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La vita sta cambiando pelle

Benessere e Salute

Benessere e Salute: informazioni e opinioni su ricerca scientifica medica, ospedali, sanità, malattie, farmaci, integratori, luoghi per cure, strutture benessere, stili di vita e consumi. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Il mondo scientifico sostiene che il sale è il principale killer mondiale di morti premature

Christopher Wanjek

RIO DE JANEIRO — Want to save a few million premature deaths each year? Regulate salt, said researchers at the World Nutrition Rio2012 meeting held here last week.

"Salt [added to food] is the major cause of high blood pressure, and high blood pressure is the major cause of death worldwide," said Graham MacGregor, professor of cardiovascular medicine at Queen Mary, University of London. "The evidence for salt [in causing premature death] is overwhelming, equivalent to the onus of smoking."

Salt, or sodium chloride, is essential for human health; we need about 350 milligrams of sodium daily, according to the Centers for Disease Control and Prevention (CDC). That's about the weight of half a raisin. Unfortunately, Americans consume on average about 3,500 milligrams of sodium daily.

Most of that sodium comes not from the saltshaker but rather from processed foods, in amounts unrealized by most consumers. A bag of potato chips might be an obvious culprit; one serving contains more than 250 milligrams of sodium. But so does a single slice of store-bought bread or a bowl of breakfast cereal. The bigger offenders are canned vegetables, canned soups and frozen dinners, each with around 1,000 milligrams of sodium.

Worse yet is just about any meal eaten out; fast foods in particular can contain over 2,000 milligrams of sodium in each meal.

IL PICCOLO PRINCIPE E LA PECORA

IL PICCOLO PRINCIPE E LA PECORA


Marco Vettori
marco.vettori.512@psypec.it
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IL PICCOLO PRINCIPE E LA PECORA

Dal punto di vista psicologico quali soggetti possiamo considerare appartenenti al gregge delle “pecore”?
Gli individui  che cambiano opinione a seconda della convenienza e  coloro che nella vita di ogni giorno cambiano partito a seconda di chi è il vincitore. A volte soggetti di questo tipo diventano dirigenti e la loro modalità di rapporto è caratterizzata “dall’essere deboli con i forti e forti con i deboli” . Per coloro che fanno parte del gruppo degli spaventati e massificati ”i forti” si identificano: con i superiori superbi e grossolani, gli iracondi, i mafiosi e coloro che conoscono l’arte di plagiare il prossimo illudendolo con le loro pretestuose e partigiane verità. Il gregge dei pecoroni è disponibile solo nei confronti di chi lo può avvantaggiare dal punto di vista economico e della carriera. Il pecorone si fa bello di fronte ai superiori delle idee brillanti rubate ai colleghi e se succedono dei guai la colpa e sempre dei suoi sottoposti. 

Parma, musica con il violoncello di Enrico Bronzi nella Chiesa di San Pietro per la Giornata Nazionale dedicata alla malattia di Parkinson

MUSICA PER IL PARKINSON 

Il 25 Novembre  prossimo si celebra in tutta Italia la Giornata Nazionale dedicata alla malattia di Parkinson promossa da Fondazione LIMPE per il Parkinson Onlus e Accademia LIMPE-DISMOV. L'appuntamento, giunto alla sua nona edizione, ha l'obiettivo di sensibilizzare ed educare la popolazione sulle problematiche connesse ad una malattia cronica, che in Italia oggi conta oltre 300 mila pazienti; il tutto attraverso incontri informativi ed eventi culturali organizzati su tutto il territorio nazionale dalle 90 strutture sanitarie aderenti. Per tutti i dettagli è possibile consultare il sito www.giornataparkinson.it.

Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa causata dalla progressiva morte delle cellule nervose (neuroni) situate nella cosiddetta sostanza nera, una piccola zona del cervello che, attraverso il neurotrasmettitore dopamina, controlla i movimenti di tutto il corpo. Chi si ammala, proprio a causa della perdita progressiva di questi neuroni produce sempre meno dopamina,  manifestando sintomi motori come tremore, rigidità, lentezza nei movimenti, che possono  essere preceduti da sintomi iniziali premonitori, quali disturbi dell’umore e del sonno o riduzione dell’olfatto.  Le cause della malattia sono ancora sconosciute, nonostante la sua prima descrizione ad opera del medico inglese James Parkinson risalga al 1817, di cui quest’anno si celebra il bicentenario. Le ultime ipotesi sulle cause della malattia sono di due tipi: ambientale e genetico.

Diabete, ne soffrono otto donne su cento e la malattia è in espansione

Secondo i dati dell’Oms, il numero di persone con diabete nel mondo è passato da 108 milioni nel 1980 a 422 milioni nel 2014

NICLA PANCIERA

Sono le donne al centro della Giornata Mondiale del Diabete 2017 che si celebra domani in tutto il mondo. Otto donne su cento nel mondo soffrono di diabete, malattia in costante e rapida espansione, in particolare nei paesi a basso e medio reddito. Secondo i dati dell’Oms, il numero di persone con diabete è passato da 108 milioni nel 1980 a 422 milioni nel 2014.  

Secondo le stime attuali dell’International Diabetes Federation, questo numero è destinato ad aumentare a 642 milioni nel 2040. Nel nostro paese, i dati dell’Osservatorio ARNO Diabete, nato da una collaborazione tra Società italiana di diabetologia SID e CINECA, documentano che il tasso di prevalenza totale del diabete in Italia è pari al 6.2 per cento. 

COSTI DELLA MALATTIA  

Il diabete rappresenta un grave onere a carico dei bilanci economici dei sistemi sanitari nazionali. I soli costi indiretti, secondo studio della London School of Economics, ammontano a 12 miliardi di euro in gran parte attribuibili a prepensionamenti e assenze dal lavoro. La maggior parte della spesa associata alla malattia diabetica è determinata dal trattamento delle complicanze, non solo nell’anno di insorgenza della complicanza stessa, ma anche stabilmente negli anni successivi.  

DONNE E DIABETE  

Quest’anno la Giornata Mondiale è dedicata alle donne: «Hanno un maggior rischio cardiovascolare associato al diabete, un rischio di coronaropatia aumentato del 44% rispetto agli uomini e un maggior rischio di ictus» spiega Giorgio Sesti, presidente della SID. Questo potrebbe dipendere da differenze ormonali, che condizionano una diversa distribuzione del grasso corporeo e dunque da una diversa distribuzione dei fattori di rischio. 

Tumori cerebrali, la neoplasia più frequente in età pediatrica

La complessità della neurooncologia richiede una rete di collaborazioni intensa tra specialisti

Mara ha tre anni. Ha mal di testa, vomito e cefalea da alcune settimane. Il pediatra non riesce a trovare la causa e alla fine la bambina viene portata al pronto soccorso. Una Tac e una successiva risonanza magnetica urgenti rivelano la presenza di un tumore cerebrale e viene posta l’indicazione ad intervenire chirurgicamente sulla base di una consulenza neurochirurgica. È evidente il potenziale devastante che può avere la comunicazione ai genitori e alla piccola paziente di una simile diagnosi e terapia.

I tumori cerebrali sono le neoplasie solide più frequenti in età pediatrica e i gliomi a basso grado sono il 30% di tutti i tumori cerebrali nei bambini con meno di 15 anni. Le innovazioni negli strumenti diagnostici e nelle terapie degli ultimi vent’anni hanno cambiato la storia di questi tumori. I gliomi hanno una crescita lenta, infiltrante e per questo la chirurgia è complicata e non sempre possibile. Quando lo è, è curativa nella quasi totalità dei casi.

Proprio per la complessità gestionale della patologia oncologica in ambito pediatrico, anche la neurooncologia pediatrica dovrebbe essere sempre gestita con un approccio di equipe in cui tutti gli specialisti, da quelli che operano in pronto soccorso ai radiologi, fino ai neurochirurghi, agli oncologi e ai terapisti della riabilitazione siano pronti a coordinarsi per garantire il miglior percorso terapeutico e offrire punti di riferimento sicuri per guidare il piccolo paziente e la sua famiglia dalla diagnosi alla terapia, e alla gestione della prognosi. Purtroppo, le cose non sempre vanno così. 

Dott. Franco Berrino: farina 00 “Il più grande veleno della storia”

Farina 00: l'uomo non l'ha mai mangiata

La farina 00 è il più grande veleno della storia, anche se biologica“, così il professor Franco Berrino, oncologo presso l’Istituto Nazionale Tumori di Milano, definiva questo alimento in una puntata di Report del 2009.

E il motivo è che la farina bianca, così come tutti i prodotti raffinati, causa un aumento della glicemia e, di conseguenza, un incremento dell’insulina, portando col tempo ad un maggior accumulo di grassi depositati, e al conseguente indebolimento del nostro organismo, che diventa maggiormente esposto ad ogni tipo di malattie, anche tumori.

Berrino ha spiegato che la farina 00, malgrado non abbia alcun gusto, ha avuto successo commerciale perché si conserva per un tempo indeterminato. Quando la farina viene raffinata perde le proprietà nutrienti tipiche del frumento integrale, che è un’ottima fonte di fibre ed è ricco di numerose sostanze, che si trovano nella crusca e nel germe.

Farina 00: ‘Il più grande veleno della storia’. Perché fa male?

Quando mangiamo prodotti raffinati, tra cui il pane bianco, gli zuccheri presenti nel sangue aumentano improvvisamente e in maniera notevole e di conseguenza il nostro organismo produce più insulina, che porta all’incremento di grassi depositati e favorisce un rapido aumento di peso e di trigliceridi elevati. Tutto ciò può causare malattie cardiache. Inoltre, col passare del tempo, la produzione di insulina si blocca perché il pancreas è troppo carico di lavoro, provocando stati patologici come l’ipoglicemia e malattie come il diabete.

MESOTELIOMA PLEURICO MALIGNO: ALL’UNIVERSITÀ DI PARMA CONVEGNO SUL TUMORE CORRELATO ALL’ESPOSIZIONE ALL’AMIANTO

MESOTELIOMA PLEURICO MALIGNO: ALL’UNIVERSITÀ DI PARMA CONVEGNO SUL TUMORE CORRELATO ALL’ESPOSIZIONE ALL’AMIANTO

La malattia, sebbene considerata un tumore raro, è in costante aumento, e i trattamenti disponibili sono estremamente deludenti 

Parma, 14 novembre 2017 - Durante il convegno “Malignant pleural mesothelioma: preclinical and clinical research”, che si è tenuto presso l'Aula Magna dell'Università di Parma, è stato trattato un tema di estrema attualità che riguarda il mesotelioma pleurico maligno. Pur essendo considerato un tumore raro, la sua incidenza è in costante aumento e nell’80% dei casi è riconosciuta la sua correlazione con l’esposizione professionale o ambientale all’amianto.   

Si tratta di una neoplasia molto aggressiva, la cui diagnosi viene fatta in fase già avanzata della malattia, i trattamenti disponibili attualmente in prima linea sono estremamente deludenti con una percentuale di progressione o recidiva elevatissima e ad oggi non esiste nessun trattamento efficace in seconda linea. 

IL PICCOLO PRINCIPE E I VULCANI


IL PICCOLO PRINCIPE E I VULCANI

Marco Vettori
marco.vettori.512@psypec.it
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Nell’asteroide dal quale è partito il Piccolo Principe ci sono tre vulcani. Il numero tre è anche la cifra che indica lo sviluppo nel tempo [ieri-oggi-domani]. Quando una persona possiede un temperamento ardente ed è soggetto ad esplosioni  emotive spesso viene paragonato ad un vulcano.
Il vulcano è simbolo delle passioni  che dovrebbero essere integrate ed addomesticate. Un individuo con un temperamento ardente è soggetto ad esplosioni emotive come un vulcano che lascia fluire la propria lava. L’incandescenza emotiva consuma l’essere umano che cerca di tenere sotto controllo le proprie pulsioni emotive preoccupato per non lasciarsi sopraffare dalle medesime soffocando le possibilità di espressione del fuoco interiore perché timoroso delle reazioni negative che potrebbe suscitare nel pubblico.

LA CARNE E’ NECESSARIA?

carne

Carnivorismo umano: il più perverso, deleterio e distruttivo sistema convenzionale

Franco Libero Manco

Quando si parla di carne si sta parlando delle parti anatomiche strappate ad un essere, capace di intelligenza e sentimenti, appositamente ucciso, e che come noi amava la vita e aveva paura di morire. Ma molta gente è convinta che la carne sia necessaria alla nostra salute. Se questo fosse vero sarebbe difficile spiegare l’eccellente salute di coloro che non la mangiano, quella di moltissimi personaggi recenti e della storia passata, oltre delle popolazioni che per tradizione sono vegetariane.

 La domanda fondamentale da porsi è se l’alimentazione carnea genera benefici o danni. Quali sono i benefici del consumo di carne nella dieta umana per la nostra salute? Assolutamente nessuno. Non è possibile menzionare in alcun modo un solo beneficio apportato dalla carne, mentre i danni prodotti sono molteplici e dimostrabili da qualunque patologia ad essa correlati: danni alla salute, all’ambiente, all’economia, al Terzo Mondo, alla coscienza umana… non v’è malattia che non sia correlata al consumo di carne, come non v’è rimedio in cui si consigli l’eliminazione della stessa dalla dieta.

Mangi una bistecca ed hai tutti i nutrienti necessari? Nulla di più falso. Se mangiassi solo carne non arriveresti alla fine del mese, mentre se mangiassi solo vegetali otterresti una salute eccellente, questo perché la carne è l’alimento nutazionalmente più scompensato esistente in natura: è privo di carboidrati, amidi, fibra, vitamina A,C ed E.

Nomine all'ospedale di Parma: indagati Borghi, Grisendi e Meschi

L'inchiesta riguarda l'incarico a capo del reparto di Medicina interna e lungodegenza critica

L’ex rettore dell’università di Parma, Loris Borghi, è indagato dalla Procura di Parma per concorso in abuso d’ufficio insieme a Tiziana Meschi e all’ex direttore dell’ospedale Maggiore Leonida Grisendi.

Borghi è sotto indagine per abuso d’ufficio anche nell’ambito dell’inchiesta Pasimafi.

L’indagine della Guardia di finanza, coordinata dal pm Umberto Ausiello

 - come riporta la Gazzetta di Parma - riguarda la nomina di Meschi a capo del reparto di Medicina interna e lungodegenza critica dell’ospedale cittadino. 

Un caso diventato pubblico nel 2015 che aveva al centro i rapporti tra Borghi e la sua ex allieva, fatti di cui si era occupato anche l’Espresso. 26 ottobre 2017

Fonte Link parma.repubblica.it
 

UN OSPEDALE UNICO AL MONDO

Un Ospedale Unico al Mondo

Francesca Avanzini 

Nel 1996 Carmine Del Rossi, chirurgo pediatrico, già direttore dell’Ospedale dei Bambini di Parma, parte con un’équipe di medici alla volta del Bangladesh per operare in un ospedale di Saveriani. È la prima di una serie di missioni che realizzano un antico progetto covato fin dai tempi dell’Università e che purtroppo si interrompono con l’attentato di Dakha del 2016.

Fino a quel momento, ogni mese per sei-sette mesi l’anno, nell’ospedale di Dakha, città di circa 2 milioni di abitanti ai confini con l’India, si alternano équipe chirurgiche altamente qualificate in varie discipline, che vanno là a proprie spese sfruttando il periodo delle ferie e portandosi gli strumenti.

Il daffare è tanto, e impone ritmi disumani.  Ai cancelli, vagliate da un ineffabile portiere in  giubbotto jeans, premono masse di disperati, che magari si sono sottoposte a un viaggio di 500 km e si accampano per notti e giorni in attesa del consulto.

L’ultima missione partita consta di chirurghi pediatrici esperti in urologia e nella ricostruzione di genitali, anestesisti, infermiere e dello psichiatra Raffaello Roberti, già presidente della sezione emiliana della Società Italiana di Psichiatria, presente non in veste professionale ma, grazie alla sua passione ed esperienza letteraria, in qualità di cronista della missione. Le sue osservazioni sfociano nel libro “Un ospedale unico al mondo.”

Allergia al Nichel: in Italia non lo tollera il 32% della popolazione, quasi tutte donne

Le donne sono le più colpite da allergie cutanee e il Nichel è il principale responsabile, seguito a ruota da altri metalli, essenze profumate (10-12%), cosmetici (5-8%) e coloranti. «Secondo le ultime stime, infatti, in Europa il 20% circa della popolazione è allergica al Nichel, mentre in Italia si arriva al 32,1%, con un rapporto tra donne e uomini di 3 a 1. Nei bambini la prevalenza è di circa 16%. Sebbene la sensibilizzazione sia più comune tra gli adolescenti, anche i neonati e bambini possono sensibilizzarsi».   

Lo spiega Susanna Voltolini, coordinatrice Dermatiti allergiche da contatto del progetto «Allergicamente» promosso da Aaiito, l’Associazione allergologi e immunologi italiani ospedalieri e territoriali, riunita a Palermo in Congresso nazionale. «Si può diventare allergici a qualsiasi età - precisa l’esperta - ma più frequentemente accade nella terza decade di vita».  

L’allergia al Nichel si manifesta come un eczema locale limitato alla pelle nella zona di contatto con gli oggetti contenenti il metallo, ad esempio i lobi delle orecchie per gli orecchini, il polso per gli orologi, il collo per le collane e l’area sotto l’ombelico per i bottoni dei jeans. Il volto e il cuoio capelluto possono essere colpiti dal contatto con i cellulari, occhiali in metallo, piercing e ferma capelli.  

In generale il Nichel è presente nel suolo e nell’acqua, ed è assorbito dagli organismi viventi che sono fonti di cibo per gli esseri umani. Il Nichel è quindi presente nella maggior parte dei componenti di una dieta normale. Per questo motivo il contenuto di Nichel nei prodotti ortofrutticoli è in media 4 volte superiore a quello di carne, latte, latticini, uova e altri alimenti di origine animale.  

Lista dei cibi acidi e basici

Nel nostro magazine abbiamo spesso trattato l’argomento legato all’acidità dei cibi e alla loro reazione nel nostro organismo.

Il primo articolo legato all’argomento è stato “Cibi acidi e cibi alcalini, il segreto per la nostra salute“, dove nel dettaglio venivano elencati i cibi da evitare e la loro reazione nell’organismo.

Sucessivamente siamo passati ai vari abbinamenti (“Abbinare cibi acidi e cibi basici“) proponendo un esempio di menù basico/alcalino utile per la disintossicazione.

Prima di passare alla lista dei cibi con il loro relatiovo ph, è importante capire cosa si intende per cibo acido.

Cosa significa acido?

Si definisce acido o acidificante, un cibo in base alla sua reazione nell’organismo e non in base al suo gusto. I cibi acidi infatti acidificano il sangue e sottraggono all’organismo i sali minerali che a lungo andare possono dare problemi all’organismo acidificandolo.

Lista dei cibi acidi e basici

Gli alimenti alcalinizzanti hanno un prefisso (-) negativo
Gli alimenti acidificanti hanno un prefisso (+) positivo

Effetto alcalinizzante/acidificante dei Farinacei

Pane di farina di segale + 4,0
Pane di segale + 4,1
Pane di farina di grano duro + 3,8
Pane bianco + 3,7
Corn-flakes + 6,0
Pane croccante di segale + 3,3
Pasta all’uovo + 6,4
Fiocchi di avena + 10,4
Riso + 12,5
Riso grezzo + 4,6
Riso parboiled + 1,7
Farina integrale di segale + 5,9
Spaghetti + 6,5
Spaghetti integrali + 7,3
Farina di grano duro + 6,9
Farina di grano duro integrale + 8,2

Negli ospedali infezioni su del 15% se la ditta delle pulizie è esterna

NICLA PANCIERA

In Italia, causano più decessi degli incidenti stradali

L’esternalizzazione dei servizi di pulizia negli ospedali è associata ad una maggior incidenza di infezioni da batteri resistenti agli antibiotici, in particolare da Staphylococcus aureus. Lo dimostra per la prima volta uno studio britannico condotto tra il 2010 e il 2014 su 126 unità sanitarie secondarie amministrative britanniche (trust) ciascuna delle quali può comprendere fino a dodici ospedali.  

L’analisi è stata condotta utilizzando i dati sulle infezioni da S.aureus e i dati sulla pulizia percepita da degenti e staff ospedaliero, emersi da indagini commissionate dal sistema sanitario nazionale britannico NHS e dalla Care Quality Commission. Ne è emerso che le strutture socio-sanitarie e gli ospedali che appaltano esternamente la gestione dei servizi di pulizia hanno il 15% in più di infezioni rispetto agli ospedali che non lo fanno. Questa differenza si mantiene analoga anche quando si considerano altre caratteristiche, come la dimensione della struttura e la complessità dei casi.  

Meno pulizia, più infezioni  

Lo studio, apparso sulla rivista Social Science and Medicine è il primo a dimostrare la correlazione tra esternalizzazione dei servizi di pulizia e infezioni da S.aureus meticillino-resistente (MRSA) ed ha inoltre mostrato anche che l’outsourcing è associato ad un minor numero di addetti alle pulizie per posti letto, ad una percezione di minor pulizia da parte di pazienti e staff ospedaliero e ad una minor disponibilità di impianti igienici per lavarsi le mani, tutti aspetti fondamentali per prevenire la diffusione delle infezioni, ma è emerso un certo risparmio in termini di costi per il servizio. 

 

Appalto a servizi di pulizia esterni per risparmiare  

Lavatevi le mani: pancia e polmoni saranno più protetti

Angela Nanni

15 ottobre, giornata mondiale dedicata alla loro igiene. Ecco in che modo la cura sistematica previene infezioni virali e batteriche

Lavarsi regolarmente le mani con acqua e sapone è un gesto solo apparentemente banale poiché, in realtà, contribuisce in maniera determinante a preservare la nostra salute e a tutelare quella di chi ci sta intorno.   

La giornata mondiale per il lavaggio delle mani è stata istituita nel 2008: l’evento sin dalla sua prima edizione ha coinvolto più di 120 milioni di bambini in 73 Paesi dei 5 continenti; l’anno scorso è stata celebrata da 213 milioni di persone nel mondo.  

Uno studio condotto su scala mondiale da parte di Global Hanwashing Partnership ha evidenziato come le campagne di sensibilizzazione su come lavarsi correttamente le mani hanno determinato, fra il 2005 e il 2012, un calo di circa il 12% nelle malattie contratte proprio a causa della scarsa igiene delle mani.  

Nonostante questo dato incoraggiante è bene rimarcare che, anche se l’85,6% degli studenti su base internazionale si dicono consapevoli dell’importanza di lavarsi le mani, solo il 24,9% di loro lo fa regolarmente. In ogni caso il lavaggio delle mani con acqua e sapone rappresenta il mezzo più efficace e meno costoso per prevenire le malattie infettive. 

Numeri che fanno riflettere  

Allucinogeni e depressione, un composto di funghi è efficace nel combatterla

La psilocibina usata con successo su pazienti che non rispondevano al trattamento convenzionale

ROMA - Sintomi della depressione ridotti alcune settimane dopo l'inizio di un nuovo trattamento, grazie a una sorta di 'reset' dell'attività cerebrale. Nulla di strano, tranne che i risultati sono stati ottenuti non attraverso un nuovo farmaco, ma usando il principio attivo dei 'funghi allucinogeni', la psilocibina.I dati provengono da uno studio in cui i ricercatori dell'Imperial College di Londra hanno usato il composto psicoattivo che si trova naturalmente nei funghi 'magici' per trattare un piccolo numero di pazienti con depressione, in cui il trattamento convenzionale era fallito.

In un articolo pubblicato sulla rivista Scientific Reports, gli studiosi descrivono i benefici riferiti da 20 pazienti a cui sono state somministrate due dosi di psilocibina (10 mg e 25 mg), la seconda una settimana dopo la prima. Ebbene, le 'cavie umane' hanno riferito sintomi migliorati fino a cinque settimane dopo il trattamento. Pare che il composto 'psichedelico' possa effettivamente reimpostare l'attività dei circuiti chiave del cervello che svolgono un ruolo importante nella depressione. A confermarlo è stato il confronto tra le immagini da risonanza magnetica dei cervelli dei pazienti prima, e un giorno dopo l'inizio della cura: ha rivelato cambiamenti nell'attività cerebrale che sono stati associati a riduzioni significative e durature dei sintomi depressivi. Gli autori notano che i risultati iniziali della terapia sperimentale sono sì emozionanti, ma limitati dalla piccola dimensione del campione, così come dall'assenza di un gruppo di controllo.

Robin Carhart-Harris, responsabile della ricerca dice che lo studio "ha mostrato per la prima volta chiari cambiamenti nell'attività cerebrale in persone depresse trattate con psilocibina. Alcuni dei nostri

Aceto di mele: scopri perché fa bene alla tua salute

 Norman Walker 

Ci sono tre tipi di aceto che vengono generalmente usati: l’aceto bianco distillato, l’aceto di vino, più utilizzato nei paesi latini e che, come quello distillato, contiene acido acetico e l’aceto di sidro (o di mele).

L’aceto bianco distillato in generale fa male all’organismo. Distrugge rapidamente i globuli rossi provocando anemia, interferisce anche con i processi digestivi ritardandoli e impedendo la corretta assimilazione del cibo. Questo aceto (C₂H₄O₂) è il prodotto della fermentazione acida di fluidi alcolici come il vino fermentato e i liquori di malto; è conosciuto in due forme, l’aceto bianco e l’aceto di malto. Ha un alto contenuto di acido acetico ed è molto usato negli Stati Uniti.

L’aceto prodotto mediante il processo di fermentazione del vino contiene una percentuale dal 3 al 9% di acido acetico e solitamente anche acido tartarico. L’acido acetico nell’aceto contribuisce all’indurimento del fegato (cirrosi del fegato) e favorisce l’insorgere di ulcere duodenali e intestinali.

L’aceto fatto con le mele è conosciuto come aceto di sidro e contiene acido malico (C₄H₆O₅). L'acido malico è un costituente organico naturale delle mele e viene coinvolto nei processi digestivi. Ha effetti molto positivi e combinandosi con gli elementi alcalini e i minerali presenti nel corpo, produce energia (o viene immagazzinato nell'organismo sotto forma di glicogeno per usi futuri). È utilissimo se usato in maniera giudiziosa, sia sull’uomo che sugli animali.

Lo spazio non basta per elencare la vasta gamma di risultati positivi ottenuti. Per esempio, favorisce la coagulazione del sangue, il riequilibrio del ciclo mestruale, la funzionalità dei vasi sanguigni, vene e arterie, e la formazione dei globuli rossi.

Saint-Exupéry il Boa ed i Baobab

   

Marco Vettori
marco.vettori.512@psypec.it
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Saint-Exupéry il Boa ed i Baobab

-Un tempo molto lontano, quando avevo sei anni, in un libro sulle foreste primordiali, intitolato Storie vissute della natura, vidi un magnifico disegno. Rappresentava un serpente boa nell’atto di inghiottire un animale. [..] C’era scritto :”I boa ingoiano la loro preda intera, senza masticarla. Dopo di che non riescono a muoversi e dormono durante i sei mesi che la digestione richiede”. Meditai a lungo sulle avventure della giungla: E a mia volta riuscii a tracciare il mio primo disegno. Il mio disegno numero uno era così: Disegno N.1 [allegato n.1]

cappello

Mostrai il mio capolavoro alle persone grandi, domando se il disegno li spaventava: Ma mi risposero: ”Spaventare? Perché mai, uno dovrebbe essere spaventato da un cappello?” Il mio disegno non era il disegno di un cappello: Era il disegno di un boa che digeriva un elefante. Affinché vedessero chiaramente che cos’era, disegnai l’interno del boa. Bisogna sempre spiegargliele le cose, ai grandi. Il mio disegno numero due si presentava così:

Elefante
Disegno n.2 [allegato n.2]

Questa volta mi risposero di lasciare da parte il i boa, sia di fuori sia dentro, e di applicarmi invece alla geografia, alla storia, all’aritmetica e alla grammatica.[..]

Il fallimento del mio disegno numero uno e del mio disegno numero due mi aveva disanimato- (*)

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