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Economia e Finanza

Economia e Finanza: informazioni e opinioni di economia, finanza, mercati finanziari, banche, industria, artigianato, agricoltura. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Banca d'Italia: utile 2017 a 3,9 miliardi, 4,9 miliardi allo Stato

Banca D'Italia

L'utile dello scorso anno è il risultato più elevato mai raggiunto dall'Istituto, ha commentato il governatore Visco, merito della Bce. Mentre la somma destinata allo Stato è superiore di 1,5 miliardi a quella dello scorso anno. Dividendi per 340 mln (partecipano al capitale in 124, in 4 sopra il 3%). Il riassetto delle filiali (39 a fine 2017) si completerà quest'anno

BILANCIO BANCA D'Italia esercizio 2017PDF

Francesca Gerosa

Il bilancio di Banca d'Italia si chiude con un utile netto di 3,9 miliardi di euro. "E' il risultato più elevato mai raggiunto dall'Istituto", ha commentato il governatore, Ignazio Visco, durante il suo intervento all'assemblea annuale per l'approvazione del bilancio del 2017. inoltre è "superiore di 1,2 miliardi a quello dello scorso esercizio", un miglioramento dovuto "all'incremento del portafoglio titoli generato dalla politica monetaria espansiva deliberata dal Consiglio direttivo della Bce". 

Il miglioramento dell'utile è da attribuire anche all'incremento del margine d'interesse, che ha beneficiato dei più elevati interessi attivi percepiti sui titoli di Stato acquistati per finalità di politica monetaria, in parte compensati dai maggiori interessi negativi sulle operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine, ha spiegato Visco. L'attivo di bilancio è in effetti cresciuto del 20% a 931 miliardi, 157 miliardi in più rispetto allo scorso esercizio. I titoli detenuti da Via Nazionale per finalità di politica monetaria sono cresciuti del 45% raggiungendo quota 358 miliardi, di cui 289 miliardi in titoli di Stato. 

I fondi dentro Creval (Credito valtellinese), Blackrock e Algebris (Davide Serra) appaiati sopra il 5%

Algebris Blakrock
Creval - Credito Valtellinese

I fondi dentro Creval, Blackrock e Algebris appaiati sopra il 5%
MILANO Si delinea l’azionariato del Creval dopo l’aumento da 700 milioni della banca, del tutto sottoscritto sul mercato. Dagli aggiornamenti Consob emergono le partecipazioni rilevanti dei fondi Blackrock e Algebris, ciascuno intorno al 5% delle quote. Il colosso Usa dei fondi tramite sette Sgr (Società di Gestione del Risparmio) ha una quota del 5,015% (4,465% diritti di voto riferiti ad azioni, 0,55% potenziale). Il fondo hedge di Davide Serra detiene invece il 5,28%, ma solo lo 0,04% è in diritti di voto riferiti ad azioni, il resto è come quota potenziale.
Algebris è presente sul dossier sofferenze di Creval: vanta con la banca valtellinese un diritto di esclusiva su un portafoglio di “inadempienze probabili” da vendere come previsto dal piano di rilancio. I due fondi affiancano il britannico Hosking (5,05%) e l’imprenditore francese Denis Dumont (5,78%). 29/3/2018

La Bce boccia Carige “Istituto a rischio”

Banca Carige
GENOVA - Piena di insufficienze la pagella europea di Carige che oggi si riunisce in assemblea per approvare i conti del 2017, chiusi con un rosso di 385 milioni.
L’esame “Srep” (il processo di revisione e valutazione prudenziale) di Bce sull’anno passato si chiude con un 4, il voto più basso nella scala. Il giudizio negativo è quello di istituto “ad alto rischio” in conseguenza di “carenze e problematiche” su diverse voci prese in esame, tra cui l’adeguatezza patrimoniale e il modello di business. Il risultato emerge nei documenti messi a disposizione dei soci per l’assemblea di oggi che si annuncia bollente per l’esame dei conti, le manovre attorno al capitale e la dialettica sempre accesa fra l’azionista di riferimento, la famiglia Malacalza, e l’ad Paolo Fiorentino. — ( mas. m.) 29/3/2018

Fonte Link repubblica.it - economia http://quotidiano.repubblica.it/edizionerepubblica/pw/flipperweb/flipperweb.html?testata=REP&issue=20180329&edizione=nazionale&startpage=1&displaypages=2

Irpef, il reddito medio a 20.940 euro. Oltre 10 milioni non pagano l'Irpef

I dati delle dichiarazioni 2016 diffuse dal Mef. Il bonus di 80 euro restituito da 1,7 milioni. I titolari di ditte individuali si mantengono lievemente sotto i dipendenti

MILANO -  Cresce leggermente nel 2016 il reddito medio dichiarato dai contribuenti italiani. Secondo i dati diffusi oggi dal ministero dell'Economia il valore si è attestato a 20.940 euro, in crescita dell'1,2% rispetto all'anno precedente. Complessivamente, il reddito totale dichiarato è stato di 843 miliardi, in aumento di 10 miliardi rispetto al 2015.

La moneta è capitale o debito di chi la emette?

Biagio BossoneMassimo Costa 

Come la Banca d’Italia documenta nelle sue informazioni statistiche sul debito pubblicole monete metalliche, che pure hanno corso legale, sono considerate passività dello Stato che le emette e sono conteggiate ai fini del debito. Analogamente, le banconote emesse dalla banca centrale e, per estensione, le riserve dalla stessa create – che peraltro rappresentano la gran parte della base monetaria di ogni economia contemporanea – costituiscono passività della banca centrale che le emette e sono contabilizzate come debito di quest’ultima nei confronti dei possessori. 

Scandalo Cambridge Analytica, Londra convoca Zuckerberg: "Venga a testimoniare"

La Commissione parlamentare britannica vuole ascoltare il fondatore di Facebook, invitato a chiarire anche davanti al Parlamento europeo. L'agenzia Usa per la tutela dei consumatori apre un'inchiesta. A Wall Street lo scandalo dei dati carpiti agli utenti del social network provoca un'altra caduta per Fb. Intanto la società coinvolta sospende il Ceo

MILANO - Ore movimentate per Facebook tra accuse internazionali, prese di posizione, dimissioni in arrivo e il calo pesante in Borsa. La Commissione parlamentare britannica sulla Cultura, i Media e il Digitale ha convocato Mark Zuckerberg a testimoniare sul caso dello scandalo dell'abuso di dati dai profili del social da parte di Cambridge Analytica, la società che intanto ha annunciato la sospensione dal ruolo di ceo di Alexander Nix "con effetto immediato, in attesa di una indagine indipendente e completa".

Non è chiaro se il capo di Facebook andrà a parlare con le autorità di Londra. Anche il Parlamento europeo attende chiarimenti, ma usa toni meno perentori: "Abbiamo invitato Mark Zuckerberg al Parlamento europeo - scrive in un tweet il presidente. Antonioo Tajani _ .Facebook chiarisca davanti ai rappresentanti di 500 milioni di europei che i dati personali non vengono utilizzati per manipolare la democrazia". La stessa richiesta è stata avanzata dal parlamento tedesco.

Valerio Malvezzi: L'ULTIMA RAZZIA IL SACCO DEGLI NPL

NPL (non performing loans) sono i crediti delle banche (mutui, finanziamenti, prestiti) che i debitori non riescono più a ripagare regolarmente o del tutto.

Lega Calcio, la Serie A ancora nelle mani di un banchiere: eletto Gaetano Miccichè, fratello di Gianfranco Presidente ARS (Assemblea Regionale Siciliana)

Un altro banchiere, e forse non per caso: i rapporti tra club e istituti di credito sono sempre più frequenti (visti i finanziamenti necessari alle società per stare in piedi), e l’uomo forte di Banca Imi aveva già avuto modo di conoscere più o meno direttamente tanti degli interlocutori che troverà in via Rosellini. Per l’amministratore delegato, Malagò vorrebbe invece Marzio Perrelli, capo esecutivo di Hsbc il primo istituto di credito europeo per capitalizzazione (il cui acronimo deriva da Hongkong & Shanghai Banking Corporation )

La Lega calcio ha un nuovo presidente: i proprietari delle società di Serie A hanno eletto all’unanimità Gaetano Miccichè, fratello del forzista Gianfranco, numero uno di Banca Imi del gruppo Intesa Sanpaolo, di cui Blackrock è il secondo azionista. Il pallone italiano finisce dunque in mano a un banchiere, magari anche due se dovesse passare la linea di Giovanni Malagò anche per l’amministratore delegato, ruolo per cui il numero uno del Coni vorrebbe Marzio Perrelli, capo esecutivo di Hsbc. Ma per quest’altra casella probabilmente ci vorrà tempo: intanto la Serie A ritrova una guida forte dopo quasi un anno di caos.

Parmacotto, il bolognese Zaccanti azionista di maggioranza

L'imprenditore bolognese attivo nel settore del caffè è il nuovo presidente dell'azienda alimentare. Sindacati: "Notizia che dà sollievo"

Volta pagina, a 40 anni dalla fondazione, Parmacotto. L'imprenditore bolognese Giovanni Zaccanti, già cofondatore di Saeco e Caffitaly, ha acquisito la maggioranza dell'azienda.

Oggi, nella sede di strada Felice da Mareto alla presenza dei vertici dell'Upi e del sindaco Federico Pizzarotti, la presentazione ufficiale della nuova proprietà.

"Ho lavorato tutta la mia vita nel settore delle macchine e delle capsule per caffè, ma quando mi si è presentata questa nuova avventura - racconta il neo azionista di maggioranza - non ho esitato. Parmacotto è un'azienda che sta riacquistando la propria solidità e ha un futuro incredibile. Negli ultimi anni, nonostante la contrazione globale del mercato e le vicende che si sono susseguite internamente, è riuscita comunque a crescere in maniera ottimale. Parmacotto è un marchio italiano importante, emiliano, che resterà a Parma e ci darà grandi soddisfazioni".

Obiettivo consolidare il mercato italiano e dare un forte impulso all'export. Per questo l'amministratore delegato Andrea Schivazappa, a cui Zaccanti riconosce il "miracolo fatto nel corso della recente gestione triennale", annuncia un potenziamento dell'organico sia alivello manageriale che di forza lavoro nei due stabilimenti di Marano e San VItale Baganza. "I piani occupazionali saranno molto positivi, sicuramente ci sarà il rafforzamento del management e nuove assunzioni". Forte attenzione sarà dedicata anche al comparto salutista.

Parmacotto è stata fondata dalla famiglia Rosi. Negli ultimi anni crescenti difficoltà finanziarie hanno portato l'impresa sull'orlo del fallimento con un debito di 100 milioni di euro. Da qui la necessità di affrontare un periodo di concordato che ha rimesso in sesto i conti.

Volkswagen-Deutsche Bank: Merkel scandalizzata per i maxi-bonus ai manager tedeschi di Deutsche Bank e Volkswagen.

l ceo del gruppo automobilistico ha incassato oltre 10 milioni, il 40% in più in un anno, nonostante gli scandali. Anche il colosso bancario alimenta le polemiche: pur in rosso di 750 milioni, distribuisce premi (questa volta a tutti i dipendenti) per 2,3 miliardi

BERLINO - Persino la cancelliera si è dovuta mostrare un tantino scandalizzata. Angela Merkel, che festeggiò un compleanno dell'ex capo della Deutsche Bank Ackermann alla cancelleria e difese come una leonessa gli interessi dell'industria automobilistica a Bruxelles quando la Commissione Ue intendeva giustamente limitare le emissioni dei gas tossici, si è detta "piuttosto sorpresa" che alcuni top manager tedeschi si siano persino aumentati i bonus, con chiaro riferimento a Volkswagen.

La maggiore casa automobilistica del mondo, forte di numeri in salita nonostante i mostruosi scandali che l'hanno travolta da due anni, ha premiato l'amministratore, Matthias Mueller, con un bonus da 10,1 milioni di euro, quasi tre in più rispetto all'anno precedente, un aumento che vale circa il 40%. Nel 2017 il fatturato del gruppo ha raggiunto i 230,7 miliardi di euro, circa il 6% rispetto all'anno precedente. Durissimo il commento della Sueddeutsche Zeitung: "L'avidità ha un nome".

Luciano Barra Caracciolo: TANTO IL PARLAMENTO NON CONTA

Nota Biografica

Luciano Barra Caracciolo: è stato magistrato ordinario dal 1985 al 1989. Nel 1990 diviene magistrato amministrativo presso il TAR Piemonte, e nel 1993 passa al Consiglio di Stato come vincitore di concorso. Nel 1992/1993 è componente elettivo del Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa come magistrato del Tar. Consigliere giuridico del Ministro della funzione pubblica nel 1994 e nel 1995. Capo di gabinetto, del Ministero per gli italiani nel mondo nel 1994. È stato visiting scholar presso l'University of California in Los Angeles UCLA, per l'anno 1996, nel corso del quale ha condotto studi sulla funzione amministrativa negli Stati Uniti. Componente della Commissione per l'elaborazione di una legge di riordino delle Autorità indipendenti nominata dal Ministro della funzione pubblica nel 1997. Esperto presso il Nucleo della semplificazione dell'attività amministrativa presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in posizione di fuori ruolo, dalla fine del 1999 al marzo 2001. Vice Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri dal maggio 2001 al marzo 2005. È stato componente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa dal 2009 al 2013.[1] È dal 2010 presidente di sezione del Consiglio di Stato[2].

Valerio Malvezzi: Deutsche Bank ha 54 trilioni di euro di derivati ossia titoli spazzatura

Nota biografica

Valerio Malvezzi: nato a Alessandria (Piemonte) il 26 gennaio 1967. Già Deputato (Lega Nord) al Parlamento Italiano nella XII Legislatura della Repubblica italiana, è stato membro della Commissione Finanze, con delega di gruppo in materia bancaria. Già consulente di Enti pubblici, consulente di Direzione dell’Amministratore Delegato di Sviluppo Italia, società partecipata dal Ministero Economia e Finanze (oggi Invitalia), è stato Presidente di Garanzia Italia, società del Gruppo e Confidi nazionale. Ha operato come consulente e formatore in materia di finanziamenti d’azienda per Enti pubblici e privati, banche e confidi e tutte le principali associazioni di categoria. E’ Professore a contratto di Comunicazione Finanziaria presso il Collegio Universitario Griziotti, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Università degli Studi di Pavia. Insegna inoltre al Master Universitario di I livello Must, Università degli Studi di Pavia, dove è anche membro dell’Advisory Board.

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