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La vita sta cambiando pelle

Archive - Lug 6, 2018

Prima riunione del Nuovo organo Amministrativo della Fondazione Arturo toscanini

CPM (Centro di Produzione Musicale Toscanini) di Parma

Il data odierna (06/07/2018) si è tenuta l’Assemblea Soci (Regione Emilia Romagna, Comune di Parma; Comune di Fidenza, Comune di Modena, Comune di Ravenna, Comune di Sassuolo, Fondazione Cariparma, Fondazione Monte Parma, Fondazione Teatro Rossini di Lugo) e riunito il nuovo CDA della Fondazione Arturo Toscanini.
Durante l’Assemblea è stata approvata la quota di contribuzione minima annuale.
Durante la prima riunione del nuovo consiglio di amministrazione, con attribuzione delle deleghe, composto dal Presidente Carla di Francesco (persona di grande esperienza nelle organizzazioni culturali governative: Ministero e Regione) che subentra a Luciano Pasquini e due consiglieri, uno in rappresentanza del Comune di Parma: Beppe Negri (avvocato parmigiano, presenza di buon auspicio visto che un certo "Peppino" Negri, è stato tra i promotori nel 1973 in ATER dell'Orchestra stabile funzionale ai teatri di Parma, Reggio, Modena, Ferrara (OSER - Orchestra Sinfonica Emilia Romagna) costituita il 10 maggio 1975, divenuta poi Fondazione Arturo Toscanini LINK; e non si comprende l'avversione per questa nomina di alcuni del PD locale e di Parma Protagonista; forse uno strascico ostile personale all'avvocato, interno ai DEM di Parma, per le ultime amministrative locali perse? LINK) e il Maestro Cristina Ferrari per la Regione Emilia Romagna su indicazione dei teatri di tradizione della Regione.

Cristina Ferrari nuovo consigliere CDA della Fondazione Arturo Toscanini

Foto Luigi Boschi: Cristina Ferrari

La parmigiana Cristina Ferrari (09/09/1965) nomina della Regione Emilia Romagna su indicazione dei teatri di tradizione regionali è il nuovo consigliere di amministrazione della Fondazione Arturo Toscanini (CDA composto da 3 persone: Presidente, Carla Di Francesco; Consiglieri: Beppe Negri e C. Ferrari).
La Ferrari che da sempre opera nei teatri italiani, è attualmente direttore artistico della Fondazione Teatri di Piacenza (da pochi mesi ha avuto il rinnovo per altri 3 anni). Carica che non è in conflitto con la nuova nomina a Parma. (Parma, 06/07/2018)
Luigi Boschi 

Curriculum C. Ferrari PDF
 

LETTERA APERTA di Paolo Savona A TITO BOERI

Tito Boeri

Caro Boeri,
avevo letto le tue dichiarazioni sul ruolo degli immigrati nel sistema pensionistico italiano e le avevo cercate inutilmente nella Relazione annuale dell’INPS, ma le ho trovate solo negli estratti stampa di un tuo intervento in uno dei tanti inutili e confusionari incontri che si tengono in Italia.

Conclusi che la lettura delle tue dichiarazioni poteva essere oggetto di interpretazioni positive e ho lasciato perdere. Sei tornato sul tema e ho sentito ripetere nuovamente i concetti nel corso di una trasmissione radio nella quale sostieni che il tuo ruolo all’INPS è di fornire informazioni statistiche sullo stato del sistema pensionistico; sarebbe cosa meritevole, perché quelle che fornisci non sono sufficienti e sono devianti perché le accompagni con interpretazioni che inducono a una valutazione distorta della realtà.

Tu dici che gli immigrati che hanno trovato un lavoro hanno versato oneri sociali di rilevante entità che servono per pagare le pensioni degli italiani e concludi che sono perciò indispensabili. Così presentata l’informazione induce a ritenere che ogni opposizione all’accoglienza di immigrati che non tiene conto di questo vantaggio è errata, accreditando la politica fallimentare finora seguita in materia.

La prima obiezione, che conferma la natura di interpretazione delle statistiche che rendi pubbliche, è che, se al posto degli immigrati ci fossero stati italiani, il gettito contributivo sarebbe stato lo stesso perché il sistema pensionistico italiano è basato sul metodo distributivo: i giovani lavoratori pagano per gli anziani andati in pensione e se tra essi vi sono immigrati non è la loro nazionalità a dare un carattere particolare al contributo che essi danno al sistema.

SE NON CI LIBERIAMO DELL’EURO SIAMO CONDANNATI ALL’AUSTERITÀ

Buoni del Tesoro

di Paolo Becchi e Giovanni Zibordi

M5S e Lega hanno vinto le elezioni dicendo basta all’austerità e proponendo 130 miliardi di spese per reddito di cittadinanza e flat tax. Entrambi hanno promesso pensioni dignitose con il superamento della legge Fornero.

Il Pil dell’Italia è oggi di 1.600 miliardi. All’incirca come 10 anni fa. Se invece avesse continuato a salire della percentuale media del periodo 1950-2000 (tra il 4 e il 5%, inclusa inflazione) sarebbe oggi oltre i 2.000 miliardi. Una politica espansiva dell’ordine di 100 miliardi l’anno è quindi adeguata a un Paese che ha perso 400 miliardi di Pil potenziale. Il problema di fondo è che le economie avanzate oggi hanno molto debito, sia pubblico che privato. In media pari a circa 3 volte il Pil. Le Banche Centrali hanno stampato migliaia di miliardi per comprare debito sul mercato e alleggerirne il peso. La Bce ha stampato (elettronicamente) 3 mila miliardi. Ha comprato e fatto comprare alle banche italiane e Bankitalia circa 700 miliardi di Btp riducendone i rendimenti fino a zero sulle scadenza a uno o due anni.

Il Ministro dell’Economia Tria parla solo di ridurre i deficit per restare dentro i vincoli Ue: dal 2,3% del 2017 all’1,6% nel 2018. Secondo quanto concordato dai governi precedenti, andrebbe ridotto a zero nel 2020.

PROMESSE

MI DISPIACE CHE SI UCCIDANO GLI ANIMALI MA LA CARNE E’ NECESSARIA

Carni sullo scaffale

MI DISPIACE CHE SI UCCIDANO GLI ANIMALI 

MA LA CARNE E’ NECESSARIA
Nessuno ti costringe ad essere crudele

Franco Libero Manco

Un simile concetto può essere giustificato solo nella necessità di dover scegliere tra due mali quello minore, ma nella decisione di mangiare o no carne dov’è il male minore? Quello della rinuncia ad un piacere? E come può essere giustificata un’ingiustizia con un piacere?

La natura non ti costringe ad essere ingiusto, a reprimere il sentimento di compassione e di pietà verso la vittima, se non in casi di estrema necessità di sopravvivenza, diversamente è solo una patetica, ipocrita scappatoia per giustificare la tua volontà a non rinunciare a ciò che ti piace. Dici che ti dispiace della sorte dell’animale, che sei convinto che uccidere sia un fatto ripugnante, che è un’azione riprovevole, però accetti che  si compia questa ingiustizia, mentre certamente non avresti il coraggio di farlo con le tue mani. Sei consapevole che l’animale soffre ma anteponi il tuo piacere alla vita e al dolore dell’animale.

Grecia: l’operazione è riuscita, il paziente è morto

Il partenone greco

di  Roberto Pecchioli

Il debito pubblico era attorno al 100 per cento del PIL, adesso sfiora il 190, molti vivono di carità privata. Queste sono le macerie che lascia la dittatura quasi decennale delle “istituzioni finanziarie”.

Suonano a distesa le campane euro entusiaste: la Grecia è fuori della crisi che la attanaglia da dieci anni, la Troika (BCE, Fondo Monetario, Commissione Europea) che l'ha commissariata si ritira. Paolo Gentiloni, già primo ministro italiano, ha ringraziato commosso il suo omologo Tsipras, l'ex beniamino della sinistra fattosi massacratore del popolo greco.

La gioia del conte Gentiloni Silverj è assai sospetta e merita mostrare i dati socio economici. Il primo dato che sgomenta è l'ampiezza degli interventi dei "benefattori". Gli aiuti hanno superato i 241 miliardi di euro, una parte dei quali uscita da tasche italiane. La maggior parte di questa cifra è servito per salvare l'enorme esposizione delle banche tedesche e francesi (oltre 90 miliardi), il resto sono andati in interessi.

Cerchiamo di capire che cosa è accaduto dal 2008-2009, allorché il precipizio si è aperto sotto i piedi del popolo ellenico.

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