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La vita sta cambiando pelle

Archive - Feb 25, 2018

Riflessioni sul Vangelo di Don Umberto Cocconi: aprire il proprio cuore a Dio, alla sua imponente e salvifica opera trasfiguratrice delle nostre esistenze

Trasfigurazione di Gesù

Don Umberto Cocconi

Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli.

Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche.

E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati.

Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!».

E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro (Vangelo di Marco).

Quando diciamo “è bello per noi stare qui” è perché ci sentiamo a casa, in quel posto in cui stiamo bene, dove ci sentiamo al sicuro, a nostro agio e, pertanto, vorremmo cristallizzare e fissare quell’esperienza, quel momento magico e unico. Pietro per questo afferma: “facciamo tre tende”.

Se ascoltiamo con attenzione, non potremmo scorgere nelle parole di Pietro una domanda di interiorità, un desiderio di dimorare in Dio? Nelle nostre parrocchie che esperienza si fa di Dio?

Succede che queste sembrino riservare più attenzione all’aggregazione e all’animazione, mentre la domanda di interiorità, di spiritualità sembra maggiormente soddisfatta all’interno delle associazioni, dei movimenti ecclesiali e dei monasteri. Inoltre possiamo chiederci: nelle nostre liturgie si vive veramente l’esperienza del “sentirsi a casa”?

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi: Ascoltate lui, il Figlio amato!

Sebastião Salgado, Campo profughi in Rwuanda, 1995.

25 febbraio 2018
II domenica di Quaresima
di ENZO BIANCHI

Mc  9,2-10

In quel tempo, 2Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro 3e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. 4E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. 5Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». 6Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. 7Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l'amato: ascoltatelo!». 8E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro. 9Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell'uomo fosse risorto dai morti. 10Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.


La seconda domenica di Quaresima è tradizionalmente la domenica della trasfigurazione di Gesù, ovvero il polo opposto alla prima dedicata alle tentazioni di Gesù. Quest’anno leggiamo il racconto presente nel vangelo secondo Marco e cerchiamo di mettere in evidenza le particolarità di questa narrazione rispetto a quella degli altri sinottici.

Cibo e salute

Cibo e Salute

Vi è una vera e propria filiera della malattia si direbbe incontrastata, anche sostenuta, spesso, con lauti finanziamenti pubblici: si parte dalla non conoscenza del corpo e dei cibi, da una diseducazione scolastica, delle porcherie alimentari distribuite con la pubblicità, per arrivare a patologie devastanti che necessitano di farmaco dipendenza per anni... e grandi sofferenze. Persone e famiglie in gravi difficoltà, la spesa sanitaria che esplode e gli ospedali insufficienti.  

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