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La vita sta cambiando pelle

Archive - Ago 3, 2018

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DIRITTI UMANI MINACCIATI IN SVIZZERA

Carlo Consiglio

DIRITTI UMANI MINACCIATI IN SVIZZERA

In Svizzera, nel mese di novembre 2018, è previsto un referendum su un'iniziativa popolare dal titolo del tutto ingannevole «Iniziativa di autodeterminazione». I promotori vogliono che la Svizzera cessi di fare parte del Consiglio d'Europa e quindi della Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle libertà fondamentali (CEDU). Se questa iniziativa dovesse essere adottata in occasione del referendum, ben presto la Svizzera non potrebbe più adire alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CoEDU) di Strasburgo.

Inoltre il governo svizzero non sarebbe più tenuto a conformarsi alle sentenze della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Questo è ciò che vuole il partito «Unione Democratica di Centro» (UDC), che in Svizzera svolge un ruolo come il Front National in Francia, l'AfD in Germania e i partiti di destra in Ungheria e Polonia.

Le opportunità per i cittadini di far valere i propri diritti umani e quindi anche la loro libertà di determinare la propria vita e la fine della propria vita sarebbero quindi notevolmente limitate. Ciò vanificherebbe l’azione dell’associazione Dignitas, che negli ultimi 20 anni ha ripetutamente compiuto importanti progressi nella lotta per l'applicazione dell'autodeterminazione in fin di vita per via giudiziaria – anche attraverso procedimenti in Svizzera e Germania, che ultimamente sono sfociati a favore dell'autodeterminazione umana nella vita e in fin di vita, solo grazie alle decisioni della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo (Dignitas, 11 giugno 2018).

CONSIGLIONEWS N. 97
11 giugno 2018

Analisi materie prime: oro sui minimi da oltre un anno, quota 1.200 nel mirino?

Sui mercati internazionali prosegue la debolezza dell’oro, con le quotazioni spot che dall’11 aprile scorso hanno messo in atto un ribasso di oltre 10 punti percentuali senza mai prendere respiro. A dispetto delle tensioni geopolitiche che penalizzano il sentiment dei mercati, il metallo giallo pare aver perso la sua funzione di bene rifugio per eccellenza, diventando invece un mercato che si basa più sui movimenti della divisa valutaria in cui è denominato, ovvero il dollaro americano. 

Oro sui minimi da oltre 12 mesi, prosegue la fase ribassista. Fonte: Bloomberg

A poche ore dalla pubblicazione del dato sui Non Farm Payrolls, però, le quotazioni dell’oro stanno approcciando l’importante cifra psicologica di 1.200 dollari l’oncia, area dove potrebbero finalmente trovare una zona di interesse per i compratori. Graficamente si può notare quanto sia ingente la forza del ribasso, con i corsi che hanno frantumato ogni supporto incontrato precedentemente.

Ora l’oro potrebbe rimbalzare per un paio di punti percentuali: il supporto a 1.202,50 dollari ereditato dai minimi del 22 febbraio 2016 avrebbe tutte le carte in regola per produrre una ripresa delle quotazioni, dato che oltre la valenza grafica avrebbe anche quella psicologica dato dalla cifra tonda di 1.200 dollari l’oncia.

Se anche tale supporto dovesse cedere, invece, i prezzi potrebbero dirigersi in primo luogo verso area 1.180 dollari e poi fino alla zona dei 1.150 dollari.

Elaborazione Ufficio studi Money.it

Visto e considerato l’estensione del ribasso si potrebbero adottare strategie di matrice long che puntino ad una presa di respiro delle quotazioni, che appaiono come stressate.

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