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La vita sta cambiando pelle

Ambiente e Ecologia

Ambiente Ecologia: raccolta di notizie, informazioni e opinioni nazionali e internazionali su ambiente, natura, ecologia, inquinamento. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Rete Ambiente Parma: secco no di sindaci e popolazione alla cassa Aipo sul Baganza

Giovedì scorso a Felino l’assemblea per discutere della cassa di espansione sul Baganza

Positiva assemblea giovedì 25 al cinema di Felino: tanta gente, tanti sindaci della val Baganza, politici come il deputato Giuseppe Romanini del Pd ed anche Cesare Azzali dell'Upi.

Ma, soprattutto, interventi veri sulla cassa d'espansione, sul torrente Baganza, sull’alveo disastrato e sui problemi della valle, dei suoi versanti boscati.

Organizzata dal Comitato del Casale, da Rete Ambiente Parma e dall'opposizione di sinistra in consiglio comunale, l’incontro ha messo subito al centro la discrepanza tra un manufatto così impattante sul territorio e un'asta di torrente abbandonata a se stessa nella sua parte montana.

Come volere testardamente mettere insieme una scarpa e una ciabatta.

Come se l'alluvione non fosse arrivata proprio dai pendii, da quei versanti ripidi e soggetti a taglio raso, da quel profilo di torrente il cui alveo si è abbassato lasciando terrazzi pensili non più inondabili dalle piene, in cui si è costruito e sottratto spazio all'acqua.

Quello che manca nel progetto Aipo è proprio l’assenza della valutazione dell'impatto territoriale dell’opera.
Gli ingegneri ci hanno frastornato di dati, slides e numeri per raccontarci quanto sia perfetto il loro manufatto, la loro cattedrale nel deserto, ma il problema vero è che non hanno messo nel progetto la riqualificazione dell'alveo del torrente.

Non hanno spiegato come ripristinarlo per metterlo in grado di affrontare le piene di un futuro in cui il cambiamento climatico si farà sentire.

Non hanno tenuto conto minimamente della gente, della necessità di informarla e consultarla in corso d'opera, mentre cresceva l'impianto progettuale.

Suolo in pericolo: incontro pubblico sul disegno di legge urbanistaca regionale lunedì 29 maggio 2017 ore 21 Centro Bizzozero di Parma

Suolo in pericolo

Lo storico dell’arte Tomaso Montanari sostiene che: “se questa legge dovesse passare, i comuni verrebbero programmaticamente espropriati della facoltà di decidere il futuro del loro territorio: una possibilità interamente conferita ai privati. Dalla (pessima) urbanistica contrattata si passerebbe così alla (esiziale) urbanistica privatizzata: esattamente il contrario di ogni idea di piano

Conferma dagli Usa: "Troppa carne rossa aumenta il rischio di 9 super malattie"

A suggerirlo uno studio condotto con criteri giudicati più che affidabili dal board del British Medical Journal, che lo ha pubblicato e non a caso gli ha dedicato la copertina. Maggiori probabilità di incorrere in 9 diverse patologie. La buona notizia è che gli stessi dati mostrano che tanto più si introducono carni bianche e non lavorate e pesce, tanto più l’aumento di rischio si assottiglia fino a scomparire

di AGNESE CODIGNOLA

GLI AMANTI degli hamburger se ne dovranno fare una ragione: è tempo di cambiare abitudini. Perché davvero la carne rossa e i suoi derivati aumentano il rischio di morte in generale, e quello di ben nove tra le patologie croniche più diffuse: tumori, malattie cardiache e respiratorie, ictus, diabete, infezioni, demenza di Alzheimer, patologie renali ed epatiche croniche. A suggerirlo ancora una volta è uno studio condotto con criteri giudicati più che affidabili dal board del British Medical Journal, che lo ha pubblicato e non a caso gli ha dedicato la copertina, con un pezzo di carne appesa che campeggia su sfondo tristemente nero.

Ecco i fatti. Gli epidemiologi dei National Cancer Institute di Bethesda hanno analizzato i dati di una grande indagine di popolazione chiamata NIH-AARP (da American Association of Retired Persons, l’associazione dei pensionati) Diet and Health Study, condotta in sei stati e due grandi aree metropolitane degli Stati Uniti per 16 anni su oltre 536.000 americani adulti (età: tra i 50 e i 71 anni), e conclusasi alle fine del 2016. E hanno visto che per ogni aumento di carni rosse e lavorate il numero di decessi sale.

Parte la sfida della sostenibilità: 17 obiettivi da raggiungere al 2030

Il 22 maggio si apre a Napoli il primo Festival italiano dello sviluppo sostenibile: una maratona di 17 giorni, uno per ogni obiettivo, con oltre 200 eventi in tutto il territorio nazionale. La organizza l'Asvis, l'Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile

di ANTONIO CIANCIULLO

ROMA - "Nessuno deve essere lasciato indietro". E' l'impegno che hanno assunto, nel settembre 2015, 193 Paesi sottoscrivendo l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Un traguardo inquadrato da 17 obiettivi (i Sustainable Development Goals) e suddiviso in 169 target da raggiungere nei prossimi 13 anni. Si va dall'acqua pulita per tutti a un lavoro dignitoso, dalla realizzazione di modelli duraturi di produzione e consumo alla tutela dei mari, dal contrasto al cambiamento climatico all'organizzazione di comunità e città sostenibili.

I 17 obiettivi da raggiungere per cambiare il pianeta

Si riuscirà a rispettare un impegno di questa portata? Per sostenere la sfida l'Asvis (l'Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile che riunisce oltre 160 organizzazioni del mondo economico e sociale) ha organizzato il primo Festival italiano dello sviluppo sostenibile: una maratona di 17 giorni, uno per ogni obiettivo, con oltre 200 eventi in tutto il territorio nazionale, centinaia di speaker, attività culturali e format inediti.

Festival della sostenibilità ambientale: gli appuntamenti a Parma

Convegni, film, dibattiti, approfondimenti dal 22 maggio al 7 giugno

È ora di acquisire consapevolezza della grande crisi ambientale e climatica che stiamo vivendo. Come diffondere conoscenza? Il 25 maggio alle 17 a palazzo del Governatore lo spiegherà Luca Mercalli.

L'appuntamento è uno dei tanti inseriti nel programma del Festival della Sostenibilità organizzato da Asvis grazie al contributo di numerosi partner. Un appuntamento nazionale che a Parma vedrà diversi incontri a cui parteciperanno tra gli altri Luca Lombroso e Carlin Petrini.
 clicca su questo link per scaricare la versione pdf del documento completo.

Il Festival ha carattere nazionale e si svolgerà nell’arco di 17 giorni, dal 22 maggio al 7 giugno, durante i quali si prevede di organizzare circa 150 eventi (convegni, seminari, workshop, spettacoli, ecc.) di cui una trentina a Parma che richiamino l’attenzione sia sui 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, sia su dimensioni trasversali che caratterizzano l’Agenda 2030

 dell'Onu, dall’educazione alla finanza per lo sviluppo sostenibile, dagli strumenti per il disegno e la valutazione delle politiche alle modifiche degli assetti istituzionali per favorire le politiche per lo sviluppo sostenibile. Oltre agli eventi convegnistici, il Festival proporrà anche incontri con personaggi di spicco ed esperti in modo più informale, comprendendo anche attività culturali e di spettacolo (cinema, teatro, mostre, eventi enogastronomici, ecc.). 09 maggio 2017

Fonte Link parma.repubblica.it 

Eni, il gruppo ammette: “Sversate 400 tonnellate di petrolio in Basilicata, 6mila metri quadri contaminati”

Eni Disastro Ambientale a Viggiano (PZ)

di Maria Teresa Totaro 

Da agosto a novembre 2016 nel sottosuolo lucano c’è stata una “perdita” dal serbatoio D del Centro Oli della Val d’Agri. L’azienda l'ha confermato in un incontro al ministero dell’Ambiente, sostenendo che 210 tonnellate sono state già recuperate. Angelo Bonelli dei Verdi: "Disastro".
Amministrazione Comune di Viggiano

Quattrocento tonnellate di petrolio sversate nel sottosuolo lucano da agosto a novembre 2016. Eni ammette le cifre di quello che potrebbe essere un disastro ecologico, rispondendo alle domande di Giuseppe Lo Presti della Direzione generale per le valutazioni e le autorizzazioni ambientali del ministero guidato da Gian Luca Galletti. È quanto accaduto giovedì, durante un tavolo tecnico convocato dal governo sulla questione inquinamento del Cova (centro oli della Val d’Agri) di Viggiano, in provincia di Potenza. A Roma c’erano anche la Regione Basilicata con l’assessore Francesco Pietrantuono, Ispra, Arpa Basilicata e Unmig per conto del ministero dello Sviluppo Economico.

Emissioni CO2, record di anidride carbonica: sfondata quota 410 ppm, l’aria nel mondo non è mai stata così inquinata

Il nuovo dato registrato dall'osservatorio di Mauna Loa, la più antica stazione di rilevamento che si trova alle Hawaii. Sempre più difficile rispettare l'accordo di Parigi sul surriscaldamento. Per l'Oms ogni anno 3 milioni di persone muoiono per l'inquinamento

L’aria che respiriamo è sempre più inquinata. La quantità di anidride carbonica ha raggiunto un nuovo record mondiale oltrepassando la soglia di 410 parti per milione. Non era mai successo in 50 milioni di anni, dicono gli storici del clima. E la colpa è sempre dei combustibili fossili, petrolio, carbone, gas naturale che bruciando fanno alzare la temperatura del pianeta. A cui si affianca El Nino, un fenomeno naturale periodico che scalda le acque del Pacifico tropicale con effetti a cascata sulla temperatura del globo. Di questo passo sembra difficile contenere l’aumento entro 1,5-2 gradi come indicato dall’accordo di Parigi sul clima ed evitare le conseguenze peggiori del riscaldamento globale.

Il nuovo record di concentrazione di CO2 a 412 parti per milione è stato registrato il 26 aprile dall’Osservatorio di Mauna Loa, alle Hawaii, la più antica stazione di rilevamento di CO2 al mondo (dati elaborati dagli scienziati dell’Agenzia Usa per l’atmosfera e gli oceani-Noaa e dell’istituto oceanografico Scripps); solo qualche giorno prima, il 18 aprile, era stata oltrepassata la soglia di 410 ppm. Record previsto dagli esperti del Met Office (l’agenzia britannica per la meteorologia) secondo cui a maggio la media sarà di 409 ppm, con un nuovo record mensile. Ormai la quantità di CO2 rimarrà tale per diversi decenni, dicono gli esperti. Un calo si potrebbe vedere dimezzando le emissioni di gas serra.

LIPU: "Stop all'agricoltura avvelenata"

Margherita d'Amico

Attraverso una petizione la LIPU-Birdlife Italia chiede all’Unione Europea di modificare radicalmente l’attuale politica agricola, che si distingue per favorire il commercio e la diffusione di veleni spaventosi con cui si sta rapidamente distruggendo la biodiversità.

“Il 55% degli uccelli tipici dei paesaggi agricoli è scomparso negli ultimi 30 anni. Il 25% dei bombi (insetti fondamentali per l'impollinazione di molte piante che producono cibo) rischia l'estinzione, e molte altre specie selvatiche stanno subendo lo stesso destino” spiega la LIPU. in un comunicato “Tutto questo si deve principalmente all'agricoltura intensiva che cancella i prati, elimina le siepi, prosciuga gli stagni provocando la distruzione degli habitat che sono la casa di molte specie selvatiche. I prodotti chimici, usati come pesticidi e fertilizzanti stanno uccidendo le api e le farfalle, e inquinando i nostri fiumi. Anche se la campagna può sembrarci ancora verde, in realtà la natura sta scomparendo sotto i nostri occhi. Oggi l’Unione Europea sostiene un’agricoltura malata: favorisce un ristretto numero di grandi aziende agricole – senza pensare al bene di tutti – produce cibo non sano e danneggia la nostra salute, l’ambiente, le piante, gli animali. Il tutto con i soldi dei cittadini europei”.

Montagna di Parma, Luigi Lucchi da Berceto propone un progetto per salvare il patrimonio privato dall'abbandono

Coinvolti 5mila proprietari riuniti in assemblea. Si potrà donare al Comune il proprio bene, venderlo a un prezzo concordato o affidarlo in comodato. L'obiettivo è il recupero, affidando le risorse alla Cooperativa di Comunità

Un grande patrimonio di terreni montani, radure boschive e antichi casolari rischia di perdersi nell'inselvatichimento e nell'abbandono, trasformandosi da potenziale risorsa per la montagna parmense a fonte di problemi e spese per i privati e per la collettività.

Il Comune di Berceto, guidato dal sindaco Luigi Lucchi, si fa ora capofila di un progetto unico a livello nazionale che porterà alla redazione di un regolamento di gestione comunitaria del territorio, coinvolgendo direttamente i proprietari dei terreni e degli immobili. 

L'assemblea plenaria che si terrà sabato 6 maggio alle 10 nella sala Aurea della Camera di Commercio vede invitati 5mila proprietari, oltre a relatori provenienti dal mondo delle imprese e delle istituzioni, tra cui il deputato Giuseppe Romanini componente della commissione Agricoltura e l'assessore regionale all'Agricoltura caccia e pesca Simona Caselli. Il progetto è patrocinato dall'Assemblea legislativa regionale ed è stato ideato grazie alla collaborazione degli architetti Ivano Savi, Fabio Ceci e Alex Massari. 

Legge stadi, nella manovrina sparisce il vincolo anti complessi residenziali: via libera alle speculazioni edilizie per sport

Cancellato con un tratto di penna dalla vecchia normativa il divieto di legare la costruzione di nuove palazzine alla realizzazione di impianti sportivi. Nel 2013 sulla stessa questione il Pd renziano (con Dario Nardella in prima fila) insorse contro il governo Letta. Oggi il sindaco di Firenze (dove i Della Valle costruiranno un nuovo stadio da 40mila posti) dice al fatto.it: "In questi giorni sono stato preso dagli impegni locali in città, non ho seguito la vicenda, quindi non ho elementi per rispondere". Il 10 marzo, però, alla presentazione del nuovo stadio della Fiorentina disse che il suo amico Luca Lotti gli aveva annunciato novità importanti sulla questione  

Due curve, due tribune e quattro condomini, con appartamenti da rivendere e milioni da incassare: ora si può. Perché se fino a ieri chi voleva costruire nuovi stadi poteva pensare di rientrare nell’investimento realizzando solo cinema, negozi e centri commerciali, dal 24 aprile può mettere in cantiere anche palazzi, case, villette e relativi profitti di vendita. Un affare. Con un tratto di penna su una frase ben precisa contenuta nella vecchia legge sugli impianti sportivi, infatti, il governo Gentiloni ha cancellato il vincolo che impediva di inserire la realizzazione di complessi di edilizia residenziale all’interno del progetto dei nuovi campi sportivi. Che siano dedicati al calcio o ad altri sport poco importa: basta disegnare arene con capienze da almeno 20mila posti, trovare un imprenditore che fiuta l’affare, una società ambiziosa e un’amministrazione comunale compiacente ed il gioco è fatto. Lì dove c’era l’erba (del campo) ci saranno tante belle casette: lo stadio con gli appartamenti intorno, ovvero l’articolo 62 della manovrina firmata da Mattarella pochi giorni fa.

Ogni anno buttiamo nel mare 500 miliardi di sacchetti della spesa

Da lontano non le vedi. Ci devi navigare in mezzo per accorgerti che i limiti delle «isola di plastica» non sono ben definiti: miliardi di frammenti sospesi appena sotto il pelo dell’acqua. Una “zuppa” di plastica, non una terraferma. Cinque vortici di dimensioni continentali (meglio che chiamarle isole, visto che risucchiano letteralmente materiali, come in un Wc), uno per ciascun oceano del mondo. E diversi più piccoli, come nel Mediterraneo. Identificati per la prima volta da Charles Moore nel 1997 si stanno ingrandendo anno dopo anno. Calcolando, al massimo, 250 grammi di plastica ogni 100 metri quadri, si arriva all’incredibile cifra (stimata da Moore) di sette miliardi di tonnellate per ciascuno di quei vortici. Sette miliardi di tonnellate di plastica. 

LEGGI ANCHE - Adriatico di plastica (D. Lessi, R.aphaël Zanotti)  

Sacchetti killer  

LE MEGA-BANCHE DI WALL STREET SI STANNO COMPRANDO L’ACQUA DEL MONDO

di Jo-Shing Yang

Si sta accelerando una tendenza preoccupante: le banche di Wall Street e i multimiliardari dell’elite stanno acquistando l’acqua in tutto il mondo ad un ritmo senza precedenti.

Note mega-banche e colossi d’investimento come Goldman Sachs, JP Morgan Chase, Citigroup, UBS, Deutsche Bank, Credit Suisse, Macquarie Bank, Barclays Bank, the Blackstone Group, Allianz, e HSBC Bank, tra le altre, stanno consolidando il loro controllo sull’acqua. Anche magnati come T. Boone Pickens, l’ex presidente George H.W. Bush e la sua famiglia, Li Ka-shing di Hong Kong, Manuel V. Pangilinan delle Filippine e altri stanno comprando migliaia di ettari di terreno con falde acquifere, laghi, diritti di sfruttamento, aziende di erogazione, azioni in compagnie di ingegneria e tecnologia dell’acqua.
Le seconda tendenza preoccupante è che, mentre i nuovi baroni stanno comprando l’acqua in tutto il mondo, i governi stanno rapidamente limitando la capacità dei cittadini di procurarsela autonomamente (come evidenziato dal noto caso di Gary Harrington, nell’Oregon, dove lo stato ha criminalizzato la raccolta dell’acqua piovana in tre laghetti situati sulla sua proprietà privata, accusandolo di 9 imputazioni e condannandolo a 30 giorni di prigione).

Mettiamo questa criminalizzazione in prospettiva:
Il miliardario T. Boone Pickens possiede più diritti di sfruttamento dell’acqua di qualsiasi altro individuo in America, potendo sfruttare circa 250 miliardi di litri l’anno. Ma l’ordinario cittadino Gary Harrington non può raccogliere l’acqua piovana sui suoi 68 ettari di terreno.

LA REGIONE LIGURIA FORAGGIA I CINGHIALI

Carlo Consiglio

LA REGIONE LIGURIA FORAGGIA I CINGHIALI

La LAC (Lega per l’abolizione della caccia) si schiera contro la Regione Liguria che, secondo l’associazione animalista, avrebbe aggirato il divieto statale di foraggiamento dei cinghiali.

“Foraggiare i cinghiali attualmente è un reato contravvenzionale, previsto dall’art. 7 della legge statale 221/2015, è punito con l’arresto da due a sei mesi oppure con un’ammenda alternativa (sempre irrogata dal tribunale) di importo da 516 a 2.065 euro. Ma la cosa non sembra interessare al ‘regno autonomo’ dell’assessorato agricoltura della Regione Liguria, che con un decreto dirigenziale (n. 302 del 27 gennaio 2017), ossia il Piano regionale di abbattimento del cinghiale per l’anno 2017, prevede la possibilità per i cacciatori di effettuare i cosiddetti ‘foraggiamenti dissuasivi’; si tratta del rilascio autorizzato di quantità di un chilogrammo al giorno di granella di mais per ogni sito (oramai ce ne sono parecchie decine in ogni provincia ligure), purché a 500 metri di distanza dalle case e coltivi, nel periodo intercorrente tra il 1 aprile e il 30 settembre 2017” spiegano dalla LAC.

Il pretesto, definito “farlocco” dalla LAC, sarebbe quello di tenere lontano i cinghiali dalle produzioni agricole: “In realtà il foraggiamento in boschi e campagne è gestito dai cacciatori ‘cinghialisti’, sotto l’egida degli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC), ed ha il vero scopo di ‘fidelizzare’ i cinghiali nelle aree dove ciascuna squadra di cacciatori esercita in forma esclusiva le battute al cinghiale in un determinato comune o area. Si sta infatti diffondendo l’impiego di foraggiatori appesi agli alberi che rilasciano automaticamente il mais nei boschi, grazie all’ausilio di di un timer”.

SALVI I PARCHI ABRUZZESI

Carlo Consiglio

Il 13 aprile 2016 la Regione Abruzzo emanava la legge n. 11 che all’articolo 4 consentiva l’allenamento dei cani su aree non inferiori al 50% delle zone B, C e D dei parchi naturali regionali e su aree non inferiori al 30% delle riserve regionali naturali guidate, controllate e speciali. Il Presidente del Consiglio dei ministri l’8-9 giugno 2016 impugnava tale legge alla Corte Costituzionale, osservando che tale disposizione viola la legge nazionale sulla caccia n. 157/1992 nonché le direttive comunitarie “habitat” (92/43/CEE) e “uccelli” (2009/147/CE) e la Convenzione internazionale di Berna sulla vita selvatica e l’ambiente naturale in Europa. Con sentenza n. 74 del 12 aprile 2017 la Corte Costituzionale accoglieva il ricorso e dichiarava pertanto l’illegittimità costituzionale della legge impugnata (LAC Liguria, 15 aprile).

CONSIGLIONEWS 45
18 aprile 2017

 

L'assemblea al Montanara sulla cassa di espansione del Baganza

Un incontro, quello del Montanara, la cui stupidità di proposta (bocciata da tutti i tecnici, studiosi della valle, Sindaci già nell'incontro a Berceto LINK), non meriterebbe più nemmeno la dovuta animata critica popolare. E' palese la contrarietà degli abitanti. Visto l'incapacità di ascolto dovrebbe essere sollevato dall'incarico tutto il team di lavoro e di consultazione (politici, tecnici e progettisti), palesemente prezzolato, non più affidabili, e incaricato il lavoro ad altro gruppo di tecnici e politici. LB 

NO AGLI ZOO NO ALLA SVENDITA DEL PATRIMONIO PUBBLICO

Facciamo appello a tutte le persone che hanno a cuore il diritto alla libertà di ogni individuo, la difesa del patrimonio ambientale e la salvaguardia dei beni comuni a costruire con noi la mobilitazione nazionale che culminerà con la manifestazione “NO AGLI ZOO NO ALLA SVENDITA DEL PATRIMONIO PUBBLICO, A DIFESA DELL’AMBIENTE E DEI BENI COMUNI” che si terrà a Torino sabato 27 maggio 2017.

In qualità di cittadini, di ambientalisti, di animalisti, di libertari, di difensori della tutela dei beni comuni da qualunque forma di speculazione e di aggressione privatistica, non accettiamo e mai accetteremo che le logiche del mercato schiaccino i diritti fondamentali degli individui, indipendentemente dalla specie a cui appartengono!

Nel 1987 chiude lo zoo del parco Michelotti a Torino: grazie alle proteste della cittadinanza termina la sofferenza degli animali detenuti nella struttura. La chiusura dello zoo di Torino rappresenta il diritto di ogni animale a vivere libero nel proprio ambiente naturale, importante tappa nella storia del movimento animalista italiano.

Oggi, a trent’anni di distanza, la nuova giunta comunale di Torino guidata da Chiara Appendino, raccogliendo e facendo proprie le decisioni della giunta precedente, è intenzionata a portare avanti il progetto del nuovo zoo. Il sito prescelto è ancora quello del Parco Michelotti, un’area di grande pregio naturalistico situata sulle sponde del Po nel pieno centro della città, che da trent’anni attende di essere riaperta ai cittadini, e che rischia invece di essere privatizzata. 

CIWF: CON PRODUZIONE INTENSIVA A RISCHIO 70% DELLA BIODIVERSITÀ

Ghepardo

La deforestazione è di 10 milioni di ettari all'anno. i ghepardi rimasti non superano le 3000 unità in tutto il continente africano.
Il 70% della biodiversità terrestre globale minacciata è a rischio di estinzione a causa della produzione intensiva di cibo. A lanciare l’allarme è Philip Lymbery, direttore internazionale di Ciwf, che ha pubblicato anche in Italia il libro ‘Dead Zone’ (la zona morta) che presenterà a Bologna il prossimo 24 aprile. Ogni capitolo di Dead Zone è dedicato ad una specie iconica: dal giaguaro in Brasile, all’elefante di Sumatra, dal pinguino africano all’allodola in Italia, al bisonte nelle pianure centrali degli Usa. La storia di ogni specie si interseca inevitabilmente con gli impatti di un’allevamento intensivo che le sue preoccupanti implicazioni: per nutrire le decine di miliardi di animali allevati ogni anno nel mondo (sono quasi 800 milioni in Italia), è necessario coltivare intensivamente i cereali. Per fare questo e per fare posto a nuovi allevamenti, secondo l’autore disboschiamo ogni anno una superficie equivalente a quasi la metà dell’Italia. La perdita di habitat che ne consegue è una delle cause principali di estinzione di alcune specie iconiche, come il giaguaro in Brasile. Lo stesso destino tocca all’Elefante di Sumatra, che oggi si contende il territorio con gli abitanti dell’isola per lasciare spazio alle piantagioni delle palme da olio, il cui nocciolo viene utilizzato come mangime per le vacche e i suini, e di cui l’Ue è fra i primi importatori.

Fonte Link http://www.nelcuore.org/home/2017/04/03/ciwf-con-produzione-intensiva-a-rischio-70-della-biodiversita/ 

Cile, la più grande donazione di terra mai fatta da un privato, dal fondatore di North Face: così nasceranno 5 parchi

La vedova di Tompkins, fondatore di North Face, ha donato al Paese 400mila ettari di terra. Era il grande sogno del marito che spese milioni: "Proteggete la biodiversità"

di GIACOMO TALIGNANI

NESSUNO voleva credergli. Perché un ultra milionario dovrebbe continuare a comprare ettari e ettari di  terra senza farci niente? Cosa aveva intenzione di realizzare con tutti quegli acri acquistati fra Cile e Argentina? C'è chi arrivò perfino ad accusarlo di voler nascondere scorie nucleari americane, pur di trovare una soluzione all'enigma.

E invece Douglas Tompkins, eco-milionario fondatore di North Face, voleva soltanto salvare la natura e quegli sterminati boschi, fiumi e foreste del Cile: sua moglie ha regalato 400mila ettari al governo del Cile per preservarne la biodiversità e creare cinque nuovi parchi nazionali.

E' la donazione di terra - da un privato a un governo - più grande che sia mai esistita. A firmare per Douglas insieme al presidente cileno Michelle Bachelet c'era la sua seconda moglie Kris, ex amministratore delegato del marchio Patagonia.

LAV, Legge Parchi: modifiche diminuiscono tutele per animali e ambiente delle aree protette.

LEGGE PARCHI: MODIFICHE DIMINUISCONO TUTELE PER GLI ANIMALI E L’AMBIENTE DELLE AREE PROTETTE.

LAV: UNA PESSIMA LEGGE CHE TUTELA CACCIATORI E PREDONI AMBIENTALI, RIFIUTATE DALLA COMMISSIONE AMBIENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI LE NOSTRE PROPOSTE DI MIGLIORAMENTO 

“Un testo pessimo, che dopo 26 anni rappresenta il primo concreto passo per demolire le aree protette, nelle quali l’ambiente e gli animali vengono ridotti al ruolo di strumenti funzionali alla produzione di introiti economici, un vero e proprio svilimento istituzionale delle zone più pregiate del nostro Paese.” Questo il commento della LAV alla notizia che la prossima settimana sarà esaminata e votata alla Camera dei Deputati la Proposta di Legge a.c.4144 “Modifiche alla legge 6 dicembre 1991, n. 394, e ulteriori disposizioni in materia di aree protette”, in un testo già approvato dal Senato e successivamente modificato ed approvato dalla Commissione Ambiente della Camera presieduta dall’on. Realacci. 

La LAV aveva presentato numerosi emendamenti alla Commissione Ambiente della Camera, fra i quali il divieto di caccia nelle aree contigue ai parchi e l’obbligo di utilizzare esclusivamente metodi incruenti per la prevenzione dei danni prodotti dagli animali selvatici all’agricoltura, ma nessuna delle proposte è stata recepita nel testo che andrà all’esame della Camera. 

Se il testo approvato dalla Commissione Ambiente dovesse essere approvato dal voto d’Aula della Camera dei Deputati rappresenterebbe una vera e propria sconfitta per tutti i cittadini, l’apertura di una stagione che porterà alla depredazione della natura proprio nelle zone dove dovrebbe essere più protetta. 

Carlo Consiglio: MOZIONE PARLAMENTARE SUL PIANO DEL LUPO

Carlo Consiglio

Una mozione parlamentare è stata presentata in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati il 22 marzo 2017 dall’on. Adriano Zaccagnini (Movimento Democratici e Progressisti) e da Fabrizio Cianci, segretario di Ecoradicali – Associazione radicale ecologista. La mozione parlamentare ha lo scopo primario di impegnare il Governo nello stralcio degli abbattimenti – sia dei lupi, che dei cani ibridati e vaganti – dal “Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia”. Essa promuove, inoltre, un piano triennale di interventi finalizzati a contenere il randagismo, attraverso una chiara programmazione di risorse e mezzi, conferendo finalmente operatività alla Legge 281/91 (Tutela animali e riduzione randagismo). Vengono, infine, promosse azioni di limitazione della caccia, attraverso una moratoria quinquennale nelle aree tutelate per legge e l’abolizione totale nei siti Natura 2000, ponendo in essere l’uscita dell’Italia dalla procedura d’infrazione per violazione della Direttiva Habitat, in un quadro di piena e reale conservazione degli habitat e della fauna. La Mozione punta quindi ad offrire soluzioni operative e di governo, rispetto a randagismo e danni all’agricoltura, alternative a quelle offerte dal Ministro Galletti, riconducendo le istituzioni, ad ogni livello, al pieno rispetto della legalità, anziché promuovere deroghe alla stessa.

CONSIGLIONEWS 43
22 marzo 2017

OLTRAGGIO ALLA BELLEZZA NELLA Reggia di Colorno (PR)

Reggia di Colorno (PR) Reggia di Colorno (PR) con il campo da calcio

Ciao, Luigi! In un vecchio volume, ho trovato una foto della Reggia di Colorno nel cui parco, i "lungimiranti amministratori dell'epoca", non hanno trovato di meglio che  ricavare nel giardino ducale, un campo da calcio!!! ..un'opera, veramente ..da manicomio di Colorno!!!
Per realizzare questo campo di calcio, sicuramente, avranno dovuto abbattere molte piante del parco e anche presumo le fontane ivi presenti.
Questo, per dire che, il "vulnus"  al nostro patrimonio artistico, architettonico e ambientale, da te, anche in questi giorni culturalmente denunciato più volte per la Pilotta[LINK], e non è la prima volta anche con Pistoletto [LINK], per le Stalle di Maria Luigia [LINK], questo oltraggio continua, ininterrottamente, dal dopoguerra ad oggi, in un crescendo scandaloso di degrado e disinteresse pubblico e privato.
Tutti si riempiono la bocca di arte  e di bellezza, ma poi, alla fine, finiscono tutti nello squallore della solita formaggia e del solito insaccato!! (Parma, 20/03/2017)

Fabrizio Pioli

Roberto Ghiretti: sul teleriscaldamento di strada Santa Margherita. ARPAE dichiara: " non si prevedono limitazioni temporali al funzionamento dell’impianto"

Termovalorizzatore di via Santa Margherita a Parma Termovalorizzatore di via Santa Margherita a Parma

Ghiretti: “Dopo due anni di risposte vaghe finalmente arriva qualche verità sull'utilizzo dell'impianto di teleriscaldamento di strada Santa Margherita” 

Da due anni mi batto per dare voce ai residenti delle zone limitrofe all'impianto di teleriscaldamento di strada Santa Margherita, i quali lamentano accensioni continuative, con emissioni e con odori nonostante a suo tempo Iren avesse garantito che la messa in funzione dell’impianto doveva essere accessoria e saltuaria rispetto all’erigendo Paip.

Nel 2015 l'azienda mi aveva risposto pubblicamente che “Le caldaie dell'impianto di strada Santa Margherita, ed anche quelle di Via Lazio, vengono accese principalmente in orario mattutino e nei mesi più freddi per sopperire ai picchi di domanda del calore”.

Di fronte a foto inequivocabili, che allego, che dimostravano il contrario a febbraio di quest'anno ho sottoposto all'assessore Folli una nuova interrogazione (DOC. PDF) alla quale questa volta ha risposto, poco coraggiosamente e abdicando al ruolo di difensore della cittadinanza, inviandomi “i riscontri a firma del Direttore Produzione Termoelettrica Iren Energia S.p.A. Enrico Clara e del Responsabile della Struttura Autorizzazioni e Concessioni Arpae di Parma Paolo Maroli dettaglianti nello specifico le risposte ai quesiti da lei posti”.

E qui, sorpresa, la questione che emerge è ben diversa da quanto sempre sostenuto dal duo Folli & Iren.

Roberto Ghiretti: il flop degli Ecowagon a Parma

Quando lo hanno lanciato è stato presentato come la risposta alla raccolta firme promossa da Parma Unita per chiedere di introdurre i cassonetti intelligenti nella raccolta differenziata dei rifiuti. Invece dal primo aprile, in sordina, il servizio verrà soppresso visto la generale indifferenza con il quale è stato accolto dai parmigiani. Mi riferisco agli Ecowagon che nelle intenzioni dell'amministrazione comunale avrebbe dovuto rendere più semplice conferire i rifiuti per i residenti del centro e dell'Oltretorrente.

Fin da subito è apparso evidente che il presupposto di questo servizio, che comunque al cittadino costava 70 centesimi a conferimento e alla comunità qualche centinaia di migliaia di euro, era errato: immaginare i parmigiani in trepidante attesa alla fermata dell'Ecowagon pronti a consegnare i sacchetti di rifiuti era ovviamente una pia illusione considerato che la richiesta di tutti va nella direzione di una maggiore flessibilità. È così che nonostante fiabeschi video promozionali, le cartine sbagliate e rifatte, tutte rigorosamente a carico dei contribuenti, pare non si sia andati oltre i due, tre conferimenti al giorno. Un disastro.

A sostituirli saranno otto mini eco station fisse che, seppure promesse già nel 2016, saranno disponibili solo da aprile.

Inutile dire che anche queste rischiano di essere panacee destinate a non avere alcuna rilevanza rispetto agli enormi problemi che questo servizio continua a porre anche a chi, pur animato dalle migliori intenzioni, si trova a dover convivere per giorni con la spazzatura in casa.

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