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Archive - Giu 24, 2018

Un pastore istruito dal gregge di Luigi Bettazzi (ultimo vescovo del Concilio Vaticano II)

Un pastore istruito dal gregge
di Luigi Bettazzi
Il Concilio Vaticano II ha portato una ventata di aria nuova nella Chiesa, così come aveva auspicato
Papa Giovanni XXIII nell’indirlo. Anche per quanto riguarda i preti, o i presbiteri. Li nomino così e
non sacerdoti, dal momento che il Vaticano II ha richiamato (nella Costituzione sulla Chiesa
«Lumen gentium ») che tutti i battezzati sono uniti a Cristo – sommo Profeta, eterno Sacerdote e
grande Re o Pastore – e son quindi sacerdoti, santificatori del mondo. La priorità (segnalata dalla
citata «Lumen gentium») del popolo di Dio sulla gerarchia, che ne è al servizio (in latino
«ministerium»), suggerisce questa novità, che qualcuno – come la cosiddetta «officina bolognese»
di don Dossetti e del prof. Alberigo – ha voluto indicare come «rivoluzione copernicana», nel senso
che, come Copernico aveva rovesciato la dottrina tolemaica (non più il sole che gira intorno alla
terra, ma questa intorno a quello), così il Concilio ha rovesciato la prospettiva di un laicato
subordinato alla gerarchia, indicando invece che questa è al servizio dell’intero «popolo di Dio», di
cui del resto la gerarchia stessa fa parte. L’altra «rivoluzione copernicana» sarebbe quella che non
privilegia la Chiesa sul resto del mondo, ma la mette «sacramento» (come dice sempre la «Lumen
gentium») cioè segno e strumento di salvezza per l’intera umanità.
continuità o rivoluzioni?
Questa espressione («rivoluzione copernicana ») è stata ovviamente contestata; e Papa Benedetto
XVI, nel suo primo discorso alla Curia vaticana (dicembre 2005), ha ribadito che non vi sono state
rotture, ma continuità.

Riflessioni sul Vangelo di don Umberto Cocconi: Che sarà mai questo bambino?

Nascita Giovanni Battista

Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei. Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All'istante si aprirono la sua bocca e la sua lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui. Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele (Vangelo di Luca).

24 giugno, Natività di San Giovanni Battista: Profeta e martire

Natività di San Giovanni Battista

Natività di San Giovanni Battista
Profeta e martire
24 giugno
Il culto e l'alto onore tributato dalla Chiesa al grande Battista col celebrarne la natività è certo un segno della grandezza di questo uomo santificato prima ancora della sua nascita. 
Zaccaria, suo padre, era della classe di Abia, e come sacerdote attendeva agli uffici del tempio. Elisabetta, sua consorte, era sterile e avanzata negli anni: ambedue però camminavano irreprensibili nella legge del Signore. 
Or avvenne che mentre il bianco vegliardo Zaccaria, entrato nel tempio, vi offriva l'incenso, gli apparve l'Angelo del Signore. Egli si turbò alla vista del celeste messaggero, ma questi con voce dolce e soave: « Non temere, gli disse, o Zaccaria, perché le tue preghiere sono state esaudite e la tua moglie Elisabetta darà alla luce un figliuolo a cui porrai nome Giovanni. Egli sarà per te di allegrezza e di giubilo, e molti per la sua nascita si rallegreranno poichè sarà grande al cospetto dell'Altissimo... sarà ripieno dello Spirito Santo e precederà dinanzi al Signore con lo spirito e la potenza di Elia ». « Ma come avverrà questo, rispose tremante Zaccaria, se io e la mia moglie siamo vecchi? ». A cui l'inviato misterioso: « Io sono Gabriele chè sto al cospetto di Dio, e sono stato inviato ad annunciarti questa bella notizia, ma giacché hai esitato, rimarrai muto fino a tanto non sia compiuto quello che ti ho detto ». 
Così dicendo l'Angelo scomparve. 

Quando furono compiti i giorni del suo ministero se ne tornò a casa. Allora si compì la parola del Signore; 

Commento al Vangelo di Padre Enzo Bianchi: Giovanni, il Signore fa grazia

s. Angelo in Formis, Affreschi del XII secolo, Capua (CE)

24 giugno 2018
Natività di san Giovanni il Battista
Lc 1,57-66.80

di ENZO BIANCHI 

In quel tempo 57Per Elisabetta intanto si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. 58I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
59Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccaria. 60Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». 61Le dissero: «Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». 62Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. 63Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. 64All'istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. 65Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. 66Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.
80Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.