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Archive - Feb 22, 2018

Concerto per Jack London all’Auditorium del Carmine di Parma Giovedì 1 marzo (ore 21) con gli Archi dell’ORER e la presenza straordinaria del trombettista Fabrizio Bosso

Fabrizio Bosso

Concerto per Jack London all’Auditorium del Carmine Giovedì 1 marzo (ore 21) gli Archi dell’ORER diretti da Roberto Molinelli con la presenza straordinaria del trombettista Fabrizio Bosso

“Concerto per Jack London, un melodramma Jazz d’amore e pugilato” è il titolo dell’attesissimo concerto in programma giovedì 1 marzo alle 21 nella suggestiva cornice dell’Auditorium del Carmine. Dedicato al leggendario scrittore statunitense che in soli quarant’anni visse molte vite e realizzato in coproduzione tra Fondazione Arturo Toscanini e ATER, il concerto è, come dice il titolo, un melodramma jazz d’amore e pugilato che vede incontrarsi teatro e musica e porta alla ribalta un musicista di caratura internazionale quale Fabrizio Bosso alla tromba, accompagnato da un narratore di valore quale è Silvio Castiglioni, dalla maestrìa di Luciano Biondini alla fisarmonica e dalle suggestioni sonore degli archi dell’Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna diretti da Roberto Molinelli.

Lo sviluppo artistico del progetto è stato affidato a Silvio Castiglioni per la parte vocale e di regia e a Fabrizio Bosso per le musiche. Ne è scaturito un omaggio allo scrittore statunitense più tradotto, di cui nel 2016 si celebrava il centenario della morte, il padre di Zanna Bianca e del Richiamo della foresta, di Martin Eden e del Tallone di ferro  che fu giornalista, ma anche cercatore d’oro, pescatore di ostriche, cacciatore di foche, corrispondente di guerra, vagabondo, attivista sociale e tanto altro, che divenne ricchissimo ed ebbe un enorme successo grazie ai suoi romanzi, per morire poi a soli 40 anni d’età.

Il Duo Micieli - Costea ai Concerti Aperitivo Domenica 25 febbraio 2018 ore 11 Sala Gavazzeni del CPM Toscanini

Il Duo Micieli - Costea ai Concerti Aperitivo Domenica 25 (ore 11) alla Sala Gavazzeni del CPM Toscanini 
musiche di Medtner e Sarasate per violino e pianoforte 

Il più classico degli insiemi da camera domenica mattina alla Sala Gavazzeni del CPM Toscanini. Con inizio fissato alle 11, il duo composto dalla violinista Mihaela Costea, spalla della Filarmonica Toscanini, e dal giovanissimo pianista siciliano Ruben Micieli proseguirà la stagione 2017-2018 dei Concerti Aperitivo presentando un interessante programma che unisce la Sonata n. 2 per violino e pianoforte op.44 di Nikolaj Medtner e le Zigeunerweisen (Arie zigane) op.20 di Pablo de Sarasate. Si tratta di due brani molto diversi tra loro: Medtner (1880-1951), moscovita, fu pianista di grande talento e compositore di grande fama presso i suoi contemporanei ma le sue opere sono oggi trascurate dal grande repertorio da camera e orchestrale. La seconda delle tre Sonate per violino e pianoforte che egli scrisse, in sol maggiore e indicata come op.44 nel suo catalogo, fu scritta nel 1922 ed è, come le altre due, un lavoro monumentale (dura 50 minuti) che si colloca a pieno titolo nella musica russa post-romantica. Il lavoro di Sarasate, creato nel 1878 dal celebre violinista e compositore spagnolo (1844-1908), resta invece un caposaldo della letteratura violinistica ed è un classico “pezzo di bravura”, poiché richiede all’esecutore doti strumentali non comuni.

Il Piccolo Principe e la rosa

Il Piccolo Principe e la Rosa

Marco Vettori
marco.vettori.512@psypec.it
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Il Piccolo Principe e la rosa

I ricordi di Saint Exupéry collegati all’infanzia e a sua madre assumono valore psicologico se si tiene presente ciò che il Piccolo Principe dice della rosa che vive sul pianeta da cui lui proviene e descrive sotto metafora il conflitto e l’ambivalenza della sua relazione affettiva bipolare con la madre. Durante i tempi dello sviluppo del figlio, la madre–rosa da “grande madre positiva ”ricca d’amore si trasforma  in “madre negativa” aggressiva e pungente nei suoi confronti. Ad Antoine, come a tutti i bambini figli di genitori disturbati, non è permesso mettere in dubbio la bontà della madre  perché se lo facesse distruggerebbe se stesso.  In un rapporto simbiotico con la madre il figlio non può pensare la madre ”cattiva” senza amore, perché senza affetto lui  non potrebbe esistere. Nella madre-rosa convivono: affabilità, affettazione ed egocentrismo.