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Archive - Nov 17, 2017

Diabete, ne soffrono otto donne su cento e la malattia è in espansione

Secondo i dati dell’Oms, il numero di persone con diabete nel mondo è passato da 108 milioni nel 1980 a 422 milioni nel 2014

NICLA PANCIERA

Sono le donne al centro della Giornata Mondiale del Diabete 2017 che si celebra domani in tutto il mondo. Otto donne su cento nel mondo soffrono di diabete, malattia in costante e rapida espansione, in particolare nei paesi a basso e medio reddito. Secondo i dati dell’Oms, il numero di persone con diabete è passato da 108 milioni nel 1980 a 422 milioni nel 2014.  

Secondo le stime attuali dell’International Diabetes Federation, questo numero è destinato ad aumentare a 642 milioni nel 2040. Nel nostro paese, i dati dell’Osservatorio ARNO Diabete, nato da una collaborazione tra Società italiana di diabetologia SID e CINECA, documentano che il tasso di prevalenza totale del diabete in Italia è pari al 6.2 per cento. 

COSTI DELLA MALATTIA  

Il diabete rappresenta un grave onere a carico dei bilanci economici dei sistemi sanitari nazionali. I soli costi indiretti, secondo studio della London School of Economics, ammontano a 12 miliardi di euro in gran parte attribuibili a prepensionamenti e assenze dal lavoro. La maggior parte della spesa associata alla malattia diabetica è determinata dal trattamento delle complicanze, non solo nell’anno di insorgenza della complicanza stessa, ma anche stabilmente negli anni successivi.  

DONNE E DIABETE  

Quest’anno la Giornata Mondiale è dedicata alle donne: «Hanno un maggior rischio cardiovascolare associato al diabete, un rischio di coronaropatia aumentato del 44% rispetto agli uomini e un maggior rischio di ictus» spiega Giorgio Sesti, presidente della SID. Questo potrebbe dipendere da differenze ormonali, che condizionano una diversa distribuzione del grasso corporeo e dunque da una diversa distribuzione dei fattori di rischio. 

PUGLIA – FORSE SALVI GLI STORNI

Calo Consiglio

PUGLIA – FORSE SALVI GLI STORNI

La Giunta regionale della Regione Puglia, con deliberazione n. 1587 del 3 ottobre 2017 pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione n. 116 del 6 ottobre 2017, autorizzava la caccia allo storno, motivata da asseriti danni all’olivicoltura, con il limite di 8.000 esemplari abbattibili, nell’area denominata “Piana olivetata litoranea tra le province di Bari e Brindisi”, più in altre aree regionali olivetate in 100 comuni pugliesi con il limite di 22.000 esemplari abbattibili, in tutto quindi 30.000 esemplari. Lo storno è però specie protetta dalla direttiva europea 2009/147/CE concernente la conservazione degli uccelli selvatici, ed inoltre l’ISPRA il 7 settembre 2017 aveva dato parere favorevole solo per l’abbattimento di 8.000 esemplari nella “Piana olivetata litoranea tra le province di Bari e Brindisi” e non per quello di ulteriori 22.000 esemplari nelle altre aree regionali, a causa della mancanza di una stima del danno. Le associazioni ENPA, LAC e LAV, assistite dallo Studio legale Stefutti, ricorrevano al TAR notificando il ricorso alla Regione il 13 novembre. Il 17 novembre l’assessore alle risorse agroalimentari ddella Regione Puglia, in una nota inviata alla stampa annunciava che “al fine di evitare conflitti con altri organi dello Stato e non incorrere in inutili contenziosi la Regione Puglia, così come da indicazioni dell’ISPRA, sta modificando la delibera di giunta con la quale si consentiva la deroga alla caccia allo storno fino al gennaio 2018” (La Gazzetta del Mezzogiorno.it, 17 novembre).

CONSIGLIONEWS N. 69
17 novembre 2017

Tumori cerebrali, la neoplasia più frequente in età pediatrica

La complessità della neurooncologia richiede una rete di collaborazioni intensa tra specialisti

Mara ha tre anni. Ha mal di testa, vomito e cefalea da alcune settimane. Il pediatra non riesce a trovare la causa e alla fine la bambina viene portata al pronto soccorso. Una Tac e una successiva risonanza magnetica urgenti rivelano la presenza di un tumore cerebrale e viene posta l’indicazione ad intervenire chirurgicamente sulla base di una consulenza neurochirurgica. È evidente il potenziale devastante che può avere la comunicazione ai genitori e alla piccola paziente di una simile diagnosi e terapia.

I tumori cerebrali sono le neoplasie solide più frequenti in età pediatrica e i gliomi a basso grado sono il 30% di tutti i tumori cerebrali nei bambini con meno di 15 anni. Le innovazioni negli strumenti diagnostici e nelle terapie degli ultimi vent’anni hanno cambiato la storia di questi tumori. I gliomi hanno una crescita lenta, infiltrante e per questo la chirurgia è complicata e non sempre possibile. Quando lo è, è curativa nella quasi totalità dei casi.

Proprio per la complessità gestionale della patologia oncologica in ambito pediatrico, anche la neurooncologia pediatrica dovrebbe essere sempre gestita con un approccio di equipe in cui tutti gli specialisti, da quelli che operano in pronto soccorso ai radiologi, fino ai neurochirurghi, agli oncologi e ai terapisti della riabilitazione siano pronti a coordinarsi per garantire il miglior percorso terapeutico e offrire punti di riferimento sicuri per guidare il piccolo paziente e la sua famiglia dalla diagnosi alla terapia, e alla gestione della prognosi. Purtroppo, le cose non sempre vanno così. 

Dott. Franco Berrino: farina 00 “Il più grande veleno della storia”

Farina 00: l'uomo non l'ha mai mangiata

La farina 00 è il più grande veleno della storia, anche se biologica“, così il professor Franco Berrino, oncologo presso l’Istituto Nazionale Tumori di Milano, definiva questo alimento in una puntata di Report del 2009.

E il motivo è che la farina bianca, così come tutti i prodotti raffinati, causa un aumento della glicemia e, di conseguenza, un incremento dell’insulina, portando col tempo ad un maggior accumulo di grassi depositati, e al conseguente indebolimento del nostro organismo, che diventa maggiormente esposto ad ogni tipo di malattie, anche tumori.

Berrino ha spiegato che la farina 00, malgrado non abbia alcun gusto, ha avuto successo commerciale perché si conserva per un tempo indeterminato. Quando la farina viene raffinata perde le proprietà nutrienti tipiche del frumento integrale, che è un’ottima fonte di fibre ed è ricco di numerose sostanze, che si trovano nella crusca e nel germe.

Farina 00: ‘Il più grande veleno della storia’. Perché fa male?

Quando mangiamo prodotti raffinati, tra cui il pane bianco, gli zuccheri presenti nel sangue aumentano improvvisamente e in maniera notevole e di conseguenza il nostro organismo produce più insulina, che porta all’incremento di grassi depositati e favorisce un rapido aumento di peso e di trigliceridi elevati. Tutto ciò può causare malattie cardiache. Inoltre, col passare del tempo, la produzione di insulina si blocca perché il pancreas è troppo carico di lavoro, provocando stati patologici come l’ipoglicemia e malattie come il diabete.

A New York per 72 ore, decollano i week end low cost

New York

Voli diretti con prezzi in picchiata mentre New York & Company, l'Ente del Turismo della Grande Mela, inizia la campagna per mostrare il lato abbordabile della città. Un tour intenso, ma che vale il viaggio con visite guidate nei quartieri più caratterisitici e musei gratuiti. Anche ristoranti e hotel si adeguano al trend al ribasso 

NEW YORK – Un fine settimana lungo, magari, dal venerdì al lunedì. E non a Londra, Parigi o Lisbona. Ma a New York e, per i più tonici e resistenti, a San Francisco o Los Angeles. L’era del volare low cost (o quasi) per un andare e tornare in 3 giorni guardando al Nord America è iniziata il 9 novembre col primo collegamento diretto dall’Italia, sulla tratta Roma-New York operata da Norwegian. Ma la guerra di prezzi potrebbe presto infiammare il settore e abbassare, anche se di poco, le tariffe. Ad esempio United-Lufthansa, per il periodo dal 1 al 4 dicembre, di solito caro, propongono il volo andata e ritorno a 619 euro, Alitalia a 682. Norwegian portando in cabina solo il bagaglio a mano si colloca a 360 euro mentre con bagaglio in stiva poco sopra i 400. Anche sulla classe premium (pasti e bevande, valigia più bagaglio a mano) svetta per convenienza la compagnia del Nord Europa con 930 euro contro i 1.375 di Alitalia.

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