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La vita sta cambiando pelle

Cronaca Nera e Giudiziaria

Cronaca Nera e Giudiziaria: vicende di giustizia, delitti, accuse, nuove leggi, magistratura. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Cara di Mineo, procura di Catania chiede processo per 17: c’è anche il sottosegretario Castiglione di Ncd

Sono diciassette le richieste di rinvio a giudizio per turbativa d'asta avanzate dai pm etnei. Al'esponente del partito di Alfano, al sindaco di Mineo Aloisi e a Paolo Ragusa, presidente del consorzio Sol Calatino, è contestata anche la corruzione "per la promessa di voti per loro e i gruppi politici nei quali gli stessi militavano" in cambio di "assunzioni al centro". L’udienza preliminare è stata fissata per il 28 marzo

Promesse di voti in cambio di assunzioni al centro per richiedenti asilo di Mineo. E poi turbativa d’asta nella gara da quasi cento milioni di euro per la gestione dello stesso Cara in provincia di Catania. Sono i reati contestati dalla procura etnea che oggi ha emesso diciassette richieste di rinvio a giudizio per altrettanti indagati coinvolti nell’inchiesta sul centro per richiedenti asilo più grande d’Europa. Tra loro c’è anche Giuseppe Castiglione, sottosegretario all’Agricoltura e leader del Nuovo Centrodestra.

PAOLO SCARPA: GUARDIA ALTA CONTRO LA PENETRAZIONE MAFIOSA

L'Emilia-Romagna è al sesto posto nella classifica nazionale delle regioni con più beni sequestrati alle organizzazioni criminali di stampo mafioso. Stando ai dati diffusi dal ministero dell'Interno lo scorso agosto, a Parma nello specifico sono state sequestrate sei aziende, 54 appartamenti, 78 tra box e magazzini, 16 terreni e sette beni patrimoniali di altro genere. Questi numeri, se da un lato dimostrano la necessità di procedere in tempi rapidi alla assegnazione dei beni per fini pubblici e sociali, dall'altro attestano che la nostra provincia è sempre più un territorio in cui le mafie hanno deciso di investire. L'interesse delle mafie ricade principalmente sul settore immobiliare e su quello finanziario, di conseguenza massima attenzione va posta al lavoro nero nell'edilizia e alle operazioni finanziarie in odore di riciclaggio. Il Comune di Parma, che nel 2014 ha costituito un osservatorio contro le mafie, quali risultati ha raggiunto? Mi pare scarsi, anche in termini di contributi, tenuto conto dell'assenza di attività continuative e di strategie già denunciate dal gruppo consiliare del PD. Credo che su questo fronte convenga impegnarsi di più e in maniera concreta, particolarmente in collaborazione con le sigle sindacali - da sempre sul fronte del contrasto alle mafie - per evitare che, un domani non troppo in là da venire, ci possiamo trovare tutti a piangere sul troppo tempo sprecato senza neppure la forza di reagire.

Enna, piastrelle tossiche dalla Cina: migliaia di pezzi sequestrati

Le mattonelle contengono sostanze come arsenico, nichel, piombo e cromo: cambiano colore e si degradano rivelandosi tossiche per la salute

Scoppia il caso "piastrelle tossiche" a Enna, in Sicilia. La Gdf ne ha sequestrate migliaia, contenenti sostanze come arsenico, nichel, piombo e cromo. Si tratta di piastrelle per pavimenti, provenienti dalla Cina, che cambiano colore e si degradano, rivelandosi altamente tossiche e nocive alla salute. Secondo l'Arpa "l'esposizione delle persone alle polveri generate dal calpestio delle mattonelle è causa di danno nel lungo periodo".

LAV, SARDEGNA: UCCIDERE LE PECORE “VECCHIE” PER FRENARE IL PREZZO DEL LATTE? E’ REATO!

SARDEGNA: UCCIDERE LE PECORE “VECCHIE” PER FRENARE IL PREZZO DEL LATTE? E’ REATO! 

LAV A GIUNTA E CONSIGLIO REGIONALE: “NO AGLI ABBATTIMENTI PROPOSTI CONTRO CRISI COMPARTO LATTE. SOPPRIMERE ANIMALI E CON 4 MILIONI DI EURO PUBBLICI PER CONTRASTARE SOVRAPRODUZIONE E’ UCCISIONE NON NECESSITATA, PUNITA DA CODICE PENALE” 

In una lettera indirizzata ai Presidenti della Giunta Pigliaru e del Consiglio Regionale della Sardegna Gianfranco Ganau, la LAV ha diffidato i destinatari dall’adottare deliberazioni di uccisione di animali finalizzate a “ringiovanire il patrimonio zootecnico e ad abbassare la quantità del latte prodotto”. 

La proposta, recentemente avanzata dall’Assessore Paci nella Quinta Commissione del Consiglio Regionale Sardegna, è una delle misure finalizzate a contrastare la crisi del settore lattiero-caseario e consiste nella previsione di uno stanziamento di 4 milioni di euro, finalizzati all’uccisione degli ovini di età superiore a 4 anni. 

Il motivo? Si produce troppo latte, con un conseguente effetto di ribasso sui prezzi che va ad aggravare la condizione di un settore già in crisi, per ragioni strutturali, oltre che congiunturali. 

“Una crisi che dura da decenni ormai, dovuta a politiche che hanno palesemente dimostrato la loro piena inadeguatezza e il cui prezzo non può e non deve essere pagato da animali innocenti – dichiara la LAV, che aggiunge - gli abbattimenti, oltretutto andrebbero ad integrare una gravissima ipotesi di reato: l’uccisione senza necessità, in fragorosa violazione dell’art 544 bis del Codice Penale, una vera e propria carneficina a spese dei cittadini, che ne sopporterebbero anche il costo economico, stimato in diversi milioni di euro, per l’intera operazione”.

Strage Viareggio, condannati tutti i manager di Ferrovie. 7 anni all’ex ad Moretti.

Sette anni e mezzo per gli ex dirigenti di Rfi e Trenitalia Elia Soprano. L'attuale amministratore delegato di Finmeccanica è stato ritenuto responsabile per il periodo in cui era a capo di Rete Ferroviaria Italiana. I familiari delle 32 vittime: "La sentenza dimostra che il sistema di sicurezza non funziona, come diciamo da 7 anni"

Gli ex vertici di Ferrovie, Rete Ferroviaria Italiana e Trenitalia sono stati condannati per la strage di Viareggio, il disastro ferroviario del 2009 che causò 32 morti. Tra gli imputati ritenuti colpevoli anche Mauro Moretti, ex ad di Rfi e di Ferrovie (attualmente a capo di Finmeccanica), per il quale i giudici del tribunale di Lucca hanno deciso una pena di 7 anni in una sentenza che per il suo legale Armando D’Apote “trasuda populismo”. A 7 anni e mezzo sono stati condannati, invece, l’ex ad di Rfi e Ferrovie Mauro Michele Elia (attualmente country manager al Tap per l’Italia) e l’ex ad di Trenitalia Vincenzo Soprano. L’accusa aveva chiesto 16 anni per Moretti e 15 per Elia. I giudici hanno fatto cadere alcune imputazioni contestate ai manager delle partecipate statali perché “il fatto non sussiste”. Moretti, secondo quanto spiegano i suoi avvocati, è stato assolto come amministratore delegato di Ferrovie, mentre è stato condannato come ex amministratore delegato di Rfi. Tra le società imputate sono state assolte anche Ferrovie e Fs Logistica, mentre sono state condannate Rete Ferroviaria Italiana e Trenitalia. Cadono le accuse anche per la Cima Riparazione, che montò sul vagone che deragliò l’asse che si era spezzato.

LA CORTE DI CASSAZIONE RESPINGE IL RICORSO DI MAURO MELI. Dovrà restituire alla Fondazione 120.000 euro indebitamente già incassati

Mauro Meli

Dopo questa sentenza [DOC.PDF] è cosa giusta restare ancora come direttore artistico al Lirico di Cagliari? Vi sarebbe un palese conflitto di interessi, visto che la Fondazione dovrà rivalersi su Meli per il recupero della somma. Si legge a pag2 della sentenza: "Il sovrintendente può essere esonerato dall'incarico per gravi motivi con decreto del Ministro per il turismo e per lo spettacolo"...

Il divin Maestro, si fece disporre il pagamento per il trattamento di fine rapporto di circa 120.000 € non dovuto. Di fronte a questa ennesima prova di malefatte, che decisioni prenderà il CDI? Potrebbe sempre garantire Cualbu il suo grande sostenitore e estimatore. E Orazi? In molti si aspettano le dovute azioni di responsabilità anche nel rispetto del ruolo etico e culturale che il Teatro dovrebbe svolgere. Dopo la relazione della Corte dei Conti, della relazione della dottoressa Masala, questa volta è la Cassazione che pronuncia sentenza! Il CDI non può far finta di niente, vorrebbe dire che son tutti collusi. (30/01/2017)

Luigi Boschi 

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Teatro Lirico, Mauro Meli dovrà restituire 120 mila euro alla Fondazione

“Nostro figlio, sequestrato poi riconsegnato dagli assistenti sociali”

Francesca Devincenzi

Chiamiamolo Giorgio. All’epoca dei fatti aveva 12, 13 anni, e forse troppa fantasia. Oggi ne ha qualcuno in più (i fatti sono del 2013) ma le cicatrici che la vicenda ha lasciato sulla sua famiglia hanno fatto perdere sonno e salute ai suoi genitori, che hanno anche altri due figli.

E’ la storia di un giorno come un altro, in cui la pasta scuoce perchè Giorgio non arriva al solito orario, la scuola è vicina ma lui tarda. I genitori lo cercano nessuno sa nulla. Fino alla chiamata degli assistenti sociali: “Abbiamo prelevato vostro figlio per un colloquio”.

Il filo della vicenda lo ripercorrono i genitori, e Giorgio stesso, nella sede del Movimento Nuovi Consumatori, che assiste la famiglia nella causa contro il Comune di Parma.

“Lo hanno prelevato a scuola, su un decreto urgente a firma Nicoletta Paci – spiegano i genitori – tenuto 48 ore, poi rimandato a casa su ordine a firma del sindaco Pizzarotti”.

Il motivo? Giorgio ha raccontato di essere stato picchiato dal padre. Un discorso confuso quello del ragazzino, che ha prima detto di essere stato menato dal papà, che conferma “avevamo discusso, lui stava sempre al computer, gli ho detto di studiare, ha alzato la voce e io gli ho dato una sberla, ma non era mai successo prima” poi di essere stato aggredito da quattro incappucciati che avevano cercato di strappargli la catenina.

Un episodio forse di pseudo bullismo nel contesto scolastico, confermato in parte dal preside. Racconti fumosi, costati al padre “una serie immane di accertamenti, manco fossi un delinquente” seguiti alla denuncia, poi archiviata, per maltrattamenti, e alla famiglia un percorso di un anno con gli assistenti sociali. Oltre un trauma psicologico permanente, la paura di vedersi portar via un figlio per una caduta al parco giochi. 21 gennaio 2017

LAV, denuncia combattimenti tra galli a Codogno (Lodi) E CHIEDE IL SEQUESTRO DEGLI ANIMALI COINVOLTI

combattimento tra galli

COMBATTIMENTI TRA GALLI A CODOGNO (LO), LA LAV PRESENTA DENUNCIA E CHIEDE IL SEQUESTRO DEGLI ANIMALI COINVOLTI: “DISPONIBILI A PRENDERLI IN AFFIDAMENTO” 

Combattimenti tra galli organizzati da alcuni ragazzi in via Ramelli a Codogno (Lodi), documentati dai filmati girati da alcuni testimoni e inviati alla redazione de «Il Cittadino». È quanto riporta un articolo (http://bit.ly/2jGdvq0) pubblicato ieri sul quotidiano Lodigiano. Nei video, secondo l’articolo, si vedono tre giovani che liberano due galli per farli combattere e gli animali che iniziano a beccarsi alla testa e al collo. Tutto si sarebbe svolto in un’aiuola vicina a un’officina e a alcune roulotte di giostrai che stazionano in città. L’episodio non sarebbe isolato, altre testimonianze, infatti, riferirebbero di fatti simili accaduti in altri giorni. 

Chiediamo indagini celeri per individuare le persone che si vedono nei video e l’immediato sequestro degli animali, dando la nostra disponibilità a prendere in affidamento i galli sequestrati”, afferma Ciro Troiano, criminologo, responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della LAVche nelle prossime ore presenterà denuncia alle Autorità competenti. 

I combattimenti fra galli sono una realtà poco conosciuta nel nostro Paese, tuttavia in passato sono state portate a termine operazioni di polizia in diverse regioni, con sequestro di animali e denunce di persone. Insieme ai più noti combattimenti tra cani, rappresentano una pericolosa attività criminale. 

Aemilia, imputati vogliono processo a porte chiuse

Denunciato un presunto linciaggio mediatico: "Allontanare stampa e scolaresche"

Porte chiuse ai giornalisti e alle scolaresche. Lo chiedono gli imputati del processo Aemilia sulle infiltrazioni delle cosche della 'ndrangheta in Emilia Romagna con un documento letto martedì nell'aula speciale del tribunale di Reggio Emilia da Sergio Bolognino, fratello di Michele considerato uno degli organizzatori del clan nel parmense.

"Chiediamo di chiudere le porte del processo e che il tribunale acquisisca e verifichi gli articoli del giorno dopo il dibattimento - ha dichiarato l'imputato a nome di tutti, parlando di un presunto linciaggio mediatico nei loro confronti  - ogni articolo pubblicato è sempre in chiave accusatoria anche quando esame e contro-esame hanno dato un quadro diverso.

Inoltre si vorrebbero allontanare anche le scolaresche e le associazioni come Libera che tempo prendono parte alle udienze come pubblico: "Partecipano solo per ascoltare la parte accusatoria e vanno via quando c'è il contro-esame".

Nel mirino finiscono in particolare in particolare la Gazzetta di Reggio, TeleReggio e Tg Reggio e la pagina Facebook curata dall'Associazione Agende Rosse, dove vengono aggiornate le vicende giudiziarie: "I pentiti che non dovrebbero conoscere leggono su Facebook quello che viene detto. Il processo penale è una cosa seria. Abbiamo sempre chiesto celerità, ma allo stato attuale noi e le nostre famiglie siamo additate ogni giorno come colpevoli. C'è gente innocente totalmente e chi è colpevole, ma non per questo fa parte di una cosca - prosegue il documento - la presunzione di colpevolezza sulla quale si basano questi media non è prevista dalle leggi dello stato. Lungi da noi che questo possa influenzare il vostro giudizio, ma non potete tacere rispetto alla distorsione dei fatti rispetto a quello che avviene in dibattimento. La libertà di stampa non significa distorcere i fatti" .

LAV, CROSTACEI VIVI SUL GHIACCIO: CASSAZIONE CONFERMA CONDANNA PER DETENZIONE INCOMPATIBILE CON LA LORO NATURA

CROSTACEI VIVI SUL GHIACCIO: CASSAZIONE CONFERMA CONDANNA PER DETENZIONE INCOMPATIBILE A RISTORATORE DI FIRENZE. TENEVA ARAGOSTE E GRANCHI VIVI, RINCHIUSI DENTRO IL FRIGO CON LE CHELE LEGATE, IN CONDIZIONI INCOMPATIBILI CON LA LORO NATURA.
LAV: SENTENZA ESEMPLARE, PROCEDIMENTO SCATURITO DA NOSTRA DENUNCIA 

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un ristoratore di Campi Bisenzio (Firenze), condannato per aver detenuto aragoste e granchi vivi sul ghiaccio con le chele legate, confermando la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Firenze. 

“La decisione della Corte di Cassazione rappresenta un pronunciamento giudiziario che potrà produrre due effetti – commenta la LAV – le Forze di Polizia dovranno intervenire in seguito alle denunce di cittadini e associazioni per le diffusissime analoghe situazioni in pescherie e supermercati, considerate finora normali, e il Parlamento dovrà emanare una norma di chiaro divieto poiché questo tipo di esposizione degli animali, aldilà delle valutazioni etiche, ‘è incompatibile con la natura degli animali e produttiva di gravi sofferenze’. Una riflessione che anche i consumatori, auspichiamo, facciano propria adottando scelte conseguenti”. 

La vicenda era scaturita da un esposto della LAV, presentato nell’ottobre del 2012, che denunciava le condizioni di detenzione di alcuni crostacei all’interno di un ristorante di Campi Bisenzio (Fi). 

Milano, inchiesta sull'amianto alla Scala: prosciolti 4 ex sindaci, Carlo Fontana a processo

Si apre il 9 febbraio il procedimento che ha per imputati, oltre all'ex sovrintendente, anche ex direttori, funzionari e un consulente del Piermarini. Ammessa la costituzione come parti civili dei familiari dei nove lavoratori morti, tra cui la cantante lirica Luciana Patelli

Sono stati prosciolti dalle accuse di omicidio colposo e lesioni colpose gravissime quattro ex sindaci di Milano, Carlo Tognoli, Paolo Pillitteri, Giampiero Borghini e Marco Formentini, per la vicenda di alcuni lavoratori morti o che si sono ammalati, secondo quanto sostiene l'accusa, per la presenza di amianto al Teatro alla Scala prima delle bonifiche dei locali. Lo ha deciso il gup Alessandra Simion. Il 9 febbraio inizierà il processo per altre cinque persone che, invece, sono state rinviate a giudizio. Tra loro l'ex sovrintendente Carlo Fontana.

I Pellegriner (l' OTR- Orchestra Teatro Regio srl in liquidazione- di Pellegrini e Maghenzani) perde la causa nei confronti della Fondazione Teatro Regio di Parma

Sergio Pellegrini

I Pellegriner, (l' OTR- Orchestra Teatro Regio srl in liquidazione di Pellegrini e Maghenzani) perde la causa promossa nei confronti della Fondazione Teatro Regio di Parma. [DOC.SENTENZA PDF]
Erano stati chiesti danni al Regio per 3.670.000 euro, dopo aver abusato del nome nella ragione sociale per anni ed essersi arricchiti con il caporalato musicale e una convenzione irregolare secondo il Decreto legislativo 163/2006 denominato codice degli appalti. Cifra richiesta per danni in funzione del mancato utilizzo dell'orchestra in base alla Convenzione che, a loro dire, sarebbe stata rinnovata fino al 2015. Mi è sembrata fin da subito solo una chimera non praticabile in giurisprudenza; ma rientra nella loro avida cultura di esercizio del caporalato musicale; vedi anche le multe Enpals non versata (LINK)
La Sentenza è stata emessa dal competente Tribunale civile di Parma, dal magistrato dottoressa Vena Maria Pasqua Rita dove la causa era stata radicata fin dall’inizio, poi trasferita al Tribunale delle Imprese di Bologna, quindi ritornata a Parma per competenza di giudizio.

Pizzarotti e Marta Segalini perdono il ricorso di fronte al TAR di Parma PER IMPROCEDIBILITA’: LE DUE SENTENZE

Marta Segalini direttore finanziario Comune di Parma Federico Pizzarotti

Come avevamo più volte sostenuto sulla infondatezza e sull'improcedibilità, così ora si legge nelle sentenze del 21 dicembre 2016 "Il ricorso è dichiarato improcedibile con le spese di giudizio poste a carico della ricorrente", altro che 100.000 euro come rimborso per "perdita di chance". Richiesto dall’avvocato Riboli della Segalini. E ora rifondete tutti i danni ai dirigenti che hanno dovuto subire e difendersi da questo vergognoso ricorso. Pagate di persona non con i soldi dei cittadini. Se non riuscite potete sempre aprire un mutuo, come consigliava ai dirigenti insidiati per anni da questo ricorso il dg Marco Giorgi o rivolgervi al sostenitore occulto di Pizzarotti, Mauro Del Rio. E ora che farà il Sindaco? Licenzierà la Segalini per gravi motivi e incompatibilità ambientale? Un conflitto interno che non può più essere protratto oltre misura. I danni arrecati da questa dirigente all'istituzione Comunale sono palesi e pubblicamente legittimati da queste due sentenze. La Segalini dovrà rispondere di questo suo assurdo comportamento nei confronti dello stesso Comune e dei suoi colleghi che non esiteranno, giustamente, a chiederle i danni materiali, morali, biologici e esistenziali.
Perché il Sindaco ha tollerato e in qualche modo, forse, promosso questa situazione ai danni dell'istituzione? “a lui non era evidente la situazione” disse in Consiglio Comunale accusando poi DIREL (Associazione Nazionale Dirigenti Enti Locali) di “non aver lavorato bene, anzi abbia lavorato male, creando entropia che non ha giovato a nessuno”. 

Tar di Parma: "No al campo da calcio nel parco pubblico di via Jacobs"

Accolti nel merito entrambi i ricorsi promossi da due gruppi distinti di residenti, dopo il via libera ai lavori in fase cautelare. Impianto non compatibile con la destinazione pubblica dell'area

Il campo da calcio della squadra giovanile US Montebello nel parco pubblico Ferdinando Laghi in via Jacobs è stato bocciato dal Tar di Parma: sono stati accolti nel merito i ricorsi di due gruppi distinti di residenti del quartiere Cittadella.

Il braccio di ferro tra Comune e cittadini decisi a mantenere libera quella porzione di area verde ha preso il via lo scorso maggio con infuocate assemblee, per poi prendere le vie legali nel corso dell'estate. In via cautelare la giustizia amministrativa giunta fino al Consiglio di Stato non aveva fermato i lavori. Ora, alla luce della della dettagliata sentenza di merito depositata venerdì, è possibile che si debba smantellare tutto.

Il collegio di giudici del Tar di Parma ha accolto i ricorsi e ha condannato il Comune a pagare 3mila euro di spese legali a ciascun gruppo di ricorrenti.

Le motivazioni. Il tribunale osserva che i residenti erano legittimati a far valere dei diritti in merito alla realizzazione di un'opera recintata e con impianto di illuminazione notturna su un vicino parco pubblico, che prevedeva anche l'abbattimento di alberi e siepi.Si contestava che l'impianto sportivo non fosse compatibile con l'attuale destinazione urbanistica di zona.

Affidamento condiviso, i figli non sono di proprietà esclusiva della madre

Marcello Adriano Mazzola* 

Il Tribunale di Catania ha scritto un provvedimento assolutamente rivoluzionario per un Paese arretrato e conservatore come il nostro. Addirittura ha osato spingersi sino ad affermare che i genitori (padre e madre) siano uguali dinanzi al figlio e che in caso di separazione nessuno possa dirsi preferibile a prescindere.

In una frazione di secondo ha demolito decenni di cultura mammista delle Corti italiane (sia ben chiaro, a prescindere dalla identità sessuale dei giudici), secondo cui la madre è sempre preferibile e il padre sempre deferibile.

In barba a qualsiasi sacro e fondamentale principio di uguaglianza, ribadito da ogni Convenzione internazionale. L’uguaglianza all’italiana. A sessi alterni. Se durante il matrimonio o la convivenza entrambi i genitori si ritengono adeguati, improvvisamente appena si rompe la cristalleria, il padre diviene inadeguato, al più relegato in panchina in attesa di giocarsi qualche minuto allo scadere del tempo o ai supplementari.

Lo dicono i numeri impietosi: circa il 5% dei figli “collocati” presso il padre, circa il 15% dei tempi di frequentazione genitore/figlio riconosciuti al padre, putacaso però gravato il padre anche del 70/80% di spese del mantenimento del figlio. Uno spettatore, lautamente pagante però. Un caso (aberrante) di onanismo genitoriale.

BOLZANO - AMMINISTRATORI CONDANNATI PER LA CACCIA

Carlo Consiglio

La Procura contabile di Bolzano aveva quantificato in circa un milione e mezzo di euro il danno ambientale cagionato dall’ex Presidente della Provincia Luis Durnwalder e dall’ex capo dell’ufficio caccia e pesca della Provincia Heinrich Erhard per aver firmato una serie di provvedimenti che autorizzavano l’abbattimento in deroga di animali cacciabili e anche di specie protette. Erano state ammesse al procedimento le associazioni LAC (Lega Abolizione Caccia) e LAV (Lega Antivivisezione), rappresentate rispettivamente dagli avvocati Monica Bonomini e Mauro De Pascalis.

Il 22 dicembre 2016 la Corte dei Conti di Bolzano ha stabilito che Durnwalder ed Erhard dovranno rimborsare alla Provincia di Bolzano 6.192 euro a testa. La Corte ha dunque respinto la richiesta risarcitoria avanzata dalla Procura per quanto riguarda il cosiddetto “danno diretto”, mentre ha condannato Durnwalder ed Erhard per quanto riguarda il “danno indiretto”, relativo alle pronunce del Tar regionale, con una cifra considerevolmente inferiore rispetto a quella ipotizzata in un primo momento. È stata respinta la relazione a difesa dell’ex sindaco di Bolzano e ora direttore dell’ufficio caccia e pesca Luigi Spagnolli.

L’azione legale ha avuto come esito una condanna anche se a pochi spiccioli, e non è stato riconosciuto l’enorme danno alla fauna selvatica procurato dalle scelte arbitrarie e discutibili di entrambi i soggetti indicati. Una piccola condanna e un piccolo rimborso sono certamente meglio di nessuna condanna e nessun rimborso e possono costituire un inizio, ma a nostro parere, con questa insignificante condanna, si è persa l’occasione per dare finalmente il segnale della legalità ripristinata (LAC, 27 dicembre).

CONSIGLIONEWS 32
27 dicembre 2016

Roberto Formigoni condannato a sei anni per corruzione nella sanità lombarda. “Vacanze di lusso in cambio di fondi”

L'ex governatore della Regione Lombardia, attuale senatore Ncd e presidente della Commissione agricoltura, riconosciuto colpevole in primo grado per i casi San Raffaele e Maugeri, due fra i maggiori scandali della sanità regionale. Caduta l'associazione a delinquere. Disposti anche sei anni di interdizione dai pubblici uffici e il pagamento di tre milioni al Pirellone, in solido con i coimputati Daccò (nove anni e due mesi) e Simone (otto anni e otto mesi). Sette anni a Passerino, ex direttore della clinica pavese. Le "utilità" ricevute dal "Celeste" in cambio di finanziamenti pubblici per 200 milioni alle strutture private stimate dai pm Pedio e Pastore in 8 milioni, tra vacanze e contanti. Il legale: "Cortesie, non tangenti". Cinque assolti, tra loro Perego e Lucchina. Confische complessive per 53,8 milioni

di Giovanna Trinchella

L’ex presidente della Lombardia, e senatore di Ncd, Roberto Formigoni è stato condannato a 6 anni di carcere per corruzione, mentre è caduta – “per non aver commesso il fatto” – l’accusa di associazione a delinquere. Lo ha deciso la decima sezione penale del Tribunale di Milano nel processo sul caso Maugeri e San Raffaele per il quale l’ex numero uno del Pirellone era imputato con altre nove persone. La sentenza, letta nella maxi aula della Prima Corte d’Assise d’Appello, la stessa dei processi a carico di Silvio Berlusconi, arriva otto mesi dalla richiesta di pena, quantificata dai pm in nove anni. E innesca subito la polemica politica, non solo regionale, mentre il governatore leghista Roberto Maroni sceglie di “prendere atto” senza ulteriori commenti.

Inchiesta appalti Consip, spunta il nome del generale dei carabinieri Del Sette

Nuovo filone nell'inchiesta che vede l'imprenditore Alfredo Romeo indagato per tangenti. Denuncia del "Fatto quotidiano", la Procura non conferma

di DARIO DEL PORTO

Il nome del comandante generale dell'Arma dei carabinieri, il generale Tullio Del Sette, entra nell'inchiesta sugli appalti Consip condotta dalla Procura di Napoli. Secondo quanto riportato dal "Fatto quotidiano", l'alto ufficiale sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati per rivelazione del segreto d'ufficio. Avrebbe messo in guardia i vertici della Consip sui rapporti da tenere con alcuni imprenditori, fra i quali il top manager napoletano Alfredo Romeo, attualmente indagato per corruzione con il dirigente della Consip Marco Gasparri.

Al momento, fonti giudiziarie non confermano la notizia dell'iscrizione del generale Del Sette nel registro degli indagati. Nei giorni scorsi, i carabinieri del Noe e i finanziari del nucleo di polizia tributaria di Napoli avevano perquisito gli uffici di Gasparri  in Consip. Al centro delle indagini, l'ipotesi che il dirigente della società pubblica abbia ricevuto tangenti da Romeo per aiutarlo nella partecipazione a importanti gare d'appalto come quella sul facilita management, Fm4, bandita nel 2014 ma poi aggiudicata a un'altra azienda.

Gli atti saranno trasferiti nelle prossime ore alla Procura di Roma, competente per questo segmento dell'indagine. Saranno pertanto gli inquirenti capitolini a valutare gli elementi raccolti dagli investigatori e a decidere se ipotizzare reati a carico del generale Del Sette.

Fonte link repubblica.it 

Udienza ricorso Marta Segalini al TAR di Parma: "Che interesse ha, avvocato Riboli, questa sua assistita, nel ricorso contro il Comune dove è Dirigente"?

"Che interesse ha, avvocato Riboli, questa sua assistita, nel ricorso contro il Comune dove è Dirigente"?

Questa è stata la domanda che il simpatico Presidente del TAR sezione di Parma, Sergio Conti, ha posto all'avv. di Marta Segalini questa mattina alla fine dell'udienza. 

Lo splendido palazzo Pallavicino che ospita il TAR di Parma si anima alle 9,00 di una folla inconsueta, composta da un gruppo di sei-sette dirigenti rappresentanti l'Associazione Nazionale dei dirigenti Enti Locali (Direl) e da un folto gruppo di dipendenti (alcune decine di persone) comunali che, dopo avere timbrato l'uscita temporanea dai loro uffici, arrivano numerosi per solidarietà e per conoscere di persona i fatti inspiegabili che hanno portato i loro dirigenti Barani, Signifredi, Raffa in questo processo amministrativo. Dirigenti accusati di aver partecipato ad un concorso pubblico nell'anno 2010 con "buona fede non colpevole", ora rischiano di essere licenziati dopo decenni di onorato servizio.    

La giornata piovosa, si presenta subito molto calda, tutti sono in attesa di comprendere le vere motivazioni di questo ricorso che a tutti i dipendenti pubblici appare assolutamente assurdo, dispendioso ed incomprensibile… ma soprattutto si cerca di capire l’esito della sentenza.

Banca Etruria, chiuse le indagini: 21 accusati di bancarotta fraudolenta

E' la parte dell'inchiesta sulla principale causa di fallimento dell'istituto: 180 milioni di euro mai rientrati. Nel mirino dei magistrati di Arezzo chi ha votato a favore dell'erogazione dei crediti contestati, oppure li ha materialmente agevolati. Non c'è il padre della Boschi

 FABIO TONACCI

La procura di Arezzo sta notificando gli avvisi di chiusura indagini a 21 ex amministratori di Banca Etruria, tutti accusati di bancarotta fraudolenta. Questa prima tranche del corposo filone sulle presunte distrazioni patrimoniali riguarda 180 milioni di euro di crediti concessi e mai rientrati. La causa principale, dunque, del fallimento della Popolare aretina.

Le contestazioni sono a carico di alcuni componenti del cda presieduto da Elio Faralli e del cda successivo presieduto da Giuseppe Fornasari (2011-2014). Tra gli indagati figurano Lorenzo Rosi, l'ex vicepresidente Giovanni Inghirami, Giorgio Natalino Guerrini, Augusto Federici, Alberto Rigotti, Laura Del Tongo e l'ex dg Luca Bronchi, mentre non c'è il nome dell'ex consigliere Pier Luigi Boschi, il padre del sottosegretario Maria Elena Boschi. E' stato messo sotto inchiesta chi ha votato a favore dell'erogazione dei crediti contestati, oppure li ha materialmente agevolati. I capitoli della bancarotta riguardano i 60 milioni dati alla Sacci, i 30 milioni alla Privilege Yard, i soldi prestati alla San Carlo Borromeo, alla Isoldi, alla Città Sant'Angelo.

Parma, l'omertà sullo stupro al centro sociale: "Taci con gli sbirri"

Dopo sei anni un blog di ragazze dice basta al silenzio sui "compagni" accusati della violenza
dalla nostra inviata MARIA NOVELLA DE LUCA

PARMA. Più che la notte, Claudia aveva raccontato l'alba. "Mi sono svegliata su un tavolo di legno, i vestiti buttati a terra, sul mio corpo i segni di quello che mi avevano fatto...". Era l'alba di sei anni fa, nella sede della "Raf", la rete antifascista di Parma, e in quel centro sociale mentre i "compagni" festeggiavano come ogni 12 settembre la cacciata delle camice nere da Parma nel 1922, Claudia, 18 anni appena compiuti, veniva stuprata per un'intera spaventosa notte. In tre, forse di più, i militanti della "Raf" avevano abusato di quella loro amica, dopo averla drogata, filmando senza pietà con un cellulare ogni passaggio di quell'orrore.

Ma soltanto adesso, dopo sei lunghissimi anni, è iniziato a Parma il processo contro i tre presunti autori dello stupro. Perché un incredibile muro di silenzio e di omertà, dentro quella galassia di sinistra antagonista a cui la "Raf" apparteneva, ha protetto per anni i violentatori. Isolando invece Claudia, lasciata sola con gli incubi di quella notte, addirittura definita "infame" dai suoi ex amici e amiche perché si era affidata alla giustizia dello Stato, agli sbirri, ai tribunali.

Roma, arrestato per corruzione Raffaele Marra. Perquisizioni in Campidoglio

E' accusato di aver intascato una tangente quando lavorava all'Enasarco. In manette anche il costruttore Scarpellini

ROMA - I carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale guidati da Lorenzo D'Aloia, su richiesta della procura di Roma, hanno arrestato con l'accusa di corruzione Raffaele Marra, il fedelissimo della sindaca Virginia Raggi, ex vice capo di gabinetto del Campidoglio e ora alla guida del Dipartimento Personale. In manette anche il costruttore e immobiliarista Sergio Scarpellini. Secondo le indagini, è accusato di aver intascato una tangente quando lavorava all'Enasarco. Un'inchiesta de L'Espresso aveva scoperto come Marra e sua moglie fossero riusciti a comprare a prezzi stracciati e sconti record case da privati e da enti come, appunto, la Fondazione Enasarco. Dopo l'arresto di Marra i militari stanno eseguendo nuove perquisizioni in Campidoglio. Due giorni fa la polizia aveva acquisito tutte le carte relative alle nomine della sindaca Viriginia Raggi.

Raffaele Marra è un ex finanziere. Ma ha scelto di lasciare la divisa nel 2006. Fatale fu l’attrazione per la politica: due mesi dopo il congedo era già direttore dell’Area galoppo dell’Unire, l’ente per l’incremento delle razze equine allora guidato da braccio destro di Alemanno Franco Panzironi. 16 dicembre 2016

Giuseppe Sala indagato nell’inchiesta per la realizzazione della Piastra di Expo 2015. Tra gli indagati anche il legale rappresentante del gruppo Pizzarotti di Parma

Ma secondo il prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca, Milano non si era riappropriata "del ruolo di capitale morale del Paese"? LB

La notizia emerge dalla richiesta di proroga inviata dal sostituto pg che ha chiesto altri sei mesi di tempo per approfondire la vicenda, dopo aver avocato a sé l’indagine. La Procura, al contrario, puntava sull'archiviazione ma il gip si è opposto

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura generale del capoluogo lombardo nell’ambito dell’inchiesta per corruzione e turbativa d’asta riguardo all’appalto per la Piastra di Expo, l’infrastruttura più costosa realizzata nel sito di Rho Pero dalla ditta Mantovani. L’ipotesi di reato a carico del primo cittadino sono falso materiale e concorso in falso ideologico. Tra gli indagati anche il legale rappresentante del gruppo Pizzarotti di Parma: per lui l’accusa è di tentata turbativa d’asta. La notizia emerge dalla richiesta di proroga delle indagini inviata dal sostituto procuratore generale Felice Isnardi, che ha chiesto altri sei mesi di tempo per approfondire la vicenda, dopo aver avocato a sé l’inchiesta. La Procura, al contrario, puntava sull’archiviazione ma il gip Andrea Ghinetti si è opposto.

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