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La vita sta cambiando pelle

Ambiente e Ecologia

Ambiente Ecologia: raccolta di notizie, informazioni e opinioni nazionali e internazionali su ambiente, natura, ecologia, inquinamento. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Allarme Pfas in Veneto: cos'è, cosa fa e in quali prodotti si trova

La sostanza presente nell'area tra Padova, Verona e Vicenza viene adoperata per impermeabilizzanti, tappeti, divani, sedili delle auto e rivestimenti antiaderenti delle pentole.

Le sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) sono composti chimici che rendono le superfici trattate impermeabili all'acqua, allo sporco e all'olio. Vengono adoperate per numerosi prodotti come per esempio impermeabilizzanti per tessuti, pelli e carta oleata oppure tappeti, divani, sedili delle auto e contenitori per alimenti. Ma l'utilizzo più noto è probabilmente quello che se ne fa come rivestimento antiaderente delle pentole e dei tessuti impermeabilizzanti e tecnici.

RICONOSCIUTI COME CANCEROGENI. Legambiente in un rapporto spiega come «a livello medico i Pfas siano riconosciuti come cancerogeni e responsabili di una serie di altre gravi patologie». In Veneto, viene osservato, la contaminazione delle acque superficiali e le acque di falda da Pfas ha come «principale fonte» lo scarico industriale. «La scoperta dell'inquinamento in corso», osserva Gigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto, «è avvenuta a seguito di uno studio del Cnr: i ricercatori nel 2013 evidenziavano come le elevate concentrazioni di Pfas destassero preoccupazione dal punto di vista ambientale e un possibile rischio sanitario per le popolazioni che bevevano quest'acqua».

Clima: troppa CO2 nell’aria, le verdure diventano meno nutrienti

Chi sostiene che i cambiamenti climatici non influiscano su ciò che ci circonda si sbaglia di grosso. Una recente ricerca infatti ha scoperto che la maggiore concentrazione di CO2, anidride carbonica, nell’aria modifica persino le caratteristiche alimentari delle piante che mangiamo trasformandole in cibo spazzatura.

Secondo la ricerca del biologo e matematico Irakli Loladze la CO2 favorisce la fotosintesi clorofilliana, è vero, ma allo stesso tempo l’eccesso di anidride carbonicarischia di minacciare la disponibilità di legumi e cereali nei prossimi anni. Lo scienziato ha scoperto, nel corso di diversi esperimenti, che alcune alghe, proprio per l’eccesso di CO2, aumentavano in quantità, ma erano sempre meno nutrienti.

=> Scopri l’impatto dei cambiamenti climatici sulle città secondo Legambiente

 

La stessa cosa sembra stia succedendo anche su frutta e verdura il cui apporto di sali minerali, vitamine e proteine negli ultimi anni è diminuito sensibilmente proprio perchè i vari gas serra peggiorano la qualità dei prodotti. Il grano ha una capacità nutritiva inferiore del 9,3% per lo zinco e del 5,1% per quanto riguarda il ferro.

=> Leggi il rapporto tra pesca e cambiamento climatico

 

CAMBIAMENTI CLIMATICI E CONSUMO DI CARNE

Franco Libero Manco

Non ci vuole un genio per capire che il nostro limitato pianeta non può metabolizzare la progressiva antropizzazione dell’uomo, l’inquinamento che produce e la crescita esponenziale della popolazione. Le metropoli invadono la natura e la conseguente cementificazione riduce a vista d’occhio gli spazi verdi vitali. Le porzioni della “torta” da dividere si fanno sempre più esigue e solo i furbi e i “predatori” riescono a farla franca. Ma per quanto?

La terra è ammalata e a farla ammalare è la specie umana che come un cancro distrugge l’ambiente in cui vive. E così avveleniamo la terra  con la chimica, inquiniamo l’ambiente, sventriamo le montagne, deprediamo i mari, e come se non bastasse bruciamo i boschi. Le prospettive sono allarmanti e quello che si sta verificando è solo l’inizio di un’era contro cui l’umanità si troverà a combattere per sopravvivere. Se non ci sarà  una forte volontà politica a livello globale di invertire la rotta, ed una presa di coscienza individuale, occorre prepararsi al peggio, rassegnarsi a siccità sempre più roventi, a sbalzi climatici e a conseguenti frequenti  inondazioni. Ma la vera rivoluzione può venire solo dalla massa attraverso la responsabilità individuale che deriva dalle scelte quotidiane.

Il lato nero del cioccolato. "Così stanno morendo le foreste dell'Africa"

La denuncia dell'ong Mighty Earth: 80% delle foreste scomparse in Costa d'Avorio. E molto del cacao che mangiamo è "illegale"

di GIACOMO TALIGNANI

MENTRE noi ci gustiamo la nostra barretta di cioccolato migliaia di ettari di foreste africane sono già scomparsi uccidendo animali ed interi ecosistemi. Alberi appartenenti a parchi nazionali e zone che dovevano essere protette sono diventate vittime della deforestazione per lasciar spazio all'industria del cacao.

La denuncia, multipla, che punta il dito contro la complicità del governo ivoriano e le disattenzioni delle principali aziende produttrici di cacao internazionali, arriva da un dettagliato report dell'organizzazione non governativa Mighty Earth (.pdf). Per l'ong l'80% delle foreste della Costa d'Avorio, principale esportatrice di fave di cacao dato che è da lì che arriva il 40% del cioccolato al mondo, sono scomparse negli ultimi 50 anni. Non basta: il cioccolato che giunge sulle nostre tavole è spesso "illegale", dato che parte delle fave proviene da aree che dovevano essere protette ma, grazie a un sistema di corruzione e favoritismi, viene mischiato alle partite legali di fave. 

Nel report vengono citate decine di aziende, dalla Mars alla Nestlè, la Lindt, Olam, Cargill, Barry Callebaut o l'italiana Ferrero che, come ha specificato il Guardian, testata che ha diffuso i dati in anteprima, non negano il problema spiegando di esserne a conoscenza e si dicono impegnate a fare di tutto per mettere fine alla deforestazione delle riserve.

Cambiamenti climatici e impatto sulle città nel dossier di Legambiente

cambiamenti climatici stanno mettendo alla prova duramente le nostre città. Su questo tema Legambiente ha presentato un interessante dossier dal titolo “Le città alla sfida del clima”. L’obiettivo è quello di analizzare e classificare le informazioni sui danni che nel nostro Paese provocano i fenomeni meteo violenti.

Dalle alluvioni alle piogge torrentizie, dalle ondate di calore ai periodi di siccitàestrema: spesso le nostre città e i nostri territori non sono preparati ad affrontare sfide di questo genere imposte dai cambiamenti climatici. Molti sono indietro nelle politiche di adattamento ai mutamenti del clima. Per questo motivo i cittadini ne pagano le conseguenze sia per quanto riguarda la loro salute che nei casi più gravi la loro stessa incolumità.

=> Cambiamenti climatici colpa dell’uomo secondo rapporto USA, leggi perché

Dal dossier presentato da Legambiente risulta che dal 2010 al 2017 su 126 comuni italiani si sono registrati impatti significativi con 242 manifestazioni meteo dannose, che hanno colpito il territorio e la salute di chi abitava in queste città.

Clima: isole del Pacifico stanno sparendo per l’innalzamento del mare

Cinque isole facenti parte dall’arcipelago delle isole Soloman sono scomparse nell’Oceano Pacifico. Queste cinque isole sono state completamente sommersedall’acqua per colpa di un aumento dei livelli del mare. Alcune di queste non erano abitate, ma altre invece sì e ben due villaggi sono stati distrutti. Questa tendenza del livello del mare ad aumentare non è finita, anzi, sembra che stia aumentando facendo così preoccupare gli scienziati.

=> Isola polinesiana in vendita, leggi i dettagli

Un nuovo studio ha scoperto che altre isole in Micronesia sono state sommerse dal mare. A condurre l’indagine è stato Patrick Nunn, professore di Geografia e Direttore Associato dell’Università della Costa del Sole nel Centro di Ricerca per la Sostenibilità dell’Australia. Parlando con la gente del posto e osservando le immagini satellitari, il professor Nunn e il suo team hanno così scoperto che diverse grandi isole erano completamente scomparse. Tra queste anche la famosa isola Nahlapenlohd.

=> Scopri Patch Garbage South Pacific, nuova isola di rifiuti nell’oceano

Tutta la plastica che beviamo

Numerose ricerche mostrano la presenza di fibre di plastica negli oceani, nelle acque dolci, nel suolo e nell’aria. Questo studio è il primo a provare l’esistenza di una contaminazione da plastica nell’acqua corrente di tutto il mondo

Dai rubinetti di casa di tutto il mondo, da New York a Nuova Delhi, sgorgano fibre di plastica microscopiche, secondo una ricerca originale di Orb Media, un sito di informazione non profit di Washington.

Lavorando insieme ai ricercatori dell’Università statale di New York e dell’Università del Minnesota, la Orb Media ha testato 159 campioni di acqua potabile di città grandi e piccole nei cinque continenti. L’ottantatré per cento di questi campioni, compresa l’acqua che esce dai rubinetti del Congresso degli Stati Uniti e della sede dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente, a Washington, e quella del ristorante Trump Grill nella Trump Tower, a New York, conteneva microscopiche fibre di plastica. E se ci sono nell’acqua di rubinetto probabilmente ci sono anche nei cibi preparati con l’acqua1, come pane, pasta, zuppe e latte artificiale, dicono i ricercatori.

«È una notizia che dovrebbe scuoterci», ha scritto Muhammad Yunus, premio Nobel per la pace 2006. «Sapevamo che questa plastica tornava da noi attraverso la catena alimentare. Ora scopriamo che torna da noi attraverso l’acqua potabile. Abbiamo una via d’uscita?». Yunus, il fondatore della banca di microcredito Grameen Bank, progetta di lanciare un’iniziativa contro lo spreco di plastica nei prossimi mesi.

Verso un sistema agroalimentare sostenibile: appuntamento degli economisti agrari all'università di Parma

Verso un sistema agroalimentare sostenibile, questo il titolo e la sfida del XV congresso triennale dell’associazione europea degli economisti agrari (www.eaae2017.it ).

L’importante appuntamento triennale si svolge per la prima volta a Parma da domani (martedì 29 agosto) a venerdì 1 settembre grazie alla candidatura presentata, a suo tempo, da Filippo Arfini, professore ordinario di Economia dei Network Agroalimentari del dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell'ateneo di Parma.

Durante la quattro giorni – che ha come sponsor principali Crédit Agricole Cariparma e L’Isola d’Oro, Conserve Ittiche - i rappresentanti del mondo agricolo, dell’industria agroalimentare, studiosi ed esperti (circa un migliaio) provenienti da ogni parte del mondo, parteciperanno a incontri e tavoli di lavoro per riflettere sulla sostenibilità del sistema agroalimentare di fronte ai nuovi scenari di mercato e alle istanze dei consumatori.

La sessione di apertura del congresso – in programma alle 17 di martedì 29 agosto all’auditorium polifunzionale del Campus, in via delle Scienze - sarà anticipata, alle 15,30, da una tavola rotonda sul tema L’industria agroalimentare italiana, affrontare le sfide economiche, politiche, sociali e ambientali di dimensione mondiale.

Per l’occasione interverranno Luca Virginio, responsabile della comunicazione e relazioni estere del gruppo Barilla; Giovanni Pomella, direttore generale di Parmalat; Giuseppe Colotto, amministratore delegato di Grandi Salumifici Italiani; Roberta Corrà, direttore generale del Gruppo Italiano Vini; Francesco Mutti, amministratore delegato di Mutti. Modererà l’incontro Domenico Dentoni (Wageningen University & Research).

Terremoto a Ischia, crolli a Casamicciola. Feriti e dispersi, evacuato l'ospedale Rizzoli

Una scossa di magnitudo 3.6 ha colpito l'isola e la costa flegrea. Danni soprattutto nel Comune nella parte nord. I racconti: "Un boato, poi il black out". Centinaia di persone in strada

di DARIO DEL PORTO e PASQUALE RAICALDO

Panico a Ischia per la scossa di terremoto di magnitudo 3.6 che alle 20.57 ha colpito l'isola e la costa flegrea. "Un boato, poi il black out" raccontano i testimoni, centinaia le persone in strada. Molti danni nella parte settentrionale, nel comune di Casamicciola dove, in piazza Maio, è crollata una palazzina abitata. La chiesa del Purgatorio è andata distrutta, numerosi alberghi sono isolati. Si registrano dispersi e feriti.

La scossa, registrata in mare a una profondità di 10 chilometri, è stata avvertita distintamente anche in altre zone dell'isola, come Barano e Forio. I comuni più vicini all'epicentro sono Forio, Serrara Fontana, Lacco Ameno, Barano d'Ischia e Casamicciola Terme.

SOPPRESSIONE DEL CORPO FORESTALE RINVIATA ALLA CORTE COSTITUZIONALE

Carlo Consiglio

SOPPRESSIONE DEL CORPO FORESTALE RINVIATA ALLA CORTE COSTITUZIONALE

La legittimità della soppressione del Corpo Forestale dello Stato e l’assorbimento del personale nell’Arma dei Carabinieri, riforma voluta nel 2016 dal Governo in base alla legge delega Madia, sarà valutata dalla Corte Costituzionale. Il provvedimento è risultato del contenzioso apertosi dinanzi ai TAR d’Italia a seguito dei ricorsi presentati da oltre 2000 membri dell’ex Corpo Forestale i quali, con la riforma, avevano visto mutato il loro status giuridico da civile a militare.

UCCISO ORSO KJ2 NEL TRENTINO PER ORDINE DELLA PROVINCIA

Carlo Consiglio

UCCISO ORSO NEL TRENTINO PER ORDINE DELLA PROVINCIA

Nella serata del 12 agosto 2017 gli agenti del Corpo forestale della Provincia autonoma di Trento hanno proceduto all’abbattimento dell’orsa KJ2 in attuazione dell’ordinanza emessa dal presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi per garantire la sicurezza delle persone. "Ciò stato possibile - si legge nel comunicato della Provincia - grazie alle precedenti attività di identificazione genetica e successiva cattura e radiocollarizzazione ai fini della riconoscibilità dell’animale. Il documentato indice di pericolosità dell’esemplare, culminato nel ferimento di due persone, ha richiesto l’attuazione dell’ordinanza nel più breve tempo possibile”.  La LAC ha espresso indignazione. Proteste sono state espresse anche dalle associazioni Associazione Radicale Ecologista, AIDAA e Verdi del Trentino.

CONSIGLIONEWS N. 57
14 agosto 2017

CHIESTO ANNULLAMENTO STAGIONE VENATORIA 2017/18

Carlo Consiglio

CHIESTO ANNULLAMENTO STAGIONE VENATORIA

ENPA, Italia Nostra, LAC, LAV, LIPU E Mountain Wilderness: ANNULLARE LA STAGIONE DI CACCIA 2017/18

I devastanti incendi che hanno distrutto più di 85.000 ettari di territorio, uniti alla gravissima siccità che ha investito la nostra penisola, stanno creando enormi danni all’economia nazionale e all’ambiente, comportando anche difficoltà per l’approvvigionamento idrico e alimentare delle città. Una situazione che non ha eguali in Europa e che sta determinando pesanti ricadute sulla vita degli animali selvatici.

Infatti un territorio così devastato non è in grado di dare il necessario sostentamento a coloro che sono riusciti a sopravvivere alle fiamme e alla scarsità d’acqua, causando quindi un vero e proprio sterminio.

Ma oltre alle morti dirette e indirette causate da incendi e siccità, si profila a breve l’apertura della stagione di caccia 2017/2018 che approfittando delle preaperture, comincerà il prossimo 1 settembre. Da quel giorno gli animali selvatici sopravvissuti alle calamità naturali della siccità e criminali degli incendi, subiranno tutta la pressione venatoria dei cacciatori che si concentrerà nelle zone che possono garantire ancora il sostentamento necessario agli animali per sopravvivere.

Tempesta geomagnetica in arrivo il 16 luglio. Aurore anche su New York e Scozia

Secondo il Noaa, l'agenzia americana per gli oceani e l'atmosfera, il fenomeno sarà di entità moderata ed è atteso per domenica 16 e lunedì 17. Possibili sbalzi di tensione alle alte latitudini e problemi per le orbite di satelliti e Iss. "Le luci del nord" saranno visibili fino a New York, Regno Unito e Danimarca

di MATTEO MARINI

UNA TEMPESTA geomagnetica sta per colpire la Terra dopo l'eruzione solare scatenata dalla gigantesca macchia rivolta verso il nostro pianeta nelle prime ore del 14 luglio. La previsione è del Noaa, l'agenzia governativa statunitense che monitora gli oceani e l'atmosfera. Il flusso di particelle 'sparatò dalla nostra stella arriverà il 16 luglio, innescando un fenomeno che sarà comunque di entità "moderata" secondo i meteorologi dello spazio e durerà probabilmente fino al 17.

INCOSTITUZIONALE LEGGE DEL VENETO SULLA CACCIA

Carlo Consiglio

INCOSTITUZIONALE LEGGE DEL VENETO SULLA CACCIA

Con sentenza n. 174, depositata il 13 luglio 2017, la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionali vari articoli della legge regionale del Veneto n. 18 del 27 giugno 2016. 

La Consulta si è pronunciata dopo una richiesta di impugnazione, formulata dal Consiglio dei Ministri, anche a seguito di un dettagliato esposto formulato la scorsa estate dalla Lega per l’Abolizione della Caccia e da altre associazioni per la tutela della fauna selvatica, ritenendo fondati tutti i punti su cui erano stati sollevati forti dubbi di legittimità e di palese contrasto con la normativa ittico-venatoria nazionale. 

Per effetto della sentenza 174/2017 della Corte Costituzionale cessano di avere efficacia quelle disposizioni regionali del Veneto che: 

- prevedevano abbattimenti in periodi di divieto venatorio e in zone protette di specie faunistiche da controllare, senza la presenza obbligatoria di agenti di polizia provinciale, ma ricorrendo direttamente ai cacciatori;

- attribuivano la possibilità di cacciare in forma vagante anche ai cacciatori titolari della sola opzione per cacciare da appostamento;

Carlo Consiglio: CAMERA ESAMINA PROPOSTE DI LEGGE SU TUTELA ANIMALI

Carlo Consiglio

Il 30 giugno 2017 la Commissione Giustizia della Camera dei deputati ha avviato in sede referente, con abbinamenti, l’esame di 7 proposte di legge sulla tutela penale e civile degli animali a prima firma della presidente del Movimento Animalista Michela Vittoria Brambilla. Si tratta delle proposte seguenti:

A.C. 308 BRAMBILLA: “Modifiche al codice penale e altre disposizioni in materia di delitti contro gli animali” e A.C. 3005 BRAMBILLA: “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni per l’integrazione e l’armonizzazione della disciplina in materia di reati contro gli animali”: si tratta di due testi che aumentano le pene per maltrattamento e uccisione di animali, perché siano effettivamente puniti almeno nei casi più gravi con la reclusione, ed elevano al rango di delitto l’abbandono e la detenzione di animali in condizioni incompatibili con le loro esigenze etologiche.

A.C. 795 BRAMBILLA e CASTIELLO: “Introduzione dell’articolo 155-septies del codice civile, concernente l’affido degli animali di affezione in caso di separazione dei coniugi” e  A.C. 796 BRAMBILLA e CASTIELLO: “Introduzione dell’articolo 586-bis del codice civile, concernente l’affido degli animali di affezione in caso di morte del proprietario o detentore”: questi due testi introducono semplici ma importanti riforme nell’interesse degli animali d’affezione.

A.C. 2966 BRAMBILLA: “Modifica all’articolo 30 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, in materia di sanzioni per l’abbattimento, la cattura o la detenzione illeciti di taluni animali selvatici”, che inasprisce le peno per chi abbatte orsi o lupi.

A.C. 3395 BRAMBILLA: “Modifica all’articolo 625 del codice penale, concernente l’introduzione di una circostanza aggravante nel caso di furto di animale di affezione”, che potrebbe costare a chi lo commette, in casi estremi, fino a 10 anni di carcere.

Carlo Consiglio: APPROVATA UNA PESSIMA LEGGE SUI PARCHI NATURALI

Carlo Consiglio

“La Camera dei Deputati, in accordo con il Governo e la maggioranza politica, ha licenziato una riforma che trasforma le aree protette in strumenti della politica locale, dimenticando a cosa serva la legge 394. Una brutta pagina, grigia e priva di coraggio, per la storia della legislazione ambientale italiana”.

Lo dichiara la LIPU dopo il voto della Camera dei Deputati che ha approvato il disegno di modifica della legge 394/91 sulle aree protette.

“La lista delle cose negative della riforma è molto lunga: dalla cancellazione delle competenze per i direttori dei parchi alla politicizzazione della governance, dallo sgretolamento dell’interesse nazionale al netto sbilanciamento a favore dei poteri locali, dalla possibilità di estrazioni petrolifere al meccanismo di controllo della fauna selvatica, che non risolverà alcun problema di sovrannumero e anzi aggraverà i casi, aprendo i parchi alla caccia e dando ai cinghialai il paradossale compito di far diminuire i cinghiali.

E che dire dell’umiliazione del Delta del Po, una delle aree più importanti d’Europa per gli uccelli migratori e la biodiversità, che Governo e Parlamento non hanno avuto il coraggio, una volta ancora, di trasformare in parco nazionale?

C’è tuttavia un tema, solo in apparenza secondario, che descrive il senso di questa riforma: è il mancato riconoscimento dei siti Natura 2000, cioè dei siti europei più importanti per la conservazione della natura, come aree protette ai sensi della legge italiana. Un fatto incredibile, inspiegabile, che dimostra la distanza dei legislatori e di tutti quelli che hanno sostenuto la riforma, dalla missione naturalistica della legge 394.

Ecco perchè il 2017 potrebbe essere l’anno record del riscaldamento globale

Fabio Di Todaro

Il confronto rispetto al trentennio inaugurato nel 1971 e concluso nel 2000 realizzato l’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Centro Nazionale Ricerche (Cnr)

All’inizio dell’estate mancano ancora due settimane. Ma se le premesse sono attendibili, c’è da aspettarsi tre mesi caratterizzati da forti ondate di calore: dalla Valle d’Aosta alla Sicilia. La bella stagione s’appresta infatti a far seguito alla seconda primavera più calda, dal 1800 a oggi. Una parentesi, quella in corso, segnata da un aumento medio delle temperature pari a 1,9 gradi. Il confronto rispetto al trentennio inaugurato nel 1971 e concluso nel 2000 lo ha realizzato l’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Centro Nazionale Ricerche (Cnr), che ha sottolineato come un maggiore aumento medio delle temperature sia stato registrato soltanto nel 2007 (+2,2 gradi). I picchi dell’ultimo mese hanno interessato la Sardegna, la Campania e l’arco della Puglia rappresentato dal golfo di Taranto. 

Temperature elevate e penuria di piogge  

Troppi rifiuti da Reggio, delibera del Sindaco Pizzarotti sull'inceneritore riapre lo scontro

Il Comune diffonde, a tre giorni dal voto, un atto di Giunta che prospetta lo sforamento dei limiti imposti all'impianto di Ugozzolo. E così, cinque anni dopo, il termovalorizzatore riaccende la campagna elettorale. Le parole di Lavagetto, Alfieri e dell'assessore reggiano Tutino

Il termovalorizzatore di Parma rischia di sforare il limite di 130mila tonnellate di rifiuti urbani da smaltire stabilito dalla Regione Emilia Romagna. Serve un intervento perché il quantitativo di residuo in arrivo nell'impianto di Ugozzolo da Reggio Emilia è troppo. 

Se il tema dell'inceneritore era stato uno tra i meno dibattuti in campagna elettorale, ci pensa la Giunta Pizzarotti, a cinque giorni dal voto per le Comunali, a riportare le lancette indietro di cinque anni e a riaccendere sull'epico tema lo scontro politico.

Il via lo dà una delibera di Giunta che arriva ai giornali allegata a una mail inviata dall'ufficio stampa comunale. Viene spiegato che, secondo i dati del Comune di Parma, al 30 aprile 2017 sono stati conferiti nell'inceneritore circa 64mila tonnellate di spazzatura, di cui poco più di 56mila tonnellate destinate all'incenerimento. "È molto probabile - si legge nella delibera di Giunta - il superamento dei quantitativi previsti per l'anno 2017".

Per quanto riguarda i rifiuti urbani arrivati nel termovalorizzatore, 31mila tonnellate circa arrivano dalla provincia di Reggio Emilia e circa 15.200 tonnellate dal territorio di Parma. "La tendenza in essere - si legge nell'atto - evidenzia, come nel 2016, un incremento nella produzione di rifiuti da parte di Reggio Emilia e una riduzione da parte di Parma rispetto alle previsioni del Prgr (Piano regionale gestione rifiuti ndr)".

In base al documento della Regione per la provincia di Parma è stato fissato in limite di 71.711 tonnellate all'anno di rifiuti indifferenziati, mentre per Reggio il massimo è di 75.340

Crisi idrica nel Parmense, Montagna 2000: "A rischio continuità del servizio"

Montagna 2000, società pubblica che gestisce il servizio idrico in Valtaro su un'area di 1300 km quadrati, sottolinea la "grave crisi idrica che sta mettendo a dura prova la continuità del servizio".

La carenza di pioggia nel piacentino e nel parmense è inferiore fino all’80 % rispetto allo scorso anno.

Nel corso dei mesi invernali e primaverili la società ha varato un piano di manutenzione straordinaria delle fonti per garantire la massima produttività possibile e, nello stesso tempo, ha messo sotto controllo i punti di prelievo non autorizzati o misurati riuscendo così ad identificare perdite copiose o usi non corretti.

"Può non bastare" viene però precisato dall'azienda che dunque invita l'utenza a "comportamenti consapevoli che consentono di ridurre la dispersione della risorsa idrica limitandone i consumi a quanto necessario ed evitando prelievi per usi diversi da quello idropotabile. La priorità è quella di garantire il servizio e siamo certamente impegnati da fare la nostra parte ma, non di meno, crediamo che la collaborazione dei cittadini e degli utenti sia fondamentale".

"Stiamo vivendo - viene ribadito - una vera e propria situazione di emergenza che, nelle prossime ore, vedrà le istituzioni regionali discutere con i gestori ed i consorzi di bonifica quali possano essere gli interventi immediati e strutturali da mettere in campo per garantire un servizio vitale alla popolazione. Non si può non tenere conto del cambiamento climatico in atto che ha profondamente mutato lo scenario in cui siamo chiamati ad operare e merita l’impegno prima di tutto dell’azienda e delle Istituzioni, ma anche degli utenti". 07/06/2017

Fonte Link parma.repubblica.it

La Cassa di Espansione sul Baganza sarà rivista e valutato con attenzione il progetto della Provincia

QUI BERCETO.

RINGRAZIO QUANTI HANNO FATTO LE OSSERVAZIONI ALLA GRANDE DIGA, DISTRUTTIVA DEL BAGANZA. GRAZIE A LORO ABBIAMO UNA POSSIBILITA’ DI FAR VALERE IL BUON SENSO.
Il responsabile del Via regionale ha chiesto, tra le tante cose, di valutare, attentamente il Progetto della Provincia.
Se agiamo con intelligenza POSSIAMO FARCELA!

SERVIZIO VALUTAZIONE IMPATTO E PROMOZIONE SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE IL RESPONSABILE ALESSANDRO MARIA DI STEFANO

Quadro Progettuale 
4. Approfondimento dell’analisi di confronto delle alternative progettuali considerate. Si chiede di fornire maggiori dettagli circa le diverse soluzioni localizzative, con particolare riferimento allo 
CB Richiesta_integr_Cassa Baganza.doc 
studio di fattibilità elaborato dalla Provincia di Parma per la realizzazione di un sistema di tre casse in derivazione indipendenti.

QUI BERCETO

GRANDE VASCA D’ESPANSIONE SUL BAGANZA ALLE PORTE DI PARMA

Cassa sul Baganza: No grazie! Meglio le antiche briglie.

Il Baganza presso Ravarano di Calestano Il Baganza presso Calestano e Ravarano

Presidente Stefano Bonaccini venga a fare un sopralluogo. La sua visita sarebbe molto apprezzata

55 milioni di euro per la cassa di espansione sul Baganza è una cifra troppo importante per un’opera che risolve il problema parzialmente: tutelando la città di Parma, ma senza positive ripercussioni per i paesi a monte. In particolare un’opera fortemente impattante per il luogo in cui verrebbe costruita (Casale di Felino). Tutti esperti, tecnici e molti Sindaci non la condividono. Ma i 55 milioni stanziati sono una bella tombola!.. per chi la costruisce. 
Vi è un progetto della Provincia del 2015, che prevede 3 piccole casse lungo l'alveo [LINK], di impatto minore e con metà spesa, sostiene Giuliano Serioli di Rete Ambiente Parma, che purtroppo non viene preso in adeguata considerazione.

Rete Ambiente Parma: secco no di sindaci e popolazione alla cassa Aipo sul Baganza

Giovedì scorso a Felino l’assemblea per discutere della cassa di espansione sul Baganza

Positiva assemblea giovedì 25 al cinema di Felino: tanta gente, tanti sindaci della val Baganza, politici come il deputato Giuseppe Romanini del Pd ed anche Cesare Azzali dell'Upi.

Ma, soprattutto, interventi veri sulla cassa d'espansione, sul torrente Baganza, sull’alveo disastrato e sui problemi della valle, dei suoi versanti boscati.

Organizzata dal Comitato del Casale, da Rete Ambiente Parma e dall'opposizione di sinistra in consiglio comunale, l’incontro ha messo subito al centro la discrepanza tra un manufatto così impattante sul territorio e un'asta di torrente abbandonata a se stessa nella sua parte montana.

Come volere testardamente mettere insieme una scarpa e una ciabatta.

Come se l'alluvione non fosse arrivata proprio dai pendii, da quei versanti ripidi e soggetti a taglio raso, da quel profilo di torrente il cui alveo si è abbassato lasciando terrazzi pensili non più inondabili dalle piene, in cui si è costruito e sottratto spazio all'acqua.

Quello che manca nel progetto Aipo è proprio l’assenza della valutazione dell'impatto territoriale dell’opera.
Gli ingegneri ci hanno frastornato di dati, slides e numeri per raccontarci quanto sia perfetto il loro manufatto, la loro cattedrale nel deserto, ma il problema vero è che non hanno messo nel progetto la riqualificazione dell'alveo del torrente.

Non hanno spiegato come ripristinarlo per metterlo in grado di affrontare le piene di un futuro in cui il cambiamento climatico si farà sentire.

Non hanno tenuto conto minimamente della gente, della necessità di informarla e consultarla in corso d'opera, mentre cresceva l'impianto progettuale.

Suolo in pericolo: incontro pubblico sul disegno di legge urbanistaca regionale lunedì 29 maggio 2017 ore 21 Centro Bizzozero di Parma

Suolo in pericolo

Lo storico dell’arte Tomaso Montanari sostiene che: “se questa legge dovesse passare, i comuni verrebbero programmaticamente espropriati della facoltà di decidere il futuro del loro territorio: una possibilità interamente conferita ai privati. Dalla (pessima) urbanistica contrattata si passerebbe così alla (esiziale) urbanistica privatizzata: esattamente il contrario di ogni idea di piano

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