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La vita sta cambiando pelle

Cronaca Nera e Giudiziaria

Cronaca Nera e Giudiziaria: vicende di giustizia, delitti, accuse, nuove leggi, magistratura. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Bologna, Davigo agli studenti di legge: "Emigrate"

Lectio del magistrato in Facoltà, sarcastico e duro con la classe politica ("Gentaglia")

BOLOGNA “E se sapete le lingue, l’alternativa è andare a studiare all’estero ed emigrare. Mi rendo conto di dire una cosa disperata, ma questa è la situazione”. Piercamillo Davigo ha chiuso così la sua lectio magistralis alla Facoltà di Legge davanti a un centinaio di studenti. "Il 93 per cento dei dottori in Giurisprudenza - ha risposto l'ex (da pochi giorni) presidente dell’Anm alla domanda finale di un laureando - fanno gli avvocati, la metà di loro guadagnando meno di un call center. E' un mestiere che si è proletarizzato. Per conquistare uno dei 250 posti da magistrato si impiegano anni e anni di gavetta: una volta a 28 anni potevi già essere magistrato, oggi se ti va bene ci arrivi a 32-33 già stanco. Se siete pronti, questa è la strada che vi aspetta. Altrimenti c'è l'estero".

Parma, i carabinieri sequestrano 1800 litri di latte per l'infanzia

Operazione del nucleo Antifrode in una ditta di trasformazione

Il nucleo Antifrode di Parma, a seguito verifica in un'azienda di trasformazione alimentare con sede nel Parmense, ha sequestrato 126 kg di latte di asina liofilizzato indirizzato alla trasformazione nell’equivalente di circa 1.800 litri di latte destinati all’infanzia.

L’attenzione dei carabinieri si è incentrata sulla carenza degli elementi essenziali - previsti dalle norme di settore - per stabilire la provenienza del prodotto.

L’alimentazione infantile, ricordano i  militari, negli ultimi anni ha attratto sempre più i riflettori del pubblico

 interesse, sia in ragione del particolare utente cui è destinata, sia per la sua strumentalità come mezzo di educazione alimentare, attraverso il quale viene a definirsi il rapporto con il cibo fin dai primi anni di vita.

La sicurezza dell’alimentazione dei piccoli consumatori è "un bene prezioso e prioritario, in relazione ai molteplici fabbisogni nutrizionali specifici e alla delicatezza delle plurime implicazioni della salute dei bambini". 26 aprile 2017

Fonte link parma.repubblica.it 

DENUNCE A RAFFICA CONTRO POLITICI, AMMINISTRATORI E BANCHIERI

Alberto Micalizzi

Le denunce ed i ricorsi alla magistratura per la difesa degli interessi nazionali stanno aumentando. Sino ad oggi abbiamo assistito ad iniziative di singoli gruppi o di singoli individui, che hanno dato vita o supportato indagini penali ed iniziative di risarcimento per danni erariali e di altro genere.

Denunce per manipolazione di mercato, per derivati truffa, per usura bancaria, per attentato alla Costituzione, per favoreggiamento etc. hanno coinvolto pochi ma decisi attivisti che in taluni casi hanno aperto varchi importanti ed impensabili fino a pochi anni fa.

Tuttavia questo non basta più. Dobbiamo alzare il livello della sfida rendendo sistematica ed incessante l’azione di denuncia di qualsiasi azione materiale o potenziale che i dirigenti pubblici, i politici ed i grandi speculatori compiono in violazione degli articoli fondamentali della Costituzione, nonché di disposizioni di legge civile e penale.

Dunque, sotto la guida del Prof Paolo Maddalena, ispiratore del circuito “Attuare la Costituzione”, abbiamo costituito un Gruppo di intervento giuridico nazionale. Si tratta di uno dei passaggi fondamentali nella costituzione della forza popolare su cui stiamo operativamente lavorando da due anni e che culminerà con la tappa di “Attuare la Costituzione” di Napoli del 14 Maggio prossimo, a seguito della quale si darà una struttura operativa territoriale.

Abbiamo compreso che per combattere efficacemente la speculazione finanziaria, che sta distruggendo il nostro popolo ed il nostro territorio, non basta diffondere le idee ma è necessario agire sul piano giudiziario per difendere l’appartenenza del territorio al popolo e rendere effettivo il principio che gli amministratori pubblici sono gestori e non proprietari dei beni.

Comune di Parma perde causa di lavoro: risarcito il dirigente Giovanni De Leo

Spunta un altro debito fuori bilancio di oltre 61mila euro a carico del Comune di Parma, che ha perso un contenzioso di lavoro con un dirigente che nel 2014 ha promosso una causa per risarcimento danni da demansionamento. La delibera è approdata giovedì pomeriggio nella seduta di commissione congiunta Bilancio e Garanzia e controllo.

Nell'atto non si cita il nome del dirigente, ma è emerso che si tratta dell'ingegner Giovanni De Leo, già responsabile unico del progetto della metropolitana e poi a capo di Metro Parma come amministratore unico, trasferito nel novembre 2012 dalla giunta Pizzarotti dal settore Infrastrutture pubbliche al servizio Tributi ed entrate. De Leo aveva chiesto un risarcimento di circa 300mila euro.

Il giudice del Lavoro di Parma ha ritenuto che il provvedimento impugnato non fosse conforme sotto il profilo dell'obbligo motivazionale (ossia, il Comune non avrebbe adeguatamente motivato l'incarico come previsto dalla legge). Si è reso responsabile di un inadempimento contrattuale, quindi è stato riconosciuto un danno da perdita di chances professionali di 61.470 euro, una somma già rivalutata. Il Comune intende proporre appello, ma la sentenza è esecutiva e quindi intanto deve erogare la somma.

L'atto sarà inviato alla Procura della Corte dei Conti dell'Emilia Romagna perché valuti eventuali responsabilità. Questo, però, per il consigliere di opposizione Paolo Buzzi (Fi) non è abbastanza: "Chiedo che siano ricercate le responsabilità amministrative di questo ennesimo debito fuori bilancio e che si riferiscano i nomi in Consiglio comunale, altrimenti questa delibera è inaccettabile".

Lega, processo per truffa sui rimborsi: il pm chiede 4 anni per Umberto Bossi e la confisca di oltre 56 milioni al partito

Umberto Bossi

Nel processo di Genova chieste pene anche per l'ex tesoriere Belsito, due imprenditori e tre ex revisori contabili. Una settimana fa per lo storico leader del Carroccio era arrivata la richiesta di condanna a due anni e tre mesi per appropriazione indebita nel filone milanese dell'inchiesta

Condanna a quattro anni per Umberto Bossi e a quattro anni e sei mesi per Francesco Belsito, l’ex tesoriere del Carroccio. Sono le richieste del pubblico ministero di Genova, Paola Calleri, al termine della presunta maxi truffa ai danni dello Stato sui rimborsi elettorali. Il pm ha anche chiesto la confisca di oltre 56 milioni di euro alla Lega Nord in quanto “percettore delle indebite appropriazioni dei soldi pubblici”, oltre alla condanna a cinque anni ciascuno – più una multa da 17 mila euro – per gli imprenditori Paolo Scala e Stefano Bonet, a due anni e nove mesi per gli ex revisori contabili Diego Sanavio e Antonio Turci, e a due anni e quattro mesi per il terzo revisore Stefano Aldovisi.

Bossi, Belsito e i tre revisori sono accusati di truffa ai danni dello Stato perché chiesero e ottennero dal Parlamento oltre 56 milioni di euro che, secondo l’accusa, hanno usato per scopi personali. Scala e Bonet sono accusati insieme con l’ex tesoriere di riciclaggio, perché avrebbero collaborato al trasferimento oltreconfine di parte dei soldi ottenuti. Gli atti che hanno portato al processo, cominciato a Genova il 23 settembre scorso, erano arrivati in tre stralci da Milano, che aveva giudicato il tribunale del capoluogo ligure come competente per questi reati.

Ddl contro fake news, Gambaro (AL-A) si difende: “Nessun bavaglio al web”. Ma tornano i rischi per i blog

Alberto Sofia

Non è certo la prima volta che vengono evocate norme ad hoc per internet e la blogosfera. Eppure, nonostante le denunce di giuristi e associazioni di settore, i vecchi spettri sono tornati. Compresa l’estensione dell’obbligo di rettifica anche per i blog, pena sanzioni pecuniarie. “Non vogliamo mettere un bavaglio al web. Niente censura, non vogliamo mettere sceriffi, ma normare quello che è diffuso e non ha regole. E non cambia nulla per i giornalisti”, si è difesa la senatrice Adele Gambaro, tra i proponenti di un testo bi-partisan, firmato da esponenti di quasi tutti i gruppi parlamentari (al momento, mancano quelli del M5S). Eppure, al di là delle rivendicazioni di chi ha presentato il ddl, il testo si scaglia contro blog e forum.  Oltre a prevedere “all’atto dell’apertura di una piattaforma informatica destinata alla pubblicazione o diffusione di informazione“, non soggetta alla legge sulla stampa, la comunicazione al tribunale, prevede anche gli obblighi di rettifica, come si legge all’articolo 4 del testo di legge. Si spiega poi come queste devono essere pubblicate “non oltre due giorni da quello in cui è avvenuta la richiesta” e che la mancata ottemperanza è punita con la “sanzione amministrativa da 500 a 2000 euro”. Normative già contestate in passato, che rischiano di mettere in pericolo la libertà della rete. 15 febbraio 2017

Fonte Link ilfattoquotidiano.it 

Anac, il governo ridimensiona i poteri di Cantone: cancellata norma per intervenire prima dei giudici

Lo hanno silenziato con un rapido tratto di penna. Anzi di gomma. È bastato cancellare un comma dal nuovo codice degli appalti per ridimensionare i poteri dell’Autorità nazionale Anticorruzione di Raffaele Cantone. Come racconta l’Huffington Post, infatti, il consiglio dei ministri ha approvato le disposizione integrative e correttive al nuovo codice degli appalti. Solo che dentro c’era anche una norma piccola piccola con un effetto enorme: cancellare i poteri che consentivano a Cantone di intervenire nei casi di irregolarità senza aspettare il giudice ordinario.

Una prerogativa che era stata riconosciuta all’Anticorruzione un anno fa. Dopo gli scandali di Mafia Capitale e di Expo, viene approvata in pompa magna la legge delega con il nuovo codice degli appalti. Al comma 2 dell’articolo 211 ecco i nuovi poteri di Cantone: “Qualora l’Anac, nell’esercizio delle nuove funzioni, ritenga sussistente un vizio di legittimità in uno degli atti della procedura di are invita mediante atto di raccomandazione la stazione appaltante ad agire in autotutela e rimuovere altresì gli eventuali effetti degli atti illegittimi, entro un termine non superiore a 60 giorni. Il mancato adeguamento della stazione appaltante alla raccomandazione vincolante dell’Autorità entro il termine fissato è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria”.

Ivrea, tumore al cervello per uso eccessivo del telefonino: Inail condannata a pagare, "l'uso scorretto provoca il cancro"

Un dipendente Telecom colpito da neurinoma dopo aver utilizzato il cellulare più di tre ore al giorno. Il tribunale riconosce la correlazione e la rendita vitalizia per malattia professionale

di SARAH MARTINENGHI

Si era ammalato di cancro per colpa del telefono cellulare usato per 15 anni per più di tre ore al giorno, e ora l’Inail è stata condannata a pagare la rendita perpetua per il danno sul lavoro subito da un dipendente della Telecom.  “La sentenza riconosce il legame causale tra un tumore al cervello e l’uso di un telefono cellulare” spiegano gli avvocati Renato Ambrosio e Stefano Bertone che hanno vinto la causa. Il verdetto è stato emesso dal giudice Luca Fadda del tribunale di Ivrea l’11 aprile.

Fallimento Spip, a giugno l'asta dei terreni

Al via le offerte per 12 lotti da 1.500 ettari in località Ugozzolo, stimati quasi 15 milioni di euro

I terreni di Spip, la società partecipata del Comune di Parma fallita nel 2013 con un buco di 100 milioni di debiti, vanno all'asta. Il 7 giugno è stata fissata la vendita senza incanto degli immobili situati in località Ugozzolo, nei pressi di sara Traversante di Paradigna e facenti parte del piano urbanistico denominato "Ca' Rossa".

Si tratta di 12 lotti con una superficie catastale complessiva di 1.487 ettari, del valore  stimato di 14 milioni 876mila euro più imposte di legge (valore minimo 700mila euro, massimo 2,1 milioni). 

Le offerte dovranno pervenire presso lo studio del notaio Carlo Maria Canali

 entro le ore 12 del 6 giugno 2017, le buste saranno aperte il giro successivo alle 15. In caso di pluralità di offerte per lo stesso lotto si procederà all'asta con rialzi minimi di 10mila euro. Per informazioni è possibile contattare i curatori del fallimento Antonella Lunini, 0521964898 e Roberto Paterlini 0521283020.

Fonte Link parma.repubblica.it 

Barnard-Musu: denunciare il Golpe Finanziario, metterci la faccia e cambiare l’Europa.

Barnard-Musu: denunciare il Golpe Finanziario, metterci la faccia e cambiare l’Europa.

Oggi alle ore 18,50, presso la caserma dei Carabinieri di via Paolo Poggi 70 a San Lazzaro di Savena, ho denunciato il Golpe Finanziario e i suoi golpisti italiani. Ora fatelo anche voi. Mettiamoci la faccia, basta chiacchiere. Da oltre dieci anni io denuncio il Vero Potere e i suoi crimini. Da due anni scrivo e dimostro che siamo ora vittime di un vero Golpe Finanziario criminale e che alcuni politici italiani ne sono corresponsabili. Partii accusando di golpismo i governi tecnici degli anni ’90, poi Prodi e D'Alema, e infine Napolitano e Monti oggi. L’avvocato cagliaritano Paola Musu ha avuto il pregio di raccogliere il mio lavoro e di fornirgli il supporto nell’ordinamento penale italiano che gli mancava. Essa stessa ha poi sporto denuncia.

Ho ripreso il suo testo e l’ho integrato delle parti mancanti che sono lo specifico del mio lavoro. Ve lo copio qui sotto. Potete usare quello per sporgere denuncia, o modificarlo. Ma fate attenzione a non inserire dettagli poco fondati, perché in tal modo perderemmo di credibilità facilmente. Le denunce possono essere depositate in Procura o presso una stazione dei Carabinieri in presenza di un ufficiale giudiziario.

Questo sarà un altro capitolo decisivo nella lotta contro il mostro Neoliberista, Neoclassico e Neomercantile che ci sta distruggendo. Qui ci distingueremo ancora una volta dai sindacati parrocchiani, venduti e indecorosi d’Italia, dagli intellettuali vili e opportunisti, dall’inutilità della cosiddetta società civile attiva delle ‘belle anime’. Noi denunciamo il crimine, li chiamiamo criminali e ci mettiamo la faccia.

INTERVISTA ALL'AVVOCATO PAOLA MUSU sull'esposto a difesa della Costituzione e dello Stato

La Procura Regionale della Corte dei Conti del Lazio ha aperto un fascicolo istruttorio su un esposto, protocollato in data 01.04.2014, a firma dell'Avv.Paola Musu del Foro di Cagliari. Nell'esposto, in una strenua e circostanziata difesa della Costituzione e dello Stato, così come costituzionalmente inteso, vengono evidenziate consistenti e pesanti eccezioni di incostituzionalità sui trattati europei e su diversi atti normativi di fonte comunitaria, nonché sull'introduzione dell'euro e sulla correlata normativa interna di attuazione, sulle privatizzazioni (incluse quelle bancarie), sull'ultimo regolamento di attuazione dell'unificazione bancaria, sino ad arrivare al decreto legge c.d. "Bankitalia", del novembre 2013, convertito nella legge n.5 del 29 gennaio 2014, nonché alla richiesta, alla Procura stessa della Corte dei Conti, di verifica di un consistente corpus di atti coperti da divieto di accesso nel 1995, in deroga alla legge n.241/90, che comprendono, tra l'altro, l'analisi dei flussi finanziari e la composizione del debito pubblico.

Bando dell'acquedotto truccato: cinque persone arrestate a Fidenza (PR)

Coinvolto il presidente regionale di Confartigianato Marco Granelli. La reazioni di EmiliAmbiete e Comune di Fidenza

I carabinieri della compagnia di Fidenza, su richiesta della Procura di Parma e su disposizione del gip del tribunale, nella mattinata di martedì hanno posto agli arresti domiciliari cinque persone per i reati di violazione e utilizzo di segreti d'ufficio, turbata libertà d'incanto e falsità ideologica e materiale.

La vicenda riguarda un tentativo di cambiare le buste d'offerta in fase avanzata di gara per un bando da 8 milioni e 500mila euro emesso da Emiliambiente, società pubblica che gestisce il sevizio idrico di 11 Comuni del Parmense, tra cui Fidenza.

Coinvolti il presidente, il vicepresidente e due impiegati del consorzio Coimpa di Parma (che conta 17 soci, sede in piazzale Badalocchio a Parma), che avrebbe partecipato al bando prendendo accordi illeciti con il presidente della commissione di gara e direttore di Emiliambiente.

Agli arresti domiciliari sono finiti Marco Granelli (nella foto), salsese, numero uno del Consorzio imprese parmensi e attuale presidente regionale di Confartigianato, Dino Pietralunga, direttore di Emilia Ambiente, Aldo Toscani, vice presidente di Coimpa e due dipendenti dello stesso consorzio: Stefano Ghidini e Aldo Perlini.

L'indagine è scattata lo scorso luglio grazie a una denuncia della commissione di gara, composta da quattro membri tra cui il direttore Pietralunga, responsabile unico del procedimento.

Arrestato il direttore provinciale dell'Agenzia delle Entrate di Genova Walter Pardini. Era appena uscito dalla Manuelina a Recco

L'operazione è avvenuta ieri sera. Fermato mentre prendeva la tangente, in manette anche altre tre persone

di GIUSEPPE FILETTO e STEFANO ORIGONE

Arrestato il direttore provinciale dell'Agenzia delle Entrate, Walter Pardini. L'inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Vittorio Ranieri Miniati e dal sostituto procuratore Massimo Terrile. Le indagini sono affidate al Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza. La contestazione è quella di corruzione.

L'arresto è avvenuto in flagranza ieri sera alle 23.30 all'uscita del ristorante Manuelina di Recco, dove Pardini avrebbe appena incassato una tangente da 7500 euro da un avvocato e da due commercialisti. I tre professionisti lavorano per un'azienda campana di vigilanza, la Securpol, che ha aperto un contenzioso con il Fisco e che avrebbe trasferito la sua sede a Genova, appositamente per poter avvicinare Pardini.In manette sono finiti i commercialisti Massimo Alfano e Francesco Canzano, e l'avvocato Luigi Pelella, esponente di Forza Italia, tutti napoletani, mentre un ulteriore 57enne professionista genovese è indagato a piede libero in concorso.

Per tutta la mattinata si sarebbero protratte le perquisizioni nel suo ufficio in via Fiume. Secondo gli investigatori non sarebbe stata la prima volta che Pardini intascava soldi. Il direttore si era insediato a Genova ai primi di gennaio del 2016 ed era arrivato da Livorno dove aveva ricoperto lo stesso incarico.

Fonte Link repubblica.it 

Legge anti slot senza decreto attuativo: e in un anno ce ne sono 30 mila in più

407 mila le slot machine disseminate in tutta Italia al 31 dicembre scorso, per la precisione erano 407.390. Una macchinetta ogni 147 italiani. Con il boom dell'online, l'azzardo

Sergio Rizzo

C’è chi chiede di tassare ferocemente il gioco d’azzardo per combattere la povertà (Andrea Orlando) e chi di vietarlo tout court (Ignazio Messina, segretario dell’Italia dei Valori). C’è chi annuncia uno stanziamento monstre per combattere la ludopatia dilagante (Nicola Zingaretti) e chi il taglio di 130 mila slot machine (Paolo Gentiloni). Risultato: invece di diminuire, le macchinette aumentano.

Al 31 dicembre del 2016 ce n’erano 407.390. Una ogni 147 italiani. Il bello è che una norma approvata ormai più di 15 mesi fa nella legge di Stabilità 2016 stabilisce che quel numero si debba ridurre fino ad attestarsi alla fine del 2019 su un livello inferiore del 30 per cento a quello rilevato il 31 luglio 2015. Quel giorno le slot disseminate in sale, bar e tabaccherie risultavano 378.109. Ossia ben 29.281 meno di quelle che risultavano a dicembre 2016. Che cosa è successo?

Sappiamo che dopo un anno e tre mesi il decreto ministeriale attuativo di quella norma incredibilmente non è stato ancora emanato. Ma non può essere soltanto questa la ragione. C’è chi sostiene, per esempio, che bisogna calcolare pure le macchinette in magazzino. Piuttosto curioso, considerando che la stessa Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha chiarito un anno fa in una risposta a un articolo del Corriere nel quale già si segnalava l’aumento degli apparecchi, che quel numero di 378.109 «comprende sia gli apparecchi in esercizio sia quelli in magazzino». Il che fa venir meno anche l’ultimo alibi.

Il Governo scioglie il Comune di Lavagna per infiltrazioni mafiose

Nel giugno 2016 arrestati il sindaco Sanguineti e l'ex parlamentare Mondello

Luca Garibaldi, vicecapogruppo Pd in Regione Liguria e segretario Pd Tigullio, Alessio Chiappori, vicesegretario Pd Tigullio, Marco Ostigoni, segretario Circolo Pd Lavagna intervengono sullo scioglimento per mafia del consiglio comunale di Lavagna affermando che "la decisione presa oggi dal Consiglio dei Ministri conferma che bisogna approfondire ulteriormente ciò che è accaduto a Lavagna e che non ci sono ancora le condizioni per svolgere regolari elezioni. Segno che il condizionamento e la presenza della criminalità organizzata in questo territorio sono ancora forti e radicati".

Secondo gli esponenti del Pd "è la prima volta che succede nel Levante ligure e si tratta di una decisione di portata storica. A giugno dell'anno scorso dall'inchiesta "Conti di Lavagna" che aveva portato al coinvolgimento del sindaco e della sua maggioranza (e successivamente alle loro dimissioni) erano emersi indizi su potenziali rapporti tra politica e criminalità organizzata con scambi, condizionamenti delle elezioni comunali, favori e interessi illeciti".

"Antibiotici e soda in Parmigiano e Grana falsi": 27 indagati.

Forme di Formaggio

"Antibiotici e soda in Parmigiano e Grana falsi": 27 indagati

"Utilizzavano latte per la produzione di formaggio atto a divenire Parmigiano Reggiano Dop e Grana Padano Dop contenente residui di antibiotici, aflatossine, nonché immettevano nella panna della soda (idrossido di Sodio), detenendo tali prodotti per la loro successiva commercializzazione".
Sono queste le lapidarie parole pronunciate dal sostituto Procuratore di Reggio Emilia Maria Rita Pantani: le accuse sono nei confronti di 27 persone che, secondo la ricostruzione della Procura, avrebbero gestito un presunto giro di formaggio contraffatto. Tra gli indagati ci sono anche due casari della provincia di Parma, oltre ai dipendenti di una ditta, semplici casari ma anche due rappresentanti del Consorzio di Tutela del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano, all'epoca dei fatti, Giuseppe Alai e Stefano Berni. Dodici dei ventisette indagati sono accusati di associazione a delinquere e hanno quasi tutti ruoli in una ditta che si occupa di esportare il Parmigiano Reggiano, il principale esportatore italiano. 

Carcere di Parma, Pagliari (Pd) interroga il Governo: "Serve un direttore a tempo pieno"

Sovraffollamento, con 590 detenuti per una capienza di 468 persone, e dal 2011 l'assenza di un direttore in servizio con assegnazione fissa. Sono queste le criticità del carcere di Parma messe in luce dal Senatore PD Giorgio Pagliari, che sul tema ha deciso di interrogare il Ministro della Giustizia. “Il Garante per i detenuti di Parma ha sottolineato che l'assunzione da parte del direttore del carcere della città dell'incarico di direttore pro tempore del carcere di Firenze è incompatibile con l'alto carico di impegno che tale ruolo richiede – ricorda Pagliari - Ciò metterebbe il Direttore nella condizione di doversi occupare di più di 1.300 detenuti a 250 chilometri di distanza fra i due istituti, mettendo a rischio non solo la qualità del lavoro del Direttore stesso ma soprattutto la vivibilità dei detenuti”. Pagliari ricorda come il carcere di Parma sia composto da sei sezioni di Alta sicurezza, una per detenuti AS1, appartenenti alla criminalità organizzata di tipo mafioso, e cinque per detenuti in AS3, condannati per reati associativi, ospita detenuti in 41 bis, membri della criminalità mafiosa, e altri in media sicurezza oltre ad 80 ergastolani e un ospedale con 20 posti, aperto a carcerati in grave stato di salute provenienti da altre strutture. Un carico di lavoro incompatibile con la direzione del carcere di Sollicciano dove, ricorda ancora Pagliari, “sono presenti 744 detenuti (494 i posti regolamentari) e 485 agenti di polizia penitenziaria (696 quelli previsti)”.

Pagliari chiede dunque di sapere se il Ministro “non intenda intervenire per dare all'Istituto di Parma un direttore in via definitiva in grado di poter così affrontare i gravi problemi di affollamento e migliorare così la vita dei detenuti”.

Terzo Valico, indagati Pietro Salini e il savonese Lombardini

Genova- I magistrati lo accusano d’essere il “mandante” di quattro appalti truccati per la realizzazione del Terzo valico ferroviario Genova-Milano, e gli hanno notificato un avviso di garanzia per turbativa d’asta.

L’iscrizione al registro degli indagati di Pietro Salini, 59 anni tra pochi giorni, amministratore delegato del colosso Salini-Impregilo ovvero la più grande impresa di costruzioni italiana, fa compiere all’inchiesta un salto importante. Salini infatti è leader d’un gruppo che ha 35 mila dipendenti attivi in 50 paesi e fattura oltre sei miliardi all’anno; ha ottimi rapporti con Matteo Renzi e la sua società ha l’incarico per realizzare il ponte sullo Stretto, se mai si farà.

Finora la Procura del capoluogo ligure aveva messo nel mirino solo i membri del consorzio Cociv, general contractor per progettazione e costruzione del Terzo valico stesso. Cociv è formato per il 64% da Salini Impregilo, 31% Società condotte d’acqua e 5% Civ. Pur essendo un’aggregazione di aziende private, gestisce e gestirà nel complesso 7 miliardi di soldi pubblici, da distribuire con una serie di maxi-lotti ad altre ditte. Secondo i magistrati e la Guardia di Finanza, dietro molte assegnazioni c’era un giro di tangenti e a fine ottobre erano finiti ai domiciliari diversi manager del consorzio: molti erano dipendenti di Salini-Impregilo “distaccati” sul Terzo valico, ma già nell’ordinanza d’arresto il giudice spiegava come il malaffare ai suoi occhi avesse lambito un livello più alto.

UBS rinviata a giudizio in Francia per frode fiscale

Nuova grana giudiziaria per UBS: la banca è stata rinviata a giudizio in Francia per aver instaurato nell'Esagono un vasto sistema di frode fiscale. Lo afferma oggi l'agenzia France Presse (AFP) citando fonti concordanti. 

Nell'ordinanza di rinvio a giudizio, datata 17 marzo, i giudici istruttori responsabili del dossier indicano che UBS va giudicata per "illecito reclutamento di clienti" e "riciclaggio aggravato del provento di fronde fiscale". La sue sede francese - UBS France - è accusata di "complicità".

I magistrati hanno anche disposto il rinvio a giudizio per cinque alti responsabili...

Fonte Link  http://italy.s3.webdigital.hu/notizie/ubs-rinviata-a-giudizio-in-francia-per-frode-fiscale

Usura bancaria con Mps Profumo rinviato a giudizio

Alessandro Profumo a giudizio. L'amministratore delegato di Leonardo/Finmeccanica è stato rinviato a giudizio dal gup Salvatore Bloise del Tribunale di Lagonegro per usura bancaria con i tassi di interesse di Mps. Il processo si aprirà il 23 maggio. La decisione del gup è del primo marzo scorso. Con Profumo sono stati rinviati a giudizio, sempre per usura bancaria, Raffaele Picella, ex presidente della Banca della Campania. Questa vicenda risale al 2014 quando un imprenditore del settore delle concessionarie di automobili presentò una denuncia per l'applicazione da parte di Mps e...

Fonte Link http://italy.s3.webdigital.hu/notizie/usura-bancaria-con-mps-profumo-rinviato-a-giudizio 

Riciclaggio, ordine di arresto per Giancarlo Tulliani. Il gip: "Fini non poteva non sapere"

Il provvedimento restrittivo, emesso nell'ambito dell'inchiesta su Francesco Corallo, non è stato eseguito: il cognato dell'ex leader di An è irreperibile, da anni risiede a Dubai. Fini: "Voglio essere interrogato, querelo per calunnia Laboccetta", che ai magistrati ha dichiarato di averlo fatto incontrare con il "re delle slot"

ROMA - Ordinanza di custodia cautelare in carcere per Giancarlo Tulliani. Al cognato dell'ex presidente della Camera Gianfranco Fini viene contestato il reato di riciclaggio nell'ambito dell'inchiesta sui rapporti (ritenuti illeciti) della famiglia, con il "re delle slot" Francesco Corallo. Il provvedimento, firmato dal gip Simonetta D'Alessandro e sollecitato dal pm Barbara Sargenti e dall'aggiunto Michele Prestipino, non è stato eseguito perché Tulliani è residente da tempo a Dubai. Per la magistratura italiana Giancarlo Tulliani è dunque irreperibile e, come scrive il gip D'Alessandro, da alcune intercettazioni telefoniche sarebbe emerso il suo auspicio di non tornare in Italia "per evitare guai giudiziari". Volontà di Tulliani di restare all'estero evidenziata anche dalle relazioni avviate negli Emirati Arabi.

Anche Fini è indagato per lo stesso reato e la sua posizione, si evince dall''ordinanza di arresto per Tulliani, si complica sulla base di nuove dichiarazioni rese da Amedeo Laboccetta, ex parlamentare che ai magistrati disse di aver fatto conoscere Fini e Corallo. Con una nota, Fini fa sapere di aver dato mandato ai suoi legali di querelare Laboccetta per calunnia, dopo aver chiesto nei giorni scorsi "di essere interrogato dai magistrati".

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