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Archive - Set 7, 2017

Stop alle bibite zuccherate nelle scuole superiori dell’Unione Europea

Lo ha annunciato l’Unesda, l’associazione europea di categoria che rappresenta i più noti produttori di bevande analcoliche

L’industria europea dei soft drinks non venderà più bevande zuccherate nelle scuole secondarie dell’Ue, distributori automatici inclusi. Lo ha annunciato l’Unesda, l’associazione europea di categoria che rappresenta i più noti produttori di bevande analcoliche. 

L’iniziativa, su base volontaria, sarà applicata gradualmente con l’obiettivo di raggiungere entro la fine del 2018 tutti i paesi Ue, coinvolgendo oltre 50mila scuole secondarie e più di 40 milioni di studenti. Dal 2019, le aziende aderenti a Unesda venderanno negli istituti scolastici solo bibite a ridotto contenuto calorico o senza calorie, oltre alle bottigliette di acqua. Obiettivo relativamente facile da raggiungere per le multinazionali che aderiscono all’associazione, meno per gli associati che fanno riferimento solo ai mercati nazionali. L’iniziativa è «l’ultima tappa importante intrapresa dall’industria dei soft drink nello sforzo di contribuire a ridurre l’obesità», si legge in una nota Unesda. 

Dal 2006, gli aderenti a Unesda hanno introdotto specifiche limitazioni alle forme di promozione e pubblicità nei canali diretti a bambini sotto i 12 anni e sulla vendita di bibite nella scuola primaria. 

«Una buona notizia per l’inizio delle scuole in un Paese come l’Italia, dove il 20% dei genitori dichiara che i figli non consumano quotidianamente frutta e verdura, mentre il 36% consuma ogni giorno bevande zuccherate» afferma la Coldiretti, che parla di «svolta necessaria» che «va sostenuta ed estesa a livello nazionale dove più di un bambino su cinque (21,3%) è in eccesso di peso e quasi uno su dieci (9,3%) che è addirittura obeso». 

Il limone nella prevenzione dei calcoli renali

Il succo di limone può ridurre la continua formazione di calcoli nei soggetti affetti da calcolosi renale? E' quanto intende verificare uno studio in corso presso l’Unità di Nefrologia degli Ospedali Riuniti di Bergamo in collaborazione coi ricercatori dell’Istituto Mario Negri ed il Consorzio del Limone di Siracusa, presentato il 3 ottobre, nel corso del convegno “Le virtù nascoste del limone. Agricoltura Scienza Salute” tenutosi a Villa Camozzi, una delle sedi di Bergamo dell'Istituto Mario Negri.

Circa il 12% degli uomini ed il 6% delle donne tendono a formare calcoli renali. Il problema si può manifestare la prima volta con una colica renale, con l’emissione spontanea di un calcolo nelle urine o con il riscontro occasionale di un calcolo in occasione di esami fatti per altri motivi. Le persone affette, in genere, hanno dei familiari con lo stesso problema, il che suggerisce la possibilità di una qualche predisposizione genetica. Anche le abitudini alimentari hanno un ruolo importante e il rischio di formare calcoli è maggiore nei soggetti che bevono poco (e quindi eliminano urine più concentrate) e mangiano molte proteine animali o troppo salato.

I calcoli tendono a riformarsi nel tempo, in media nel 15-20% dei soggetti ogni anno, e a 5 anni dal primo riscontro di calcolosi circa la metà dei pazienti ha formato almeno un nuovo calcolo. Questo anche quando si beve molto (almeno due litri al giorno) e si sta attenti alla dieta.

Spremuta di limone ogni giorno per combattere i calcoli renali

Il citrato impedisce la precipitazione del calcio nelle urine. Per evitare l'eccessiva acidità meglio diluire il succo con acqua

MILANO - Diversi studi hanno suggerito che il succo di limone sia un rimedio efficace per prevenire i calcoli renali. Ma dei tanti studi fatti, nessuno ha raggiunto conclusi0ni decisive, per questo nefrologi degli Ospedali Riuniti di Bergamo, in collaborazione con l'Istituto Mario Negri e il Consorzio del limone di Siracusa Igp, hanno avviato uno studio clinico controllato che coinvolge oltre 200 pazienti. Lo studio permetterà di verificare se un rimedio semplice, come una spremuta giornaliera di 3-4 limoni, aiuti a prevenire la calcolosi renale.

Ma perché il limone sembra tanto importante nella prevenzione dei calcoli? «Questo agrume — risponde Maria Rosa Caruso, nefrologo degli Ospedali Riuniti di Bergamo, che guida lo studio — contiene 42,9 grammi di citrato per chilo ed è l'agrume più ricco di questa sostanza. Ed è noto che il citrato previene la precipitazione del calcio nelle urine, alla base della formazione di calcoli di ossalato di calcio che rappresentano circa l'80% dei calcoli. «Per evitare però che l'eccessiva acidità del citrato intacchi lo smalto dei denti — continua Caruso — suggeriamo di diluire il succo di limone in acqua e ne sconsigliamo l'uso a chi soffre di reflusso gastroesofageo perché potrebbe accentuare i bruciori gastrici».

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