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Architettura Urbanistica Design

Architettura: raccolta di informazioni e opinioni su architetti, strutture, urbanistica, interni, arredi, design. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Suolo in pericolo: incontro pubblico sul disegno di legge urbanistaca regionale lunedì 29 maggio 2017 ore 21 Centro Bizzozero di Parma

Suolo in pericolo

Lo storico dell’arte Tomaso Montanari sostiene che: “se questa legge dovesse passare, i comuni verrebbero programmaticamente espropriati della facoltà di decidere il futuro del loro territorio: una possibilità interamente conferita ai privati. Dalla (pessima) urbanistica contrattata si passerebbe così alla (esiziale) urbanistica privatizzata: esattamente il contrario di ogni idea di piano

Montagna di Parma, Luigi Lucchi da Berceto propone un progetto per salvare il patrimonio privato dall'abbandono

Coinvolti 5mila proprietari riuniti in assemblea. Si potrà donare al Comune il proprio bene, venderlo a un prezzo concordato o affidarlo in comodato. L'obiettivo è il recupero, affidando le risorse alla Cooperativa di Comunità

Un grande patrimonio di terreni montani, radure boschive e antichi casolari rischia di perdersi nell'inselvatichimento e nell'abbandono, trasformandosi da potenziale risorsa per la montagna parmense a fonte di problemi e spese per i privati e per la collettività.

Il Comune di Berceto, guidato dal sindaco Luigi Lucchi, si fa ora capofila di un progetto unico a livello nazionale che porterà alla redazione di un regolamento di gestione comunitaria del territorio, coinvolgendo direttamente i proprietari dei terreni e degli immobili. 

L'assemblea plenaria che si terrà sabato 6 maggio alle 10 nella sala Aurea della Camera di Commercio vede invitati 5mila proprietari, oltre a relatori provenienti dal mondo delle imprese e delle istituzioni, tra cui il deputato Giuseppe Romanini componente della commissione Agricoltura e l'assessore regionale all'Agricoltura caccia e pesca Simona Caselli. Il progetto è patrocinato dall'Assemblea legislativa regionale ed è stato ideato grazie alla collaborazione degli architetti Ivano Savi, Fabio Ceci e Alex Massari. 

Legge stadi, nella manovrina sparisce il vincolo anti complessi residenziali: via libera alle speculazioni edilizie per sport

Cancellato con un tratto di penna dalla vecchia normativa il divieto di legare la costruzione di nuove palazzine alla realizzazione di impianti sportivi. Nel 2013 sulla stessa questione il Pd renziano (con Dario Nardella in prima fila) insorse contro il governo Letta. Oggi il sindaco di Firenze (dove i Della Valle costruiranno un nuovo stadio da 40mila posti) dice al fatto.it: "In questi giorni sono stato preso dagli impegni locali in città, non ho seguito la vicenda, quindi non ho elementi per rispondere". Il 10 marzo, però, alla presentazione del nuovo stadio della Fiorentina disse che il suo amico Luca Lotti gli aveva annunciato novità importanti sulla questione  

Due curve, due tribune e quattro condomini, con appartamenti da rivendere e milioni da incassare: ora si può. Perché se fino a ieri chi voleva costruire nuovi stadi poteva pensare di rientrare nell’investimento realizzando solo cinema, negozi e centri commerciali, dal 24 aprile può mettere in cantiere anche palazzi, case, villette e relativi profitti di vendita. Un affare. Con un tratto di penna su una frase ben precisa contenuta nella vecchia legge sugli impianti sportivi, infatti, il governo Gentiloni ha cancellato il vincolo che impediva di inserire la realizzazione di complessi di edilizia residenziale all’interno del progetto dei nuovi campi sportivi. Che siano dedicati al calcio o ad altri sport poco importa: basta disegnare arene con capienze da almeno 20mila posti, trovare un imprenditore che fiuta l’affare, una società ambiziosa e un’amministrazione comunale compiacente ed il gioco è fatto. Lì dove c’era l’erba (del campo) ci saranno tante belle casette: lo stadio con gli appartamenti intorno, ovvero l’articolo 62 della manovrina firmata da Mattarella pochi giorni fa.

L'assemblea al Montanara sulla cassa di espansione del Baganza

Un incontro, quello del Montanara, la cui stupidità di proposta (bocciata da tutti i tecnici, studiosi della valle, Sindaci già nell'incontro a Berceto LINK), non meriterebbe più nemmeno la dovuta animata critica popolare. E' palese la contrarietà degli abitanti. Visto l'incapacità di ascolto dovrebbe essere sollevato dall'incarico tutto il team di lavoro e di consultazione (politici, tecnici e progettisti), palesemente prezzolato, non più affidabili, e incaricato il lavoro ad altro gruppo di tecnici e politici. LB 

Roberto Ghiretti (PU) sull'abbandono delle fontane di Parma. Risposta dell'Assessore Alinovi

Da anni denuncio l'insufficiente sensibilità mostrata da questa amministrazione nella cura della città e nella lotta al degrado. Uno dei simboli di questo fenomeno è rappresentato dalla situazione indecorosa in cui versano le numerose fontane cittadine, a partire da quelle monumentali per arrivare a quelle più modeste che adornano i parchi della nostra prima periferia.

Ad ottobre dello scorso anno depositai un'interrogazione a risposta scritta per cercare di fare il punto su una decina di situazioni  tra le più urgenti a mio modo di vedere. Agli inizi di aprile, dopo quasi sei mesi nonostante il regolamento comunale prevedesse una risposta in massimo 30 giorni, l'assessore Michele Alinovi ha ritenuto di rispondere laconicamente alle mie domande. Il quadro che ne emerge è a dir poco sconfortante visto che il 50 percento delle strutture da me menzionate verrà lasciato all'incuria o peggio verrà eliminato.

Entrando nel dettaglio scopriamo così che la fontana a barriera Garibaldi rimarrà con i pietroni all'interno delle vasche, quella del Duc verrà tolta e al suo posto verrà allestito uno “spazio pubblico fruibile”, quella di piazzale Lubiana verrà lasciata così com'è, idem quella di piazzale Boito, quella infine di largo 8 marzo è stata trasformata in fioriera.

La situazione non è molto migliore per altre strutture per le quali l'assessore si è limitato a preannunciare un  loro ripristino senza per altro indicare date o progetti: si tratta di quella del Trianon al Parco Ducale, le due fontane di Cascella di piazzale Santa Croce e di strada Elevata ed infine quella del parco ex Eridania. Dunque l'unico progetto portato a termine su questo fronte è quello di ripristino della fontana di barriera Repubblica; davvero un po' troppo poco per 5 anni di governo della città.

Parco Ducale di Parma, nuova entrata da viale Piacenza e arena estiva

Un altro scempio dei luoghi storici della città firmato dal celebrato arch. Guido Canali. Una città ormai svenduta alla degenerazione speculativa. LB

Il Giardino si apre in direzione dell'Efsa: più collegamenti, restauro delle mura e spazio all'aperto

Cambia il volto e soprattutto l'accessibilità del parco Ducale nella parte che confina con viale Piacenza. All’altezza dell’Efsa verrà realizzato un nuovo ingresso pubblico al Giardino, grazie all’abbattimento dell’attuale muro di cinta che oggi separa l’area verde e il palazzo Ducale dalla strada. 

È uno degli interventi previsti nel progetto - curato dall’architetto Francesco Canali e presentato all’Oratorio di San Tiburzio - con il quale l’Amministrazione Pizzarotti riqualificherà e ridisegnerà l’area nord, all’interno del quartiere Pablo. Prevista una spesa complessiva di due milioni e 400mila euro, attinti dai residui dei finanziamenti legati all’insediamento dell’Efsa. 

L’opera è articolata in due stralci. Nel primo (costo un milione e 200mila euro) verrà abbattuto il muro di viale Piacenza e quindi arretrata la cancellata del parco; sarà riposizionata a ridosso del palazzo e del comando dei carabinieri che non traslocheranno, continuando a svolgere in loco le loro attività.

Si verrà così a creare, nella zona di fronte all’Efsa, una corte dalla quale accedere al Giardino. Contestualmente sarà riqualificato lo spazio verde antistante il palazzo Ducale, oggi occupato dal campo sportivo utilizzato dai carabineri. La sistemazione dovrebbe concludersi nel 2018.

Il secondo stralcio (pari a un milione e 200mila euro) vedrà il restauro completo del muro farnesiano, ultima porzione dell’antica cinta difensiva oggi in stato di degrado. Verrà quindi allestita un’arena aperta per il teatro al Parco
e per momenti collettivi; fine lavori nel 2019/2020.

"Povere piazze di Bologna, piene di arredi brutti e inutili"

Jadranka Bentini, presidente della sezione locale di Italia Nostra: "Il restyling di piazza San Francesco? Una povertà progettuale disarmante"

di ELEONORA CAPELLI

"Ultra-cubi, cassapanche, bare da morto e cassonetti che contengono alberelli sono ormai arrivati ovunque. Piazza San Francesco si è aggiunta al lungo elenco di luoghi banalizzati dal lavoro di questa amministrazione e della precedente, con il restyling della piazze del centro, che sono state riempite di elementi inutili e brutti. In San Francesco speravamo di non veder arrivare ancora una volta lo stesso disegno, invece è arrivato. Con una povertà progettuale disarmante". È una bocciatura senza appello quella di Jadranka Bentini, oggi presidente della sezione bolognese di Italia Nostra, già soprintendente al patrimonio storico e artistico di Bologna.

Bentini, come le appare ora piazza San Francesco?
"In una parola, banale. Come le altre piazze della stessa “serie”, perché gli interventi contengono tutti la stessa cifra, nell’intento di lasciare un particolare segno. Ma non c’è nessuna giustificazione storica per questi interventi".

OLTRAGGIO ALLA BELLEZZA NELLA Reggia di Colorno (PR)

Reggia di Colorno (PR) Reggia di Colorno (PR) con il campo da calcio

Ciao, Luigi! In un vecchio volume, ho trovato una foto della Reggia di Colorno nel cui parco, i "lungimiranti amministratori dell'epoca", non hanno trovato di meglio che  ricavare nel giardino ducale, un campo da calcio!!! ..un'opera, veramente ..da manicomio di Colorno!!!
Per realizzare questo campo di calcio, sicuramente, avranno dovuto abbattere molte piante del parco e anche presumo le fontane ivi presenti.
Questo, per dire che, il "vulnus"  al nostro patrimonio artistico, architettonico e ambientale, da te, anche in questi giorni culturalmente denunciato più volte per la Pilotta[LINK], e non è la prima volta anche con Pistoletto [LINK], per le Stalle di Maria Luigia [LINK], questo oltraggio continua, ininterrottamente, dal dopoguerra ad oggi, in un crescendo scandaloso di degrado e disinteresse pubblico e privato.
Tutti si riempiono la bocca di arte  e di bellezza, ma poi, alla fine, finiscono tutti nello squallore della solita formaggia e del solito insaccato!! (Parma, 20/03/2017)

Fabrizio Pioli

Cassa d'espansione del Baganza: c'è il progetto definitivo

MOLTI SINDACI ED ESPERTI CONTRARI ALLA SOLUZIONE PROGETTUALE. LB

L’opera si estenderà su un’area di circa 860 mila metri quadrati, per buona parte ex area di cava; potrà contenere fino a 4,7 milioni di metri cubi di acqua e richiederà un investimento di 55 milioni di euro. Assessore Gazzolo ospite a Felino: "Compiuto un grande lavoro in tempi serrati"

Nuovo passo avanti verso la realizzazione della Cassa di espansione del Baganza, per assicurare la sicurezza idraulica dei territori di Parma e Colorno.

Il progetto definitivo - fa sapere la Regione - è ultimato: l’opera si estenderà su un’area di circa 860 mila metri quadrati, per buona parte ex area di cava; potrà contenere fino a 4,7 milioni di metri cubi di acqua e richiederà un investimento di 55 milioni di euro. La procedura di valutazione di impatto ambientale è già partita: il 6 marzo si è riunita per la prima volta la Conferenza dei Servizi, che dovrà concludere i lavori entro l’autunno per consentire la progettazione esecutiva.

L’annuncio arriva dall’assessore alla difesa del suolo Paola Gazzolo presente oggi pomeriggio a Felino, su invito dell’Amministrazione comunale, per fare il punto della situazione.

Due invasi per uno specchio d'acqua di 68 ettari - La cassa sarà realizzata su un’area di 860 mila metri quadrati che interessa i territori dei comuni di Parma, Collecchio, Felino e Sala Baganza. Potrà contenere fino a 4,7 milioni di metri cubi di acqua e garantirà un elevato grado di sicurezza ai centri urbani di Parma e di Colorno anche a fronte di una piena eccezionale come quella del 2014. Sarà composta di due invasi e tre soglie in calcestruzzo per consentirne la regolazione idraulica. La prima sarà dotata di paratoie per regolare la portata in uscita dal corso d’acqua; la seconda collegherà i due comparti; la terza permetterà lo svuotamento della cassa.

Tra Progetti senza senso creativo e visione e la politica dei venduti, la città va a rotoli

Quando leggo Costi, sempre più mi torna in mente Vignali. Gli stessi supporter di civiltà parmigiana oggi balene politiche spiaggiate [LINK]. Gli stessi inutili PD all’opposizione compreso Pagliari e i suoi seguaci come Franco Torreggiani e Franco Tegoni [LINK], capace di ogni cosa per il suo solo interesse politico [LINK]. E' una miseria di politica arrivista. Anziché adoperarsi per una candidatura unitaria, o almeno unire le divergenze, ha promosso il dissidio per vana gloria personale. La sua bella figurina il senatore l'ha già fatta sia con il referendum, sostenendo il SI, sia con il Regio [LINK]. Con Pizzarotti formano l’uroboro parmigiano (il Serpente che divora la sua coda). Anche lo slogan di Vignali diceva: “il Sindaco sei tu!” E Costi “Ascoltiamo Parma” con una grafica simile al venditore di elettrodomestici da incasso di La Spezia.

PAOLO SCARPA: IL PONTE NORD DIVENTI UN LUOGO VIVO PER GIOVANI E ASSOCIAZIONI

visita al Ponte Nord di Parma con Paolo ScarpaEravamo davvero in tanti oggi pomeriggio al Ponte Nord. Tanti cittadini desiderosi di dare un futuro a un’opera che fino ad oggi ha rappresentato soltanto un monumento allo spreco e una pessima immagine per la nostra città. Cosa possiamo fare per rendere fruibile i 4.000 metri quadrati coperti di una struttura che è costata allo Stato ben 18 milioni di euro mentre altri 4 sono stati pagati dal Comune per il suo completamento? Da candidato sindaco alle primarie cittadine del 5 marzo, mi impegno a fare quello che l’Amministrazione Pizzarotti non ha fatto negli ultimi 5 anni: restituire alla città il Ponte Nord. La legge Galasso vieta che la struttura possa essere destinata a funzioni permanenti, ma consente che possa ospitare attività temporanee. La cena esclusiva di qualche mese fa, autorizzata dal Comune, lo dimostra. Per trasformare un contenitore vuoto e inutile in uno spazio a disposizione della cittadinanza bisogna che il Comune rediga un regolamento di utilizzo, qualcosa di simile a quanto già esiste per le sale civiche di cui la città da anni usufruisce, e lavorare a un ricco calendario di eventi e iniziative. Il Comune di Parma non ha fatto nulla di tutto questo, aggiungendo spreco allo spreco. Il Ponte Nord appartiene a Parma e può essere un luogo d’incontro per le attività dei giovani, per le nostre associazioni per quanti hanno voglia di fare qualcosa per la città. Per ciò che riguarda le attività permanenti, bisogna lavorare assieme ai nostri parlamentari che già in passato si sono spesi per un possibile recupero della struttura. Abbiamo bisogno che la Presidenza del Consiglio dei Ministri prenda a cuore il caso e provveda a derogare alla legge Galasso.

Via Volturno e strada Budellungo, nuovi alloggi in edilizia convenzionata

Cinque nuovi lotti per l’edilizia popolare. Interventi che vedranno la luce nella zona del complesso residenziale di Ca’ Peschiera (via Volturno) e nel cosiddetto comparto Domina, tra le strade Budellungo e Santa Margherita.

Le nuove palazzine d'edilizia convenzionata sorgeranno su lotti che erano destinati ad accogliere abitazioni per le forze dell’ordine, non più previste dopo che è scaduta la convezione siglata tra Comune e ministero dell’Interno. L'Amministrazione comunale, dopo una negoziazione con il Governo, è riuscito a mantenere i fondi destinati a Parma.

I finanziamenti fanno parte del piano Erp (Edilizia residenziale pubblica) dell’Amministrazione, per il quale sono previsti globalmente sette milioni di euro nel 2017.

Entrambi gli interventi, come sottolineato dal delegato ai Lavori pubblici Michele Alinovi nella seduta della commissione Urbanistica, insistono "in aree fortemente urbanizzate". Quello nell’area di Ca’ Peschiera concerne due lotti, per poco meno di tremila metri cubi. Il secondo in zona strada Budellungo interessa tre lotti, per circa seimila metri cubi complessivi.

Questo seconda operazione tocca una zona che sta attraversando non pochi problemi, visto il fallimento della cooperativa Di Vittorio, che controllava il 30% di Domina, la società incaricata di realizzare le opere nel quartiere Santa Margherita. Si tratta di uno degli interventi più invasivi dal punto di vista edilizio, figlio di un progetto del 2009.

Aggiudicata la concessione dello Stadio Tardini in gestione al Parma Calcio sino al 2025.

Stadio Tardini

Aggiudicata la concessione dello Stadio Tardini in gestione al Parma Calcio sino al 2025.

Parma, 20 gennaio 2017.

Il Parma Calcio 1913 si è aggiudicato la concessione dello Stadio Tardini in gestione sino al 2025.

Lo ha comunicato ufficialmente una nota del Comune di Parma a conclusione del processo di aggiudicazione sulla base della procedura aperta indetta lo scorso ottobre.

L’offerta del Parma Calcio 1913, pervenuta entro i termini stabiliti, è stata valutata positivamente dalla commissione tecnica e l’Amministratore Unico di Parma Infrastrutture ha quindi aggiudicato la gestione dello stadio per i prossimi 8 anni alla società crociata.

Valanga Hotel Rigopiano, la sconvolgente verità: “struttura abusiva, lì non si doveva costruire”

Iniziamo subito chiarendo le cose: la catastrofe dell’Hotel “Rigopiano”, dove sono già stati recuperati tre cadaveri e risultano ancora disperse circa 30 persone, non è stata provocata dal terremoto. Le scosse che ieri hanno colpito la zona di Campotosto, Montereale e Capitigliano si sono verificate molte ore prima rispetto alla valanga, e in una zona molto distante dall’Hotel Rigopiano, al confine tra l’Abruzzo e il Lazio, in provincia di L’Aquila, mentre l’Hotel Rigopiano sorge a monte di Penne, in provincia di Pescara, sul versante Adriatico dell’Abruzzo. Non conosciamo ancora con precisione l’orario della valanga, ma sappiamo che il primo SMS con  la richiesta di soccorso risale alle 17:40 di Mercoledì pomeriggio. Verosimilmente la valanga si era appena verificata, comunque dopo le 17:15/17:20. Le scosse di terremoto, invece, si erano verificate al mattino, la più forte di magnitudo 5.5 alle 11:14, poi quella di magnitudo 5.4 alle 11:25, infine l’ultima di elevata intensità (magnitudo 5.1) alle 14:33, circa tre ore prima della valanga-killer . E’ già difficile immaginare che un terremoto di questa magnitudo (forte, ma non fortissimo) possa innescare una valanga, ancor più improbabile che possa farlo a così tanti chilometri di distanza dall’epicentro. Scientificamente impossibile che ciò accada con svariate ore di ritardo. Invece valanghe di questo tipo rientrano nella relativa “normalità” di grandi nevicate come quelle delle ultime ore sull’Appennino. 

FONDAZIONE GIANGIACOMO FELTRINELLI A MILANO

FONDAZIONE GIANGIACOMO FELTRINELLI
HA CREATO UNO SPAZIO DI CITTADINANZA
A DISPOSIZIONE DI TUTTI WEBSITE

Uno spazio dove la ricerca incontra le persone,
dove le arti si esprimono
e le idee costruiscono futuri possibili.

Dal 13 al 17 dicembre
in Viale Pasubio 5 a Milano

IL PROGRAMMA PDF 

Nuova questura di Parma non si fa, Ministero cita Stt in giudizio

Causa civile davanti al tribunale di Bologna per il mancato pagamento dei progetti preliminare e definitivo della nuova sede in viale Fratti, mai realizzata

Un progetto da 20 milioni di euro. Su una superficie 7.500 metri quadri nell'area dell'ex scalo merci in viale Fratti doveva sorgere la nuova sede della questura di Parma, due corpi da tre e quattro piani con 100 posti auto interrati e un'area verde annessa. 

 
Era il maggio 2010 e la giunta Vignali approvava e presentava con tanto di rendering  il progetto che avrebbe risolto i problemi dell'attuale collocazione della polizia di Stato nei vecchi edifici in borgo della Posta, in pieno centro storico. Stt doveva accollarsi le spese di costruzione, coprendo l'investimento con la cessione di immobili da parte del Demanio. Tempo stimato per ultimare i lavori, due anni.

Nulla di tutto ciò si è mai realizzato. I soldi non c'erano e non ci sono mai stati. Reperire adesso le risorse economiche per un'opera così imponente è difficile se non impossibile. Inoltre, la sede delle forze dell'ordine dovrebbe essere di competenza statale. 

 
L'attuale Amministrazione ne ha preso atto la scorsa primavera, portando in Consiglio comunale la decisione di retrocedere dal protocollo sottoscritto con la Prefettura, Agenzia del demanio e Provveditorato alle opere pubbliche dell'Emilia Romagna per realizzare appunto la nuova sede della questura nell'area indicata. Il Comune ha rinunciato a ricevere dallo Stato il Palazzo delle Vincenzine tra borgo Guazzo e Borgo Retto, una parte di Palazzo Rangoni un'area in via Bodoni di fianco alla Pilotta per farci un parcheggio.

I comitati per Ospedale Vecchio di Parma: “Dalla Pizzarotti spa ci aspettavamo un grazie”

I comitati: “Dalla Pizzarotti ci aspettavamo un grazie”
Siamo un po' sorpresi dalle dichiarazioni successive alla sentenza che ha visto assolti tutti gli imputati. Siamo stati dipinti, in pratica, come isolati nemici del progresso! Ma le cose sono andate davvero così?

Consumo di suolo: Parma ai vertici in Italia

"A livello comunale, i maggiori valori di superficie consumata si riscontrano a Roma (oltre 31.000 ettari), con una crescita di ulteriori 160 ettari tra il 2012 e il 2015 (lo 0,5% in più) e in molti comuni capoluoghi di provincia: Milano (oltre 10.000 ettari), Torino (8.200), Napoli (7.300), Venezia, Ravenna, Palermo, Parma, Genova, Verona, Ferrara, Taranto, Perugia e Catania (tra i 5.000 e i 7.000 ettari di suolo
consumato)".Nello specifico Parma è ottava in Italia per i dati sul consumo di suolo. Sono 6.104 gli ettari cementificati. È quanto emerge nell’edizione 2016 di “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici”, il rapporto a cura dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra): un quadro aggiornato sulle conseguenze della cementificazione in Italia.

Il report 2016 di Ispra

In ettari il suolo consumato a Parma nel 2015 è di 32.060 ettari, il 9,3 del totale con un incremento dello 0,2% rispetto al 2012. 

Psc Parma, Alinovi: "Adozione entro la fine del mandato"

Expo, pasticcio bonifiche: ex proprietari dei terreni hanno fatto causa alla società e ad Arexpo. Chiedono 1,2 milioni

Da un documento anonimo inviato alla consigliera regionale del M5S Silvana Carcano emerge che l'atto di citazione in giudizio è stato presentato ad agosto dalla holding Bastogi della famiglia Cabassi. Il numero uno della società ora proprietaria delle aree, Giuseppe Bonomi, aveva annunciato di volersi rivalere su di loro per gli extra costi sostenuti per ripulire i terreni. Invece è successo il contrario

Un pasticcio sempre più pasticcio. È il triste destino delle bonifiche effettuate sulle aree di Expo. Con il rischio che gliextra costi sostenuti sotto la guida di Giuseppe Sala dalla società di gestione dell’evento per ripulire i terreni dagli inquinanti non vengano più recuperati. E finiscano per pesare sulle tasche dei cittadini. Si tratta dei 29,5 milioni di euro che Arexpo, la società proprietaria delle aree, si è impegnata a chiedere, anche davanti a un giudice, ai vecchi proprietari, tra cui il gruppo Cabassi e Fondazione Fiera Milano. A stabilirlo è l’accordo che la stessa Arexpo ha firmato lo scorso aprile con Expo, a cui i soldi dovranno essere girati. “Avvieremo le cause entro fine settembre”, assicurava qualche mese fa l’amministratore delegato di Arexpo Giuseppe Bonomi. Ma la causa non è ancora stata fatta. E ora arriva il colpo di scena. Non solo Arexpo ed Expo non hanno fatto alcuna causa, ma sono state loro ad essere citate in giudizio.

Legge di Bilancio, emendamento degli alfaniani: “Ponte sullo Stretto sia dichiarato infrastruttura prioritaria”

Area popolare ha presentato una proposta di modifica in base alla quale "al fine di rilanciare l’economia delle regioni del Mezzogiorno" gli interventi per la realizzazione dell'opera "saranno dichiarati indifferibili, urgenti e di pubblica utilità". Intanto a fine ottobre sono finiti agli arresti Michele Longo ed Ettore Pagani, manager responsabili delle operazioni italiane del gruppo Salini Impregilo capofila del consorzio che aveva vinto la gara per l'opera

Dopo l’annuncio fatto da Matteo Renzi a fine settembre – “il ponte sullo Stretto si farà e creerà 100mila posti di lavoro” – arriva l’immancabile emendamento alla legge di Bilancio. La richiesta è che, “al fine di rilanciare l’economia delle regioni del Mezzogiorno d’Italia attraverso il completamento della rete infrastrutturale primaria, il collegamento stabile viario e ferroviario tra la Sicilia e il continente sia dichiarato infrastruttura prioritaria per l’interesse del Paese”. La proposta, a prima firma Vincenzo Garofalo (Area Popolare), ricalca una proposta di legge a firma dello stesso Garofalo presentata alla Camera a marzo quando lo stesso premier aveva aperto a un ripensamento sulla grande opera cara a Silvio Berlusconi.

Ponte sullo Stretto di Messina: costi dal 1870 al 2015

Ponte Sullo Stretto di Messina

Progetti, studi, consulenze, test. Dal 1870

In realtà l'idea di collegare la Sicilia alla penisola italiana risale ad ancor prima del 1870 (data del primo progetto concreto), all’epoca dei Romani che avevano pensato, e secondo alcune fonti realizzato, un ponte su barche e botti. Una soluzione poi abbandonata perché di impedimento al transito delle navi nello stretto. Questo primo progetto è narrato da Plinio il Vecchio che racconta della costruzione, voluta dal console Lucio Cecilio Metello nel 251 a.C., del ponte per trasportare dalla Sicilia 140 elefanti catturati ai Cartaginesi nella battaglia di Palermo.

Nel 1866, durante il governo Ricasoli, si iniziò a parlare del ponte in termini di un'infrastruttura più moderna, ed è del 1870 un primo progetto concreto, che prevedeva la costruzione di un tunnel.

Nel 1981, sotto i governi Forlani e Spadolini, lo Stato inizia spendere l'opera più discussa in Italia, con la costituzione della Stretto di Messina spa. La costituzione della società viene ritenuta l'inizio degli sprechi che si sono susseguiti da lì in poi in studi, consulenze, progetti e test con un'inconcludenza che è costato molto alle casse pubbliche.

Nel 1909 fu pubblicato uno studio geologico della zona, ripreso considerando la costruzione di una galleria sottomarina solo nel 1921, quando l’ingegner Emerico Vismara, al Congresso geografico di Firenze, presentò lo studio per un tunnel. Un altro tentativo risale nell’immediata vigilia dell’ultimo conflitto mondiale, ma le ricerche ebbero esiti negativi per proseguire.

Dall'Eco Modulo all'Ecomostro in piazzale della Pace a Parma

Foto Luigi Boschi: Ecomostro in piazzale della Pace a Parma

Quali sono i criteri che hanno indotto l’ex Sindaco 5 stelle di Parma, ora Effetto Parma Federico Pizzarotti a concedere la realizzazione di questo ecomostro, ennesimo scempio di Piazzale della Pace, antistante e parte del complesso della Pilotta? Un’area monumentale trattata come se fosse uno spazio fieristico. Lo scempio dell’ignoranza di Pizzarotti alla città non ha fine. Siamo tutti in attesa che se ne vada, lui, e tutta la sua banda di incapaci e venduti. Han fatto fin da subito un uso improprio dei luoghi storici, abbandonati e deturpati. Sono riusciti a ridicolizzare anche Verdi con poster da pagliacciata con una rielaborazione priva di qualità. Un “Verdi off” già un insulto nel nome, ridicolizzato nella grafica dalla loro sottocultura, un vero vandalismo propagato per la città. E l'incuria è presente ovunque. (Parma, 01/11/2016)
Luigi Boschi
 

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VERDI OFF

Ospedale Vecchio di Parma: il punto di vista dei comitati

Aggiornamenti dal processo sull'Ospedale Vecchio:
il punto di vista dei comitati

Parma, 31 ottobre 2016
Informiamo il pubblico degli ultimi sviluppi processuali concernenti il Project Financing dell'Ospedale Vecchio. I rappresentanti della Procura hanno chiesto l'assoluzione degli imputati, contrariamente alla loro richiesta di condanna formulata dal difensore della Parte Civile (Comune di Parma).
La richiesta di assoluzione, per parte dell'Accusa, è motivata con le seguenti argomentazioni: 

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