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La vita sta cambiando pelle

Benessere e Salute

Benessere e Salute: informazioni e opinioni su ricerca scientifica medica, ospedali, sanità, malattie, farmaci, integratori, luoghi per cure, strutture benessere, stili di vita e consumi. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

LATTE, UN OMICIDA SILENZIOSO

Franco Libero Manco

Esistono 4300 specie di mammiferi sulla terra, ogni specie ha il suo latte specifico. Una volta svezzato nessun mammifero consuma latte. Noi umani continuiamo a succhiare le mammelle degli animali per tutta la vita. E’ come prendere una madre umana, strapparle il bambino, prendere il suo latte con la forza e lasciala piangere.

Se gli stessi vitelli non dipendono più dalla loro madre per la loro crescita e per il calcio dopo lo svezzamento, perché l’uomo esige il latte della mucca? Per le lobby casearie l’uomo non deve mai essere svezzato, anche se il latte non è un alimento per adulti, né è un alimento perfetto e la pastorizzazione lo rende ancora peggiore. Cinesi, indiani d’America,  tribù africane, asiatiche, polinesiane ecc. non bevono mai latte dopo lo svezzamento. Il fatto che il 90% della popolazione umana sia intollerante al lattosio indica chiaramente che la natura non ha previsto sia un alimento per gli umani.

Il latte non è un cibo per gli uomini, se lo consumi preparati alle seguenti malattie o disturbi: catarro, febbre da fieno, asma, bronchite, raffreddore, rinorrea, vista debole, cataratta, obesità, otite,  mal di testa, dispepsia, allergia, dissenteria, palpitazioni,  malattie, cardiache, angina, calcoli renali, artrite, spondiliti, tumori e soprattutto cancro, rinorrea, otite, tosse, raffreddore, adenoidi del naso, acne, foruncoli, tonsilliti, febbri occasionali, stitichezza, debolezza, anemia, obesità e molte altre.

Tumore al seno curabile coi farmaci biologici: Parma capofila del progetto

Al via una ricerca clinica coordinata dall’Azienda ospedaliera: 21 centri coinvolti e tre milioni 600mila euro di finanziamento. La terapia è già partita su una prima paziente in cura

Ventuno centri oncologici italiani coinvolti e 3 milioni e 600mila euro di finanziamento complessivo: ha preso il via in questi giorni, con la somministrazione della terapia sulla prima paziente, una ricerca clinica interamente no-profit sul tumore al seno. 

Lo studio, coordinato dall’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma, riguarda una particolare forma di carcinoma mammario molto aggressiva denominato Her2 -Positivo e prevede l’uso di farmaci biologici in grado di aumentare le difese immunitarie del paziente per contrastare lo sviluppo e la crescita delle cellule tumorali. 

"Sarà per certi versi una rivoluzione terapeutica. A differenza della chemioterapia standard - spiega il dottor Antonino Musolino, oncologo dell’ospedale di Parma e coordinatore dello studio- la terapia biologica denominata 'immunoterapia' ha l'obiettivo di stimolare il sistema immunitario della paziente contro le cellule tumorali in accrescimento".

"L'utilizzo – prosegue Musolino - di due anticorpi monoclonali denominati Pertuzumab e Trastuzumab, entrambi diretti contro lo stesso bersaglio tumorale, permette di richiamare all'interno del tessuto neoplastico alcune cellule del sistema immunitario denominate linfociti che sono in grado di uccidere in maniera selettiva le cellule malate preservando le cellule sane della paziente".

La ricerca, totalmente no profit, è stata interamente finanziata dal Goirc, Gruppo oncologico italiano di ricerca clinica, e vede coinvolti tutti i centri oncologici dell’Emilia-Romagna, tre Ircss, Candiolo (Torino) Reggio-Emilia e Meldola (Forli)  e 9 centri oncologici del nord Italia.

Prospettive statistiche sul benessere umano

Franco Libero Manco 

Agli inizi del secolo scorso c'era 1 malato di cancro su 100, oggi ce n'è 1 su 3. (prof. Umberto Veronesi).

In base alle statistiche degli ultimi 50 anni il prof. Reiss (Professore di Mathematical Statistics Humboldt-Universität zu Berlin)

fa delle previsioni per coloro che nascono dopo l’anno 2000:

-          il 40% delle persone saranno affette da diabete;

-          nel 2050, a tutti gli uomini sarà diagnosticato un tumore alla prostata;

-          nel 2060-70 a 65 anni molte persone non avranno più speranza di vita;

-          una donna su 4 avrà il tumore al seno;

Collina dei Fiori, marchio che Cerreto ha creato per produrre e commercializzare prodotti ed integratori alimentari naturali e biologici

La Collina dei fiori del -Cerreto Cerreto Bio

Cerreto verso nuovi orizzonti nel benessere e nell'alimentazione naturale 

Grazie alla collaborazione con la Fondazione G. e D. De Marchi di Milano, l'azienda emiliana affronta nuove sfide nell'alimentazione naturale con il proprio marchio “La Collina dei Fiori”. 

La Collina dei Fiori, marchio che Cerreto ha creato per produrre e commercializzare prodotti ed integratori alimentari naturali e biologici, prosegue nello sviluppo di alimenti dalle molteplici proprietà nutritive e benefiche per la salute.

Sulla spinta della nuova partnership con Fratelli Pagani di Milano, leader a livello nazionale e internazionale nel settore alimentare per gli aromi ed ingredienti esclusivi, da sempre votata alla ricerca scientifica e all'innovazione, Cerreto sviluppa oggi il disegno che aveva già iniziato,  consistente nell'articolare una gamma di proposte nella nutraceutica e nelle erbe che possono rappresentare vere novità e occasioni di business sia per il dettaglio alimentare biologico e senza glutine e, sia per i canali specializzati farmacia, parafarmacia ed erboristeria.

L'attività si basa sulla collaborazione con la Fondazione G. e D. De Marchi di Milano che sostiene la ricerca di uno dei più prestigiosi Istituti di ricerca italiani, la Clinica De Marchi, impegnata nella lotta contro le emopatie e i tumori dell'infanzia, che fornisce un contributo di alto valore scientifico nella ricerca de La Collina dei Fiori, nel campo degli integratori e delle erbe, per offrire sul mercato alimenti sempre più specifici ed efficaci per il benessere e la salute.

 

Percorsi di individuazione: RICCIOLI D’ORO E IL DRAGO DAGLI OCCHI AZZURRI

principessa munch e il Drago

Marco Vettori

Percorsi di individuazione.

Nell’articolo che segue viene presentata  l’analisi di una  fiaba, elaborata in gruppo e redatta per iscritto  dagli studenti del corso di Psicologia Dinamica 2015/16 presso l’Università Popolare di Parma. Essa è stata da me analizzata oralmente, con l’interazione dai corsisti, durante alcuni incontri del Corso che è stato abolito per volontà del Presidente Comelli.

La fiaba s’intitola:”RICCIOLI D’ORO E IL DRAGO DAGLI OCCHI AZZURRI“

C’era una volta un maestoso castello che brillava di rara bellezza, lì vivevano un buon re  e una buona regina con la loro piccola bambina di nome Riccioli d’oro. La vita scorreva come un dolce e tranquillo fiume.

Un giorno arrivò da molto lontano  là oltre i monti innevati un viandante  che chiese di parlare con il re e la regina.

Il viandante disse loro :”Buon re e buona regina lungo il mio cammino ho incontrato un manipolo di cavalieri di nero vestiti  con armi e afre minaccioso  che andavano alla ricerca di una bimba  di nome Riccioli d’oro  da rapire e portare al loro re.

Tutto in quel giorno si fece cupo  e triste. Il re e la regina con i saggi si chiusero in una stanza e parlarono tutta la notte.

Non  resta che far par partire Riccioli d’oro  e loro restare a sbarrare il cammino dei cavalieri.

Spiegarono tutto a Riccioli d’oro e le dissero corri, corri ma non voltarti mai indietro!!!.

Roberto Formigoni condannato a sei anni per corruzione nella sanità lombarda. “Vacanze di lusso in cambio di fondi”

L'ex governatore della Regione Lombardia, attuale senatore Ncd e presidente della Commissione agricoltura, riconosciuto colpevole in primo grado per i casi San Raffaele e Maugeri, due fra i maggiori scandali della sanità regionale. Caduta l'associazione a delinquere. Disposti anche sei anni di interdizione dai pubblici uffici e il pagamento di tre milioni al Pirellone, in solido con i coimputati Daccò (nove anni e due mesi) e Simone (otto anni e otto mesi). Sette anni a Passerino, ex direttore della clinica pavese. Le "utilità" ricevute dal "Celeste" in cambio di finanziamenti pubblici per 200 milioni alle strutture private stimate dai pm Pedio e Pastore in 8 milioni, tra vacanze e contanti. Il legale: "Cortesie, non tangenti". Cinque assolti, tra loro Perego e Lucchina. Confische complessive per 53,8 milioni

di Giovanna Trinchella

L’ex presidente della Lombardia, e senatore di Ncd, Roberto Formigoni è stato condannato a 6 anni di carcere per corruzione, mentre è caduta – “per non aver commesso il fatto” – l’accusa di associazione a delinquere. Lo ha deciso la decima sezione penale del Tribunale di Milano nel processo sul caso Maugeri e San Raffaele per il quale l’ex numero uno del Pirellone era imputato con altre nove persone. La sentenza, letta nella maxi aula della Prima Corte d’Assise d’Appello, la stessa dei processi a carico di Silvio Berlusconi, arriva otto mesi dalla richiesta di pena, quantificata dai pm in nove anni. E innesca subito la polemica politica, non solo regionale, mentre il governatore leghista Roberto Maroni sceglie di “prendere atto” senza ulteriori commenti.

Interpretazione analitica Junghiana della fiaba:”La piccina dei fiammiferi”

Piccola Fiammiferaia

Marco Vettori

L’interpretazione della fiaba è stata fatta tenendo presente la  Traduzione di L. Cambieri per gli Oscar Mondatori 11.a ristampa del 2007 dal titolo: ”Andersen-Fiabe”

TESTO DELLA FIABA IN ITALIANO

C’era un freddo terribile, nevicava e cominciava a diventare buio; e era la sera dell’ultimo dell’anno. Nel buio e nel freddo una povera bambina, scalza a capo scoperto, camminava per la strada; aveva le ciabatte quando era uscita di casa, ma a che cosa le sarebbero servite? Erano troppo grandi per lei, tanto grandi che negli ultimi tempi le aveva usate la mamma. E ora la piccola le aveva perdute subito, quando due carri che passavano a forte velocità l’avevano costretta a attraversare la strada di corsa. Una ciabatta, non riuscì più a ritrovarla, e l’altra se la prese un ragazzo, dicendo che l’avrebbe usata come culla quando avesse avuto dei figli.

Ora la bambina camminava scalza, e i suoi piedini nudi erano viola per il freddo; in un vecchio grembiule aveva una gran quantità di fiammiferi e ne teneva un mazzetto in mano. Per tutto il giorno non era riuscita a vendere nulla e nessuno le aveva dato neppure una monetina; era lì affamata e infreddolita, e tanto avvilita, poverina. I fiocchi di neve si posavano tra i suoi lunghi capelli dorati che si arricciavano graziosamente sul collo, ma lei a questo non pensava davvero. Le luci brillavano dietro ogni finestra e per la strada si spandeva un delizioso profumino di oca arrosto: era la sera dell’ultimo dell’anno, e proprio a questo lei pensava.

A un angolo della strada formato da due case, una più sporgente dell’altra, sedette e si rannicchiò, tirando a sé le gambette, ma aveva ancora più freddo e non osava tornare a

L’INCONTRO CON L’OMBRA

L'ombra

Marco Vettori

Si può dare una definizione dell’Ombra affermando che essa è formata da tutto ciò che di cui l’individuo non è consapevole ed è formata da elementi personali e da elementi collettivi. Per avvalorare quanto detto in precedenza utilizziamo un esempio della quotidianità. Una giovane donna eredita  dal padre un temperamento aggressivo e litigioso  e dalla madre ipersensibilità e suscettibilità. Sicuramente la donna avrà difficoltà ad amalgamare le caratteristiche ereditate dai genitori, da una parte l’aggressività e l’ira, dall’altra il desiderio di fuggire. Nel corso dello sviluppo di un essere umano, l’educazione e l’abitudine rinforzano un determinato comportamento e questo diventa una sorta di nostra seconda natura. Le caratteristiche rimosse e precipitate nell’inconscio continuano ad esistere ed esercitare la loro influenza dal lato oscuro dell’individuo. Di queste caratteristiche represse è in gran parte costituita l’Ombra.  Quando si parla dell’Ombra siamo in grado di notare facilmente quella che gli altri portano dietro le spalle, ma facciamo molta fatica a vedere la nostra perché accettare le nostre caratteristiche sgradite  e soffocate volontariamente per molti anni richiede autostima, consapevolezza  e autoriflessione.

AMMALATI DI FATALISMO

(Non è il destino avverso a farci ammalare, e neppure gli dei, ma il nostro stile di vita)

Franco Libero Manco 

Perché gli animali selvatici non si ammalano quasi mai, fino all’ultimo giorno sono pieni di vitalità e si spengono senza il calvario che invece accompagna l’esistenza degli umani? Probabilmente perché seguono istintivamente le leggi naturali e si alimentano esclusivamente con ciò che ha previsto per loro Madre Natura. Cosa che non succede tra gli umani flagellati da innumerevoli malattie dovute ad un cattivo stile di vita e ad un’alimentazione innaturale quanto dannosa. Ma a mio avviso, salvo casi eccezionali, guarire è possibile da qualsiasi malattia, purché si  eliminino le cause che l’hanno determinata, e purché non sia troppo tardi la decisione di invertire la rotta. 

La malattia si manifesta come sforzo dell’organismo per eliminare le tossine accumulate in anni di intossicazione, di cattivi stili di vita, pessima alimentazione, inquinamento chimico, farmacologico, atmosferico, mentale, emozionale ecc: E’ il processo naturale di autodifesa, lo strumento attraverso cui opera per recuperare la salute, e bisogna che faccia il suo corso, mentre qualunque trattamento farmacologico/chimico/terapico rende ancor più gravoso il suo compito. 

Legionella a Parma, l'assessore Venturi: "Pronta a inizio gennaio la relazione finale"

Nuovo incontro dell'Unità di crisi istituita dalla Regione. L'epidemia si è ufficialmente conclusa a fine ottobre. Prosegue il lavoro per "caratterizzare" i ceppi umani e ambientali del batterio

Nuova riunione, oggi, dell’Unità di crisi istituita dalla Regione per far fronteall’epidemia di Legionella che ha interessato un’area residenziale del quartiere Cittadella di Parma, compresa tra le vie Montebello, Traversetolo e Pastrengo. Epidemia - scrive la Regione -.che si può ritenere ormai conclusa, dal momento che l’ultimo caso accertato, riconducibile al focolaio, ha manifestato i primi sintomi a partire dal 9 ottobre (per la vicenda che ha provocato due decessi  la Procura di Parma ha aperto un'inchiesta).

GLIFOSATE NEI VACCINI

Carlo Consiglio 

In questo periodo si parla molto di vaccini e obblighi di vaccinazioni.

La pervasività dei pesticidi di sintesi (ed il glifosate è un pesticida definito da IARC di classe 2°, cioè probabile cancerogeno per l’uomo e certamente cancerogeno per gli animali) è verificata anche nell’articolo allegato, purtroppo in inglese.

Nell’articolo prodotto da Zen Honeycutt (http://www.ecowatch.com/glyphosate-vaccines-1999343362.html), un’attiva mamma fondatrice e direttrice dell’Associazione MOMS ACROSS AMERICA, associazione che lotta per la salute dei bambini, si elencano una serie di vaccini che sono contaminati da glifosate. Pesticida che viene assorbito dai maiali alimentati a OGM dai quali si ricava la gelatina per la coltura dei vaccini stessi.

Un processo lungo, che però dimostra ancora una volta che il glifosate non degrada ma, oltre a trasformarsi anche nel suo metabolita AMPA, entra nel cibo e financo nei vaccini.

Rainieri (Ln): "Perchè non vengono resi noti gli esiti sulla legionella a Parma?"

La mancata scoperta di fonte e causa dell'epidemia genera "preoccupazione" per la possibilità che si ripeta nella medesima area

A due mesi di distanza non sono stati resi ancora noti gli esiti delle ricerche e degli esami su fonte e causa dell’epidemia di legionella che ha colpito Parma nell’area tra le vie Montebello, Traversetolo e piazzale Maestri a Parma.
Fabio Rainieri (Ln) si è rivolto alla giunta con un’interrogazione per chiedere chiarimenti sul grave fatto che, nel settembre scorso, ha portato anche al decesso di due persone.
L’ultima comunicazione dell'assessore regionale alle Politiche per la salute risale all’11 novembre quando aveva annunciato che “entro la settimana successiva sarebbero stati comunicati ufficialmente gli esiti delle ricerche”. I cittadini dell’area interessata, secondo quanto rilevato da Rainieri, hanno dichiarato di essere “perplessi sull’efficacia dell’attività attuata anche a livello di prevenzione degli enti preposti alla salute pubblica”, nonostante nel periodo di manifestazione fosse stata “tempestiva ed esauriente”.
La mancata scoperta di fonte e causa dell’epidemia, come sottolinea il consigliere, provoca anche “preoccupazione" per la possibilità che si ripeta nella medesima area, tenuto anche conto del fatto che inchieste giornalistiche e dichiarazioni risalenti alla fine di agosto 2016 hanno rilevato che “altre persone che frequentano il mercato settimanale di piazzale Maestri hanno accusato sintomi tipici dell’infezione”.
Come ricorda Rainieri, la Procura della Repubblica di Parma ha già aperto un'inchiesta per verificare eventuali responsabilità penali e almeno un'associazione di consumatori sta procedendo a tutela di alcuni cittadini danneggiati dall'epidemia.

Sulla natura dell’anima

la luna

Di Marco Vettori

Dal punto di vista psicologico l’anima rappresenta la femminilità inconscia collegata ai geni femminili contenuti nel patrimonio genetico maschile e l’immagine collettiva che l’uomo ha della natura femminile. L’anima come la donna è condizionata dall’eros vale a dire dal principio dell’unione e del rapporto.  L’uomo è prevalentemente soggetto alla ragione, alla discriminazione al primato del “Logos”.  Per l’uomo che non si lascia esaurire dalla sua razionalità e non è completamente dipendente dalla medesima, l’anima è fonte di vita. Essa gli permette di rimanere collegato al proprio inconscio. Se l’aspetto femminile dell’uomo possiede un’incondizionata ricettività nei confronti dell’irrazionale è capace di recepire gli influssi positivi provenienti dall’altro lato del conscio. L’anima è pertanto una fonte di vita e una sorgente d’ispirazione. Una società ispirata ad un ideale maschile capace del dominio di sé, che poggia le sue radici sulla coscienza e la razionalità, mette il maschile nella condizione di reprimere i suoi caratteri femminili e le sue emozioni considerandole  debolezza caratteristica delle figlie di Eva.

Barilla cfn 7th Forum Internazionale su Alimentazione e Nutrizione

Yoga, quel respiro che aiuta a combattere la depressione

Studio Usa: le tecniche di respirazione controllata permettono di alleviare l'ansia e ridurre il livello degli ormoni dello stress, rappresentando una valida alternativa alla terapia farmacologica per contrastare i sintomi delle forme più leggere di depressione

di GIULIANO ALUFFI

PER ALLEVIARE i sintomi della depressione più insidiosa, quella che resiste ai farmaci antidepressivi, potrebbe bastare un approccio ''leggero'' e del tutto privo di effetti collaterali: la respirazione yoga. Lo suggerisce uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Psychiatry da ricercatori della Perelman School of Medicine dell'Università della Pennsylvania. L'esperimento ha coinvolto 25 pazienti affetti da disturbo depressivo maggiore – caratterizzato da perdurante senso di tristezza, pessimismo, bassa autostima, calo di interesse nelle attività, riduzione dell’appetito, insonnia  - che non avevano tratto beneficio da un trattamento di due mesi a base di antidepressivi.

Sulla natura dell’Animus

L'animus femminile

di Marco Vettori

Per Jung ogni individuo possiede le caratteristiche di entrambi i sessi con la preponderanza degli attributi e degli ormoni che qualificano la propria identità di genere. Nell'uomo la coscienza è maschile e l'inconscio è femminile. Viceversa nella donna la parte conscia è femminile e l'inconscio è maschile. Il grande psicologo svizzero ha chiamato “Animus” la parte inconscia femminile e d “Anima” la parte inconscia maschile. Animus e Anima sono due figure presenti sia nell’inconscio individuale sia nell’inconscio collettivo di ciascun individuo. Formano un legame tra “la coscienza” di ogni essere umano e ”l’inconscio” e fanno da ponte tra il personale ed  l’impersonale.  Il carattere di queste figure non è determinato dagli ormoni presenti negli individui di sesso maschile o femminile, ma è condizionato dalle esperienze che ciascun essere umano ha avuto con i rappresentanti dell’altro sesso e con l’immagine collettiva dell’uomo presente nella donna e l’immagine collettiva della donna presente nella psiche maschile.

In questo articolo analizzeremo il principio maschile presente nell’inconscio femminile.

L’Animus è il principio maschile presente nell’inconscio femminile.

IL DIGIUNO, POTENTE STRUMENTO DI RIGENERAZIONE FISICA, MENTALE E DI ELEVAZIONE SPIRITUALE

Franco Libero Manco

Il digiuno, da sempre è stato praticato fin dagli albori della storia da tutti i popoli della terra allo scopo di  purificare il corpo, la mente o per penitenza nei percorsi spirituali, per auto-disciplina, per scopi politici o come mezzo di guarigione. 

Per i Veda e per la tradizione yogica era un mezzo di elevazione spirituale. Nelle religioni primitive per propiziarsi la divinità, o per prepararsi a certi cerimoniali. Era usato dagli antichi greci, prima della consultazione degli oracoli, dagli sciamani africani per contattare gli spiriti, dagli indianid’America per acquisire il proprio animale totemico, dai fenici, dagli egizi, gli assiri, dai babilonesi, dai druidi celtici e in tutti i paesi del Mediterraneo; i farisei erano noti per il loro digiuno. La legge mosaica ordinava agli ebrei il digiuno una volta l‘anno;  i primi cristiani lo praticavano con riferimento a Gesù che digiunò per 40 giorni prima della sua missione; veniva consigliato dai medici arabi. In Italia i medici napoletani, fino a circa 150 anni fa erano soliti utilizzare il digiuno che a volte durava 40 giorni nei casi di febbre. All’inizio dell’Ottocento il digiuno venne praticato come terapia per guarire diverse malattie.

La storia del digiuno annovera molti santi: Benedetto, Francesco d’Assisi, Francesco di Paola, Caterina da Genova, Bernardo di Chiaravalle, Romualdo dei Camaldolesi, Tommaso d’Aquino, Ignazio di Loiola, Francesco di Sales e altri. In tempi più recenti sono noti i digiuni di Gandhi, Aurobindo, Krishnamurti.

Insalata già tagliata e lavata: rischio salmonella

Uno studio pubblicato sulla rivista "Applied and Environmental Microbiology"

18 Novembre 2016 - Spiacevoli e pericolose sorprese potrebbero trovarsi nelle buste di insalata già lavata e tagliata che chi ha poco tempo per cucinare non fa mai mancare nel frigorifero. Infatti uno studio pubblicato sulla rivista Applied and Environmental Microbiology, mostra che proprio il taglio delle foglie favorisce la crescita del batterio Salmonella causa di pericolosissime infezioni intestinali.

La crescita accelera fino a 2400 volte per via del liquido che viene rilasciato normalmente dalle foglie quando vengono recise; inoltre sempre questo liquido fa sì che il batterio si attacchi tenacemente sia alle foglie stesse sia alla confezione di plastica dell’insalata, spiega l’autore del lavoro Primrose Freestone della University of Leicester.

I microbiologi hanno studiato la crescita di Salmonella su tanti tipi di insalata in busta disponibili sul mercato, dai mix alla lattuga allo spinacino e molto altro. Hanno così osservato il "fenomenale" sviluppo del batterio a ritmi velocissimi in presenza del liquido rilasciato dalle foglie, e visto che neanche un processo di lavaggio molto intenso e la refrigerazione del prodotto e rimuovono il batterio. Significa non solo che i produttori devono darsi alti standard di sicurezza sul prodotto, ma anche che il consumatore deve consumare il prima possibile l’insalata in busta, dopo averla comprata e ancor più dopo aver aperto la confezione, perché pochi "esemplari" di salmonella al momento dell’acquisto possono trasformarsi in una fitta colonia batterica qualche giorno dopo.

Valvola aortica inserita per via ascellare: intervento record al Maggiore di Parma

Due sole ore di sala operatoria a cuore battente

Un impianto valvolare aortico per via percutanea trans-ascellare è stato eseguito nelle scorse settimane all’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma.

Un intervento innovativo – il terzo in Italia - per l’accesso utilizzato, creato con una incisione di alcuni millimetri nella zona ascellare, che consente di raggiungere in modo diretto la valvola aortica del cuore, caratterizzata in questo caso da restringimento (stenosi).

La scelta, che lo configura come di assoluta innovazione, è stata determinata dalle condizioni generali di salute del paziente. La via trans-femorale e quella trans-apicale, utilizzate più di frequente in casi simili, risultavano, infatti, entrambe non accessibili per potenziali gravi complicanze.

L’aspetto fondamentale della tecnica, in effetti, riguarda l’accurata selezione e preparazione del paziente che viene sottoposto a approfonditi accertamenti preliminari – quali ecocardiografia, coronarografia e Tac – indispensabili per delineare le modalità di esecuzione dell’intervento e valutare con la massima accuratezza possibile i rischi potenziali.

In questo caso, dunque, l’intervento, è stato realizzato da un’équipe multidisciplinare composta dal cardiologo Luigi Vignali e dai cardiochirurghi Andrea Agostinelli e Bruno Borrello, in una delle sale operatorie della Cardiochirurgia dell’ospedale di Parma, diretta da Tiziano Gherli.

Due sole ore di sala operatoria per un paziente di 81 anni, con rischio operatorio elevato per età, sovrappeso, diabete e ridotta autonomia, destinato diversamente a un iter chirurgico pericoloso e complesso con intervento a cuore aperto e circolazione extracorporea.

Il simbolo del fanciullo divino

bambino divino

di Marco Vettori

Nel numero precedente della voce ho precisato che l’inconscio si esprime attraverso simboli. Il simbolo è la migliore rappresentazione di un contenuto inconscio che non è possibile esprimere in termini razionali. Dando luogo ad un immagine che viene percepita fisicamente fa da ponte tra una realtà fenomenica e ciò che la trascende. Per questo evoca e non definisce. Può avere pertanto molti significati. Oggi analizzerò il simbolo del fanciullo divino.

Per Jung detto simbolo ha lo scopo di richiamare l’individuo che si e creato una personalità artificiosa a rimanere collegato alle proprie radici inconsce ed istintive.  Radici smarrite a vantaggio di una persona artificiosa in contrasto con la personalità originaria.  Il soggetto che si è creato una persona artificiosa ha prodotto una negazione violenta della propria natura originaria in favore di una persona corrispondente alle proprie ambizioni. A tale proposito citerò il prodotto onirico di una paziente di trentaquattro anni affetta da ansia e atteggiamenti isterici. La giovane donna mostrava comportamenti marcatamente maschili e il suo linguaggio era a volte sboccato. La paziente aveva sognato di essere ermafrodita: accarezzandosi si era auto fecondata.  La gravidanza e la successiva nascita del neonato comportavano la scomparsa del suo membro virile.  Forse l’inconscio proponeva alla paziente il sacrificio di una persona artificiosa con penetratività troppo pronunciata?

Legionella pneumophila e gli impianti UTA (Unità di Trattamnto Aria) E CTA (Centrali Trattamento Aria)

I primi casi diagnosticati

NeI 1976 un gruppo di ex-combattenti statunitensi si riunì per alcuni giorni nel più grande hotel di Filadelfia, il Bellevue Statford. Si doveva festeggiare il bicentenario dell’indipendenza. Gran parte degli ospiti accusò dei malesseri passeggeri, 221 dovettero essere ricoverati in ospedale. Ventinove morirono, nonostante le cure dei medici, per polmonite acuta.

Era chiaro che si trattava di un’epidemia, anche se gli scienziati non riuscivano ad isolare il batterio che aveva determinato tutte queste morti. Solo l’anno successivo il biologo Joseph Mc Dade riuscì ad identificare il batterio causa dell’epidemia e lo battezzò Legionella Pneumophila.
Si scoprì che il batterio si era sviluppato nei sistema di umidificazione U.T.A., ed era proliferato notevolmente a causa della mancanza di manutenzione del sistema: l’impianto presentava, infatti, sia incrostazioni calcaree che crescite microbiologiche, per mancanza totale di manutenzione e trattamenti preventivi dell’acqua di umidificazione.
 

Quali sono le fonti di questo microrganismo?

Il batterio è un gram negativo, che in laboratorio cresce solo su terreni di coltura specifici. È presente nell’ambiente esterno, nel terriccio, nell’acqua di fiumi, laghi, stagni, in tale elemento può rimanere in quiescenza anche per molti mesi e poi riprendere a replicare, quando le condizioni ambientali divengono idonee. Nell’acqua replica molto velocemente, se la temperatura si mantiene costante tra 30 e 40 °C, ed in presenza di un substrato organico dove attingere gli elementi vitali.

Ecco perché le farine modificate ci fanno ammalare

di Gioia Locati

C’è un cibo che fa male, un cibo che fa bene e un cibo che cura. Molti di noi lo hanno già sperimentato: aggiungendo o togliendo nutrienti si riesce a fare a meno dei farmaci. E si guarisce. Succede con le intolleranze, con la sindrome metabolica, con la pressione alta, con i disturbi gastrointestinali, con l’artrosi, con il diabete di tipo 2, con varie malattie della tiroide. Cliccate qui e qui. Ma la rosa dei mali che si possono tenere a bada, o addirittura risolvere, mangiando è certamente più ampia.

Pensiamo ai tumori. Va detto che il legame alimentazione-cancro, in certi ospedali e da certi luminari, è ancora ignorato. “Dia retta a me, mangi quello che vuole, la vita è una sola”. Consigliato assieme a l’ennesimo farmaco antinausea a chi sta facendo la chemioterapia. Oppure, riferito dai pazienti: “Se sei ricoverato per un tumore rischi di mangiare latticini per cena e merendine confezionate e zuccherose a merenda”. “E se stai assumendo un anti estrogeno che indebolisce le ossa ti viene ancora consigliato di mangiare formaggi, nonostante fior di studi suggeriscano il contrario”.

INCONTRARE L’INCONSCIO

'immagine tratta dal libro "PSICOLOGIA E ALCHIMIA di Carl G. Jung  raffigura " l'unione"del maschile  con il femminile e simbolizza  la coniunctio' del conscio con l'inconscio.

di Marco Vettori*

Due uomini stanno parlando amichevolmente fra loro, si avvicina una donna. Uno dei due personaggi maschili si rivolge all’altro per presentargli la signora e dice: ”Ti presento mia madre”. Qualche istante dopo si corregge dicendo:” Scusami, Ti presento la mia compagna”. Come mai il compagno della donna è incorso inizialmente in un errore così grossolano? Il soggetto sapeva bene che quella donna era la sua consorte eppure la sua comunicazione è risultata falsata e inesatta...! Forse l’errore è stato causato da una realtà presente in lui stesso, che si è sottratta al controllo cosciente, e ha detto oggettivamente come quell’uomo percepisce emotivamente ed effettivamente quella donna “come la propria madre”. Il suo inconscio ha dribblato la coscienza e ha parlato al suo posto dicendo la verità su come quell’uomo percepisce la propria partner. Questo episodio ci testimonia che normalmente che l’Io, la coscienza, crede di essere padrona in casa propria. Nella realtà i fatti smentiscono spesso questa illusione. Quando l’inconscio lo ritiene necessario mette in secondo piano l’Io agendo al suo posto senza che la coscienza possa impedirlo.  Il supposto controllo del conscio sulla realtà spesso si è rivelato un inguaribile ’sicumera’!

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