Salta navigazione.
La vita sta cambiando pelle

Archive - Apr 6, 2017

Dieta Alcalina: lotta all'acidosi metabolica

Dieta Alcalina

ARTICOLO PDF

Il cibo e la consapevolezza alimentare sono la più importante forma di prevenzione alle malattie. LB

CIBI ACIDIFICANTI E ALCALINIZZANTI

 

Il confine di Giulia Nutrimenti di Giuliano Gallini

Il confine di Giulia "Nutrimanti" di Giuliano Gallini

Francesca Avanzini

Molto a ragione promosso dai librai, è recentemente uscito per Nutrimenti “Il confine di Giulia” (pp.137, € 15), opera prima del dirigente d’azienda Giuliano Gallini, che con prosa personale e non standardizzata, indaga sulla figura di Ignazio Silone, uno dei più grandi scrittori italiani del ‘900 e al tempo stesso, pare ormai assodato, spia fascista, forse anche con la connivenza di Togliatti. Forse per aiutare il fratello Romolo, antifascista in carcere duro, forse per una sua connaturata indecisione, quasi un caso di personalità multipla, di cui si trova traccia anche nei tanti pseudonimi adottati. Ignazio Silone uno di essi, vero nome Secondino Tranquilli. Fatto sta che l’uomo è un depresso, e negli anni ’30, durante il suo esilio zurighese, è in cura da Jung, circostanza che l’autore non specifica se vera o verosimile. E tra vero e verosimile, tra documentatissime circostanze storiche, personaggi veri e inventati, si gioca il romanzo, nel tentativo di scavare nella complessa personalità di Silone e di fornire al contempo un ritratto della società di espatriati politici  a Zurigo dove, tra una cioccolata e uno strudel nei saloni art déco dei Grand Hotel, si poteva incontrare Brecht e Tristan Tzara, intellettuali ed artisti.   

Il personaggio della poetessa Giulia Bassani, tracciato con sensibilità e delicatezza, è totalmente di fantasia e totalmente verosimile, aderente ai canoni di certa femminilità intellettuale d’epoca. Simile, per dire, a un’Antonia Pozzi o Sabine Spielrein.

Renzi cerca la crisi, Gentiloni può subirla, Mattarella no. Conseguenze impreviste della guerra degli Alfanoidi

Mario Sechi

Come anticipato sugli schermi di List, la saga spaziale intitolata La Guerra degli Alfanoidi ha avuto successo e ha conquistato ampie recensioni su tutte le prime pagine dei giornali. Il titolare di List non ha mai sottovalutato la capacità di manovra del Kissinger di Agrigento, Angelino Alfano, e quando ieri per un “incidente” Salvatore Torrisi, senatore di Alleanza Popolare, è stato eletto presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato – quella che toh! discute la legge elettorale – è apparsa chiarissima la strategia dei finissimi intellettuali della Magna Grecia degli alfanoidi (copyright di Gianni Agnelli vs Ciriaco De Mita) il do ut des, che nel caso dell’ideologia alfanoide ha una variazione nobilissima: intanto prendo e poi vediamo cosa mi dai tu.

Senato, Affari Costituzionali: Pagliari (Pd) battuto. Guerini: "Tradito patto maggioranza, legge elettorale a rischio "

Eletto come presidente il senatore di Ap Torrisi, contro il candidato del Pd Pagliari. I renziani parlano di 'inedito patto della conservazione' che unisce anche M5S, Forza Italia e Mdp. Pressioni su Alfano che chiede al suo senatore di lasciare l'incarico. Chiesto incontro a Mattarella. Orlando: "Crisi? Speriamo si riesca a evitarla"

ROMA - Il candidato del Pd alla presidenza della commissione Affari del Senato viene silurato da un'inedita allenza che raggruppa tutte le opposizioni e, dicono, i senatori di Ap (che però smentiscono decisamente: "Noi leali") e Lorenzo Guerini sbotta: "Tradito il patto di maggioranza, siamo preoccupati. Ora la legge elettorale è a rischio". E sembrerebbe non solo quella, tanto che il ministro della Giustizia Andrea Orlando a chi gli chiede se si va verso la crisi risponde: "Spero si riesca ad evitarlo ma è un fatto grave".

Tutto nasce dall'elezione dell'alfaniano Salvatore Torrisi con 16 voti e dalla bocciatura del dem Giorgio Pagliari (11 voti) a capo dell'organismo che ha in mano le leve della gestione della legge elettorale. Uno snodo cruciale per affrettare o rallentare il dibattito in Aula e soprattutto per decidere quale modello di legge elettorale presentare. Tanto che alcuni senatori del Pd si fanno scappare: "E' la vittoria dei proporzionalisti, a questo punto la legge elettorale non si tocca più".

style="display:inline-block;width:728px;height:90px"
data-ad-client="ca-pub-1148397743853804"
data-ad-slot="6534948771">