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La vita sta cambiando pelle

Cronaca Nera e Giudiziaria

Cronaca Nera e Giudiziaria: vicende di giustizia, delitti, accuse, nuove leggi, magistratura. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Nucleare, acqua contaminata nel mar Jonio. Sequestrato impianto Itrec di Rotondella (Matera): 5 indagati

Rotondella

I reati ipotizzati nell’inchiesta sono: inquinamento ambientale, falsità ideologica, smaltimento illecito di rifiuti e traffico illecito di rifiuti. Ma lo smantellamento del sito potrà proseguire. L’impianto di Rotondella è gestito dalla Sogin e il sequestro riguarda anche l’impianto "ex Magnox", che si trova nella stessa area

Per evitare che continui lo scarico nel mare Jonio di acqua contaminata proveniente dall’impianto nucleare Itrec di Rotondella (Matera), la Procura della Repubblica di Potenza ha fatto eseguire stamani il sequestro di tre vasche di raccolta delle acque di falda e della condotta di scarico.

I reati ipotizzati nell’inchiesta sono: inquinamento ambientale, falsità ideologica, smaltimento illecito di rifiuti e traffico illecito di rifiuti. Ma lo smantellamento del sito potrà proseguire. L’impianto di Rotondella è gestito dalla Sogin e il sequestro riguarda anche l’impianto “ex Magnox”, che si trova nella stessa area. Le indagini sono cominciate dal “grave stato di inquinamento ambientale causato da sostanze chimiche” – cromo esavalente e tricloroetilene, che sono cancerogene – in cui si trova la falda acquifera sottostante il sito nucleare. Le sostenze sono usate per il riprocessamento di barre di uranio-torio. Nell’impianto sono custodite dagli anni Sessanta 64 barre di uranio provenienti da Elk River (Stati Uniti): il sito è in fase di decommissioning, ma il sequestro “non bloccherà queste attività”.

Tirreno Power, 26 rinviati a giudizio per disastro ambientale e sanitario colposo

Tutti gli imputati, dirigenti e membri del cda dell'ex centrale a carbone di Vado Ligure, andranno a processo. Lo ha stabilito il giudice di Savona. L’inchiesta era culminata con il sequestro della centrale nel marzo 2014 per presunte violazioni all’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale

I dirigenti e i membri del consiglio d’amministrazione di Tirreno Power saranno processati per le accuse di disastro ambientalee sanitario colposo. Lo ha stabilito il giudice di Savona che ha accolto le richieste di rinvio a giudizio di tutti i 26 imputati che erano state formalizzate dai pm Daniela Pischetola e Vincenzo Carusi. Il processo all’ex centrale a carbone di Vado Ligure, che vedrà come parti civili sei associazioni ambientaliste – Greenpeace, Medicina Democratica, Legambiente, Uniti per la salute, Wwf e Anpana – e il Ministero dell’Ambiente, inizierà il prossimo 11 dicembre.

Borotalco e mesotelioma: Johnson & Johnson dovrà pagare 95 milioni di euro di risarcimento


Nel 2016 il 46enne Stephen Lanzo ha fatto causa all'azienda dopo che gli è stato diagnosticato il tumore, che è in genere associato all'esposizione all'amianto

di Simona Marchetti

La Johnson & Johnson e il suo fornitore Imerys Talc dovranno dare altri 80 milioni di dollari (65 milioni di euro) al 46enne Stephen Lanzo, che nel 2016 fece causa alle due aziende dopo che gli venne diagnosticato un mesotelioma (un tipo di cancro che colpisce il rivestimento di alcuni organi e che è in genere associato all'esposizione all'amianto), a suo dire provocato dal borotalco che aveva usato per oltre 30 anni (il talco è un minerale che si trova spesso vicino alle miniere di amianto e diversi studi hanno dimostrato che esiste un rischio di contaminazione incrociata durante l'estrazione). La scorsa settimana una giuria aveva stabilito un primo risarcimento di 30 milioni di dollari (24 milioni di euro) per Lanzo (che è il primo uomo a fare causa per un cancro provocato dal borotalco, visto che le altre denunce riguardavano una possibile correlazione col cancro alle ovaie nelle donne) e di altri 7 milioni (5,7 milioni di euro) per la moglie Kendra, ma mercoledì una seconda giuria ha quasi triplicato l'entità del pagamento.

Le aziende faranno ricorso

Wind Tre, multa Antitrust di 4,25 milioni per pubblicità su fibra ottica e traffico dati: “Condotta omissiva e ingannevole”

Secondo il garante della concorrenza, la società di telecomunicazioni ha omesso "le informazioni sui costi del traffico extrasoglia una volta esauriti i giga inclusi nell’offerta". Nel mirino anche le campagne pubblicitarie per i servizi da rete fissa

Pubblicizzava offerte che garantivano di poter navigare online con lo smartphone senza limiti (ma non era proprio così). E ometteva di indicare tutte le condizioni (e i limiti) della sua fibra ottica. Ora è intervenuta l’Antitrust, che ha multato Wind Tre Spa per 4,25 milioni di euro e ha definito “omissiva e ingannevole” la sua condotta.

Secondo il Garante della concorrenza e del mercato, la società di telecomunicazioni ha omesso “le informazioni sui costi del traffico extrasoglia una volta esauriti i giga inclusi nell’offerta”. Le pubblicità incriminate sono “Free Unlimited Plus” e “Naviga senza pensieri alla massima velocità con la rete 4G Lte di 3” che, sottolinea l’Antitrust in una nota, “hanno lasciato erroneamente intendere ai consumatori che il servizio fosse caratterizzato da un traffico dati illimitato sia in download che in upload“. Una volta finiti i gigabyte proposti da questi pacchetti, infatti, gli utenti si vedevano addebitare dei costi aggiuntivi non segnalati in modo chiaro.

Ma nel mirino dell’Authority sono finite anche le campagne pubblicitarie per la connettività da rete fissa in fibra ottica. Wind Tre, evidenzia l’Antitrust, non ha fornito informazioni sufficienti sulle caratteristiche di questi servizi: dalle aree di copertura della fibra, alle differenze in termini economici e di velocità delle varie offerte. Una condotta, definita “omissiva e ingannevole”, perché “il consumatore, a fronte dell’uso del termine onnicomprensivo ‘fibra’, non è stato messo nelle condizioni di individuare gli elementi che distinguono, in concreto, le diverse tipologie di offerta”.

8 Marzo del 1993 - Auriti denuncia la Banca d'Italia

Il professore profeta che anticipò, in tempi non sospetti, il disastro economico-monetario  dei nostri giorni

L’8 Marzo del 1993 ricorre l’anniversario della denuncia fatta dal Prof. Giacinto Auriti alla Banca D’Italia. Il docente universitario di diritto, è stato il primo  a denunciare pubblicamente la truffa dell’emissione monetaria ai danni del popolo.
Per ricordare questo suo atto riporto integralmente   una registrazione  di un’intervista concessa da Auriti a Radio Radicale nel 2000, che non ha avuto nessun seguito nei mass media nonostante la gravità delle dichiarazioni rilasciate dal professore.
A distanza di più di vent’anni, siamo tutti obbligati  a riflettere profondamente  sulle sue parole,  perché  da uomo che conosceva benissimo i sistemi che dominano il modo, fece dichiarazioni profetiche che oggi nessuno può contestare.
Pertanto il suo messaggio rimanendo  costantemente  attuale deve essere continuamente divulgato per far si che penetri nelle coscienze di tutti, indistintamente dal credo politico o religioso che sia.
Per chi volesse ascoltare il messaggio dalla sua stessa voce questo è il link di riferimento:
(https://www.youtube.com/watch?v=z9CnDC6PX34)

LʼAquila, la Ue chiede la restituzione (immediata) delle tasse sospese dopo il sisma del 2009: "Erano aiuti di Stato"

Protesta unanime di tutte le istituzioni contro le 350 cartelle esattoriali giunte ad altrettanti imprenditori de L'Aquila che impongono la restituzione entro 30 giorni delle tasse sospese dopo il sisma del 6 aprile 2009 a imprese e professionisti del cratere terremotato. La sospensione, infatti, è stata bocciata dalla Commissione europea che ha aperto una procedura d'infrazione per "aiuti di Stato".

Parma, Andrea Costa dovrà risarcire 700mila euro a Stt

Costa era già presente nel circuito pubblico del Comune ai tempi di Elvio Ubaldi Sindaco e già combinava disastri. LB

La decisione del tribunale nei confronti dell'ex capo della società partecipata del Comune

Andrea Costa, manager parmigiano messo alla guida della holding comunale Società di trasformazione del territorio (Stt) nel 2009 dall'ex sindaco Pietro Vignali, dovrà versare 700 mila euro più interessi alla società partecipata.

Lo ha stabilito il tribunale di Parma che ha così decretato la gestione dissennata di Costa.

Tra gli esempi, il contratto di affitto stipulato con la Belforte Real Estate di Parma per insediare Stt nell'ex sede Parmacotto in via Conforti, salvo, pochi mesi dopo, rescindere - senza informare il cda e protocollare la disdetta - la locazione (280mila euro annui) e dopo aver speso 200mila euro in lavori di ristrutturazione. I nuovi vertici della holding, informati della disdetta dalla Belforte Real Estate, rimasero in via Conforti fino alla del 2011 pagando una penale di 110mila euro.

Tra le spese contestate anch 60mila euro sborsati per il servizio nell'area hospitality del Tardini ai tempi di Tommaso Ghirardi, una consulenza da 190mila affidata alla società AT Kerney per lo sviluppo della città, un'altra da288 mila euro alla  Bain e Company legato all'agroalimentare, 26mila euro alla Elan International per la ricerca di una segretaria e di un dirigente, 36 mila euro alla Methodos per investimenti media e marketing e 48mila euro alla Gipieffe.

Paolo Maddalena su Poveglia e la Costituzione Italiana

isola di Poveglia
Poveglia
 è un'isola della laguna veneta posta a sud, di fronte a Malamocco lungo il Canal Orfano, che collega la bocca di porto di Malamocco con Venezia. La sua superficie è di 7,25 ettari, è quindi un'isola abbastanza grande nel contesto lagunare. Fonte LINK WIKIPEDIA

Parmigiano Reggiano: Nas sequestra 18 mila forme per sospetta frode in commercio. Coinvolto Carra presidente di Coldiretti Mantova

Sara Rossi

I Nas di Parma hanno sequestrato oltre 18.000 forme di Parmigiano Reggiano per un valore commerciale di circa 10 milioni di euro, presso due caseifici della medesima società agricola, uno a Suzzara in provincia di Mantova e l’altro a Luzzara in provincia di Reggio Emilia, per sospetta frode in commercio. Il presidente del caseificio sotto accusa è Paolo Carra, un personaggio molto noto nel settore, perché ricopre la carica di presidente di Coldiretti di Mantova, oltre a essere presidente di un’altra grande cooperativa  la Virgilio di Mantova (70 caseifici e 2.000 produttori associati). Si tratta di un nome famoso nel settore del Grana Padano e del Parmigiano Reggiano.

La situazione crea qualche imbarazzo a Coldiretti, che da anni conduce battaglie contro le contraffazioni straniere, e adesso si trova con i Nas che ipotizzano la frode in commercio a carico di un’azienda italiana. L’imbarazzo traspare anche per l’assenza di un comunicato stampa da parte di Coldiretti su un evento così grave, visto che l’associazione è solita inviarne 3-4 al giorno.

I Nas, insieme ai vigilatori del Consorzio di tutela, ipotizzano che presso lo stabilimento mantovano siano state utilizzate  fasce marchianti assegnate allo stabilimento situato in provincia di Reggio Emilia. Le fasce marchianti, sono date dal Consorzio per imprimere sulla superficie esterna di ogni forma la scritta a puntini “parmigiano-reggiano”, la matricola, l’annata e il mese di produzione. Si tratta quindi di uno strumento essenziale per l’identificazione e la tracciabilità del formaggio e per evitare che vengano marchiate forme che non possono essere classificate come Parmigiano Reggiano.

Mafie, a Parma sotto sequestro 10 società e 185 immobili

Mafie

I dati forniti dall'Agenzia per i beni confiscati

A Parma più di diecimila persone lo hanno ricordato pochi giorni nella giornata organizzata da Libera. La criminalità organizzata in Emilia Romagna è pù viva che mai nonostante lo strenuo lavoro di contrasto della giustizia e della cosiddetta antimafia sociale.

Una piaga che non conosce confini, da sud a nord, come confermano i dati che seguono. Dall'introduzione della legge Rognoni-La Torre nel 1982 e della confisca allargata nel 1992 al 31 dicembre 2017 lo stock dei beni sequestrati o confiscati alla criminalità organizzata in Italia è di 30.360 immobili, di cui 13.140 destinati e 17.220 in gestione all'Agenzia per i beni confiscati, e di 3.874 aziende (di cui 2.894 in gestione e 890 destinate).

Perquisizione alla sede di Cambridge Analytica. Senato Usa convoca Zuckerberg. E Musk cancella pagine Tesla e Space X

Il Ceo della piattaforma social chiamato a testimoniare in commissione. Dopo lo scandalo, l'imprenditore visionario sposa la campagna #deletefacebook. Non più raggiungibili sul social blu i profili delle sue aziende dedicate a motori e spazio

Un giudice ha autorizzato la perquisizione alla sede della Cambridge Analytica. La società ha acquistato i dati raccolti da oltre 50 milioni di utenti Facebook che sarebbero stati utilizzati per influenzare il voto sulla Brexit e a favore della campagna di Donald Trump. Per Mark Zuckerberg intanto arriva invito formale a testimoniare davanti alla commissione Commercio. "Su base bipartisan, riteniamo necessaria la testimonianza del signor Zuckerberg per capire meglio come la società stia pensando di riguadagnare la fiducia persa, mettere al sicuro i dati degli utenti e smetterla con risposte blande ad una gamma di problemi", ha scritto il presidente della commissione, il repubblicano John  Thune, includendo tra i firmatari della lettera il vice presidente, il democratico Bill Nelson. Zuckerberg, durante un'intervista alla Cnn, si è detto disponibile a testimoniare.

Scandalo Cambridge Analytica, Londra convoca Zuckerberg: "Venga a testimoniare"

La Commissione parlamentare britannica vuole ascoltare il fondatore di Facebook, invitato a chiarire anche davanti al Parlamento europeo. L'agenzia Usa per la tutela dei consumatori apre un'inchiesta. A Wall Street lo scandalo dei dati carpiti agli utenti del social network provoca un'altra caduta per Fb. Intanto la società coinvolta sospende il Ceo

MILANO - Ore movimentate per Facebook tra accuse internazionali, prese di posizione, dimissioni in arrivo e il calo pesante in Borsa. La Commissione parlamentare britannica sulla Cultura, i Media e il Digitale ha convocato Mark Zuckerberg a testimoniare sul caso dello scandalo dell'abuso di dati dai profili del social da parte di Cambridge Analytica, la società che intanto ha annunciato la sospensione dal ruolo di ceo di Alexander Nix "con effetto immediato, in attesa di una indagine indipendente e completa".

Non è chiaro se il capo di Facebook andrà a parlare con le autorità di Londra. Anche il Parlamento europeo attende chiarimenti, ma usa toni meno perentori: "Abbiamo invitato Mark Zuckerberg al Parlamento europeo - scrive in un tweet il presidente. Antonioo Tajani _ .Facebook chiarisca davanti ai rappresentanti di 500 milioni di europei che i dati personali non vengono utilizzati per manipolare la democrazia". La stessa richiesta è stata avanzata dal parlamento tedesco.

P3, per i giudici fu associazione segreta: condannato Carboni

Il tribunale ha inflitto in totale otto condanne. Assolto dall'accusa di aver dato vita alla società segrate Denis Verdini, condannato però a 1 anno e 3 mesi più una multa di 600mila euro per finanziamento illecito

ROMA - Una condanna a 6 anni e mezzo di reclusione per l'uomo d'affari Flavio Carboni e a 4 anni e 9 mesi per l'imprenditore Arcangelo Martino: è quanto hanno stabilito i giudici della nona sezione penale del Tribunale di Roma, secondo i quali i due hanno dato vita ad un'associazione che violava la legge Anselmi sulle società segrete. Quindi la Loggia segreta P3 è esistita, ma, sempre secondo i giudici, il senatore Denis Verdini non ne faceva parte. 

Verdini è stato assolto, quindi, dall'accusa, ma è stato condannato a 1 anno e 3 mesi più una multa di 600mila euro per finanziamento illecito. Accusato di fare parte della società segreta anche il giudice tributarista Pasquale Lombardi, che però è deceduto il 2 marzo scorso.

INCHIESTE/P3, GLI AFFARI SOSPETTI DI VERDINI E DELL'UTRI

• LE ALTRE CONDANNE

Crac Parma, chiusa l'inchiesta per 25 persone: accuse pesantissime

Concorso in bancarotta fraudolenta aggravata, accesso abusivo al credito, truffa, bancarotta documentale: questi i reati individuati dalla Procura di Parma. L'ex presidente Ghirardi e l'ex a.d. Leonardi tra gli indagati

Concorso in bancarotta fraudolenta aggravata, accesso abusivo al credito, truffa, bancarotta documentale: sono i reati per cui la Procura di Parma ha chiuso l'inchiesta a carico di 25 persone per il crac del Parma Calcio, fallito a marzo 2015. L'atto è in notifica agli indagati, tra cui l'ex presidente Tommaso Ghirardi e l'ex a.d. Pietro Leonardi. Tra le accuse, falsificazioni nei bilanci 2010-2014 con operazioni, come compravendite di giocatori, non contabilizzate o contabilizzate in modo errato per milioni. 26 FEBBRAIO 2018 

Fonte Link gazzetta.it


Crac Parma Fc chiuse le indagini: 25 i coinvolti

Illecite falsificazioni contabili e di bilancio: verso il processo l'ex presidente Ghirardi e ad Leonardi, cda e collegio sindacale

Corte dei Conti: Giorgi non poteva essere nominato direttore generale del Comune di Parma

L'incarico, secondo i magistrati, sarebbe stato ottenuto dolosamente. Ipotizzato un danno erariale superiore ai 300mila euro

La temuta pronuncia è arrivata: la Procura regionale della Corte dei conti ha citato in giudizio davanti ai magistrati contabili il sindaco di Parma Federico Pizzarotti e il direttore generale dell’ente Marco Giorgi

La questione investe proprio l’affidamento dell’incarico a Giorgi, provvedimento contestato dai magistrati, che definiscono la nomina una responsabilità amministrativa “a titolo doloso”. 
 
Secondo le norme non possono essere attribuiti incarichi ai vertici d'amministrazioni statali o locali a chi nei due anni precedenti ha ricoperto cariche in enti di diritto privato o finanziati dalla stessa amministrazione che poi attribuisce il nuovo incarico. Giorgi nel novembre del 2013 era stato nominato amministratore unico di Asp (controllata dal Comune), per poi diventare dg nell’agosto 2015.  

“Ha ottenuto l'incarico dolosamente  - continuano i magistrati - dichiarando l'inesistenza di cause ostative e con il concorso del Pizzarotti che glielo ha conferito nella qualità di sindaco”. Il danno erariale ipotizzato sarebbe superiore ai 300mila euro. Il primo cittadino si è tuttavia detto tranquillo. 
 
L’udienza è stata fissata mercoledì 28 febbraio a Bologna. 22 febbraio 2018

Fonte Link parma.repubblica.it

LAV: PROCESSO “GREEN HILL BIS”, TRIBUNALE DI BRESCIA ASSOLVE I DUE VETERINARI ASL

PROCESSO “GREEN HILL BIS”, TRIBUNALE DI BRESCIA ASSOLVE I DUE VETERINARI ASL ACCUSATI DI CONCORSO IN MALTRATTAMENTI, UCCISIONI, OMESSA DENUNCIA E FALSO IDEOLOGICO, E I DIPENDENTI DELL’ALLEVAMENTO DALL’ACCUSA DI FALSA TESTIMONIANZA

LAV: CONTROLLORI ASSOLTI, EPPURE GREEN HILL E’ STATA CONDANNATA FINO IN CASSAZIONE. COME E’ STATO POSSIBILE NON ACCORGERSI DEI REATI, DELLE UCCISIONI E DEI MALTRATTAMENTI? IMPUGNEREMO LA SENTENZA.

Dopo la clamorosa condanna in tre gradi di giudizio e quindi fino in Corte di Cassazione (3 ottobre 2017) dei vertici di Green Hill, l’allevamento di cani beagle destinati alla sperimentazione sequestrato nel 2012 - per maltrattamento di animali e uccisioni senza necessità - il Tribunale di Brescia oggi ha assolto i due medici veterinari Asl che avevano l’obbligo professionale e morale di controllare. Erano accusati di concorso in maltrattamenti, uccisioni, omessa denuncia e falso ideologico. Per i due veterinari Asl, la Procura della Repubblica di Brescia aveva chiesto la condanna a  due anni di reclusione. Assolti anche i dipendenti dall’accusa di falsa testimonianza.

Ior, Cipriani e Tulli condannati dal Tribunale vaticano

«Mala gestione», dovranno risarcire i danni. Il direttore e il suo vice si erano dimessi nel 2013. L’istituto: volontà di perseguire qualsiasi cattiva condotta intrapresa a nostro danno

L’ex direttore generale dello Ior, Paolo Cipriani, e il suo vice, Massimo Tulli, sono stati condannati dal Tribunale del Vaticano. Il promotore di giustizia aveva preannunciato sabato scorso che era «di imminente pubblicazione» la sentenza relativa a «dirigenti apicali dell’Istituto per le Opere di Religione, citati per mala gestio e conseguenti danni da investimenti finanziari altamente onerosi per l’Istituto». E oggi è arrivata la sentenza con tanto di ingiunzione a «risarcire lo Ior dei danni emersi».  

La condanna dei due ex dirigenti dello Ior – dimessisi nel luglio del 2013 e condannati in una distinta vicenda dalla giustizia italiana lo scorso febbraio – conferma «la volontà dello Ior - si legge in una nota dell’Istituto che ha sede nel torrione Niccolò V, diramata in serata dalla Sala Stampa vaticana - di perseguire attraverso procedimenti giudiziari qualsiasi cattiva condotta intrapresa a suo danno, non importa dove e da parte di chi».   

«Con decisione pubblicata quest’oggi, il Tribunale civile dello Stato della Città del Vaticano ha riconosciuto due ex dirigenti di lungo corso dello Ior responsabili di mala gestione», rende noto l’Istituto. «La Corte ha ordinato loro di risarcire lo Ior dei danni emersi. La decisione della Corte è il risultato della causa civile avviata dallo Ior nel settembre 2014 attraverso un’approfondita ispezione degli investimenti finanziari intrapresi dall’Istituto nella prima metà del 2013».   

Il coraggio degli ex falsari del Regio di Parma non ha limiti

Sergio Pellegrini Luigi Boschi

il 25 gennaio 2018 ore 14 udienza a Parma del processo intentato da Sergio Pellegrini (ex OTR -Orchestra Teatro Regio di Parma srl) contro Luigi Boschi per diffamazione. L'eccelso clarinetto marpigiano (della città di Marpa - opera di Luigi Derlindati, edito da Derlo) ha pure chiesto in una querela integrativa il sequestro del socialblog luigiboschi.it
Il coraggio degli ex falsari del Regio non ha limiti! Ma il "fatto non sussiste". Come a Torino per Erri De Luca spero che anche a Parma, il diritto di parola garantito dall'art.21 della Costituzione Italiana, prevalga sulle querele intimidatorie che non smentiscono i fatti avvenuti (scritti e documentati) all'interno del Teatro Regio negli anni di "Parma Capitale della Musica"Parma, 24 gennaio 2018
Luigi Boschi

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Parma, intascava tasse dei master: sequestrati 1,7 milioni al professor Guido Fanelli

Confisca della Procura a carico del dirigente medico accusato di concussione e peculato

di FRANCESCO NANI

Si sarebbe intascato anche i soldi pagati dagli studenti per partecipare ai master universitari. Nuovi provvedimenti giudiziari nei confronti di Guido Fanelli, dirigente medico e professore universitario a Parma (attualmente sospeso dall'incarico) ritenuto a capo dell'associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al riciclaggio e per questo arrestato lo scorso maggio insieme ad altre 18 persone tra medici e imprenditori.

Il Nas di Parma, su richiesta della locale Procura della Repubblica, gli ha confiscato oltre 1,7 milioni di euro che, secondo gli inquirenti, sono provento di corruzione e peculato.

Il sequestro si basa su risultati investigativi che hanno consentito di acclarare, a carico del dirigente medico, la riscossione di grosse somme di denaro quale prezzo di condotte corruttive messe in atto a vantaggio di importati imprese farmaceutiche.

Accertato inoltre come lo stesso Fanelli abbia destinato a fini privati somme derivanti dal pagamento delle quote d’iscrizione a master universitari, delle quali l’indagato aveva la disponibilità in ragione del suo ruolo di direttore della scuola di specializzazione all'università di Parma.


Il sequestro, in fase esecutiva, ha interessato le liquidità, i conti correnti, i beni mobili ed immobili dell’indagato, nonché le 
patrimonialità (autovetture, yacht, appartamenti e conti correnti) riferibili a due società di comodo appositamente allestite per acquisire e quindi disporre del provento dei reati contestati.

Decreto Popolari, De Benedetti: “Compra, ho parlato con Renzi”

di Carlo Di Foggia e Valeria Pacelli 

L’operazione - Nelle carte secretate della procura di Roma la telefonata dell’allora editore di “Repubblica” con il suo broker. Un affare da 600 mila euro. L’Ingegnere seppe in anticipo della riforma e ordinò acquisti in Borsa sulle banche

“Passa, ho parlato con Renzi ieri, passa”. Il 16 gennaio 2015, l’ingegnere Carlo De Benedetti chiama il suo broker Gianluca Bolengo per invitarlo a comprare azioni di banche popolari. L’allora presidente del Gruppo Espresso (che edita Repubblica) gli spiega di aver saputo che a breve il governo varerà la riforma del settore: è stato il premier in persona – dice – a riferirglielo il giorno prima. La clamorosa circostanza è contenuta nella richiesta di archiviazione della Procura di Roma nei confronti di Bolengo, amministratore delegato di Intermonte Spa, indagato per ostacolo alla vigilanza, e consegnata alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche.

‘Ndrangheta, le mani dei boss sui rifiuti dell’Ilva: “Abbiamo preso lo smaltimento del limo. Ci sono dieci viaggi al giorno”

Le conversazioni sono contenute nel fascicolo dell'indagine Stige, che martedì ha portato all'arresto di 170 persone ritenute affiliate o contigue alle cosche calabresi. Secondo il gip, un imprenditore "a disposizione" dei clan aveva vinto un appalto per lo smaltimento "di scarti industriali e rifiuti tossici" provenienti dal siderurgico e il materiale "sarebbe stato poi scaricato in territorio calabrese” 

 

“Stanno facendo lo smaltimento dell’Ilva (…) a Taranto e abbiamo preso tutto il trasporto del limo, del materiale… con i camion e deve venire qua questo materiale, ci sono dieci, dodici viaggi al giorno“. Ci sono due intercettazioni in cui il boss Francesco Tallarico, componente del direttorio della cosca Farao-Mariconcola e responsabile del locale di Casabona, tira in ballo i rifiuti tossici e gli scarti industriali dello stabilimento siderurgico pugliese arrivati in Calabria grazie a un’impresa vicina al clan. Le conversazioni sono state ascoltate dai carabinieri del Ros e inserite nel fascicolo dell’indagine Stige, che martedì ha portato all’arresto di 170 persone ritenute affiliate o contigue alla ‘ndrangheta.

Operazione Stige contro la 'ndrangheta: arrestato a Parma imprenditore Franco Gigliotti

Colpito il clan Farao-Marincola che aveva creato una rete criminale estesa fino alla Germania

Una holding criminale capace di estendere i sui tentacoli dal crotonese fino ad alcuni länder della Germania. Sono 169 le persone arrestate nell’operazione Stige, il maxiblitz contro la 'Ndrangheta  condotto dalla Ddd di Catanzaro e dai carabinieri del Ros e del comando provinciale di Crotone.

La filiera dell’organizzazione criminale della cosa Farao-Marincola ha raggiunto anche il territorio di Parma, dove i militari hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere: in manette Aldo Marincola, 33enne nato in Germania e residente a Parma; Fabio Potenza, 30anni, nato a Cirò Marina (Crotone), residente sempre in città, Vittorio Farao, 40 anni, nato a Cirò Marina, residente a Parma e Franco Gigliotti, 49 anni, nato a Crucoli (Crotone) residente a Parma e domiciliato a Montechiarugolo.

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