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Archive - Maggio 4, 2018

Alcol da asporto vietato a Torino dal tramonto all’alba. Limiti anche per le consegne

Dopo piazza Vittorio, San Salvario e Vanchiglia, stop esteso a tutta la città

MIRIAM MASSONE PIER FRANCESCO CARACCIOLO

TORINO - Le idee - e le regole - ci sono. Per l’applicazione si entra nel campo della casualità, nel senso che si valuterà «caso per caso», «di volta in volta», «da zona a zona» dove e come vietare il consumo di alcol da asporto, dalle 21 alle 6 del mattino. L’obiettivo è un’estate più «sobria», l’happy end - tra residenti e popolo della movida - al posto dell’happy hour. Questo almeno è ciò che la Giunta chiede al Consiglio: ieri gli assessori, su proposta di Alberto Sacco (commercio) e Roberto Finardi (sicurezza) hanno approvato la modifica al Regolamento della polizia municipale che introduce i nuovi limiti. La «disciplina della notte» non sarà più affidata a un'ordinanza quindi (temporanea, per situazioni di emergenza), come quella dell’anno scorso che vietava gli alcolici da asporto dalle 20 alle 6 a San Salvario, piazza Vittorio e Vanchiglia. «Quell’ordinanza comunque ha avuto successo, seppur parziale - dice Marco Giusta, assessore alle Politiche giovanili - lo confermano i residenti e i dati dell’Arpa». L’evoluzione è questo nuovo articolo, il 44 Ter, che imbriglia i divieti in un Regolamento più rigido, evitando le tante (troppe) interpretazioni che l’estate scorsa hanno innescato tensioni, proteste e pure ricorsi al Tar. 

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Le regole e gli orari  

Sei ragli sul Flauto magico del duo Luca Bianchini e Anna Trombetta

Sei ragli sul Flauto magico

Anticipazioni su un libro inedito dei signori Bianchini e Trombetta 

di Carlo Vitali 

Prima puntata 

Il premiato duo di fantasisti Luca Bianchini-Anna Trombetta (d'ora in poi: B&T, oppure i Sondrioti) sta pubblicizzando da qualche settimana l'imminente sortita di un nuovo tomo autoprodotto dal titolo Il flauto magico. Nell'attesa tutt'altro che spasmodica di nuove rivelazioni sulle pretese frodi messe in atto dal Salisburghese onde assicurarsi una fasulla immortalità all'ombra della svastica, abbiamo pensato di enucleare e commentare alcune scempiaggini già contenute nello scarno capitolo 26, intitolato anch'esso "Il Flauto magico", del loro Mozart: La caduta degli dei, vol. II, YouCanPrint Self-Publishing, pp. 338-347 (d'ora in poi: Rotolone II).

Analisi secondo la Psicologia del Profondo del Canto Terzo (Prima Parte) dell'Inferno della Divina Commedia

Dante e Virgilio

Marco Vettori
marco.vettori.512@psypec.it
sito web
A COLLOQUIO  CON L’INCONSCIO

Analisi del Canto Terzo dell’Inferno della Divina Commedia secondo la Psicologia del Profondo.

Parte Prima

Nel secondo canto, valutata l’importanza di una scelta cosciente, il Sommo Poeta invita ciascuno di noi a domandarsi quali modelli  dovranno essere esperiti nell’affrontare il viaggio nel regno delle ombre e  qual è il significato religioso  e psicologico delle parole scritte sulla porta dell’Inferno:” Attraverso di me  si giunge là dove il dolore è senza fine, attraverso di me si entra tra la gente dannata.  La volontà di giustizia mosse il mio divino Fattore, mi creò la potenza di Dio Padre, la somma sapienza del Figlio e il primo Amore dello Spirito Santo. Prima di me non ci fu altro se non cose create per essere eterne e io eternamente duro”. L’Eterno, con i suoi attributi biblici, il figlio unigenito Cristo, la cui sapienza apre le porte della conoscenza e l’Amore dello Spirito Santo hanno edificato la porta. In principio la porta era chiusa senza che nessuno avesse la possibilità di uscire. Successivamente è comparso il Cristo ad annunciare la “Buona Novella” affinché coloro che volevano essere suoi seguaci, per camminare sulla strada della conoscenza, potessero essere salvati. Prima erano le tenebre e il disordine.

William Graziosi. Ha un curriculum lungo una quaresima, ma nessuno lo conosceva e nessuno, forse in molti, lo volevano

William Graziosi

Pietro Acquafredda
Nato a Luzern (Svizzera) da genitori italiani nel 1962, ha compiuto studi musicali ed economico-aziendali. Dal 1995 al 1998 ha seguito, in qualità di Segretario Artistico, il progetto “Spontini Classic” a Maiolati Spontini. In questa veste ha curato l’organizzazione di tre Concorsi Internazionali di Canto (giurati Zedda, Tangucci, Sagi, Meyer, Arcà), di tre Accademie di canto (seguite dai Maestri Alberto Zedda ed Ernesto Palacio), e delle successive accademie di preparazione e allestimento di opere di Gaspare Spontini.

Nel 1999 diventa Presidente del Centro Studi Spontini, istituito presso il Comune di Maiolati Spontini. Nell’ambito di Spontini Classic e delle attività del Centro Studi Spontini, ha curato l’allestimento di due opere spontiniane, nel 1997 de Li puntigli delle donne in prima rappresentazione in epoca moderna al Teatro Spontini di Maiolati S. con la direzione di Alberto Zedda e la regia di Simona Marchini, e nel 1999 de L’Eroismo ridicolo presso il Teatro dell’Aquila di Fermo con la revisione critica di Roberto De Simone.

SEMPRE A FARCI CONOSCERE: SPUTTANAMENTO INTERNAZIONALE PER IL REGIO DI TORINO

Complimentoni, Chiarabella. E bravo Chiampa che le hai tenuto bordone. Grazie a voi Torino e il Regio hanno riconquistato una volta di più la ribalta internazionale. La defenestrazione di Vergnano e la scelta di un successore gradito al nuovo potere è stata un'operazione lungimirante e benefica per il teatro, gestita con felpata e callida diplomazia. Un capolavoro, insomma. Che sta suscitando l'ammirazione generale in Italia e all'estero.
Ieri pomeriggio Gianandrea Noseda s'è chiamato definitivamente fuori dal merdone del Regioannunciando coram populo che non aspetterà di farsi mettere alla porta dal primo Graziosi che arriva. 
In effetti, con le dimissioni di Vergnano sarebbero comunque decaduti sia il direttore musicale Noseda, indipendentemente dalle sue dichiarazioni della prima ora, sia il direttore artistico Gaston Fournier Facio: a meno che il nuovo illuminato sovrintendente non decidesse di confermarli. Con stabellaceppa, che li confermava.

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