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La vita sta cambiando pelle

Archive - Giu 2, 2018

Sabbia numero 3 Intitolata "Margherita"

Sabbia numero 3 "Margherita"

Marco Vettori
marco.vettori.512@psypec.it
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UN CASO DI ANORESSIA RISOLTO CON LA SAND PLAY THERAPY 

Sabbia n.3 intitolata “Margherita”. 

Dopo aver pensato un poco dice che farà una cosa che aveva in mente da qualche tempo. Inizia bagnando la sabbia al centro: Lavora in silenzio per circa dieci minuti: Mi fa sapere che la forma che le è venuta in mente da presentare nella sabbiera è ”la margherita”. Qualcosa di semplice e circolare.  Questa immagine le ricorda: il sole, l’estate e la semplicità. Questo fiore ha otto petali: La margherita è semplice e solare: Dato che, attualmente, a scuola è stressantissima questa immagine le dà sensazione di serenità e tranquillità.

Sabbia che “si sviluppa” in orizzontale rispetto alla prima eseguita in gran parte in verticale. Nel momento attuale è forse, importante, per Eli aprirsi verso l’esterno per dare ampio spazio alla semplicità. Margherita, in greco, significa ‘perla’ e la “margarita” è simbolo del femminile.  Nella presente realtà la paziente, sta, forse, collegandosi ad un femminile più consono a lei stessa e più equilibrato?

Tenendo presente il simbolismo dell’otto, riferito al numero dei petali, si può ipotizzare una prima ‘forma’ di conciliazione degli opposti [materia e spirito] e di ‘trasformazione’.

Sabbia N 2 Intitolata "Gatto"

Sabbia numero 2 "Gatto"

Marco Vettori
marco.vettori.512@psypec.it
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A COLLOQUIO CON L’INCONSCIO

UN CASO DI ANORESSIA RISOLTO CON LA SAND PLAY THERAPY

 Sabbia n.2 intitolata “Gatto”.

 Inizia il suo lavoro bagnando la sabbia al centro della sabbiera. Con le dita disegna un tondo. Mi dice che sta cercando di fare un gatto, ma non si capisce molto. Lavora con molto impegno per far risaltare i baffi. Mentre sta lavorando mi fa sapere che a lei piace che i gatti si nascondano: sono misteriosi. Ieri ha visto un gatto stilizzato alla televisione che le è piaciuto molto. Lei ama i gatti perché sono un po’ ruffiani e un po’ coccoloni. Il gatto è anche un animale autonomo. Domenica scorsa è andata a cena con una ragazza alle quale piacciono i gatti. Questa sua coetanea è carina semplice e cordiale. Il gatto però non è il suo animale preferito perché è normale. Il gatto non è bellissimo, non è elegante e nobile come il cavallo. Il gatto è un animale popolare.

Analisi del Canto Terzo (seconda Parte) dell’Inferno della Divina Commedia secondo la Psicologia del profondo

Ignavi Canto Terzo Divina Commedia

Marco Vettori
marco.vettori.512@psypec.it
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A COLLOQUIO CON L’INCONSCIO

Analisi del Canto Terzo dell’Inferno della Divina Commedia secondo la Psicologia del profondo.

Parte Seconda

Quivi sospiri, pianti e alti guai 
risonavan per l’aere sanza stelle, 
per ch’io al cominciar ne lagrimai.                              

Diverse lingue, orribili favelle, 
parole di dolore, accenti d’ira, 
voci alte e fioche, e suon di man con elle                    

facevano un tumulto, il qual s’aggira 
sempre in quell’aura sanza tempo tinta, 
come la rena quando turbo spira.  

Incontro con Massimo Folador alla biblioteca di San Giovanni Evangelista a Parma Mercoledì 6 giugno 2018 alle ore 17

L’Associazione ALUMNI e AMICI dell’Università di Parma

è lieta di promuovere l’incontro con

 Massimo Folador che presenterà il suo libro: 

STORIE DI ORDINARIA ECONOMIA.

L’organizzazione (quasi) perfetta nel racconto dei protagonisti 

Interverrà Padre Agostino: il lavoro nella spiritualità benedettina 

Biblioteca Monumentale del Monastero Benedettino S. Giovanni Evangelista

Piazzale San Giovanni,1 , Parma 

Mercoledì 6 giugno 2018 alle ore 17 

LOCANDINA PDF

Massimo Folador, segue da tempo e con passione i processi di cambiamento culturale e organizzativo in alcune tra le più importanti realtà imprenditoriali italiane, sia del mondo profit sia di quello no profit. Con la sua ultima pubblicazione ci propone un progetto di approfondimento e sensibilizzazione relativamente ai temi legati all’etica del lavoro. 

Massimo Folador, docente di Business Ethics della LIUC Business School, prodiga le sue energie e il suo entusiasmo per promuovere una cultura e una strategia di business in cui la centralità dell’individuo e la relazione tra le persone sono imprescindibili. 

È autore di numerose pubblicazioni, tra le quali segnaliamo:

Babbo Natale arriverà alla Scala con una slitta carica di... Muti ( Riccardo)?

Pietro Acquafreedda

L'altro ieri è stato annunciato il programma della prossima stagione del Teatro alla Scala. E da quel che si legge, sommariamente (perchè il dettaglio, oltre che sul Corrierone anche sugli altri giornali, si potrà leggere solo a ridosso  dell'inizio della stagione, a pagamento, nelle cosiddette, Pagine 'Eventi') si elogia il teatro milanese per una  stagione ricca di titoli ed anche di nuovi allestimenti. Insomma una stagione come si conviene al Teatro d'Opera più famoso al mondo.

 Sono finalmente tornati, dopo la quarantena decretata da Lissner e Barenboim, Verdi e Puccini, mentre Wagner per ora è in castigo, fuori del cartellone. C'è anche Strauss, che vedrà a Milano, nel suo teatro, il debutto attoriale di Pereira.  E l'Attila verdiano, inaugurale, verrà anche quest'anno trasmesso in diretta tv, e si spera che abbia lo stesso successo di pubblico dell'anno passato, quando ha superato i due milioni di telespettatori - non dodici milioni, come ha scritto, con errore volontario, il giornalista del Corriere troppo benevolo con il teatro milanese, al punto da fargli superare,  nello share, sia Sanremo che le grandi partite di calcio internazionali.

Babbo Natale con la sua slitta, quando si fermerà a Milano, a ridosso di Sant'Ambrogio,  potrebbe recare in dono un graditissimo pacco. Non è stato detto espressamente, ma lo si è lasciato intendere.  Occorre ora vedere se Babbo Natale non cambia idea. E cioè un pacco pieno di Riccardo Muti  che potrebbe dirigere, ma non con la sua 'Cherubini', il Concerto cosiddetto di Natale - uno dei tanti che la tv regala durante le feste - che Rai 1 trasmette, registrato, alla vigilia di Natale ( da non confondere con il concerto che il giorno di Natale viene trasmesso da  Assisi, e che fa sempre buoni ascolti).

Quello di Viktor Orbán (primo ministro ungherese) è veramente un miracolo economico?

Lo dicono i sostenitori del primo ministro ungherese, uno dei leader politici più odiati nella UE, ma non tutti sono d'accordo

Per l’Unione Europea il primo ministro ungherese Viktor Orbán è spesso fonte di imbarazzo. Da quando è entrato in carica, nel 2010, Orbán ha introdotto riforme restrittive della libertà di stampa, costruito muri per impedire il passaggio di migranti e promosso posizioni intransigenti contro i musulmani.

I suoi estimatori, sia in Ungheria che nelle istituzioni europee, sostengono invece che Orbán abbia avuto il grande merito di aver fatto uscire l’Ungheria dalla crisi economica in maniera più convincente di quanto sia successo in altri paesi. I principali indicatori economici sembrano dargli ragione: il debito pubblico ungherese è sceso a livelli pre-crisi e la disoccupazione è passata dall’11 al 3,8 per cento. Alcuni dati e pareri raccolti dal New York Times, però, mettono in dubbio che la ripresa sia così solida come Orbán e i suoi sostenitori vogliano far credere in vista delle elezioni politiche che si terranno l’8 aprile.

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