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La vita sta cambiando pelle

Archive - Mar 13, 2018

Luciano Barra Caracciolo: TANTO IL PARLAMENTO NON CONTA

Nota Biografica

Luciano Barra Caracciolo: è stato magistrato ordinario dal 1985 al 1989. Nel 1990 diviene magistrato amministrativo presso il TAR Piemonte, e nel 1993 passa al Consiglio di Stato come vincitore di concorso. Nel 1992/1993 è componente elettivo del Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa come magistrato del Tar. Consigliere giuridico del Ministro della funzione pubblica nel 1994 e nel 1995. Capo di gabinetto, del Ministero per gli italiani nel mondo nel 1994. È stato visiting scholar presso l'University of California in Los Angeles UCLA, per l'anno 1996, nel corso del quale ha condotto studi sulla funzione amministrativa negli Stati Uniti. Componente della Commissione per l'elaborazione di una legge di riordino delle Autorità indipendenti nominata dal Ministro della funzione pubblica nel 1997. Esperto presso il Nucleo della semplificazione dell'attività amministrativa presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in posizione di fuori ruolo, dalla fine del 1999 al marzo 2001. Vice Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri dal maggio 2001 al marzo 2005. È stato componente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa dal 2009 al 2013.[1] È dal 2010 presidente di sezione del Consiglio di Stato[2].

Valerio Malvezzi: Deutsche Bank ha 54 trilioni di euro di derivati ossia titoli spazzatura

Nota biografica

Valerio Malvezzi: nato a Alessandria (Piemonte) il 26 gennaio 1967. Già Deputato (Lega Nord) al Parlamento Italiano nella XII Legislatura della Repubblica italiana, è stato membro della Commissione Finanze, con delega di gruppo in materia bancaria. Già consulente di Enti pubblici, consulente di Direzione dell’Amministratore Delegato di Sviluppo Italia, società partecipata dal Ministero Economia e Finanze (oggi Invitalia), è stato Presidente di Garanzia Italia, società del Gruppo e Confidi nazionale. Ha operato come consulente e formatore in materia di finanziamenti d’azienda per Enti pubblici e privati, banche e confidi e tutte le principali associazioni di categoria. E’ Professore a contratto di Comunicazione Finanziaria presso il Collegio Universitario Griziotti, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Università degli Studi di Pavia. Insegna inoltre al Master Universitario di I livello Must, Università degli Studi di Pavia, dove è anche membro dell’Advisory Board.

Un ascensore d'acqua per tornare a navigare sul Po

La Stradivari

L’opera da 47 milioni sarà aperta il 23 marzo a Isola Serafini. Consentirà il passaggio sul fiume a battelli merci e da crociera

PIACENZA. Non esiste più la “dogana fluviale” di Isola Serafini, che impediva la navigazione del Po fino a Pavia e alla foce del Mincio. Da anni, la barriera costituita dalla diga Enel al confine tra Emilia e Lombardia era un ostacolo quasi invalicabile per barche e pesci, ma dal 23 marzo il grande fiume non sarà più spezzato da un salto d’acqua di 12 metri che ostacolava come un dazio turismo e transito di merci.

Con 47 milioni investiti tra Europa (7) ed Emilia Romagna ( 40) è stata costruita la conca di navigazione che farà di Isola Serafini la “Panama padana”. Un “ ascensore d’acqua” lungo 120 metri, largo 12 e profondo 10 consentirà a navi merci e da crociera di risalire il fiume.

Enzo Bianchi: La continuità della fede

Enzo Bianchi

I 5 anni di Papa Francesco, La continuità della fede

Poche righe, essenziali nella loro schietta semplicità, per far tacere uno «stolto pregiudizio» e

BOZZA DI DECRETO MINACCIA LE FORESTE

Carlo Consiglio

BOZZA DI DECRETO MINACCIA LE FORESTE

L’approvazione, calendarizzata a breve, del decreto legislativo riguardante le “Disposizioni concernenti la revisione e l’armonizzazione della normativa nazionale in materia di foreste e filiere forestali” in attuazione dell’art. 5 della legge 28 luglio 2016, n. 154, sta suscitando  vivissime proteste fra addetti ai lavori e non solo: forestali, ecologi, botanici, zoologi, geologi, ma anche fra giuristi e medici. E questa approvazione è tanto più assurda se si pensa che 3 dei 4 onorevoli che hanno voluto il decreto (Realacci, Olivero e Sani) NON SONO STATI RIELETTI!

Con questo decreto infatti ancora una volta si vogliono fare soldi sulla pelle dei cittadini, destinando gran parte del nostro patrimonio boschivo alla produzione di biomasse per produzione di energia elettrica. E questo non perché sia di per sé conveniente o per ridurre il consumo di combustibili fossili, ma solo perché l'UE, e quindi l'Italia, ha inserito le biomasse nella categoria delle fonti energetiche rinnovabili. Per l'uso di queste fonti sono previsti sostanziosi contributi che, però, derivano dalla ridistribuzione dei costi sulle bollette di tutti gli utenti che si allacciano alla rete elettrica.

Perciò tutti noi paghiamo di più l'energia elettrica (l'ultimo aumento a gennaio), mentre si distrugge l'ambiente, si calpesta la costituzione, si rovina la salute nostra e dei nostri figli per l’interesse economico di pochi!

Il decreto presenta anche diversi aspetti di incostituzionalità, prevedendo, ad esempio, la confisca di boschi privati che non abbiano rispettato il così detto “turno di taglio”.