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La vita sta cambiando pelle

Ambiente e Ecologia

Ambiente Ecologia: raccolta di notizie, informazioni e opinioni nazionali e internazionali su ambiente, natura, ecologia, inquinamento. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Cina, affonda petroliera iraniana con 136mila tonnellate di greggio

Timori per possibile disastro ambientale. Nessuna speranza per i 29 marinai dispersi

E' AFFONDATA la petroliera iraniana che era entrata in collisione con un mercantile il 6 gennaio, con una successiva esplosione a bordo, nel Mar della Cina. Lo riferisce la Bbc citando media cinesi. Si teme ora un disastro ambientale. La nave trasportava 136 mila tonnellate di petrolio ultraleggero, ma le autorità cinesi assicurano che "non c'è una grossa chiazza" in mare. Poco fa l'Iran ha annunciato che non ci sono più speranze per i 29 marinai dispersi, mentre tre corpi sono stati recuperati. 14 gennaio 2018

Fonte Link repubblica.it

L’agricoltura del futuro è libera da chimica e emissioni

VERONICA ULIVIERI

Va in questa direzione l’azienda più grande d’Italia: Bonifiche Ferraresi, con 6.500 ettari e 10 stalle, punta su innovazione, rinnovabili e benessere animale. Vuole diventare carbon free entro il 2018 e passare al biologico

L'agricoltura industriale di domani sarà tecnologica, a ridotto consumo di prodotti chimici, basse emissioni e concentrata sul benessere animale. Sembra solo una lista di buoni propositi e invece, dopo le esperienze pionieristiche che le piccole imprese biologiche in Italia portano avanti da decenni, oggi va in questa direzione anche la più grande azienda agricola nazionale. Bonifiche Ferraresi, nata alla fine del 1800 appunto per risanare i terreni paludosi intorno a Jolanda di Savoia, in Emilia, nel 2014 è stata rilevata da un gruppo di imprenditori italiani e si è data obiettivi precisi di sostenibilità. Con 6.500 ettari coltivati a cereali, piante officinali, frutta e ortaggi, e migliaia di bovini nelle stalle di ultima generazione, l'azienda punta infatti a diventare a emissioni zero entro il 2018 e a convertire gradualmente al biologico i suoi terreni, dislocati tra il ferrarese, Arezzo e Oristano. 

I rifiuti della Capitale andranno ad Aprilia. Raggi: “L’emergenza è stata solo colpa della Regione”

Rifiuti di Roma Capitale

Amareggiato il sindaco della città della provincia di Latina: «Noi abbiamo la differenziata al 70% e i nostri sforzi vengono cancellati dalla disastrosa situazione romana»

I rifiuti di Roma? Andranno ad Aprilia. Ama - la società romana di raccolta, trasporto, trattamento, riciclaggio e smaltimento rifiuti - ha chiuso ieri un’intesa con Rida Ambiente srl per il trattamento di 40 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati su base annua in un sito della provincia di Latina.   

LEGGI ANCHE Strade inondate di spazzatura, a Roma torna l’emergenza rifiuti   

Come confermato da Virginia Raggi, «Ama ha sottoscritto un accordo con un’azienda laziale che consente sia di contribuire a rinforzare il sistema di smaltimento di Ama, sia di superare le criticità legate alla sovrapproduzione di rifiuti del periodo natalizio (più consumi determinano più rifiuti). Gli accordi di Ama con altre aziende servono proprio a superare il deficit infrastrutturale della Regione Lazio. Noi diciamo no a chi vuole speculare - politicamente ed economicamente - sulle spalle dei cittadini». La sindaca ha anche detto di aver «risposto al governatore della Regione Abruzzo», che ha offerto la propria disponibilità ad accogliere i rifiuti della Regione Lazio: «L’ho tranquillizzato sulla validità del Piano per la gestione dei materiali post consumo che abbiamo approvato lo scorso marzo e che contribuirà alla drastica riduzione dei rifiuti indifferenziati».

Comune contro Regione  

‘Ndrangheta, le mani dei boss sui rifiuti dell’Ilva: “Abbiamo preso lo smaltimento del limo. Ci sono dieci viaggi al giorno”

Le conversazioni sono contenute nel fascicolo dell'indagine Stige, che martedì ha portato all'arresto di 170 persone ritenute affiliate o contigue alle cosche calabresi. Secondo il gip, un imprenditore "a disposizione" dei clan aveva vinto un appalto per lo smaltimento "di scarti industriali e rifiuti tossici" provenienti dal siderurgico e il materiale "sarebbe stato poi scaricato in territorio calabrese” 

 

“Stanno facendo lo smaltimento dell’Ilva (…) a Taranto e abbiamo preso tutto il trasporto del limo, del materiale… con i camion e deve venire qua questo materiale, ci sono dieci, dodici viaggi al giorno“. Ci sono due intercettazioni in cui il boss Francesco Tallarico, componente del direttorio della cosca Farao-Mariconcola e responsabile del locale di Casabona, tira in ballo i rifiuti tossici e gli scarti industriali dello stabilimento siderurgico pugliese arrivati in Calabria grazie a un’impresa vicina al clan. Le conversazioni sono state ascoltate dai carabinieri del Ros e inserite nel fascicolo dell’indagine Stige, che martedì ha portato all’arresto di 170 persone ritenute affiliate o contigue alla ‘ndrangheta.

Cioccolato: un lusso entro il 2050 a causa dei cambiamenti climatici

Il cioccolato potrebbe divenire un vero e proprio lusso entro i prossimi 30 anni a causa del cambiamento climatico. L’aumento del surriscaldamento del pianetaprevisto da qui al 2050 dovrebbe infatti influire negativamente sulla produzione delle piante di cacao nelle principali zone del globo in cui viene coltivato, che nei prossimi decenni non saranno più adatte a tale scopo. Lo ha reso noto il National Oceanic and Atmospheric Administration, l’agenzia federale statunitense che si interessa di meteorologia, con un nuovo studio appena pubblicato, anche se non è la prima volta che si parla dei rischi a cui è sottoposto questo alimento.

Le piante di cacao crescono in determinate aree del pianeta, tra i 20° a nord e a sud dell’equatore, zone in cui sussistono le condizioni climatiche adatte alla loro produzione: pioggia abbondante e un alto tasso di umidità. Oltre metà del cioccolato proviene però da due soli Paesi dell’Africa occidentale, ovvero Costa d’Avorio e Ghana, responsabili nello specifico del 53% della produzione globale. Le informazioni appena diramate indicano che quelle zone non saranno più adatte al cioccolato nei prossimi decenni: si stima infatti che entro il 2050 Costa d’Avorio e Ghana vedranno un aumento della temperatura pari a 2,1 gradi centigradi e nessun cambiamento nelle precipitazioni, fattori che avrebbero enormi ripercussioni sul segmento industriale del cioccolato.

Picco per capre di Jacopo Simonetta e Luca Pardi

Picco per capre

Jacopo Simonetta & Luca Pardi, 2017. "Picco per capre": capire, cercando di cavarsela, la triplice crisi: economica, energetica ed ecologica". Lu::Ce Edizioni, 237 pp., € 15,00.

Scopo di questo libro è dimostrare che l’intera nostra civiltà sta andando in frantumi, per cui è opportuno prepararsi al disastro e cercare dei modi per renderlo meno cruento possibile.

Infatti la nostra civiltà è basata sulla crescita continua. Cresce la popolazione umana, cresce la produzione di beni e servizi, il consumo di energia, il prodotto interno lordo. Ma questa crescita si scontra contro limiti: delle terre coltivabili, dei minerali estraibili, dell’energia sfruttabile, dell’inquinamento sopportabile. Finora l’umanità è per lo più riuscita ad aggirare tali limiti grazie a nuove tecnologie. Ma sarà ciò ancora possibile in futuro? In un mondo finito, dovrebbe essere chiaro a chiunque che una crescita illimitata non è possibile.

Inoltre in alcuni settori il “picco” è stato già raggiunto (ad esempio, per l’estrazione del petrolio). Ma non esiste un’alternativa al petrolio, perché esso ha molti impieghi e non solo quello di essere bruciato per produrre energia.

Un altro grave problema è quello dell’acqua. Contrariamente a quanto si usa dire, l’acqua non viene consumata, perché dopo l’uso c’è ancora; però viene sporcata, perché viene usata come discarica. Ne segue che c’è sempre meno acqua potabile. Quindi, invece di affermare “Oggi un miliardo di persone non hanno ancora accesso all’acqua potabile”, sarebbe più corretto dire: “Oggi sei miliardi di persone hanno ancora accesso all’acqua potabile”.

Parma Protagonista: Inceneritore di Parma: silenzi, interessi e sponsorizzazioni all’ombra del camino dell’inceneritore

Inceneritore di Parma: silenzi, interessi e sponsorizzazioni all’ombra del camino dell’inceneritore

Presa di posizione del Gruppo Consigliare di Parma Protagonista sulla richiesta di Roma di potere conferire ad Ugozzolo e sui rapporti tar Comune e Iren

Parma, 29 dicembre 2017 - La richiesta della città di Roma e della Regione Lazio di conferire i rifiuti a Parma riporta al centro del dibattito l’inceneritore, con tutte le ipocrisie che si nascondono all’ombra del camino di Ugozzolo.

La polemica tra i sindaci di Parma e di Roma appare strumentale: in realtà il termovalorizzatore di Parma, con il consenso del Comune e in accordo con la Regione, accoglie da tempo rifiuti da altre province. Accusare Roma (ma non, per esempio, Reggio Emilia) di essere inefficiente è semplicemente un attacco politico al Movimento Cinque Stelle.

Stando ai dati resi noti dalle autorità di controllo, l’inceneritore brucia 149.000 tonnellate di rifiuti ogni anno. Una mole immensa di cui soltanto 48.000 tonnellate sono prodotte nel territorio cittadino e provinciale. Il resto, 101.000 tonnellate, arriva da fuori provincia: conti alla mano, si tratta di circa il 70% dei rifiuti inceneriti a Parma, ma prodotti altrove.

Nuovo Consiglio per l’Agenzia Ates (Agenzia Territoriale per l'Energia e la Sostenibilità di Parma)

Nuovo Consiglio per l’Agenzia Ates:  Boschini Presidente, Bertozzi e Trabucchi Consiglieri.

L’Assessore Benassi: “Costituita da un anno, da oggi, Ates avrà un lancio tangibile e concreto”

Parma, 18 dicembre – A seguito dell’Assemblea dei soci è stato nominato il nuovo Presidente e i due Consiglieri di Agenzia Ates. “Con questo nuovo comitato direttivo, oggi gettiamo le basi per sviluppare, nei prossimi anni, un punto di riferimento nella direzione dell’efficientamento energetico e della sostenibilità all’interno dei territori comunali di Parma, Sissa Trecasali e San Secondo - soci dell’Agenzia - ma sempre più, anche di tutto il suo territorio della provincia” Ha detto l’assessora all’Ambiente e alle Politiche Energetiche, Tiziana Benassi. ”Ates vuole essere un aggregatore di realtà di ente locale, un diffusore e facilitatore di buone pratiche e un servizio attivo per i cittadini sulle tematiche del risparmio energetico, dell’utilizzo di fonti rinnovabili e di conoscenza delle opportunità economiche che sono a disposizione di enti, associazioni, delle imprese e dei singoli per realizzarle. Gli obiettivi che ci poniamo sono quelli di fornire una realtà di consulenza specializzata, attraverso la sede di Via Bizzozero, e progetti condivisi, che andremo a comunicare, che sostengano le idee e le convinzioni virtuose in materia di energia e tutela ambientale. La nostra volontà è quella di creare una rete sociale, la più ampia possibile su tutto il territorio provinciale, che favorisca una cultura del cambiamento e che funga da driver per diffondere nuovi stili di vita all’insegna della sostenibilità.

Gasdotto Tap, dichiarato inammissibile l'emendamento per arrestare chi entra nei cantieri

Parere negativo del presidente della Commissione Bilancio della Camera sulla mossa del governo per trasformarli in siti di interesse strategico. Contro si erano già schierati M5s e Liberi E Uguali 

Il governo vorrebbe "militarizzare" i cantieri della Tap, iI terminale del nuovo gasdotto in corso di realizzazione nel Salento, presentando un emendamento alla manovra per trasformare i cantieri in "siti di interesse strategico nazionale". Ma viene stoppato dal presidente della Commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia, che dichiara l'inammissibilità dell'emendamento avviando i lavori sulla legge di bilancio.

L'emendamento, "al fine di garantire il regolare svolgimento dei lavori e tutelare la sicurezza del personale impegnato per la realizzazione dell'infrastruttura", avrebbe applicato le pene previste dal codice penale a chi senza autorizzazione avesse travalicato i confini del cantiere o ne avesse impedito l'accesso: il Codice prevede anche l'arresto, da tre mesi a un anno. In base al testo del governo, per accelerare la realizzazione e limitare i disagi alla popolazione, le ulteriori autorizzazioni amministrative in materia ambientale e fitosanitaria sarebbero state adottate dalle amministrazioni centrali con l'ausilio dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale e dell'Istituto superiore di sanità. Ai due Istituti sarebbero stati destinati nel 2018 700.000 euro in totale.

"Il tempo a disposizione dell'uomo sta per finire": 15 mila scienziati scrivono una disperata lettera all'umanità

A 25 anni dal primo appello c'è stato un solo miglioramento ambientale: la riduzione del buco dell'ozono

Non è bastato il primo appello lanciato 25 anni fa. I progressi fatti per limitare i danni provocati dall'uomo al pianeta con cambiamento climatico, deforestazione, mancanza di accesso all'acqua, sovrappopolazione e animali in estinzione, sono stati troppi pochi. Per questo l"Unione degli scienziati preoccupati ha deciso di lanciare sulla rivista Bioscienceun secondo allarme, accompagnato dall'hashtag #ScientistsWarningtoHumanity, perché si agisca prima che i danni diventino irreversibili.

Il primo avviso, lanciato nel 1992, fu sottoscritto da 1.700 firmatari, tra cui molti premi Nobel. Quello lanciato oggi, a un quarto di secolo di distanza, dai due ricercatori William Ripple, dell'Oregon State University, e Thomas Newsome, dell'università di Sydney, ha avuto un'eco maggiore, grazie anche alla campagna che è diventata virale sui social, finendo per raccogliere finora le adesioni di ben 15.000 ricercatori di 184 Paesi.

La Russia ora conferma la nube radioattiva

Centrale Nucleare

Valori anomali di rutenio-106 erano stati rilevati in Italia del nord e nel resto d'Europa tra settembre e ottobre. Anche se la concentrazione era bassissima e priva di rischi, era rimasto il dubbio sull'origine della contaminazione. Oggi Mosca ha ammesso la presenza dell'elemento "fino a mille volte oltre alla norma" vicino al confine con il Kazakhistan

di ELENA DUSI

MOSCA ora ammette (ma solo a metà). La nube di rutenio-106 che ha sorvolato l’Italia del Nord e l’Europa tra la fine di settembre e la prima settimana di ottobre è stata osservata anche in Russia. Il servizio meteo Roshydromet ha fatto sapere ieri che negli Urali meridionali, al confine con il Kazakhistan, sono stati rilevati nell'aria livelli dell'elemento radioattivo mille volte oltre la norma. “E’ un grado di contaminazione estremamente alto” era scritto nel comunicato. Ma Rosatom, l’agenzia responsabile del nucleare in Russia, emanazione diretta del governo, si è affrettata a fare marcia indietro, negando ogni possibile incidente entro i suoi confini. In Italia la presenza di rutenio-106 era stata minima: pochi microbecquerel per metro cubo.

Manifesto per il Po, conferenza per il Po: Triennale di Milano, Sala Agorà 21 novembre 2017 14.00 -19.00

Conferenza per il Po: coordinare le risorse per valorizzare il territorio
Urbanpromo, Triennale di Milano, Sala Agorà 21 novembre 2017 14.00 -19.00 

I sottoscrittori del Manifesto per il Po indicono una conferenza per illustrare contenuti e obiettivi del Manifesto con una breve cronistoria della sua formazione, sottoscrizione e diffusione, per richiamare aspetti salienti e criticità inerenti lo stato del territorio e le attuali strutture di governo del Po, per avanzare richieste e proposte per l’attività delle istituzioni e delle associazioni volte alla tutela e allo sviluppo del nostro maggior fiume. Informazioni sul “Manifesto” e sulla rete dei sottoscrittori sono disponibili sul sito web https://manifestoperilpo1.wordpress.com/

La Conferenza prevede la partecipazione delle quattro Regioni attraversate dal Po, dei Ministeri interessati, di enti locali, autorità che operano sul fiume e di quanti sono interessati alla sua tutela e al suo sviluppo. Scopo della Conferenza è raccogliere contributi per l’individuazione e il coordinamento delle risorse economiche e di quelle amministrative e per dare concreto avvio a un piano strategico per il Po.

PROGRAMMA

14.00 Registrazione dei partecipanti

14.15 Saluto introduttivo

Stefano Stanghellini, URBIT

 

14.30 Relazioni di apertura

Gioia Gibelli e Sergio Malcevschi, Manifesto per il Po

 

15.00 Tavola rotonda con la partecipazione di:

Cristiano Corazzari, Assessore al territorio cultura e sicurezza di Regione Veneto;

Paola Gazzolo, Assessore alla difesa del suolo e della costa, protezione civile e politiche ambientali e della montagna di Regione Emilia Romagna;

Giorgio Bonalume, Assessorato all’ambiente, energia e sviluppo sostenibile di Regione Lombardia;

Un manifesto per salvare il Po ferito da clima e burocrazia

GIUSEPPE SALVAGGIULO

Una ventina di associazioni chiedono che il fiume diventi questione nazionale Troppi enti sovrapposti, ma mancano regole comuni. Appello alle istituzioni

Ci ricordiamo del Po solo quando esonda o va in secca con l’acqua salata che risale dal mare per dodici chilometri. Affetto da malattie naturali e burocratiche, il grande fiume che taglia e accarezza il Nord è negletto. «Clinicamente morto, uscito sia dall’agenda politica che dall’immaginario collettivo», dice Paolo Pileri, urbanista del Politecnico di Milano. Il Po è trattato come un gigantesco serpente burocratico, non come una risorsa preziosa da proteggere, curare, valorizzare. Non come una questione politica nazionale. Per questo una ventina di associazioni ha promosso un «Manifesto per il Po», un grido di denuncia e di proposta senza precedenti che sarà discusso con le istituzioni martedì prossimo a Milano.  

«L’idea è nata durante un convegno - racconta Luca Imberti, presidente lombardo dell’Istituto nazionale di urbanistica -. Ci siamo detti: al Po non serve un altro ente, ma una cosa nuova, una visione strategica e una rete leggera ma forte che tenga insieme le realtà già esistenti». Il lavoro che ha coinvolto esperti e associazioni ha prodotto un dossier («lo stato di salute del Po presenta aspetti critici, destinati ad acutizzarsi in conseguenza dei cambiamenti climatici») e la richiesta di «una presa di coscienza che non può essere demandata alla sommatoria di interventi frammentari».  

Flash mob di Greenpeace contro lo smog: "Il diesel è la vera minaccia per i nostri polmoni"

Flash mob dei volontari di Greenpeace contro lo smog: "Il diesel è la vera minaccia per i nostri polmoni"
Volontari in azione in 23 città italiane, tra cui Pescara, per denunciare l’impatto ambientale e sanitario dei veicoli diesel sulle nostre strade: "Raggiunte soglie critiche che impongono azioni immediate"

I volontari di Greenpeace hanno organizzato ieri vari flash mob in 23 città italiane, tra cui Pescara, per denunciare l’impatto ambientale e sanitario dei veicoli diesel sulle nostre strade. Ai semafori delle vie più trafficate o congestionate i volontari hanno ironicamente fatto pubblicità a un nuovo prodotto, un detersivo di nome “Diesel”, testato sui nostri polmoni, che lava più grigio di ogni altro sapone. Hanno poi distribuito volantini e piccoli ritagli di stoffa, brandelli di tessuti stesi all’aperto per settimane e ingrigiti dallo smog, per evidenziare quanto l’aria che respiriamo nelle nostre città possa scurire anche i capi più bianchi.

Greenpeace sta in particolare puntando la sua attenzione su un inquinante specifico della mobilità a gasolio, il biossido di azoto, che secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente è responsabile nel nostro Paese di oltre 17 mila casi di morte prematura l’anno.

Fabrizio Pezzuto (PUC) sulla classifica di Parma per Legambiente

Parma risulta quarta nella classifica nazionale delle performance ambientali stilata da Legambiente [LINK], un risultato davvero buono di cui essere orgogliosi pur tenendo conto del fatto che le classifiche rappresentano sempre e necessariamente uno specchio deformato della realtà, sia quando ci dicono cose piacevoli che quando evidenziano criticità.

A questo proposito resto un poco sorpreso dal fatto che il Sindaco e la sua Giunta abbiano deciso di cavalcare il dato alla grande, attribuendosi senza se e senza ma i meriti di questo risultato.

Ci sta, è una scelta, però coerenza vorrebbe che allora si commentassero e ci si prendesse la responsabilità dei posizionamenti che ci vengono assegnati da tutte le classifiche, non solo quelle che ci piacciono. Ad esempio quella sulla qualità della vita stilata nel 2016 dal Sole 24 Ore e che ci posizionava al 22° posto, ben nove in meno rispetto al 2015.

Stesso discorso per l'indice di sportività sempre del Sole 24 Ore, che nel 2016 ci ha collocato al 16° posto dopo che nel 2011 eravamo saliti al 1°.

E come non citare una classifica particolarmente scomoda, quella sui reati stilata sulla base delle statistiche fornite dal Ministero dell'Interno. In questo caso il dato è recente e ci vede scalare l'indice delle città meno sicure passando dal 19° posto del 2016 al 15° del 2017.

Purtroppo non mi pare di ricordare lunghi commenti da parte del Sindaco o dei suoi assessori ed è un peccato perché per ognuno di questi posizionamenti ci sarebbero state ampie considerazioni da fare.

Ecosistema Urbano 2017, Parma è la quarta nella classifica delle città italiane. Prima in Emilia Romagna

Ecosistema Urbano 2017, la nostra città quarta nella classifica delle città italiane. Prima in Emilia Romagna. 

Il Sindaco Pizzarotti: “Parma ha fame di grandi risultati” 

Parma, 30 ottobre 2017 – Parma rimane in testa alla classifica delle città con un Ecosistema Urbano green risalendo ben due posizioni dallo scorso anno: ora è la quarta città italiana.

L’indagine, promossa da Legambiente e Ambiente Italia, analizza 16 parametri divisi nelle macroaree aria, acqua, rifiuti, energie rinnovabili, mobilità e ambiente urbano. Parma risulta pertanto essere competitiva e virtuosa nelle politiche innovative, nel recupero e nella gestione delle acque, nella gestione dei rifiuti, nell’efficienza della gestione del trasporto pubblico e in quella che viene definita la mobilità nuova, legata all’alto tasso di spostamenti in bicicletta.  

Il commento del sindaco Pizzarotti: “Essere diventati la quarta città italiana è la dimostrazione che il lavoro e l’impegno portano sempre a buoni frutti. Abbiamo un obiettivo chiaro, diretto e senza tanti giri di parole: fare di Parma una realtà che se la gioca alla pari con le più importanti città nord europee. Mobilità innovativa, qualità ambientale, città verde e visione internazionale. La quarta posizione in classifica ci dice che stiamo andando nella giusta direzione. Parma oggi ha fame di grandi risultati, nel turismo, nella cultura, nello sviluppo sostenibile, nella rigenerazione urbana e soprattutto nella mobilità urbana, quest’ultimo tema molto attuale: da domani ci aspettano grandi sfide, e noi le affronteremo con la giusta convinzione”. 

Monsanto dà il 'bacio della morte' all'Europa, proteste contro il produttore mondiale di Glifosato

L'Europarlamento boccia il glifosato: "Via in 5 anni", con un bando dall'agricoltura che avverrà soltanto a partire dal 2022. Decisione che delude le aspettative delle associazioni italiane che speravano in uno stop immediato. Intanto, un nuovo studio californiano ha fatto emergere dati inquietanti: la concentrazione di glifosato nel sangue, dei pazienti sottoposti al test, è aumentata di 13 volte dal '93 al 2016 -

"L'idea di rinnovare la licenza dell'erbicida glifosato è un trucco, che non modifica nulla", avverte Greenpeace Europa che attacca la proposta della Commissione Europea - approvata dal Parlamento europeo - sull'eliminazione in 5 anni del glifosato e del progressivo bando della sostanza entro la fine del 2022. Per la coalizione #stopglifosato, che raccoglie 45 associazioni italiane che si sono schierate contro l'utilizzo dell'erbicida, si tratta di una truffa. 

L'alluvione di Parma, tre anni dopo: convegno all'Astra e cassa di espansione aperta

Il 13 e 14 ottobre l'Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPo), col patrocinio di Regione Emilia-Romagna, Comune di Parma e Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, organizza a Parma una “due giorni” di eventi dedicati alla “Sicurezza dalle piene nel nodo idraulico Parma – Colorno”, nel terzo anniversario dell’esondazione del Baganza. L’attenzione verterà in particolare sul progetto di cassa di espansione del torrente Baganza e sugli interventi realizzati e programmati lungo il corso d’acqua.

Il primo evento in programma è un convegno, aperto a tutti, venerdì 13 ottobre dalle 10 alle 13 al Cinema Astra. Interverranno l'assessore regionale alla difesa del suolo e protezione civile Paola Gazzolo , il Sindaco di Parma Federico Pizzarotti, il Segretario generale dell'Autorità di bacino distrettuale del fiume Po Meuccio Berselli, il Direttore di AIPo Bruno Mioni, il Dirigente dell'Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e protezione civile Francesco Capuano.
Nel pomeriggio di venerdì 13 ottobre (ore 15-18,30) e nella mattina di sabato 14 ottobre (ore 9,30-13), presso il Centro giovani Montanara di via Pelicelli, è previsto un "Open Day" in cui i cittadini potranno informarsi direttamente sul progetto di cassa di espansione del Baganza e su altri interventi idraulici. Oltre a materiali da visionare, saranno presenti tecnici a disposizione dei visitatori. 

Inquinamento dellʼaria, lʼItalia è il Paese con più morti in Europa

Secondo uno studio, ciò che respiriamo causa 91mila decessi allʼanno. La situazione più grave nella Pianura Padana

L'Italia è il primo grande Paese europeo per numero di morti legati all'inquinamento dell'aria. Questo è quanto emerge da uno studio presentato al Senato dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile, presieduta dall'ex ministro dell'Ambiente Edo Ronchi.

Fonte Link http://www.tgcom24.mediaset.it/green/inquinamento-dell-aria-l-italia-e-il-paese-con-piu-morti-in-europa_3097844-201702a.shtml

Norvegia, il paradiso delle auto elettriche. Ora non bastano le colonnine di ricarica

ricarica auto elettriche

Il paradosso europeo: il più grande produttore di petrolio del Vecchio Continente è anche il numero uno tra i veicoli a zero emissioni. Un'auto immatricolata su tre è elettrica. Un'esplosione così rapida che gli strumenti di ricarica non riescono a stare al passo

di ANDREA TARQUINI

MILANO - Sapete qual è nel mondo il paradiso delle auto elettriche? Incredibile a dirsi, un PetroStato, anzi l´unico PetroStato europeo: la Norvegia, il felice regno giudicato dalle Nazioni Unite paese al mondo con la massima qualità della vita. In Norvegia ormai un´auto immatricolata nuova su tre è elettrica, e in un paese di poco piú di 5,2 milioni di abitanti, per prospero che sia, il numero di immatricolazioni di auto elettriche o ibride spesso plug-in cresce del 100 per cento. Fin qui tutto bene: l´obiettivo bipartisan, condiviso dal centrodestra al governo e dalle opposizioni di sinistra, è di arrivare all´ormai vicino 2025 con il permesso di immatricolare solo auto elettriche. Strategia condivisa dalla vicina Svezia, potenza egemone-soft del grande Nord.

Cassa espansione sul Baganza, Barbara Lori: "Fortissimo impatto ambientale, va rivista"

La consiglera regionale del Pd Barbara Lori, ex sindaco di Felino, invita la Regione a rivalutare l'opera di sicurezza idraulica prevista a Felino

Punto a favore delle associazioni ambientaliste nel percorso verso la cassa di espansione sul torrente Baganza. La consigliera regionale del Pd Barbara Lori ha infatti presentato una interrogazione alla Regione perché nella realizzazione si tenga conto "dell'impatto ambientale e paesaggistico" dell'opera.

Il progetto, presentato nei mesi scorsi dall'assessora regionale Paola Gazzolo, punta alla sicurezza idraulica dei territori di Parma e Colorno. Il progetto definitivo è ultimato: l’opera si estenderà su un’area di circa 860 mila metri quadrati, per buona parte ex area di cava; potrà contenere fino a 4,7 milioni di metri cubi di acqua e richiederà un investimento di 55 milioni di euro. La procedura di valutazione di impatto ambientale è già partita: il 6 marzo si è riunita per la prima volta la Conferenza dei Servizi, che dovrà concludere i lavori entro l’autunno per consentire la progettazione esecutiva.

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