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Archive - Lug 5, 2018

Data

Riforma Copyright Ue, Strasburgo contro l'avvio dei negoziati. Voto rinviato a settembre

Di Maio: "Evitato il bavaglio". Il Pd: "Falso, la direttiva colpisce chi non tutela il diritto d'autore"

STRASBURGO - Fake news e pressioni prevalgono e così il Parlamento europeo rimanda a settembre il testo sulla riforma del copyright pensato per costringere le grandi industrie digitali americane, a partire da Google e Facebook, a riconoscere un giusto compenso agli editori per l’utilizzo dei contenuti giornalistici grazie ai quali realizzano miliardi di profitti tra pubblicità e raccolta dati degli utenti. A Strasburgo l’aula si spacca, il testo sul diritto d’autore riceve 318 contrari contro 278 a favore. 31 gli astenuti.  Brinda il vicepremier Luigi Di Maio, che da Roma afferma: «Abbiamo bloccato il bavaglio alla Rete». Nulla di tutto questo, ma ha prevalso la propaganda dei grandi del Web che hanno convinto l’opinione pubblica sul fatto che la direttiva avrebbe imposto una tassa a carico degli utenti e avrebbe bloccato la possibilità di linkare i contenuti. Se si aggiungono le minacce di morte ai singoli deputati, la pressione attraverso centinaia di mail e telefonate di elettori contattati grazie ai big data dai lobbisti a stelle strisce e convinti a contattare i parlamentari per convincerli a non votare, allora il risultato del voto di Strasburgo è di facile comprensione. Si parla anche di figli dei deputati convinti a far cambiare l’orientamento di voto del genitore.

Fabrizio Pezzuto Parma Unita- Centristi sull'incremento dei rifiuti per l'inceneritore di Ugozzolo

Inceneritore di Ugozzolo (PR)

190 mila tonnellate di rifiuti nel cuore della nostra Food Valley, per altro nel momento in cui raggiungiamo l'80% di raccolta differenziata, ci pare quanto meno una presa in giro. "NO a Iren".

E' da tempo che il sottoscritto, e ben prima di me Roberto Ghiretti, denuncia il fatto che sull'inceneritore di Ugozzolo, Iren, fino ad oggi con il benestare silenzioso dell'Amministrazione comunale, stia portando avanti il progetto di far lavorare l'impianto a pieno regime e alla massima capacità di smaltimento.

Il tutto sempre in barba alle promesse di non accogliere rifiuti da fuori provincia, e cercando sempre di superare i limiti stabiliti a livello regionale, come accaduto già nel 2016 e nel 2017, quando il termovalorizzatore è arrivato a smaltire oltre 150mila tonnellate. Comportamento legittimo dall’azienda che deve massimizzare gli utili, ma che suscita diverse riflessioni. 

In questi anni in cui il tema inceneritore è letteralmente passato sopra la testa dei cittadini tradendo tutte le aspettative di chi nel 2012 era convinto di votare anche per fermare l'eco mostro, pochi di quelli che potevano incidere e fare opinione si sono interessati attivamente a quanto stava succedendo e solo oggi che il Comune di Parma sembra invocare uno stop a Iren assistiamo a un fiorire di prese di posizione. 

Bene, in ogni caso considero questo un fatto positivo. Ora però qualche domanda a Pizzarotti e alla sua amministrazione bisognerà pur farla visto che governa la città da ormai sei anni e ha una persona che su indicazione del Comune di Parma siede nel Consiglio di amministrazione della Multiutility. 

Lettera di Mario Calabresi a Vito Crimi sulla la libertà di stampa

giornali

L'informazione andrebbe protetta e sostenuta, non indicata come un bersaglio. Mi auguro che la campagna elettorale finisca una volta per tutte e che ci si possa confrontare sulle cose reali e sul valore del pluralismo

Gentile sottosegretario all'Editoria Vito Crimi, ieri, a pochi giorni dal suo insediamento alla presidenza del Consiglio, in più di un'intervista ha spiegato cosa vuole fare per garantire un'informazione libera e pluralista. Leggendo le sue parole abbiamo ritrovato subito un cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle: l'abolizione del finanziamento pubblico ai giornali.

Faceva già impressione e rabbia sentirlo dire da una forza di opposizione e in campagna elettorale, oggi fa ancora più effetto - anzi, mi permetta, fa scandalo - che lo affermi un esponente di governo. Perché il finanziamento pubblico ai giornali non esiste da tempo. Quotidiani come RepubblicaIl Corriere della SeraLa Stampa il Fatto non ricevono soldi dei contribuenti, ma vivono delle copie che vendono e della pubblicità. Finanziamenti sono previsti solo per giornali di fondazioni, cooperative e testate parrocchiali, ma non per noi.

STORIA SEGRETA DELLA BANCA D'INGHILTERRA - LA BATTAGLIA DI WATERLOO - USURA

Con una sottile manipolazione consentita dalla loro ricchezza unificata, sarebbe stato possibile creare condizioni economiche di tale gravità da ridurre, con la disoccupazione, le masse a condizioni di fame e miseria. Con l’uso di un’accorta propaganda, poi, sarebbe stato facile far ricadere la colpa di questa tragedia sul Re, sulla sua Corte, sui Nobili, sulla Chiesa http://dioni.altervista.org/NWO/dioni_0286.html 

«Si può considerare ormai come accettato che la rivoluzione bolscevica del 1917 è stata finanziata e sostenuta, principalmente, dall’alta finanza ebraica, attraverso la Svezia: ciò non è che un aspetto della messa in atto del complotto del 1773». (“Times” del 10 marzo 1920) 

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