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La vita sta cambiando pelle

Archive - Gen 15, 2018

Quale lingua italiana nel cinema in Italia?

Edoardo Natale 

Il cinema, nato in Francia nel 1895, è un mezzo di comunicazione sovranazionale perché il linguaggio del cinematografo si rifà principalmente in rappresentazioni iconiche verosimili e riconoscibili dagli spettatori d'ogni parte del mondo. Gli elementi specifici del cinema sono il soggetto, l'ambientazione, i personaggi, la lingua. Questi elementi mostrano le temperie del luogo, del tempo, della situazione di provenienza. La lingua è forse l'elemento di maggiore identificazione.

I film dei diversi paesi si prestano a far conoscere in varia misura il retroterra culturale, il potere della lingua scritta e orale rivela i fattori peculiari della realtà italiana sul versante linguistico, con un panorama nazionale ricco di dialetti. Sul versante cinematografico va ricordato il controllo della lingua dei film da parte del potere pubblico nei decenni precedenti a questa esplosione dell'uso del dialetto per rappresentare la realtà culturale italiana. Il cinema con il suo parlato filmico, fatto inizialmente da un italiano parlato tratto dallo scritto fino a raggiungere la varietà odierna sono rivelatori della forza di penetrazione del cinema nella costruzione di una memoria collettiva e alla lingua comune degli italiani: si pensi alla lettera di Totò e Peppino, al sordi che distrugge gli spaghetti con il suo stile pseudo-americano.

I registi come De Sica e Fellini hanno offerta un'immagine articolata della realtà italiana al mondo intero, gli attori come Sordi e Gassman hanno calcato i difetti degli italiani del " miracolo economico", dal gretto conformismo all'avventuriero cialtrone.

In cerca della lingua

Provate, se ci riuscite, a mettervi in contatto con l'Amministrazione di Aruba?

aruba.it

Una vera vergogna! Vedono infiniti servizi e non sono in grado di adempiere facilmente alla più semplice richiesta amministrativa del loro cliente.
Provate, se ci riuscite a mettervi in contatto. Impossibile! Tra l’altro non è nemmeno contemplata tra le richieste cliccando Assistenza.
Vi addebitano i costi prima ancora di avervi inviato o un estratto conto o la fattura.
Avrei voluto far avere loro una semplice richiesta: “Vorrei avere sempre prima del pagamento la vostra fattura o un documento amministrativo dell'addebito”.
Ci ho provato in mille modi, impossibile comunicare con loro per gli aspetti amministrativi! Quando inizieranno ad intervenire le associazioni a tutela dei consumatori per queste situazioni non più sopportabili, come quelle dei call center?  Il peggiore? Fastweb! (Parma, 15/01/2018)
Luigi Boschi

APPUNTI D’ETIOPIA

Francesca Avanzini

Quello che colpisce soprattutto è la gente. Tanto in campagna che nelle città, sciamano ai lati della strada, diretti verso imperscrutabili mete, un flusso ininterrotto di donne, alcune col bambino assicurato alla schiena, anziani, ragazzini, uomini, troppi uomini a tutte le ore del giorno, segno che l’occupazione non è molta o che se ne ha un concetto diverso dal nostro.

La folla è fluida, le donne indossano abiti lunghi, a volte scintillanti, gli uomini lo shamma, uno scialle bianco portato anche sui vestiti moderni, mentre altri sono avvolti in mantelli blu elettrico o zafferano. Si vedono pure jeans e felpe, ballerine e ciabattine, oh quante ciabattine cinesi di plastica, appese anche a grappoli colorati fuori dai piccoli negozi. Sotto turbanti bianchi, facce incavate nel legno di vecchi preti o pellegrini. Procedono appoggiandosi al bastone o, per mantenere la postura, se lo passano orizzontale dietro le spalle.

Oltre il centro trafficato e cementificato di Addis Abeba-ad alcuni non piace, e invece ha un suo fascino africano e contradditorio, perché proprio in mezzo al cemento si colgono perle: palazzi, cattedrali, jacarande dai fiori lilla, musei come quello che ospita i resti ingialliti e commoventi di Lucy, bar ed edifici coloniali -oltre il centro, si diceva, iniziano le baraccopoli dai sentieri fangosi ricoperti di detriti e sporcizia.

Anche qui la gente sciama o, accoccolata per terra, vende quel che può, due frasche di ceci, qualche banana o gingillo. Le baraccopoli assediano l’ex palazzo di Menelik, il sovrano che verso la fine dell’‘800 cominciò a modernizzare l’Etiopia. Alto sulle colline Entoto a 3000 metri d’altezza, consta di elegantissime, essenziali, non tanto grandi costruzioni a forma di capanna.