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La vita sta cambiando pelle

Cronaca Nera e Giudiziaria

Cronaca Nera e Giudiziaria: vicende di giustizia, delitti, accuse, nuove leggi, magistratura. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

SEMAFORI TRUCCATI, INDAGA LA GDF

(ansa.it) MILANO - Decine di migliaia di multe piovute sugli automobilisti in pochi mesi. Responsabile il famigerato sistema T-red che ha mietuto le sue vittime soprattutto a Segrate, nel Milanese, tanto da meritare un servizio della trasmissione televisa 'Le Iene'. I militari della Guardia di Finanza di Milano hanno compiuto acquisizioni di documenti nelle sedi di alcune società che hanno appaltato il sistema e hanno sequestrato gli apparecchi che regolano il tempo dei semafori che hanno il tempo del giallo talmente breve che fanno finire in contravvenzione gli automobilisti, i quali sono anche fotografati e si vedono arrivare la multa a casa. I militari hanno compiuto accertamenti anche negli uffici del Comune di Segrate, nell'ambito dell'inchiesta, affidata al pm di Milano Alfredo Robledo e che nasce dall'esposto di cittadini.

Germania, violenta la sua ex. Ssconto di pena perché è "sardo"

Un giudice di Hannover gli riconosce le "attenuanti etniche e culturali". "Dev'essere tenuto in considerazione il quadro dell'uomo e delle donna esistente nella sua patria". Convinto che la fidanzata lo tradisse, l'ha segregata, torturata e sottoposta a stupri di gruppo. Il presidente del Consiglio regionale: "Se è vero, c'è da inorridire"

(repubblica.it) CAGLIARI - Incredibile sentenza ad Hannover. In un processo per violenza sessuale, un uomo ha avuto riconosciuta l'attenuante di essere sardo. Un cameriere di 29 anni ha tenuto segregata per giorni la ex fidanzata, l'ha picchiata, violentata, torturata e umiliata in vari modi, ma ha ottenuto uno sconto di pena ed è stato condannato a sei anni di carcere: il giudice gli ha concesso le "attenuanti etniche e culturali". Stupefatto il presidente del Consiglio regionale della Sardegna: "Se le motivazioni sono quelle riportate dagli organi di stampa, c'è da inorridire. Non c'è alcuna cultura sarda di segregazione e violenza sulle donne, si tratta di un episodio di violenza e, come tale, da condannare".

G8 Genova: pm, non c'e' stata caccia all'uomo

(ansa.it) GENOVA - "Non è vero che ci sia stata una caccia all'uomo da parte delle forze dell'ordine su manifestanti inermi, perché il corteo di Via Tolemaide (delle Tute Bianche ndr) non era composto da pacifisti". Lo ha detto oggi il Pm Andrea Canciani nella requisitoria del processo per le violenze di strada, avvenute durante il G8. Imputati sono 25 no global accusati di devastazione e saccheggio.

"Mi chiedo - ha aggiunto - cosa facevano i vari parlamentari, deputati, onorevoli presenti al corteo e i rappresentanti del gruppo di contatto tra le forze dell'ordine e i manifestanti. Eppure erano chiare a tutti le immagini di quella guerriglia".

Secondo il Pm non è accettabile infatti la tesi della difesa che la crisi dell'ordine pubblico e i disordini sfociati nel tardo pomeriggio del 20 luglio sfociati nell'uccisione di Carlo Giuliani siano stati causati dalla carica dei carabinieri sul corteo delle Tute Bianche. "Si è trattato - ha sottolineato - di persone che hanno scelto deliberatamente di contrapporsi alle forze dell'ordine, non si stavano difendendo né erano in pericolo di vita".

Il pm ha anche contestato la tesi della difesa, cioé che i responsabili dell'ordine pubblico siano comunque i vertici delle forze dell'ordine. "La responsabilità operativa - ha sottolineato - è del funzionario che si trova in piazza. E' lui che deve prendere le decisioni".

INCHIESTA WHY NOT,TRA INDAGATI ANCHE PRODI

(ansa.it) CATANZARO - C'é anche il presidente del Consiglio, Romano Prodi, tra gli indagati dell' inchiesta Why Not, condotta dal pm di Catanzaro, Luigi De Magistris. L'iscrizione di Prodi nel registro degli indagati risale allo scorso mese di luglio ed a darne notizia fu all'epoca il sito Panorama.it. Nei confronti del Presidente del Consiglio il reato ipotizzato è abuso d'ufficio. L'inchiesta Why Not riguarda l'attività di un presunto Comitato d'affari del quale avrebbero fatto parte esponenti politici, imprenditori e funzionari dei servizi segreti. Il comitato avrebbe gestito illecitamente finanziamenti statali e dell'Unione europea ed avrebbe avuto la sua base operativa, secondo l'ipotesi accusatoria, nella Repubblica di San Marino, dove sarebbero stati riciclati i proventi della gestione illecita dei finanziamenti. Le presunte attività illecite del Comitato, inoltre, avrebbero fatto capo ad una loggia massonica coperta. Dopo l'iscrizione del registro degli indagati, nei confronti del Presidente del Consiglio non sono state adottate ulteriori iniziative giudiziarie.

ANNOZERO - INTERVISTA AD UN GIUDICE DEL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA

Giustizia, anno zero. La trasmissione di Santoro scatena l'ira di Mastella, che minaccia di sfiduciare il Cda della Rai. E il caso De Magistris mette in evidenza tutti i problemi di un ordinamento al limite, stretto tra conflitti di potere, uso smodato delle ispezioni e zero risorse. L'intervista al giudice Giovanni Salvi

(Aprileonline) Il caso De Magistris sta diventando, in queste ore, il caso Mastella, il caso Santoro, e chi più ne ha più ne metta. La vicenda della richiesta di trasferimento avanzata dal ministro della Giustizia nei confronti del pm di Catanzaro, complici i toni alti della puntata di Anno Zero, irrompe nella giornata politica e monopolizza l'attenzione. Solidarietà nei confronti di Mastella è stata espressa da Prodi, che non ha visto la trasmissione ma ha letto i resoconti ("mi sembra che non vi si possa riscontrare nulla della serietà, della professionalità e dell'adeguatezza che dovrebbe avere una trasmissione che riguarda la giustizia"), mentre l'interessato è passato al contrattacco intimando il Cda Rai di "occuparsi" di Santoro, pena la sfiducia dell'Udeur nei confronti dei vertici del servizio pubblico.

UBRIACO UCCIDE RAGAZZI, PM CHIEDE CONDANNA A 4 ANNI

(ansa) ASCOLI PICENO - Tre anni e sei mesi di reclusione per l'omicidio colposo plurimo dei quattro ragazzi di Appignano del Tronto, piu' sei mesi per il reato di resistenza a pubblico ufficiale e 20 giorni di arresto per la guida in stato di ebbrezza. E' questa la condanna chiesta dal pm di Ascoli Piceno Carmine Pirozzoli a carico di Marco Ahmetovic, il rom di 22 anni che nella notte fra il 22 e il 23 aprile scorsi, guidando ubriaco il suo furgone, travolse e uccise Eleonora Allevi, Davide Corradetti, Alex Luciani e Danilo Traini, tutti fra i 16 e i 18 anni. La pena base per il reato di omicidio colposo e' di due anni e sei mesi, ai quali, ha detto il pubblico ministero, vanno aggiunti i sei mesi connessi al reato plurimo. Il pm ha considerato le aggravanti a carico del rom equivalenti alle attenuanti, e chiesto anche che la patente di guida gli venga sospesa per due mesi e dieci giorni.

ZIO ALEX, CONDANNA 4 ANNI? RIDICOLA - "Una richiesta di condanna a quattro anni per Ahmetovic? irrisoria, ridicola...ma che Italia é questa?". Giuseppe Antolini è lo zio di Alex Luciani, uno dei quattro ragazzi di Appignano del Tronto uccisi dal furgone che il rom Marco Ahmetovic guidava ubriaco. Oggi, anche se la famiglia del nipote non si è costituita parte civile al processo, è voluto essere ugualmente in Tribunale, e assistere al processo.

Pakistan, amnistia per Benazir Bhutto

(ansa.it) ISLAMABAD - Il governo del Pakistan accorderà all'ex premier in esilio Benazir Bhutto l'amnistia riguardo all'accusa di corruzione. Lo ha annunciato oggi un ministro del governo di Islamabad.

"Il governo ha acconsentito a far cadere le accuse di corruzione nei confronti di Benazir Bhutto, ha detto il ministro per le ferrovie, Sheikh Rashid Ahmed. La signora Bhutto, ex premier, in esilio volontario all' estero dal 1999 proprio perché tallonata dalla giustizia pachistana, mercoledì incontrerà a Londra i suoi colleghi del Partito popolare del Pakistan (Ppp), di cui è leader, per decidere se partecipare o meno alle elezioni presidenziali che cominciano sabato, e nelle quali il presidente pachistano, Pervez Musharraf, spera di ottenere un nuovo mandato.

TRAFFICO COCAINA SUDAMERICA-ITALIA, ARRESTI A BARI

(ansa.it) BARI - Un presunto clan mafioso che avrebbe trafficato ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti tra Colombia, Venezuela, Olanda, Spagna e Italia viene smantellato dai carabinieri del reparto operativo che stanno eseguendo a Bari e in provincia 14 ordinanze di custodia cautelare in carcere. Le misure restrittive sono a carico di presunti promotori, luogotenenti e affiliati al clan capeggiato da Eugenio Palermiti, accusati di aver monopolizzato i traffici illeciti in alcuni Comuni dell'hinterland a sud di Bari.

I carabinieri ritengono di aver accertato che il sodalizio mafioso tra il 2002 e il 2003 ha trafficato circa 100 chilogrammi di cocaina sulla rotta Sudamerica-Bari, e circa 25 mila pasticche di ecstasy tra l'Olanda e il capoluogo pugliese. Nei confronti di promotori, luogotenenti e affiliati al sodalizio mafioso carabinieri e militari della Guardia di Finanza stanno eseguendo un provvedimento di sequestro di beni mobili e immobili per un valore di circa dieci milioni di euro. Nell'inchiesta, coordinata dal pm della Dda di Bari, Desiré Digeronimo, sono indagate complessivamente 23 persone, a vario titolo, per associazione mafiosa, traffico internazionale di sostanze stupefacenti, due tentativi di omicidio, e detenzione e porto di armi da guerra.

IL CASO TOBAGI E LA LIBERTÀ DI INFORMAZIONE.

Appello di solidarietà ai giornalisti condannati

Obiettivo: sollecitare la politica a rivedere le norme che, come nel caso di Magosso e Brindani, portano alla condanna chi firma un'intervista a un protagonista di una determinata vicenda.

Breve riassunto dei fatti

Il 20 settembre 2007, presso il Tribunale di Monza, il giornalista Renzo Magosso e l'ex direttore del settimanale "Gente", Umberto Brindani, sono stati condannati a seguito di una querela per diffamazione presentata dal generale dei carabinieri in pensione Alessandro Ruffino e dalla sorella del generale Umberto Bonaventura da tempo deceduto.

Scarico' canzoni dal web, assolto

I giudici hanno accertato che si tratto' di uso personale

(ANSA) - MILANO, 28 SET - Un 29enne, imputato per aver scaricato 670 canzoni in formato Mp3 e 2 film in formato Avi, e' stato assolto dai giudici di Milano. Questi ultimi hanno accertato che si tratto' di uso personale e non a fini di profitto. Per il giovane, residente a Limbiate (Varese), la pubblica accusa aveva chiesto una condanna a 7 mesi di reclusione. Al giovane, nel 2004, fu perquisita l'abitazione dalla polizia postale che gli sequestro' il computer.

COLTIVARE MARIJUANA IN CASA NON E' REATO

(ansa.it) CAGLIARI - Coltivare due piantine di marijuana nel terrazzo della propria casa non è reato. Ma solo se si dimostra che la piantagione serve a soddisfare le esigenze personali di consumo di stupefacenti. Il Tribunale di Cagliari questa mattina ha assolto un giovane che era stato denunciato dai Carabinieri lo scorso agosto, perché, a seguito della perquisizione della sua abitazione, erano state trovate due piante di marijuana. L'imputato, giudicato col rito abbreviato, è stato assolto perché il fatto non sussiste.

Le motivazioni si conosceranno tra trenta giorni ma è probabile che il giudice abbia accolto le argomentazioni del difensore, l'avv.

OCCUPARE UNA CASA POPOLARE NON SI COMMETTE REATO SE SI E' INDIGENTE

(Rainews24) Roma 
CASSAZIONE: L'INDIGENTE CHE OCCUPA UNA CASA POPOLARE NON COMMETTE REATO

Cassazione
Non commette reato chi, in situazione di grave indigenza, occupa abusivamente una casa popolare. Il diritto alla casa e' un "bisogno primario".  Tanto piu' se lo stato di necessita' e' aggravato dalla presenza di un minore. E' quanto affermato dalla Corte di Cassazione che, con la sentenza 35580 di oggi, ha accolto il ricorso di una romana che, assieme al figlioletto, aveva occupato un appartamento dell'Iacp.

OMBRE E MISTERI DOPO 37 ANNI SU MORTE CINQUE ANARCHICI

Saveria Gigliotti

(ansa.it) CATANZARO - Archiviato come incidente automobilistico, a distanza di 37 anni ci sono ancora dubbi sulla dinamica dello scontro autostradale che, nella notte tra il 26 ed il 27 settembre 1970, portò alla morte dei cinque giovani anarchici calabresi, Gianni Aricò, Angelo Casile,  Franco Scordo, Luigi Lo Celso e della moglie tedesca di Aricò, Annalise Borth.

Per cercare di comprendere il contesto in cui avvenne l'incidente ed il perché ci siano dubbi sulla sua dinamica, bisogna fare un passo indietro.

L’India potrà continuare a produrre farmaci per i Paesi in via di sviluppo.

Bocciato il ricorso della Novartis contro la legge Indiana sui brevetti. Il sollievo di milioni di medici e pazienti.

(msf.it) New Delhi/Roma, 6 agosto 2007 - L’Alta corte di Chennai ha emesso una sentenza storica che preserva la legge Indiana sui brevetti e dà torto alla multinazionale farmaceutica svizzera Novartis, che voleva far dichiarare illegittima la normativa che consente alle industrie indiane di produrre equivalenti generici di farmaci essenziali e salva-vita, finanziariamente accessibili per i Paesi in via di sviluppo.

Cassazione: nelle coppie non esiste il diritto all'amplesso

(ansa.it) ROMA - Non si puo' esigere dal partner, sia all' interno del matrimonio sia nell' ambito di una convivenza, alcun tipo di prestazione sessuale, specie se con forme di prepotenza, in quanto non esiste - all' interno dei rapporti di coppia - "un diritto all' amplesso". Lo sottolinea la Cassazione, condannando per violenza sessuale un marito che aveva costretto la moglie - dalla quale e' ora separato - ad avere un rapporto sessuale. La Suprema corte - confermando la condanna per stupro e sequestro di persona - ha respinto la tesi dell' uomo, Giuseppe Z., in base alla quale nell' ambito di una coppia e' da ritenersi che ci sia sempre "un consenso putativo" per il partner al rapporto sessuale. Con questa decisione i supremi giudici della terza sezione penale (sentenza 35408) hanno confermato il verdetto emesso nel maggio 2006 dalla Corte d'appello di Reggio Calabria.

CIRIO: A GIUDIZIO CRAGNOTTI, FIORANI E GERONZI

(ansa.it) ROMA - Oltre a Cesare Geronzi, Sergio Cragnotti e Giampiero Fiorani, sono stati rinviati a giudizio altri 32 imputati per il crac Cirio. Prosciolti invece dalle accuse, nove imputati tra cui gli ex dirigenti del San Paolo Imi, Rainer Masera, Massimo Mattera e Luigi Maranzana. Assolto l'unico imputato che aveva fatto ricorso al rito abbreviato, Antonio Petrucci ex componente del collegio sindacale di Cirio holding. Il processo comincerà il 14 marzo prossimo davanti alla prima sezione penale del Tribunale. Rinviati a giudizio anche i familiari di Cragnotti, i figli Andrea, Elisabetta e Massimo, il genero Filippo Fucile, e la moglie Flora Pizzichemi.

CHIESTO RINVIO A GIUDIZIO PER MORATTI E GALLIANI

(ansa.it) MILANO - La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per il presidente dell'Inter Massimo Moratti, il vicepresidente Rinaldo Ghelfi e l'ex dirigente Mauro Gambaro, e l'ex amministratore delegato e vicepresidente vicario del Milan, Adriano Galliani indagati nell'ambito dell'inchiesta sul falso in bilancio condotta dal pm Carlo Nocerino. La richiesta di rinvio a giudizio è partita nei giorni scorsi dall'ufficio di Pm per essere inoltrata al Gup.

MILAN, ASSOLUTA ESTRANEITA' GALLIANI
La corretteza dei bilanci societari e, quindi, l'''assoluta estranieta'' di Adriano Galliani ai fatti contestati dalla Procura di Milano nella richiesta dui rinvio a giudizio sono stati ribaditi dal Milan con una nota ufficiale.

Parmalat, pm Milano valuta ipotesi truffa a danni dello Stato

(ansa.it) MILANO - Il pm Francesco Greco ha chiesto la sospensione del processo per il crac Parmalat in corso a Milano nel quale, tra gli imputati figura anche il patron del gruppo Calisto Tanzi, in quanto dovrà valutare se contestare eventualmente ad alcuni degli indagati il reato di truffa ai danni dello Stato. La richiesta è stata avanzata nell'udienza di oggi, dedicata al controesame dei consulenti di Bank of America. I giudici della prima sezione penale del Tribunale hanno concesso la sospensione e hanno rinviato il processo al prossimo 1 ottobre.

PM, DA VISCO PRESSIONI INDEBITE SU COMANDANTE GDF

(ansa.it) ROMA - "E' pacifico che il viceministro Visco abbia tentato di ottenere il trasferimento dei quattro ufficiali della guardia di finanza ordinando o cercando di imporre al comandante generale di provvedere in tal senso o comunque esercitando pressioni indebite sullo stesso". E' una delle considerazioni fatte dalla procura di Roma nella richiesta di archiviazione della posizione di Visco per il caso Speciale.

 "Le dichiarazioni rese sul punto dai generali Speciale, Pappa e Favaro (vedi dichiarazioni rese alla procura generale di Milano in sede di procedimento amministrtivo e dichiarazioni rese a questo ufficio) - si legge nel provvedimento di 13 pagine notificato oggi alle parti - appaiono sostanzialmente coerenti con la suddetta ricostruzione".

UNIVERSITA': INCHIESTE AVANTI, PUGNO DURO DI MUSSI

(ansa.it) ROMA - Lo scandalo dei test d'accesso al corso di laurea in Medicina continua a tenere banco. Mentre a Bari domani verranno comunicati i nomi degli studenti indagati, e da Catanzaro sono stati trasmessi a Roma gli atti di annullamento, il ministro dell'Università e della Ricerca Fabio Mussi, ha lanciato un appello affinché "gli atenei siano liberati da corrotti e corruttori".

La procura del tribunale di Bari, dopo l'iscrizione nei giorni scorsi di sette persone nel registro degli indagati, trasmetterà al rettorato dell'università del capoluogo pugliese l'elenco con i nomi degli studenti che hanno tentato in maniera irregolare di superare la prova di ammissione. Studenti a quali sarà annullata la prova sostenuta. L'elenco dovrebbe contenere "tra i 20 e i 30 nominativi" delle matricole che avrebbero ricevuto dall'esterno (con telefonate e messaggi giunti sui loro telefoni cellulari) le risposte ai quiz della prova di accesso. Intanto l'università Magna Grecia di Catanzaro, altro ateneo coinvolto nello scandalo, ha trasmesso al ministero gli atti di annullamento in via di autotutela delle prove di accesso ai corsi di laurea in medicina e chirurgia, odontoiatria e protesi dentaria, e medicina veterinaria.

Rsa, sentenza Tar toscana. Il Governo tragga le conclusioni e segua l'esempio della Regione Piemonte

(aduc.it) Bene la vittoria sulle Rsa, con un'importante decisione del Tar Toscana: le rette di ricovero in Residenze Sanitarie Assistenziali devono essere calcolate con esclusivo riferimento al reddito dell'assistito e i Comuni e le ASL non possono richiedere somme di denaro ai parenti. (1)
Da tempo insieme all'Aduc abbiamo denunciato le prassi illegittime di molti Comuni d'Italia che a fronte di ricoveri di soggetti anziani non autosufficienti o di handicappati gravi, calcolano la quota di retta a carico dell'utente tenendo conto non del suo solo reddito, ma anche del reddito del suo nucleo familiare e ne richiedono il pagamento ai parenti. Prassi che di fatto mette in ginocchio intere famiglie costrette a pagare cifre esorbitanti rispetto al proprio reddito.

"La Ferrari spiata durante il gran premio". E gli sponsor mettono nei guai la McLaren

Dalle motivazioni emerge lo scandaloso comportamento di Stepney. Mandava informazioni agli avversari anche nel corso della gara.
Il portavoce della Vodafone, che versa 150 milioni di euro "Vogliamo parlare con il team per avere un quadro sul futuro"

(repubblica.it) PARIGI - McLaren condannata, piloti salvati: ma è una sentenza che fa discutere. Specialmente dopo la pubblicazione delle motivazioni, dove vengono fuori grotteschi retroscena, rilanciati dalle agenzie internazionali. Alla luce di questo documento, appare scandalosa anche l'assoluzione di Alonso, salvato solo perché ha collaborato. Potrebbe arrivare alla vittoria al Mondiale un pilota che ha compiuto un vero e proprio illecito sportivo.

UNIVERSITA': INCHIESTA LAUREEE FACILI

Il Pm valuta l'audizione del ministro Mussi sulle lauree "facili" che "premiano" l'esperienza.
Convenzioni in due Università private della Capitale in favore di dipendenti ministeriali, appartenenti alle forze dell'ordine o ad ordini professionali


Roma, 13 settembre 2007
. Il ministro dell'università Fabio Mussi potrebbe essere ascoltato dalla Procura di Roma nell'ambito dell'inchiesta avviata sul cosiddetto sistema di "lauree facili" che sarebbe in vigore in almeno due Atenei non statali della Capitale. Il fascicolo era stato aperto, proprio su richiesta dello stesso Mussi dopo un servizio realizzato dal Tg1, il 30 agosto scorso. Al momento comunque il pm Sergio Colaiocco non ha ancora messo in calendario l'audizione del ministro e dei suoi collaboratori. Il dicastero, come organismo, è responsabile del rilascio delle convenzioni attive nelle diverse università. L'indagine - si sottolinea a piazzale Clodio - è ancora contro ignoti e per l'ipotesi di reato d'abuso d'ufficio. La Guardia di finanza, delegata agli accertamenti nelle prossime settimane dovrà depositare un rapporto sulle attività compiute a partire dal servizio del telegiornale, che dovrà essere acquisito dalla Rai. Il servizio tv, 'Dottori a tempo di record', era relativo alle convenzioni attivate dagli atenei in favore di dipendenti ministeriali, appartenenti alle forze dell'ordine o ad ordini professionali. In particolare si metteva in evidenza che, nonostante recenti disposizioni di legge che hanno limitato a 60 il numero dei crediti riconoscibili ai fini della laurea a fronte di esperienze professionali, alcuni Atenei sembrano continuare a concedere un numero di crediti più alto.  (Apcom -Nav 13-SET-07 15:46)

Pena di morte, Pechino frena: "Usarla solo nei casi più gravi"

Un direttiva della Corte Suprema chiede che venga applicata in modo più cauto. "Clemenza con i criminali disposti a collaborare con le autorità anche per reati gravi"

PECHINO - La Cina frena sulle esecuzioni capitali. Una direttiva ufficiale della Corte Suprema, riportata dall'agenzia cinese Xinhua, chiede ai giudici di utilizzare la pena di morte in modo più cauto, applicandola solo ad un numero ristretto di persone condannate per reati gravi.

L'ordine rientra nello sforzo da parte di Pechino di riformare il sistema delle esecuzioni, da sempre nel mirino delle organizzazioni in difesa dei diritti umani che accusano la Cina di detenere il record negativo: 5000 le condanne eseguite nel 2006 secondo Nessuno Tocchi Caino.

"La pena capitale deve essere riservata solo ad un numero estremanente ridotto di chi si è reso responsabile di reati gravi" annuncia il comunicato reso pubblico giovedì dalla Corte Suprema cinese. L'ordine è stato poi comunicato alle corti provinciali.

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