Salta navigazione.
La vita sta cambiando pelle

Economia e Finanza

Economia e Finanza: informazioni e opinioni di economia, finanza, mercati finanziari, banche, industria, artigianato, agricoltura. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

USA: ALLARME MUTUI E CREDITO, OCCHI SU WALL STREET E FED

Paolo Rubino

(ansa.it) ROMA - Archiviato il terzo venerdì nero, e tre settimane di brusche correzioni per i mercati americani colpiti dalla crisi dei mutui subprime, l'attenzione è puntata sui primi segnali che darà Wall Street lunedì alla riapertura delle contrattazioni ma c'é attesa soprattutto sulla riunione  della Federal Reserve prevista per martedì prossimo.

I timori di un rallentamento dell'economia americana sostenuti da dati deludenti (come le ultime indicazioni sull'occupazione a luglio), e il rischio di primi effetti negativi della crisi del credito ad alto rischio sulla crescita, potrebbero essere elementi che pesano a favore di un orientamento verso un taglio dei tassi. E' una ipotesi considerata da alcuni commentatori anche se appare poco probabile: la maggior parte degli analisti resta infatti  convinta che la Fed lascerà i tassi invariati al 5,25% ribadendo che la principale preoccupazione è l'inflazione.

ANTITRUST: OK A FUSIONE BORSA MILANO-LONDRA STOCK EXCHANGE

(ansa.it) ROMA - Via libera dell'Antitrust alla fusione tra la Borsa di Milano e il London Stock Exchange.  In una nota l'Antitrust spiega di aver dato nella riunione di venerdì 3 agosto via libera "all acquisizione, da parte di London Stock Exchange (LSE), di Borsa Italiana (BIt)" perché "l'operazione non ha effetti restrittivi della concorrenza". Per l Antitrust "nell'offerta di servizi di quotazione, di negoziazione, di servizi informativi, nonché di post trading, LSE e BIt non appaiono configurabili allo stato come effettivi concorrenti, in quanto le loro aree di operatività presentano caratteri di complementarietà piuttosto che di sovrapposizione, sia in termini di presenza geografica che per il contenuto dei servizi offerti". Inoltre, spiega l'Antitrust, "LSE ha garantito all Autorità che le commissioni di negoziazione non subiranno alcun aumento in relazione alla prospettata migrazione dei servizi di BIt sulla piattaforma TradeElect oggi utilizzata da LSE, specificando in tal modo la previsione contrattuale che i prezzi di BIt non aumenteranno oltre il tasso di inflazione se la qualità del servizio rimarrà la stessa".

Le ragioni di un debito pubblico così elevato

Pierluigi Paoletti

(centrofondi.it) Ieri nel gruppo di discussione di centrofondi l’amico Lino Rossi , che studia da tanti anni il signoraggio, ha mandato un grafico interessante. Da una parte vediamo l’inflazione (in giallo), la linea marrone è la variazione negli anni del TUS e in rosso l’evoluzione, o forse è meglio dire l’esplosione, del debito pubblico.
Possiamo vedere come fino agli inizi degli anni ’80 il debito pubblico rimase a livelli alti, ma sempre nella media degli altri paesi europei.
Anche se sarà superfluo ricordarlo, è bene ribadire che il debito pubblico non è altro che la richiesta di denaro da parte dello stato alla banca centrale (bankitalia o bce): lo stato che ha necessità di denaro si indebita, per il valore facciale e non per il costo di stampa come sarebbe legittimo, nei confronti della banca centrale. Questo porta all’assurdo che più un’economia cresce, più ha bisogno di denaro cartaceo per rappresentare i beni ed i servizi prodotti, più si indebita. La cosa ancor più difficile da digerire per una mente che usa il buon senso è che lo stato si indebita con la banca centrale anche per fare infrastrutture, investimenti, che aiutino lo sviluppo e la crescita del paese e anche per l’assistenza e gli ammortizzatori sociali.
Tutto questo si può vedere bene nella crescita del debito pubblico durante tutto il dopo guerra. Ma cosa accadde esattamente negli anni ’80 per far decollare il debito pubblico?

Scacco al Web: critiche e bolle di sapone 2.0

Non c'é pace per Internet: prima la colpa era sempre della televisione, ora se la società va a rotoli, l'economia non decolla o si produce musica scadente è colpa del Web.

La bolla speculativa della new economy esplosa nel 1999 ha appena fatto in tempo a finire sui libri di storia che già si parla di una nuova crisi dell'economia legata al Web: le voci arrivano dall'America e come spiega Blogosfere High-Tech si tratta di previsioni formulate da blogger ed esperti di tecnologia.
L'autore della profezia è John Dvorack, blogger e editorialista, che con la sua tesi affascina alcuni colleghi e scatena le ire di altri. Come fa notare anche Macity, quella di Dvorack non è una vera e propria previsione per il futuro ma piuttosto un articolo senza tempo pubblicato con il solo scopo di bruciare le tappe; che sia preveggenza o opportunismo, fatto sta che l'intervento del novello Nostradamus ha fatto discutere.

Internet deve chiudere, la bolla del Web 2.0 sta per scoppiare

(hightech.blogosfere.it) Abbiamo cambiato idea, non aderiamo più all'iniziativa di Elton John "chiudi il Web per cinque anni e salva la musica" ma abbiamo deciso di prepararci all'esplosione della bolla speculativa del Web 2.0.

C'é un altro John che fa parlare di sé nella cronaca tecnologica e di nome non fa Elton. Si tratta di John C. Dvorak, blogger ed editorialista di PcMag che avverte: la bolla del Web 2.0 sta arrivando.

Blogbang: in Francia la creatività si diffonde con i blog

(economiaefinanza.blogosfere.it) Non è sempre è facile fare pubblicità su un blog. Alcune aziende ancora tentennano; alcuni blogger sono reticenti.

E' per questo che in Francia è nata Blogbang, una piattaforma nata con lo scopo di creare un ecosistema pubblicitario che metta in collegamento tre realtà: le marche che devono essere sponsorizzate, gli internauti pronti a creare le pubblicità per queste imprese e i blogger che accettano di "ospitare" queste pubblicità (qui la demo del progetto).

Esodo con caro-gasolio

(ANSA) ROMA - Il prezzo del gasolio prende il volo e, nei giorni dell'esodo estivo, sfonda quota 1,2 euro al litro. Vale a dire oltre 2.300 lire del vecchio conio per un litro di un auto diesel. Complice la nuova fiammata delle quotazioni internazionali delle materie prime - con il greggio schizzato nei giorni scorsi al nuovo record sopra 78,7 dollari a barile - alcune compagnie petrolifere hanno rimesso mano, negli ultimi giorni, ai propri listini. Con l'Agip che ha rincarato di 0,010 euro al litro facendo passare il prezzo di vendita con servizio, consigliato ai propri gestori a a 1,203 euro al litro. Per il diesel si tratta di un nuovo massimo da un anno. Rialzo del diesel anche per Shell e Total che, da oggi, hanno rincarato, rispettivamente, a 1,201 e 1,203 euro al litro mentre la Esso ha aumentato attestandosi a 1,198.

GOOGLE TRATTA CON I BIG DELLA TELEFONIA

Usa, via libera all'azienda per la gara di accesso alla frequenza dei 700 mhz. Contatti avviati tra Mountain View e i produttori di dispositivi portatili. Mostrati i primi G-phone, simili agli smartphone. Preoccupati i gestori di telefonia mobile. Gates minimizza: "Hanno sul mercato circa 30 prodotti, solo uno sta producendo profitti"

GIOVANNI GAGLIARDI

(Repubblica.it) ROMA - Google sempre più vicina alla telefonia. La Federal Communications Commission, in pratica l'Authority delle tlc Usa, ha parzialmente accolto le richieste avanzate da Google per la gara di accesso alla frequenza nazionale dei 700 megahertz. Ma questo sarebbe soltanto un pezzo della partita che si sta giocando. In ballo c'è, nientemeno, l'estensione delle reti Wi-fi e il Wi-max, e il drastico abbattimento dei costi della telefonia. E mentre Bill Gates minimizza e dice di non temere le mosse di Google, il colosso di Mountain View ha iniziato a mostrare i primi G-phone.

OK A FISSO-MOBILE, UN SOLO TELEFONO PER CASA E FUORI

(ANSA) ROMA - Un solo telefono per casa e fuori. Con il via libera dell'Autorità per le tlc ai servizi integrati fisso-mobile Telecom Italia e Vodafone potranno finalmente lanciare sul mercato, con tutta probabilità in autunno e quindi in tempo per il ricco periodo di Natale, le offerte che consentono di fare e ricevere chiamate sul fisso e sul mobile con un solo telefono. Si tratta di Unico, l'apparecchio 'accorpato' di Telecom Italia da usare dentro e fuori, e di Vodafone casa numero fisso, che consente di usare il cellulare come il 'vecchio' telefono di casa, eliminando dunque il fisso.

Internet: vendite album +44%

La musica digitale ha fatturato 7 mln nel primo semestre

(ANSA) - ROMA, 1 AGO - Le vendite di album negli store online sono cresciute, nel primo semestre del 2007, del 44% mentre i singoli si sono fermati al 33%. I dati sono stati forniti dalla Fimi. E' la prima volta che gli album superano le vendite dei singoli in rete, benché questi ultimi costituiscano ancora la maggior parte dei download dei consumatori italiani sui molteplici negozi digitali attivi in Italia. In totale la musica digitale ha fatt

PETROLIO RECORD, 78,70 DOLLARI A NEW YORK

(ANSA) ROMA - Nuovo record storico del petrolio. Al mercato di New York, le quotazioni hanno raggiunto un nuovo picco a 78,70 dollari al barile superando il precedente record di 78,40 dollari toccato un anno fa.

L'impennata record dei prezzi petroliferi segue il calo più forte del previsto delle scorte di greggio negli Usa. Il Dipartimento dell'Energia statunitense ha comunicato una contrazione degli stock di 6,5 milioni di barili per la quarta settimana di fila, a quota 344,5 milioni di barili (-1,85%). A mettere in tensione il mercato è il rischio di un deterioramento delle scorte di greggio, a fronte di un incremento dell'operatività delle raffinerie che stanno aumentando la produzione di carburanti e combustibili in vista dei mesi invernali. Il tasso di operatività è salito al 93,6%, ai massimi da 13 mesi.

ALITALIA, SI DIMETTE IL PRESIDENTE LIBONATI

(ANSA) ROMA - Il presidente dell'Alitalia Berardino9 Libonati si è dimesso dalla compagnia. Lo rende noto un comunicato dell'azienda. Libonati, si legge nel comunicato, ha motivato la decisione "dopo aver rammentato di aver accettato l'incarico in stretta correlazione alla procedura di vendita promossa dall'azionista di maggioranza della compagnia in conseguenza della chiusura della gara e delle prospettive che la società deve affrontare di apertura a soluzioni propriamente operative ha ravvisato la necessità di capacità ed esperienza manageriale e conoscenza del settore". Alitalia ricorda nella nota che Libonati "rientrava fra gli amministratori indipendenti e non era esecutivo, in quanto non gli erano state conferite deleghe gestionali".

LUSSO ETICO?

Nasce il Luxury Ethical Council, per promuovere il lusso che ha un'anima

Mariangela Maritato

(ilsole24ore.com) I principi del mercato del lusso possono avere una coscienza e seguire un'etica. Rumah London, marchio di prodotti artigianali di alta qualità, ha deciso di dar vita al "Luxury Ethical Council", un progetto che concilia il lusso, la produzione di prodotti di eccellenza, le economie dei paesi in via di sviluppo e un'etica d'impresa che favorisca lo sviluppo dei paesi più poveri. Il "Council" sarà composto da designer, operatori del settore e imprenditori e prende le mosse da un progetto già esistente, il "Cashmere with a conscience", realizzato da Andreas Lim, fondatore dell'azienda Rumah. Un piano aperto a tutti gli operatori, progettisti e proprietari di brand di lusso che vogliano far proprio il principio generale che sta alla base dell'iniziativa.

Dow Jones a Murdoch, accordo chiuso con la famiglia Bancroft

(ilsole24ore.com) La vendita di Dow Jones per 5 miliardi di dollari al magnate australiano Rupert Murdoch sarebbe cosa fatta. La famiglia Bancroft, che controlla Dow Jones con il 64% dei diritti di voto, «ha accettato» l'offerta da 5 miliardi di dollari lanciata dal magnate australiano, soprannominato lo "squalo", per acquisire la società che edita il primo quotidiano finanziario del mondo, il Wall Stret Journal (Wsj).

Lo ha reso noto il direttore esecutivo di Dow Jones Indexes, John Prestbo, precisando che l'informazione arriva da un documento interno della compagnia. «Dow Jones - ha detto Prestbo ai cronisti - sarà parte di News Corporation». La famiglia è rimasta spaccata esattamente in due, ma la garanzia del 32% dei voti a Murdoch, sommata al 29% già garantito da altri azionisti, ha messo fine alla discussione.

DRAGHI: PEGGIORA CREDITO MEZZOGIORNO

(ANSA) ROMA - "La qualità del credito nel Mezzogiorno ha mostrato, negli ultimi mesi, segni di deterioramento, con un aumento dei crediti inesigibili sia tra le famiglie consumatrici sia tra le imprese". Lo ha detto il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, nel corso di un'audizione alla commissione Antimafia.

TASSI FINANZIARIE MOLTO ELEVATI
"I tassi di interesse per i prestiti restano più alti della media euro. E i tassi applicati dalle finanziarie sono molto più elevati di quelli del mondo bancario".

Telecom, la grande truffa fiscale

Scatta una multa da 1,6 miliardi. Le Entrate: "Sequestriamo i beni di Gnutti, Hopa e complici". Per 4 anni l'amministrazione finanziaria ha "graziato" la Bell. Chi è intervenuto? Nel marzo 2003 accertamenti fiscali danno esito negativo. Chi li esegue è oggi al centro della partita tra Visco e il geneale Speciale

CARLO BONINI

(Repubblica.it) ROMA- Nell'estate del 2001, la cessione a Marco Tronchetti Provera del pacchetto azionario di controllo di Telecom Italia ha sottratto al Fisco 600 milioni di euro, (1.266 miliardi delle vecchie lire). E per l'amministrazione delle Finanze, è arrivato il tempo che quel denaro rientri nelle casse dell'Erario.

L'Agenzia delle entrate ha notificato un avviso di accertamento fiscale ai soci e agli amministratori pro-tempore della società "Bell", la cassaforte lussemburghese del finanziere bresciano Emilio Gnutti che di Telecom aveva il controllo e attraverso cui ne venne perfezionata la vendita. Sei anni fa, i soci di "Bell" raccolsero dalla transazione plusvalenze esentasse per 2 miliardi di euro (3.500 miliardi delle vecchie lire). Dovranno ora versare 600 milioni di euro a titolo di "maggiore imposta" evasa e 1 miliardo di euro "a titolo di sanzioni". Quell'esenzione non gli spettava, perché Bell era una società italiana a tutti gli effetti, e fu ingiustamente favorita.

"Considerata l'entità del danno erariale, nonché la distrazione del patrimonio sociale di "Bell" - scrive l'Agenzia delle entrate nel provvedimento - si rende opportuna l'iscrizione di ipoteca sui beni dei trasgressori e dei soggetti obbligati in solido, con conseguente sequestro dei loro beni, compresa l'azienda".

Scoppia la bolla dei "derivati"

Bankitalia avverte gli operatori: dovete spiegare ai clienti i rischi che corrono

FRANCESCO MANACORDA

(La Stampa.it) «Maneggiare con cura e tenere fuori dalla portata degli incompetenti». Se i prodotti finanziari fossero come i medicinali già da tempo i contratti derivati recherebbero questa dicitura in caratteri ben visibili. Ma così non è. Il caso Italease - un «buco» da 700 milioni sui derivati che per essere ripianato avrà bisogno di un aumento di capitale della stessa entità - è l’ultimo ma non isolato esempio dei pericoli che si possono concretizzare con un uso disinvolto di questi strumenti finanziari, che espongono alla possibilità di guadagni o perdite assai ampi rispetto alle cifre sottoscritte. Pericoli spesso aumentati dalla mancanza di informazione di chi li sottoscrive e dall’assenza di sistemi di controllo adeguati tra chi li colloca.

Così la Banca d’Italia e la Consob stanno correndo ai ripari. Lo fanno sia con un esame approfondito su quantità e genere di strumenti derivati in circolazione, sia aumentando il livello di attenzione nei confronti degli operatori. Il tutto in attesa della direttiva Mifid, la norma europea sui mercati finanziari che in Italia diverrà legge dal 1° novembre e che, almeno sulla carta, dovrebbe mettere al riparo molti investitori da sorprese sgradite. L’attenzione rinnovata sui derivati si spiega con le «patologie» - modello Italease - del sistema ma anche con le dimensioni enormi che il settore ha assunto. In Italia nel 2001 il valore dei contratti derivati stipulati sul rischio tassi e sul rischio cambi raggiungeva già la ragguardevole cifra di 2.000 miliardi di dollari.

I tentacoli dei clan sulle grandi opere

La nuova 'ndrangheta punta all'Alta velocità Torino-Milano

MASSIMO NUMA

(La Stampa.it) TORINO I tentacoli delle 'ndrine calabresi sui cantieri delle grandi opere del Nord. Poi: nuove e pericolose organizzazioni criminali, nate dalle antiche cosche ma ormai autonome nel Nord, slegate dal controllo dei boss d’origine. «Famiglie» radicate da almeno due generazioni, con obiettivi più sofisticati e lontani dalle tradizionali attività dei clan, narcotraffico ed estorsioni. Nomi illustri: Morabito, Marando, Belcastro, Megna, Belfiore, Bonavita, Bruzzaniti, D'Agostino, Ilacqua, Macrì, Mancuso, Palamara, Polifroni, Romanello, Ursino, Varacolli, Vrenna, Laganà.

Come spendere 9 euro invece di 300 dal notaio

Antonella Donati

(Repubblica.it) Fare a meno del notaio per comprare casa non si può. Risparmiare sì, e anche in maniera significativa. E questo un po' grazie alle varie “lenzuolate”, un po' per merito del decreto fiscale dell'ottobre scorso che ha abolito le imposte sulle visure catastali e ridotto i costi per quelle ipotecarie. Insomma le opportunità di spendere meno ci sono, ma occorre entrare nell'ordine delle idee di far da sé alcune delle operazioni finora delegate al notaio e che incidono per svariate centinaia di euro sul costo dell'atto. Se ci si attiva in proprio, invece, si risparmia, e non si corre alcun rischio anche se bisogna essere un minimo in grado di districarsi tra le carte.

BANCA ITALEASE: DIMISSIONI CDA, ORA INDAGINI IN PROCURA

(ANSA) MILANO - Dopo un consiglio d'amministrazione fiume durato fino a tarda notte i vertici di Banca Italease, finita sull'orlo del collasso a causa della 'mina' derivati, rassegnano le dimissioni come richiesto dalla Banca d'Italia . Mentre i Pm milanesi Roberto Pellicano e Giulia Perrotti a questo punto sono liberi di convocare i testimoni che riterranno opportuni dopo l'ennesima debacle del risparmio italiano (al momento non ci sono indagati né ipotesi di reato). I primi interrogatori sono attesi già in settimana, mentre sui tavoli dei Pm cominciano a prendere forma i dossier sulle perdite del gruppo. E così prima di andarsene i vertici di Banca Italease hanno licenziato i conti al 30 giugno, evidenziando perdite per 387,7 milioni di euro. In particolare, il rosso derivati ammonta a 685,5 milioni in parte ammortizzati da le altre voci del bilancio della banca.

Ecco i 20 top manager più pagati d'Europa

(Ilsole24ore.com) Sono i francesi a guidare la classifica dei 20 top manager più pagati d'Europa, stilata come ogni anno da «Fortune», occupando ben dieci posti fra i quali il primo e il secondo. Carlos Ghosn, Ceo del gruppo Renault, è in cima alla lista con 33,3 milioni di euro (45,5 milioni di dollari), una cifra che prò non include quella che percepisce per il suo ruolo di Ceo di Nissan, società giapponese di cui Renault ha la maggioranza. Al secondo posto, con circa la metà, si posiziona Jean-Paul Agon, Ceo di L'Oréal, con 14,1 milioni di euro. Al terzo posto si trova l'italiano Alessandro Profumo, di Unicredit, con 13,2 milioni, unico connazionale insieme a Sergio Marchionne di Fiat, che si ferma al 13° posto con 6,3 milioni di euro. L'altra azienda italiana ad apparire nella classifica di Fortune è Assicurazioni Generali, al quinto posto con il suo Ceo Antoine Bernheim che nel 2006 ha guadagnato 10,4 milioni. La classifica di Fortune, stilata dall'azienda di ricerca britannica Board-Ex, ha calcolato le entrate del 2006 tenendo conto degli stipendi, dei bonus, delle options e di altre voci.

ACCORDO TELECOM - TISCALI

Accordo con Telecom: Tiscali diventa operatore mobile virtuale

(Ilsole24ore.com) Telecom Italia e Tiscali hanno siglato un accordo che consente a Tiscali di diventare operatore mobile virtuale, offrendo servizi mobili e integrati anche alla clientela tradizionale. Tiscali potrà proporre offerte competitive al mercato su tutta la gamma di servizi mobili, operando con il proprio marchio e disponendo di numerazioni dedicate. Il servizio sarà disponibile sia in Italia che all'estero, grazie alla copertura in roaming internazionale garantita dalla rete di Telecom.

Processori, la Ue accusa Intel

Concorrenza sleale con Amd. La Commissione europea ha deciso di procedere per abuso di posizione dominante
Il colosso americano potrebbe pagare una multa record di tre milardi di euro

(Repubblica.it) BRUXELLES - Intel finisce nel mirino dell'antitrust. Il portavoce della Commissione Europea Ton Van Lierop ha infatti annunciato la decisione di Bruxelles di procedere contro il colosso americano dei microprocessori, accusato di "concorrenza sleale nei confronti del rivale Amd".

Secondo la Commissione europea, negli ultimi anni Intel avrebbe praticato sconti "illegali" ai costruttori di personal computer al fine di mantenere il suo vantaggio su Advanced Micro Device, unica società competitrice nel mercato dei microprocessori con circa il 20% del mercato. E la cui concorrenza, nel 2006, aveva fatto crollare il titolo Intel ai minimi storici dal 1995.

Wall Street, l'immobiliare affonda gli indici. Europa in rosso

Wall Street, l'immobiliare affonda gli indici. Europa in rosso

Video

(ilsole24ore.com) Tira aria di correzione, sui mercati azionari di tutto il mondo. Dopo la pubblicazione di trimestrali non esaltanti (vedi il calo dei profitti del colosso ExxonMobil) e soprattutto del dato sulla vendita di nuove case negli Stati Uniti relativo al mese di giugno, i listini azionari a Wall Street hanno incrementato le perdite, trascinando al ribasso, oltre il 2%, le Borse europee, che hanno bruciato 270 miliardi di euro di capitalizzazione. Venerdì mattina stessa musica in chiusura per i listini asiatici, con Tokyo al -2,36% e Seul al -4,1 per cento. E in apertura indici continentali ancora giù: Londra e Parigi entrambe al -0,9%, Milano (Mibtel) -0,75%.

ENI: -9,9% UTILE SEMESTRE, ACCONTO CEDOLA 2007 A 0,60 EURO

(ANSA) ROMA - Eni ha chiuso il primo semestre con un utile netto adjusted di 4,90 miliardi di euro, in calo del 9,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La società, si legge in una nota, si appresta a distribuire un acconto sul dividendo di 0,60 euro, invariato rispetto al 2006, da mettere in pagamento a partire dal 25 ottobre con stacco cedola il 22 ottobre 2007. Nel secondo trimestre l'utile netto adjusted è sceso del 10,6% a 2,22 miliardi, mentre quello operativo è calato del 17% a 4,2 miliardi.

La performance negativa del secondo trimestre, spiega Eni, è legata alla flessione dal lato operativo delle divisioni Exploration & Production (-14,4% l'utile netto, per l'apprezzamento del 7,3% dell'euro rispetto al dollaro, la minore produzione venduta ed i maggiori costi di ricerca esploraviva) e Gas & Power (-34,5% il risultato netto, per la flessione dei margini e l'impatto del clima mite, in particolare ad aprile). Il calo dell'utile, anche su base semestrale, è stato parzialmente compensato "dall'effetto positivo della riduzione del 'tax rate adjusted'", del 2% sul trimestre e dell'1% sul semestre. Anche la produzione di idrocarburi ha segnato una battuta d'arresto, scendendo dello 0,7% nel trimestre (1,736 milioni di barili/giorno) e del 2,9% nel semestre (1,735 milioni). Il dato paga "essenzialmente l'impatto negativo delle tensioni sociali in Nigeria", anche se, su base semestrale, si continua a scontare la risoluzione unilaterale con cui il Venezuela ha rinazionalizzato il giacimento di Eni a Dacion. Confermato comunque per l'anno in corso il livello di produzione del 2006, con un prezzo del brent di 55 dollari a barile.

style="display:inline-block;width:728px;height:90px"
data-ad-client="ca-pub-1148397743853804"
data-ad-slot="6534948771">

Condividi contenuti