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La vita sta cambiando pelle

Archive - Feb 17, 2018

Parma capitale? Dell'ignoranza e del degrado

Camillo Langone

Martedì ero in una trattoria di Parma, anzi, in una degusteria, come stucchevolmente cominciano a chiamarsi questo tipo di locali, e mangiavo anolini in brodo, serviti nella scodella, e guardavo le fotografie di Giuseppe Verdi, incorniciate alle pareti, e ascoltavo le canzoni di Sanremo, diffuse ad alto volume dall'impianto.

Com'è potuta venire in mente al titolare una simile disarmonia, tale fragorosa stonatura? In quel posto non entrerò più perché esprime troppo bene lo sconfortante programma della mia città, sì, la capitale della cultura 2020: calpestare il proprio passato e però sfruttarlo per accalappiare i turisti. Che, essendo di bocca buonissima e di ignoranza grassissima, cascano nelle trappole dei peggiori ristoranti del centro che servono lasagne alla bolognese e melanzane alla parmigiana come se fossero specialità locali.

Se questa è cultura sono cultura anche le gondole di plastica made in China sulle bancarelle veneziane (in effetti Gillo Dorfles sul kitsch dei souvenir ci ha scritto addirittura un libro). Io, se permettete, ho idee diverse: per me cultura è il produrre cultura, non il dilapidare la cultura prodotta dai nostri avi. Appena ho saputo della proclamazione mi è venuta in mente una vecchia frase di James Joyce: «Roma fa pensare a un uomo che si mantiene mostrando ai viaggiatori il cadavere di sua nonna». Ovviamente, al posto di Roma, si può mettere il nome di una qualsivoglia città d'arte italiana: Parma compresa, compresissima. La cosa più bella dell'operazione «Capitale della Cultura» è il marchio disegnato da Franco Maria Ricci, massimo parmigiano vivente.

Terremoto magnitudo 7,2 in Messico: epicentro nel sudovest

Colpita la regione di Oaxaca, ma un forte boato si è avvertito fino nella capitale dove i palazzi hanno oscillato. A distanza di un'ora seconda scossa di magnitudo 5,9.

Terrore in Messico, dove alle  17:39 di ieri ora locale (00:39 odierne in Italia) si è registrata una fortissima scossa di terremoto. La magnitudo, inizialmente indicata pari a 7,5, è stata misurata a quota 7,2 dallo U.S. Geological Survey, l'ente americano di rilevamento sismico, mentre l'epicentro è stato localizzato nella regione di Oaxaca, nel sudovest del Paese. L'ipocentro è 25 km di profondità, in una località rurale a circa 8 km da Pinotepa Nacional, cittadina nei pressi della costa del Pacifico. Un forte boato però si è avvertito anche nella capitale, Mexico City, che si trova a 500 km di distanza e dove gli edifici hanno oscillato pericolosamente, facendo registrare alcuni danni.

LA MAPPA L'epicentro del sisma

A distanza di un'ora (le 18 e 36 locali), nella stessa area si è poi registrata una seconda scossa di magnitudo 5,9. L'epicentro stavolta è stato a circa 10 km da Santiago Jamiltepec, sempre nello stato di Oaxaca. E due ore dopo il fenomeno sismico più rilevante, secondo l'istituto sismico messicano si erano registrate 150 repliche di minore entità.

Il ministro degli Interni messicano e le autorità di Oaxaca riferiscono che nella zona dell'epicentro ci sono edifici danneggiati - tra i quali anche ospedali - ma al momento non si hanno segnalazioni di vittime della scossa. Le verifiche, però, sono tuttora in corso. Nessun avviso di imminente tsunami è stato diramato per la costa del Pacifico. La scossa sarebbe durata oltre un minuto ed è stata avvertita anche in Guatemala, secondo i media internazionali.