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La vita sta cambiando pelle

Archive - Lug 4, 2018

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Il genocidio animale dimenticato per una alimentazione irresponsabile senza pietà

 Macelleria Carcasse 

Il quotidiano genocidio animale per saziare l’avidità di cibo di derivazione animale, dimenticato dalla politica, dalla scuola, dalla sanità, financo dalle religioni nonostante il testo della Genesi e quanto dice Gesù

Una riflessione perché gli uomini e le donne si rendano consapevoli e coscienti del dolore inferto agli animali per la loro voracità di carni e prodotti di derivazione animale quotidianamente non occasionalmente; una alimentazione che produce tremende sofferenze agli animali e agli uomini. Si concepiscono vite contro natura in cui gli animali sono rinchiusi in allevamenti lager fin dalla nascita per l’industria alimentare. Una filiera e un sistema, sostenuti anche con ingenti risorse pubbliche, che distrugge l’ambiente e produce la fame nel mondo e danni alla salute degli stessi esseri umani. I cereali anziché agli uomini divengono mangimi per gli animali (anche per gli erbivori e si è arrivati alla mucca pazza) per fare solo più profitti. Gli animali sono esseri sensibili che provano affetti, dolore come tutti gli umani.
"Anche i buoi gemono sotto il peso del giogo
e si lamentano gli uccelli dentro alla gabbia"

Wikipedia:Comunicato 3 luglio 2018

Wikipedia

Cara lettrice, caro lettore,

Il 5 luglio 2018 il Parlamento europeo in seduta plenaria deciderà se accelerare l'approvazione della direttiva sul copyright. Tale direttiva, se promulgata, limiterà significativamente la libertà di Internet.

Anziché aggiornare le leggi sul diritto d'autore in Europa per promuovere la partecipazione di tutti alla società dell'informazione, essa minaccia la libertà online e crea ostacoli all'accesso alla Rete imponendo nuove barriere, filtri e restrizioni. Se la proposta fosse approvata, potrebbe essere impossibile condividere un articolo di giornale sui social network o trovarlo su un motore di ricerca. Wikipedia stessa rischierebbe di chiudere.

La proposta ha già incontrato la ferma disapprovazione di oltre 70 studiosi informatici, tra i quali il creatore del web Tim Berners-Lee (qui), 169 accademici (qui), 145 organizzazioni operanti nei campi dei diritti umani, libertà di stampa, ricerca scientifica e industria informatica (qui) e di Wikimedia Foundation (qui).

INPGI / CORTE DI CASSAZIONE: E’ ATTIVITA’ GIORNALISTICA ANCHE QUELLA SVOLTA NEI SITI WEB

Con una recente sentenza del 25 giugno la Corte di Cassazione ha ribadito, ancora una volta, la ricorrenza dell’obbligo di iscrizione all’INPGI per i giornalisti che operano presso siti web, dando rilievo alla natura giornalistica dell’attivita’ prestata indipendentemente dal mezzo d’informazione usato e a prescindere dall’esistenza di una specifica regolamentazione contrattuale.

In particolare, la Suprema Corte ha rigettato il ricorso di un’azienda che, opponendosi ai rilievi accertati dall’INPGI in sede ispettiva, aveva sostenuto che non si potesse qualificare come giornalistica l’attivita’ svolta nel settore dell’editoria elettronica in epoca antecedente all’entrata in vigore della L. 62/2001 e dell’allegato N del CCNLG, che ne hanno espressamente disciplinato gli aspetti giuridici e contrattuali.

A prescindere dallo specifico caso esaminato dalla Corte, la sentenza offre una completa disamina normativa e giurisprudenziale degli elementi che contraddistinguono l’attivita’ giornalistica, sviluppando un percorso argomentativo che – in totale adesione all’orientamento giuridico dominante in materia – si conclude con l’equiparazione dei giornali telematici a quelli tradizionali, con riferimento alla natura dell’attivita’ lavorativa svolta al loro interno.

Quindi, in assenza di una definizione legislativa di giornalismo o di informazione on-line, rimane valida, qualunque sia il mezzo di comunicazione usato, la definizione tradizionale di attivita’ giornalistica intesa come prestazione di lavoro intellettuale diretta alla raccolta commento ed elaborazione di notizie volte a formare oggetto di comunicazione attraverso gli organi d’informazione (carta stampata, TV, radio, siti internet).

USB: Biblioteche del Comune di Parma, il bando della vergogna

(Pubblichiamo qui le considerazioni del sindacato USB sul bando di esternalizzazione del servizio nelle biblioteche di Parma, considerazioni in cui ci rivediamo completamente)

Con il nuovo bando di gara che interessa la gestione delle Biblioteche del Comune di Parma (San Paolo, Civica, Pavese e Alice) ancora si procede nella direzione del sotto inquadramento dei  lavoratori e nella loro esternalizzazione.
Si continua ad utilizzare come contratto di riferimento il CCNL delle Cooperative Sociali e Socio-assistenziali, che evidentemente non c’entra nulla con la professione di bibliotecario.

Ma non solo: i livelli di inquadramento a cui si fa riferimento sono palesemente inferiori a quelli che dovrebbero avere i bibliotecari per le loro qualifiche, titoli di studio e le mansioni quotidianamente svolte.
Personale con la formazione e le caratteristiche richieste dal bando di gara non può essere inquadrato con il livello  C1 Cooperative Sociali, facendo riferimento al contratto  almeno dovrebbero essere inquadrati con il livello D1 e in base a quanto comunicato dalla Associazione Italiana Biblioteche con il livello D3, se non anche E.
Ma la questione è un’altra e più grave.

PADRE Enzo Bianchi: Donne Chiesa Mondo


I giovani sono i protagonisti

Martin Whatson, Dietro la tenda, 2015, Miami (USA)

Donne Chiesa Mondo 
di ENZO BIANCHI

Ci sono due aspetti fondamentali legati al prossimo sinodo dei vescovi dedicato ai giovani e al discernimento che paiono sottaciuti in molte analisi nostrane, forse a causa di un’eccessiva semplificazione dell’argomento.

Innanzitutto il fatto che si tratta di un sinodo della Chiesa cattolica, presente nei cinque continenti, e non di un’assise limitata alla sola Italia o all’Europa e ai paesi di antica cristianità. Questo significa che non si può trascurare il fatto che le Chiese in cui la presenza giovanile è più scarsa sono quelle anche di più antica tradizione e che le Chiese più giovani per epoca di fondazione sono anche quelle dove i giovani per età anagrafica sono più numerosi, in linea con l’età media della società circostante. Il che comporta, tra le altre cose, che la trasmissione della sapienza legata all’anzianità avviene con maggior difficoltà se non si favoriscono gli scambi e i contatti tra Chiese di paesi e regioni non omogenei: avremo da un lato Chiese esperte che parlano ad anziani e faticano a trovare linguaggi per le nuove generazioni e, d’altro lato, Chiese con radici ancora fragili cui mancano riferimenti e interlocutori che abbiano fatto tesoro di secoli di confronto con società via via sempre meno “cristiane”. E questa differenza di composizione anagrafica delle diverse Chiese si aggiunge a quelle legate alle caratteristiche etniche, culturali, economiche e sociali che contraddistinguono le società all’interno delle quali la Chiesa si pone come istanza significativa di una “differenza cristiana” radicata nel Vangelo.

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