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La vita sta cambiando pelle

Archive - 2001

November 15th

September 21st

I BECCAI DELL’ARTE

Sergio Sergi

Credo che nessuno abbia dimenticato come Adolf Hitler abbia continuato a terrorizzare il mondo anche dopo la sua dipartita. Film come “La guerra dei mondi” e la corsa sfrenata agli armamenti della seconda metà del secolo scorso sono solo due tra i tantissimi esempi che lo dimostrano. Ecco che un solo uomo condiziona un mondo, un’ epoca, scelte ed azioni di milioni di altri uomini. Qualcosa di molto simile è accaduto nello stesso periodo anche alla pittura moderna. Un artista eclettico, un vulcano di idee di nome Picasso viene accettato dai galleristi e confermato dai critici. La conseguenza è la nascita di una dittatura a cui il mercato d’arte e tutti o quasi gli artisti hanno dovuto sottomettersi praticamente per tutto il resto del  secolo: la dittatura del “Re Mida”, del diavolo Pablo Picasso. Un uomo al quale bastava firmare una cravatta perché quel modesto capo d’abbigliamento assumesse il valore di parecchi milioni. Critici, galleristi e mercanti d’arte non hanno mai dimenticato il prezzo che hanno dovuto pagare per aver accettato e riconosciuto un eclettico, autentico creativo: la perdita del potere e del controllo del mercato in favore della “dittatura di un pittore”. Scottati dall’esperienza di dover sottostare ad un  artista nel controllo della produzione e delle scelte del mercato d’arte, i critici ed i galleristi hanno così optato per un drastico rimedio: avvantaggiare nella corsa alla carriera gli artisti monotematici e nello stesso tempo spezzare le gambe fin dall’inizio agli eclettici, specialmente se dotati di particolare talento.

GERARCHI DI UN’OPINIONE

Sergio Sergi

Fin da bambino ho desiderato più d'ogni altra cosa disegnare e dipingere ispirandomi alla multiforme creatività di Madre Natura. Crescendo, ho voluto dedicarmi totalmente alla pittura, ma sulla mia strada ho incontrato il muro dell' "Integralismo Artistico". Da sempre mi sono trovato davanti pittori, critici, galleristi, giornalisti, dilettanti e appassionati vari della pittura, tutti uniti dallo stesso dogma: un pittore, per potersi affermare, deve tassativamente mantenere uno stesso stile, essere riconoscibile dal "tema fisso", seguire la linea del discorso di una stessa formulazione del quadro. Era assolutamente proibito proporre due quadri differenti per tematica in una stessa mostra, pena la morte della propria stessa carriera e l'esclusione da ogni eventuale prospettiva di affermazione. E non aveva alcuna importanza che i due quadri in questione fossero, anche se totalmente diversi, bellissimi, originali e dotati di una profonda radice filosofica: il fatto che fossero diversi bollava il pittore che li aveva eseguiti come "inaccettabile", "immaturo", "non artista".

STORIE BLU NOTTE: ELI E GLI ALTRI

Eli sbarca a Parma due anni fa. Torna dal mare con papa' e mamma che le programmano il safari accademico secondo il copyright made in Corato. Nel paesone di residenza, Puglia rampante, infatti, i rampolli spediti a Economia e Commercio sotto le opere care a Maria Luigia realizzate da Petitot, spacciata come surrogato a piu' breve distanza del mito meneghino Bocconi, sono un must imperdibile. Qualche sforzo persuasivo e non e anche le radici piccolo borghesi di Eli confluiscono nell'alveo di grandi speranze della spedizione lunga 600 chilometri sola andata. Un bottoncino di programmazione e la comunita', numerosa per le proporzioni ancora contenute del bacino d'utenza dell'ateneo, si mette a macinare a testa bassa. Ossessione di riempire i libretti a tempo di record, raccogliendo il massimo dei voti. Il file e' a prova di virus: genitori che sciamano in massa, con grisaglie d'ordinanza e tailleur ad ammorbidire qualche cellulite indesiderata nelle mamme, nei giorni di scritti e orali.

September 7th

PROTOCOLLO DI INTESA TRA: PARMAVALLI E PALANZANO

PROTOCOLLO DI INTESA TRA:
IL COMUNE DI PALANZANO E L’ASSOCIAZIONE PARMAVALLI

Il 7 settembre 2001 tra il Sindaco di Palanzano e Parmavalli, associazione no profit nata per lo sviluppo di iniziative tese a valorizzare il territorio e le comunità montane, si è tenuto un incontro per valutare:
a)nuove proposte economiche per la montagna e la valorizzazione del suo ambiente;
b)una soluzione operativa per il caseificio e l’allevamento di Vairo.

Obiettivi concordati:
a)valorizzazione e tutela dell’ambiente
b)nuove iniziative economiche
c)valorizzazione delle risorse presenti

Tra il Comune di Palanzano e l’associazione no profit Parmavalli si è concordato il presente programma, con possibilità di divulgazione pubblica, che costituisce un impegno politico per il Comune al fine di raggiungere gli obiettivi sopraelencati. Parmavalli, potrà partecipare nello sviluppo dei lavori progettuali e realizzativi oggetto di tale accordo e potrà intervenire ogniqualvolta ravvisi anomalie o scostamenti rispetto alle intese raggiunte.

August 21st

L'INNO NAZIONALE ITALIANO

Marcello Conati

A partire quanto meno dalla rivoluzione francese il termine inno è passato a indicare brani musicali profani i cui testi poetici trattano prevalentemente argomenti civili o patriottici. Dal punto di vista musicale presentano perlopiù aspetto monodico (cioè a una sola voce) e una struttura strofica atta a rendere la musica facilmente apprendibile, sì da rendersi ben presto popolare e quindi poter essere intonata da grandi masse.

Anche il concetto di inno nazionale e la sua funzione istituzionale risalgono a tempi relativamente recenti. L’origine va probabilmente ricercata nell’affermazione a metà del Settecento, dell’inno inglese God save the King, che, eseguito nel 1745 come canto patriottico, divenne subito popolare e abitualmente associato come loyal song a ogni manifestazione connessa con la monarchia. Il suo carattere solenne, quasi di corale, lo fece diventare per qualche tempo, su un testo diverso, inno ufficiale anche del regno di Danimarca, quindi del regno di Svezia, della Svizzera (fino al 1961), del Liechtenstein (dove vige tuttora come inno di stato). Divenne popolare perfino negli Stati Uniti dopo la proclamazione dell’indipendenza nella variante God save George Washington e dopo il 1832 nella versione My Country, ’tis of Thee. Il termine inno nazionale si affermò ancora in Inghilterra verso il 1825, e venne ben presto imitato da altri Stati con la funzione di rendere omaggio ai Capi di Stato stranieri o a visitatori di riguardo. In seguito l’impiego dell’inno nazionale si è esteso a cerimonie meno solenni e si è infine generalizzato a tutte quelle occasioni (come ad esempio nelle gare sportive internazionali) cui si vuole conferire carattere di ufficialità.

August 18th

Felino, oasi di ciclismo professionale

Autoghettizzatosi in una profonda crisi d'identita', il ciclismo sa ancora emettere qualche segnale di sana volonta' di sopravvivenza. La partizione tra ciclismo professionistico, vertice di una piramide di dilettantismo che oltre a etichettare le categorie minori, di fatto informa purtroppo la negativa gestione della componente umana, non ha ragione d'essere per garantirsi il futuro. E' invece il caso di concentrare energie positive verso un ciclismo professionale in grado di smacchiare immagini deteriorate, falsamente candeggiate di moralismo retorico. Il brevissimo lasso di riflessioni seguito alla 41/a edizione del ''Trofeo Citta' di Felino'' per dilettanti Elite-Under 23, si e' ulteriormente ridotto quest'anno. Un'edizione che, secondo la misura degli organizzatori del Velo Club, non deve restare memorabile semmai incasellarsi perfettamente in un discorso di qualita', retaggio abituale del loro impegno. La volata di Alberto Loddo, sprinter da applausi prolungati, si spera di cuore, nel professionismo, ha illuminato con l'azzurro delle maglie della nazionale, unitamente al secondo posto di Antonio Bucciero e al terzo di Marco Corsini, un capitolo ulteriore di una proiezione internazionale appena conquistata.

August 11th

RISORGIMENTO DEI SAPORI

Perché la settimana felinese non si sarebbe dovuta svolgere nel 2001? Una domanda a cui pochi in paese sanno rispondere. Anche l’Amministrazione, pubblicamente, non ha argomentato e comunicato le ragioni della soppressione di una festa popolare giunta alla sua 39^ edizione. E non si capisce perché, se una amministrazione decide di non patrocinare la festa popolare del paese che amministra, questa debba essere soppressa, quasi che al posto dei cittadini fossero tornati i sudditi!

Il territorio è di chi lo abita, non di chi lo amministra! Le Persone devono tornare ad abitare e descrivere i propri luoghi e non permettere a nessuno di considerare gli abitanti zombi in ostaggio o strumenti per l’esercizio indebito del potere.

July 21st

LA POLITICA DEL SILENZIO

Luigi Lucchi

Nel 1975 Pier Paolo Pasolini scriveva un fondo, pubblicato in prima pagina sul Corriere della Sera, in cui constatando la scomparsa delle lucciole, non solo dai centri abitati ma anche dalle campagne, avvertiva una catastrofe così grande per gli italiani al punto da proporre un processo pubblico, anche nelle piazze, a un partito: la DC, allora egemone, votato liberamente dal popolo.

La provocazione di Pasolini  non è stata colta. Ancor meno sarà colta la mia provocazione visto che obiettivamente non sono Pasolini  e che La Pilotta  non è il Corriere della Sera.

UN PIAZZALE SENZA PACE

Diderot: “l’uomo ha non solo il diritto ma il dovere di essere felice”. Piazzale della Pace, il cui nome suona come una presa in giro dopo i costosi litigi progettuali che hanno portato a realizzare il prato più caro del mondo, si dice 70 miliardi, ritorna dopo un periodo di relativa calma a innescare uno scontro, questa volta tra i frequentatori del prato, gli amministratori, gli abitanti dei paraggi. Un ritorno alle origini inquiete! Presto in arrivo divieti, nuovi impianti di illuminazione, pattuglie, si dice. Nuovi appalti!

Un prato da vedere, ma non da toccare, mi sembra francamente ridicolo! La maleducazione dei singoli non è da confondere con le nuove modalità abitative del luogo riportato finalmente a uno spazio vivibile. Da tempo osservavo, passando la sera, la vita che questa piazza stava gradualmente avendo e assorbendo, le modalità di animazione, che rendevano un luogo vivo dopo decenni di desolante, polveroso spiazzo automobilistico. L’impatto urbanistico e sociale del prato richiede ora una revisione delle “modalità abitative” del complesso storico della Pilotta, il cui giardino interno, ad esempio, dovrebbe essere sistemato e reso agibile (non dalle auto dei funzionari e impiegati) in modo da completare uno spazio per anni sottratto alla collettività e che forse potrebbe accogliere le musiche di cui i vicini residenti sembrano oggi lamentarsi. Il prato dei bastioni farnesiani è divenuto ora anche una piazza di connessione col parco Ducale, piazza Ghiaia, piazza Garibaldi, piazza Duomo. Come può cambiare la vita un semplice prato! E’ la Pilotta che deve essere ripensata, aperta a una dimensione che oggi non ha, polifunzionale, svolgere un nuovo ruolo in città: un parco storico culturale, centro di incontro e connessione la cui parte a terra deve essere resa abitata per l’accoglienza del transito di chi risiede e di chi è in visita. La Pilotta è stata per troppi anni abbandonata, resa inabitabile da un gruppo dirigente senza saperi che intrappola cose e persone, che toglie senso alla città. 

LA PILOTTA

Perché un giornale blu per Parma? Forse anche per controbilanciare all’ormai stranoto giallo Parma. Il blu è l’altro colore e tratto della città, spesso dimenticato, quasi a rappresentare quella fascia di persone abbandonate a cui noi vorremmo invece dare voce. La Pilotta, il giornale blu, un colore che racchiude in sé una molteplicità di colori, come molteplici sono le diversità, i saperi, è il colore della città universitaria; il blu un colore che esprime eleganza, dignità, un colore scuro che cela i difetti, non fa trasparire, così come la città, è spesso incapace di verità, e si concede ai piaceri degli psicofarmaci dei consumi, dimenticando consapevolmente la solidarietà collettiva, pensando che questo sia divenuto compito della Pubblica Amministrazione, ignara forse del fatto che la civiltà si misura anche nel grado di solidarietà presente nella comunità.Un colore il blu che piaceva a Boyes artista e filosofo. Il blu colore della notte, dove il cielo sembra più vicino, come se il mondo fosse raccolto in carta a stelle e con un grande bollo-sigillo: la Luna. Il blu e la notte, favoriscono il pensiero, ridanno speranze, sembra quasi che di notte tutto possa essere fattibile: il blu è il luogo del sogno dove ci si manifesta senza gli inibitori urbani. Nella notte cala il silenzio per dar spazio al pensiero immaginario, al progetto utopico, e tutto sembra più facile.
Il blu è il colore dell’inchiostro col quale diamo visibilità e ripetitività al pensiero, che assume un’altra dimensione: è l’immateriale che diviene materiale. Il blu è il colore dei fiumi, delle sorgenti, delle acque pulite, fredde. Il blu è il colore della profondità, dell’ignoto, dell’irrazionale, un mondo nuovo spesso sconosciuto, immaginato, desiderato.
Il giornale blu è della gente che vuol cambiare che non crede più alla società dello spettacolo ed è alla ricerca di nuovi mondi, nuovi modi di convivere. Col blu si rompe col passato, si parte per nuove frontiere dove regnano sorriso, sapere, solidarietà. Quel blu che prima non c’era ora c’è. Questo è il numero zero, seguirà un numero prova e dopo aver raccolto le vostre opinioni, i vostri interventi su questo progetto editoriale, speriamo, ci auguriamo, di poterci sempre incontrare da Settembre in edicola la Domenica.

Luigi Boschi

July 5th

...QUALCHE COSA FRA GLI UOMINI

Marcello Conati

“Lei sa a che siano rivolte le mie mire e le mie speranze: Non certamente la speranza di accumulare ricchezze, ma quella di essere qualche cosa fra gli uomini”. Così, nel settembre 1839, alla vigilia di Oberto, Verdi al suocero Barezzi nel chiedergli un prestito in danaro. Queste parole esprimono bene la determinazione del giovane musicista nell’affrontare una difficilissima carriera. Che Verdi debba essere considerato artista istintivo, sorto come per germinazione spontanea in un’epoca quanto mai propizia alla produzione e al consumo del melodramma, è affermazione che oggi nessun studioso sarebbe disposto ad accogliere.

Verdi non venne dal nulla. Venne da un formazione culturale – se per cultura s’intende non la mera erudizione bensì la capacità di acquisire gli strumenti per trasformare la realtà – profonda e solida, ampia e prolungata, della quale egli stesso volle poi nascondere le tracce contribuendo a fornire di sé l’immagine di artista istintivo. Non venne dal nulla, ma giusto in tempo per coltivare un terreno peraltro già ampiamente dissodato e popolato come non mai da agguerriti concorrenti, ma sempre più esteso e ancora fertile. Le dimensioni delle sue prime affermazioni acquistano una più precisa definizione se, tuttavia, la sua formazione culturale viene rapportata al contesto socio-culturale in cui egli si trovò a operare.

RITMI ESTIVI DELL’OLTRETORRENTE

Attraverso questo progetto ci poniamo l’obiettivo di: valorizzare e caratterizzare le aree, incentivare e rendere più proficua l’attività degli operatori di zona, favorire la crescita delle espressioni artistiche, coltivare un dialogo qualificato delle multietnie presenti. "Oltretorrente" è il progetto dell’associazione culturale "Operaprima", teso a valorizzare e a caratterizzare con iniziative un’area storica di Parma. L’Oltretorrente come luogo, deve essere aperto, non può divenire parcheggio, garage o dormitorio; le biblioteche, i musei, gli archivi devono essere aperti anche la sera, non possono rimanere sottratti alla collettività, così come i chioschi. E’ un contesto che deve essere riattivato in grado di favorire un nuovo abitare. L’Oltretorrente deve riacquisire una sua dimensione culturale. Il consumo finisce e rimane il deserto e nella desertificazione non ce n’è più per nessuno. 

Nei prossimi giovedì di luglio alcune piazzette di questa zona saranno animate da gruppi musicali, di teatro, incontri con autori, mentre commercianti, gestori di bar, ristoranti, potranno allestire aree antistanti il loro esercizio, partecipare e dare una nuova atmosfera ad un’area spesso dimenticata e che non può attendere. Vorremmo che tutte le piazze, le vie partecipassero fin dall’inizio, sappiamo altresì che, in fase di partenza, sarebbe pericoloso e nello stesso tempo difficoltoso.Crediamo invece in un crescendo coltivando la speranza che molte altre aree, oltre a quelle iniziali, possano collaborare per rendere questa operazione vincente. L’ambiente non lo si cambia con eventi occasionali, ma col saper fare quotidiano. Siamo disponibili a un dialogo con tutti gli operatori e a disposizione per valutare iniziative da collegare e progetti da sviluppare.

July 3rd

PARCO DELLO SPORT, PARCO DELLE ACQUE, LAND ART

Sullo sport a Parma credo si sia praticato una buona cultura, penalizzata, forse, da una carenza di impianti sportivi, inadeguati per il ruolo di primo piano avuto in numerose discipline sportive. Non è poi più pensabile continuare ad avere uno stadio in centro città. Da tempo sostengo ("La Pilotta" luglio 2001) lo spostamento dello stadio e al Tardini realizzare un parco delle acque, anche Termali!

La città necessita di un nuovo parco dello sport, che includa anche lo stadio del capoluogo, sviluppando e collegando un sistema infrastrutturale viario e di servizio con le aree dedicate alle pratiche sportive. Per le attuali presenze di impianti significativi già presenti, credo, che questa area infracomunale potrebbe insistere sull'asse Collecchio - via Emilia. L'acqua termale? Sapete che esiste una falda di acque salsobromoiodiche nell'area di Lemignano? Sapete che il comune di Parma paga la concessione allo Stato per tenerla poi chiusa?

February 24th

ANATOCISMO E USURA

Cercheremo in estrema sintesi di affrontare il tema attuale dei rapporti tra imprese, consumatori e istituti di credito che tanta parte hanno nei discorsi politici e sociali di questo momento. I due temi principali riguardano i rapporti di conto corrente e i rapporti di mutuo.
Si tratta di due temi ben distinti con presupposti normativi diversi e con effetti ovviamente ben distinti.
La questione inerente i conti correnti riguarda la “capitalizzazione trimestrale degli interessi” che ha per effetto l’anatocismo e cioè il calcolo di interessi su interessi, operazione vietata dal nostro ordinamento: art. 1283 C.C..

February 23rd

OPERAPRIMA: IL SUO ORIENTAMENTO

associazione culturale

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Lo sviluppo della economia delle conoscenze, la globalizzazione e i nuovi orizzonti della ricerca, il localismo cosmopolita, la convivenza multiculturale e multietnica, la società della tecnica, sono alcuni dei nuovi indirizzi culturali e sociali che impongongono una nuova energia creativa individuale e collettiva, richiedono ambienti e iniziative culturali per la valorizzazione della mente locale, luoghi per l'interazione del pensiero creativo, dei saperi scientifici, umanistici, artistici, per il transito delle nuove frontiere del sapere.