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La vita sta cambiando pelle

Archive - Nov 16, 2017

Un manifesto per salvare il Po ferito da clima e burocrazia

GIUSEPPE SALVAGGIULO

Una ventina di associazioni chiedono che il fiume diventi questione nazionale Troppi enti sovrapposti, ma mancano regole comuni. Appello alle istituzioni

Ci ricordiamo del Po solo quando esonda o va in secca con l’acqua salata che risale dal mare per dodici chilometri. Affetto da malattie naturali e burocratiche, il grande fiume che taglia e accarezza il Nord è negletto. «Clinicamente morto, uscito sia dall’agenda politica che dall’immaginario collettivo», dice Paolo Pileri, urbanista del Politecnico di Milano. Il Po è trattato come un gigantesco serpente burocratico, non come una risorsa preziosa da proteggere, curare, valorizzare. Non come una questione politica nazionale. Per questo una ventina di associazioni ha promosso un «Manifesto per il Po», un grido di denuncia e di proposta senza precedenti che sarà discusso con le istituzioni martedì prossimo a Milano.  

«L’idea è nata durante un convegno - racconta Luca Imberti, presidente lombardo dell’Istituto nazionale di urbanistica -. Ci siamo detti: al Po non serve un altro ente, ma una cosa nuova, una visione strategica e una rete leggera ma forte che tenga insieme le realtà già esistenti». Il lavoro che ha coinvolto esperti e associazioni ha prodotto un dossier («lo stato di salute del Po presenta aspetti critici, destinati ad acutizzarsi in conseguenza dei cambiamenti climatici») e la richiesta di «una presa di coscienza che non può essere demandata alla sommatoria di interventi frammentari».  

Enzo Bianchi: nel cammino verso Dio il pellegrino torna a se stesso

di Enzo Bianchi

Pubblichiamo parti del testo di Enzo Bianchi che accompagna la sezione “Pellegrinaggio” della mostra “Odissee” che si apre oggi a Torino. L'esposizione approfondisce il tema del viaggio e delle migrazioni attraverso l'esposizione di un centinaio di opere provenienti da numerosi musei.

I Guitti di Veneri aprono la rassegna dialettale di Parma Lirica

Parma Lirica

I Guitti di Veneri aprono la rassegna dialettale di Parma Lirica.

Domenica 19 novembre alle ore 17 prende il via a Parma Lirica la rassegna dialettale, a ingresso libero, che nell'ambito del programma “Non solo lirica” prevede quattro appuntamenti domenicali pomeridiani. Apre la compagnia “I Guitti di Roberto Veneri. Il gruppo nasce nel 2011 dalla rinomata “la Risata” e cambia nome in omaggio al regista e attore Roberto Veneri che per gravi problemi di salute non poteva più calcare le scene. Il regista, attore e capocomico è purtroppo mancato da pochi giorni. “Guitti” nel gergo teatrale corrisponde ad “attorucoli”, ed è così che Veneri canzonava bonariamente i suoi attori. Con lo stesso spirito del loro regista e con l’intento di divertire il pubblico divertendosi, i Guitti di Veneri continuano a proporre nuove commedie e scenette in dialetto parmigiano, sempre alla ricerca di nuove formule espressive, radicate nel gergo popolare della loro terra ma con forme di recitazione e metodologie sceniche sempre al passo con i moderni canoni che il pubblico esige.

LAV, Corse clandestine cavalli, "Operazione Zikka": 9 persone arrestate a Messina per associazione a delinquere per organizzazione corse clandestine, scommesse illegali e maltrattamento animali.

Operazione Zikka
CORSE CLANDESTINE DI CAVALLI, “OPERAZIONE ZIKKA”: 9 PERSONE ARRESTATE A MESSINA PER ASSOCIAZIONE a DELINQUERE FINALIZZATA ALL’ORGANIZZAZIONE DI CORSE CLANDESTINE, SCOMMESSE ILLEGALI E MALTRATTAMENTO DI ANIMALI.
LAV: PLAUSO AGLI INQUIRENTI. FENOMENO CRIMINALE CON PERICOLOSE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA

Questa operazione è l’ennesima conferma della pericolosità sociale delle organizzazioni dedite alle corse clandestine”. Lo afferma Ciro Troiano, criminologo, responsabile dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV, commentando la notizia dell’operazione dei Carabinieri di Messina che hanno eseguito un provvedimento cautelare, emesso dal Gip su richiesta della locale Procura, nei confronti di 9 persone ritenute a vario titolo responsabili di associazione per delinquere finalizzata all’organizzazione di corse clandestine di cavalli ed al maltrattamento di animali. Uno di loro è stato portato in carcere, cinque ai domiciliari per tre è stato emesso l’obbligo di dimora.

Vogliamo esprimere il nostro plauso e la viva soddisfazione della LAV ai Carabinieri e alla Procura di Messina per questa delicata indagine – continua Troiano – La contestazione del reato di associazione per delinquere è una strada che da anni chiediamo di seguire, ma finora è stata scarsamente percorsa. Lo ribadiamo da tempo: spesso le attività investigative si limitano al solo blocco delle corse, senza indagini articolate e penetranti, capaci di disinnescare un fenomeno criminale sempre più offensivo. Questa indagine, finalmente, va nella giusta direzione”.

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