Salta navigazione.
La vita sta cambiando pelle

Archive - Apr 8, 2017

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi: La passione del Messia Gesù

Luisa Menazzi Moretti, Dieci anni e 87 giorni, 2016

9 aprile 2017

Domenica delle Palme e della Passione del Signore
di ENZO BIANCHI


Brevi note sulle altre letture bibliche

Isaia 50,4-7

La prima lettura contiene la profezia riguardo al “servo del Signore”, letterariamente il terzo dei quattro “canti del servo” nel libro di Isaia (cf. Is 42,1-7; 49,1-7; 50,4-9; 52,13-53,12). È il servo stesso che parla della sua missione: da servo che ascolta ogni mattina a servo che annuncia la parola del Signore. E ciò a caro prezzo, fino a dover subire, senza difendersi, i flagelli, gli insulti, la tortura e la persecuzione, ma sempre conservando la fiducia del Signore Dio, che è fedele e che gli sta accanto anche nell’ora della passione.

Lettera ai Filippesi 2,6-11

Nel canto dell’incarnazione del Figlio di Dio, Gesù Cristo, Paolo legge questo movimento: colui che era Dio si svuotò delle prerogative divine fino ad assumere la condizione dello schiavo, fino a vivere una passione con l’esito dell’umiliazione, della morte ignominiosa sulla croce. Ma Dio risponde all’abbassamento di suo Figlio, fattosi servo, con l’esaltazione, donandogli il nome di Kýrios, Signore. Ciò che la passione secondo i vangeli narra in un lungo racconto, l’Apostolo lo riassume in poche espressioni che sintetizzano il movimento della nostra salvezza nell’abbassamento/innalzamento del Figlio di Dio Gesù Cristo.

Riflessioni sul Vangelo di don Umberto Cocconi: Domenica delle Palme. E' sempre la volontà del Padre che Gesù vuole compiere per la salvezza dell’uomo.

Domenica delle Palme

Don Umberto Cocconi

Uscirono verso il monte degli Ulivi. Allora Gesù disse loro: «Voi tutti vi scandalizzerete per causa mia in questa notte. Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». E presi con sé Pietro e i due figli di Zebedèo, cominciò a provare tristezza e angoscia. Disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me». E avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!». Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano. E disse a Pietro: «Così non siete stati capaci di vegliare un'ora sola con me? Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». E di nuovo, allontanatosi, pregava dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà». E tornato di nuovo trovò i suoi che dormivano, perché gli occhi loro si erano appesantiti. E lasciatili, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: «Dormite ormai e riposate! Ecco, è giunta l'ora nella quale il Figlio dell'uomo sarà consegnato in mano ai peccatori. Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce si avvicina». Allora tutti i discepoli, abbandonatolo, fuggirono (Vangelo di Matteo).

CIWF: CON PRODUZIONE INTENSIVA A RISCHIO 70% DELLA BIODIVERSITÀ

Ghepardo

La deforestazione è di 10 milioni di ettari all'anno. i ghepardi rimasti non superano le 3000 unità in tutto il continente africano.
Il 70% della biodiversità terrestre globale minacciata è a rischio di estinzione a causa della produzione intensiva di cibo. A lanciare l’allarme è Philip Lymbery, direttore internazionale di Ciwf, che ha pubblicato anche in Italia il libro ‘Dead Zone’ (la zona morta) che presenterà a Bologna il prossimo 24 aprile. Ogni capitolo di Dead Zone è dedicato ad una specie iconica: dal giaguaro in Brasile, all’elefante di Sumatra, dal pinguino africano all’allodola in Italia, al bisonte nelle pianure centrali degli Usa. La storia di ogni specie si interseca inevitabilmente con gli impatti di un’allevamento intensivo che le sue preoccupanti implicazioni: per nutrire le decine di miliardi di animali allevati ogni anno nel mondo (sono quasi 800 milioni in Italia), è necessario coltivare intensivamente i cereali. Per fare questo e per fare posto a nuovi allevamenti, secondo l’autore disboschiamo ogni anno una superficie equivalente a quasi la metà dell’Italia. La perdita di habitat che ne consegue è una delle cause principali di estinzione di alcune specie iconiche, come il giaguaro in Brasile. Lo stesso destino tocca all’Elefante di Sumatra, che oggi si contende il territorio con gli abitanti dell’isola per lasciare spazio alle piantagioni delle palme da olio, il cui nocciolo viene utilizzato come mangime per le vacche e i suini, e di cui l’Ue è fra i primi importatori.

Fonte Link http://www.nelcuore.org/home/2017/04/03/ciwf-con-produzione-intensiva-a-rischio-70-della-biodiversita/ 

Dallo sbarco in tv a Ivrea: le mosse di Casaleggio per il controllo del M5S

Davide, il figlio del cofondatore dei 5 Stelle, esordisce in tv con Lilli Gruber. E intanto Beppe Grillo va in tour nei Comuni. Sabato a Ivrea il ricordo di Gianroberto

Emanuele Buzzi 

«Una mossa politica per evitare il confronto». Così nel Movimento ribattono a Matteo Renzi che lo ha indicato come il vero leader dei Cinque Stelle («Comanda lui, non mister congiuntivo Di Maio o il povero Di Battista», dice l’ex premier a Panorama). Di sicuro però qualcosa nel profilo pubblico di Davide Casaleggio è cambiato. Schivo nei primi mesi dopo la scomparsa del padre, a partire dalla crisi della giunta romana di settembre (che ha mandato in pezzi il direttorio) l’imprenditore milanese si è ritagliato un ruolo sempre più centrale e decisivo. Quando alcuni parlamentari critici nei suoi confronti lo hanno attaccato dopo il mancato passaggio al gruppo Alde in Europa, lui li ha messi alle corde. E ha aumentato — in accordo con Beppe Grillo — la sua visibilità pubblica.

Il ruolo di guida

Legge anti slot senza decreto attuativo: e in un anno ce ne sono 30 mila in più

407 mila le slot machine disseminate in tutta Italia al 31 dicembre scorso, per la precisione erano 407.390. Una macchinetta ogni 147 italiani. Con il boom dell'online, l'azzardo

Sergio Rizzo

C’è chi chiede di tassare ferocemente il gioco d’azzardo per combattere la povertà (Andrea Orlando) e chi di vietarlo tout court (Ignazio Messina, segretario dell’Italia dei Valori). C’è chi annuncia uno stanziamento monstre per combattere la ludopatia dilagante (Nicola Zingaretti) e chi il taglio di 130 mila slot machine (Paolo Gentiloni). Risultato: invece di diminuire, le macchinette aumentano.

Al 31 dicembre del 2016 ce n’erano 407.390. Una ogni 147 italiani. Il bello è che una norma approvata ormai più di 15 mesi fa nella legge di Stabilità 2016 stabilisce che quel numero si debba ridurre fino ad attestarsi alla fine del 2019 su un livello inferiore del 30 per cento a quello rilevato il 31 luglio 2015. Quel giorno le slot disseminate in sale, bar e tabaccherie risultavano 378.109. Ossia ben 29.281 meno di quelle che risultavano a dicembre 2016. Che cosa è successo?

Sappiamo che dopo un anno e tre mesi il decreto ministeriale attuativo di quella norma incredibilmente non è stato ancora emanato. Ma non può essere soltanto questa la ragione. C’è chi sostiene, per esempio, che bisogna calcolare pure le macchinette in magazzino. Piuttosto curioso, considerando che la stessa Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha chiarito un anno fa in una risposta a un articolo del Corriere nel quale già si segnalava l’aumento degli apparecchi, che quel numero di 378.109 «comprende sia gli apparecchi in esercizio sia quelli in magazzino». Il che fa venir meno anche l’ultimo alibi.

style="display:inline-block;width:728px;height:90px"
data-ad-client="ca-pub-1148397743853804"
data-ad-slot="6534948771">