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La vita sta cambiando pelle

Economia e Finanza

Economia e Finanza: informazioni e opinioni di economia, finanza, mercati finanziari, banche, industria, artigianato, agricoltura. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

"Lavoro ad Amazon, vi dico tutto"

"Per lavorare da Amazon? Bisogna avere un 'fisico bestiale'". Tommaso, 35 anni, nome e età di fantasia per garantirne l'anonimato, sintetizza così con una citazione di una canzone di Luca Carboni, le difficoltà incontrate ogni giorno dai dipendenti del centro Amazon di Castel San Giovanni vicino a Piacenza. Oggi, nel giorno del Black Friday, tanto atteso per lo shopping online, è stato indetto uno sciopero nello stabilimento italiano del colosso di Seattle. La protesta è stata organizzata dai sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Ugl terziario, per chiedere un migliore trattamento economico, oltre a una diversa regolamentazione dei turni di lavoro e riguarda anche 'i green badge'. "Ci chiedono di fare i salti mortali in nome della produttività - dice Tommaso all'Adnkronos - e, allora, abbiamo chiesto anche noi di avere un premio produzione, ma per ora hanno detto di no". Da parte sua il colosso americano ha assicurato che farà di tutto per "mantenere" fede "ai tempi di consegna", previsti per "i clienti nella giornata del Black Friday e per quelle successive".

Comitato per l’abolizione dei debiti illegittimi: FUORI DALLA TRAPPOLA DEL DEBITO

Addio Al Debito di Salvatore Tamburro

FUORI DALLA TRAPPOLA DEL DEBITO, RIAPPROPRIAMOCI DELLA RICCHEZZA SOCIALE TERRITORIALE

Proposta di Incontro nazionale delle realtà territoriali che promuovono l'Audit sul debito dei Comuni

Parma, 25 novembre 2017

ore 10:00-18:00

Circolo ARCI Dipendenti Sanità, Via Casati Confalonieri 20, Parma

Gli enti locali e le comunità territoriali sono da tempo diventati uno dei luoghi fondamentali di precipitazione della crisi. L'insieme delle misure relative ai parametri del patto di stabilità interno e del pareggio di bilancio, le politiche applicate con la trappola del debito pubblico, i tagli previsti dalle diverse spending review hanno da tempo costretto con le spalle al muro gli enti locali, mettendo a repentaglio la loro storica funzione pubblica e sociale.

Oggi i Comuni sono stati trasformati in luoghi di mera facilitazione dell'espansione degli interessi finanziari e immobiliari, finalizzati a mettere le mani sul patrimonio pubblico, sui servizi pubblici locali, sul territorio. Funzionale a questo nuovo ciclo di espropriazione è la progressiva sottrazione, formale e sostanziale, degli spazi di democrazia.

Fideiussioni truffa, l'allarme di Bankitalia

Le garanzie sono chieste ormai in moltissimi casi, dagli appalti al versamento di anticipi per case in costruzioni alle gare sportive. Accanto alle banche e alle compagnie assicurative abilitate a rilasciarle, un giro di società che non hanno il titolo e neanche il patrimonio. Le inchieste della Guardia di Finanza, la denuncia e il monitoraggio di via Nazionale

di ROSARIA AMATO

ROMA - Dovrebbero garantire, ma invece spesso si rivelano carta straccia. Le fideiussioni sono sempre più a rischio: la Guardia di Finanza negli ultimi mesi ha scoperto truffe miliardarie, come il caso della stamperia clandestina che in un appartamento di Latina ha sfornato polizze fideiussorie false per mezzo miliardo, rilasciate per garantire appalti pubblici e privati e tutela ambientale. E non si tratta neanche della cifra più alta: nel febbraio 2016 a Roma è stato scoperto un giro di Confidi apparentemente legale (erano abilitati a fornire garanzie per le Pmi loro socie) ma che avevano costituito una filiera gigantesca che aveva rilasciato false garanzie per oltre un miliardo.

Franco Fracassi: le banche sull'orlo del crack

Nel 2008, anno della grande crisi finanziaria, nella pancia delle banche di tutto il mondo c'erano 50,000 miliardi di dollari di derivati, oggi questa cifra è cresciuta esponenzialmente, il che rende le banche delle entità al di sopra di qualsiasi altro potere, economico e politico.

Una stima dei derivati emessi ad oggi dal sistema bancario: 12 volte (ma qualcuno ha valutato anche di più) il PIL del pianeta, cioè il valore di beni materiali e servizi prodotti nel mondo. Non c'è da meravigliarsi, visto che le banche private usufruiscono legalmente di un meccanismo, noto come leva finanziaria, che consente loro di vendere ciò che non possiedono.
Una variante del famigerato schema Ponzi (chi non lo conosce può leggere la biografia di Charles Ponzi), che però le banche utilizzano da molti secoli, con la benedizione degli stati. Questa truffa di antica memoria, è deflagrata a proporzioni incredibili con la finanziarizzazione dell'economia innescata nel 1999 da Bill Clinton con l'abolizione del Glass-Steagall Act.

Crac Magic: 17 richieste di rinvio a giudizio della Procura di Parma

Per il fallimento dell’azienda di mangimi di Bogolose rischiano il processo l'ex presidente Lina, i consiglieri del cda e i membri del collegio sindacale

La Procura di Parma ha chiesto il rinvio a giudizio dei 17 indagati per il crac Magic, storica azienda di mangimi di Bogolese.

All’inizio dell’anno il pm Paola Dal Monte aveva depositato l’avviso di fine indagine per l’inchiesta portata avanti dalla Guardia finanza. Oltre all'ex presidente Giuseppe Lina, debbono rispondere del dissesto dieci membri dei cda in carica dal 2005, cinque ex sindaci e un revisore dei conti. 

Le accuse sono, a vario titolo, bancarotta fraudolenta aggravata dal reato societario, bancarotta per distrazione e dissipazione, ricorso abusivo al credito, bancarotta documentale e bancarotta semplice.

Il revisore è indagato per false attestazioni sulla situazione patrimoniale ed economica. 

Tutti i beni dell'azienda, fallita con un debito di 28 milioni, sono stati venduti per poco meno di un milione e mezzo di euro nel 2014 dopo tre aste andate deserte.

Ora i 17 indagati, come riporta la Gazzetta di Parma, potrebbero rischiare il processo, se venisse confermata la richiesta della Procura. Si tratta del

Università di Parma, AL VIA IL LEIGIA, LABORATORIO SULL’ECONOMIA DELLE IMPRESE DI GERMANIA, ITALIA E AUSTRIA

AL VIA IL LEIGIA, LABORATORIO SULL’ECONOMIA DELLE IMPRESE DI GERMANIA, ITALIA E AUSTRIA

Il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Parma al centro di una rete di collaborazione che coinvolge anche i Dipartimenti di Economia di Ferrara, di Modena e di Reggio Emilia.

Primo appuntamento il 15 dicembre con il convegno “Imprese tedesche, italiane e austriache: aspetti di comparazione, di cooperazione, di integrazione” 

Parma, 27 ottobre 2017 - Prende ufficialmente il via all’Università di Parma l’attività del LEIGIA, il Laboratorio sull’Economia delle Imprese di Germania, Italia e Austria costituito all’interno del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali.

Questa mattina nella sede dell’Ateneo la presentazione del Laboratorio, in una conferenza stampa alla quale sono intervenuti il Rettore vicario Giovanni FranceschiniNatalia Baldassi dell’Unione Parmense degli Industriali (in sostituzione del Prof. Cesare Azzali, impossibilitato ad esser presente), il Direttore del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali Luca di Nella Augusto Ninni, Docente di Economia applicata e Direttore del LEIGIA.

Il LEIGIA è emanazione di EmiliaLab, iniziativa congiunta dei Dipartimenti di Economia delle Università di Ferrara, Modena e Reggio Emilia, Parma, ed è nato con 4 obiettivi principali:

Ex dirigente di banca svela la grande truffa: così ci hanno sempre fregato sui risparmi

La domanda -diceva il poeta- sorge spontenea: ma Bankitalia, nella sua romanzesca propensione all' omesso controllo ci è o ci fa?
Il massimo della negligenza di Palazzo Koch si ebbe, forse, nel 2007 con l' autorizzazione (del 17/3/2008 firmata direttamente dall' allora governatore della Banca d' Italia Mario Draghi) all' acquisto da parte del Monte dei Paschi di Siena della Banca Antonveneta che ufficialmente doveva essere comprata per 9 miliardi ma che finì per costare 17 miliardi; e questo perché c' erano, in realtà, altri 7,9 miliardi che il "Monte" dovette saldare per il debito di Antonvenata con gli olandesi di Abn Amro. Fu l' inizio della fine del "Monte". Una superficilità degli organi di sorveglianza mediaticamente formidabile. Ma, al di là dei casi mediatici, pare quasi vi sia un uso comune, una prassi, un senso di consuetudine che scorre sotto la pelle del sistema bancario incentrato sull' elusione accurata dei controlli verso i nostri istituti di credito. Questo scopro sfogliando Sacco Bancario (Chiarelettere, pp176, 14 euro) firmato da Vincenzo Imperatore, ex dirigentissimo di banca poi pentito, e da Ugo Biggeri, fondatore di Banca Etica.

Conflitto interessi e investimenti: perché Busitalia è stata bocciata dal Tar di Parma

Le motivazioni della sentenza

Il Tar di Parma ha reso disponibile le motivazioni della sentenza con la quale ha accolto in parte i ricorsi di Tep e Tper avversi all'aggiudicazione a Busitalia (Gruppo Fs) del servizio di trasporto pubblico a Parma e provincia. I rilievi portano all'annullamento della gara che dovrà essere nuovamente bandita: "Entrambi i ricorsi principali devono essere accolti limitatamente alla domanda di annullamento dell’intera procedura di gara con assorbimento delle ulteriori censure (principali o incidentali)".

I giudici del tribunale hanno accolto diversi rilievi avanzati da Tep. Tra gli elementi di maggior rilievo si evidenzia quello del conflitto d’interesse, legato a un manager che ha prima contributo alla preparazione della gara per l’assegnazione del servizio di trasporto pubblico a Parma e poi è stato coinvolto nella stessa gara per conto di Busitalia. 

SENTENZA TAR DI PARMA PDF

Il professionista, infatti, ricostruisce la sentenza, ha prima realizzato la documentazione di gara relativa all’affidamento del trasporto pubblico per conto della stazione appaltante Smtp "prevedendo la contesta equiparazione fra le pregresse esperienze tramviarie e filoviarie (mai riconosciuta precedentemente), compreso il piano economico finanziario simulato da utilizzarsi a cura della stazione appaltante […]"; dopodiché, una volta espletati i descritti incarichi, "veniva assunto da Busitalia che partecipava (aggiudicandosela) alla gara".

Fabrizio Pezzuto (PUC): positivo che il TAR abbia accolto il ricorso di TEP l'azienda pubblica di trasporto

Fabrizio Pezzuto su Tep: “Positivo che il Tar abbia accolto il ricorso dell'azienda” 

La notizia che Tep continuerà a gestire il servizio di trasporto pubblico locale ancora per qualche tempo è certamente buona. Come Parma Unita Centristi abbiamo sempre ritenuto di vitale importanza che il servizio rimanesse nelle mani dell'azienda che, non solo ha sempre avuto conti in ordine, ma essendo di proprietà pubblica rappresenta di fatto un irrinunciabile asset strategico per il territorio. Abbiamo sempre sostenuto questo pur in presenza di un management di cui da tempo non condividiamo scelte e modalità di gestione, nella convinzione che il tema del trasporto pubblico debba rimanere direttamente nelle mani di Comune e Provincia per garantire che non venga snaturato un servizio che nel tempo si è confermato essere una formidabile leva di sviluppo per il nostro territorio.

Ciò premesso il quadro che emerge da una lettura anche sommaria della sentenza del Tar solleva alcune questioni che nei prossimi mesi ritengo debbano essere valutate attentamente. Mi riferisco ai rapporti tra stazione appaltante e partecipanti alla gara che, per come vengono descritti nel dispositivo, sembrano essere alla base del verdetto favorevole ai ricorsi e, se tale impianto venisse confermato in un eventuale ricorso, potrebbero portare all'annullamento della gara.

Il fatto che siano occorsi due anni per mettere a punto un bando che alla prova dei fatti potrebbe dover essere annullato non rappresenta certo una spia positiva di come si è lavorato in preparazione di questo passaggio cruciale.

Ciò detto incassiamo con favore il fatto che Tep forse non chiuderà i battenti nell'immediato futuro e speriamo che per il futuro il sistema Parma possa ritrovare la capacità di muoversi coeso e dare il meglio di sé, visto e considerato che fin qui così forse non è stato. 

"Gli italiani e quei miliardi di euro sotto il materasso. Ottime formiche, ma i risparmi costano troppo"

Ferruccio De Bortoli, nota firma del Corriere analizza i punti di forza e di debolezza del sistema del risparmio italiano

"Le famiglie italiane sono tra le migliori formiche al mondo. Imbattibili. Il loro patrimonio finanziario è, tolti gli immobili, superiore ai 4 mila miliardi, cioè quasi il doppio del debito pubblico. Cresce, seppur di poco, con disparità evidenti. Secondo i dati di Banca d’Italia, il 20 per cento più ricco delle famiglie, nel decennio dal 2004 al 2014, ha visto il valore del proprio patrimonio aumentare di un terzo. Il 20 per cento dei nuclei più poveri lo ha quasi dimezzato. Nonostante la crisi, l’indebitamento medio delle famiglie è al 61,8 per cento. Meno della metà di quello dello Stato. Largamente al di sotto della media europea (94,7). Siamo bravi nel mettere da parte i risparmi, ma terribilmente disattenti nell’investirli e, soprattutto, nel calcolare i costi delle gestioni, quando ci sono".

Snocciola numeri e critiche Ferruccio De Bortoli nel suo editoriale della domenica. La nota firma del Corriere analizza i punti di forza e di debolezza del sistema del risparmio italiano. "Un terzo del patrimonio è in depositi bancari e contanti. Cioè costa, non rende nulla. Il volume del contante in Italia, calcolato intorno ai 200 miliardi, è ingrossato soprattutto da evasione e attività criminaliM a dobbiamo ritenere che la romantica, e assai pericolosa, logica del materasso sia ancora attraente".

Giorgio Pagliari: truffa dei "libretti al portatore", rassicurazioni dal Ministro della Giustizia

Esprimo soddisfazione per la risposta che il Ministro della Giustizia ha inteso farmi pervenire relativamente all'interrogazione presentata tempo fa in merito alla truffa messa in atto, ai danni di ignari cittadini, dall'Avv. Canzona e dell'Avv. Orecchioni.

Il Ministro ha ribadito, nella sua risposta, che la vicenda è particolarmente seguita dalle competenti articolazioni del Ministero.

Nella ricostruzione da quest'ultimo operata, inoltre, e proposta nella risposta all'atto di sindacato ispettivo, si evidenzia come la vicenda sia stata debitamente affrontata sia in sede penale che civile, essendo emerse le responsabilità penali, civili e amministrative dei due professionisti.

Nella risposta del Ministero viene dato merito, tra l'altro, alla mia interrogazione, di aver contribuito a tenere desta l'attenzione e di aver concorso, tramite l'opera fondamentale del Tribunale di Roma, ad avviare l'iniziativa amministrativa volta a conseguire, nei termini di legge, il recupero delle spese di giustizia.

Il Ministro ha assicurato, inoltre, che continuerà a prestare la massima attenzione al caso sino alla definizione del procedimento penale attualmente in corso. Assicurazione cui mi associo e cui anche io, per quello che posso, darò seguito.

GIORGIO PAGLIARI

Fisco: dichiarazioni fraudolente, sequestro beni per 23 mln. Coinvolte Cooperative di servizi

Operazione della Finanza in diverse province fra cui Parma

Una maxi-evasione fiscale di oltre 25 milioni e un sequestro preventivo di beni per più di 23 milioni. Sono questi i numeri dell'operazione Eolo condotta dalla Guardia di Finanza di Chiavenna dal 2014 a oggi.

L'indagine ha smascherato un'associazione a delinquere dedita alla realizzazione di frodi fiscali sull'intero territorio della Lombardia, accertando il coinvolgimento di 6 persone e 5 cooperative con sede operativa nelle province di Sondrio, Bologna, Como, Modena, Parma, Pesaro-Urbino, Reggio Emilia, Rimini e Roma.

"In particolare - spiega il colonnello Massimo Manucci, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Sondrio - dall'attività investigativa è emerso che alcune cooperative esercenti l'attività di pulizie e facchinaggio a favore di noti marchi della grande distribuzione hanno presentato dichiarazioni fiscali fraudolente attraverso le quali venivano generati crediti di imposta".

I componenti dell'associazione  sono stati denunciati alla Procura anche per aver ostacolato la ricostruzione del reale volume d'affari delle società, attraverso l'occultamento e la distruzione della documentazione contabile obbligatoria. "Sono in corso ulteriori indagini - aggiunge il colonnello Manucci - per appurare se le catene appartenenti alla grande distribuzione che si avvalevano dei servizi offerti dalle cooperative a prezzi ribassati fossero estranee o meno al sistema di frode".

Fonte Link parma.repubblica.it

Riciclaggio, Banca d'Italia: a Parma 408 operazioni sospette in sei mesi

In regione 18 pratiche al giorno, 522 in più rispetto allo stesso semestre del 2105. L'allerta della Cgil: "Agire nella prevenzione e denuncia con maggiore forza ed unità sociale"

La Cgil alza l'allerta sul fenomeno del riciclaggio di denaro in regione, comprovato anche dalla testimonianze del maxiprocesso reggiano contro la 'ndrangheta Aemilia. Ma soprattutto rincara la dose il rapporto dell'ufficio "investigazioni finanziarie" della Banca d'Italia in base al quale sono state 3.250 nel primo semestre dell'anno le segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio in Emilia-Romagna: 18 pratiche giorno, 522 in più rispetto allo stesso semestre del 2105.

E' quanto emerge dai numeri dell'Uif-Unità di Informazione Finanziaria della Banca d'Italia che controlla le operazioni sospette di riciclaggio e finanziamento del terrorismo internazionale, contenuti in una nota di Franco Zavatti, coordinatore legalità e sicurezza Cgil Emilia-Romagna.

Marchetti (Ynap), talenti cercasi: "Ci servono competenze per crescere nel digitale"

Il re dell'e-commerce di lusso è spesso costretto a cercare personale negli Usa. In Italia, mancano figure formate per soddisfare le aziende che hanno bisogno di professioni digitali. Da noi le donne guadagnano il 14% in più degli uomini. L'interesse di Alibaba per Yoox Net à Porter? "Non commento"

di SARA BENNEWITZ

MILANO - Da mesi si parla di un interesse del colosso mondiale dell’e-commerce cinese Alibaba, per l’italiana Ynap, ma Federico Marchetti non ama commentare i rumors di mercato. Che il leader dell’e-commerce di lusso, sia delle collezioni attuali con Net-à-Porter e Mr Porter, sia di quelle passate con Yoox e The Outnet, sia al centro dell’interesse di molti è un fatto, ma Marchetti va avanti per la sua strada. Ora cerca nuovi talenti da assumere con cui arricchire l’azienda che ha fondato 18 anni fa e ha appena siglato un accordo con WhatsApp.

Quindi di Alibaba non parla?
Non posso commentare.

Allora parliamo di Lusso. Tutta l’industria si sta convertendo al digitale. Voi che siete da sempre nel settore a cosa state pensando?
Quando ho cominciato nel 1999 a voler vendere lusso via Internet, era un terreno inesplorato. E noi sia con Yoox che con Net-à-Porter, siamo stati il partner tecnologico di moltissimi marchi del lusso che iniziavano ad affacciarsi sul canale web. Li abbiamo accompagnati per mano, oggi tutti i capo azienda del settore mettono il web tra le loro priorità, per noi questo è un riconoscimento importante e il presupposto per continuare a lavorare e a migliorare le nostre piattaforme e i nostri servizi.

Abolire il lavoro è una strategia

di 

Se entrate nella filiale di una banca, in Italia, ai nostri giorni, troverete una stanza gremita di gente che aspetta, ciascuno con il suo numero di turno, che l’unico impiegato dell’unico sportello in servizio, sia disponibile. A suo tempo. Prima deve evadere le pratiche degli altri. E voi, intanto, contribuite al funzionamento agile e snellito della filiale bancaria con il vostro tempo, dunque con il vostro lavoro. Ognuno di noi, quando va in banca, lavora per la banca, che ha licenziato tutti gli “esuberi” (gli altri impiegati che erano disponibili subito) e in questo modo ha spostato il lavoro dall’azienda, che migliora il suo profitto, ai clienti, costretti ad offrire tempo, dunque a lavorare gratis.

Il lato nero del cioccolato. "Così stanno morendo le foreste dell'Africa"

La denuncia dell'ong Mighty Earth: 80% delle foreste scomparse in Costa d'Avorio. E molto del cacao che mangiamo è "illegale"

di GIACOMO TALIGNANI

MENTRE noi ci gustiamo la nostra barretta di cioccolato migliaia di ettari di foreste africane sono già scomparsi uccidendo animali ed interi ecosistemi. Alberi appartenenti a parchi nazionali e zone che dovevano essere protette sono diventate vittime della deforestazione per lasciar spazio all'industria del cacao.

La denuncia, multipla, che punta il dito contro la complicità del governo ivoriano e le disattenzioni delle principali aziende produttrici di cacao internazionali, arriva da un dettagliato report dell'organizzazione non governativa Mighty Earth (.pdf). Per l'ong l'80% delle foreste della Costa d'Avorio, principale esportatrice di fave di cacao dato che è da lì che arriva il 40% del cioccolato al mondo, sono scomparse negli ultimi 50 anni. Non basta: il cioccolato che giunge sulle nostre tavole è spesso "illegale", dato che parte delle fave proviene da aree che dovevano essere protette ma, grazie a un sistema di corruzione e favoritismi, viene mischiato alle partite legali di fave. 

Nel report vengono citate decine di aziende, dalla Mars alla Nestlè, la Lindt, Olam, Cargill, Barry Callebaut o l'italiana Ferrero che, come ha specificato il Guardian, testata che ha diffuso i dati in anteprima, non negano il problema spiegando di esserne a conoscenza e si dicono impegnate a fare di tutto per mettere fine alla deforestazione delle riserve.

Aeroporto Verdi di Parma chiude in rosso anche nel 2016

Aeroporto Verdi di Parma

Passivo di oltre tre milioni di euro

Sogeap, la società che gestisce l’aeroporto Verdi di Parma, ha chiuso il 2016 con un passivo di tre milioni e 500mila euro, un passivo in linea con i bilanci degli scorsi anni (meno 3,1 milioni nel 2015). La situazione dello scalo è stato affrontata in Consiglio comunale. 

A illustrare lo scenario futuro il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, in risposta a un’interrogazione presentata dal gruppo consigliare del Pd.

Il primo cittadino è tornato sulla delibera con la quale il Comune ha ceduto una parte delle quote delle Fiere di Parma a Crédit Agricole, che ha presentato un’offerta di dieci milioni di euro e settecentomila euro, da dividere in parte uguali tra l’ente e la Provincia. Gli introiti sarebbe da destinare alle casse non proprio in salute dello scalo (di cui il Comuhe detiene il 5,9% delle quote)  per il quale c'è un progetto di riconversione a cargo.

Nozze tra pomodori: il consorzio di Pomì (Casalasco) acquista De Rica

Il Consorzio casalasco del pomodoro ha comprato il marchio noto della polpa, che opera su un segmento premium

MILANO - Sono diventati famosi nei decenni scorsi grazie ai loro slogan pubblicitari: Pomì e De Rica, nomi noti dei pomodori italiani, convolano a nozze. Il Consorzio casalasco del pomodoro, che già possedeva l'azienda del motto "O così, o Pomì", ha acquistato il brand nato oltre 50 anni fa, anch'esso noto al grande pubblico con il Carosello "eh no, su De Rica non si può".

Il Consorzio si descrive come la "prima filiera nella coltivazione e trasformazione di derivati del pomodoro, con un fatturato di 230 milioni di euro. Oggi conta 370 aziende agricole associate che coltivano 7.000 ettari di terreno dislocati nella pianura Padana tra le province di Cremona (dove ha sede a Rivarolo del Re), Parma, Piacenza e Mantova". Raccolgono 550.000 tonnellate di pomodoro fresco per trasformarlo nei 3 stabilimenti di proprietà della cooperativa in prodotti esportati in 60 Paesi nel mondo.

Con l'ultima operazione unisce due marchi forti, posizionati su due segmenti differenti, che lo porteranno, dopo questa operazione, a detenere il 6,7% del mercato italiano della passata e il 4,36% di quello della polpa. De Rica torna ai propri territori di origine e soprattutto nelle mani dei cosiddetti pomodorai. Il marchio De Rica, infatti, è nato nel 1963 a Piacenza per volontà di Luigi Tononi, titolare dell'Industria conserve alimentari. Nel 2013 fu acquisito da Generale Conserve, specializzata nella produzione di conserve ittiche (Asdomar è il marchio di punta) nell'ambito di un più ampio progetto di diversificazione che aveva portato il gruppo a rilevare anche la carne in scatola Manzotin. Oggi, dopo il rilancio avviato a fine 2013 dalla stessa Generale Conserve, è un marchio affermato soprattutto al Nord, e in alcuni paesi esteri come Olanda, Gran Bretagna, Francia, Hong Kong, Indonesia e Stati Uniti.

Verso un sistema agroalimentare sostenibile: appuntamento degli economisti agrari all'università di Parma

Verso un sistema agroalimentare sostenibile, questo il titolo e la sfida del XV congresso triennale dell’associazione europea degli economisti agrari (www.eaae2017.it ).

L’importante appuntamento triennale si svolge per la prima volta a Parma da domani (martedì 29 agosto) a venerdì 1 settembre grazie alla candidatura presentata, a suo tempo, da Filippo Arfini, professore ordinario di Economia dei Network Agroalimentari del dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell'ateneo di Parma.

Durante la quattro giorni – che ha come sponsor principali Crédit Agricole Cariparma e L’Isola d’Oro, Conserve Ittiche - i rappresentanti del mondo agricolo, dell’industria agroalimentare, studiosi ed esperti (circa un migliaio) provenienti da ogni parte del mondo, parteciperanno a incontri e tavoli di lavoro per riflettere sulla sostenibilità del sistema agroalimentare di fronte ai nuovi scenari di mercato e alle istanze dei consumatori.

La sessione di apertura del congresso – in programma alle 17 di martedì 29 agosto all’auditorium polifunzionale del Campus, in via delle Scienze - sarà anticipata, alle 15,30, da una tavola rotonda sul tema L’industria agroalimentare italiana, affrontare le sfide economiche, politiche, sociali e ambientali di dimensione mondiale.

Per l’occasione interverranno Luca Virginio, responsabile della comunicazione e relazioni estere del gruppo Barilla; Giovanni Pomella, direttore generale di Parmalat; Giuseppe Colotto, amministratore delegato di Grandi Salumifici Italiani; Roberta Corrà, direttore generale del Gruppo Italiano Vini; Francesco Mutti, amministratore delegato di Mutti. Modererà l’incontro Domenico Dentoni (Wageningen University & Research).

Bce, dall'inizio della crisi scomparse oltre 700 banche

Il rapporto dell'Eurotower sul settore: gli istituti sono passati dai 3.881 di fine 2007 ai 3.154 di marzo 2017

MILANO - Quasi 700 banche banche sono scomparse dall'inizio della crisi finanziaria. È quanto emerge dal rapporto sul settore della Banca Centrale Europea che evidenzia  come il totale - fra grandi gruppi e singole istituzioni, anche straniere, con base nell'Unione Europea - sceso dalle 3.881 unità di fine 2007 alle 3.154 di fine marzo 2017. A certificarlo, la Banca Centrale Europea nel suo ultimo rapporto sul settore.

I dati mostrano un calo progressivo e inarrestabile dal picco di 3.928 istituzioni attive a fine 2008: solo nei primi tre mesi del 2017, il totale delle banche attive nell'Ue è sceso di 13 unità. La ripartizione per dimensioni mostra come a fine marzo operassero nell'Unione 34 'grandi' gruppi, 602 banche di 'medie' dimensioni e 2.518 'piccoli' istituti. Sono questi ultimi i più colpiti dalla riduzione in atto nel settore: in soli 9 mesi hanno cessato l'attività

autonoma più di 140 piccole banche (erano 2.661 a fine giugno 2016).

Nello stesso periodo gli asset delle banche che operano nell'Ue sono scesi di oltre 1.000 miliardi, da 34.988 miliardi a fine giugno 2016 a 33.982 a fine marzo 2017. 

La crescita cinese sorprende gli osservatori: +6,9%. Mercati Ue cauti

I listini globali hanno toccato nuovi record, in scia alla minor pressione sulla Fed per rialzare il costo del denaro dopo i dati deludenti sull'inflazione Usa. Shanghai in rosso per le pressioni regolatorie. Nonostante i massimi e le molte incertezze geopolitiche, l'indice della paura è ai minimi da un quarto di secolo

di RAFFAELE RICCIARDI

MILANO - Il Pil cinese batte le attese e mette di buon umore gli investitori in questo avvio di settimana, quando i volumi iniziano ad assottigliarsi per il periodo estivo. La potenza asiatica ha visto l'economia crescere, nel secondo trimestre 2017, al passo annuo del 6,9%, meglio delle stime degli analisti (6,8%) e confermando il dato del primo trimestre, mentre su base congiunturale il rialzo è stato dell'1,7%, confermando le previsioni della vigilia e facendo meglio dell'1,3% dei primi tre mesi. I dati diffusi dall'Ufficio nazionale di statistica scontano alcune incertezze come quelle legate alla stretta sulle transazioni immobiliari e sui prestiti bancari. Il governo aveva fissato a inizio anno un obiettivo di crescita attorno al 6,5%, dopo il 6,7% del 2016 che aveva segnato il record negativo da un quarto di secolo. Pur tra i rischi finanziari, rimarcati da ultimo la scorsa settimana da Fitch, il premier Li Keqiang ha detto a maggio di ritenere che il Paese possa centrare i trget di crescita. "Tutti i numeri pubblicati indicano che l'economia si è stabilizzata", ha chiosato oggi il capoeconomista per la Cina di Citigroup, Liu Li-Gang. Secondo Craig Botham di Schroders restano ferme le prospettive di "rallentamento nella seconda metà dell'anno. L'inasprimento del credito prosegue e impatta in modo generico l'economia, agendo da freno. Non vediamo motivi per cui ciò non debba verificarsi quest'anno".

Ue: in Italia record di Neet, aumenta la povertà

L'indagine 2017 sull'occupazione e sugli sviluppi sociali in Europa (Esde) pubblicata dalla Commissione: record lavoratori autonomi. Forte il gap tra percentuale di uomini e donne occupate. In tutta la Ue creati 10 milioni di posti di lavoro dal 2013

MILANO - Quasi un giovane su cinque in Italia, nella fascia tra 15 e 24 anni, non ha e cerca un lavoro né è impegnato in un percorso di studi o di formazione. Si tratta dei cosiddetti Neet e il nostro Paese vanta uno dei tassi più alti d'Europa: 19,9% contro una media nel Continente dell'11,5%. È uno dei dati che emerge dall'indagine 2017 sull'occupazione e sugli sviluppi sociali in Europa (Esde) pubblicata oggi dalla Commissione.

Lo studio rileva inoltre come l'Italia sia anche il Paese dove il numero di lavoratori autonomi è fra i più alti d'Europa (più del 22,6%), la differenza fra uomini e donne che lavorano è al 20,1%, e il numero di persone che vivono in condizioni di povertà estrema (11,9%) è aumentato fra 2015 e 2016, unico caso in Ue con Estonia e Romania.

Il report evidenzia non solo le difficoltà che i giovani incontrano nell'affacciarsi al mondo del lavoro, ma anche tutte le conseguenze che questo comporta. Nel 2016, la disoccupazione fra i 15 e i 24 anni è stata al 37,8%, in calo rispetto al 40,3% del 2015, ma comunque la terza in Europa dopo Grecia (47,3%) e Spagna (44,4%).

Chi riesce a trovare un lavoro, invece, in più del 15% dei casi ha contratti atipici (fra i 25 e i 39 anni, nel Regno Unito è meno del 5%, dati 2014), è "considerevolmente più a rischio precarietà", e se ha meno di 30 anni guadagna in media meno del 60% di un lavoratore ultrasessantenne. Ne consegue che i giovani italiani escono dal nido familiare e fanno figli fra i 31 e i 32 anni, più tardi rispetto a una decina di anni fa e molto dopo la media Ue, che si arresta intorno ai 26 anni.

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