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La vita sta cambiando pelle

Archive - Dic 17, 2017

Riflessione sul Vangelo di don Umberto Cocconi: L’autenticità di una vera esistenza dipende dall’accettare le proprie ombre, nel costante mettersi in discussione, attraverso l’onestà con sé stessi.

Don Umberto Cocconi

Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: «Chi sei tu?». Egli confessò e non negò, e confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Che cosa dunque? Sei Elia?». Rispose: «Non lo sono». «Sei tu il profeta?». Rispose: «No». Gli dissero dunque: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, come disse il profeta Isaia». Essi erano stati mandati da parte dei farisei. Lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, uno che viene dopo di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio del sandalo» (Vangelo di Giovanni). Quello che viene tratteggiato dal Battista a coloro che gli chiedono “chi sei tu?” è una sorta di "autoritratto in negativo". Per certi versi una presentazione simile a quella che viene proposta nella poesia di Aldo Palazzeschi: “Chi sono?”. Questa lirica è un autoritratto ironico e divertente del poeta che si interroga sulla sua identità, ma anche sul ruolo della poesia. Già il titolo, attraverso la domanda "Chi sono?", mette a fuoco il cuore del problema: la ricerca di un'identità. «Son forse un poeta? No, certo. Son dunque un pittore? Neanche. Un musico? Nemmeno. Son dunque ... che cosa?». Varie “etichette”, tra cui quella di poeta, gli vengono affibbiate.

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi: Giovanni, uomo mandato da Dio

Battesimo, pannello del soffitto dipinto, Chiesa di san Martino, Zillis (svizzera),1109-1114.

17 dicembre 2017
Terza domenica di Avvento
di ENZO BIANCHI

Gv 1,6-8.19-28

In quel tempo
6Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
7Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
8Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
19Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». 20Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». 21Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. 22Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». 23Rispose:
«Io sono voce di uno che grida nel deserto:
Rendete diritta la via del Signore,

come disse il profeta Isaia». 
24Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. 25Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». 26Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell'acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, 27colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». 28Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

Terza Domenica di Avvento 17 dicembre 2017

Oggi è la terza domenica di avvento chiamata "Gaudete” e la nuova parola chiave è gioia. Prendiamo come esempio una neo-mamma al settimo mese in cui ormai il gioco è fatto: da un momento all'altro può nascere! Pensa che gioia per quei genitori!

Oppure quando una coppia decide di adottare un bambino, pensa che gioia per quelle persone qualche settimana prima che accoglieranno questo fanciullo!

Ecco oggi è come se fossimo in questo periodo perché il Signore è vicino, siamo a poche settimane dal Natale, lasciamo il cuore gioire perché questa è una “bella e buona notizia”, il Signore sta venendo a cambiare la nostra vita. 

La chiesa aiuta la preparazione al Natale con la voce dell'ultimo dei profeti, Giovanni Battista. Egli è l'apripista a Colui che deve venire, una voce che ci aiuta a capire come preparare le strade del nostro cuore e poter accogliere l'Emmanuele (Dio con noi)

Prima della venuta di Gesù, Dio ha pensato di preparare Israele all'incontro con suo Figlio attraverso la voce dei profeti che molte volte pagavano con la loro stessa vita: questo è il caso di Giovanni Battista, quella voce che urla, grida, cerca di farsi ascoltare, parla della venuta di Dio per preparar la strada. La voce di Giovanni è quella voce che sentiamo all'interno del nostro cuore che ci sta dicendo "preparati ad accogliere la salvezza che è vicina", "preparati perché in te avverrà la rinascita". Giovanni rende testimonianza alla Luce, quella vera, che sta per nascere in ogni uomo, quella luce che a Natale si fa più viva per guidarci sulla strada di ogni giorno, sulla strada della vita.