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La vita sta cambiando pelle

Archive - Apr 17, 2018

Macron mette in guardia l'Europa: "Fermare egoismi, rischio guerra civile europea". Merkel non è d'accordo sulle proposte Francesi

Il presidente francese all'Europarlamento per rilanciare la Ue. Ottanta iniziative in vari ambiti, dalla zona Euro al programma Erasmus, fino alla tassazione dei giganti digitali

BRUXELLES - "Non possiamo far finta di essere in un tempo normale, c'è un dubbio che attraversa molti dei nostri Paesi europei sull'Europa, una sorta di guerra civile europea sta emergendo: stanno venendo a galla i nostri egosimi nazionali e il fascino illiberale". Così il presidente francese Emmanuel Macron si è rivolto oggi ai deputati europei riuniti a Strasburgo con l'obiettivo di mobilitarli attorno alla sua ambizione di "rifondare l'Europa". E' la prima volta di Macron a Strasburgo. "Di fronte all'autoritarismo che ci circonda la risposta non è la democrazia autoritaria ma l'autorità della democrazia", ha detto.

LA MUSICA DEL SETTECENTO A NUOVE ATMOSFERE: TON KOOPMAN RITORNA PER DIRIGERE BACH, HAENDEL, HAYDN E MOZART

Ton Koopman

LA MUSICA DEL SETTECENTO A NUOVE ATMOSFERE: TON KOOPMAN RITORNA PER DIRIGERE BACH, HAENDEL, HAYDN E MOZART
Doppio appuntamento venerdì 20 e sabato 21 al Paganini (ore 20.30)

Programma

GEORG FRIEDRICH HAENDEL - Concerto in fa maggiore a due cori HWV334 – durata 13 minuti

FRANZ JOSEPH HAYDN - Concerto in sol maggiore per due organi  Hob.XVIII:G2 – durata 20 minuti

JOHANN SEBASTIAN BACH - Concerto in do minore per due clavicembali BWV 1062 – durata 15 minuti

WOLFGANG AMADEUS MOZART - Sinfonia n. 20 in re maggiore K. 133 – durata 23 minuti

IMPARIAMO IL CONCERTO: APPUNTAMENTO CON GIULIANO SCALISI Alle 18 di giovedì 19 aprile 2018 nella sala prove dell’Auditorium Paganini

IMPARIAMO IL CONCERTO: APPUNTAMENTO CON GIULIANO SCALISI
Alle 18 di giovedì 19 un viaggio nei segreti e negli aneddoti delle musiche di
Bach, Haendel, Haydn e Mozart che saranno eseguite da Ton Koopman insieme alla Filarmonica Toscanini 

I quattro compositori oggetto della prossima conferenza di Impariamo il concerto rappresentano in poche parole la storia della musica del Settecento, dal barocco agli albori del classico. I nomi di Johann Sebastian Bach, Georg Friedrich Haendel, Franz Joseph Haydn e Wolfgang A. Mozart equivalgono ad altrettante pietre miliari del primo repertorio orchestrale. La Filarmonica Arturo Toscanini affronterà quattro brani, uno per ciascun compositore, che appartengono tuttavia alla parte meno nota della loro immensa produzione. Il compito di presentare al pubblico questi gioielli di non comune esecuzione toccherà questa volta a Giuliano Scalisi, che, oltre ad essere Orchestra manager della Filarmonica, vanta approfonditi studi musicologici: dottore in Musicologia, consegue cum laude la laurea specialistica con una tesi in Filologia musicale. Ha collaborato in giovane età con l'Associazione “Amici della Musica” di Alcamo e con il Teatro Massimo di Palermo  per il progetto “La scuola va al Massimo”, occupandosi della redazione di schede didattiche e della presentazione nelle scuole di opere e concerti. Ha tenuto seminari per il corso di Drammaturgia musicale preso l’Università degli Studi di Palermo e ha pubblicato saggi e noterelle per la rivista scientifica “Drammaturgia Musicale”. Dopo l’esperienza al Wexford Opera Festival è dal 2011 a Parma.

Commento al Vangelo di Padre Enzo Bianchi: Credere alla parola del Signore

15 aprile 2018
III domenica di Pasqua
di ENZO BIANCHI

Lc  24,35-48

35In quel tempo i due discepoli tornati da Emmaus narravano ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto Gesù nello spezzare il pane.36Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». 37Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. 38Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? 39Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». 40Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. 41Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». 42Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; 43egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
44Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». 45Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture ascolta mp346e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, 47e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. 48Di questo voi siete testimoni.


Il vangelo di questa domenica racconta un altro evento, dopo la visita all’alba delle donne alla tomba vuota (cf. Lc 24,1-11), la corsa di Pietro al sepolcro (cf. Lc 24,12), la manifestazione del Risorto “come un forestiero” (Lc 24,18) ai due discepoli in cammino verso Emmaus (cf. Lc 24,13-35). 

Riflessioni sul Vangelo di Don Umberto Cocconi: «Pace a voi!»

Gesù a Emmaus: Pace a voi

Don Umberto Cocconi

I discepoli di Emmaus riferirono agli apostoli ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto il Risorto nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Allora aprì loro la mente all'intelligenza delle Scritture e disse: «Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme» (Vangelo di Luca).

Ci sono gesti che hanno il potere di comunicare ciò che noi siamo in profondità. I discepoli di Emmaus raccontano come hanno riconosciuto il Signore Gesù: lo hanno riconosciuto mentre a tavola spezza il pane e lo dona. Del resto, tra le azioni del Cristo, tra le più emblematiche e forse quella che più di altre ne rivela l’identità c’è proprio quella dello spezzare il pane e donarlo. È il segno di un’intera vita offerta per amore, ed è esattamente in quel momento che gli occhi dei discepoli di Emmaus si aprono e lo riconoscono, così subito quel che veniva da loro considerato il viandante, il forestiero, scompare dalla loro vista, rivelando la sua vera identità.

Trattato di Amsterdam che modifica il Trattato sull’Unione Europea, i Trattati che istituiscono le Comunità europee e alcuni atti connessi

Trattato di Amsterdam che modifica il Trattato sull’Unione Europea, i Trattati che istituiscono le Comunità europee e alcuni atti connessi  Trattato firmato il 2 ottobre 1997 dagli allora 15 Stati membri dell’Unione Europea (Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia) ed entrato in vigore il 1° maggio 1999. Perfeziona il disegno istituzionale delineato con il Trattato di Maastricht (➔), contenente una disposizione che invitava gli Stati membri a convocare una Conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione. Nel dicembre 1995, le istituzioni comunitarie avevano presentato le proprie riflessioni al Consiglio europeo di Madrid, che recepiva la volontà di «andare oltre Maastricht». La CIG, incaricata di negoziare il nuovo T., diede inizio ai lavori nel corso del Consiglio europeo di Torino del 29 marzo 1996, per concluderli in occasione del Consiglio europeo informale di Noordwijk del 23 maggio 1997.

Il T. di A. procede alla semplificazione dei trattati precedenti attraverso l’abrogazione delle disposizioni diventate obsolete e la rinumerazione degli articoli. Codifica, inoltre, i valori fondanti dell’Unione, che sono i principi di libertà, democrazia e rispetto dei diritti della persona e delle libertà fondamentali, oltre che dello Stato di diritto (art. 6, par. 1). Dispone, altresì, che la loro violazione da parte di uno Stato membro possa portare alla sospensione dei diritti di voto, finanche di quello in seno al Consiglio.

Crescita, Italia penultima nel mondo dal 2000 peggio di noi solo Haiti

ROMA - Penultimi davanti solo ad Haiti. Praticamente ultimi perché il paese caraibico è stato devastato dal terremoto e il crollo del suo Pil non fa testo. Negli ultimi dieci anni, dunque, siamo cresciuti meno di tutti. Nel mondo. Ci siamo piazzati al 179° posto su 180 paesi. I dati del Fondo monetario internazionale elaborati dal quotidiano spagnolo El Pais illustrano il nostro "decennio perduto", il declino che c' è stato e che continua. Dieci anni che hanno cambiato il mondo e che ci hanno lasciato in fondo alla classifica prigionieri dei nostri ritardi strutturali.

Siamo stati i cinesi del mondo negli anni del miracolo economico, siamo diventati un paese-lumaca, praticamente fermo negli anni della globalizzazione. Nella prima decade del nuovo Millennio la ricchezza italiana è aumentata solo del 2,43 per cento. La grande recessione ci ha congelato e impoveriti: il Pil pro capite è indietreggiato ai livelli del 1998. Non per tutti è stato così. In fondo alla classifica ci siamo ritrovati con gli altri grandi malati in stagnazione permanente: il Portogallo (+6,47 per cento) e il Giappone (+ 7,30 per cento).