Salta navigazione.
La vita sta cambiando pelle

BESTIARIA

Racconto di Luigi Boschi, pubblicato nel libro a cura di Adriano Accattino: "Il legame misconosciuto. Aspetti del rapporto dell'uomo con gli animali nelle pagine di trentadue studiosi e poeti". Edizioni: FONDAMENTANUOVE

L'animale è un succedaneo del suo prodotto, ma anche l'uomo del consumatoio. E' della società della tecnica la liberazione animale

"Il paiolo bolliva lentamente, quasi di continuo, appeso alle catene del camino, alimentato da un fuoco perenne o tenuto tiepido da una brace raramente spenta o fredda cui erano sconosciuti i mutamenti di stagione... Il fuoco e il paiolo sono stati per molti secoli gli strumenti e gli elementi chiave della cucina contadina, e l'acqua salata il semplice e magico quot;fondo" dal quale, con l'aggiunta di lardo o strutto, si tirava miracolosamente fuori una minestra o una zuppa." (Piero Camporesi)

Nell'aia contadina si svolgeva il rito del sacrificio: donne indaffarate ad assecondare gli uomini squartatori dopo l'intervento del norcino. I bambini venivano tenuti in disparte, alcuni piangevano, altri erano scossi, qualcuno pensava alla futura emulazione dei grandi. C'era un'aria di dolore per la violenza del gesto che disturbava, non si vedeva l'ora di finire quell'efferatezza determinata dalla ignoranza, dalla tradizione, dalla miseria...e del si fa così!

"Quando arrivavano i giorni bui della carestia si tentava di fare il pane con un'infinità di cose: in pratica quasi tutto poteva servire a prepararne uno squallido surrogato: loglio, regolizia, erba del vetro, radici, cardi, foglie varie, scorzonera, marruca ecc... il pero selvatico che cresce nei boschi dell'Appennino, seccato, indi ridotto in farina, si panifica col lievito e tiene le veci di pane di frumento" (Piero Camporesi)

D'inverno, la domenica mattina... quei maiali scaricati da un camion bestiame... I loro grugniti, brontolanti e impauriti mentre scendevano da uno scivolo di legno nel cortile a volte innevato. Alcuni cadevano, si azzoppavano, altri arrivavano malconci dal viaggio; chiamavano allora il veterinario...lui, il medico, la maestra, il prete erano le figure a cui il paese conferiva rispetto.

Era l'ultima aria all'aperto che respiravano quei predestinati alla macellazione. Dal cortile venivano condotti all'interno di un recinto dove ammucchiati rimanevano "in sosta" tutto il giorno, senza mangiare, fino al lunedì, quando la mattina presto, molto presto, iniziavano ad ucciderli, corandoli uno ad uno col "filèt", un coltello affilatissimo...strazianti i grugniti di quei maiali! Un gemito lancinante, continuo per tutta la mattinata...sangue ovunque... li appendevano per le zampe posteriori, li sgozzavano, li immergevano in una vasca d'acqua bollente, li pelavano, li squartavano, li svuotavano, li sezionavano, gli mozzavano parti, poi tagliati in verticale a metà quelle mezzene venivano stivate appese, in cella frigorifera. Quel rito di sangue e di morte settimanale finiva lì nel pomeriggio. Ti chiedevi perché, ma si fermava in gola la domanda di fronte agli adulti...

Con una o due mucche tenute per la corda, scendeva a piedi dalla collina, fischiettando, parlottando con quegli animali e con qualche battuta lungo la strada, il macellaio che aveva con la moglie il negozio nella piazza del paese, nel retrobottega il macello. Quell'animale alto e grosso, pieno di forza, che se avesse caricato il suo boia lo avrebbe fatto a pezzi, incedeva assecondando il passo e rimaneva impaurito per un po', lì all'aperto, legato ad una pianta in attesa di entrare nel mattatoio consapevole della sua fine:
-Sta ferm! Gli imponeva il carnefice.
E una violenta martellata alla testa, o due, se la prima non era sufficiente, lo stramazzavano a terra, privo di sensi, scalciando la morte, prima del rito della sgozzatura e poi quello dello squartamento. Il portone di quel piccolo macello rimaneva aperto e da fuori, aldilà di un muretto basso che perimetrava il cortile, si vedeva questa funzione settimanale che i più adulti poi commentavano con gesti, battute e un po' di sarcastico compiacimento.

"Dopo la pioggia la terra
è un frutto appena sbucciato.
Il fiato del fieno bagnato
è più acre -ma ride il sole
bianco sui prati di marzo
a una fanciulla che apre la finestra."
(Marzo - Giorgio Caproni)

I profumi della natura sopivano quelle atrocità artigianali, un misto di cultura contadina, residui di guerra, ignoranza...voglia di inventarsi la vita senza sapere, né conoscere le conseguenze di quel fare. L'azione era ancora determinata dal rito e dalla tradizione. Si doveva produrre!... senza sapere che sarebbero stati i pionieri della prossima riproduzione, dove l'uomo non c'era più! L'abilità del fare individuale ceduta all'efficienza del processo.

Anni '60, a quella violenza si accosta il motore e la progressiva meccanica della catena riproduttiva...Una corsa impazzita senza fiato alla meta per uscire dalla miseria. Era l'inizio della strage animale.

Gli strascichi di una realtà contadina avrebbero lasciato il campo alla spietata crudeltà del massacro ripetitivo senza limiti: l'olocausto degli animali programmato in grandi numeri. Non si inventò nulla: si estese quotidianamente, in serie, in numero sempre più crescente, sempre più atroce, il sacrificio animale dell'aia contadina. Una pratica che Chicago, la Porkopolis del mondo, conosceva bene da tempo. Lì sono sorte, con la ferrovia, le Stock Yards alla metà dell'800 e sperimentato con scientificità l'organizzazione della linea di smontaggio animale da cui è derivata quella del montaggio fordista.

Nel 1866 Windsor Leland inventò la macellatrice: un gancio infilato nello stinco del maiale ancora vivo era trainato in alto da una cremagliera mossa da un elevatore a vapore così che il maiale restasse appeso per le gambe al nastro trasportatore sopraelevato lungo cui si muoveva ed era sgozzato ancora vivo (saltando la fase della martellata in testa) e poi era rasato, raschiato, scuoiato, sventrato, squartato, sezionato, suddiviso in tagli: uccidere la bestia appesa testa in giù facilitava il dissanguamento e migliorava la qualità della carne... Con questo metodo, un macellaio poteva squartare e sezionare nove maiali in tre minuti. In due minuti invece il maiale era agganciato, montato, ucciso, scottato, raschiato, sventrato. (Marco D'Eramo)

 

Prendeva così piede in Italia la pratica di riproduzione animale illimitata, anche con sofisticate modifiche genetiche. Ai maiali venivano ridotte le spalle e aumentate le cosce, tant'è che la spalla stagionata tra i salumi è quasi sparita; alle vacche furono ingrossate le mammelle: da 12 litri ai 40, ai 70...si vorrebbe quasi una bestia tutta mammella! Là in quei luoghi della invivibilità fu loro tolta ogni forma di desiderio, di affettività, di dignità. Batterie seriali d'animali, stipati, legati o relegati in luoghi infernali, virali, e cresciuti nella degradazione di ogni forma di vita; resi immobili, seviziati, castrati vivi, e in efficienza economica ad aspettare, ormai folli, la morte in un tunnel di tortura sanguinaria: la slauthering machine.

Catene di montaggio e smontaggio d'animale, trasporti bestiame globali, infestazioni, epidemie, stragi disinfestanti...erbivori che diventan carnivori, volatili chiusi in gabbie, pesci ammassati in colture putride, liquami infestanti terreni e falde, e gas di miliardi di animali ammassati che inquinano più dei Suv...E' la globalizzazione!...E'la catena della riproduzione, macellazione e lavorazione di vite animali, ora non più tali. E' l'eredità lasciata dai nostri padri, l'inconsapevolezza dell'olocausto animale globale. Quello che era un sacrificio contadino è divenuto solo processo di profitto.

Questo underground pestilenziale viene mascherato dalla seduzione di mercato che provoca e induce alla socializzazione del cadavere. Tutto però è divenuto normale, è rientrato nella banalità della falsificazione e del male che si dà come bene. Un aberrante cinismo anche inconsapevole. Fagocitatori e gourmand di morti a tavolino. Un consumo insensibile, ignorante...drogato! Si rimuove la morte per una festa permanente: è sempre domenica!

Non c'è aperitivo che non sia accompagnato da qualche pezzetto di cadavere imbellettato affumicato, fresco, stagionato o alla griglia. Non c'è colazione che non contempli parti di animali o loro derivati, non c'è pranzo o cena che non riproduca un trancio d'animale bollito, arrosto, al forno, alla piastra, in padella. Finché la tavola sarà al centro delle relazioni, l'animale continuerà ad essere ammazzato e gustato nelle sue variazioni "tipiche" di luoghi e di carni.

-Questo è un Parma 18 mesi, lo assaggi con un bicchiere di bianco mosso...ne porto un po' anche alla sua signora?
-Ce l'ha ancora quel salame della cinta senese?...e un po' di quello speck trentino...Il vino...rosso, fermo!
Lei con voce soprana...
-Mi potrebbe aggiungere quei pomodorini ripieni di acciughe e qualche oliva ascolana?

La tavola era un momento importante, una condivisione di saperi e di sapori, così come lo era il fuoco di compagnia, di riflessione e di lettura...poi è venuta la Tv, ha spento il fuoco, ha rovinato la tavola, ha distrutto le relazioni.

"Il fuoco è più un essere sociale che un essere naturale ...mangiavo il fuoco, mangiavo il suo oro, il suo odore e perfino il suo scoppiettio, mentre la cialda fumante crocchiava sotto i miei denti. Ed è sempre così, con una specie di piacere di lusso... che il fuoco prova la sua umanità. Non si limita a cuocere, rende croccante, fa dorato il biscotto.Materializza la festa degli uomini. Per quanto indietro nel tempo si possa risalire, il valore gastronomico sopprime il valore alimentare, ed è nella gioia e non nella pena che l'uomo ha trovato il suo spirito..." (Gaston Bachelard)

Ora i bambini li portano alle fattorie didattiche, da noi finanziate...vanno a prenderli con i bus per indottrinarli. Lì vengono istruiti su come gli animali crescono sani, felici e contenti di divenire poi prodotti DOP, IGP e invenzioni di questo tipo funzionali alle tasche di pochi e al danno di tutti. E così si abituano a pensare che gli animali sono al mondo per essere mangiati! Tutto senza dolore...Che i salami quasi crescon nei campi così come le bistecche, mentre le salsicce e i ciccioli si trovan nell'orto e i petti di pollo li lascian lì, loro le galline, dopo aver covato...nel sottobosco si trovan i salumi affumicati.

Bambini che subiscono fin da piccoli l'onta della consapevole falsificazione di adulti...gli fanno il lavaggio del cervello.

Splendidi paesi di collina, divenuti, grandi cimiteri industriali...milioni di cosce di maiali nazionali ed esteri...Sono lì, appese queste cosce, in questi enormi mausolei dell'essiccazione per evitare la normale putrefazione di carni cadavere in attesa, poi, di essere vendute col nome "prosciutto". Periodicamente, per educational formativi, dalle "finestre aperte", sempre rigorosamente chiuse per mantenere il microclima naturale (!), sembra che sorridenti maiali insieme ai loro carnefici e custodi cimiteriali invitino allo spettacolo: "Venite bambini, venite -fa un maialetto felice di farsi sgozzare, tagliare a pezzi-...venite ad assaggiarmi! Sono proprio bravi qui a Parma, anche a San Daniele, ci trattan meglio da morti che da vivi. Essere macellati è un sollievo! Il sabato e la domenica però non si macella, altrimenti ve la farei vedere".

Nei locali pubblici, per le strade gli adolescenti sono invasi da continui richiami, poi vanno a casa e la televisione gli dà l'altra dose di psicofarmaco pubblicitario. Ora non san più quel che mangiano e l'obesità è un allarme mondiale. Giovani e adulti che vomitano per eccesso di cibo e alcool... altri riempiono gli ospedali per malattie da alimenti!...altri muoiono di fame perché il terreno è coltivato a cereali per il bestiame dell'Occidente dove il cancro è divenuto l'altra pandemia...e l'individuo si annienta nella devastazione dei sentimenti, che stupra con l'endemica ipocrisia. Gli animali che diventano spettacolo di feroci tradizioni, vengono usati nelle sagre di paese non solo come cibo ma anche per il ludibrio popolare. L'ambiente e gli animali sono la metafora della nostra società.

Sono i nostri anni. Ogni persona assorta in un fare impoverente, depressivo nell'illusione di una ricchezza in cui ognuno è divenuto omicida spietato di sé e dell'altro. Non c'è più spazio per soddisfare la propria intelligenza, curiosità, passioni. No! L'era del denaro ad ogni costo per alimentare stili di vita idioti e distruttivi per una obesità di stupidità! Si sfornano certificati universitari in torta fritta...altri giovani preparati che non trovano niente...parliamo del lavoro inesistente...persone che non sanno cosa fare, sull'orlo di un fallimento personale, costretti a ripiegare su altro da sé per ricatto sociale imposto. Si è passati dalla povertà umana alla miseria disumana che stermina vite, animali per il cibo e deprime quelli domestici per la pet terapy...assuefatti al padrone che li avvelena consapevolmente in luoghi a loro inadeguati. Tutti i gas di scarico sono all'altezza di respiro di cane! Molti di questi, poi, devono sopportare il vizio di chi li porta al guinzaglio, altri cercano di giocare col loro padrone sapendo di farlo felice...loro magari si accontenterebbero di una pisciata contro l'albero, una sgranchita ai muscoli, un rotolone nell'erba ancora umida della notte, un po' di annusate, una monta non guasterebbe, ma cosa non si fa per far felice colui che ti dà da mangiare! E' vero cani? Prendere e riprendere il bastone lanciato per il riporto, far correre una palla spingendola col muso e altre invenzioni perverse a cui i cani, poveretti, si adattano... li vedi dagli occhi, con un inutile, ma funzionale esercizio di sottomissione, per compiacere il desiderio di comando e di riconosciuta ubbidienza al padrone...-una parodia quasi politici/cittadini. E a questi animali va ancora bene se non fosse per gli abbandoni, le castrature, ...gli altri vivono nei lager per la riproduzione del loisir sociale.

Si è passati da un sistema di necessità e/o sopravvivenza, allo sterminio per il piacere del palato e sedare così il vuoto psicologico anziché la fame. L'orrore e il sangue che si trasformano in gusto insaziabile. Animali allevati nella privazione di ogni loro istinto, desiderio, affettività... Gli è tolto dalla nascita ogni forma di dignità. Niente, si fa finta di niente! Ogni cosa viene rimossa. Che sensibilità ambientale, sociale, politica può avere chi si compiace di vivere nel cibo animale? Menti inconsapevolmente malate, disposte a distruggere la natura: un artefare che trasforma l'ambiente in un mortificio globale. Individui voraci che arrancano allineati da una élite spietata che dalle tragedie trae linfa vitale per se stessa. E l'illusione della ricchezza di consumi camuffa l'atrocità della miseria. Tutti sono responsabili, tutti divenuti carnefici. La speranza della consapevolezza è soffocata dalla follia economica...girano beati per le vie del gusto ad assaggiare cadaveri! Un circuito sociale opprimente, a senso unico... Han prodotto delle città drogherie a cielo aperto dove la persona è divenuta un consumatoio da riempire e depredare... Ai loro occhi i vegani sono esseri strani e allora si cerca di banalizzare questa cultura e deridere chi la segue. Quasi come se coloro che più di altri hanno fatto scelte etiche di cui tutta l'umanità ne beneficia fossero contro natura, fossero loro gli strani!! Questo è insopportabile!!

Gli animali ora sono estinti, esistono delle loro parodie, dei succedanei, dei mutageni genetici. La riproduzione di non vite!...al macello, collegate all'idrovora economica. Uomini dedicati 340 giorni all'anno, e possibilità di straordinari, con le mani sempre nel sangue, nelle viscere; alzarsi ogni mattina per ripetere ogni giorno l'ennesima sgozzatura, il taglio delle zampe, lo squartamento; sono lì a vivere, consapevoli, spesso con qualche ricercata crudeltà, con quelle povere bestie in quegli ambienti, in quegli infestanti allevamenti, nella macabra macellazione, nella asettica confezione monodose o formato famiglia. Non più uomini, ormai, dediti alla mortale esecuzione quotidiana. Questo qualcuno lo chiama lavoro!

Maiali da liberare, vacche da slegare!... La stalla è manicomiale! Invece si aumenta la reclusione di animali! E si riducono persone a pratiche quotidiane del degrado... uomini e animali nella stessa forzata gabbia della maledizione!...della follia!

Si è preferito per questa riproduzione della regressione!... Sarebbe stato più impegnativo e pericoloso educare all'alimentazione, trasmettere, far conoscere il cibo nelle sue proprietà, per le necessità individuali. Si sono intossicate invece persone, per anni, senza dar loro un minimo di conoscenza alimentare, di coscienza per i valori della vita animale, devastata dall'ipocrisia pubblicitaria. Si è fatto credere che la carne fosse necessaria, che gli animali dovevan solo essere uccisi. Si è tolto loro ogni amore...si è dato come naturale che dovessero essere ridotti in allevamenti senza dignità.

L'educazione al cibo era una funzione, un tempo della nonna, della madre massaia, cuoca, coltivatrice dell'orto... ruolo oggi abdicato alla televisione.

La carne a tutti! Una promessa demagogica idiota che celava alle masse affamate la carneficina e il profitto dei pochi. La carne per tutti ha rappresentato la standardizzazione alimentare, saltando il processo conoscitivo nutrizionale, attraverso cui è stato possibile generare un rilevante sistema economico globale: vedi Chicago, dagli Yards a McDonald's. La carne ha costituito per le masse una conquista, un riconosciuto status symbol: è stato facile ottenerne l'approvazione, è stato facile indirizzarli al consumo, è stato facile immetterli a lavorare nella filiera economica industriale del disgusto, immatricolarli e assoldarli nella catena riproduttiva del genocidio animale, dello stupro ambientale. Gli esseri umani sono assurdamente facili da ammaestrare... ne vanno quasi in cerca! La libertà implica un costo sul piano psichico: amano essere guidati. Diciamolo!

L'iniezione fatale è arrivata poi con la finanziarizzazione del cibo: un ottovolante macabro per gli animali, una accelerazione nucleare per il sistema finanziario-economico, una forza spietata per rafforzarne la presa sulle masse. Si sono inventati i "future" dove i prodotti animali sono venduti prima ancora che questi nascano. Il pensiero finanziario ha unificato animali e persone riducendoli ad un unicum generatore di ricchezza. La dignità di vita dei primi e la salute dei secondi sono complementi insignificanti.

Attorno al latte è stata costruita una associazione a delinquere che ha prodotto la più grande bufala finanziaria mondiale del secolo coinvolgendo vertici e basi di ogni potere, lo stomaco e il risparmio dei consumatori, già complici dell'ecocidio, e ora anche del raggiro internazionale. Non si facevano scrupolo infatti quei consumatori/risparmiatori da dove venisse il latte, quale atroce ciclo di morte lo generasse. E ancora lo è! Non gliene fregava nulla...ma dei loro risparmi, generatori della vergogna alimentare...o quelli sì!! quelli sì!...li han toccati nel vivo!...e iniziarono la rivolta contro la loro metafora.

Persone che non si facevano domande sull'alta resa finanziaria, li credevano quasi dei benefattori!! Imprenditori e manager capaci, con "giuste" relazioni, per poi scoprire che questi personaggi, sempre con scorta di sicurezza, si autospedivano in uffici blindati, dei fax andata e ritorno con i paradisi fiscali, con fantomatici fondi dai nomi rivelatori: Epicurum, Buconero... scontavano fatture false e vendevano i loro prodotti mortiferi due volte... creatività finanziaria!... sotto la "protezione" di sistemi criminosi...Camorra? Cosa ne han fatto del ricavato della vita degli animali!! La truffa del secolo con complici internazionali e una città in cui molti dei gangli vitali erano se non conniventi, sotto controllo. Con soldi e amici che cosa è la giustizia?

Il muggito del mondo ha scoperchiato un'urbe che Saviano ancora oggi (2007) dice gravemente colpita dal riciclaggio! Ma la Mafia non è estranea a questo mondo si trova perfettamente a suo agio. Nell'epoca dello spettacolare integrato -è Debord che lo dice- essa appare di fatto come il modello di tutte le imprese commerciali avanzate.

Quando la vita diventa solo un affare di soldi, lì si annidano le condizioni per gli assassini, i suicidi.
Quando i vertici di una società agiscono nella logica della cupola, la piramide del malaffare si allarga a tutta la società e il delinquere diviene un agire diffuso.
Quando la prepotenza, quando la violenza, quando i soprusi costituiscono l'agire quotidiano dell'oligarchia di controllo sociale, quando dietro ad ogni proposta c'è una truffa, o un interesse particulare, la piaga della malvivenza o del delinquere diviene comune.
Quando la falsità, la menzogna, la violenza gratuita sono incoraggiati e sostenuti dal sistema, non c'è speranza di vita ma solo di morte. E' il Thanatos festival!
Quando ogni fare è determinato dall'occupazione, quando la consapevolezza della banalità del male diviene l'agire da furbi, in cui si identificano i vincenti e i valori delle forme virtuose divengono espressione di ilarità, non c'è speranza!!
L'intreccio economico ad alto livello che in periodo di vacche grasse alimentava ogni tipo di bestiame, e i luoghi sembravano la terra benedetta del bengodi, oggi nelle avvisaglie delle difficoltà economiche di un sistema che tracolla si traduce in delinquenza efferata... E così le tragedie che si consumano dentro le quattro mura delle città trappola, sono immense. L'olocausto degli animali è la metafora dell'uomo.

Quel che è fatto agli animali vien riversato su loro, i consumatori di cadaveri. Una umanità oggi ferita e malata, volutamente drogata, incapace di discernere i valori, disabitata, conformata a delinquere, alla prepotenza, alla insensibilità. Un mondo di alieni allevati in assenza d'amore, repressi dall'insoddisfazione di esistere, del loro fare quotidiano, che li costringe ad annullare se stessi, le proprie emozioni, e rimandarsi ad altra vita... preda dei consumi, vivono nell'illusione dei desideri teleirradiati, con i riflessi condizionati dai massmedia. Umanoidi che si muovono inconsapevoli in un immenso zombiware, un software sociale open source, al cui sviluppo partecipano giornalmente, capace di inglobare e riprodurre all´infinito spazzatura umana, virus necrofili impestanti, vuoto d'uomo!

Il vero nuovo Uomo Qualunque omogeneizzato e omologato al top dell'Égalité soddisfatta nella Banalité senza desideri. (Alberto Arbasino)

Il tempo muore senza scoprire di aver abitato i luoghi con intensità, di averli vissuti. La monotonia del solito posto dalla nascita...insopportabile! Un ghetto quasi dell'esistenza. Cos'è invece il travaglio del nuovo, dello sconosciuto... nel suo continuo immaginario. Un ricominciare daccapo per non incancrenirsi e divenire oggetto inutile, una macchietta tipica...fermi come una bestia da ingrasso. Poter dire di aver diversamente abitato, di aver vissuto i luoghi, i paesaggi nella loro intimità, nei loro segreti, nei loro silenzi, nelle loro bellezze, nei loro piaceri, nelle loro donne...abitare poeticamente. Devi però rimanerci su quel posto, camminarlo; consumarne il desiderio, la curiosità di entrare nell'anima delle cose, di convivere con i nuovi climi, i profumi, le arie; restarci, capirle, calpestare le piazze, le strade, i sentieri. Scambiare i saluti con la gente, sentirti e divenire uno di loro, mutare, cambiare pelle. Stare a tavola, condividere e gustare con loro il cibo, parlarne, confrontarlo. Essere ospitato e ospitare. Tempo ci vuole! Poi si deve partire.

Cosa vuoi che gliene freghi, invece, a quelli che arrivano un sabato sì e trenta no, che girovagano secondo l'umore gastrico, che pensano di conoscere un posto per aver mangiato in una finta trattoria (teatro di posa!); cosa vuoi che provino se un capriolo si specchia nel vetro della tua finestra mentre fai colazione, o se un picchio ti sveglia dal lucernario, o se le cornacchie continuano a gracidare mentre ti svegli, leggi o prendi il sole; o se dei cinghiali grugniscono la notte sotto casa, mangiando le susine, o se i campanacci delle manze accompagnano le tue camminate. Cosa colgono dei suoni continui dell'ambiente, loro, teleguidati da touroperator, che vivono nei rumori perenni, inscatolati nella loro macchina. Loro, i turisti vengono, se vedono coitano, poi se ne vanno. Una sveltina! Un fremito orgasmico. Il tempo, loro, non ce l'hanno, mai!...Devono andare a lavorare...solo loro lavorano. Devono rendere! Devono far benzina! Devono riprodurre il deserto della civiltà, della relazione. Devono andare a raccontarsi insieme nel pettegoleccio quotidiano, col compare servo di scrivania o nelle pause, davanti alle loro macchinette del caffè, del tè, del cappuccino, nel salotto dei ripiegati, quello che hanno visto.

-Domenica abbiamo incontrato proprio il capriolo!
-A sì? Come era?
-Ci è passato proprio davanti.
-E i bambini?
-Erano contenti. A Natale ne vorrebbero uno!

L'amante il cui cuore parla con forza assomiglia a colui che ha realmente qualcosa da dire, e che lo dice semplicemente, direttamente, senza preamboli né perifrasi oratorie. L'indeterminazione cortese crea un vuoto di natura perfettamente mondana; essa disegna infatti l'ordine delle cose che non son fatte per accadere, e neanche per essere credute, libri che non son fatti per essere letti, pianoforti che non son fatti per suonare, complimenti senza conseguenze: come lavoro, il fantasma generale sceglie occupazioni fittizie quali la caccia e la partita a carte, ossia dei giochi e dei simulacri; come attività, sceglie dei modi di parlare, che sono tanto per ridere, o per dire, cioè per finta; come oggetti e realtà immediate, sceglie dei simboli per figurare le cose, degli ornamenti per decorarle; il tutto nell'ambito di quel luogo frivolo, immaginario che si chiama salotto... Salotto delle vanità e delle vanterie, salotto delle cerimonie, con il suo cinguettio di conversazioni irreali e le sue maldicenze che non riguardano mai i presenti, -perché, come si dice nelle buone compagnie, i presenti sono sempre esclusi! (Vladimir Jankélévitch)

Loro i turisti con le loro automobiline, con i loro completini, i loro golfini...il keway, che vanno in montagna per respirar aria con pacchetti di sigarette, che vorrebbero mangiare col pane casereccio, impastato a mano; loro che ingurgitano quotidianamente surgelati o cartoni pressati, tiramolla, pizza al taglio, mordi e fuggi. Un palato allenato, raffinato! Vorrebbero le galline ruspanti, uova fresche di giornata. Gli puoi dar quel che vuoi ai predatori dell'hamburgher, non saprebbero distinguere i sapori, abituati come sono allo spezzatino, alla scatoletta... vivono quotidianamente con la salmonellosi addosso, col già digerito, deglutito... ma vorrebbero che altri facessero quello che loro non fanno, non vivono. Loro che imbrattano quotidianamente la vita, l'aria... loro che si devono concedere a ciò che rende mentre altri magari, dovrebbero dedicarsi a ciò che a loro piace, per i loro desideri da turisti. Non si fa l'amore, si scopa... non si abita il paesaggio, si transita.

La cultura del nostalgico...il biologico! Quell'insalatina! Fatevela voi l'insalatina, provate a coltivarla con quattro dita di letame nei vostri appartamenti cancerogeni. Sul terrazzo magari, quel budello che sporge dalle vostre facciate di loculi in cemento che han voluto i vostri amministratori, i vostri impresari. Loro lì ci mettono il cane, invece... che se vive un po' muore di cancro ai polmoni in quei condomini al biossido di carbonio, certificati.

I luoghi, per loro, questi frenetici weekandisti, sono diventati industria turistica preconfezionata, arricchiti da "non luoghi" per il transito bestiame...così attenti ai pesci rossi, al pappagallo! Un flusso e riflusso inutile su una battigia unificata con la stessa ghiaina, gli stesi molluschi, le stesse conchiglie, gli stessi sassi, gli stessi riflessi, gli stessi odori, gli stessi venditori, gli stessi hotel, le stesse televisioni, la stesa moquette, gli stessi gesti, la stessa guida, cambia solo la figurina del souvenir.

Perch'io, che nella notte abito solo,
anch'io, di notte, strusciando un cerino
sul muro, accendo cauto una candela
bianca nella mia mente - apro una vela
timida nella tenebra, e il pennino
strusciando che mi scricchiola, anch'io scrivo
e riscrivo in silenzio e a lungo il pianto
che mi bagna la mente... (Giorgio Caproni)

Dove sono finiti gli animali? Non esistono più! Non esiste più il rapporto uomo-animale, perché questi ultimi sono estinti, mentre i primi sono stati decerebrati, resi consumatoi. Che rapporto ci può essere tra un decerebrato e un estinto? Quando un essere perde la sua vita fin dalla nascita perché concepito nel suo prodotto finale, non può esserci vita, ma vite già sepolte, meglio già defecate.

Si sono capovolti i termini, il maiale è un derivato del prosciutto, la mucca è un derivato del latte, il tacchino è un derivato del suo petto, il salmone fresco è un derivato di quello affumicato, il tonno un derivato da quello in scatola. E' l'estinzione animale, del vivente, per l'egemonia del prodotto! E' la tartinizzazione della vita incelofanata e inscatolata.

Ci consideriamo cittadini sovrani
del paese dei felici gonzi,
e fingiamo di non sapere
di che fame e sangue, malattie e rinunce,
di quanti delitti infami
la nostra abbondanza grondi.
(Gian Carlo Marchesini)

Non sono oggi le città luoghi concentrazionari assimilabili per certi versi agli allevamenti intensivi? Sul percorso incroci per lo più solo visi tristi, nessun sorriso: goffi inquieti ...una triste, ormai rituale, consapevole processione al niente. Chiusi nei loro abiti omologati s'incamminano nel desiderato sistema...precario. Di fronte il niente, dietro il vuoto! La precarietà alimentata ad arte!...la necessità di un inutile impegno quotidiano per la sopravvivenza nel fare ciò che non piace... tutti i giorni, sempre lì sulla soglia del baratro! Una visione che non va oltre la sera...la speranza, se ce l'hai, ti puntella la vita. Questa società dello spettacolo che la mattina si imbarca i suoi costretti produttori della banalità, del servizio, del piacere, della tristezza...a cui viene proposto l'eventualità del divertimento (e che divertimento!!) di fine settimana, della rapina all'aperitivo sociale della sera, del gratta e vinci, del superenalotto...di godere e sognare i miti dello star system, che si diverton a far orge...loro i miti di oggi, costruiti nelle varianti di gusto dalla macchina dello spettacolo... su misura per ogni tipologia di consumatore. Un declino che dura da anni senza possibilità di ritorno. Eccone un'altro: "Vieni avanti cretino!"
Gli animali son più civili nella loro feroce natura!

Questa è la società dello spettacolo andata a male nello stupefacente: alcol, droga, psicofarmaco...questa è la città del precariato che scalda i muscoli la mattina a tutto gas! E pensare che potrebbero starsene nei propri luoghi in telelavoro, ma invece li vogliono in strada, a consumare; incolonnati, a maledire nei loro 10 metri cubi d'auto inquinanti, per poi mangiarsi lo stipendio nei servizi senza prodotto. Una inutile società decadente fatta ormai, per lo più, di stipendi sociali e governata da una ostentata, vergognosa burokratia. L'ipocrisia di questa società ridotta all'orgiastico...alla tossicità pervasiva...una declinazione sociale dai grandi agli adolescenti...dei potenti che si ricattan tra loro...

Qualcuno ha voluto la società dello spettacolo? Eccola, nelle sue forme più eccelse. L'intrattenimento, necessario per distrarre la gente dalle catene di montaggio, ora divenuto luogo comune: "lo spettacolo integrato". Ma quando queste, le catene del lavoro, non ci sono più e un nuovo tzunami rivoluziona l'esistente, è lo sconforto, la noia, la consapevolezza della propria inutilità, l'incapacità di riconoscere il vento che cambia, l'impedimento di aggrapparsi al treno delle conoscenze: "Addio deficienti!"

La società della carne!! Il proprio progetto di vita si frantuma, inesistente, le relazioni andate a male, gli intrecci di corna che si rincorrono ad ogni ora per le vie della città, negli uffici, ad ogni passo c'è una trappola innescata...tesa per la preda da inghiottire...Questa è la società voluta del ricatto, dei ricattatori, dei collusi, dei corruttori, dell'emarginazione, dell'ignoranza dei tempi...densa di banalità e volgarità...dove anche la cultura è divenuta merce di contrabbando per l'affarismo. La cultura ridotta a un decorativismo, un diversivo per il malaffare!

C'è l'abbandono decadente ad un sistema pronto a risucchiarti il poco cervello e denaro rimasti per venderti il piacere delle cosce e porno pezzi di corpi...Tutto ha un prezzo! Come in macelleria. Tutto in un mare di fumoso piacere, della finzione erotica passionale ridotta a pornografia, inciuci e fregature.

I fanatici dello sport...quelli del credo della curva...quelli che si ammazzano e ammazzano se fischiano un fallo a uno che corre, spesso dopato, in mutande, per un prato. Quelli che han portato allo stadio e nei dintorni la guerra di odi e rancori coltivati nei luoghi della disperazione personale. E si grida: "Sicurezza!!" La sicurezza siamo noi, e non la vendono ancora al supermercato insieme al pollo!

Fuori dallo stadio se non sono botte, son panini con qualche cadavere macinato farcito fantasia...con le salse e la maionese che guarniscono il putrefascibile da inghiottire. E' lo stadio della regressione del calcio al pallone: la bottigliata improvvisa, le bastonate questuriche, il divelto seggiolino, lavabo o wc.

Poi c'è la famiglia. Ah! La famiglia! Quella stereotipata televisiva, dove si ritrovano a fare colazione...a tavola, sorridenti mentre consumano compiaciuti biscotti che si infrangono nel latte la mattina o con i sorrisini e sofficini e il cane che gioca con i rotoloni di carta igienica la sera...è la famiglia dell'immaginario, della fiction! Poi invece si ritrovano in quella vera, dove lui lavora, anzi deve farne anche un altro, in nero, perché uno non è sufficiente...lei lavora, se non lavora ripiega... i figli non si sa dove siano...svezzati e in strada o lasciati per ore in sovraesposizione catodica globalizzata... Ingenui allo sbaraglio tra i mostri!...E ci si meraviglia poi della loro violenza! Del consumo di droghe, di alcol...I nonni al centro diurno, in un ricovero o preda delle badanti... E tutti o in parte si trovano forse la sera per un giaciglio conveniente per dormire... E questa sarebbe la famiglia della carne per tutti! Quel nucleo su cui sembrerebbero fondati i valori della società! Dove è sempre domenica!...nella falsificazione dei sentimenti.

Alice, l'altro giorno, dall'alto della statura dei suoi sette anni, il quesito me l'ha solennemente posto: " Ma tu, sei anziano o vecchio?"
"Ho una terza possibilità?" ho provato a rispondere un po' in affanno...
Alice è figlia di cari amici, si può dire che l'ho vista nascere e crescere, ci gioco appena a tiro in vacanza al suo paese sul mare. E' carina, curiosa, vivace e attenta - come sono abitualmente le bambine della sua età. Ha genitori affiatati, e due fratelli - maschio e femmina - più grandi di qualche anno. Alice è cresciuta in un buon clima familiare, sostanzialmente sano, aperto e intellettualmente stimolante. Ma non credevo che l'altra sera, dopo avere giocato insieme a ping pong e improvvisato danze indiavolate al ritmo delle chitarre suonate dal padre e dagli amici, alla fine, incrociandoci in un corridoio in penombra della casa, guatandomi col nasino all'insù e una luce intemerata negli occhi, lei mi avrebbe infilzato con questa allocuzione precisa: "tu sei tutto sesso!". Ho pensato di avere capito male, ma, incalzando indagatrice, lei mi ha tolto ogni via d'uscita: "ma il sesso, con chi lo fai?" Non potevo che rispondere - anche perché è la pura verità: "con mia moglie, cara!". (Gian Carlo Marchesini)

E la scuola? Quella specie di ritrovo mattutino con merendine animalfree (!) dove non si sa cosa si fa? Dove i nozionisti incapaci di competere con Internet hanno preso il posto degli insegnanti! La scuola d'oggi? Un asilo pornografico e di ignoranza a crescere! Luoghi inadeguati ai tempi per coltivare le conoscenze, dove mondi in disistima reciproca si scontrano e si provocano, dove adolescenti e ragazzi esercitano le pratiche assunte dai media. Dove l'insegnante è in competizione con quelli delle soap opera... I consumatori della società dello spettacolo si coltivano fin dall'asilo nido. E' il sistema dei servizi: io ne do uno a te, tu ne prendi due a me...Una società del fottere l'uno con gli altri...della prepotenza, dei veleni cosparsi: dagli alimenti, all'aria. Occorre un percorso educativo...anni di preparazione! Alla fine ti laureano anche col master in Marketing della fottitura globalizzata. Una società che ti toglie l'acqua...per darti una bistecca infetta o un pollo con l'aviara.

Dove andrà a finire per siccità l'insostenibile economia della vacca e del maiale? Andremo a sottrarre l'acqua agli umani (come si fa già di fatto nel terzo mondo) per darla agli animali degli inutili allevamenti intensivi? O per coltivare i loro alimenti?

I soli bovini stanno divorando interi ecosistemi. Molte foreste tropicali, come accade ad esempio in Amazzonia, vengono abbattute per far posto ai pascoli, che stanno erodendo ovunque anche le terre coltivabili, mentre le acque dolci vengono contaminate dai rifiuti degli animali e dai pesticidi.

Se gli allevamenti intensivi non hanno senso quale potrebbero averne i mattatoi, le industrie dei salumi, del latte confezionato? Se l'olio, pomodori, cereali, frutta e verdura, cioè i punti forti della nostra dieta quotidiana sono a rischio, che senso possono avere le altre superflue e dannose produzioni di alimenti di derivazione animale, causa, tra l'altro, di malattie pestilenziali e di oltre metà degli ospedalizzati?

E l'élite al potere? Governa il giro finanziario lasciando ai gonzi l'imbecillità del consumo e con un solo scopo: profitto a tutti i costi!...Per questo fomenta le guerre...l'odio, il razzismo, il genocidio...produce la paura con la violenza gratuita e ti raggira col voto della finzione democratica. Una élite con la sua insostenibile, faraonica burokratia di gomma, che si avvale di istituzioni, dei servizi segreti, della politica, dei suoi simboli, dei suoi uomini, dei paradisi fiscali, delle scatole cinesi, dei bond truffa, che si produce nel consumo i suoi elettori... Una élite che deprime le forme dell'essere a vite di scarto: ogni forma del vivere si dissolve fino a convincersi di essere inutile. Un ordine cancerogeno, maledetto...al tramonto! Ma è l'anima dell'amore ora a non esserci più!

"Il vergognarci della nostra storia e della nostra civiltà non è altro che la coscienza della necessità che esse sono destinate a tramontare nel grande stile della tecnica. A un certo momento, sì, ci si dovrà vergognare di non averlo capito prima... Crudeltà, orrore, disumanità sono sottoprodotti delle grandi e nobili forze "ideologiche" del passato, destinate al tramonto". (Emanuele Severino)

Cosa non si fa anziché sviluppare ambienti in potenza creativa, nell'uguaglianza delle diversità! Ogni persona dovrebbe poter coltivare e possibilmente realizzare il proprio progetto culturale, dovrebbe esser messo nelle condizioni di poterlo fare. Vi è invece la tendenza ad imporre l'uni-verso, e si assiste all'incapacità di comprensione del multi-verso. La classe dirigente di un Paese ha l'obbligo di creare le condizioni per un contesto favorevole all'innovazione, al circuito di saperi, allo scambio e veicolazione di progetti, esperienze, così come l'Università dovrebbe essere messa nelle condizioni di fare ricerca. Oggi il traino nella società delle conoscenze non è più riserva privata, ma esigenza collettiva.

La società delle conoscenze ci porta verso una revisione dei nostri comportamenti, dei nostri stili di vita, orientati, ora, alla distruzione, attraverso il consumo e azioni invasive. L'iperconsumismo ha eroso e minato le condizioni antropologiche in cui la democrazia era potuta nascere.

Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che rimette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero. (Pier Paolo Pasolini)

Il rapporto consumato uomo-animale, non si raddrizza e non si recupera se non muta il contesto. Il ritorno non è previsto né il ripiegamento su di sé, ma il divenire "altro" in un nuovo mondo. E' nell'accelerare sul cambiamento che si generano nuove visioni e nuove relazioni. Nell'esistente non possono che deflagrare. Il rapporto si evolverà in "altro" dall'attuale e dal passato, positivamente sorprendente.

Se la meccanica industriale ha portato alla concentrazione, alla omologazione, all'abbandono di luoghi, alla riproduzione di ambienti spesso stupidi, caratterizzati da azioni ripetitive, anche alienanti, la tecnologia digitale decentra, valorizza le differenze, ripopola i territori abbandonati, interpreta e governa la complessità, coltiva ambienti intelligenti collegati. Le tecnoscienze sviluppano nuovi ambienti interconnessi tra loro in relazione simbiotica con l'uomo; la rete libera saperi, menti; con la rete si ritorna a casa, nei propri luoghi. E sarà la società della tecnica che determinerà la liberazione animale.

"Bisogna forse usare la morte contro la morte. Fare della logica propria del sistema l'arma assoluta. Contro un sistema iperrealista, l'unica strategia è patafisica. La morte è sempre nello stesso tempo ciò che ci attende al termine del sistema, e lo sterminio simbolico che aspetta al varco il sistema stesso. La morte non concepita come l'evento reale di un soggetto o di un corpo, ma come una forma in cui si perde la determinazione del soggetto e del valore". (Ballard)

Così come l'era contadina aveva bisogno di pasti calorici da rilasciare nei campi e quella industriale di quelli seduttivi per l'oblio dell'esistente, la società delle conoscenze determinerà la liberazione animale perché l'uomo si nutrirà, principalmente, di alimenti fondamentali e cerebrali ciò che non è il cibo di derivazione animale. Il gusto mentale prevarrà su quello di pancia e delle degustazioni, entrambi ormai ridotti a omogeneizzati omologati...è una società che ha perso i profumi e anestetizzato il palato!...ha sepolto i sapori!

"Altro" cibo diverso dall'attuale, ormai simile e assimilabile ai modus delle società decadenti in cui oligarchie di potere e dominio utilizzano ogni pratica di violenza o seduttiva per mantenere l'esistente... o protrarre il più possibile il loro declino, la loro morte! E questo producendo di fatto, consapevolmente uno stato di regressione sociale.

Il rapporto uomo-animale è sempre stato determinato dal contesto generato dalla tecnica di quel dato periodo:
-il cacciatore aveva un rapporto con le armi e l'animale era una preda libera;
-il contadino coltivava i campi con l'attrezzo e l'animale aveva un ruolo di lavoro e sostentamento;
-l'uomo dell'industria aveva un rapporto con il motore e l'animale è stato sostituito nel lavoro, divenendo però preda del sistema riproduttivo: solo cibo e l'uomo suo consumatore sempre più vorace;
-l'uomo digitale, biotecnologico libererà l'animale perché non rientra né nel rapporto di lavoro, né in quello alimentare...Si avvicina la stagione in cui l'animale non è più necessario all'uomo; fuori dalla necessità si ristabilirà, forse, con lui, lo stato dimenticato di vera affettività!

Anche nella ricerca scientifica dove gli animali hanno subito torture inenarrabili (vivisezione), sia per l'opera di Hans Ruesch, che ha demolito scientificamente questo metodo, sia per l'opera di ricercatori e operatori del settore, questa inutile feroce prassi sta per essere comunque abbandonata. Alcuni parlamentari Europei il 27 giugno 2007 hanno liberato sulle scalinate del Parlamento UE dei primati non umani contro la vivisezione, un atto simbolico per vietare l'uso, nei laboratori dell'Unione Europea, di queste creature senzienti e intelligenti.

La liberazione animale è realizzabile non da un ripiegamento nostalgico, ma da un altro io, da nuovo pensiero vivo costituente che abbandona il costituito e produce un altro contesto. Il rapporto degradato uomo-animale è rappresentativo di una società al collasso. Gli animali hanno dato e stanno ancora dando molto all'umanità. Sono eroi quotidiani non risconosciuti, purtroppo torturati, martiri della disumanità e dell'ignoranza.

"Quanto più sarà chiara l'eccezionalità della nostra specie, più sarà lampante quanto cammino abbiamo in comune con il resto della vita intorno a noi, e quanto minima fosse, in origine, la differenza a nostro vantaggio: è una tendenza che si sta già manifestando. Abbiamo vinto anche per conto di tutti i meno fortunati di noi alla lotteria dell'evoluzione: e tocca adesso alla nostra civiltà farsi carico di ogni orso polare, di ogni tigre indiana e di ogni squalo dell'oceano. Noi ci siamo, e pensiamo anche per loro. E credo che fra qualche tempo l'idea di mangiare carne animale susciterà non meno orrore di quel che oggi ne provochi l'esperienza della schiavitù". (Aldo Schiavone)

La complessità dei saperi, la loro esplosione, l'accelerazione verso nuove conoscenze, non consente più all'uomo il raccordo dell'unità che invece è divenuta proprietà della tecnica. L'uomo produce frammenti che la tecnica ricompone, collega, riunisce funzionalmente e diffonde a menti e tecnologie connesse.

La tecnica guidata dalle scienze ha una nuova direttrice: da una società dell'hardware a quella del software; dalla società meccanica a quella digitale; da una società lineare a quella neuronale; da una società della prepotenza a quella della potenza; da una società di massa a quella di persona; dall'economia industriale a quella delle conoscenze; da una società del profitto a quella della responsabilità sociale; da una società quantitativa a quella qualitativa; da una società della moneta a quella dei valori; da una società delle regole a quella delle etiche; da una società della finzione a quella dell'autenticità; da una società della rappresentazione democratica a quella dell'autodeterminazione democratica; dal liberismo al solidale; dalla emarginazione alla tolleranza; da una società del rito a quella dell'alta riflessività. Dall'incoscienza alla coscienza. Dalla ignoranza, alle conoscenze!

Leggerezza, microbiotecnologie, software, nuovi materiali, altre visioni, altri contesti relazionali, altri consumi, altro, rispetto all'esistente! Il corpo perde il valore di brutale strumento per manodopera ed assume quello estetizzante e di benessere fisico, portatore di protesi biotecnologiche, di teste pensanti, di memorie, di culture e intelligenze.

Il nuovo spirito si oppone all'involucro temporaneo. Il corpo si libera dallo stato di pesantezza, vincolo e necessità per avvicinarsi allo stato della mente leggera, aperta, libera.

"Il tramonto che porta verso la civiltà della tecnica passa attraverso il grigiore crescente della fase in cui si sta lasciando il vecchio, ma il nuovo non è ancora maturo.

Oggi viviamo visibilmente circondati dall'ottusità, dalla volgarità e dalla superficialità, che però non stanno sospese nel vuoto, ma sono i parassiti delle ideologie al tramonto e delle forme immature che la maturazione della nuova forma di civiltà toglie di mezzo". (Emanuele Severino)

La società della tecnica impone un risveglio di consapevolezza, un nuovo livello di coscienza individuale: pensarsi e vivere come spiriti liberi in dialogo con l'universo, offrire il meglio di sé a se stessi e agli altri. Uno spirito non settario, non conflittuale, ma pacifico e cooperativo, universalmente connesso. Il mondo della Singolarità in relazione universale. Una creatività infinita, non violenta e alla ricerca continua della conoscenza. E' la continuità evolutiva dell'intelligenza nelle sue diverse forme che può portarci verso nuovi lidi sconosciuti, completamente diversi dagli attuali... anche verso un'altra specie vivente: non è detto che questa sia quella definitiva, certamente è una di transizione, come lo è stato nell'evoluzione della vita universale.

L'uomo, questo essere fortunato tra le specie, insieme di natura e cultura, vita spontanea e vita del pensiero, si trova oggi di fronte alla natura in un nuovo rapporto, con un patrimonio conoscitivo biotecnologico in una accelerazione evolutiva mai vista prima d'ora e può riguardare dentro di sé cosa può diventare. Uno slancio inarrestabile unitamente a un nuovo umanesimo che vive in simbiosi con una tecnica globale. Questa rivoluzione tecnologica richiede una parallela rivoluzione concettuale nel modo di pensare se stessi: "la vita sta cambiando pelle".

Con onestà e sincerità interiori non si può concepire di continuare a causare dolore e sofferenza a se stessi e ad altre entità viventi. Ogni essere umano che aspiri ad agire in modo giusto e consapevole, in una crescita individuale e collettiva, non può accettare questa compromissione, questo contesto regressivo, ma deve guardare alto, dove le coscienze individuali, la tecnica e le scienze guideranno il mondo. La politica con i suoi apparati, non è più il luogo dove si guarda al futuro, anzi arranca ed è in un preoccupante ritardo, indebolisce, per non dire impedisce il nuovo in divenire; perde di significato perché la politica non è più in diretta con la vita.

"Prima ancora che di politica, la rivoluzione della tecnica ha bisogno di etica... un'etica che sappia trovare il divino nell'accrescersi delle facoltà dell'umano e non nella sacralità della natura. Di un'etica della trasformazione e non della conservazione; dell'emancipazione e non della minorità; che accolga le responsabilità e non le respinga; che non rifiuti l'aumento illimitato di potenza, ma ne determini gli obiettivi; che non consideri definitivo nessun assetto biologico o sociale, ma accetti di considerarli tutti come figure del mutamento e della transizione; che cerchi le sue leggi non nella natura, ma nell'intelligenza e nell'amore; che assuma l'esistenza, storicamente determinata, di valori non negoziabili -assoluti non nel senso della loro eternità o della loro trascendenza, ma in quello della loro indisponibilità e immodificabilità, nella situazione data, da parte dell'agire soggettivo, individuale o collettivo". (Aldo Schiavone)

Non ci sarà liberazione animale se non ci sarà liberazione dell'uomo dalle sue gabbie dell'ignoranza, della prepotenza, degli interessi. Finché gli uomini saranno chiusi in questi serragli gli animali continueranno ad essere torturati e uccisi. Per liberarsi bisogna dare il meglio di sé, impegnarsi oltre la ragione per le cause in cui si crede.

"Il bene è una cosa che occorre fare seduta stante, immediatamente... sempre subito, sempre ad ogni istante, ed in particolare in questo istante stesso, in questo momento, nel minuto stesso in cui lo diciamo" (Vladimir Jankélévitch)

I cambiamenti dei costumi sono lenti, purtroppo, e ancora più lenta è la coscienza da risvegliare...attualmente stordita e sotto psicofarmaco da consumi quotidiani...

Le masse non si liberano di qualcosa se non ne sono obbligate o per catastrofe. La società della tecnica obbligherà loro l'abbandono di consumi e costumi desueti. Non si stanno già sperimentando tecniche di alimentazione per fotosintesi? E' la tecnica e la sensibilità culturale che indurrà l'uomo a liberare l'animale. E' il contesto che il nuovo ordine sta generando che non include questa dissipazione necrofila e orgiastica. Il culto di un'altra vita sta nascendo!

Nella storia dei luoghi, delle civiltà, quando avvengono dei cambiamenti epocali, è la tecnica che spesso li determina. Fu il nodo della rete ferroviaria di Chicago, la Porkopolis d'America, che produsse le Stock Yards e il primato su Cincinnati, ma l'invenzione dell'elettricità, decretò la chiusura delle Yards e il declino della città del muggito yankee nel mondo.

La liberazione animale non può che determinarsi da un risveglio delle coscienze e da un virtuosismo sociale di cui le forme artistiche sono espressione. E' un ritorno alle virtù dimenticate!

"La virtù non è apparenza, ma scelta radicale che, quasi con pudore, effonde attorno a sé il bene, irradiando il mondo in cui si rivela... Le virtù sono conquista di se stessi, dominio sulle tempeste delle passioni, adesione coerente e permanente al bene, alla verità, alla bellezza, alla giustizia." (Gianfranco Ravasi)

Dobbiamo dire basta all'uso degli animali come alimenti; dobbiamo dire basta alle uccisioni degli animali per sport; dobbiamo dire basta all'utilizzo degli animali per la vivisezione, dobbiamo dire basta all'abbrutimento dell'uomo in quei luoghi della rovina del senso. Non si può essere alle dipendenze di un sistema che del massacro animale seriale e della distruzione ambientale ne ha fatto le proprie ragioni di vita per il potere e il profitto. Non possiamo essere in balia di oligarchie nefaste che impediscono il nuovo, finanziano il vecchio e producono un vero e proprio stadio della regressione. Risveglio e ribellione!!

E poi, non si può essere per la Pace e mangiare animale; non si può pensare a nuove regole nel WTO senza interrompere la catena della vergogna alimentare; non si può pensare ai Diritti umani continuando a mangiar carne; non si può essere Ambientalisti con la carne tra i denti!!

Un grido mondiale per la liberazione animale! Un grido mondiale di liberazione dalla stupidità e dalla ignoranza. Nella società delle conoscenze non si potrà più dire io non sapevo! Io non conoscevo!

La società della tecnica guidata dalle scienze imporrà all'uomo una nuova stagione costituente di liberazione non solo animale. Bisogna liberarsi dal pensiero morto e dai suoi funzionari che impediscono il transito culturale: chi oggi lo ostacola e non ne favorisce lo sviluppo è un criminale.

Si devono creare ambienti intelligenti con filiere cognitive in cui ogni persona immette se stesso ed elabora la propria opera di vita non tra le pieghe della precarietà, ma liberando la propria potenzialità, creatività, intelligenza, sprigionando il proprio amore.

Se uomini e donne
facessero della loro vita
un'opera
non ci sarebbero
genocidi
né mattanze animali...
ma, così non è,
ancora, purtroppo!
Sembra che l'opera
sia stata rimossa
dal consumo...inconsapevole.
Prede e predatori
indistinti e voraci
bramosi
di quell'inutile gioco
dell'idiozia
quotidiana...globale
che banalizza la vita
e giustifica le mattanze.

Luigi Boschi

Bestiaria

Grazie, Luigi, per questo racconto! Mi ha  ulteriormente rafforzato nelle mie convinzioni e scelte e reso anche più orgoglioso di me stesso per non aver più aderito, da quando ho capito, a questo macabro, criminale  e moralmente indegno "thanatos festival"! Una macchina infernale per tutti, ambiente animali e uomini!!
Credo che uno scritto così, non debba essere lasciato cadere nel vuoto, per cui, per quanto mi riguarda, lo faro' girare tra i miei amici e lo inviero' anche alle maestre delle scuole del circondario.
Per riconvertire l'uomo da questa triste china, (ammesso che il sistema lo voglia) occorreranno  generazioni e generazioni  di insegnamento di valori economici, sociali e umani diversi da questi.
Purtroppo, oggi, l' educazione e' saldamente in mano a questo sistema criminale, il quale, si produce tutta l'ignoranza, i mostri e i disvalori, di cui ha  bisogno per continuare ad esistere e ad andare avanti, di conseguenza,  penso che solo dopo che questo sistema, avrà' toccato il fondo del baratro  nei suoi effetti di malattia, di inquinamento (aria, acqua e suolo) e di catastrofi nucleari, l'uomo potra' ricredersi e lavorare per riscattarsi da questa, speriamo breve,  autolesionistica, gratuita parentesi storica, tanto violenta quanto folle nei confronti di se stesso e dei suoi fratelli animali.
Diversamente, ci penserà la natura a fare giustizia.
Ciao, un saluto e complimenti ancora.
Fabrizio

style="display:inline-block;width:728px;height:90px"
data-ad-client="ca-pub-1148397743853804"
data-ad-slot="6534948771">