera.

E anche questa notte abbiamo fatto le due. Ora vado a prepararmi un riso basmati, con limone, mele e un po' di buona musica.
(Parma, 23/05/2009)

Luigi Boschi

Divertente e sapiente...

Ho letto il tuo pezzo sulla sfortunata intervista. Divertente e sapiente...   Un abbraccio,  GC

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