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Archive - Maggio 8, 2018

ALPESH CHAUHAN E LA FILARMONICA TOSCANINI AL PAGANINI STEPHEN HOUGH INTERPRETA IL PRIMO CONCERTO DI BRAHMS venerdì 11 e sabato 12 maggio 2018 alle ore 20.30

Alpesh Chauhan Hough Stephen

ALPESH CHAUHAN E LA FILARMONICA TOSCANINI  AL PAGANINI

STEPHEN HOUGH INTERPRETA IL PRIMO CONCERTO DI BRAHMS

Doppio appuntamento venerdì 11 e sabato 12 maggio (ore 20.30) 

OPEN DAY 2018 Il Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” apre le porte ai visitatori Sabato 19 maggio

Chiostro Conservatorio Arrigo Boito di Parma

OPEN DAY 2018 Il Conservatorio di Musica “Arrigo Boito”apre le porte ai visitatori

Sabato 19 maggio 2018 incontri con i docenti, visita alle aule, concerti.

Ingresso libero 

Sabato 19 maggio 2018 il Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma apre le porte ai visitatori: la settima edizione dell’Open Day offre l’occasione per conoscere l’ampia offerta formativa che spazia dai corsi preparatori, rivolti a chi muove i primi passi in musica, ai corsi accademici, sino ai master post-diploma, in grado di rispondere alle esigenze di specializzazione dei musicisti professionisti. L’offerta si articola sia in ambito colto (dalla musica antica a quella contemporanea), sia jazz e pop. Tutti gli interessati potranno ricevere informazioni sui corsi, i metodi d’insegnamento, incontrare i docenti, il personale tecnico-amministrativo e gli studenti dell’Istituto di Alta Formazione Artistica e Musicale di Parma. Nell’occasione si terranno anche un’anteprima musicale e un concerto aperti liberamente al pubblico. 

Alessandro Guardamagna: per potenziare l’aeroporto di Parma

A leggere bene tutto quel che si scrive sul futuro dell’aeroporto Giuseppe Verdi sembra di avere tra le mani un referto medico su un caso di psicosi perché del soggetto – uno scalo aereo in questo caso – viene detto tutto ed il suo contrario. Da aeroporto in crescita da cinquantamila passeggeri all’anno, sino ad arrivare a quasi trecentomila, con incrementi addirittura del 100% su base annua per due anni, e questo dal 2005 sino al periodo 2008/2010 – erano gli anni di Vignali, Parma dovrebbe ricordarselo, quando cresceva tutto, reddito, produttività, e pare anche i debiti, e vuoi vedere che non cresce l’aeroporto, anche se allora il bilancio era già in rosso?! – a scalo internazionale attualmente con ben due destinazioni (Chişinău in Moldavia, e Cagliari); questo è lo stato dell’arte. A partire dal 2016 ha segnato un minimo storico di passeggeri con 19.300 per mete quasi tutte marginali e la Sogeap, la società che lo gestisce e che non navigava in acque tranquille da tempo, arriva a chiudere con un passivo di quasi tre milioni e cinquecentomila euro. La situazione andava così bene che da più parti si ventilava di chiudere lo scalo, visto che tenerlo in vita moribondo sembrava accanimento terapeutico. Dopo mesi di morti e miracoli annunciati alla fine, grazie ad interventi e cordate varie, si sono trovati i fondi per continuare a tenergli attaccato il tubo dell’ossigeno, così Parma può dire di avere ancora un aeroporto – anche se perde il confronto con quello di Legoland che ha un traffico di visitatori maggiore – e qualcuno presiede ancora allo scalo che sorge sui prati di Baganzola.

Teatro Regio di Torino, revisori dei conti insieme ai contabili della Ernest&Young: non c’è alcuna anomalia nei conti di bilancio

SARAH MARTINENGHI

Cinque ore e mezzo per discutere del buco di bilancio del Regio. Un pomeriggio faticoso per i revisori dei conti che ieri si sono riuniti in piazza Castello per tirare le fila e analizzare tutti i numeri dell’ultimo anno di gestione del principale teatro torinese, insieme ai contabili della società Ernest&Young. Il disavanzo c’è, come già ampiamente preannunciato, si attesta ancora sul milione e ottocento mila euro. L’analisi dei conti, agli occhi degli esperti, non sembra rivelare alcuna anomalia che possa spiegare il misterioso atteggiamento dell’ex sovraintendente Walter Vergnano e che cosa abbia scoperto di così importante da spingerlo addirittura alle dimissioni anticipate. I contabili non hanno cioè trovato una ragione diversa da quello che sembra essere stato il trend degli ultimi anni al Regio: a causare il disavanzo sono semplicemente «minori contributi o sponsorizzazioni che sono arrivati sia dal fronte pubblico che da quello privato». Già a dicembre le Fondazioni bancarie e Iren avevano messo mano al portafogli per ripianare un buco di un milione e mezzo di euro.

Il nuovo passivo del Regio potrebbe essere dunque ancora una volta ripianato da qui a giugno, quando il bilancio dovrà essere chiuso e approvato.

Le fondazioni bancarie, Crt e Compagnia di San Paolo, sarebbero pronte a intervenire, ancora una volta, per il salvataggio dell’ente, per evitare che possa subire un declassamento da “Fondazione Lirico sinfonica” a semplice “teatro lirico”, perdendo così parte del contributo del Fondo Unico per lo Spettacolo. Un pericolo che rimarrà in astratto, come una spada di Damocle, fino a quando le fondazioni bancarie non stabiliranno tempi e modi del loro apporto economico.

Teatro Regio di Torino, Graziosi sovrintendente. Riunione tesa: lasciano in due

di Ilaria Dotta

Torino, dopo la riunione del Consiglio di indirizzo due membri si dimettono: Corporandi d’Auvare Musy e Sabadin. E Filippo Fonsatti (quota Regione) non ha votato

TORINO - È passata a maggioranza la nomina di William Graziosi come nuovo sovrintendente del Teatro Regio, che ora dovrà essere ratificata dal ministero. Il nome proposto dalla sindaca e presidente della Fondazione Chiara Appendino ha trovato il consenso del Consiglio di indirizzo al termine di una lunga riunione durante la quale non sono mancati momenti di tensione e che si è chiusa con le dimissioni di due membri, Angelica Corporandi d’Auvare Musy e Vittorio Sabadin. Invece Filippo Fonsatti, consigliere in quota Regione, non ha votato. 24 aprile 2018

Fonte Link: torino.corriere.it

Teatro Regio di Torino, le 5 verità sulle dimissioni di Vergnano

di Gabriele Ferraris

La sindaca Appendino ha detto in Consiglio comunale «la verità» sull’addio dell’ex sovrintendente. In realtà in un mese di «verità» ce ne ha regalate almeno altre 4

TORINO - Ieri, giovedì, Chiara Appendino ha narrato in Consiglio comunale la verità e nient’altro che la verità, sulla tormentosa e tormentata guerra di successione del Regio, e sulle misteriosissime dimissioni di Walter Vergnano.

In merito alle dimissioni, Appendino — ventriloquizzante tramite Leon — ha sottoposto al nobile consesso una definitiva “verità” che per praticità mi permetto di definire «la verità del 3 maggio». Con questa, infatti, sono cinque le «verità» sulle dimissioni di Vergnano che lorsignori ci hanno sbolognato in meno di un mese e mezzo: ciascuna in contraddizione con le altre. E prima di archiviare la deplorevole vicenda e lanciarci verso nuovi e più esaltanti destini, vorrei riesaminarle, queste cinque «verità». Giusto perché lorsignori non ci credano ancor più fessi di quello che siamo. Partiamo dalla «verità del 3 maggio» scodellata ieri da madamin Appendino.

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