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La vita sta cambiando pelle

Benessere e Salute

Benessere e Salute: informazioni e opinioni su ricerca scientifica medica, ospedali, sanità, malattie, farmaci, integratori, luoghi per cure, strutture benessere, stili di vita e consumi. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Allergia al Nichel: in Italia non lo tollera il 32% della popolazione, quasi tutte donne

Le donne sono le più colpite da allergie cutanee e il Nichel è il principale responsabile, seguito a ruota da altri metalli, essenze profumate (10-12%), cosmetici (5-8%) e coloranti. «Secondo le ultime stime, infatti, in Europa il 20% circa della popolazione è allergica al Nichel, mentre in Italia si arriva al 32,1%, con un rapporto tra donne e uomini di 3 a 1. Nei bambini la prevalenza è di circa 16%. Sebbene la sensibilizzazione sia più comune tra gli adolescenti, anche i neonati e bambini possono sensibilizzarsi».   

Lo spiega Susanna Voltolini, coordinatrice Dermatiti allergiche da contatto del progetto «Allergicamente» promosso da Aaiito, l’Associazione allergologi e immunologi italiani ospedalieri e territoriali, riunita a Palermo in Congresso nazionale. «Si può diventare allergici a qualsiasi età - precisa l’esperta - ma più frequentemente accade nella terza decade di vita».  

L’allergia al Nichel si manifesta come un eczema locale limitato alla pelle nella zona di contatto con gli oggetti contenenti il metallo, ad esempio i lobi delle orecchie per gli orecchini, il polso per gli orologi, il collo per le collane e l’area sotto l’ombelico per i bottoni dei jeans. Il volto e il cuoio capelluto possono essere colpiti dal contatto con i cellulari, occhiali in metallo, piercing e ferma capelli.  

In generale il Nichel è presente nel suolo e nell’acqua, ed è assorbito dagli organismi viventi che sono fonti di cibo per gli esseri umani. Il Nichel è quindi presente nella maggior parte dei componenti di una dieta normale. Per questo motivo il contenuto di Nichel nei prodotti ortofrutticoli è in media 4 volte superiore a quello di carne, latte, latticini, uova e altri alimenti di origine animale.  

Lista dei cibi acidi e basici

Nel nostro magazine abbiamo spesso trattato l’argomento legato all’acidità dei cibi e alla loro reazione nel nostro organismo.

Il primo articolo legato all’argomento è stato “Cibi acidi e cibi alcalini, il segreto per la nostra salute“, dove nel dettaglio venivano elencati i cibi da evitare e la loro reazione nell’organismo.

Sucessivamente siamo passati ai vari abbinamenti (“Abbinare cibi acidi e cibi basici“) proponendo un esempio di menù basico/alcalino utile per la disintossicazione.

Prima di passare alla lista dei cibi con il loro relatiovo ph, è importante capire cosa si intende per cibo acido.

Cosa significa acido?

Si definisce acido o acidificante, un cibo in base alla sua reazione nell’organismo e non in base al suo gusto. I cibi acidi infatti acidificano il sangue e sottraggono all’organismo i sali minerali che a lungo andare possono dare problemi all’organismo acidificandolo.

Lista dei cibi acidi e basici

Gli alimenti alcalinizzanti hanno un prefisso (-) negativo
Gli alimenti acidificanti hanno un prefisso (+) positivo

Effetto alcalinizzante/acidificante dei Farinacei

Pane di farina di segale + 4,0
Pane di segale + 4,1
Pane di farina di grano duro + 3,8
Pane bianco + 3,7
Corn-flakes + 6,0
Pane croccante di segale + 3,3
Pasta all’uovo + 6,4
Fiocchi di avena + 10,4
Riso + 12,5
Riso grezzo + 4,6
Riso parboiled + 1,7
Farina integrale di segale + 5,9
Spaghetti + 6,5
Spaghetti integrali + 7,3
Farina di grano duro + 6,9
Farina di grano duro integrale + 8,2

Negli ospedali infezioni su del 15% se la ditta delle pulizie è esterna

NICLA PANCIERA

In Italia, causano più decessi degli incidenti stradali

L’esternalizzazione dei servizi di pulizia negli ospedali è associata ad una maggior incidenza di infezioni da batteri resistenti agli antibiotici, in particolare da Staphylococcus aureus. Lo dimostra per la prima volta uno studio britannico condotto tra il 2010 e il 2014 su 126 unità sanitarie secondarie amministrative britanniche (trust) ciascuna delle quali può comprendere fino a dodici ospedali.  

L’analisi è stata condotta utilizzando i dati sulle infezioni da S.aureus e i dati sulla pulizia percepita da degenti e staff ospedaliero, emersi da indagini commissionate dal sistema sanitario nazionale britannico NHS e dalla Care Quality Commission. Ne è emerso che le strutture socio-sanitarie e gli ospedali che appaltano esternamente la gestione dei servizi di pulizia hanno il 15% in più di infezioni rispetto agli ospedali che non lo fanno. Questa differenza si mantiene analoga anche quando si considerano altre caratteristiche, come la dimensione della struttura e la complessità dei casi.  

Meno pulizia, più infezioni  

Lo studio, apparso sulla rivista Social Science and Medicine è il primo a dimostrare la correlazione tra esternalizzazione dei servizi di pulizia e infezioni da S.aureus meticillino-resistente (MRSA) ed ha inoltre mostrato anche che l’outsourcing è associato ad un minor numero di addetti alle pulizie per posti letto, ad una percezione di minor pulizia da parte di pazienti e staff ospedaliero e ad una minor disponibilità di impianti igienici per lavarsi le mani, tutti aspetti fondamentali per prevenire la diffusione delle infezioni, ma è emerso un certo risparmio in termini di costi per il servizio. 

 

Appalto a servizi di pulizia esterni per risparmiare  

Lavatevi le mani: pancia e polmoni saranno più protetti

Angela Nanni

15 ottobre, giornata mondiale dedicata alla loro igiene. Ecco in che modo la cura sistematica previene infezioni virali e batteriche

Lavarsi regolarmente le mani con acqua e sapone è un gesto solo apparentemente banale poiché, in realtà, contribuisce in maniera determinante a preservare la nostra salute e a tutelare quella di chi ci sta intorno.   

La giornata mondiale per il lavaggio delle mani è stata istituita nel 2008: l’evento sin dalla sua prima edizione ha coinvolto più di 120 milioni di bambini in 73 Paesi dei 5 continenti; l’anno scorso è stata celebrata da 213 milioni di persone nel mondo.  

Uno studio condotto su scala mondiale da parte di Global Hanwashing Partnership ha evidenziato come le campagne di sensibilizzazione su come lavarsi correttamente le mani hanno determinato, fra il 2005 e il 2012, un calo di circa il 12% nelle malattie contratte proprio a causa della scarsa igiene delle mani.  

Nonostante questo dato incoraggiante è bene rimarcare che, anche se l’85,6% degli studenti su base internazionale si dicono consapevoli dell’importanza di lavarsi le mani, solo il 24,9% di loro lo fa regolarmente. In ogni caso il lavaggio delle mani con acqua e sapone rappresenta il mezzo più efficace e meno costoso per prevenire le malattie infettive. 

Numeri che fanno riflettere  

Allucinogeni e depressione, un composto di funghi è efficace nel combatterla

La psilocibina usata con successo su pazienti che non rispondevano al trattamento convenzionale

ROMA - Sintomi della depressione ridotti alcune settimane dopo l'inizio di un nuovo trattamento, grazie a una sorta di 'reset' dell'attività cerebrale. Nulla di strano, tranne che i risultati sono stati ottenuti non attraverso un nuovo farmaco, ma usando il principio attivo dei 'funghi allucinogeni', la psilocibina.I dati provengono da uno studio in cui i ricercatori dell'Imperial College di Londra hanno usato il composto psicoattivo che si trova naturalmente nei funghi 'magici' per trattare un piccolo numero di pazienti con depressione, in cui il trattamento convenzionale era fallito.

In un articolo pubblicato sulla rivista Scientific Reports, gli studiosi descrivono i benefici riferiti da 20 pazienti a cui sono state somministrate due dosi di psilocibina (10 mg e 25 mg), la seconda una settimana dopo la prima. Ebbene, le 'cavie umane' hanno riferito sintomi migliorati fino a cinque settimane dopo il trattamento. Pare che il composto 'psichedelico' possa effettivamente reimpostare l'attività dei circuiti chiave del cervello che svolgono un ruolo importante nella depressione. A confermarlo è stato il confronto tra le immagini da risonanza magnetica dei cervelli dei pazienti prima, e un giorno dopo l'inizio della cura: ha rivelato cambiamenti nell'attività cerebrale che sono stati associati a riduzioni significative e durature dei sintomi depressivi. Gli autori notano che i risultati iniziali della terapia sperimentale sono sì emozionanti, ma limitati dalla piccola dimensione del campione, così come dall'assenza di un gruppo di controllo.

Robin Carhart-Harris, responsabile della ricerca dice che lo studio "ha mostrato per la prima volta chiari cambiamenti nell'attività cerebrale in persone depresse trattate con psilocibina. Alcuni dei nostri

Aceto di mele: scopri perché fa bene alla tua salute

 Norman Walker 

Ci sono tre tipi di aceto che vengono generalmente usati: l’aceto bianco distillato, l’aceto di vino, più utilizzato nei paesi latini e che, come quello distillato, contiene acido acetico e l’aceto di sidro (o di mele).

L’aceto bianco distillato in generale fa male all’organismo. Distrugge rapidamente i globuli rossi provocando anemia, interferisce anche con i processi digestivi ritardandoli e impedendo la corretta assimilazione del cibo. Questo aceto (C₂H₄O₂) è il prodotto della fermentazione acida di fluidi alcolici come il vino fermentato e i liquori di malto; è conosciuto in due forme, l’aceto bianco e l’aceto di malto. Ha un alto contenuto di acido acetico ed è molto usato negli Stati Uniti.

L’aceto prodotto mediante il processo di fermentazione del vino contiene una percentuale dal 3 al 9% di acido acetico e solitamente anche acido tartarico. L’acido acetico nell’aceto contribuisce all’indurimento del fegato (cirrosi del fegato) e favorisce l’insorgere di ulcere duodenali e intestinali.

L’aceto fatto con le mele è conosciuto come aceto di sidro e contiene acido malico (C₄H₆O₅). L'acido malico è un costituente organico naturale delle mele e viene coinvolto nei processi digestivi. Ha effetti molto positivi e combinandosi con gli elementi alcalini e i minerali presenti nel corpo, produce energia (o viene immagazzinato nell'organismo sotto forma di glicogeno per usi futuri). È utilissimo se usato in maniera giudiziosa, sia sull’uomo che sugli animali.

Lo spazio non basta per elencare la vasta gamma di risultati positivi ottenuti. Per esempio, favorisce la coagulazione del sangue, il riequilibrio del ciclo mestruale, la funzionalità dei vasi sanguigni, vene e arterie, e la formazione dei globuli rossi.

Saint-Exupéry il Boa ed i Baobab

   

Marco Vettori
marco.vettori.512@psypec.it
sito web

Saint-Exupéry il Boa ed i Baobab

-Un tempo molto lontano, quando avevo sei anni, in un libro sulle foreste primordiali, intitolato Storie vissute della natura, vidi un magnifico disegno. Rappresentava un serpente boa nell’atto di inghiottire un animale. [..] C’era scritto :”I boa ingoiano la loro preda intera, senza masticarla. Dopo di che non riescono a muoversi e dormono durante i sei mesi che la digestione richiede”. Meditai a lungo sulle avventure della giungla: E a mia volta riuscii a tracciare il mio primo disegno. Il mio disegno numero uno era così: Disegno N.1 [allegato n.1]

cappello

Mostrai il mio capolavoro alle persone grandi, domando se il disegno li spaventava: Ma mi risposero: ”Spaventare? Perché mai, uno dovrebbe essere spaventato da un cappello?” Il mio disegno non era il disegno di un cappello: Era il disegno di un boa che digeriva un elefante. Affinché vedessero chiaramente che cos’era, disegnai l’interno del boa. Bisogna sempre spiegargliele le cose, ai grandi. Il mio disegno numero due si presentava così:

Elefante
Disegno n.2 [allegato n.2]

Questa volta mi risposero di lasciare da parte il i boa, sia di fuori sia dentro, e di applicarmi invece alla geografia, alla storia, all’aritmetica e alla grammatica.[..]

Il fallimento del mio disegno numero uno e del mio disegno numero due mi aveva disanimato- (*)

Rame Colloidale: prezioso elemento naturale

 Gino Riccardo Navarra

Gli  umani, le piante e gli animali, traggono beneficio dall’utilizzo e dall’assorbimento di questa preziosa sostanza. Il rame colloidale allo stato particellare è la forma maggiormente assorbibile dall’organismo ed è un rimedio utile per neutralizzare i radicali liberi che, qualora non fossero adeguatamente contrastati, potrebbero  creare o favorire danni cellulari oltre ad accelerare  il processo di invecchiamento fisico e mentale.

Il rame colloidale è un elemento utile per rafforzare le ossa, le unghie ed i capelli,  innalza, inoltre, il sistema immunitario ed esplica anche  una discreta azione antibatterica. Svolge un ruolo positivo importante sul sistema nervoso e sull’attività cerebrale. 

Il rame è coinvolto nella sintesi dell’emoglobina dei globuli rossi e nel metabolismo del ferro, vanta pertanto proprietà antianemiche.

Il rame è un minerale importante per aiutare il corpo a produrre lisil-ossidasi, che è un enzima-reticolazione con collagene e l'elastina, una funzione che supporta pelle sana e tessuti. La giusta quantità nell’organismo di rame colloidale dona beneficio a tendini, legamenti e tessuto cardiaco. Il rame colloidale è un minerale fondamentale per contribuire a sostenere il sistema nervoso, in quanto aiuta nella mielinizzazione, il processo di costruzione di uno strato isolante intorno ai nervi. Altrettanto importante per il metabolismo del ferro (mantenendo la giusta quantità di ferro), il rame aiuta l’organismo nella  formazione dei globuli rossi, che è la chiave per sviluppare  la capacità del corpo a distribuire ossigeno. 

L'Oro Colloidale e i suoi preziosi benefici

L'oro colloidale è una miscela naturale utile per migliorare la prestanza fisica e mentale. Aiuta a risolvere numerose problematiche legate al corpo, aiuta a superare la stanchezza e a ringiovanire l'organismo. Scopri di più!

Cos’è e a cosa serve l'oro colloidale

L’oro colloidale - in modo simile all’argento colloidale e al platino colloidale – è una soluzione naturale composta da acqua e particelle d'oro, utilizzabile sia come integratore alimentare che come rimedio per uso esterno.

Questo composto si trova in vendita in due formulazioni parzialmente diverse, ovvero come oro colloidale ionico e come oro colloidale puro: la prima versione è quella più leggera poiché è composta da piccoli ioni; la seconda formula è invece la migliore in quanto è costituita da vere e proprie particelle di oro puro.

L’oro colloidale può essere assunto per numerose finalità diverse. Esso aiuta sia a risolvere piccoli disturbi di natura psicofisica sia a migliorare le prestazioni e le capacità cognitive. Vediamo ora nello specifico quali sono le sue funzioni e in quali circostanze si consiglia di ricorrere a questa miscela.

Proprietà, benefici e controindicazioni

PLATINO COLLOIDALE, UTILIZZI TERAPUETICI ED ENERGETICI

Abbiamo trattato due argomenti importanti quando abbiamo parlato di argento e oro colloidale e delle loro proprietà terapeutiche. Oggi terminiamo la nostra trilogia parlando del platino colloidale e delle sue qualità sia nella terapia omeopatica che delle sue funzioni a livello energetico.  
Il platino colloidale  è un importante rimedio femminile. Si in particolare per stitichezzasorditàmal di testaproblemi mestrualispasmi nervosiparalisiintorpidimentoirritabilità, ed eccessivo interesse per la sessualità. Nella medicina occidentale, il platino viene somministrato per curare il cancro, sottoforma di chemioterapico. In chirurgia  è stato usato anche per impianti in metallo nelle fratture ossee e per i pacemaker cardiaci. E può essere utilizzato per stimolare la salute degli occhi. Ciò che caratterizza il platino è che stabilisce un legame con la struttura cellulare del corpo fisico attivando nella memoria delle cellule il riconoscimento della condizione di salute e i processi necessari per mantenere tale condizione stimolando il sistema immunitario.

Argento colloidale: un prezioso alleato per la salute e la bellezza

 Gino Riccardo Navarra

L'argento colloidale e la sua storia

E’ una sostanza molto antica utilizzata da diversi secoli come rimedio terapeutico per molte malattie. Le sue proprietàconsistono in una grande forza battericida, antifungina, antivirale e nella capacità di riattivare il metabolismo dei tessuti. In campo estetico e cosmetico si configura come un vero toccasana per la salute e la bellezza della cute.

Fin dagli inizi del novecento l’argento colloidale è stato utlizzato, come precursore degli antibiotici, ed ha la peculiarità di essere efficace contro molte infezioni, virus, i batteri, i funghi  e i parassiti. In seguito fu soppiantato dagli antibiotici di sintesi immessi in commercio dalle aziende farmaceutiche. Dopo l’introduzione degli antibiotici  l’argento colloidale è caduto in disuso a causa dei suoi costi di produzione, che a quei tempi erano molto esosi.

Prima di ciò era consuetudine utilizzare l’argento colloidale per i problemi di salute, proprio come si fa coi farmaci e le medicine allopatiche. Veniva utilizzato in iniezione, assunto oralmente, utilizzato per gargarismi, per lavaggi ed irrigazioni vaginali e veniva applicato esternamente per curare infezionipiaghe, ustioni, ferite o semplicemente per disinfettare la pelle e alcuni strumenti. 

Fuoco di Sant’Antonio: esiste un vaccino, ma non lo sa quasi nessuno

STEFANO MASSARELLI

La varicella contratta in età pediatrica non chiude sempre i conti con l’organismo. Anche dopo la guarigione, il virus Varicella-Zoster tende ad annidarsi nei gangli sensitivi del midollo spinale e del tronco encefalico, con la possibilità di tornare a colpire nel corso della terza età, in conseguenza di un abbassamento della difese immunitarie.  

Si manifesta così l’Herpes Zoster, meglio noto come Fuoco di Sant’Antonio, che colpisce ogni anno circa 1,7 milioni di anziani in Europa, con circa 157 mila nuovi casi registrati ogni anno in Italia soprattutto oltre i 50 anni di età. Le primissime manifestazioni di questo disturbo sono caratterizzate da sintomi di affaticamento, mal di testa, bruciori, ma soprattutto da un eritema del tutto simile a quello della varicella, con bolle piene di liquido che dopo alcuni giorni di trasformano in croste, che possono interessare diverse parti del corpo, dal collo, al torace fino alla schiena.  

«Queste prime fase acuta può durare fino a un massimo di quattro settimane e si accompagna a un dolore particolarmente violento e persistente, che molte donne definiscono superiore a quello del parto», spiega Sandro Giuffrida, Direttore della Unità di Igiene e Sanità Pubblica della Asl di Reggio Calabria.   

Dolore neuropatico nell’area della lesione  

Dopo questa fase iniziale, il disturbo può cessare del tutto o portare a complicanze anche debilitanti, prima fra tutte la nevralgia post-erpetica, caratterizzata da un dolore nevralgico persistente che si manifesta nella stessa area colpita dalle lesioni cutanee.  

Fuoco di Sant'Antonio - Herpes zoster

"Fuoco di Sant'Antonio" è il nome popolare della patologia nota come Herpes Zoster.

Si tratta di una malattia infettiva causata dalla riattivazione dello stesso virus che causa la varicella: il Virus Varicella-Zoster (VZV).

Mentre la varicella è tipica dei bambini, il fuoco di Sant'Antonio colpisce elettivamente le persone adulte e soprattutto anziane.

Cause

La prima volta che l'organismo viene infettato da questo virus, sviluppa una malattia nota come varicella, molto comune in età pediatrica.

Dopo la risoluzione dell'infezione primaria, il virus permane nell'organismo in uno stato quiescente, trovando riparo dalle difese immunitarie nei nervi.

Nel corso della vita, l'infezione latente da VZV può riattivarsi, causando una malattia nota come Fuoco di Sant'Antonio o Herpes Zoster.

L'età anziana, lo stress e qualsiasi altro fattore in grado di ridurre le difese immunitarie dell'organismo rappresentano i principali fattori di rischio per la riattivazione del virus.

Sintomi e Complicanze

Il fuoco di Sant'Antonio causa sfoghi cutanei caratterizzati dalla comparsa di macchie rosse, che evolvono in vescicole o bolle. L'area colpita (in genere il tronco, più raramente il viso) risulta dolorosa, spesso pruriginosa.

Talvolta il dolore inizia prima che appaiano le macchie.

Sanità a Parma, l'affondo di Mdp: "A rischio anche Neurochirurgia"

Gli ex Pd: "Territorio messo ai margini nell'indifferenza di tutti e l'università perde prestigio"

La chiusura del punto nascite di Borgotaro, oltre alle ripercussioni sanitarie, diventa motivo di confronto politico.

Mdp in una nota critica innanzitutto la scelta effetuata in Valtaro "prima annunciata, poi smentita e infine confermata, com'era già nei piani regionali anche se finora nel silenzio generale delle istituzioni" che risulta "emblematica della situazione che sta prendendo la sanità pubblica nel parmense".

Gli ex Pd, in generale, vedono uno scadimento di quello che era uno dei sistemi sanitari migliori al mondo: "Le lamentele di pazienti e operatori sono sempre più frequenti e parallelamente è in crescita la spesa sostenuta dai cittadini che, persa la fiducia nelle strutture pubbliche, si rivolgono a quelle private".

Una situazione che coinvolge Parma e il parmense che, "già lasciati più volte ai margini nel sistema regionale, non saranno certamente immuni da queste nuove sforbiciate e un primo avvertimento arriva proprio da Borgotaro".

La logica di razionalizzazione della rete delle strutture ospedaliere regionale, il modello Hub e Spoke, ha portato ad avere centri superspecializzati con competenza su aree vaste: in questo sistema, ad esempio, la Neurochirurgia di Parma copriva anche Reggio Emilia e Piacenza.

E Mdp, a cui ha aderito, tra gli altri, anche l'ex presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli, rivela che "voci sempre più insistenti ipotizzano che la Regione abbia deciso di creare un altro centro 'gemello' a Reggio Emilia entro la fine dell'anno: una decisione che vanificherebbe la pianificazione portata avanti finora lasciando spazio a scelte che, non basandosi più su regole condivise, risponderebbero a logiche meno trasparenti".

Proteggete i reni a tavola

Genova - Non più di cinque, sei grammi di sale, un grammo di proteine per ogni chilo del nostro peso al giorno. Tenere sotto controllo l’acido urico. Se siete tra gli almeno dieci milioni di italiani che hanno problemi al rene, fate attenzione anche al fosforo: un eccesso di questo minerale, contenuto soprattutto negli alimenti surgelati, nei soft drink e nei formaggi, può affaticare ancora di più le naturali “lavatrici” dell’organismo, che hanno il compito di depurare il sangue e che spesso iniziano a dare segni di sofferenza quando ormai il danno al loro carico è già avanzato. A lanciare l’allarme sui quattro “nemici” dei reni sono gli stessi esperti che si riuniranno a Genova in occasione del convegno internazionale “Genoa Meeting on Hypertension, Diabetes and Renal Diseases” in programma ai Magazzini del Cotone dal 21 al 23 febbraio prossimi.

La salute dei reni, ricordano gli scienziati, è direttamente collegata alle nostre abitudini. Basti pensare che semplicemente mantenendo sotto i cinque grammi giornalieri (quantità media consigliata dall’OMS) l’introito di cloruro di sodio e regolando l’apporto di proteine si potrebbero evitare almeno trenta casi di morte per malattia renale su cento. Purtroppo, però, gli italiani ne consumano il doppio (10,9 grammi gli uomini e 8,6 grammi le donne), almeno a vedere i risultati preliminari del progetto Minisal-Gircsi pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità. Soltanto il 4 per cento degli uomini e il 13 per cento delle donne riescono a mantenere la propria media sotto i livelli raccomandati.

Sorgo, un cereale versatile e resistente a basso indice glicemico

Ai cinefili la parola «sorgo» sicuramente evoca un film del regista cinese Zhāng Yìmóu (Sorgo rosso, del 1987). Ma a molti è sconosciuto. Eppure, nella hit parade dei cereali è il quinto per vastità di coltivazione, grazie alla sua capacità di resistere alla siccità e versatilità, perché si presta all’alimentazione umana – soprattutto in Africa e Asia –, del bestiame, e a traformarsi in carburante (negli Usa, dove per questo è il terzo cereale più coltivato). Ma è in grande ascesa anche nell’industria alimentare del gluten free.

LE VARIANTI ROSSA E GIALLA – Conosciuto con vari nomi, c’era già 8 mila anni fa in Egitto. Dall’Etiopia e Sudan, dove era coltivato in origine, si diffuse in Africa, quindi in India come cibo sulle navi, lungo la Via della Seta e in America al seguito dei mercanti di schiavi. Oggi esistono differenti varietà. «Per l’alimentazione umana si usano le varianti rossa e gialla», spiega Letizia Satruni, specialista in Scienze dell’alimentazione per il Dr. Schär Institute e docente all’Università Politecnica delle Marche. «Viene coltivato anche in Italia, sulle colline della Toscana e dell’Emilia Romagna. L’assenza di glutine non è il solo vantaggio nutrizionale del sorgo: molto ricco di fibre e carboidrati, è un’ottima fonte minerali (fosforo, potassio, ferro) e vitamine (tiamina, niacina e vitamina B6)». Abbonda perciò di sostanze antiossidanti che abbassano il rischio di tumori, diabete, patologie cardiovascolari e neurologiche.

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10 Semi della Salute che Non Devono Mai Mancare a Tavola

Tanto piccoli ma anche tanto potenti perché in grado di dare la vita ad alberi, fiori e piante: i semi sono alimenti che di sicuro non devono mai mancare sulle nostre tavole. Per le loro proprietà li possiamo definire veri e propri semi della salute in quanto sono in grado di proteggere e rafforzare ad alcuni organi molto importanti quali cuore, muscoli, ossa, occhi e cervello.

Uno degli elementi di cui questi preziosi semi della salute sono molto ricchi è la fibra, utile per il mantenimento del giusto equilibrio intestinale. Fra le vitamine sono presenti tutte quelle appartenenti al gruppo B, in particolare, la vitamina B6 che contribuisce al corretto funzionamento del nostro sistema immunitario, la vitamina B1 utile a mantenere in salute il cuore e la vitamina B3, indispensabile per immagazzinare energia e sentirci in forze.

Fra i minerali che troviamo maggiormente nei nostri semi della salute ci sono zinco (utile per occhi, pelle, unghie e capelli), ferro, fosforo, calcio e manganese. E’ dunque una buona abitudine consumare questi semi tutti i giorni, da soli come snack sfizioso e salutare, oppure mescolati a cereali, frutta e verdura di stagione.

Per mantenere intatte tutte le loro virtù è preferibile mangiarli crudi, anche se esistono numerose ricette che prevedono la cottura al forno o in padella, la tostatura o addirittura la bollitura dei semi. Evitare se possibile anche di aggiungere sale o zuccheri dato che il seme è un alimento completo così com’è!

20MILA EURO AL LABORATORIO DI ONCOLOGIA SPERIMENTALE DELL’UNIVERSITÀ DI PARMA

DA “TRANSFER OIL SPA” E “EPTA SPA” 20MILA EURO AL LABORATORIO DI ONCOLOGIA SPERIMENTALE DELL’UNIVERSITÀ DI PARMA

Donazioni finalizzate al sostegno del progetto di ricerca “Caratterizzazione molecolare e nuovi approcci terapeutici nel trattamento del mesotelioma pleurico maligno” 

Parma, 2 ottobre 2017 – Dalle aziende Transfer Oil Spa e Epta Spa 20mila euro al Laboratorio di Oncologia Sperimentale dell’Università di Parma per un progetto di ricerca sul mesotelioma pleurico maligno: donazioni significative (10 mila euro per ciascuna delle due società) mirate ad approfondire la composizione molecolare e a individuare nuovi approcci terapeutici nei confronti di una neoplasia molto aggressiva, il cui tasso di incidenza è in costante aumento.

 

Oggi nella sede dell’Ateneo la presentazione delle donazioni, in una conferenza stampa cui hanno partecipato il Rettore vicario Giovanni FranceschiniPier Giorgio Petronini, Responsabile scientifico del Laboratorio di Oncologia Sperimentale e docente del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, Ugo Ferrari, Amministratore delegato di Transfer Oil Spa, e Marco Nocivelli, Amministratore delegato di Epta Spa.

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