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La vita sta cambiando pelle

Archive - Ott 7, 2017

Riflessione sul Vangelo di don Umberto Cocconi: Il volto di Cristo è il volto di uno scartato!

Don Umberto Cocconi

Gesù disse: «Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata testata d'angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri? Perciò io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare». Udite queste parabole, i sommi sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro e cercarono di catturarlo; ma avevano paura della folla che lo considerava un profeta (Vangelo di Matteo). 

MINISTRA LORENZIN, MI SPIEGA COS’È ANDATA A FARE ALL’INAUGURAZIONE DI UN NUOVO ALLEVAMENTO INTENSIVO?

MINISTRA LORENZIN, MI SPIEGA COS’È ANDATA A FARE ALL’INAUGURAZIONE DI UN NUOVO ALLEVAMENTO INTENSIVO?

Perché un ministro della Salute dovrebbe andare all’inaugurazione di un nuovo allevamento? E perché proprio di un allevamento intensivo? E perché, durante l’inaugurazione, dovrebbe esprimersi invitando i cittadini a consumare più carne?

Si è tenuta ieri l’inaugurazione di un nuovo allevamento intensivo di Bonifiche Ferraresi a Jolanda di Savoia, in provincia di Ferrara. Evento in pompa magna, preceduto il 19 luglio scorso, dalla visita del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Ieri, invece, c’erano Assocarni e Coldiretti, il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina in video-collegamento e la ministra della Salute Beatrice Lorenzin venuta appositamente. L’allevamento si comporrà di dieci capannoni in cui saranno stipati fino a 9000 capi bovini, nutriti con razioni provenienti dai terreni sempre di proprietà di Bonifiche Ferraresi.

LEGGI ANCHE > Schivenoglia, vince il no al referendum sull’allevamento intensivo di maiali

ALLEVAMENTI INTENSIVI CHE I CITTADINI NON VOGLIONO

10 OTTOBRE 2017 204esimo COMPLEANNO DI GIUSEPPE VERDI

Casa natale di Giuseppe Verdi

204° COMPLEANNO DI GIUSEPPE VERDI

Al Teatro Regio di Parma la Cerimonia in onore del Maestro e il Gala Verdiano
In città gli appuntamenti di Verdi Off: 27 Volte Verdi, Escape Room, Verdi Band, Quelle sere al Regio,
Aperitivo in musica all’Antica Farmacia, Brilliant Waltz 

Il Festival Verdi festeggia il Maestro martedì 10 ottobre 2017, nel giorno del suo 204° compleanno, a Parma e Busseto con una giornata che prenderà il via alle ore 11.30 con la Cerimonia in onore di Giuseppe Verdi, che quest’anno si svolgerà eccezionalmente nel foyer del Teatro Regio, per i lavori di manutenzione straordinaria nell’area del Monumento a Verdi in Piazzale della Pace. Al tradizionale omaggio della città sulle note del “Va’, pensiero” intonato dal Coro del Teatro Regio di Parma e dalla Corale Giuseppe Verdi di Parma, prenderanno parte i rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni musicali e culturali cittadine insieme all’Associazione Viva Verdi e alla sua Presidente Ursula Riccio che ogni anno giunge a Parma appositamente da Norimberga. 

Non comprate limoni dall'Argentina, acquistate solo limoni non trattati

Attenzione a quando comprate i limoni, c'è il rischio di sviluppare problemi al fegato e al sistema nervoso.

I #limoni sono una grande fonte di vitamina C e godono di numerose proprietà [VIDEO] che permettono di rinforzare il sistema immunitario. Alcuni di questi agrumi, però, possono risultare nocivi per la nostra salute, in particolare quelli provenienti dall'estero, trattati con Imazalil e Ortofenilfenolo.

Ecco perché sono tossici

Secondo quanto affermato dal medico romano Massimo Finzi, i limoni provenienti dall'estero sono sì convenienti in termini economici, ma non lo sono per la nostra salute, poiché vengono trattati con due conservanti chiamati Imazalil e Ortofenilfenolo che, spesso, quando non vengono rispettati i tempi di conservazione del prodotto, penetrano nella polpa dell'agrume.

L'Imazalil, meglio conosciuto come Cloramizolo, è un fungicida utilizzato per trattare frutta e tuberi, ed è stato classificato dall'Environmental Protection Agency come potenzialmente cancerogeno. L'Ortofenilfenolo, invece, è un disinfettante e viene utilizzato in agricoltura per prevenire muffe e deterioramento del prodotto ed è tossico se ingerito, anche se meno pericoloso dell'Imazalil.

LATICLAVIO

LATICLAVIO (latus clavustunica laticlavia). - I Romani dicevano clavi le fasce che ornavano le vesti, le coperte, ecc. Nelle prime, e più precisamente nelle tuniche, la disposizione, la larghezza e il colore di queste fasce potevano variare. La tunica guarnita di fasce purpuree era riserbata, come speciale privilegio, ad alcune categorie di cittadini, e cioè ai senatori e ai cavalieri. Secondo la tradizione l'origine di questo segno di distinzione sarebbe da ricercarsi fra gli Etruschi (Plin., NatHist., IX, 136); può essere che nei tempi più antichi esso fosse il distintivo del patriziato: certo è che soltanto nel sec. I a. C., allo scopo di dare ai senatori un segno di distinzione più alto di quello dei cavalieri, si fissa per i primi l'uso di una tunica con fasce purpuree larghe (latus clavus), mentre ai secondi rimane la tunica con fasce più ristrette (angustus clavus): ma mentre la prima era propria soltanto dei senatori, la seconda poteva essere portata, sebbene forse piuttosto come abuso, anche da chi non apparteneva alla classe dei cavalieri. La maggiore o minore larghezza delle fasce, che erano tessute nella stoffa, e che sembra corressero lungo i bordi di essa, era relativa: ché non vigeva al riguardo alcuna norma fissa. Col tempo, ma già da Augusto, fu esteso l'uso del laticlavio a tutti i membri delle famiglie senatorie: il giovane lo prendeva insieme con la toga virile, uscendo dalla minore età (iuvenis laticlavius): la concessione del laticlavio divenne perciò simbolo e sinonimo di aggregazione all'ordine senatorio. È dubbio se avessero il diritto del laticlavio anche i decurioni dei municipî e delle colonie: da un passo di Orazio (Sat., I, 5, 34) sembrerebbe che il portarlo da parte loro fosse piuttosto una ridicola ostentazione di dignità.

E' l'Italia ultimo ostacolo per la rifondazione dell'Europa

l 2017 ha stravolto l'Unione. Brexit, il tracollo dei partiti tradizionali in Francia, l'ascesa dell'ultradestra che preoccupa la Merkel. Ora la cancelliera e Macron vogliono rifondarla. Ma a decidere sull'esito del rilancio saranno le elezioni italiane

DI MARCO DAMILANO

Ultima stazione, Italia. È la campagna elettorale più lunga della storia, per gli italiani e per l’Europa. Nel nostro paese sta per cominciare ufficialmente, ma nei fatti è già partita e si muove tra lo scontro sullo ius soli, le prove di ennesima legge elettorale, l’invocazione del voto utile contro le forze populiste e contro i partiti minori a destra o a sinistra, i candidati premier (in un sistema che non li prevede) che si autoproclamano salvatori della patria, come ha fatto il vice-presidente della Camera e neo-capo politico del Movimento 5 Stelle in un’intervista al quotidiano spagnolo El País (26 settembre): «Il nostro obiettivo è salvare il paese».

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