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Archive - Mar 19, 2018

MARIAGRAZIA VILLA: “Il giornalista digitale è uno stinco di santo”

Il Giornalista digitale è uno stinco di Santo

Francesca Avanzini

Mariagrazia Villa o dello spirito. Chiamatelo come volete, verve, intelligenza, brio, effervescenza e anche qualcosa di più alto che guida l’individuo, è comunque quello che circola nel volume “Il giornalista digitale è uno stinco di santo”. 27 virtù da conoscere per sviluppare un comportamento etico”.

La giornalista Mariagrazia Villa, parallelamente a una lunga carriera nei quotidiani e come copywriter e foodwriter, insegna, per riassumere una lunga specializzazione, etica applicata al giornalismo presso l’istituto Universitario Salesiano di Venezia e Verona. Benché tecnicamente rivolto agli studenti di giornalismo digitale, il manuale, travalicando il genere e sfociando nella letteratura, costituisce ottima lettura per tutti, particolarmente per quanti, anche solo di striscio, sfiorino il web. Forse non tutti sanno che ci sono norme del codice deontologico dei giornalisti, per esempio quelle riguardanti il diritto alla privacy, che si applicano a chiunque usi i social, ed è bene conoscerle per non incorrere in reati. Inoltre è nell’interesse di tutti mantenere sano ed eticamente pulito “l’oceano del web”, proprio come ci si dovrebbe curare dell’ambiente fisico.

Festival Psicologia 2018 a Torino dal 6 all’8 aprile

Francesca Avanzini

Si tiene a Torino dal 6 all’8 aprile presso la Cavallerizza Reale di Via Verdi 9, sede dell’Università degli Studi, il IV Festival della Psicologia, progettato e voluto dall’Ordine degli Psicologi del Piemonte con la direzione scientifica di Massimo Recalcati.

Il titolo di quest’anno è “Io non ho paura”, e il tema la paura legata al terrorismo e ai suoi attacchi imprevedibili che rendono debole e quasi vana ogni difesa.

Oltre a psicologi e psicoanalisti, sono chiamati a confrontarsi scrittori, intellettuali e filosofi, con lo scopo principale di capire la mente del terrorista per poter adeguatamente rispondere alle sue mortifere provocazioni.

Aprono i lavori il 6 aprile Enzo Bianchi a colloquio col Presidente  dell’Unione  delle Comunità Islamiche d’Italia Izzedin Elzir e nei giorni seguenti si segnalano interventi dello scrittore Marco Belpoliti e del giornalista Gad Lerner che si alternano a vari e illustri esperti della mente.

La lectio magistralis di Massimo Recalcati di sabato 7 aprile, dal titolo “Violenza e Terrore”, sostiene una tesi affascinante: Caino odia Abele in quanto ideale irraggiungibile, per eccesso di fascinazione, anche se esiste un odio dovuto alla destabilizzazione  provocata dallo straniero delle nostre abitudini e credenze. Particolarmente interessante la lectio magistralis della psicoanalista franco-marocchina Houria  Abdelouahed dal titolo “Donne Islam e violenza” che chiude il festival. Tutti gli incontri sono gratuiti, anche lo spettacolo teatrtale che però è necessario prenotare.

Metodo Cambridge Analytica: “Se cambi le persone, vinci”. Cambridge Analytica e il furto di dati: “Così influenzavano le elezioni”

JAIME D'ALESSANDRO

Due capi 40enni ambiziosi, l'arrivo di Bannon, la vittoria di Trump: "I dati dei social network fondamentali". Parlamentari Usa e Gb contro Facebook: "Ora Zuckerberg parli"

Vittime e carnefici. Si tratta solo di capire chi, nel grande scandalo della Cambridge Analytica, appartiene all'una o all'altra categoria. O magari ad entrambe. Sono coinvolti due quarantenni ambiziosi, un analista di dati molto giovane, un noto esponente dell'estrema destra americana, un social network da due miliardi di utenti, almeno cinquanta milioni di elettori e sullo sfondo l'attuale presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Stando alle rivelazioni dell'ex dipendente Christopher Wyle, l'analista, l'azienda inglese specializzata in "psicometrica" avrebbe influenzato le ultime elezioni Usa, il referendum sulla Brexit e altre consultazioni condizionando l'elettorato grazie ai dati personali di cinquanta milioni di profili Facebook acquisiti illegalmente. "Se vuoi cambiare il corso della politica devi cambiare la cultura. Quindi le unità di base: le persone", ha snocciolato Wyle. Ed è quel che Cambridge Analytica pare abbia fatto. Ora si muovono anche i politici, sia negli Stati Uniti che in Gran Bretagna: diversi parlamentari vogliono sentire Mark Zuckerberg, il capo di Facebook, che avrebbe saputo delle attività probabilmente illegali di Cambridge Analytica sin dal 2015. La parlamentare inglese Damian Collins ha già chiesto a Zuckerberg di testimoniare in una commissione d'inchiesta della Camera dei Comuni.

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