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Archive - Ott 30, 2017

Parma, Galleria Niccoli, FELICE LEVINI: La volpe sa molte cose, ma l’istrice ne sa una grande. 11 novembre 2017 – 16 febbraio 2018.

Levini

FELICE LEVINI

La volpe sa molte cose, ma l’istrice ne sa una grande Archiloco 

A cura di Roberto Niccoli, Marco Niccoli, e Marco Scotti

Periodo: 11 novembre 2017 – 16 febbraio 2018.

Inaugurazione: Sabato 11 novembre ore 18.00.

Luogo: Galleria d’arte Niccoli, Borgo Bruno Longhi 6, 43121 Parma.

Orario: 10.00 – 12.00 / 16.00 – 19.00

domenica e lunedì chiuso, sabato su appuntamento.

Informazioni: Tel. + 39 0521282669 - https://www.niccoliarte.com/  

Inaugura sabato 11 novembre, negli spazi della Galleria Niccoli di Parma, la mostra di Felice Levini La volpe sa molte cose, ma l’istrice ne sa una grande. A partire dall’enigmatica frase che dà il titolo alla mostra, una citazione del poeta greco Archiloco, si rivelano alcuni elementi centrali nella poetica di Levini e in particolare nei lavori esposti: in questo progetto inedito, pensato specificamente per gli spazi della galleria, l’artista prosegue la sua ricerca tra pittorico e oggettuale, tra astratto e figurativo, in una serie di dualismi in cui il ruolo del testo è centrale così come quello dell’autoritratto. Le citazioni e i rimandi rimangono così in questi lavori sospesi tra elementi decorativi, immaginari mitologici e riprese di elementi quotidiani, mentre la tecnica rimane un elemento imprescindibile, strettamente connesso all’idea di lentezza.

Ecosistema Urbano 2017, Parma è la quarta nella classifica delle città italiane. Prima in Emilia Romagna

Ecosistema Urbano 2017, la nostra città quarta nella classifica delle città italiane. Prima in Emilia Romagna. 

Il Sindaco Pizzarotti: “Parma ha fame di grandi risultati” 

Parma, 30 ottobre 2017 – Parma rimane in testa alla classifica delle città con un Ecosistema Urbano green risalendo ben due posizioni dallo scorso anno: ora è la quarta città italiana.

L’indagine, promossa da Legambiente e Ambiente Italia, analizza 16 parametri divisi nelle macroaree aria, acqua, rifiuti, energie rinnovabili, mobilità e ambiente urbano. Parma risulta pertanto essere competitiva e virtuosa nelle politiche innovative, nel recupero e nella gestione delle acque, nella gestione dei rifiuti, nell’efficienza della gestione del trasporto pubblico e in quella che viene definita la mobilità nuova, legata all’alto tasso di spostamenti in bicicletta.  

Il commento del sindaco Pizzarotti: “Essere diventati la quarta città italiana è la dimostrazione che il lavoro e l’impegno portano sempre a buoni frutti. Abbiamo un obiettivo chiaro, diretto e senza tanti giri di parole: fare di Parma una realtà che se la gioca alla pari con le più importanti città nord europee. Mobilità innovativa, qualità ambientale, città verde e visione internazionale. La quarta posizione in classifica ci dice che stiamo andando nella giusta direzione. Parma oggi ha fame di grandi risultati, nel turismo, nella cultura, nello sviluppo sostenibile, nella rigenerazione urbana e soprattutto nella mobilità urbana, quest’ultimo tema molto attuale: da domani ci aspettano grandi sfide, e noi le affronteremo con la giusta convinzione”. 

Enzo Bianchi: Per la chiesa è sempre tempo di riforma


di ENZO BIANCHI

Nella nostra lettura della storia abbiamo sempre bisogno che ogni “svolta epocale” sia contrassegnata da una data, un luogo e un evento precisi e – qualora questi non siano sufficientemente definiti o significativi, li si colora di enfasi e di risvolti non sempre verificabili. Così il lento processo che conduce a una realtà non immaginabile fino a poco tempo prima si cristallizza in un punto preciso della storia fino a fargli assumere connotazioni leggendarie. È avvenuto così per la riforma protestante. È ormai opinione prevalente tra gli storici che l’immagine così nitida del monaco agostiniano Martino Lutero – che il mattino del 31 ottobre 1517 affigge sul portone della chiesa del castello di Wittenberg un foglio contenente 95 tesi – sia con ogni probabilità un evento mai avvenuto nelle modalità che l’iconografia classica ha descritto per secoli. Eppure oggi, a cinquecento anni esatti da quel giorno, ci ritroviamo giustamente a fare memoria di tutto ciò che quell’immagine racchiude: un profondo, sofferto desiderio di riforma evangelica dell’unica Chiesa di Dio.

In verità la chiesa ha sempre sentito nei suoi membri il bisogno, l’anelito alla conversione, alla riforma; ma se nel primo millennio questa “riforma” ha un significato essenzialmente individuale e spirituale di conversione interiore, nel secondo millennio è stata invocata quale rinnovamento della chiesa, della sua forma istituzionale, quale ritorno alla primitiva forma ecclesiae: un atto di obbedienza allo Spirito e a “ciò che lo Spirito dice alla chiese”.

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