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Economia e Finanza

Economia e Finanza: informazioni e opinioni di economia, finanza, mercati finanziari, banche, industria, artigianato, agricoltura. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

TELECOM: BOLLORE',MEDIOBANCA DESIGNA GALATERI-BERNABE'

Sara Bonifazio

(ansa.it)
MILANO - La strada verso l'era di Gabriele Galateri e Franco Bernabé in Telecom è spianata, ma per il loro insediamento ci vorrà ancora qualche giorno. La designazione è comunque un segnale di stabilità e in Borsa il titolo, in una giornata negativa per il listino, si distingue toccando nel corso della seduta un rialzo oltre l'1% e chiudendo in progresso dello 0,42% a 2,16 euro. Il comitato nomine di Mediobanca ha avallato la proposta di indicare alle cariche di presidente e amministratore delegato di Telecom Italia Galateri e Bernabé anche se, ancora una volta, a Piazzetta Cuccia non c'é quell'armonia che ci si sarebbe aspettati.

Marco Tronchetti Provera preferisce "non esprimere nessuna valutazione" in quanto 'venditore' della quota Olimpia e Dieter Rampl, presidente di Unicredit, si è astenuto, non tanto perché dissenziente sui nomi quanto per criticare l'approccio e il metodo, 'poco di mercato', usato nella scelta. I soci Telco dovranno ora valutare se convocare una riunione della holding.

Dopo di che verrà fissato il Cda di Telecom. Ora prima di riunire il consiglio del gruppo, che coopterà i due manager, i nuovi soci devono trattare l'uscita di Pasquale Pistorio e Riccardo Ruggiero (si dà per scontato che saranno loro a farsi da parte) e potrebbero essere necessarie un paio di giorni. La questione delle deleghe poi, in particolare quella alla finanza affidata al vicepresidente Carlo Buora non sarebbe stata discussa, ha detto Vincent Bolloré uscendo dalla sede di Mediobanca. Sulla sua conferma e sulle deleghe il pallino dovrebbe finire in mano a Bernabé.

SI ANNUNCIA UN NATALE DAI CONSUMI FREDDI

(ansa.it) ROMA - Sarà un Natale 'freddo' quello di quest'anno sotto il profilo dei consumi. Secondo Confesercenti l'ammontare complessivo delle tredicesime sarà di 36,6 miliardi di euro, dei quali poco meno di 18 miliardi verranno utilizzati per gli acquisti natalizi, con una diminuzione dell'1,8%, pari a 336 milioni di euro, rispetto all'anno scorso. Il passo indietro é dovuto alla contrazione di 88 milioni per le spese per la casa e di 248 milioni (-5%) per i regali.

I consumi natalizi, sottolinea Confesercenti, "riflettono l'andamento di un anno economicamente difficile, con molti balzelli e poche illusioni nel quale sono aumentati (dal 61% al 67%) coloro che hanno tagliato diverse spese del loro bilancio". A pagarne le conseguenze sono stati soprattutto i settori dell'abbigliamento (quasi la metà degli italiani ha ridotto il bugdet per questi acquisti), delle vacanze, della casa e anche i beni alimentari. E il Natale non porterà alcun colpo di reni. Dall'indagine Confesercenti-Publica Res risulta infatti che il segno meno dominerà la spesa delle tredicesime: simbolo di questa frenata é ancora una volta il settore dell'abbigliamento che registra una contrazione di 8 punti percentuali (dal 35% al 27%) ma la flessione colpisce anche i viaggi (6 punti in meno), auto e moto (-3) mobili e elettrodomestici (-2), giocattoli (-2). Secondo il sondaggio condotto dall'associazione, la maggioranza degli italiani non si aspetta nulla di nuovo dal Natale 2007, tanto che il 56% risponde che sarà "uguale" a quello del 2006. Gli ottimisti, con il 23%, prevalgono invece sui pessimisti (19%).

MENO BIRRA, PIU' VINO: RIVOLUZIONE NEI PUB INGLESI

(ansa.it) ROMA - La birra sembra perdere l'arena di consumo più tradizionale: il pub inglese. Dove le ordinazioni di pinte sono scese al minimo storico (-49%) dal 1979 e il vino si afferma come 'nuova tendenza del bere' oltremanica. A monitorare "la rivoluzione in atto" nei locali più amati dalla working class britannica, come testimoniano numerosi film di Ken Loach, è proprio l'Associazione dei pub e dei birrai del Regno Unito che attesta l'argine ai fiumi di birra per "un'evoluzione del gusto inglese verso il vino. Al punto che il consumo in Gran Bretagna potrebbe superare entro il 2010 quello dei francesi e degli italiani, in termini di budget destinato agli acquisti nel mondo di Bacco".

"Gli inglesi stanno bevendo meno birra, ma meglio - commenta il general manager della Worldwide Sommelier Association e presidente dell'Ais di Roma Franco Maria Ricci - perché si è superata la fase di massiccio consumo nei popolari luoghi di ritrovo british. E il vino, da prodotto di nicchia, cresce perché lì si è cominciato a promuovere l'enocultura. Per gli inglesi il vino italiano di qualità ha richiami culturali forti a paesaggi fascinosi e ai luoghi d'arte. E anche in Italia - afferma Franco Mario Ricci - i sommelier stanno riempiendo di vino alcuni qualificati pub e incontrano un 34% di giovani sotto i 24 anni nei 100mila iscritti ai corsi dell'Ais Roma. Giovani che parlano con sempre maggiore cognizione di vino. Ed è alle nuove generazioni, nei loro luoghi di ritrovo - auspica il presidente dell'Ais Roma - che le istituzioni dovrebbero rivolgersi per promuovere la cultura del vino e il consumo consapevole".

BORSA, EUROPA MANDA IN FUMO 187 MILIARDI

(ansa.it) Le Borse Europee mandano in fumo 187 miliardi di euro. I mercati del Vecchio Continente nella seduta odierna hanno registrato una flessione dell'indice Stoxx 600 del 2,21%.

E' iniziata male la settimana per le borse mondiali, che hanno accusato il primo colpo a Tokyo nella notte, con un calo dello 0,74%, per scivolare poi nel corso della giornata anche nel Vecchio Continente, con un calo medio dell'indice Stoxx 600 del 2,21% e un passivo di 187 miliardi di euro rispetto alla chiusura di venerdì. Sotto pressione anche Wall Street, in calo di oltre l'1% sia per il Dow Jones sia per il Nasdaq, frenati dallo spettro della recessione che colpisce gli Usa.

E proprio il rallentamento della prima economia mondiale, che potrebbe interessare anche la Cina, ha fatto scattare le vendite sui vari comparti, con la crisi dei mutui subprime ancora incombente, come indicano i diversi report degli analisti finanziari.

Sotto pressione a Zurigo Ubs (-4,63%), gigante europeo del credito, dopo il declassamento da parte di Dresdner Kleinwort su timori di un protrarsi della crisi dei subprime per il 2008. Forti vendite anche su Swiss Re, che ha lasciato sul campo il 10,25% dopo aver svalutato il proprio portafoglio di 1,2 miliardi di franchi. In calo, sulla piazza elvetica, anche Swatch (-5,22%), che ha scontato invece i timori di una recessione negli States. Vero e proprio tracollo per Northern Rock (-21,42%), dopo l'annuncio che il governo britannico chiuderà i rubinetti del credito all'istituto colpito dalla crisi di liquidità lo scorso settembre.

Pesanti anche i bancari Rbs (-5,28%), Fortis (-4,72%) e Credit Agricole (-4,51%). Sotto pressione le materie prime con Antofagasta (-7,65%) e Anglo American (-7,26%), che hanno scontato invece i timori di un calo della domanda da parte della Cina, numero uno mondiale per il consumo di metalli e di greggio.

ALMUNIA: SITUAZIONE DELL'ECONOMIA NON FACILE IN EUROPA

(ansa.it) BRUXELLES - A proposito della crescita dell'economia europea, il commissario Ue agli Affari economici e monetari, Joaquin Almunia, ribadisce l'esistenza di rischi e parla di "situazione non facile".

"Sul fronte del pil - ha spiegato - ci sono rischi legati ai mercati finanziari, al rallentamento degli Stati Uniti, ai prezzi del petrolio e chiari rischi per l'inflazione. La situazione non è facile - ha quindi aggiunto - ma ci sono anche fondamentali abbastanza buoni della nostra economia che possono aiutarci".

CINA, ECONOMIA A GONFIE VELE

(ansa.it) PECHINO - Il surplus commerciale cinese ha stabilito un nuovo record mensile in ottobre toccando i 27,05 miliardi di dollari, secondo le cifre del commercio estero fornite dal sito Internet degli uffici doganali. Il precedente record mensile risale a giugno, con 26,91 miliardi di dollari. Tra gennaio e ottobre, il surplus commerciale è di 212,4 miliardi di dollari, con un aumento del 59% annuale, superando nettamente il record stabilito nel 2006 (177,5 miliardi di dollari).

CORSA ALLA QUOTAZIONE IN PIAZZA AFFARI

(ansa.it) MILANO - La correzione dei mercati azionari in atto ormai da diversi mesi e innescata dalla crisi dei mutui subprime Usa non scoraggia la corsa alla quotazione a Piazza Affari con 28 matricole che sono approdate sul listino da inzio anno, di cui 10 dal mese di luglio e molte altre in lista di attesa.

Sulla rampa di lancio si trova una nutrita pattuglia fra cui il gruppo editoriale Il Sole 24 ore, la società di produzione televisiva Rainbow (quella che ha lanciato in tutto il mondo le fatine Winx) la quale ha suscitato anche l'interesse del finanziere tunisino Tarak Ben Ammar, consigliere di Mediobanca, che ha rilevato un 2% del capitale.

In cammino per la Borsa inoltre Molmed, la società di biotecnologia nata da uno scorporo dell'Istituto Scientifico San Raffaele e il produttore di pasta abruzzese De Cecco. Un fenomeno che prosegue quindi, nonostante il Mibtel segni un passivo del 7,6% da inizio anno e diverse società giunte sul listino quotino al di sotto del prezzo di collocamento. Negli ultimissimi giorni hanno iniziato le contrattazioni la società di articoli e pelletteria Piquadro e la griffe di gioielleria Damiani che ha dovuto affrontare un primo giorno particolarmente ostico. Lunedì sarà il turno della società che opera nel campo energia rinnovabile Fri-El Green Power e della Finaval, attiva nel trasporto marittimo di prodotti energetici e il 26 novembre arriverà il gruppo industriale Maire Tecnimont. Certo si tratta di numeri e società di dimensioni contenute, specchio del panorama dell'industria italiana fatto prevalentemente di piccola e media industria, lontana dalle maxi Ipo della Cina dove la Petrochina e Alibaba.com hanno raccolto miliardi di dollari superando per capitalizzazione i colossi del mondo occidentale come Exxon.

MUTUI, BOOM PIGNORAMENTI NEL 2007

(ansa.it) ROMA - Boom dei pignoramenti immobiliari legati all'aumento dei mutui. Tra il 2006 e il 2007 la crescita e' stata in media del 23%. L'incremento e' stato superiore al 20% nelle principali citta' italiane, a cominciare da Roma e Milano, con aumenti che sfiorano il 29% in centri come Napoli e Venezia e un picco del 41% a L'Aquila. E' il quadro che emerge dalle stime raccolte dall'Adusbef attraverso un monitoraggio in alcuni dei maggiori Tribunali italiani. Le procedure immobiliari o pignoramenti sarebbero pari al 3,5% del totale dei mutui, corrispondente, in valori assoluti, a circa 120 mila casi su 3,5 milioni di mutui erogati.

L'Ue: il Pil italiano resta sotto la media euro, +1,4% nel 2008

(ansa.it) BRUXELLES - "La crescita dell'economia italiana prosegue, ma resta sotto la la media della zona euro": é quanto afferma la Commissione Ue, che nelle sue 'previsioni di autunno' stima un aumento del Pil dell'1,9% nel 2007, dell'1,4% nel 2008 e dell'1,6% nel 2009. Eurolandia crescerà del 2,6% quest'anno e del 2,2% il prossimo. In particolare - spiega Bruxelles - "all'inizio del 2008 l'andatura della crescita sarà considerevolmente più bassa di quanto lo è stata nel 2007" e "l'Italia continuerà a perdere quote di mercato".

DEFICIT ITALIA AL 2,3% NEL 2007 E 2008
Il rapporto deficit-Pil in Italia si attesterà al 2,3% sia nel 2007 sia nel 2008. Sono queste le 'previsioni d'autunno" della Commissione Ue che stima un disavanzo al 2,9% anche nel 2009. Tali previsioni sono leggermente riviste al rialzo rispetto a quelle pubblicate da Bruxelles nella scorsa primavera (2,1% nel 2007 e 2,2% nel 2008) e sono sostanzialmente in linea con quelle del Governo contenute nell'ultima Finanziaria (2,4% nel 2007 e 2,2% nel 2008). La Commissione Ue sottolinea come il calo dal 4,4% del 2006 "riflette le buone entrate oltre che l'impatto di alcune misure una tantum". Per Bruxelles, inoltre, "esistono rischi legati alle previsioni del deficit 2008": se infatti "é possibile un migliore effetto trascinamento dal 2007, dati i buoni risultati di bilancio nella prima parte dell'anno", dall'altra parte "scivolamenti di bilancio simili a quelli registrati nel 2007 possono portare a un deficit più alto". "Incertezze significative" esistono anche sul risultato dei cambiamenti apportati al sistema di tassazione delle aziende.

MPS: COMPRA DA SANTANDER ANTONVENETA PER 9 MLD

Andrea D'Ortenzio

(ansa.it) MILANO - Colpo a sorpresa di Mps che acquista Antonveneta per 9 miliardi di euro in contanti dal Banco Santander e guadagna così la posizione di terzo gruppo bancario italiano. L'istituto senese, che era rimasto tagliato fuori dall'ondata di fusioni delle banche, fa così tornare in mani italiane la banca padovana conquistata da Abn al termine della lotta con la Bpi di Fiorani durante l'estate dei 'furbetti del quartierino' del 2005.

Con l'acquisizione di Abn poche settimane fa da parte della cordata Santander-Fortis-Rbs, Antonveneta era stata poi assegnata agli spagnoli. In seguito all'annuncio, giunto all'inzio del pomeriggio dopo la sospensione del titolo in Borsa, commenti positivi sono arrivati dal presidente dell'Abi Corrado Faissola, dal numero uno della Cdp Alfonso Iozzo, dagli enti locali senesi e toscani e dai sindacati. In attesa di conoscere il piano i soggetti politici e industriali veneti. Mps passerà così da 2000 a 3000 sportelli insediandosi nelle ricche regioni del Nord, indicate da sempre come il tassello mancante. I dipendenti saliranno a 36mila. Per finanziare i costi dell'operazione il Monte (che va ricordato capitalizza 12,6 miliardi) lancerà all'inizio del 2008 un aumento di capitale da 4,5-5 miliardi che coprirà il 50% del fabbisogno per riportare l'indice di patrimonializzazione Tier1 sopra il 5%.

DOPO I RECORD FRENA IL PETROLIO, RALLENTA ANCHE IL SUPER EURO

(ansa.it) NEW YORK - Petrolio in calo sul mercato elettronico after hours di New York. Il greggio con consegna a dicembre, che ieri aveva sfiorato la soglia dei 100 dollari al barile, oggi e' sceso fino a 94,93 dollari (-1,5%): a pesare e' stato il dato sulle scorte Usa diffuso ieri, che ha evidenziato un calo dimezzato rispetto a quello che si attendeva il mercato.

PETROLIO: A 95,32 DOLLARI AL BARILE SU MERCATI ASIATICI
SINGAPORE - Il prezzo del petrolio, che aveva superato ieri i 98 dollari al barile, era in ripiego oggi negli scambi elettronici in Asia, sotto i 96 dollari. Negli scambi della mattina sui mercati asiatici, il barile di 'light sweet crude' con consegna a dicembre cedeva 1,05 dollari, fermandosi a 95,32 dollari, contro i 96,37 dollari al barile di ieri sera New York.


CAMBI: EURO SEMPRE FORTE, MA SOTTO QUOTA 1,47 DOLLARI

ROMA - Euro sempre forte ma sotto quota 1,47 dollari nei primi scambi della mattinata sui mercati valutari europei. La moneta unica passa di mano a 1,4656 dollari (contro 1,4722 della quotazione Bce di ieri) e a 165,09 yen (166,07 la rilevazione precedente).


BORSA: EUROPA IN ROSSO

Negative le aperture delle Borse europee sulla scia di Wall Street: Piazza Affari vede il Mibtel perdere in avvio l'1,18%, lo S&P/Mib l'1,24%, in rosso l'All Stars (-1% ). Apertura in ribasso anche per la borsa di Francoforte, con l' indice Dax in calo dello 0,36%, Parigi lascia l'1,41%, Londra l'1,28%.

CONSUMI: SFUMA LA RIPRESA, FRENATA A SETTEMBRE

(ansa.it) ROMA - Sfuma la ripresa (0,1% a settembre, il dato più basso degli due anni), consumi in frenata per tutti i beni e i servizi, compresa la mobilità (-0,4%), reggono solo il comparto delle comunicazioni (+8,7%) e quello della cura della persona (+4,2%); e nei primi nove mesi dell'anno l'aumento delle quantità acquistate è stato di appena lo 0,7% rispetto all'1,7% dell'analogo periodo del 2006: questi, in sintesi, i principali risultati che emergono dall'Indicatore Consumi e Prezzi di Confcommercio relativo al mese di settembre.

Nel dettaglio, l'indicatore segnala a settembre 2007, dopo i modesti miglioramenti registrati nei mesi di luglio ed agosto, una variazione dei volumi acquistati dalle famiglie del +0,1% nei confronti dell'analogo mese dello scorso anno, il dato più basso dell'ultimo biennio. Nella media del periodo gennaio-settembre le quantità acquistate hanno registrato un aumento, in termini tendenziali dello 0,7%, valore decisamente inferiore all'1,7% registrato dall'indicatore nell'analogo periodo del 2006.

Nell'ultimo mese di rilevazione una sostanziale dinamicità della domanda si è registrata solo per i capitoli relativi alle comunicazioni ed alla cura della persona, mentre per la mobilità, che aveva sostenuto la domanda delle famiglie nei mesi precedenti, si è registrata una battuta d arresto. "La contenuta evoluzione della domanda delle famiglie rilevata dall'indicatore - si legge - si inserisce in un contesto economico caratterizzato da molti elementi di incertezza come confermano il progressivo ridimensionamento del clima di fiducia delle famiglie e gli andamenti più recenti di produzione industriale ed ordinativi che segnalano nel mese di agosto una ripresa dei livelli di attività (+1,3% la variazione congiunturale) a cui si contrappone un ridimensionamento degli ordinativi (-0,8% congiunturale)".

Onu: commercio e sviluppo, Italia al 21mo posto

(ansa.it) GINEVRA - L'Italia risulta 21ma in una classifica delle Nazioni Unte sul commercio e lo sviluppo. Gli Stati Uniti risultano invece primi nella graduatoria elaborata dall'Unctad e restano il Paese meglio dotato sul piano economico, sociale, normativo e governativo per partecipare al commercio mondiale, trarne profitto ed usare i benefici che ne derivano per migliorare il livello di vita. In seconda posizione c'é la Germania, seguita da Danimarca e Regno Unito, rivelano i dati resi noti dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (Unctad). Singapore, in quinta posizione è il Paese in via di sviluppo con i migliori punteggi. Singapore è inoltre il solo 'pvs' tra i primi venti Paesi. La Republica di Corea risulta 21ma a pari merito con l'Italia, la Cina è 25ma. Il Giappone risulta sesto, la Francia ottava ed il Canada 10mo (insieme alla Svizzera). Con un punteggio di 599 punti (contro 743 per gli Usa), l'Italia è preceduta da tutti gli altri rappresentanti del G7. Solo due Paesi africani sono tra i primi 50, il Sud Africa (47) e Mauritius (50). Ultimo è il Sudan al 123mo posto. L'Indice di commercio e sviluppo dell'Unctad integra numerosi fattori e valuta strutture, istituzioni, politica commerciale e risultati commerciali e di sviluppo guardando a elementi quali il capitale umano, la stabilità macroeconomica, il benessere sociale e l'apertura al commercio.

PETROCHINA, DEBUTTO RECORD IN BORSA

(ansa.it) ROMA - Petrochina, con il boom fatto oggi all' esordio in Borsa sulla piazza di Shanghai, ha superato il colosso petrolifero Exxon Mobil nella graduatoria delle società con maggiore capitalizzazione al mondo. Petrochina ha capitalizzato infatti una cifra pari a circa un trilione di dollari (il trilione equivale a mille miliardi) con questo distanziando di parecchio la Exxon che sulla base del prezzo di chiusura del titolo di venerdì scorso a New York vale 'appena' 488 miliardi di dollari. Petrochina peraltro è arrivata a capitalizzare anche più di Exxon e General Electric messe assieme, vale a dire i due gruppi che fino ad oggi occupavano le prime due posizioni della classifica.

Oltre a questo, il valore del gigante petrolifero cinese supera quello dell' intera borsa russa. A questi prezzi, in ogni caso, Petrochina quota 55 volte gli utili, contro appena 13 di Exxon; per dare un termine di raffronto, ai prezzi dell' esordio a Shanghai la società cinese é vicina ai livelli di Google, che vale ormai ben 58 volte gli utili. Il collocamento a Shanghai di Petrochina ha rappresentato la maggiore Ipo (Initial Public Offering) di quest' anno al mondo, sorpassando quella di un' altra società cinese, China Shenhua, approdata sul listino a settembre. Sono stati infatti raccolti 66,8 miliardi di yuan, frutto del collocamento di quattro miliardi di titoli, contro i 66,6 miliardi di Shenhua. Va rilevato infine che il 'guru' della finanza statunitense, Warren Buffett, quest' anno ha venduto la sua partecipazione in Petrochina, monetizzando lauti profitti, nella considerazione che la Borsa è cresciuta troppo rapidamente. Il guadagno fatto da Buffett in quest' operazione è stato di otto volte superiore all' investimento iniziale.

RELAZIONE SUI RISULTATI DELLA LOTTA ALL'EVASIONE FISCALE

Relazione sui risultati della lotta all'evasione

(Governo.it) L'evasione fiscale ''brucia'' in Italia oltre 100 miliardi di tasse, un valore pari a circa 7 punti percentuali del prodotto interno lordo (Pil). La strategia del Governo finalizzata alla lotta contro l'evasione (fine dei condoni, potenziamento dei controlli e semplificazione degli adempimenti tributari) sta però portando i suoi frutti: tra il 2006 e il 2007 sono stati recuperati al fisco circa 23 miliardi di euro di maggiori entrate precedentemente non pagate e in parte legate ad un miglioramento dell'adesione tributaria dei cittadini. Nello stesso tempo le entrate da riscossioni coattive sono aumentate di oltre il 20 percento. Questi risultati sono per il momento acquisiti, ma potranno essere duraturi solo con un costante impegno di indirizzo politico e di azione amministrativa e legislativa. E' quanto emerge dalla Relazione sui risultati della lotta all'evasione del Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) inviata il 23 ottobre in Parlamento. L'evasione in Italia è un fenomeno diffuso che coinvolge tutti i settori dell'economia e l'intero territorio nazionale. Se si considera l'evasione IRAP (Imposta regionale sulle attività produttive), in agricoltura si evade circa il 39 per cento del valore aggiunto, nel settore terziario e dei servizi circa il 29 per cento, mentre nell'industria si attesta intorno al 9 per cento Tuttavia, più dell'80 per cento dell'evaso è generato nel settore dei servizi, particolarmente dei servizi alle imprese e alle famiglie e del commercio al dettaglio.

Dossier su "Relazione sui risultati della lotta all'evasione"

Agnelli, polemica tra Marella e Margherita

(ansa.it) MARELLA, MARGHERITA TRADISCE VOLONTA' DELL'AVVOCATO - Marella Agnelli rompe il silenzio e fa chiarezza in merito alla battaglia legale avviata la scorsa primavera dalla figlia Margherita contro gli amministratori dei beni di famiglia e dell'eredità di Gianni Agnelli. E per farlo risponde con una lettera al direttore del settimanale tedesco Focus (lo stesso periodico sul quale la figlia dell'avvocato la scorsa settimana aveva rilasciato un'intervista), nel quale spiega che è "un atto che tradisce la volontà" dell'avvocato.

"Accusare ora i più fedeli collaboratori di mio marito, che non hanno avuto parte alcuna in questa vicenda - ha detto Marella -, è un gesto di ingratitudine che offende la rispettabilità di chi ha sempre operato, e tuttora opera, nell'interesse del gruppo. Ma non solo: è un atto che tradisce la volontà di Gianni Agnelli".Marella, nella lettera inviata al direttore del settimanale Focus, ha poi sottolineato che l'intervista rilasciata in precedenza dalla figlia Margherita conteneva "numerose falsità, che aggiungono amarezza in una vicenda per me triste e dolorosa".

GENERALI: BERNHEIM RISPONDE AD ATTACCO DI ALGEBRIS

Marcella Merlo

(ansa.it) MILANO - Antoine Bernheim fa al sua mossa dopo l'attacco del fondo Algebris. Il presidente di Generali ha incontrato il ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa e il governatore di Bankitalia Mario Draghi. Senza di me - è il messaggio che Bernheim ha voluto trasmettere - è a rischio la stabilità della compagnia. Quella del banchiere francese non è stata l'unica visita in via Nazionale. Anche Francesco Gaetano Caltagirone, socio all'1% di Trieste e consigliere di amministrazione dallo scorso aprile, é stato visto stamane a Palazzo Koch.

In attesa che il Cda del Leone, convocato mercoledì a Milano sulla trimestrale, si pronunci sulla lettera dell'hedge fund, Bernheim ha deciso di giocare le sue carte prima che intorno alle richieste da Londra di riforme nella governance e di un cambiamento dei vertici della compagnia si coalizzi un gruppo di azionisti di qualche peso. Il fondo guidato da Davide Serra ha negato da parte sua di aver concordato l'affondo contro il Leone "con altri investitori istituzionali, altri azionisti di Generali o di Mediobanca, ovvero con altri esponenti di rilievo della comunità finanziaria e aziendale italiana". Ma ha anche ribadito di voler "incoraggiare altri azionisti di Generali a una unilaterale e libera condivisione del proprio punto di vista". Certo è - osservano fonti finanziarie qualificate - che Serra è un pragmatico, agisce con logiche che gli hedge hanno già applicato nella partita Abn Amro e di sicuro non si è mosso senza avere sponde in Italia e fuori dal nostro Paese.

CINA: L'ANATRA LACCATA VA IN BORSA

(ansa.it) PECHINO - La più antica insegna di vendita di anatra laccata alla pechinese, Quanjude, sarà prossimamente quotata in Borsa dopo oltre un secolo e mezzo di vita. Lo annunciano i media cinesi secondo i quali Quanjude comincerà lunedì prossimo un giro promozionale per fissare il prezzo della sua quotazione alla Borsa di Shenzhen, dove vengono trattate soprattutto piccole e medie imprese. Secondo le stesse fonti la storica azienda ha in programma di emettere 36 milioni di azioni e raccogliere 380 milioni di yuan (oltre 35 milioni di euro).

Quanjude fa parte dei "vecchi marchi" che risalgono ai tempi imperiali della Cina. Il piccolo negozio di anatra laccata, fondato nel 1864 sotto la dinastia Qing (1644-1911) è oggi divenuto un gruppo di una decina di ristoranti e di una sessantina di punti vendita in franchising. Secondo fonti di Quanjude vengono venduti tre milioni di anatre all'anno e nel 2006 è stato dichiarato un volume di affari di 665.64 milioni di yuan (oltre 61 milioni di euro). Il suo ultimo punto vendita è stato aperto quest'anno in un bastione del commercio per turisti della capitale, il mercato della Seta.

PETROLIO, 2007 ANNO NERO

(ansa.it) ROMA - Il 2007 rischia di passare alla storia come un nuovo 'annus horribilis' per le quotazioni del petrolio che dopo una corsa che sembra ormai senza fine hanno registrato il nuovo record di 92 dollari al barile, avvicinandosi sempre più alla soglia dei 100 dollari.

Nonostante un inizio dell'anno 'tranquillo' con quotazioni sui 56-60 dollari al barile, il rally innescato dall'oro nero negli ultimi mesi rischia di far lievitare la media annuale del barile per l'Italia sopra 68 dollari al barile. E di mettere a segno così il livello più alto mai registrato dai tempi dei grandi shock petroliferi degli anni '80 quando un barile di greggio segno' quota 36 dollari al barile che attualizzato ai corsi odierni della moneta (indicizzato cioé all'inflazione) equivarrebbero a 78-79 dollari.

Se il greggio dovesse mantenersi nell'ultimo scorcio del 2007 sui livelli attuali, sopra ai 90 dollari, quest'anno il conto petrolifero annuale si chiuderebbe con una media a 68,35 dollari al barile, il livello cioé più alto dall'inizio degli anni '80.

Sul caro-greggio di quest'anno, gioca comunque a favore dei conti dei paesi consumatori, Italia in prima linea, il supereuro. Analizzando i prezzi in euro il 2007 dovrebbe chiudersi con un barile a quota 50 euro: a tanto ammontano infatti i 68,35 dollari ad un cambio atteso in media d'anno a 1,366 per ogni biglietto verde. Vale a dire all'incirca la quotazione dell'anno scorso quando a fronte di un barile , in media d'anno, a poco meno di 63 dollari, il cambio euro-dollaro si era attestato a 1,255.

Per ritrovare comunque un prezzo dell'oro nero sopra quota 50 euro, bisogna risalire alla metà degli anni '80, quelli cioe' dello shock petrolifero.

PER 10 AZIENDE VINICOLE ITALIANE VICINA LA QUOTAZIONE IN BORSA

Renato Botto

(ansa.it) TORINO -La quotazione in Borsa è vicina anche per le aziende vinicole italiane e una decina sarebbero "già quotabili immediatamente". E' il nuovo orizzonte aperto oggi nella giornata inaugurale del 'Salone del vino', organizzato nel quartiere fieristico del Lingotto di Torino dalla Promotor International.

Al connubio tra vino e finanza è stato dedicato il primo appuntamento della giornata, promosso in collaborazione con Il Sole24 ore. Dopo avere ricordato i numeri mondiali del vino (+1,4% nei consumi tra il 2005 e il 2006, per un totale di 246 milioni di ettolitri), il primo tema è stato di stampo prettamente finanziario. "Per le aziende che hanno buoni margini economici e progetti di crescita - ha affermato Anna Clauser, della Borsa Italiana - la quotazione in borsa è una concreta prospettiva, nel mercato Expandi nato quattro anni fa. Le aziende (di altri settori, ndr) quotate hanno un fatturato medio di 40 milioni di euro, ma ne sono presenti anche una quindicina con un fatturato compreso tra i 15 e i 50 milioni annui. Per quanto riguarda le aziende vinicole - ha rivelato Anna Clauser - ne abbiamo monitorate 56 e una decina di esse hanno le caratteristiche, per prospettive di crescita ed equilibrio finanziario, per entrare in Borsa subito. Ed è giusto fugare le perplessità di aziende a conduzione familiare: non si perde il controllo della società accedendo alla Borsa".

DRAGHI: DEVONO CRESCERE REDDITO E CONSUMI

(ansa.it) ROMA - "Occorre che il reddito torni a crescere in modo stabile". E' il monito lanciato dal governatore di Bankitalia, Mario Draghi, in una lezione all'Università di Torino aggiungendo che "una ripresa della crescita del consumo è fondamentale per il benessere generale, per la crescita del prodotto, per la stessa stabilità finanziaria. Destinatari e protagonisti di questo processo sono in particolare i giovani".

"La spesa pro capite per consumi è oggi più che raddoppiata rispetto al 1970", dice Draghi, sottolineando come "nell'ultimo quindicennio in Francia e, soprattutto, nel Regno Unito il reddito pro capite sia cresciuto a ritmi sostenuti, favorendo una rapida espansione dei consumi. In Germania, che ha condiviso con noi una fase di quasi stagnazione della crescita economica fino a due anni fa, la dinamica della spesa è risultata inferiore a quella del reddito, che ha beneficiato degli intensi processi di ristrutturazione, dei miglioramenti della produttività e della rafforzata capacità esportatrice del sistema produttivo tedesco. Viene confermata la fondamentale diversità dei casi italiano e tedesco: il nostro sistema ha sofferto di una crisi di competitività internazionale, quello tedesco di una crisi di fiducia dei consumatori".

BOOM DEL FALSO, TORTA DA 7 MLD: ITALIA IN TESTA

(ansa.it) ROMA - Un mercato sempre più vasto quello del 'falso', dilagante soprattutto in Italia dove il giro d'affari ha ormai superato i 7 miliardi di euro. Della torta, una fetta di 3,3 miliardi riguarda oggetti d' abbigliamento, accessori e prodotti multimediali e informatici, con acquisti che hanno toccato quota 108 milioni. L'Italia è il primo produttore di 'taroccati' in Europa e il terzo nel mondo. Non si salva internet dove almeno il 30% della merce venduta via Web è contraffatta. Il taroccato è socialmente trasversale: il 16% degli italiani ha comprato nel corso dell'ultimo anno almeno un articolo contraffatto, sono soprattutto donne, hanno tra i 18 e i 34 anni, nel 62% dei casi non si sente minimamente in colpa. Gli amanti (o le amanti) del taroccato si scatenano soprattutto nell' abbigliamento (11% di capi taroccati, di cui soprattutto t-shirt e camicie). Sono questi alcuni dei risultati che emergono dalla ricerca realizzata dall'Istituto Piepoli e da Confcommercio sul fenomeno della contraffazione in Italia.

FIAT ANTICIPA AUMENTI DEL CONTRATTO

(ansa.it) TORINO - La Fiat anticipa ai dipendenti i futuri aumenti contrattuali ed eroga 30 euro mensili a partire dalla busta paga di ottobre. Lo ha annunciato l'azienda dopo il consiglio di amministrazione che ha approvato la trimestrale. "Le trattative per il rinnovo del contratto collettivo dei metalmeccanici, scaduto il 30 giugno scorso - si legge in una nota - sono ferme su alcuni aspetti normativi e non è stato fino ad oggi individuato un percorso che possa portare ad una rapida conclusione". La cifra di 30 euro è comprensiva dell'indennità di vacanza contrattuale.

"Per l'importante contributo dei lavoratori della Fiat ai buoni risultati del Gruppo, abbiamo voluto - ha detto l'amministratore delegato Sergio Marchionne - dare un segnale di attenzione, andando incontro, almeno parzialmente, alle attese di miglioramento economico e cercando di ridurre i disagi di un eventuale protrarsi delle trattative. Ci auguriamo che le discussioni per il rinnovo del contratto possano proseguire in un clima di corretta dialettica e si concludano rapidamente. Siamo convinti che esistano gli spazi per un accordo e fiduciosi che le parti sapranno trovare il giusto punto di equilibrio tra le necessità di competitività e flessibilità delle imprese e le attese dei lavoratori".

OBIETTIVI 2007 RIVISTI AL RIALZO
La Fiat ha rivisto al rialzo gli obiettivi 2007, con un risultato della gestione ordinaria ora atteso tra 2,9 e 3 miliardi di euro, un utile netto tra 1,8 e 1,9 miliardi di euro e un indebitamento netto industriale a fine anno di circa 500 milioni di euro.

Appunti per un nuovo sistema fiscale

Caro Luigi,

in università mi occupo di problemi energetici. Da convinto liberale, nel senso indicato da Carl Popper: "Per liberale non intendo una persona che simpatizzi per un qualche partito politico, ma semplicemente un uomo che dà importanza alla libertà individuale ed è consapevole dei pericoli inerenti a tutte le forme di potere e di autorità".

Pertanto, da tempo, sto svolgendo una riflessione personale in merito al ruolo dello stato e dell'autorità, che mi porta ad affermare, senza timori di essere smentito, che il sistema politico italiano, che si riempie la bocca del termine liberale, e' in realtà assolutamente e pericolosamente illiberale.

Uno dei temi fondamentali su cui discutere, quando si parla di concezione liberale dello stato, riguarda in particolare il ruolo dello stato e il suo stesso mantenimento. Nei sistemi statalisti, come quello italiano, il cittadino-suddito, ha il dovere di mantenere comunque la macchina statale, considerata superiore al singolo.

Nei sistemi liberisti, anche in questo caso come quello italiano, il cittadino e' considerato inferiore all'economia e al capitale.

In questo senso, posso affermare che il sistema Italia potrebbe essere definito, e non e' una contraddizione in termini, come uno statal-liberismo.

Oggi, invece abbiamo il dovere di riaffermare quello che non e' solo un antico slogan, mutuato dalla storia, ma l'icona stessa di una società liberale, in cui il cittadino è realmente il centro propulsore della società, ovvero l'eterno grido "liberté', égalité, fraternité' ".

In questo ambito il sistema fiscale assume un ruolo centrale nel rapporto tra cittadino e stato e perciò deve necessariamente essere riformato, in modo tale da gravare il meno possibile sulle tasche dei cittadini.

"MAFIA SPA" PRIMA AZIENDA, 90 MLD DI FATTURATO

(ansa.it) ROMA - La prima azienda italiana si chiama 'Mafia spa' e ha un fatturato annuo di 90 miliardi di euro: il 7% del Pil, pari a cinque manovre finanziarie e otto volte il Tesoretto. E' quanto emerge dal rapporto 'Sos impresa' della Confesercenti sulla criminalità, presentato questa mattina a Roma, in cui si sottolinea che usura e racket - con 40 miliardi di fatturato - costituiscono il principale business per le associazioni mafiose. "Dalla filiera alimentare al turismo, dai servizi alle imprese a quelli alla persona, dagli appalti alle forniture pubbliche, al settore immobiliare e finanziario - afferma il rapporto - la presenza della criminalità organizzata si consolida in ogni attività economica".

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