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La vita sta cambiando pelle

Cronaca Nera e Giudiziaria

Cronaca Nera e Giudiziaria: vicende di giustizia, delitti, accuse, nuove leggi, magistratura. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

‘Ndrangheta, 24 arresti a Lamezia Terme. L’ex sottosegretario di Forza Italia Giuseppe Galati ai domiciliari

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Dodici indagati sono finiti in carcere e altri dodici agli arresti domiciliari. Nell’inchiesta, coordinata dal procuratore Nicola Gratteri e dal procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla, sono coinvolti anche funzionari pubblici legati al mondo della sanità. Sequestrati dieci milioni di euro. I clan conoscevano in anticipo quali pazienti stavano per morire e imponevano i loro servizi di onoranze funebri

“Oh! Grande compare mio, ma poi sei andato a Catanzaro? Non mi hai fatto sapere niente”. “No, io poi ti avevo chiamato ed ero andato a Catanzaro… si sono andato, ci ho parlato”. “Tutto a posto, si!”. “Diciamo di si”. A parlare sono l’ex deputato di centrodestraGiuseppe “Pino” Galati e il consigliere comunale di Lamezia Terme, Luigi Muraca. La guardia di finanza li ha intercettati entrambi. Galati e Muraca, infatti, sono due delle 24 persone destinatarie dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.

Nelle carte dell’operazione “Quinta Bolgia” vengono definiti gli intermediari grazie ai quali le aziende legate alle cosche avevano il monopolio di molti servizi all’interno dell’ospedale di Lamezia Terme. A partire da quello delle ambulanze sostitutive al servizio pubblico, ma anche delle imprese che si occupavano delle onoranze funebri, della fornitura di materiale sanitario e del trasporto sangue.

Dentro l’ospedale di Lamezia potevano lavorare solo aziende legate alla cosca Iannazzo-Daponte-Cannizzaro, riconducibili alla famiglia mafiosa Giampà, che tramite i due politici erano riusciti ad ottenere l’appalto delle ambulanze nel 2010. Un appalto per un anno che, però, senza alcun bando pubblico, è stato prorogato fino al 2017.

Aemilia, 1.200 anni di carcere per 'ndrangheta

Michele Bolognino al centro Vincenzo Iaquinta

Fra le condanne figura quella a due anni dell'ex attaccante della Juventus e della Nazionale campione del Mondo Vincenzo Iaquinta

Oltre 1.200 anni di carcere: li ha inflitti il collegio di Aemilia al termine del maxi-processo di 'ndrangheta. Si tratta di 118 condanne in rito ordinario (la più alta a 21 anni e otto mesi) e di altre 24 in abbreviato per 325 anni, per reati commessi dal carcere durante il processo. Le sentenze hanno sostanzialmente ricalcato le richieste dei pm della Dda Beatrice Ronchi e Marco Mescolini.

Numeri imponenti, arrivati alla fine di quasi 200 udienze e dopo aver ascoltato centinaia di testimonianze. Dati a cui vanno aggiunti quelli relativi alla parte di processo in abbreviato che si è svolto a Bologna e che si è chiuso in Cassazione con altre 40 condanne definitive.

Udienza in Tribunale a Parma del 31 Ottobre 2018: Processo Pellegrini contro Luigi Boschi

Sergio Pellegrini Luigi Boschi

Inizio udienza ore 10,30. Finito l'interrogatorio a Sergio Pellergrini, Luigi Boschi (difeso dall'avv. Giacomo Curzi) ha risposto alle domande dell' avvocato di fiducia di Sergio Pellegrini  Michele Ambrosini; del PM e del Giudice, riservandosi comunque di depositare una propria memoria conclusiva, concordando di consegnarla poi alla fine dell'udienza odierna in modo che il Giudice ne potesse prendere visione anticipatamente, essendo un fascicolo con molti allegati.
Si è proceduto quindi a sentire tutti i testimoni convocati presenti nella lista testi a suo tempo depositata: 
Luigi Ferrari, Emanuele Buzi; Fabio Torrembini; Antonio Lubiani.
Coclusa l'udienza verso le ore 15, è stato concordato un rinvio per le conclusioni delle parti al 18 Gennaio 2019 ore 10,30. (Parma, 31/10/2018)

Luigi Boschi

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PELLEGRINI & MAGHENZANI: MENTIRE SEMPRE, ANCHE L'EVIDENZA!  Una sanzione ENPALS complessiva di  93.917,50 euro + 7.599 per diritti ed onorari + 207,20 di spese.

PS Cronaca di oggi in Tribunale: Sergio Pellegrini in Aula sotto giuramento ha dichiarato di "non aver mai ricevuto sanzioni ENPALS".
E ha avuto il coraggio di querelarmi per diffamazione!

Pignoramento INPS sul conto corrente: i nuovi limiti della Cassazione

Daniele Bonaddio

Limiti al pignoramento delle somme versate dall’INPS, nuova importante sentenza della Cassazione sul prelievo forzoso in conto corrente

Come noto, qualora un pensionato o altro contribuente riceva dall’INPS somme a cui non aveva diritto, l’Istituto previdenziale può recuperare la somma indebitamente versata direttamente sul conto corrente del cittadino. Ebbene, la Corte di Cassazione, sentenza 26042 del 17.10.2018 interviene proprio in merito ai limiti di pignorabilità dei crediti INPS aventi ad oggetto somme versate a titolo previdenziale.

È chiaro che le somme pignorabili sono aggredibili solo entro certi limiti, che di norma sono stabiliti in un quinto; in quanto sul conto corrente possono trovarsi anche altre somme e quindi confondersi con il patrimonio del debitore. Vediamo quindi nel dettaglio al decisione della sentenza, che riguarda un caso antecedente la riforma del 2015 in materia di pignorabilità.

Pignoramento INPS su conto corrente: il caso

Il caso riguarda un pensionato al quale sono stati accreditati indebitamente dall’INPS alcuni emolumenti pensionistici, diretti e di reversibilità, per un importo complessivo di 14.725,75 euro. La Corte d’appello di Ancona, che conferma la decisione della sentenza di primo grado, ha dato ragione all’INPS ritenendo legittimo il pignoramento eseguito sul saldo del conto corrente acceso dal debitore esecutato. L’INPS, infatti, è intervenuto solamente sulla parte eccedente l’importo impignorabile per legge, che si riferiva appunto a un rateo delle pensioni complessivamente fruite dal pensionato.

La Rockstar del November Porc Andrea Censi agli arresti domiciliari per lo stupefacente culatello di Polesine e Zibello

Corruzione, falso, truffa e peculato: i carabinieri di Parma hanno dato esecuzione a una misura cautelare, conseguente a un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Parma, nei confronti dei vertici del Comune di Polesine-Zibello in provincia di Parma.

Emerso un "pervicace sistema di gestione della cosa pubblica, assolutamente asservito agli interessi privatistici del sindaco"  Andrea Censi, 44 anni, eletto nel 2016 con la lista civica "Polesine Zibello, il domani è per tutti" appoggiata dal Pd.

Il primo cittadino è agli arresti domiciliari, misura interdittiva di un anno dagli incarichi pubblici per il segretario comunale Giovanni De Feo, il vicesegretario comunale Giancarlo Merendi Alviani e la responsabile del servizio Finanza Elisabetta Civetta. Coinvolte in tutto dodici persone tra cui il vice sindaco Giuseppe Galli, il comandante della polizia municipale Gianluca Rossetti (marginale la sua posizione) e alcuni referenti di associazioni del paese che venivano utilizzati dal sindaco per far uscire il denaro dalle casse comunali.

E chi, all'interno della macchina comunale, non si prestava agli atti illeciti veniva isolato. Questo uno degli aspetti evidenziati dal procuratore capo Alfonso D'Avino.

Parma, inchiesta sul mall a Baganzola dell'impresa Pizzarotti: terremoto giudiziario in Comune

L'assessore comunale ai Lavori pubblici e urbanistica, Michele Alinovi, e i dirigenti comunali Dante Bertolini e Tiziano Di Bernardo hanno ricevuto un avviso di garanzia relativamente all'iter di concessione dei permessi per la realizzazione del grande centro commerciale in costruzione a Baganzola, nella zona della Fiera. Il reato ipotizzato è abuso d'ufficio.

In particolare, gli uffici preposti avrebbero rilasciato, secondo la Procura di Parma, permessi di costruire basati su strumenti urbanistici superati, in violazione di una specifica norma posta a tutela dell’incolumità pubblica che vieta l'edificazione nelle aree prossime agli aeroporti.

Il cantiere di uno dei più grandi shopping center previsti nel centro-nord Italia, ben visibile percorrendo l'autostrada A1, è stato bloccato questa mattina dopo l'arrivo della Guardia di Finanza. 

Il mall, di cui a Parma si parla da anni, dovrebbe essere inaugurato nei primi mesi del 2021; si sviluppa su una superficie di 300mila mq su due livelli per complessivi 50 mila metri di spazi di vendita e 3.700 posti auto.

Riciclaggio in Emilia: nuovo allarme della Banca d'Italia

Bologna guida con 792 segnalazioni, segue Parma con 559

Nel report dell'Unità speciale della Banca d'Italia sul capitolo riciclaggio, le segnalazioni raccolte nel primo semestre 2018 non sono incoraggianti (a livello nazionale, emergono un +5,3% di segnalazioni di riciclaggio sospette e un +31,7% di quelle relative al possibile finanziamento del terrorismo internazionale).

Il nuovo studio si apre a pagina 1 citando proprio l'Emilia-Romagna, per quale si parla di "incremento delle segnalazioni riferite alle operazioni sospette", in compagnia di Campania e Sicilia.
L'Emilia-Romagna sulle segnalazioni si consolida al quinto posto, dopo Lombardia, Campania, Lazio e Veneto, risultando però prima fra le cinque regioni in ballo per un balzo, nel semestre scorso, del 9,73%.

Bancarotta Spip, i nomi degli indagati coinvolti l'ex sindaco Elvio Ubaldi e Andrea Costa

Tra gli ex amministratori accusati del default della partecipata ci sono gli ex componenti del cda e l'ex direttore generale del Comune Carlo Frateschi. Ubaldi sarebbe nel mirino della Procura per una lettera di patronage

Caso SPIP Parma: Le condanne

SPIP LE CONDANNE

Ovviamente la posizione dell'ex Sindaco Elvio Ubaldi è stata stralciata perché deceduto, così come quella di Nando Calestani per gravi problemi di salute. I due dominus SPIP (dalla sicumera indiscussa) ex compagni DC che hanno terminato la loro carriera politica nel peggior modo possibile: indagati per bancarotta fraudolenta. Passeranno alla storia, come avrebbero voluto!... "i servitori della cosa pubblica" LB 

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Le intimidatorie querele-vendetta di Sergio Pellegrini contro Luigi Boschi

Taci o ti querelo

Le initimidatorie querele-vendetta di Sergio Pellegrini e del suo avvocato Ambrosini

L’udienza del processo intentato da Sergio Pellegrini contro Luigi Boschi è stata rinviata al 31 ottobre 2018.
Ma  qual è lo scopo di Sergio Pellegrini con queste querele (due individuali DOC.PDF e una dell’avvocato Michele Ambrosini Doc.PDF), in cui si chiede addirittura il sequestro del mio socialblog? Non certo a fare chiarezza, né per amor della musica.

Corruzione: 6 arresti e 12 indagati a Pontinia. Arrestato l' assessore comunale Luigi Subiaco

Operazione Telonai della Guardia di finanza: scoperto "un collaudato sistema corruttivo" tra funzionari pubblici, professionisti pontini e alcuni imprenditori romani che gestiscono la riscossione tributi in numerosi Comuni in tutta Italia. Sullo sfondo la gara in corso per recuperare le imposte del comune. Tra gli arrestati l'assessore comunale Luigi Subiaco

Corruzione, turbativa d'asta, falso ideologico e truffa ai danni dello Stato. Un terremoto quello che in queste ore sta scuotendo il Comune di Pontinia, in provincia di Latina, dove è sindaco l'attuale presidente della Provincia di Latina, Carlo Medici. Sei gli arresti compiuti dalla Guardia di Finanza, tra cui quello dell'assessore comunale Luigi Subiaco, di una lista civica, in passato già finito nell'occhio del ciclone per gli insulti lanciati sui social all'allora presidente della Camera, Laura Boldrini, e tre imprenditori che, con le loro società Kibernetes e Novares, si occupano del recupero delle imposte di numerosi comuni italiani. Dodici in totale gli indagati. Tra quest'ultimi, indagato a piede libero Carlo Medici, primo cittadino del Pd che in Comune è alla guida di una giunta composta da civici ed esponenti del centrosinistra e in Provincia di una giunta bipartisan.

"Devo fare la lista dei buoni e dei cattivi": così parlava il professor Aversa al centro dell'inchiesta conquibus

Al centro ancora una volta l'Azienda ospedaliero-universitaria di Parma la cui direzione non avrebbe vigilato

PARMA - "Ci sono delle aziende che hanno contribuito in maniera sostanziale e altre che non hanno nemmeno risposto, quindi è chiaro che devo fare la lista dei 'buoni' e dei 'cattivi'". "Più che le modalità a noi interessa il conquibus... quando il conquibus arriva per noi va bene... tanto per essere pragmatici".

Poi la minaccia diretta: "C'era un atteggiamento di non apertura, per cui lo dico francamente... questi nuovi prodotti che voi dovete lanciare, qui praticamente non entreranno mai!".

Così parlava Franco Aversa, direttore della struttura complessa di Ematologia e trapianto midollo osseo del Maggiore finito ai domiciliari nell'inchiesta Conquibus. Arrestata anche Paola Gagliardini, amministratrice delegata della Csc srl, centro servizi congressuali, di Perugia.

Erano loro i vertici di una organizzazione che assicurava, secondo l'accusa, favori alle aziende farmaceutiche - report positivi o negativi per questo o quel medicinale - in cambio di sponsorizzazioni per convegni e simposi medici e anche contributi economici che finivano direttamente nelle tasche degli indagati.

Secondo l'accusa, Aversa sfruttava la sua fama e il ruolo apicale ricoperto nell'azienda ospedaliera universitaria e faceva leva sul sostegno di altre figure rilevanti dell'ospedale, indagati, che "laddove non partecipanti agli accordi corruttivi, sostenevano le strategie dell’Aversa senza obiezioni".

Processo Aemilia, minacce alla magistrata Beretti

Stia lontana da finestre ufficio, sanno dove studia suo figlio"

Un anziano prete, don Ercole Artoni, e il commerciante Aldo Ruffini hanno minacciato la magistrata Cristina Beretti, componente del collegio che giudica gli imputati al processo di ‘ndrangheta Aemilia, riferendole frasi a lei indirizzate da detenuti imputati di associazione a delinquere di stampo mafioso arrestati nell’ambito dell’inchiesta sulla malavita organizzata in Emilia.

"Sa che a Reggio c’è un braccio speciale dove sono detenuti gli imputati di Aemilia ? Uno di loro mi ha detto di venire da lei e di dirle di stare molto attenta e soprattutto di stare lontana dalle finestre dell’ufficio (...) un altro di loro ha detto di stare attenta che sanno dove studia suo figlio".

Queste le frasi intimidatorie che avrebbe pronunciato don Artoni alla magistrata il 18 dicembre dell’anno scorso in accordo con Ruffini, 74 anni, finito nella rete degli inquirenti per una vicenda di evasione fiscale.

Don Artoni lo chiamavano il "prete scomodo", "comunista", "sacerdote degli ultimi" e ora, a 88 anni, si trova ai domiciliari. È finito arrestato, assieme a Ruffini, già indagato per una maxi-evasione fiscale, proprio per le minacce al giudice Cristina Beretti, presidente del tribunale di Reggio Emilia e componente del collegio del processo di 'ndrangheta Aemilia. Rispondono entrambi, in concorso, di minacce aggravate a un corpo giudiziario.

Fonte Link: parma.repubblica.it

‘Ndrangheta Emilia, ‘infiltrazione omeopatica. Scuola ha detto no a iniziative su strage di Capaci’. Commissario: ‘Lasciati soli’

L'analisi è dell'Osservatorio sulla Criminalità Organizzata dell’Università di Milano (Cross). A presentare la sintesi del report frutto di 8 mesi di lavoro e interviste sul campo il direttore Nando Dalla Chiesa. Alla vigilia della sentenza Aemilia, è stato analizzato il processo di insediamento e messo sotto accusa il modo in cui è stato affrontato il tema da parte delle istituzioni locali anche dopo l'inizio del maxi processo. Il dottor Giacomo Di Matteo, uno dei tre commissari prefettizzi ad aver gestito Brescello dopo il commissariamento: "Diffidenza e pregiudizi". Assenti molti dei politici locali

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Crollo Ponte Morandi, la procura iscrive 20 indagati e la società Autostrade

Ponte Morandi di Genova

I nomi degli iscritti fanno parte, oltre ad Autostrade, della controllata Spea, del Ministero e del Provveditorato; i reati contestati sono disastro colposo, omicidio colposo stradale plurimo e omicidio colposo plurimo con l'aggravante della violazione della normativa anti-infortunistica

La procura di Genova ha iscritto nel registro degli indagati 20 persone e la società Autostrade nell'inchiesta per il crollo di ponte Morandi.

Le persone iscritte, con ipotesi di disastro colposo, omicidio colposo stradale plurimo e omicidio colposo plurimo con l'aggravante della violazione della normativa anti-infortunistica, sono nomi di Autostrade per l'Italia e della sua controllata Spea engineering, del ministero delle Infrastrutture, del Provveditorato alle opere pubbliche di Liguria, Piemonte e Val d’Aosta. I nomi saranno resi noti dopo la notifica alle parti degli avvisi di garanzia.

Le parti offese individuate dalla procura sono 59: 43 in relazione alle vittime e 16 in relazione ai feriti.

Le indagini del Primo Gruppo della Guardia di Finanza del colonnello Ivan Bixio sono coordinate dai pubblici ministeri Massimo Terrile e Walter Cotugno, oltreché dal procuratore aggiunto Paolo D'Ovidio e dal procuratore capo Francesco Cozzi. 06 settembre 2018

Fonte Link: repubblica.it

Violenza sessuale a Parma, l'avvocato di Federico Pesci, Mario L'insalata: "Caso da ridimensionare"

Mario L'Insalata: "Attenzione a dipingere le persone come mostri crudeli". Pizzarotti: "Attiveremo la Fondazione vittime di reato per dare un sostegno alla vittima e alla sua famiglia"

"A mio avviso si tratta di una vicenda da ridimensionare fortemente. Lunedì il mio assistito sarà interrogato e avrà l'occasione, se vuole, di raccontare come sono andati i fatti".

Mario L'Insalata, avvocato difensore di Federico Pesci, il 46enne commerciante parmigiano accusato, insieme a Wilson Ndu Aniyeme, di violenza sessuale e lesioni pluriaggravate ai danni di una ragazza di 21 anni, mette in guardia dal tracciare conclusioni sul caso che ha sconvolto la città.

"Se fosse tutto vero quello che si legge sui media e su facebook, se la verità fosse nuda e cruda come appare, saremmo di fronte a un fatto molto grave. Però spero e credo, per il bene del mio assistito ma anche e soprattutto per il bene della ragazza, che le cose non siano andate esattamente come sono state dipinte".

Fra pochi giorni Pesci potrà dare la sua versione dei fatti. "Cosa sia successo effettivamente è una questione che sarà da valutare scrupolosamente. Attenzione - sottolinenea il legale - a dipingere le persone come mostri crudeli".

L'avvocato della nota famiglia di penalisti parmigiani (tra i loro assistiti Luciano Silingardi ex Presidente Cariparma, coinvolto nel crac Parmalat condannato a Milano a 5 anni e 9 mesi), non ha ancora avuto la possibilità di incontrare l'imprenditore (!?) insieme a da giovedì mattina nel carcere di Parma. Recluso anche Wilson Ndu Aniyeme, seguito dal legale Antonio Dimichele.

Parma, 5 punti di penalizzazione nella prossima serie A. Due anni a Calaiò

Roberto D'Aversa allenatore del Parmacalcio1913

Sentenza emessa in data odierna dal Tribunale Federale Nazionale, Ingiustizia sportiva compiuta, ma la serie A è salva. La società farà ricorso in Appello. Una condanna eccessiva per i fatti veri. Rimanendo così, la salvezza dovrebbe essere a 45/50 punti. Ma speriamo che in Appello qualcosa venga modificato, non essendoci un riscontro oggettivo per il tentato illecito, sia per la totale estraneità della Società, sia per il calciatore. Il Parma ha meritato la Serie A sul Campo con un percorso sportivo straordinario in tre anni. LB

Parma, Serie A a rischio. E la Procura chiede 4 anni di squalifica per Calaiò

Tifosi parmacalcio

Questa non può chiamarsi Giustizia sportiva!! Ma soprusi di una Procura. Mi ricorda il film DOGVILLE. Una vergogna. Aspettiamo ora la sentenza che vogliamo sperare voglia prendere in considerazione i fatti sportivi del campo e non sciocchezze /o ingenuità di una persona Calaiò che non ha prodotto alcun danno e non ha alterato nulla, né tentato di corrompere alcuno. Una richiesta sproporzionata, sia per la società, sia per il calciatore. Semmai si esamino meglio le gestione di Zamparini a Venezia e a Palermo. O si vorrebbe usare il Parma calcio per altri scopi, non certo di giustizia sportiva che, forse, diventa strumento per altri interessi. 
Nemmeno l'ingiustizia sportiva toglierà al Parma Calcio l'impresa storica che si vorrebbe infangare. Da sportivo e non da tifoso, voglio credere ancora che prevalga, alla fine, la verità. E dopo questo tentato scippo sarà ancora più grande la scalata dalla D alla A in 3 anni consecutivi: "Come noi, nessuno mai". Sono convinto che il Parma giocherà in serie A il prossimo campionato. Lo ha sancito il campo. LB

Gratteri: «Anche magistrati nelle logge con i mafiosi»

Massoneria, magistrati, ‘ndrangheta, Vibo Valentia….luoghi, mafie, istituzioni, connivenze di una pericolosità inaudita infiltrate nel sistema economico e sociale, non solo italiano ma in tutto il pianeta. Un sistema che non accenna a diminuire ma che anzi, si rafforza sempre di più! Lo conferma il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri ma questo stato di cose è palpabile dal quotidiano, dagli arresti e dai rilasci, dall’ammontare dei sequestri sempre più alto e dal livello di corruzione che in Italia e nel mondo dilaga, e c’è sempre un’unico comune denominatore, la ‘ndrangheta!!!

Il procuratore della Repubblica di Catanzaro sentito dalla Commissione Antimafia. Vibo la provincia a più alta densità massonica

«C’è un rapporto tra massoneria deviata e ‘ndrangheta ancora oggi, anzi forse è ancora più stringente, in termini numerici, di prima». Lo ha detto il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Catanzaro Nicola Gratteri, a margine dell’audizione che si è svolta in Antimafia. La provincia con più alta densità massonica d’Italia è quella di Vibo.
Con la nascita dell’organizzazione segreta “Santa”, dal 1970 «c’erano anche magistrati che partecipavano alle riunioni» delle logge massoniche con gli ‘ndranghetisti, «per questo la ‘ndrangheta ha sempre cercato punti di contatto e ucciso solo quando necessario». Lo ha aggiunto Gratteri davanti alla Commissione Antimafia. «Attraverso la Santa è stata regolamentata la doppia affiliazione, fra ‘ndrangheta e massoneria deviata: ce lo hanno raccontato diversi collaboratori», ha specificato il magistrato. 23 FEBBRAIO 2017

Fonte Link: http://www.pinomasciari.it/?p=36951 

INPGI / CORTE DI CASSAZIONE: E’ ATTIVITA’ GIORNALISTICA ANCHE QUELLA SVOLTA NEI SITI WEB

Con una recente sentenza del 25 giugno la Corte di Cassazione ha ribadito, ancora una volta, la ricorrenza dell’obbligo di iscrizione all’INPGI per i giornalisti che operano presso siti web, dando rilievo alla natura giornalistica dell’attivita’ prestata indipendentemente dal mezzo d’informazione usato e a prescindere dall’esistenza di una specifica regolamentazione contrattuale.

In particolare, la Suprema Corte ha rigettato il ricorso di un’azienda che, opponendosi ai rilievi accertati dall’INPGI in sede ispettiva, aveva sostenuto che non si potesse qualificare come giornalistica l’attivita’ svolta nel settore dell’editoria elettronica in epoca antecedente all’entrata in vigore della L. 62/2001 e dell’allegato N del CCNLG, che ne hanno espressamente disciplinato gli aspetti giuridici e contrattuali.

A prescindere dallo specifico caso esaminato dalla Corte, la sentenza offre una completa disamina normativa e giurisprudenziale degli elementi che contraddistinguono l’attivita’ giornalistica, sviluppando un percorso argomentativo che – in totale adesione all’orientamento giuridico dominante in materia – si conclude con l’equiparazione dei giornali telematici a quelli tradizionali, con riferimento alla natura dell’attivita’ lavorativa svolta al loro interno.

Quindi, in assenza di una definizione legislativa di giornalismo o di informazione on-line, rimane valida, qualunque sia il mezzo di comunicazione usato, la definizione tradizionale di attivita’ giornalistica intesa come prestazione di lavoro intellettuale diretta alla raccolta commento ed elaborazione di notizie volte a formare oggetto di comunicazione attraverso gli organi d’informazione (carta stampata, TV, radio, siti internet).

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