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Archive - Set 17, 2017

Santo Volto: più antica icona di Cristo, chiesa di San Bartolomeo degli Armeni Genova

Sacro Volto: allestimento attuale nella chiesa di S. Bartolomeo

La storia del Santo Volto, il lino dipinto a tempera considerato il primo ritratto di Cristo. La reliquia è esposta all'adorazione dei fedeli permanentemente, negli orari di apertura della chiesa di San Bartolomeo degli Armeni, a Castelletto“

Si chiama Santo Volto ed è il lino dipinto a tempera ritenuto il più antico ritratto di Cristo, nonostante le sue origini siano ancora fonte di discussione tra gli studiosi. Più noto ai genovesi come "Santo Mandillo", termine dialettale proveniente dal greco mandylion, è custodito nella chiesa di San Bartolomeo degli Armeni, che si trova in piazza San Bartolomeo degli Armeni nel quartiere di Castelletto.

Ma qual è la sua storia? Secondo un’antica tradizione del III sec.d.C. Abgar, re di Edessa in Armenia, malato di lebbra ed avendo udito delle qualità taumaturgiche di Gesù che predicava in Palestina, mandò il pittore Anania perché raffigurasse il suo volto.

Non riuscendo però l’artista a ritrarre il Messia, Gesù prese il telo appoggiandovi il volto intriso di sudore e lasciandovi così impressa la sua immagine. Tornato in patria, Anania toccò il Re con quel sudario che miracolosamente lo guarì. Da qui ebbe origine l’adorazione della sacra effigie.

Nel 639 Edessa fu occupata dagli Arabi, che offrirono la reliquia a Bisanzio in cambio di denaro e prigionieri. Da Bisanzio, poi, nel 1362 la reliquia arrivò a Genova a seguito di Leonardo Montaldo che l’aveva ricevuta in dono dall’imperatore Giovanni V Paleologo. Montaldo donò il “Sacro Volto di Edessa” al monastero dei Basiliani armeni (dal 1650 ai Barnabiti) dove ancora oggi è custodito e venerato.

Sul Santo Volto portato a Genova dal Doge, il libro di un altro Montaldo

E' considerato il più antico ritratto del Cristo è il Santo Volto, a Genova conosciuto come "Santo Mandillo" termine dialettale che deriva dal greco Mandylion, fazzoletto, da 650 anni è custodito e venerato nel complesso di San Bartolomeo degli Armeni. PADRE ADOLFO HERZL Superiore dei Barnabiti di San Bartolomeo degli Armeni. Secondo un'antichissima tradizione iscritta anche nella cornice del Santo Volto, Abgar re di Edessa in Armenia, ammalato di lebbra, conobbe le qualità taumaturgiche di Gesù che predicava in Palestina e mandò il pittore Anania a raffigurarne il volto. L'artista però non riuscì a ritrarre il Messia, allora Gesù prese un telo, vi appoggiò il volto e lasciandovi impressa la Sua immagine lo diede al pittore.

Maschio e femmina La strada dell’umanità

Jan Brueghel II (Anversa 1601 - 1678) Il Giardino dell’Eden

La Genesi valorizza la differenza sessuale quale via al completamento e mette in guardia dalla possessività

Enzo Bianchi

Nel libro della Genesi, il primo libro della Bibbia, il libro dell’in-principio (be-re’shit: Gen 1,1) troviamo due racconti della creazione, composti da autori e redattori umani, dunque segnati da una precisa cultura, in un tempo definito della nostra storia. Appartengono a un genere letterario che qualifichiamo come mitico.   

Il mito è un racconto situato culturalmente, dotato di una visione specifica, ma che vuole significare ciò che è universale, costitutivamente antropologico; ovvero, nel nostro caso, cosa ne è dell’ ’adam, dell’essere umano, il «terrestre». Sono redazioni diverse e non contemporanee della creazione, ma sono stati posti intenzionalmente l’uno dopo l’altro dai redattori finali della Torah: non giustapposti, ma collocati in successione, in modo che apparisse la dinamica dell’umanizzazione.   

Nel primo racconto (Gen 1,1-2,4a), un vero e proprio inno, una narrazione ritmata e ripetitiva, è contenuta la creazione dell’’adam, dell’umano, descritta con un testo che nella sua armonia poetica scandisce il cuore del messaggio biblico su Dio e l’umanità nei suoi rapporti con Dio e con gli animali. Ascoltiamola in una versione calco dell’ebraico: «Ed ’Elohim disse: Facciamo ’adam in nostra immagine, come nostra somiglianza: dominino i pesci del mare, i volatili dei cieli, il bestiame, tutta la terra e ogni strisciante sulla terra. Ed ’Elohim creò ha-’adam in sua immagine, in immagine di ’Elohim lo creò, maschio e femmina li creò» (Gen 1,26-27).  

PARMA WEEKEND IN PROVINCIA 16-17/09 - 2017

BEDONIA

APERTI I RIFUGI DEL MONTE PENNA 
Musica e gastronomia per tutto il weekend nelle due baite del monte Penna, le strutture e le sale dei due rifugi rispettivamente quello del Monte Penna e quello del Faggio dei 3 Comuni del Cai sono pronti ad ospitare gli escursionisti, gli appassionati di trekking ed i pellegrini. Per tutti saranno organizzate camminate, escursioni a piedi, in mountain bike e passeggiate con i cani da slitta tra le faggete del monte di Bedonia. Funzioneranno i due punti di ristoro.

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