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Archive - Apr 12, 2018

Data

Borotalco e mesotelioma: Johnson & Johnson dovrà pagare 95 milioni di euro di risarcimento


Nel 2016 il 46enne Stephen Lanzo ha fatto causa all'azienda dopo che gli è stato diagnosticato il tumore, che è in genere associato all'esposizione all'amianto

di Simona Marchetti

La Johnson & Johnson e il suo fornitore Imerys Talc dovranno dare altri 80 milioni di dollari (65 milioni di euro) al 46enne Stephen Lanzo, che nel 2016 fece causa alle due aziende dopo che gli venne diagnosticato un mesotelioma (un tipo di cancro che colpisce il rivestimento di alcuni organi e che è in genere associato all'esposizione all'amianto), a suo dire provocato dal borotalco che aveva usato per oltre 30 anni (il talco è un minerale che si trova spesso vicino alle miniere di amianto e diversi studi hanno dimostrato che esiste un rischio di contaminazione incrociata durante l'estrazione). La scorsa settimana una giuria aveva stabilito un primo risarcimento di 30 milioni di dollari (24 milioni di euro) per Lanzo (che è il primo uomo a fare causa per un cancro provocato dal borotalco, visto che le altre denunce riguardavano una possibile correlazione col cancro alle ovaie nelle donne) e di altri 7 milioni (5,7 milioni di euro) per la moglie Kendra, ma mercoledì una seconda giuria ha quasi triplicato l'entità del pagamento.

Le aziende faranno ricorso

Wind Tre, multa Antitrust di 4,25 milioni per pubblicità su fibra ottica e traffico dati: “Condotta omissiva e ingannevole”

Secondo il garante della concorrenza, la società di telecomunicazioni ha omesso "le informazioni sui costi del traffico extrasoglia una volta esauriti i giga inclusi nell’offerta". Nel mirino anche le campagne pubblicitarie per i servizi da rete fissa

Pubblicizzava offerte che garantivano di poter navigare online con lo smartphone senza limiti (ma non era proprio così). E ometteva di indicare tutte le condizioni (e i limiti) della sua fibra ottica. Ora è intervenuta l’Antitrust, che ha multato Wind Tre Spa per 4,25 milioni di euro e ha definito “omissiva e ingannevole” la sua condotta.

Secondo il Garante della concorrenza e del mercato, la società di telecomunicazioni ha omesso “le informazioni sui costi del traffico extrasoglia una volta esauriti i giga inclusi nell’offerta”. Le pubblicità incriminate sono “Free Unlimited Plus” e “Naviga senza pensieri alla massima velocità con la rete 4G Lte di 3” che, sottolinea l’Antitrust in una nota, “hanno lasciato erroneamente intendere ai consumatori che il servizio fosse caratterizzato da un traffico dati illimitato sia in download che in upload“. Una volta finiti i gigabyte proposti da questi pacchetti, infatti, gli utenti si vedevano addebitare dei costi aggiuntivi non segnalati in modo chiaro.

Ma nel mirino dell’Authority sono finite anche le campagne pubblicitarie per la connettività da rete fissa in fibra ottica. Wind Tre, evidenzia l’Antitrust, non ha fornito informazioni sufficienti sulle caratteristiche di questi servizi: dalle aree di copertura della fibra, alle differenze in termini economici e di velocità delle varie offerte. Una condotta, definita “omissiva e ingannevole”, perché “il consumatore, a fronte dell’uso del termine onnicomprensivo ‘fibra’, non è stato messo nelle condizioni di individuare gli elementi che distinguono, in concreto, le diverse tipologie di offerta”.

Collecchio, il centro sportivo assegnato al Parma Calcio 1913

La società dovrà saldare 2,8 milioni al curatore fallimentare entro l'8 giugno. Il club: "Altro tassello della ricostruzione dopo le macerie del fallimento"

Il curatore del fallimento Eventi Sportivi spa, Vincenzo Piazza, comunica che si è concluso con l’aggiudicazione provvisoria in favore della società Parma Calcio 1913 il quinto tentativo di vendita del complesso immobiliare di Collecchio.

Parma Calcio 1913, attuale utilizzatrice del centro sportivo, avrà ora tempo fino all’8 giugno 2018 per saldare il prezzo di aggiudicazione di 2.8 milioni di euro, condizione indispensabile per l’effettivo trasferimento del bene che avverrà per decreto del giudice delegato.

Qualora, nelle more del trasferimento del centro sportivo, pervenissero nuove offerte irrevocabili superiori di almeno il 10% al prezzo di aggiudicazione provvisoria, il curatore potrà sospendere la vendita, procedendo ad un ulteriore tentativo di vendita competitiva.

A differenza del recente passato, il centro - precisa il club in una nota - "non verrà acquisito da una società terza, ma direttamente da Parma Calcio 1913, di cui costituirà uno dei principali asset patrimoniali. L’acquisizione - resa possibile dalla volontà e dall’impegno congiunto dell’azionista di maggioranza e dei soci di Nuovo Inizio - verrà formalizzata nelle prossime settimane e rappresenterà l’ultimo tassello di un processo che, dalle macerie del fallimento Parma Fc, ha visto la rinascita in tempi rapidi della squadra di calcio della nostra città, dentro e fuori dai campi di gioco".

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