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La vita sta cambiando pelle

Benessere e Salute

Benessere e Salute: informazioni e opinioni su ricerca scientifica medica, ospedali, sanità, malattie, farmaci, integratori, luoghi per cure, strutture benessere, stili di vita e consumi. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Def, le Regioni: “Spesa sanitaria nel 2019 sotto la soglia minima indicata dall’Ocse. Livelli di assistenza inadeguati”

L'assessore al bilancio della Regione Lombardia, in audizione davanti alle commissioni speciali di Camera e Senato, ha denunciato il calo della spesa per la sanità pubblica rispetto al pil: dal 6,6% di quest'anno scenderà al 6,4%. E ha chiesto che il prossimo governo stabilizzi la crescita del Fondo sanitario nazionale

“Nel 2019 lo Stato italiano spenderà il 6,4 per cento del pil per la sanità pubblica, una cifra inferiore al livello minimo indicato dall’Ocse per garantire la tutela della salute“. Lo ha ricordato l’assessore al bilancio della Regione Lombardia Davide Caparini, a nome della Conferenza delle Regioni, davanti alle commissioni speciali di Camera e Senato dove si stanno tenendo nuove audizioni sul Documento di economia e finanza del governo uscente.

QUANDO MUORE UN GENITORE, NULLA SARA’ COME PRIMA

Morte del genitore

La perdita di un genitore è uno degli eventi più dolorosi che accadono durante la vita di una persona, le cui conseguenze lasciano profonde ferite nell’anima. Secondo lo psichiatra Elisabeth Kubler Ross nel suo libro “Death or Dying” (La Morte e il Morire), il dolore per il lutto attraversa cinque stadi:

1 e 2) Shock e Negazione

Durante le prime fasi della perdita avvertiamo un muro di vetro tra noi e il mondo, ci sentiamo intorpiditi, incapaci di provare dolore e un gran senso di vuoto ci pervade. E’ venuta meno la presenza del genitore nella vita quotidiana ed avanza la solitudine

3) Rifiuto

Affiorano delle forti emozioni e i ricordi accompagnati da sentimenti contrastanti di dolore, perdita e sollievo soprattutto quando la morte è l’epilogo di una lunga malattia. Il senso di colpa e il sollievo si alternano, tornano in mente le ultime conversazioni, i momenti passati insieme, quello che avremo voluto dire e non abbiamo detto. La stanchezza fisica ed emotiva si fanno sentire e ci ritroviamo a piangere nei momenti più impensati.

4) Rabbia

Esplosioni di rabbia e sentimenti di frustrazione caratterizzano questa fase, ci chiediamo perché il lutto ha colpito proprio noi e non troviamo una risposta, un forte senso di ingiustizia ci pervade e chi si lamenta per cose inutili ci infastidisce.

Analisi secondo la Psicologia del Profondo del Canto Terzo (Prima Parte) dell'Inferno della Divina Commedia

Marco Vettori
marco.vettori.512@psypec.it
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Analisi del Canto Terzo dell’Inferno della Divina Commedia secondo la Psicologia del Profondo.

Parte Prima

Nel secondo canto, valutata l’importanza di una scelta cosciente, il Sommo Poeta invita ciascuno di noi a domandarsi quali modelli  dovranno essere esperiti nell’affrontare il viaggio nel regno delle ombre e  qual è il significato religioso  e psicologico delle parole scritte sulla porta dell’Inferno:” Attraverso di me  si giunge là dove il dolore è senza fine, attraverso di me si entra tra la gente dannata.  La volontà di giustizia mosse il mio divino Fattore, mi creò la potenza di Dio Padre, la somma sapienza del Figlio e il primo Amore dello Spirito Santo. Prima di me non ci fu altro se non cose create per essere eterne e io eternamente duro”. L’Eterno, con i suoi attributi biblici, il figlio unigenito Cristo, la cui sapienza apre le porte della conoscenza e l’Amore dello Spirito Santo hanno edificato la porta. In principio la porta era chiusa senza che nessuno avesse la possibilità di uscire. Successivamente è comparso il Cristo ad annunciare la “Buona Novella” affinché coloro che volevano essere suoi seguaci, per camminare sulla strada della conoscenza, potessero essere salvati. Prima erano le tenebre e il disordine.

"L’alcol è una sostanza tossica: POSTUMI DELLA SBORNIA e INTOSSICAZIONE

Dal sito del MInistero della Salute:
"L’alcol è una sostanza tossica, potenzialmente cancerogena e capace di indurre dipendenza (alcol-dipendenza) superiore rispetto alle sostanze o droghe illegali più conosciute. I giovani (al di sotto dei 16 anni), le donne e gli anziani sono in genere più vulnerabili agli effetti delle bevande alcoliche a causa di una ridotta capacità dell’organismo a metabolizzare l’alcol. L’alcol, pur apportando circa 7 Kcalorie per grammo, non è un nutriente (come le proteine, i carboidrati o i grassi alimentari) e il suo consumo non è utile all’organismo o alle sue funzioni; risulta invece fonte di danno diretto delle cellule di molti organi tra cui i più vulnerabili sono il fegato e il sistema nervoso centrale. L’alcol viene assorbito per il 20% dallo stomaco e per il restante 80% dalla prima parte dell’intestino. Se lo stomaco è vuoto, l’assorbimento sarà più rapido. L’alcol assorbito passa nel sangue e dal sangue al fegato, che ha il compito di metabolizzarlo.

Cranberry il mirtillo che protegge dalle infezioni urinarie

Il Cranberry è indicato in caso di disturbi ricorrenti a carico dell’apparato urinario come infiammazioni, cistiti ed infezioni urinarie

Il cranberry detto anche mirtillo rosso americano o mirtillo di palude è una pianta che fa parte della famiglia delle ericacee. Possiamo trovarlo nel nord America ma anche in Italia ad alte quote tra  i 1500 e 2300 metri e soprattutto nel settentrione (difficilmente è possibile trovarlo sugli Appennini). Rispetto al tradizionale mirtillo (quello viola a cui siamo abituati), il mirtillo rosso di palude ha un sapore molto più acido e viene usato per creare composte e marmellate perfette per accompagnare formaggi e selvaggina. In fitoterapia si utilizzano sia le bacche (sotto forma di estratto secco o succo) che le foglie.

Si tratta di un frutto ricco di proprietà benefiche per l'organismo tra cui ricordiamo:

A livello oculare: il mirtillo rosso di palude migliora la visione notturna agendo sul pigmento retinico. Per dare beneficio all'occhio si usa solitamente il preparato come estratto secco che non serve solo a migliorare la visione notturna, ma anche a combattere la fragilità e la permeabilità vasale proteggendo capillari e vasi sanguigni della retina. In particolare l'estratto di mirtillo rosso può essere somministrato anche per combattere la retinopatia diabetica.

COLTIVARE IL CRANBERRY, O MIRTILLO AMERICANO: BELLEZZA E SALUTE ANCHE IN VASO

Il Cranberry, o mirtillo rosso americano (Vaccinum Macrocarpon) è una pianta ornamentale, bella anche per chi ha un terrazzo o un semplice balcone. Infatti non occupa tanto spazio e può crescere bene anche in vaso. Scegliete una bella zona ombreggiata, un vaso di medie dimensioni e iniziate a seguire i nostri facili consigli su come coltivare il cranberry in vaso o in giardino
 

Trapianto mirtillo americano

Il nostro Cranberry è una varietà che riesce a crescere bene anche in alcune condizioni sfavorevoli (se, per esempio, avete un appezzamento di terra o un giardino esposto a nord non preoccupatevi: il mirtillo americano riuscirà dove altri non arrivano!). Oltretutto, resiste davvero bene al freddo.
 
Assicuratevi che il terreno sia fresco e acido, arricchito con della buona sostanza organica! Questo è importante per il cranberry (come per tutte le ericacee). Trapiantatelo a mezz’ombra, oppure al sole ma solo se non vivete in una zona troppo calda. 
 
Se le trapiantate in piena terra, non superate le 6 piantine per metro quadro. 
 

Cure colturali 

Non è una pianta che vi richiederà particolari trattamenti, ma una cosa è certa: necessita di acqua in abbondanza e il suo terreno dovrà restare sempre umido.

PRESSIONE ARTERIOSA

PRESSIONE ALTA: QUALI SONO I “VALORI NORMALI”?

Infarti e ictus sono solo alcuni dei rischi che si corrono quando la pressione arteriosa è troppo elevata. Infatti, quando il sangue esercita una forza eccessiva sulla parete delle arterie, ci si può ritrovare anche alle prese con problemi come emorragie cerebrali, aneurismi, insufficienza renale, retinopatie e arteriopatie periferiche. Per tutti questi motivi è bene mantenere la pressione nella norma. Ma quali sono i valori considerati normali?

 

MINIMA E MASSIMA: DUE PARAMETRI DISTINTI

In realtà i parametri da prendere in considerazione sono due: la pressione minima (detta anche diastolica) e la pressione massima (detta anche sistolica). La prima corrisponde alla forza esercitata dal sangue sulla parete delle arterie tra un battito del cuore e l’altro. Per essere considerata “normale” il suo valore deve essere compreso tra 60 e 79 mmHg (millimetri di mercurio)1. La cosiddetta massima corrisponde invece alla forza esercitata dal sangue sulla parete delle arterie quando il cuore si contrae, ed è considerata “normale” quando è compresa tra 90 e 119 mmHg1. Entrambi i parametri devono essere tenuti sotto controllo. Per questo motivo, quando si misura la pressione, vengono indicati tutti e due, ed il risultato è considerato nella norma se i valori sono inferiori a 120/80 mmHg.

 

LA SOGLIA DELL’IPERTENSIONE

Se i valori di pressione massima sono stabilmente tra 120 e 139 mmHg e quelli della minima tra 80 e 89 mmHg, si parla di pre-ipertensione, un campanello d’allarme del rischio per lo sviluppo dell’ipertensione vera e propria. Quest’ultima è identificata da valori di massima maggiori o uguali a 140 mmHg e a valori di minima uguali o superiori a 90 mmHg1. Tuttavia, nel caso di alcune categorie a rischio come ad esempio nei soggetti con diabete mellito è raccomandabile mantenere dei valori di pressione arteriosa più bassi.

Sabbia n.1, intitolata "Piazza con palma".

Sabbia n1: piazza con palma

Marco Vettori
marco.vettori.512@psypec.it
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A COLLOQUIO CON L'INCONSCIOSabbia n.1, intitolata "Piazza con palma".

Dopo aver bagnato la sabbia  al centro della sabbiera, la paziente inizia 
a lavorarla.

Quando, con una certa fatica, ha terminato la costruzione con la sabbia
aggiunge le figurine e un orologio realizzato con la plastilina. Terminato
il lavoro mi fa presente che ha costruito "- una rotonda con in mezzo una
palma con tante braccia- Le auto girano attorno alla palma. Una scultura
di una piazzetta, di una rotonda in mezzo alla strada. C'è la vita della gente
che gira intorno; c'è anche l'orologio che scandisce il tempo. Una città che
è vitale che dà l'idea della vita con tante braccia rivolte verso l'alto. C'è una
vitalità che è naturale e nello stesso tempo spirituale.   C'è un'idea del 
movimento che questo fiore deve avere verso l'alto e verso i lati. La palma
con le foglie deve coprire la città. L'orologio segna le dieci e dieci in questo
modo le lancette rappresentano un abbraccio".

Commento secondo la psicologia del profondo del Canto Secondo dell'Inferno della Divina Commedia

Secondo Canto Divina Commedia

Marco Vettori
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"La Psicologia del Profondo del Canto Secondo dell'Inferno della Divina Commedia"

“Lo giorno se n’andava, e l’aere bruno
toglieva li animai che sono in terra
da le fatiche loro; e io sol uno
m’apparecchiava a sostener la guerra
sì del cammino e sì de la pietate,
che ritrarrà la mente che non erra.
O muse, o alto ingegno, or m’ aiutate;
o mente che scrivesti ciò che io vidi,
qui si parrà la tua nobilitate”.

Al calar della sera Dante muove i primi passi dietro Virgilio la sua guida.

“Il dubbio” spinge il poeta a prendersi carico delle proprie scelte ed a qualificarle: è il problema psicologico centrale di questo canto.

Mentre gli animali si preparano al riposo notturno Lui si dovrà confrontare con la propria ombra collegata agli istinti naturali sul piano fisico, emotivo e naturale.

Borotalco e mesotelioma: Johnson & Johnson dovrà pagare 95 milioni di euro di risarcimento


Nel 2016 il 46enne Stephen Lanzo ha fatto causa all'azienda dopo che gli è stato diagnosticato il tumore, che è in genere associato all'esposizione all'amianto

di Simona Marchetti

La Johnson & Johnson e il suo fornitore Imerys Talc dovranno dare altri 80 milioni di dollari (65 milioni di euro) al 46enne Stephen Lanzo, che nel 2016 fece causa alle due aziende dopo che gli venne diagnosticato un mesotelioma (un tipo di cancro che colpisce il rivestimento di alcuni organi e che è in genere associato all'esposizione all'amianto), a suo dire provocato dal borotalco che aveva usato per oltre 30 anni (il talco è un minerale che si trova spesso vicino alle miniere di amianto e diversi studi hanno dimostrato che esiste un rischio di contaminazione incrociata durante l'estrazione). La scorsa settimana una giuria aveva stabilito un primo risarcimento di 30 milioni di dollari (24 milioni di euro) per Lanzo (che è il primo uomo a fare causa per un cancro provocato dal borotalco, visto che le altre denunce riguardavano una possibile correlazione col cancro alle ovaie nelle donne) e di altri 7 milioni (5,7 milioni di euro) per la moglie Kendra, ma mercoledì una seconda giuria ha quasi triplicato l'entità del pagamento.

Le aziende faranno ricorso

Inghilterra, raddoppiati in quattro anni i ricoveri in cui l’obesità è la diagnosi primaria o secondaria.

Beniamino Bonardi

Nell’ultimo anno l’aumento è stato del 18%

Negli ospedali inglesi, nel 2016-17 ci sono stati 617 mila ricoveri di pazienti per i quali l’obesità è stata indicata come la causa primaria o secondaria, con un aumento del 18% rispetto all’anno precedente. Le ospedalizzazioni in cui l’obesità è stata la diagnosi primaria sono aumentati dell’8%, passando a 9.929 a 10.705, e riguardano il trattamento per la perdita di peso. Quelle secondarie, in cui il sovrappeso può contribuire al problema di salute e influenzare il tipo di assistenza che il paziente deve ricevere, comprendono patologie come problemi all’anca e attacchi di cuore.

Se si confrontano i dati del 2016-17 con quelli del 2012-13, (292 mila casi), i ricoveri in cui l’obesità è stata diagnostica come causa primaria o secondaria sono più che raddoppiati.ù

Circa il 66% dei casi ha riguardato donne, a conferma che l’obesità colpisce maggiormente il sesso femminile. La percentuale rilevata tra le donne che vivono in aree più svantaggiate risulta essere quasi il doppio rispetto alle altre zone  (38% contro 20%) ed è questo un dato che non si registra tra gli uomini.

Un caso di anoressia risolto con la Sand Play Therapy

anoressia

Marco Vettori
marco.vettori.512@psypec.it
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Un caso di anoressia risolto con la Sand Play Therapy. Introduzione Anamnesi

All'inizio dell'estate del1995 si presenta in studio una donna i mezza età, piuttosto curata, ma dall'aspetto triste e severo. E' venuta per parlare con me della figlia a cui verrà dato il nome di fantasia di Eloisa che, secondo i suoi insegnanti, presenta i sintomi caratteristici di una "anoressia". La signora non riesce a capacitarsi del fatto che Eli si sia ammalata in quanto lei e suo marito non le hanno mai fatto mancare alcunché, hanno sempre seguito i precetti della religione cattolica e fatto il loro dovere verso i figli e il prossimo. La madre di Eloisa, descrivendomi la giovane, si dice soddisfatta in generale del suo comportamento a casa e a scuola, pur censurando qualche sparuto episodio d'aggressività nei suoi confronti, di nervosismo nei riguardi del padre e di gelosia, a suo dire immotivata, verso il fratello più anziano di lei. A conclusione dell'incontro la mia interlocutrice mi chiede se sono disposto a prendere in terapia la figlia.

Alcol, 8,6 mln italiani a rischio tra cui 800 mila minori

Aumenta consumo fuori pasto, continua a crescere binge drinking

ROMA - Bevono troppo spesso alcol e lo bevono fuori pasto. Non più principalmente vino e birra, ma aperitivi, amari e superalcolici. In Italia sono 8,6 milioni i consumatori a rischio e tra questi ci sono anche 800 mila minorenni e 2,7 milioni di over 65. E' il quadro che emerge dalla 'Relazione del ministro della Salute sugli interventi realizzati in materia di alcol e problemi correlati', trasmessa al Parlamento. Dei 8,6 milioni di consumatori a rischio per patologie e problematiche correlate all'alcol, ben 6 milioni sono uomini. Ma a preoccupare sono in particolare i "giovani anziani" tra i 65-75 anni e i minori, ovvero i 16-17enni, che di bevande alcoliche non dovrebbero proprio consumarne. Tra i giovani e giovanissimi, in particolare, continua a crescere il binge drinking, o assunzione di molto alcol fuori dei pasti e in un breve arco di tempo "rappresenta l'abitudine più diffusa e consolidata": nel 2015 il fenomeno riguardava il 15,6% dei giovani tra i 18 e i 24 anni di età, nel 2016 il 17%. 10 aprile 2018

Fonte: ansa.it

Acrilammide: come ridurre la sostanza cancerogena che si forma nel pane, patate fritte e caffè

L’11 aprile 2018 entrerà in vigore il Regolamento (Ue) 2017/2158, che obbliga cuochi, pasticceri ed industrie a ridurre i livelli di acrilammide nei loro prodotti. Per evitare questa sostanza, infatti, non basta acquistare prodotti biologici o caratterizzati da altre certificazioni alimentari, come quelli senza glutine o vegani, né acquistando prodotti integrali. Anzi, in quest’ultimo caso, la produzione di acrilammide in cottura è accentuata. Bisogna, quindi, intervenire a livello dei processi produttivi.

L’acrilammide è una sostanza che può formarsi, in modo del tutto naturale, durante la cottura dei prodotti amidacei contenenti zucchero e l’amminoacido asparagina, come patate, cereali, caffè, pane, pizza, biscotti e fette biscottate. Si sviluppa quando la cottura avviene a temperature superiori ai 120 gradi, come accade durante la frittura, la cottura al forno e alla griglia. Un alto contenuto di asparagina, 100 volte in più della farina di frumento, è presente soprattutto nelle patate, ragione per cui possono sviluppare quantità elevate di acrilammide. La crosta nera del pane, ad esempio, ne sviluppa una quantità pari a 200 microgrammi/kg, mentre la crosta nera delle patate arriva fino a 2.000-10.000 microgrammi/kg.

VEGANI vs CARNIVORI: chi mangia le giuste PROTEINE?

Tutti i cibi, compresa la carne, cotti con tecniche che utilizzino temperature anche di poco superiori ai 45°C, perdono i loro enzimi naturali, che vanno così distrutti: sarà quindi compito del nostro apparato digerente fornirli all’occorrenza prelevandoli dalle proprie riserve enzimatiche: un po’ come facciamo per i soldi attraverso il bancomat. Inoltre, la cottura devitaminizza e demineralizza, la clorofillaviene degradata ad un prodotto inutilizzabile e gran parte delle proteine di carne pesce e vegetali vengono denaturate, trasformate in agenti mutageni e rese cancerogene: la poca parte proteica che rimane miracolosamente intatta dopo la cottura e che il sistema immunitario ancora riconosce come organica, viene finalmente elaborata dagli enzimi digestivi attingendo dal conto aperto presso la nostra banca enzimatica, ma che non è infinito. Invece, quelle parti proteiche alterate che per il nostro corpo non sono più metabolizzabili arrivano nell’intestino indigerite ed ivi si putrefanno*: residui carnei ittici e caseari che, come cadaveri tra le pieghe dei villi, ci intossicano, acidificano il sangue ed i tessuti.

Genova Regione, 3 ospedali in appalto ai privati: operazione da 385 milioni di euro

Ospedale Santa Maria di Misericordia” di Albenga

Guido Filippi

Genova - La svolta è epocale e si concretizzerà entro un anno: tre ospedali pubblici in mano a uno o più gruppi privati per almeno sette anni (più cinque di possibile proroga): la prima mossa di un’inversione di rotta sulla sanità privata. Che ora in Liguria gestisce 291 posti letto, di cui solo 123 (l’equivalente di cinque reparti del San Martino) sono per i ricoveri in tre strutture, mentre il resto è riservato alla riabilitazione. Adesso si cambia rotta e si parte dagli ospedali di Albenga, Cairo Montenotte e Bordighera: un’operazione da 55 milioni di euro all’anno e da 385 milioni di euro per i primi sette anni; queste sono le cifre che la Regione è disposta a spendere per la privatizzazione. Gli sconti, al momento di aggiudicare l’appalto sono sempre graditi, anche se il requisito principale resta la copertura dei servizi.

Tre strutture con caratteristiche diverse che la Regione, per problemi di costi, ha deciso di affidare in gestione ai privati con due bandi: per Albenga e Cairo Montenotte è disposta a spendere fino a 40 milioni l’anno e 15 per Bordighera, mentre ora il costo complessivo è di circa 65 milioni. Due le esigenze: risparmiare - l’obiettivo è almeno 10 milioni l’anno - e garantire, per una scelta politica e di consenso, risposte ai malati anche nei piccoli centri, cosa che negli ultimi tempi succedeva a singhiozzo; pazienti ricoverati e poi trasferiti in altri ospedali per mancanza di medici o apparecchiature.

Ospedale Maggiore di Parma, Uil: "Situazione di grave sofferenza"

Come segretario responsabile di Parma della Uil Fpl Emilia - reca la nota del segretario Biagio Ambra -  intendo mettere a conoscenza della grave situazione in cui versa l’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma; fiore all’occhiello della sanità Emilia Romagna fino alla prima decade del nuovo millennio, si trova oggi ad essere al centro dell’attenzione per le gravi sofferenze dovute ai tagli da parte della Regionestessa, corresponsabili dell’incapacità gestionale da parte dell’Amministrazione.

Non a caso, per ottimizzare le risorse, nel corso degli ultimi anni sono venuti a mancare importanti reparti di specialità, orgoglio per una città che si vedeva ai primi posti in Italia come sanità pubblica ed istruzione universitaria. Oggi, a distanza di pochi anni, il prestigio di questa Azienda rimane un vago ricordo, poiché inginocchiata da croniche carenze d’ organico nei reparti, continue riduzione di posti letto, inadeguata governance clinica.

Esempio lampante di questa condizione è l’elevata presenza di fenomeni di burnout registrata negli ultimi mesi, un sempre più stremato personale che vede crescere giorno dopo giorno il proprio monte ore lavorato e numero di giorni di ferie non usufruite. In più, la beffa ai lavoranti che si vedono negate le ferie anche per brevi periodi, con motivazione scritta di “carenza di personale”; per non parlare dell’incessante turn over, con professionisti assunti da agenzie interinali non adeguatamente inserito, per permettere ai dipendenti di ruolo la fruizione delle ferie estive, unico periodo di ferie che viene garantito per tutto l’anno ai lavoratori.

Cisl Parma: "Al Maggiore personale allo stremo, letti anche davanti alle uscite di sicurezza"

Si è svolto lunedì 19 marzo un incontro tra il Segretario Generale CISL Federico Ghillani, la segretaria dei pensionati CISL Daniela Incerti e il responsabile della Sanità pubblica della CISL Funzione Pubblica di Parma Giovanni Oliva con la Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria.

La tematica in discussione era il sovraffollamento del pronto soccorso e i letti in esubero collocati nelle stanze di degenza e nei corridoi, visto che sono stati autorizzati e mappati ben 32 posti letto in più da includere in alcune Unità operative.

La CISL ha rappresentato alla direzione la situazione del personale che è allo stremo delle forze e soprattutto il fatto che viene messa a rischio la sicurezza negli ambienti di lavoro, poiché si trovano letti collocati addirittura davanti alle uscite di sicurezza, come nel padiglione Barbieri, a causa della mancanza di altri spazi.

Inoltre la CISL ha rappresentato anche il fatto che la situazione sta diventando progressivamente sempre più preoccupante, se si aggiunge che siamo di fronte a personale a cui non viene garantito il riposo psico-fisico che sarebbe indispensabile, perché le ferie sono un miraggio.

La CISL ha chiesto quindi alla direzione dell’Azienda quali siano le strategie che si stanno mettendo in campo per arrivare alla soluzione di questo stato di emergenza permanente e soprattutto quali siano i tempi di risoluzione previsti.

In risposta ci sono stati descritti da parte della Direzione alcuni progetti, dei quali in parte eravamo già stati messi a conoscenza, tuttavia, non si tratta di soluzioni a breve termine, in quanto per realizzarli occorreranno ancora mesi, e, pur apprezzando il lavoro che si sta facendo da parte della Direzione, la posizione della CISL è che non si deve permettere di passare l’estate ancora in questa situazione di forte criticità, magari riducendo ancora i letti a disposizione.

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