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La vita sta cambiando pelle

Ambiente e Ecologia

Ambiente Ecologia: raccolta di notizie, informazioni e opinioni nazionali e internazionali su ambiente, natura, ecologia, inquinamento. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Consumo di suolo: Parma ai vertici in Italia

"A livello comunale, i maggiori valori di superficie consumata si riscontrano a Roma (oltre 31.000 ettari), con una crescita di ulteriori 160 ettari tra il 2012 e il 2015 (lo 0,5% in più) e in molti comuni capoluoghi di provincia: Milano (oltre 10.000 ettari), Torino (8.200), Napoli (7.300), Venezia, Ravenna, Palermo, Parma, Genova, Verona, Ferrara, Taranto, Perugia e Catania (tra i 5.000 e i 7.000 ettari di suolo
consumato)".Nello specifico Parma è ottava in Italia per i dati sul consumo di suolo. Sono 6.104 gli ettari cementificati. È quanto emerge nell’edizione 2016 di “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici”, il rapporto a cura dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra): un quadro aggiornato sulle conseguenze della cementificazione in Italia.

Il report 2016 di Ispra

In ettari il suolo consumato a Parma nel 2015 è di 32.060 ettari, il 9,3 del totale con un incremento dello 0,2% rispetto al 2012. 

Psc Parma, Alinovi: "Adozione entro la fine del mandato"

Clima: Grande Barriera Corallina in pericolo, sbiancamento record

Il riscaldamento globale sta causando danni estesi alla Grande Barriera Corallina, patrimonio di biodiversità dal valore inestimabile. A lanciare l’ennesimo allarme sugli effetti devastanti dell’aumento delle temperature delle acque sui coralliaustraliani sono stati gli scienziati dell’ARC Centre of Excellence for Coral Reef Studies della James Cook University.

L’équipe di ricercatori coordinata da Terry Hughes ha condotto numerosi studi sullo stato di conservazione della Grande Barriera Corallina australiana. Le ultime analisi effettuate dai sub nei fondali australiani nei mesi di ottobre e novembre confermano che nell’area si sta verificando una moria di coralli senza precedenti nella storia per estensione e gravità dei danni.

Gli scienziati spiegano che l’area in cui il surriscaldamento delle acque sta avendo l’impatto maggiore sui coralli si trova nella parte settentrionale della Grande Barriera Corallina.

In questo paradiso naturale caratterizzato da scogliere estese per 700 km ben il 67% dei coralli è andato perduto. Un declino rapido e allarmante che si è consumato negli ultimi 8-9 mesi. I coralli coinvolti sono quelli che hanno il loro habitat in acque poco profonde.

Renne: moria in Siberia a causa dei cambiamenti climatici

Sempre più renne siberiane muoiono a causa dei cambiamenti climatici. È quanto rivela uno studio condotto dall’Università della Lapponia a Rovaniemi, in Finlandia, nell’analizzare un trend preoccupante degli ultimi 10 anni: a perdere la vita più di 80.000 esemplari, circa il 22% delle renne presenti nella penisola di Yamal. La causa più probabile? Le modifiche del clima e la conseguente scarsità di cibo.

Così come spiega Bruce Forbes, il docente a capo dello studio, la problematica sarebbe connessa al susseguirsi sempre più frenetico delle stagioni, una condizione che porta a mutamenti rilevanti sulla formazione del ghiaccio nelle zone a ridosso dell’Artico. Ad autunni sempre più caldi e piovosi, infatti, seguono degli inverni repentini e gelidi. Di conseguenza, le enormi inondazioni che caratterizzano ottobre e novembre si trasformano, in modo del tutto improvviso, in dure lastre di ghiaccio il successivo dicembre. Di norma, le renne approfittano del loro solido zoccolo per rompere le lastre di ghiaccio presenti sul territorio, così da gustare la fitta vegetazione sottostante. Il processo descritto, tuttavia, provoca un mutamento del ghiaccio da pochi centimetri a diverse decine di spessore, rendendo invano ogni tentativo d’approvvigionamento da parte degli erbivori. I quali non possono fare altro che soccombere stremati dalla fame, così come accaduto nel 2006 e nel 2013, con rispettivamente 20.000 e 60.000 renne decedute.

=> Scopri i rischi d’estinzione delle renne

Clima, scioglimento Artico: danni irreversibili in tutto il mondo

ghiacciai dell’Artico ormai da decenni sono i “monitorati speciali” degli scienziati climatici. Il loro scioglimento a ritmi senza precedenti è un segnale spia inequivocabile del riscaldamento globale in atto. L’ultimo studio sullo stato di conservazione dei ghiacciai artici porta la firma di Marcus Carson, scienziato dello Stockholm Environment Institute.

=> Guarda le immagini di Ludovico Einaudi che suona tra i ghiacci dell’Artico

Nella ricerca, dal titolo “Arctic Resilience Report”, l’esperto avverte che lo scioglimento dei ghiacciai artici potrebbe avere ripercussioni gravissime a livello globale, con effetti devastanti anche a distanza di migliaia di km dalla regione. Al progetto di ricerca hanno collaborato scienziati di 6 università e 11 organizzazioni.

I risultati dello studio sono allarmanti. A causa del rapido scioglimento dei ghiacciai nella regione artica verranno raggiunti 19 “punti di non ritorno”, che innescheranno cambiamenti climatici irreversibili e fuori controllo in tutto il mondo. Tra questi la crescita della vegetazione nella tundra. In assenza della coltre di neve e ghiaccio che riflette i raggi solari la regione assorbirà più calore.

=> Nuovo record negativo per i ghiacciai dell’Artico a marzo, leggi i dati

Expo, pasticcio bonifiche: ex proprietari dei terreni hanno fatto causa alla società e ad Arexpo. Chiedono 1,2 milioni

Da un documento anonimo inviato alla consigliera regionale del M5S Silvana Carcano emerge che l'atto di citazione in giudizio è stato presentato ad agosto dalla holding Bastogi della famiglia Cabassi. Il numero uno della società ora proprietaria delle aree, Giuseppe Bonomi, aveva annunciato di volersi rivalere su di loro per gli extra costi sostenuti per ripulire i terreni. Invece è successo il contrario

Un pasticcio sempre più pasticcio. È il triste destino delle bonifiche effettuate sulle aree di Expo. Con il rischio che gliextra costi sostenuti sotto la guida di Giuseppe Sala dalla società di gestione dell’evento per ripulire i terreni dagli inquinanti non vengano più recuperati. E finiscano per pesare sulle tasche dei cittadini. Si tratta dei 29,5 milioni di euro che Arexpo, la società proprietaria delle aree, si è impegnata a chiedere, anche davanti a un giudice, ai vecchi proprietari, tra cui il gruppo Cabassi e Fondazione Fiera Milano. A stabilirlo è l’accordo che la stessa Arexpo ha firmato lo scorso aprile con Expo, a cui i soldi dovranno essere girati. “Avvieremo le cause entro fine settembre”, assicurava qualche mese fa l’amministratore delegato di Arexpo Giuseppe Bonomi. Ma la causa non è ancora stata fatta. E ora arriva il colpo di scena. Non solo Arexpo ed Expo non hanno fatto alcuna causa, ma sono state loro ad essere citate in giudizio.

Alluvione, cittadina accusa: “Il Comune informato alla mattina”

Pierluigi Zavaroni 

17/11/2016 “Il Comune di Berceto ha avvertito i comuni a valle il mattino del giorno dell’alluvione, quello di Calestano è intervenuto e con i megafoni è stata allertata e ha potuto mettere in salvo almeno le auto, ma a Parma nulla di questo è successo”. E’ questa la gravissima accusa lanciata da una cittadina di via Po, Angela Squarza, secondo a quale un tecnico del Comune di Berceto avrebbe contattato il Municipio di Parma la mattina dell’alluvione, ma senza ottenere alcuna risposta. Accuse pesanti e ovviamente ancora tutte da dimostrare, anzi, si potrebbero al momento definire soltanto voci, ma che se confermate sarebbero una vera e propria beffa per quanti durante quella drammatica alluvione hanno perso tutto.

Tra questi anche la signora Squarza, che lamenta di non avere ottenuto alcun rimborso dal Comune avendo essa stessa ricevuto fondi dalla associazione Munus. “Ho subito 20mila euro di danni, e casa mia è rimasta inagibile per 8 mesi, durante i quali non sono potuta rientrare nella mia abitazione – afferma – Ma non ho potuto accedere ai contributi economici perché avevo già ricevuto contributi dal fondo di solidarietà di Munus, nonostante le rassicurazioni precedenti. Mi hanno negato questa cifra, per quanto ridotta, pari a 600 euro, ossia 300 euro per due vani, nonostante mi fosse stato detto che i due contributi erano indipendenti. E io sono disoccupata, il Comune dovrebbe tenere conto di questo”.

Fonte Link parmaquotidiano.info 

Greenpeace: “Vicenza, Padova e Verona esposte a Pfas: falde a rischio contaminazione”

Il rapporto della ong ‘Come i Pfc entrano nel nostro corpo’ esamina i livelli di inquinamento di Italia, Ohio-West Virginia (Usa), Olanda e Cina. Nel nostro Paese, l’area critica si estende per circa 150 chilometri quadrati e ricade proprio nelle tre provincie venete. Al centro la produzione di composti chimici pericolosi, come i Pfc

Luisiana Gaita

In Italia, tra le province di Vicenza, Padova e Verona sono 350-400mila le persone potenzialmente a rischio per l’inquinamento diffuso nell’ambiente e la conseguente contaminazione delle falde di acqua potabile dovuti alla produzione di composti chimici pericolosi, come i Pfc (composti poli e perfluorurati). Greenpeaceha pubblicato il rapporto ‘Come i Pfc entrano nel nostro corpo’ che identifica quattro aree del mondo, esaminandone il livello di inquinamento. Il dossier esamina i casi di Italia, Ohio-West Virginia (Usa), Olanda, Cina. Nel nostro Paese, l’area interessata dalla contaminazione si estende per circa 150 chilometri quadrati e ricade proprio nelle tre province venete, dove le popolazioni sono esposte ai Pfas (sostanze perfluoroalchiliche) e ad altri Pfc che vengono prodotti in alcuni impianti di quelle zone.

Tesoro, 353 assunzioni per la controllata delle bonifiche che produce consulenze a pagamento per il ministero dell’Ambiente

Sogesid, controllata dal ministero dell'Economia, deriva l'80% dei ricavi da quello guidato da Gianluca Galletti, a cui offre "supporto e assistenza tecnica". Incassando fino a 700 euro per ogni giorno di lavoro dei suoi esperti. Lo scorso anno l'ad Staderini ha approfittato degli sgravi per aumentare i dipendenti stabili del 446%. Sullo sfondo la censura della Corte dei Conti e le indagini sugli ex vertici per interventi ambientali mai realizzati

Chiara Brusini 

RISERVA NATURALE DI GATTACECA SOMMERSA DA RIFIUTI. EARTH ANNUNCIA ISPEZIONI IN TUTTI I PARCHI DEL LAZIO

RISERVA NATURALE DI GATTACECA SOMMERSA DA RIFIUTI. EARTH ANNUNCIA ISPEZIONI IN TUTTI I PARCHI DEL LAZIO 

Degrado e  rifiuti  è quello che si può ammirare passeggiando all’interno della Riserva Naturale della Macchia di Gattaceca, parco protetto nel Lazio.  

Tante piccole discariche a cielo aperto dove i protagonisti incontrastati sono rifiuti di ogni genere che giacciono abbandonati nel bel mezzo della distesa verde.

EARTH, associazione nazionale per la tutela legale di ambiente e animali, si chiede come sia possibile che la Regione Lazio permetta che questi parchi naturali  siano abbandonati a sé stessi, destinati a diventare veri e propri ricettacoli di immondizia.

“Un insulto alla natura” -  lo definisce Valentina Coppola, presidente di EARTH – “la superficialità e il menefreghismo con cui vengono amministrate queste aree verdi è inammissibile”.

Alla luce di questa indecorosa scoperta EARTH annuncia che porterà avanti un’ispezione di tutti i parchi regionali per documentare il degrado esistente e inviare un dossier al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, perché metta in campo tutte le iniziative utili per restituire alle Riserve la dignità che spetta loro.

Aerporto cargo a Parma, Legambiente: progetto dannoso e la politica tace

Le uniche certezze riguardo al progetto del nuovo aeroporto sono l'impatto ambientale, per il consumo di suolo e l'aumento dell'inquinamento, e le conseguenze per la salute dei cittadini a causa del rumore notturno. Legambiente esprime tutta la sua diffidenza per il cambiamento della vocazione aeroportuale, da passeggeri a cargo, e per le modalità arroganti con cui lo si vorrebbe imporre alla cittadinanza, complice l'acquiescenza o il silenzio della politica, e annota i dubbi principali.

Il principale svantaggio è per la salute dei cittadini, residenti a Baganzola, Roncopascolo e Fognano che, specie nel periodo estivo quando si dorme con finestre aperte, subiranno il rumore dell'atterraggio e del decollo degli aerei cargo il cui traffico si concentra nelle ore notturne: tra le 21 e la mezzanotte e dalle 4 alle 6 della mattina. Insomma il rischio insonnia è reale.

Non è credibile che il numero dei voli sia limitato a 1.100 annuali, come si sente dire. Vorrebbe dire una media di 3,5 voli al giorno, un numero che in base alle evidenze attuali risulterebbe troppo basso per consentire un margine economico adeguato per la gestione dell'aeroporto.

Il secondo punto riguarda la cementificazione di area agricola, con conseguente aumento di rischio alluvionale per le zone limitrofe e, collegato, aumento di traffico aereo e camion con emissioni inquinanti di smog al momento ancora da quantificare, essendo il progetto estremamente vago.

Il terzo punto è che il rischio di impresa pare essere molto limitato, con tutte le spese a carico del pubblico: a partire dai 12 milioni promessi dalla Regione Emilia-Romagna (sempre pronta a sostenere le colate di cemento, detto per inciso). Non è invece noto quale sia l'investimento di Sogeap che, tra le altre cose, proprio ora sta chiedendo la cassa integrazione per i dipendenti.

SURVIVAL INTERNATIONAL: I PIGMEI MINACCIATI DAI CACCIATORI DI TROFEI

"GLI SPARANO A VISTA SE ENTRANO IN ZONE DI CACCIA"

Survival International ha appreso che un'agenzia che organizza safari di caccia all'elefante, di comproprietà di un miliardario francese, è stata coinvolta nella violazione di diritti umani - tra cui sfratti illegali e torture - ai danni dei "Pigmei" Baka locali e dei loro vicini che abitano in Africa centrale (Congo del Camerun e del Gabon). L'agenzia lavora in due "aree protette" del Camerun, affittate a Benjamin de Rothschild, e offre ai turisti la possibilità di uccidere un elefante della foresta pagando una quota di 55.000 euro. I Baka sono stati sfrattati dalla loro terra ancestrale per far spazio alle attività di caccia ai trofei, in violazione della legge internazionale. L'area è pattugliata da soldati, polizia e guardie armate. Ai Baka è stato detto che se vi entreranno per cacciare per nutrire le loro famiglie, per raccogliere piante o visitare i siti religiosi, gli spareranno contro a vista. I Baka denunciano che, solamente l'anno scorso, tre dei loro accampamenti nella foresta sono stati bruciati dai guardaparco e dai dipendenti dell'agenzia di safari. Diversi uomini baka che cacciavano in questa foresta per nutrirsi sono stati picchiati dalla polizia locale, dai soldati e dai guardaparco.

E non c'è pace per gli elefanti neppure in Asia. Gli ufficiali della dogana di Ho Chi Minh City, in Vietnam, hanno individuato quasi 500 chilogrammi di zanne di elefante nascosti in due container. Lo ha riferito il Dipartimento delle Dogana municipale. Importate dall'Africa da una ditta locale della provincia di Binh Duong, le zanne sono state trovate martedì fra segatura e legname all'interno dei due container presso il porto di Cat Lai. Il mese scorso, gli ufficiali della dogana avevano individuato tre casi analoghi di contrabbando, confiscando un totale di oltre 3,5 tonnellate di zanne di elefante. Mercoledì, 02 Novembre 2016

Clima: parte dell’Italia sommersa con aumento temperature di 2°C

Il prezzo più alto per il riscaldamento globale lo pagheranno le isole e le città costiere. A causa dell’innalzamento del livello dei mari, innescato dall’aumento delle temperature e dal conseguente scioglimento dei ghiacciai, intere regioni verranno sommerse. A ricordarlo è una simulazione effettuata da Climate Central.

Il centro di ricerca ambientale americano ha profilato gli scenari in caso di un aumento delle temperature di 2°C rispetto ai valori pre-industriali. Le proiezioni non sono affatto confortanti. Secondo le stime in Italia sparirebbero la costa Adriatica sino a Rimini e il fronte mare di Genova.

A livello globale si ritroverebbero sommerse migliaia di abitazioni, per un totale di 200-400 milioni di persone sfollate. Metropoli come New York verrebbero sommerse per metà dell’acqua. Ancora più catastrofico lo scenario a Miami, che verrebbe sommersa completamente.

L’accordo sul clima di Parigi entrato in vigore oggi punta a limitare l’aumento delle temperature globali a 2°C. Peccato che questo target, ritenuto a ragione insufficiente dall’UNEP, farebbe piombare il mondo proprio nello scenario catastrofico prospettato da Climate Central.

Un simile incremento delle temperature secondo gli esperti farebbe sciogliere montagne di ghiaccio, aumentando il livello dei mari fino a 5 metri.

A caccia nella catastrofe

Margherita D'Amico

Perché, di fronte alle bizze dei cacciatori, i politici vacillano? Perlomeno intorno ad Amatrice e Accumuli, un mese, fa la Regione Lazio aveva sospeso la caccia, ma ora ci ripensa e dà via libera alla persecuzione al cinghiale. Pronta la risposta dell’Enpa-Ente nazionale protezione animali che chiede l’immediato stop agli spari in tutte le regioni colpite dal sisma.

Con un decreto datato 3 ottobre 2016 relativo alla sola stagione venatoria 2016/2017, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, aveva vietato la caccia nelle zone strettamente terremotate, vale a dire nei diecimila ettari che includono Amatrice e Accumuli. Il saggio provvedimento scaturiva da una segnalazione del Prefetto di Rieti che segnalava l’inopportunità di esplodere colpi in luoghi gravemente colpiti da ogni punto di vista.

Clima, due gradi in più parte del mondo va sott'acqua. Anche parte dell'Italia

La simulazione di Climate Central mostra come cambierebbero le nostre città con l'innalzamento dei mari dovuto all'aumento della temperature della Terra. Un grado l'abbiamo già superato, a due il nostro pianeta diventerebbe irriconoscibile 

MAURIZIO RICCI

A FIUMICINO solo con l’idrovolante, poi in gommone a Roma fino ai limiti del raccordo anulare. E Venezia? La Mostra del cinema al Lido sulle zattere, ci si muove solo in gondola da un ponte all’altro e fra qualche rara piazzetta ancora asciutta. Sparita la costa Adriatica sino a Rimini e il fronte mare di Genova. Nel mondo, fra 200 e 400 milioni di persone con la casa sott’acqua: di mezza New York e tutta Miami solo la memoria. Spaventati? Be’, questo è lo scenario ottimistico: se tutto va bene, anzi benissimo, Trump non vince le elezioni americane, l’accordo sul clima di Parigi resta in piedi, tutti mantengono gli impegni sottoscritti un anno fa e si riesce a mantenere il rialzo delle temperature a 2 gradi centigradi. Perché l’idea che, non superando i due gradi in più, rispetto al mondo preindustriale, come concordato a Parigi, l’abbiamo fatta franca, è un colossale autoinganno. La Terra di due gradi più calda (e un grado già l’abbiamo superato) è un pianeta quasi irriconoscibile. Nella simulazione di Climate Central - un autorevole centro di ricerca ambientale americano - il livello globale dei mari, con lo scioglimento dei ghiacci, ad esempio della Groenlandia, sale di quasi 5 metri, sommergendo buona parte delle città sul mare nel mondo. Il brutto è che bisogna, probabilmente, cominciare ad abituarsi a questo futuro.

Dall'Eco Modulo all'Ecomostro in piazzale della Pace a Parma

Foto Luigi Boschi: Ecomostro in piazzale della Pace a Parma

Quali sono i criteri che hanno indotto l’ex Sindaco 5 stelle di Parma, ora Effetto Parma Federico Pizzarotti a concedere la realizzazione di questo ecomostro, ennesimo scempio di Piazzale della Pace, antistante e parte del complesso della Pilotta? Un’area monumentale trattata come se fosse uno spazio fieristico. Lo scempio dell’ignoranza di Pizzarotti alla città non ha fine. Siamo tutti in attesa che se ne vada, lui, e tutta la sua banda di incapaci e venduti. Han fatto fin da subito un uso improprio dei luoghi storici, abbandonati e deturpati. Sono riusciti a ridicolizzare anche Verdi con poster da pagliacciata con una rielaborazione priva di qualità. Un “Verdi off” già un insulto nel nome, ridicolizzato nella grafica dalla loro sottocultura, un vero vandalismo propagato per la città. E l'incuria è presente ovunque. (Parma, 01/11/2016)
Luigi Boschi
 

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VERDI OFF

La Terra inascoltata

MARGHERITA d'AMICO

Di questi tempi, se vivi nelle campagne laziali verso nord est, il terremoto occupa buona parte della tua giornata e poi l'intera notte. Nel buio ascolti i colombi agitarsi inquieti e ti ripeti quanto sarai fortunato, domattina, a essere vivo.  La mia casa è ancora in piedi, ti dirai al risveglio, pur sapendo che nessuna garanzia è applicabile al futuro ma pur grato di non trovarti appena più a nord, poco più a est, visto che a una manciata di chilometri appena l’apprensione generale prende corpo nella catastrofe.

I movimenti della crosta terrestre sono imprevedibili e da sempre ci colgono a sorpresa con effetti terribili. Tuttavia, nella prevenzione possibile di cui esperti e politici oggi parlano, sembra essere contemplata soltanto un’edilizia più accorta.

Non un cenno, né un proposito di ridimensionamento rispetto a tutte le attività che distruggono qualsiasi equilibrio naturale e alle loro evidenti conseguenze, a partire dalle inquietanti trivellazioni per estrarre materiali o gas combustibili fino alla produzione scellerata di gas serra, all’avvelenamento dell’aria e delle acque, alle deforestazioni, allo scioglimento dei ghiacciai e all’innalzamento dei mari.

Non un passo indietro, non un’iniziativa intelligente, anche e a maggior ragione locale, per tentare di recuperare qualche posizione al cospetto della natura che alza la voce.

Hera spa: i veleni di Bologna – 1500 tonnellate di rifiuti tossici al centro della città

«L’elefante bisogna farlo a fette perché se lo mangiamo tutto intero non gliela facciamo a digerirlo», ripete un dirigente della controllata Sotris di Hera spa, il colosso emiliano di energia, acqua e gas. L’elefante sono le «1500 tonnellate» dirifiuti tossici pericolosi che i funzionari della holding dicono di avere appena ritrovato a Bologna, nel cantiere aperto di fianco agli uffici, sotto la sede storica in viale Berti Pichat 2/4. I funzionari di Hera non sanno come «farli sparire»

E’ il 28 maggio 2008 e un reparto della Guardia di Finanza li sta intercettando per un’altra indagine su appalti truccati. Si imbattono per caso in questa storia, che non conoscerà mai nessuno. Gli intercettati ripetono che Hera «non vuole comunicare niente a nessuno, vuole fare in fretta». I funzionari parlano di «due vasche», piene di «cianuri» e «naftalene», cancerogeni e volatili quindi assorbibili respirando, e di «creosoti», quell’olio che rende le traversine ferroviarie indistruttibili ma che in più è mutageno, cioè cambia il Dna.

I funzionari propongono di «confezionarli in fustini idonei per latermodistruzione a Ravenna», riferendosi alla possibilità di farli sparire bruciandoli, non prima di «insaccarli con big bag lì in Sotris», la controllata di Hera che si occupa di rifiuti industriali e i cui vertici oggi, ma per un’altra vicenda, sono indagati dalla procura di Milano per traffico illecito di rifiuti tossici. Non siamo nella Terra dei fuochi o a Casal di Principe, ma «al centro di Bologna», come ripetono preoccupati gli intercettati, sul viale nord est, a pochi minuti da Piazza Maggiore, nella città che la sinistra italiana ha eletto capitale della cosiddetta buona amministrazione.

Terremoto, tremenda scossa alle 7.41: in tanti a Pesaro fuggono dalle case

Risveglio del terrore anche a Pesaro: il terremoto non molla. Panico in tutte le Marche

Pesaro, 30 ottobre 2016 - E’ stato un risveglio drammatico anche per i pesaresi con la fortissima scossa di terremoto (6.1 della scala Richter) delle 7.41. Hanno tremato tutte le case e la gente si è riversata per strada, anche in pigiama.

Tantissime anche le chiamate ai Vigili del fuoco, comprese quelle di chi nella fuga si è chiuso la casa dietro le spalle senza avere preso le chiavi. Non si registrano però, per il momento, danni. Un panico giustificato dalla forza e dalla lunghezza della scossa che dovrebbe avere come epicentro il solito territorio a cavallo tra le province di Macerata e Perugia.

I vigili del fuoco di Pesaro impegnati a Camerino parlano di altri crolli per le nubi di polvere che si alzano dalla città.

Alla chiesa dei Cappuccini, dove si stava tenendo la messa mattutina, fuggi fuggi dei fedeli. Altri calcinacci sono caduti dal Duomo di Urbino.

Nella percezione della popolazione la scossa è stata la più forte in assoluto, tanto da scatenare veri momenti di terrore. 30 ottobre 2016

Fonte Link http://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/terremoto-scossa-panico-pesaro-strada-1.2637007 

La Ferrero difende l’olio di palma di Nutella

La Ferrero difende l’olio di palma di Nutella, sostenuta dal vice ministro dell’agricoltura. Il problema dell’olio tropicale però esiste ed è serio dice Greenpeace

Basta con il terrorismo e la disinformazione sui temi alimentari“: dice il viceministro delle Politiche agricole, Andrea Olivero riferendosi all’olio di palma.  La dichiarazione rimbalzata dalle agenzie di stampa è stata fatta in un convegno sull’olio tropicale organizzato oggi da Ferrero a Milano per contrastare quella che il politico ha definito “la moda di demonizzare” e  ipotizzando una sorta di  complotto. L’inaspettato intervento del viceministro, non previsto nel programma ufficiale, è abbastanza inquietante. Abituati a difese di ufficio di latte, grano e formaggi italiani, nessuno si aspettava una presa di posizione a favore di un olio tropicale che ormai sta per essere abbandonato e sostituito dalla maggioranza delle aziende italiane (tranne Ferrero che continua ad utilizzare questo prodotto per la Nutella e le merendine). Forse una dichiarazione  così forte è da collegare al fatto che Olivero è nato a Cuneo a pochi chilometri dallo stabilimento della Ferrero…

La Corte dei Conti scrive al Comune di Parma in merito alla mancata predisposizione della gara per l'affidamento del servizio di raccolta rifiuti nell'ambito territoriale di Parma e provincia.

Ghiretti: “la Corte di Conti ha scritto a Parma perché abbiamo perso molto tempo” 

Da qualche settimana dispongo della comunicazione ufficiale da parte della Corte dei Conti in merito alla mancata predisposizione della gara  per l'affidamento del servizio di raccolta rifiuti nell'ambito territoriale di Parma e provincia. L'ho ottenuta attraverso un regolare accesso agli atti e ne stavo valutando i numerosi aspetti legali quando la notizia è uscita sulla stampa locale.

A questo punto vorrei aggiungere a quanto uscito qualche considerazione che, credo, possa aiutare ad inquadrare la gravità eccezionale di questa indagine da parte della Corte dei Conti.

Il punto è infatti: perché il massimo organo di controllo sull'utilizzo delle risorse pubbliche scrive al Comune di Parma? La difesa della nostra amministrazione, acquisita anch'essa attraverso regolare accesso agli atti, è ovviamente che la gara non è di propria competenza ma di Atersir, dunque il tentativo è di chiamarsi fuori preventivamente da qualunque addebito. Ma c'è un “ma” grosso come una casa che merita di essere valutato attentamente. Non ho ovviamente certezze su questo tema, eppure credo che il motivo per cui il destinatario di questa indagine sia proprio il Comune di Parma risieda nel fatto che dal 2015, anno in cui si è andati in regime di proroga con il servizio offerto da Iren, sono state ben due le iniziative messe in campo con il risultato di farci perdere molto tempo.

In questo caso un po' di cronistoria credo possa aiutare ad inquadrare correttamente la faccenda.

Era il 2013 quando in una conferenza stampa, pur sapendo che il contratto sarebbe scaduto nel 2014, Pizzarotti e Profumo, allora presidente di Iren, annunciano l'impegno congiunto a realizzare l'obiettivo della raccolta differenziata all'85% nel 2016. Molti di noi chiesero su quali basi Iren potesse prendersi tale impegno, senza però ricevere mai risposta alcuna.

Terremoto, forte scossa in tutta l’Italia centrale. Ingv: “Magnitudo 5.4, epicentro nel Maceratese”

Paolo Messina, direttore dell’Igag-Cnr: "Potrebbe trattarsi dell’attivazione di una nuova faglia, probabilmente legata verso Nord a quella che ha generato la scossa dello scorso agosto". Due feriti e crolli a Visso

Ancora la terra che trema, ancora paura. Da da una parte all’altra d’Italia. Sì perché la forte scossa di terremoto delle 19.11 è stata avvertita in tutta l’Italia centrale: a Roma, nelle Marche, nelle zone terremotate dell’Ascolano, ad Ancona, a Fabriano e Pesaro e finanche in Toscana, ad Arezzo, nel Casertano e in Molise. L’epicentro è nella provincia di Macerata, precisamente nella Val Nerina, nella zona compresa tra Perugia e Macerata: il centro più vicino è Castel Sant’Angelo sul Nera. L’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, fa sapere che la magnitudo del sisma è di 5.4 gradi. Molte persone sono uscite di casa spaventate. Tantissime le chiamate ai vigili del fuoco. L’agenzia di stampa Reuters ha parlato in un primo momento di un sisma con magnitudo di 5.6 gradi, circa mezzo punto in meno di quello che il 24 agosto scorso ha devastato Amatrice. Due le persone ferite e qualche crollo a Visso (Macerata) come spiega il capo della Protezione civile Francesco Curcio, in diretta su SkyTg24.

Quello che preoccupa è invece il possibile effetto domino. La faglia che si è messa in movimento ha risentito probabilmente dell’energia caricata dall’evento che nell’agosto scorso ha interessato il Reatino. La zona colpita oggi è, infatti, come tutto il sistema di faglie dell’Italia centrale, estremamente complessa. La probabilità che una sequenza sismica possa finire per attivare faglie vicine è nota, ma i sismologi non si stancano di ripetere che è impossibile fare qualsiasi previsione su quando e dove possa avvenire una nuova rottura.

CRONACA ORA PER ORA 

Clima: nel 2015 CO2 a livelli record, superata soglia 400 ppm

Nel 2015 le concentrazioni di CO2 nell’atmosfera hanno superato una media globale di 400 parti per milione a fronte delle 278 ppm registrate nell’era pre-industriale. L’allarme arriva dalla World Meteorological Organization, che nel bollettino annuale sui gas serra mette in guardia sull’inizio di una nuova era climatica.

Stando alle proiezioni della stazione di monitoraggio di Mauna Loa alle Hawaii, le concentrazioni di CO2 anche nel 2016 si manterranno sopra le 400 parti per milione e sono destinate a rimanere sopra questa soglia ancora a lungo.

Gli scienziati spiegano che i livelli di CO2 già in altre occasioni avevano raggiunto la soglia delle 400 parti per milione, ma solo in alcuni mesi dell’anno e in determinate località. Nel 2015 invece per la prima volta le concentrazioni di CO2 si sono mantenute per tutto l’anno su valori medi globali superiori alla soglia critica.

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Il picco di CO2 secondo gli esperti è stato aggravato dal fenomeno meteorologico noto come El Niño, iniziato nel 2015 e destinato ad avere un forte impatto sul clima per tutto il 2016.

El Niño ha causato numerosi incendi e periodi di siccità estrema nelle regioni tropicali, incrementando le emissioni e riducendo la capacità di immagazzinamento della CO2 delle foreste, della vegetazione e degli oceani. Questi grandi serbatoi naturali assorbono circa la metà delle emissioni di CO2, ma ora rischiano di divenire saturi. Di conseguenza la fetta di CO2 che permarrà nell’atmosfera è destinata ad aumentare.

Roberto Ghiretti: le grandi bugie sull'inceneritore di Parma

Inceneritore di Parma

In una settimana densa di avvenimenti cruciali per la nostra città la notizia è passata un po' in sordina, ma merita comunque di essere commentata adeguatamente. Mi riferisco all'aumento della capienza dell'inceneritore di Ugozzolo disposta fino al 31 dicembre prossimo dall'assessore regionale Gazzolo.

La nostra contrarietà ad un atto di questo genere penso sia nota, ma vorrei precisare in modo puntuale le motivazioni. Non sono insensibile al tema della solidarietà territoriale, anzi sono convinto che si tratti di un punto sempre più centrale per lo sviluppo delle nostre comunità negli anni a venire, però sono allergico alle bugie e alle promesse tradite. Se qualcuno a tempo debito avesse posto correttamente il tema dell'inceneritore, spiegando che si andava verso una razionalizzazione degli impianti su base regionale forse nel 2012 si sarebbe potuto assistere a un dibattito più interessante e più pertinente al tema. Avremmo potuto valutare, magari insieme alla Regione, se Parma fosse il territorio più adatto ad ospitare un impianto “d'area” come in effetti si aveva intenzione di fare e magari saremmo pure giunti alla conclusione che questa fosse la migliore delle collocazioni possibili e ce ne saremmo fatti una ragione. Questo per me dovrebbe fare sempre una politica virtuosa che punti ad amministrare con saggezza e trasparenza: spiegare con chiarezza e onestà le ragioni delle proprie decisioni, avendo il coraggio di essere magari bocciata dai cittadini, ma sempre senza temerli o, peggio, considerarli avversari.

Sfruttamento dell'acqua per imbottigliamento, le paure dei residenti dell'Appennino di Parma

Esaurimento delle risorse, traffico e abbassamento delle falde acquifere: le preoccupazioni degli abitanti della Valceno per la richiesta della Norda di sfruttare un pozzo sul monte Prelpi. Le rassicurazioni del gruppo lombardo e del sindaco di Bedonia

Lo sfruttamento delle falde acquifere italiane per il giro abbondante di acqua all'ingrosso, venduta e distribuita in tutta Europa con altri nomi. È una preoccupazione sentita per il prezioso "oro blu" che sgorga anche dal nostro Appennino.

Una paura, in particolare, degli abitanti della Valceno, per la richiesta del gruppo Norda che punta a ottenere un'altra concessione per sfruttare le falde del monte Pelpi, 1.272 metri sulle due valli del Taro e del Ceno, nel territorio del comune di Bedonia.

La società lombarda - che nel 2015 ha superato il miliardo di litri d’acqua venduti - nella frazione di Masanti ha già tre linee di imbottigliamento e cinque sorgenti, di cui quattro storiche. La preoccupazione principale per i residenti di Bedonia, Compiano e Bardi è che un giorno l'acqua possa venire a mancare sul loro territorio proprio a causa di uno sfruttamento industriale della preziosa risorsa, destinata quotidianamente non solo alle persone ma anche all'agricoltura e all'allevamento.

Inoltre, gli abitanti si dicono preoccupati anche per il possibile abbassamento delle falde acquifere, per il pericolo di frane e smottamenti dovuti sempre allo sfruttamento della fonte d'acqua, e ipotizzano anche un aumento di traffico con camion e mezzi pesanti a servizio dello stabilimento.

Tutto legato al progetto del gruppo lombardo - la cui acqua oligominerale nasce appunto sul versante nord-est del Monte Pelpi, nel Comune di Bedonia - che prevede un investimento di 700mila euro, con la costruzione di un serbatoio in cemento e acciaio da mezzo milione di litri e un locale per la distribuzione delle acque.

Clima, raggiunto accordo per limitare i gas refrigeranti HFC

L'intesa in Ruanda, tra circa 150 paesi, obbliga i firmatari a limitare i potentissimi gas serra utilizzati nei freezer e nei condizionatori d'aria

UN ACCORDO di grande importanza nella lotta al surriscaldamento del pianeta. L'hanno concordato circa 150 Paesi a Kigali, in Ruanda, allo scopo di limitare l'uso degli idrofluorocarburi (HFC), potentissimi gas serra utilizzati nei freezer e nei condizionatori d'aria. Questa intesa impegna i paesi industrializzati a ridurre l'uso degli HFC prima dei Paesi in via di sviluppo. Parlando a Kigali, il Segretario di Stato Usa John Kerry ha detto che i gas in questione sono "disastrosi per il nostro clima".

"L'emendamento e le decisioni sono adottate", ha detto il ministro delle Risorse naturali del Ruanda, Vincent Biruta, che presiedeva la riunione, al termine di una sessione plenaria durata tutta la notte. Ha ricordato che l'intesa ha assunto la forma di un emendamento al protocollo di Montréal sulla protezione dello strato di ozono.

Accolto dagli applausi degli esausti diplomatici, l'accordo prevede un calendario in vista di una progressiva eliminazione della produzione e del consumo degli HFC, questione particolarmente spinosa per paesi come l'india, immensa potenza economica in via di sviluppo. "E' una grande vittoria per il clima. Noi abbiamo fatto un passo importante in vista della concretizzazione delle promesse fatte a Parigi a dicembre" nel corso della Cop21, si è rallegrato il commissario europeo al clima, Miguel Arias Canete, citato in un comunicato. 15 ottobre 2016
 

Fonte Link repubblica.it

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