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La vita sta cambiando pelle

Ambiente e Ecologia

Ambiente Ecologia: raccolta di notizie, informazioni e opinioni nazionali e internazionali su ambiente, natura, ecologia, inquinamento. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Dalle nocciole turche alle arachidi cinesi, la lista nera dei cibi pericolosi per la salute

Le nocciole e l’altra frutta secca dalla Turchia contaminate da aflatossine cancerogene hanno fatto scattare l’allerta nei Paesi comunitari. Poi ci sono le arachidi dalla Cina, il peperoncino e le altre spezie dall’India, per la presenza di contaminazioni microbiologiche e di residui chimici. Coldiretti ha messo a punto una «lista nera» di dieci prodotti importati che possono causare danni alla salute di chi li consuma, soprattutto di quei «9,7 milioni di italiani che regolarmente abbinano ingredienti nostrani con prodotti provenienti da altri paesi, come ad esempio la curcuma originaria dell’India o le bacche di goji, i fagioli azuchi e lo zenzero che sono in gran parte di provenienza cinese”»

Coldiretti ha elaborato il rapporto del ministero della Salute sul sistema di allerta europeo per rischi alimentari. Al quarto posto di questa black list per contenuti fuori norma di metalli pesanti per tonno e pesce spada provenienti dalla Spagna mentre preoccupante è la situazione della frutta e verdura proveniente dalla Turchia con fichi secchi fuori norma per la presenza di aflatossine e i peperoni per i pesticidi.

Al sesto posto la frutta secca proveniente dall’India con l’allarme salmonella scattato nei semi di sesamo, mentre irregolarità per le aflatossine sono state trovate nei pistacchi dall’Iran. Nella frutta e verdura proveniente dall’Egitto – continua la Coldiretti -, che gode di un regime agevolato per l’esportazione in Italia, è stata segnalata la presenza irregolare di pesticidi in prodotti come le olive e le fragole, ma hanno creato problemi anche i pistacchi provenienti dagli Usa per le aflatossine cancerogene e il pesce dal Vietnam con un eccessivo contenuto di metalli pesanti, che chiude la lista dei dieci cibi più pericolosi.

3 marzo, Giornata internazionale della natura

 

9 associazioni firmano la Carta di Roma per il recupero degli animali salvati non a fini di lucro

e scrivono a Gentiloni, Galletti, Lorenzin e Bonaccini per denunciare il ritardo dello Stato 

“Necessario un nuovo quadro normativo per il riconoscimento e la promozione dei centri di recupero e i santuari degli animali, tutelando e rendendo effettiva la loro funzione di interesse collettivo” 

In occasione del World WildLife Day, la giornata internazionale della natura indetta dalle Nazioni Unite, le associazioni ENPA, Il Rifugio degli asinelli, Italian Horse Protection, LAV, Legambiente, Lega nazionale per la difesa del cane, Lipu-BirdLife Italia, Rete dei santuari di animali liberi in Italia, WWF Italia hanno scritto questa mattina al presidente del consiglio dei ministri Paolo Gentiloni, al ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Gian Luca Galletti, al ministro della Salute Beatrice Lorenzin e al presidente della conferenza delle Regioni e delle Province autonome Stefano Bonaccini, inviando loro la “Carta di Roma” per il recupero degli animali salvati non a fini di lucro, appena sottoscritta dai rappresentanti delle nove associazioni.

“Coltiva il tuo frutteto”: un corso gratuito aperto a tutti

Il Gas Fornovo, con il patrocinio della rete Intergas, organizza a Fornovo di Taro un corso di gestione a 360° del frutteto familiare, aperto a tutti. Il corso si svolgerà in 5 lezioni (1 teorica in aula e 4 pratiche in frutteto).

La prima giornata è prevista per il 4 marzo a partire dalle ore 14 presso la sala civica del Foro Boario di Fornovo di Taro. Le altre giornate saranno in programma nei mesi successivi sempre di sabato pomeriggio per dare la possibilità a tutti di partecipare. Il calendario delle lezioni è il seguente: 18 marzo, 22 aprile, 26 maggio, 26 agosto.

Lo scopo è di dare, a coloro che hanno o intendono impiantare alberi da frutto per uso familiare, le nozioni base indispensabili per ottenere buoni risultati e altrettante soddisfazioni.

Gli argomenti che verranno trattati sono la messa a dimora di piante da frutto, la scelta dei portainnesti e delle cultivar, le forme di allevamento e potatura di formazione, la potatura di produzione e la potatura verde, la concimazione, le malattie, i parassiti e i trattamenti sanitari, gli innesti (triangolo, spacco inglese, corona, gemma dormiente), lo scambio di esperienze di potature e innesti tra i partecipanti.

L’ingresso è libero e non ci sarà nessun costo da sostenere per i partecipanti. Per adesioni Veronica 340 563 6426, Luca 328 179 3613. Mail: alarversa@gmail.com

Fonte Link parmaquotidiano.info

Carlo Consiglio sul cinghiale

Carlo Consiglio ha pubblicato il 7 gennaio 2014 un articolo sul giornale telematico "Fanpage", dal titolo: "Occorre abbattere i cinghiali per limitarne i danni?" [LINK]. Sulla base della letteratura scientifica mondiale sull'argomento, sembra che la caccia provochi un'anticipazione del raggiungimento della maturità sessuale e quindi un aumento della fertilità, della grandezza di popolazione e dei danni. Il meccanismo di ciò sarebbe l’interruzione del delicato meccanismo della sincronizzazione dell'estro, che regola la riproduzione dei cinghiali, ed inoltre la strategia riproduttiva poliandrica o promiscua causata dall’eliminazione dei grandi maschi dominanti. Lungi dall'essere un metodo efficace per limitare i danni arrecati dai cinghiali, quindi, la caccia aggraverebbe il problema. Metodi efficaci per limitare i danni dei cinghiali sembrano invece le recinzioni elettriche ed i metodi colturali. L'articolo si può consultare al sito www.fanpage.it/occorre-abbattere-i-cinghiali-per-limitarne-i-danni/; vi è inoltre un aggiornamento pubblicato il 28 febbraio 2017 dal titolo: “Ancora sui danni del cinghiale”, che si può consultare al sito: http://autori.fanpage.it/ancora-sui-danni-del-cinghiale/

Occorre abbattere i cinghiali per limitarne i danni?

Carlo Consiglio

Da oltre 30 anni il cinghiale arreca gravi danni all'agricoltura in tutta Europa; le autorità decretano abbattimenti, ma l'ammontare dei danni ciononostante continua a crescere. Evidentemente la caccia non è un metodo efficace per prevenire o ridurre i danni. La soluzione può venire solo dalle più recenti ricerche sull'etologia e l'organizzazione sociale dei cinghiali stessi, da cui sembra risultare che il disturbo arrecato dalla caccia causi un aumento della fertilità e quindi dei danni. Metodi efficaci sembrano essere invece le recinzioni elettriche e la pasturazione in foresta.

UN PIANETA SENZA FUTURO

Il genere umano è paragonabile ad una cittadella impossibilitata a rifornirsi all’esterno, che non si cura della crescita esponenziale dei suoi abitanti e delle scorte che stanno per finire

Franco Libero Manco

2.000 anni fa, la popolazione mondiale era di 250 milioni di persone. Nel 1950 il mondo contava circa 2 miliardi e mezzo di abitanti; nel 2000 quasi 6 miliardi e 7 miliardi nel 2011. Con l’attuale progressivo aumento si prevede che nel 2030 gli abitanti della terra saranno almeno 8 miliardi.

Questa umanità, che già oggi consuma il 30% di risorse in più di quelle che la terra è in grado di produrre,  s’incammiona verso una realtà incerta e preoccupante. E il tempo rimasto per invertire la rotta è breve. Se non nullo. Vittime della tecnologia, della cultura consumistica dominante e del benessere economico da raggiungere ad ogni costo, non si accorge di correre verso un futuro impossibile. In una tendenza irresponsabile quanto fuori controllo, si cercano soluzioni contingenti ai problemi che questa società crea di continuo, senza curarsi che con queste prospettive è improbabile avere un domani.

Via Volturno e strada Budellungo, nuovi alloggi in edilizia convenzionata

Cinque nuovi lotti per l’edilizia popolare. Interventi che vedranno la luce nella zona del complesso residenziale di Ca’ Peschiera (via Volturno) e nel cosiddetto comparto Domina, tra le strade Budellungo e Santa Margherita.

Le nuove palazzine d'edilizia convenzionata sorgeranno su lotti che erano destinati ad accogliere abitazioni per le forze dell’ordine, non più previste dopo che è scaduta la convezione siglata tra Comune e ministero dell’Interno. L'Amministrazione comunale, dopo una negoziazione con il Governo, è riuscito a mantenere i fondi destinati a Parma.

I finanziamenti fanno parte del piano Erp (Edilizia residenziale pubblica) dell’Amministrazione, per il quale sono previsti globalmente sette milioni di euro nel 2017.

Entrambi gli interventi, come sottolineato dal delegato ai Lavori pubblici Michele Alinovi nella seduta della commissione Urbanistica, insistono "in aree fortemente urbanizzate". Quello nell’area di Ca’ Peschiera concerne due lotti, per poco meno di tremila metri cubi. Il secondo in zona strada Budellungo interessa tre lotti, per circa seimila metri cubi complessivi.

Questo seconda operazione tocca una zona che sta attraversando non pochi problemi, visto il fallimento della cooperativa Di Vittorio, che controllava il 30% di Domina, la società incaricata di realizzare le opere nel quartiere Santa Margherita. Si tratta di uno degli interventi più invasivi dal punto di vista edilizio, figlio di un progetto del 2009.

Associazione Millecolori: "Nuovo Psc, una inutile ipoteca sul futuro"

L'intervento dell'associazione Millecolori sul Piano strutturale comunale di prossima adozione

"Sembra ormai certa l’intenzione da parte dell’Amministrazione Comunale uscente di proporre al Consiglio Comunale l’adozione di un nuovo Piano Strutturale Comunale (Psc) nei prossimi giorni. Si tratta di un atto politico del quale non si possono condividere le ragioni, al di là degli specifici contenuti progettuali, sia dal punto di vista tecnico che da quello dell’opportunità. Il Psc è infatti lo strumento di pianificazione urbanistica generale che delinea le scelte strategiche di assetto e sviluppo, in un ottica di tutela dell’integrità fisica ed ambientale del territorio e di mantenimento delle identità culturali; si tratta quindi di un piano con ampi contenuti strategici e tempi lunghi di prospettiva, e non a caso le disposizioni normative non ne individuano una scadenza ed il suo orizzonte temporale è generalmente considerato essere di 15-20 anni.

Il primo vero Psc del Comune di Parma risale al 2007, con adozione al termine dell’ultimo mandato Ubaldi ed approvazione nel mandato Vignali, e rappresenta certamente uno piano viziato dalla bulimia edificatoria dell’epoca, con sproporzionate previsioni espansive e forte consumo del territorio, ma comunque elaborato con esaustive analisi ambientali e storiche e precise individuazioni delle “invarianti territoriali” principali. All’approvazione del Psc2007 è purtroppo seguita, con insolita rapidità, l’approvazione di un Piano Operativo Comunale (Poc), strumento operativo e di programmazione, nel quale sono stati resi attuabili nei successivi 5 anni la maggior parte delle previsioni espansive del Psc, forse a causa della necessità da parte della Amministrazione di allora di incamerare risorse per proseguire il frenetico percorso di Parma Città Cantiere.

Con i cambiamenti climatici rischia di aumentare il mercurio nei pesci. I risultati di uno studio di ricercatori svedesi e statunitensi

  Beniamino Bonardi

L’aumento delle precipitazioni in molte aree dell’emisfero settentrionale, conseguente ai cambiamenti climatici, potrebbe aumentare del 15-30 per cento il deflusso delle acque nei mari. È questa la previsione peggiore dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) che avrebbe come conseguenza un aumento del 300-600 per cento del metilmercurio, una forma di mercurio altamente tossica per lo zooplancton, termine scientifico che indica i piccoli animali che sono alla base della catena alimentare marina. L’incremento dell’afflusso di acqua dolce negli strati superficiali provoca la proliferazione dei batteri che convertono il mercurio, naturalmente presente nelle acque, in metilmercurio, una pericolosa neurotossina che poi si ritrova nel pesce e nei frutti di mare. Il rischio di aumento del metilmercurio nei mari, come conseguenza dei cambiamenti climatici, riguarderebbe le aree più settentrionali dell’emisfero terrestre, mentre nel Mediterraneo, nella parte centrale del Nord America e nell’Africa meridionale si potrebbero registrare delle diminuzioni.

SALVI I LUPI FINO AL 23 FEBBRAIO

Carlo Consiglio

Il pressing degli animalisti salva i lupi. Almeno fino al 23 febbraio. La Conferenza Stato Regioni ha infatti deciso il rinvio del "Piano lupo". Da parte del Ministero dell'Ambiente - a quanto si è appreso - non ci sono state obiezioni. Il rinvio dell’abbattimento dei lupi era stato chiesto per "studiare possibili alternative" aveva annunciato in mattinata il presidente della Regione Calabria Mario Oliverioringraziando "il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini per aver proposto e ottenuto dalMinistro Galletti il rinvio del provvedimento". Oliverio, nei giorni scorsi era intervenuto con Bonaccini per esprimere la propria contrarietà al provvedimento che prevedeva l'abbattimento dei lupi. "Confermo - conclude Oliverio - la mia contrarietà a misure di abbattimento di questa specie protetta. Si tratta semmai di assumere iniziative diverse a tutela degli allevatori". Le Regioni, dunque, in sede di Conferenza chiederanno la sospensione dell'approvazione del Piano.

Da parte sua, il presidente Bonaccini, dopo aver incontrato questa mattina una delegazione di associazioni ambientaliste che chiedono il ritiro del Piano, aveva annunciato che avrebbe chiesto "a nome della Conferenza delle Regioni, di rinviare l'approvazione del Piano lupo e le misure che ne conseguono”. 

Roberto Ghiretti (PU): NESSUN ASCOLTO PER I RIFIUTI DI STRADA VIAZZA DI BENECETO

rifiuti in strada viazza di Beneceto (Pr) Rifiuti in strada Viazza di beneceto (PR)

CITTADINANZA E PARTECIPAZIONE: NESSUN ASCOLTO PER I RIFIUTI DI STRADA VIAZZA 

Il nostro amato sindaco, quando parla di dialogo, di ascolto dei cittadini e di argomenti similari, esattamente a cosa si riferisce?

Certamente non alle centinaia di parmigiani che mi contattano esasperati. Stendiamo un velo pietoso sul sistema di Alert, che anche nella recente occasione del vetroghiaccio nessuno pare aver visto all’opera, ma nemmeno le segnalazioni via mail, attraverso il telefono o con il canale “Comuni-chiamo” paiono avere miglior fortuna. Il caso che porgo all’attenzione degli organi di stampa riguarda una nostra concittadina, che mi segnala l’abbandono dei rifiuti in strada Viazza di Beneceto, soprattutto all’altezza dei civici 25/27. La signora, che ringrazio per la fiducia, ha fatto presente in più occasioni il problema al Comune, utilizzando i canali che accennavo prima e però dovendo notare addirittura un aggravarsi della quantità di rifiuti.

“Ad oggi – commenta, scrivendomi -, tutto ciò a nulla è servito, visto che le mie le mie segnalazioni vengono "chiuse", senza che siano precedute da alcun intervento di  rimozione!

E' inutile creare degli strumenti informatici di comunicazione con i cittadini, se poi le richieste di questi ultimi non sono prese seriamente in considerazione!”.

Valanga Hotel Rigopiano, la sconvolgente verità: “struttura abusiva, lì non si doveva costruire”

Iniziamo subito chiarendo le cose: la catastrofe dell’Hotel “Rigopiano”, dove sono già stati recuperati tre cadaveri e risultano ancora disperse circa 30 persone, non è stata provocata dal terremoto. Le scosse che ieri hanno colpito la zona di Campotosto, Montereale e Capitigliano si sono verificate molte ore prima rispetto alla valanga, e in una zona molto distante dall’Hotel Rigopiano, al confine tra l’Abruzzo e il Lazio, in provincia di L’Aquila, mentre l’Hotel Rigopiano sorge a monte di Penne, in provincia di Pescara, sul versante Adriatico dell’Abruzzo. Non conosciamo ancora con precisione l’orario della valanga, ma sappiamo che il primo SMS con  la richiesta di soccorso risale alle 17:40 di Mercoledì pomeriggio. Verosimilmente la valanga si era appena verificata, comunque dopo le 17:15/17:20. Le scosse di terremoto, invece, si erano verificate al mattino, la più forte di magnitudo 5.5 alle 11:14, poi quella di magnitudo 5.4 alle 11:25, infine l’ultima di elevata intensità (magnitudo 5.1) alle 14:33, circa tre ore prima della valanga-killer . E’ già difficile immaginare che un terremoto di questa magnitudo (forte, ma non fortissimo) possa innescare una valanga, ancor più improbabile che possa farlo a così tanti chilometri di distanza dall’epicentro. Scientificamente impossibile che ciò accada con svariate ore di ritardo. Invece valanghe di questo tipo rientrano nella relativa “normalità” di grandi nevicate come quelle delle ultime ore sull’Appennino. 

Agricoltura, clima e malattie: oltre la metà dei primati a rischio estinzione

Risultati schock dal primo grande studio che ha preso in esame tutte le regioni del mondo. Popolazioni in declino in tre specie su quattro, la maggioranza di gorilla, lemuri, oranghi e gibboni rischia di sparire. La colpa è delle attività umane che stanno distruggendo il loro habitat a ritmi crescenti. Appello dei ricercatori: "Abbiamo un'ultima opportunità per ridurre e persino eliminare le minacce"

OLTRE la metà delle circa cinquecento specie di primati presenti nel mondo rischia l'estinzione, mentre 3 specie su 4 stanno subendo una perdita di popolazione. Sono queste le drammatiche conclusioni di un grande studio realizzato da un'equipe di oltre trenta scienziati provenienti da tutto il mondo (compresi due italiani) e pubblicato ieri sulla rivista Science Advances.

Uno degli autori della ricerca, Paul Garber dell'Università dell'Illinois, definisce i risultati raggiunti "una sirena d'allarme più forte di quanto non pensassimo precedentemente perché le prospettive non sono molto buone". Prendendo in esame la situazione nell'ecozona neotropicale (più o meno l'intera America Latina), in Africa, nel Madagascar e in Asia, gli studiosi hanno messo a fuoco un quadro complessivo dello stato di salute dei primati, arrivando a conclusioni drammatiche. I gorilla beringei sono passati da 17mila esemplari censiti nel 1995 agli attuali 3,8mila. La popolazione degli oranghi di Sumatra si è ridotta a 14mila unità. Il gibbone di Hainan, in Cina, conta ormai appena 25 individui. Tra i lemuri le specie a rischio estinzione sono ben il 94% e la situazione più critica è quella del Madagascar.

PROPOSTA DI LEGGE 4144 MINACCIA I PARCHI NATURALI

Carlo Consiglio

Nei prossimi giorni la Camera dei Deputati dovrà esaminare la proposta di legge n. 4144 (DOC. PDF), già approvata dal Senato il 10 novembre 2016, che distruggerebbe quanto ancora resta in Italia di parchi e riserve naturali. La nuova legge permetterebbe di svendere i beni naturali a scopi industriali e permetterebbe la caccia ed anche l’eradicazione di specie ritenute, a torto o a ragione, alloctoneinvasive. L’associazione “Radicali ecologisti” ha promosso in proposito il seguente manifesto-appello:

Roberto Ghiretti (PU): Centrale termica IREN in funzione senza soluzione di continuità

 

Centrale Termica Iren in via Santa Magherita a Parma centrale Termica Iren via Santa Margherita a Parma

Ci sono cose che per quanto apparentemente piccole rispetto a questioni più  impattanti sull'intera nostra comunità sono invece rivelatrici di un modo di gestire il rapporto con il cittadino che davvero non può più essere tollerato a Parma.

È il caso della piccola centrale termica di strada Santa Margherita che Iren ufficialmente utilizza per integrare il fabbisogno della rete di teleriscaldamento. Da anni i residenti del nuovo quartiere residenziale compreso tra via Budellungo e via Saragat lamentano che l'impianto funziona sia di giorno che di sera, emettendo nell'aria un cattivo odore che provoca anche bruciore di gola.

Il 25 marzo 2015, ben due anni fa, mi occupai della questione interrogando direttamente l'assessore all'ambiente Gabriele Folli. La risposta fu lapidaria: "Le caldaie dell'impianto di strada Santa Margherita, ed anche quelle di Via Lazio, vengono accese principalmente in orario mattutino e nei mesi più freddi per sopperire ai picchi di domanda del calore. Inoltre possono venire accese quando, a causa di guasti o anomalie di funzionamento della rete, è necessario assicurare il calore a tratti di tubazioni che altrimenti ne resterebbero sprovviste. Gli impianti di backup, dunque, non restano in funzione giorno e notte”.

Le foto che allego dimostrano abbastanza chiaramente che l'impianto funziona e non certo di mattina. I residenti che mi hanno contattato mi assicurano che l'orario di accensione dell'impianto spesso va ben oltre le sole ore mattutine.

ENPA, LAC e LAV: SI CHIUDE IL 2016, ANNUS HORRIBILIS PER ANIMALI SELVATICI E TUTELA AMBIENTALE

SI CHIUDE IL 2016, ANNUS HORRIBILIS PER ANIMALI SELVATICI E TUTELA AMBIENTALE.

ENPA, LAC E LAV AL PREMIER GENTILONI: IL 2017 SEGNI L'INIZIO DI UNA POLITICA NUOVA PER LA FAUNA. NO ALLA "SUPERDOPPIETTA", ALLA “RIFORMA“ DEI PARCHI, AI RICHIAMI VIVI 

Il 2016 è stato per gli animali, soprattutto i selvatici, e per la tutela ambientale un annus horribilis; nel 2017 si volti pagina. Lo chiedono le associazioni animaliste ENPA, LAC e LAV al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni; una richiesta - questa - che arriva  alla fine di un anno contrassegnato da forti contrasti e polemiche per le scelte del governo Renzi in materia di fauna selvatica. 

«Mentre nel Paese si fa sempre più strada la discussione sulla necessità di rivedere provvedimenti di forte rilevanza sociale assunti dal precedente Esecutivo, chiediamo che il Governo Gentiloni apra anche un capitolo particolare sulla tutela di quel patrimonio collettivo, nazionale ed internazionale, costituito dalla fauna selvatica, di cui la legge 157/92 pone in capo allo Stato la responsabilità. Tuttavia, tale compito di tutela sembra essere stato dimenticato, così come sono state ignorate le richieste avanzate in tal senso dalle associazioni e dall'opinione pubblica, in un contesto che vede il sostanziale azzeramento della vigilanza sulla caccia», spiegano ENPA, LAC e LAV, che, nell'ottica di un dialogo da ricucire avanzano tre proposte.

 

LEGAMBIENTE: Assenza di una politica del verde a Parma

La vittoria dei cachi porta a riflessioni amare sull'assenza di una politica del verde a Parma, tra potature malfatte e privatizzazioni dei parchi

 

Il Natale per noi quest'anno ha il sapore dolce dei cachi. Siamo contenti perché la "festa del raccolto urbanoè una vittoria del fronte ambientalista, al quale Legambiente ha dato il suo apporto, discreto ed essenziale. Ringraziamo gli attivisti che si sono battuti in prima linea, le altre associazioni e i cittadini cui sta a cuore l'ambiente. Stimiamo di aver raccolto 1 tonnellata di cachi, grazie all'apporto di un centinaio di volontari, gli scorsi 10 e 11 dicembre. Tutti i cachi sono stati donati gratuitamente ai cittadini, singolarmente o tramite l'Emporio Solidarietà.

È tuttavia una vittoria con perdite, dato che 25 piante di cachi in via Picedi Benettini e in via Pellizzari sono state abbattute, e soprattutto è una battaglia che non avremmo mai voluto combattere: mai avremmo creduto che il Comune di Parma desse il via ad un'operazione insensata di annientamento pianificato del verde urbano.

Si impone qualche riflessione sul verde pubblico che vogliamo rendere pubblica. La prima è questa: gli alberi in città non sono un complemento d'arredo ma elementi fondamentali per la vita e la biodiversità. Pertanto è bene che, nel contesto urbano, siano variegati, di essenze diverse e che vi siano anche alberi da frutta, doppiamente preziosi perché in primavera offrono la coloritura dei fiori e in estate e autunno i frutti che contribuiscono al nutrimento degli uccelli, a loro volta preziosi nell'arricchire la vita, anche quella degli uomini.

Ecco l’hamburger vegetale che salverà il mondo

MARCO MAGRINI

Si cercano soluzioni alternative all’impatto ambientale degli allevamenti di animali. Impossible Foods, Beyond Meat, Memphis Meats staanno perfezionando la carne vegetale o cresciuta in vitro. Carne “finta”, ma che sa di carne

Secondo le stime della Fao, nel mondo ci sono 19 miliardi di galline, ovvero tre polli per ogni essere umano. Ma anche un miliardo e mezzo di bovini, un miliardo di ovini e un miliardo di suini che, complessivamente, rappresentano gran parte del patrimonio proteico dell’umanità. Un patrimonio che garantisce la sopravvivenza della (nostra) specie, ma che porta con sé un bilancio carico di passività.  

Gli allevamenti globali producono il 14,5% delle emissioni di gas serra: più della somma delle emissioni di auto, treni, aerei e navi messi insieme (13%). Secondo la Fao è il 5% dell’anidride carbonica prodotta dalla civiltà umana; il 53% del protossido di azoto e il 44% del metano, due gas serra ben più potenti della CO2. Le mucche in particolare, per via del loro particolare apparato digerente, sono responsabili (davanti e dietro) di gran parte di quel metano. Inoltre, viste le grandi quantità di cibo necessarie per produrre una bistecca – in termini di consumo di acqua, di suolo, di fertilizzanti nonché di scarti generati – non c’è proteina al mondo altrettanto inefficiente e «costosa» per l’ambiente.  

USA: OBAMA BLOCCA LE TRIVELLAZIONI IN ARTICO ED ATLANTICO

Carlo Consiglio

Nonostante la sua eredità sia a forte rischio, nonostante Donald Trump abbia promesso di ridare spazio ai combustibili fossili, Barack Obama ha assestato l’ultimo colpo in tema di ambiente. Un colpo forte, destinato a restare, visto che sarà molto complesso per il suo successore ribaltare la decisione. Obama ha infatti vietato in modo permanente le trivellazioni di petrolio e di gas naturale offshore nell’Artico e nell’Atlantico.

In che modo? L’amministrazione Obama fa riferimento ad una misura contenuta in una legge del 1953 (Outer Continental Shelf Lands Act) che dà al presidente la possibilità di agire in modo unilaterale sulla questione. E se alcuni presidenti hanno deciso di applicare questo provvedimento solo su piccole aree, Obama ha deciso di estendere il divieto dalla Virginia al Maine e lungo la maggior parte della costa dell’Alaska. Per ora, scrive il New York Times, la certezza è che il provvedimento firmato dal presidente Usa possa, oltre che attirare l’ira di Trump, finire in un tribunale e aprire una battaglia legale. Ma soprattutto, per far saltare la decisione di Obama, la nuova amministrazione dovrà preparare un rapporto dettagliato per cui potrebbero servire almeno due anni. Poi bisognerebbe organizzare le concessioni con le multinazionali, operazione che potrebbe richiedere altro tempo. A questo punto, Trump dovrebbe presentarsi alle elezioni per cercare il suo secondo termine. Quindi il piano di Obama sarebbe un ultimo tentativo finale per cercare di tamponare l’azione di Trump nei prossimi quattro anni, sperando in un nuovo presidente ambientalista e democratico nelle elezioni del 2020.

Smog, brutta aria su Parma. I Verdi accusano

Già 4 giorni fuori legge riguardo alle Pm10 in dicembre. Isidoro Colluto:"mettete le mascherine apposite , gli ammiinistratori blocchino subito il traffico"

Tira una brutta aria.Guardando i dati dell'Arpae, l'agenzia regionale, sul sito "Liberiamo l'aria"a Parma dall'1 dicembre al 10 si sono registrati 4 giorni fuorilegge ( con Pm10 superiori a 50 che è il limite di allarme) un giorno a 50 dato limite, un giorno sotto e due - venerdì e sabato- per i quali non ci sono ancora adisposisizioni i dati. Insomma non c'è da stare allegri ed è una situazione che accomuna tutta l'Emiliia Romagna, anzi in questi primi giorni di dicembre peggio di noi stanno ad esempio Rimini ePiacenza .
Sull'argomento hanno diramato un duro comunicato -i Verdi di Parma a firma Isidoro Colluto.Eccolo.
"Da diversi giorni a Parma si registrano sforamenti rilevanti: la presenza nell’aria delle Polveri Sottili risulta molto al di sopra dei limiti di legge.
Da 3 anni abbiamo la certezza che l'inquinamento atmosferico è cancerogeno per gli esseri umani: a definirlo così e catalogarlo nel “gruppo 1”, quello che contiene le sostanze più pericolose, è stata l'agenzia dell'Oms specializzata per il cancro, ovvero l'IARC (International Agency for Research on Cancer).
Il problema dell’alta concentrazione di questi elementi cancerogeni a Parma è purtroppo strutturale, e questo ci impone, singolarmente, e come istituzioni di progettare immediatamente e rendere esecutivo un nuovo programma territoriale di Riduzione delle Polveri Sottili, con interventi innovativi e discontinui su riscaldamento e mobilità, ricorso alle fonti rinnovabili, consumo intelligente di energia e architettura verde.
A Parma la politica e le istituzioni sono assenti: nei loro programmi compaiono l’inaugurazione dell’albero di Natale, la dialettica sul nuovo governo, le alleanza per le prossime amministrative locali.
 

Piemonte, la Regione all'attacco: sullo smog i comuni stanno dormendo

L'assessore Valmaggia: servono le ordinanze, noi abbiamo le mani legate

"L’OBIETTIVO del semaforo è di creare un automatismo nei provvedimenti. I Comuni in questa prima fase hanno dormito un po’ troppo. Forse sono stati colti di sorpresa". Parola dell’assessore all’Ambiente della giunta Chiamparino, Alberto Valmaggia, il papà del semaforo antismog.
Valmaggia, visto che i Comuni dormono, perchè la Regione non interviene?
"Come Regione non possiamo intervenire. Il semaforo ha l’obiettivo di mettere d’accordo le amministrazioni, di individuare un sistema oggettivo di misurazione e di consentire ai Comuni di applicare provvedimenti omogenei. Impegnandosi a farlo".
Mezzo Piemonte sotto la cappa dello smog

Sono passati più di sette giorni consecutivi di sforamenti e nel Torinese non è successo nulla. Il semaforo non funziona?

"Il semaforo funziona bene. Arpa monitora la situazione e ogni giorno emette il bollettino. Questo permette a ciascuno di avera una valutazione della situazione, dei rischi e dei provvedimenti da adottare. Il potere di emanare le ordinanze spetta ai Comuni, la Regione non si può sostituire. E i Comuni sono rimasti addormentati, tranne alcune eccezioni. Solleciteremo soprattutto Torino e l’area metropolitana".
Manca un coordinamento?
"A livello torinese ci aspettiamo che la Città metropolitana e Torino, come capoluogo, svolgano un lavoro di coordinamento sulle altre amministrazioni. Come Regione abbiamo fatto un lavoro di coordinamento per arrivare con Arpa alla definizione del semaforo. Uno strumento pensato perchè si potesse dare un allerta in anticipo e per evitare di arrivare in ritardo. In più ha uno scopo educativo".

REFERENDUM SU PESTICIDI IN SVIZZERA

Carlo Consiglio REFERENDUM SU PESTICIDI IN SVIZZERA

Il comitato “Per una Svizzera senza pesticidi sintetici” ha promosso la raccolta firme per la seguente modifica alla Costituzione federale svizzera, articolo 74, capoverso 2 bis:

«L’utilizzazione di pesticidi sintetici nella produzione agricola, nella trasformazione dei prodotti agricoli e nella cura del suolo e del paesaggio è vietata.

L’importazione a fini commerciali di derrate alimentari contenenti pesticidi sintetici o per la cui produzione sono stati utilizzati tali pesticidi è vietata». 

La Cancelleria federale svizzera l’ha accolta, quindi partirà la raccolta firme da completare entro il 29 maggio 2018 (ne servono 100 mila fra gli aventi diritto di voto) per la convocazione del referendum (www.ladige.it).

CONSIGLIONEWS 29
8 dicembre 2016

 

Esplode raffineria Eni vicino Pavia: si teme emergenza ambientale

Esplosa raffineria Eni in Provincia di Pavia. L’incidente è avvenuto intorno alle 15:40 di questo pomeriggio, come riferito dal Comune di Sannazzaro de’ Burgondi, dove si è verificato l’evento. Subito scattato il Piano di Emergenza Interno, mentre la popolazione è stata invitata a restare nelle proprie case o a trovare riparo al chiuso.

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