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Economia e Finanza

Economia e Finanza: informazioni e opinioni di economia, finanza, mercati finanziari, banche, industria, artigianato, agricoltura. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

SOROS INCONTRA GENTILONI

Soros

Giulietto Chiesa

SOROS INCONTRA GENTILONI

Non è che, per caso, viene in Italia per fermare le inchieste contro i suoi traffici di migranti?

Basta fare qualche conto e qualche nome. 
Prendi il MOAS (Migrant Offshore Aid Station) che ha preso almeno mezzo milione di dollari dalla benemerita AVAAZ, quella che lancia sondaggi "umanitari" a ritmo vertiginoso. 
Solo che AVAAZ ha, tra i suoi fondatori, la famosa "Move-on", 
la quale prende soldi da Soros.

Poi prendi "Save the Children", che ha come partner, direttamente la "Open Society Fondations", che è una creatura di Soros. Ma che ha anche tra i suoi numi tutelari la "Fondazione Carlyle" (uno dei più importanti trust "benefici" , e non solo, degli USA.

Sempre alla "Open Society Foundation" di Soros attinge i suoi contributi l'altra famosa ONG che porta il nome di "Medici Senza Frontiere". Che tra non molto prenderà il premio Nobel, battendo per fama i "Caschi Bianchi" di Siria, che, guarda caso, prendono soldi da Soros, oltre che godere dell'Oscar cinematografico.

A questo punto non sarebbe fuori di luogo che qualche magistrato italiano spiccasse un mandato di cattura contro Soros, incriminandolo per i suoi reiterati tentativi di turbare l'ordine pubblico in Italia. Invece il capo del nostro governo lo riceve come amico. 
Resta da sapere di cosa hanno discusso.

Vediamo se si trova un giornalista italiano che lo chiederà al nostro primo ministro.

Gliulietto Chiesa
Pandoratv.it 

GENTILONI RICEVE SOROS ( CERCANDO DI NON FARLO SAPERE).

 Maurizio Blondet

Soros si è fatto ricevere da Gentiloni,   a Palazzo Chigi. Nei giorni della polemica sulle ONG scafiste,  alcune ampiamente finanziate dal miliardario speculatore, Palazzo Chigi ha cercato di far passare la cosa sotto silenzio, non diffondendo alcun comunicato ufficiale, non confermando la   visita ai giornalisti del Tg7 che  hanno chiesto informazioni. “Gentiloni conosce Soros da tempo”, ha detto Mentana nel suo tg.

“Elvira Savino di Forza Italia annuncia addirittura un’interrogazione parlamentare sui motivi della visita di Soros a Palazzo Chigi”, ha scritto Huffington Post, “ Roberto Calderoli chiede a Gentiloni di spiegare perché abbia ricevuto “il miliardario che, attraverso le sue associazioni, è sospettato di finanziare l’immigrazione di massa dai Paesi africani verso l’Europa utilizzando l’Italia come porta di accesso”. Mi sembra il minimo dovuto: questa losca visita è uno scandalo intollerabile. Uno in più di questo Gentiloni che, non essendo eletto da nessuno, sta posizionando la politica  estera dell’Italia estremamente discutibili e contrarie all’interesse nazionale: basti ricordare il “caso Regeni” per cui ha rotto i rapporti con l’Egitto – dove non ha ancora rimandato l’ambasciatore.   Che giochi gioca Gentiloni?  Da agente straniero?  Che cosa si sono detti con Soros? Ha assicurato il miliardario che le indagini  sulle sue ONG-scafiste saranno insabbiate? Dopotutto il ministro della ‘giustizia’  Orlando aveva cercato di mettere sotto inchiesta il magistrato Zuccaro, quindi la domanda è lecita.. Tocca ancora una volta dar ragione a Salvini al Cara di Mineo:

”Gentiloni tace e per me è complice, pronti a chiederne le dimissioni’‘

“Gentiloni tace sui dossier dei servizi segreti relativi al business dello scafismo di Stato, per me quindi è complice. Trovo allucinante questo silenzio del Presidente del consiglio“.

Consorzio Agrario di Parma: diciassette richieste di rinvio a giudizio

L'inchiesta per bancarotta fraudolenta

Gli ex presidenti Fabio Massimo Cantarelli e Luigi Malenchini, gli ex consiglieri Paolo Bandini, Guido Baratta, Enrico Bilzi, Lorenzo Bonazzi, Gianni Brusatassi, Celeste Cavaciuti, Davide Guareschi, Ezio Pederzani, l'ex direttore generale Umberto Colla, gli ex sindaci Genesio Banchini, Massimo Bianchi, Gianluca Broglia, Michele Pellizziari e infine gli ex revisori dei conti Maurizio Magri e Marco Menegoi.

Sono le persone per cui la Procura di Parma, dopo le indagini portate avanti dalla Finanza, ha chiesto, come scrive la Gazzetta di Parma, il rinvio a giudizionell'inchiesta aperta per bancarotta fraudolenta relativa al Consorzio Agrario di Parma. Per altri tredici, inizialmente indagati, è stata fatta istanza d'archiviazione.

Secondo la Procura, ex amministratori, sindaci e revisori, a vario

 titolo, avrebbero messo in atto operazioni dolose, plusvalenze fittizie e falsi per non far emergere il dissesto economico che nel 2011 ha portato al commissariamento del Consorzio a fronte di un buco di 80 milioni di euro. Dal 2014, superato il commissariamento e grazie al lavoro dei nuovi amministratori, la realtà agricola è di nuovo pienamente operativa04 maggio 2017
 
Fonte Link parma.repubblica.it 

LE MENZOGNE SULLA RISERVA FRAZIONARIA E I SOLDI DEI RISPARMIATORI INVESTITI IN FINANZA

Anticipo subito che l’argomento che affronteremo oggi è un po’ lungo e spinoso dal punto di vista concettuale, ma rappresenta la base indispensabile per capire come funziona il sistema bancario e monetario moderno nel suo complesso. Una volta capito il meccanismo di funzionamento della riserva frazionaria, non esiste in effetti altro ambito teorico o procedurale che non possa essere spiegato utilizzando la falsa e ingannevole applicazione del concetto in questione. Dalla distorta impostazione del processo di creazione della riserva frazionaria discendono infatti a cascata tutte le anomalie e storture del sistema monetario basato sul regime fiat money (creazione di denaro dal nulla senza vincolo di convertibilità in oro o altro bene reale di scambio), che ricordiamo è stato avviato a partire dal 1971, anche se la maggioranza degli addetti ai lavori ha preferito nascondere e trascurare gli effetti pratici del grande cambiamento avvenuto e sono stati sempre troppo pochi quelli capaci di comprendere le conseguenze di questa incredibile rivoluzione epocale.
In maniera molto sintetica, la riserva frazionaria rappresenta quella parte di denaro depositato dai clienti o raccolto tramite emissione di titoli obbligazionari che la banca è costretta ad accantonare e mettere da parte per evitare di trovarsi a corto di liquidità nei momenti di necessità. Questa pratica discende dalla constatazione puramente statistica fatta dagli antichi orafi e banchieri, secondo la quale soltanto una parte minima dei clienti che depositavano l’oro in cambio di banconote o di certificati di deposito tornava poi in banca per ritirare materialmente l’oro depositato e riconsegnare le banconote.

HITLER IMITO’ IL SISTEMA MONETARIO DI LINCOLN

Non siamo stati così sciocchi da creare una valuta collegata all’oro, di cui non abbiamo disponibilità, ma per ogni marco stampato abbiamo richiesto l’equivalente di un marco in lavoro o in beni prodotti. Ci viene da ridere tutte le volte che i nostri finanzieri nazionali sostengono che il valore della valuta deve essere regolato dall’oro o da beni conservati nei forzieri della banca di stato“. (Adolf Hitler, citato in Hitler’s Monetary System, www.rense.com, che riprende C.C.Veith, Citadels of Chaos, Meador, 1949). Quello di Guernsey (politico del Minnesota, ndr), non fu dunque l’unico governo a risolvere i propri problemi infrastrutturali stampando da solo la propria moneta. Un modello assai più noto si può trovarlo nella Germania uscita dalla Prima Guerra Mondiale. Quando Hitler arrivò al potere, il Paese era completamente, disperatamente, in rovina.

Progetto “Salva-Comuni”: cosa, come, dove, quando, perché

Marco Saba

La legge di stabilità 2015 (articolo 1, comma 702, legge 190/2014), con riferimento agli anni 2015, 2016 e 2017, ha portato al 55% la quota spettante ai Comuni sulle maggiori somme dei tributi statali riscosse in conseguenza della loro partecipazione all’attività di accertamento fiscale svolta attraverso la “segnalazione qualificata” (vedi note 1 e 2).

Sovranità monetaria di Hitler

Il testo che pubblico l'ho tratto da una videocassetta su Hitler in mio possesso, riassumendo fedelmente la sottotitolazione in italiano del discorso da lui pronunciato  al Reichstag Tedesco il 30 gennaio 1937 sulla  moneta e sul concetto di economia.
Hitler, dopo lo sfascio della Repubblica di Weimar (1919- 1933)
Si riappropriò' della sovranita' monetaria tedesca e, attraverso i suoi effetti, in pochi anni porto' la Germania a un livello  di superpotenza! FP

Discorso fatto  a braccio:

Miei deputati! La politica economica Tedesca che il Nazionalsocialismo ha introdotto nel 1933 e' basata su alcune valutazioni fondamentali nella relazione tra l' economia e il popolo, il popolo costituisce l'elemento immutabile, mentre l'attivita' economica in se stessa non e' un dogma e non deve essere considerata in tal modo,
non c'è teoria economica o opinione, che possa pretendere di essere considerata sacrosanta.
La volontà di porre il sistema economico al servizio del popolo e il capitale al servizio dell'economia e' la sola cosa di importanza decisiva.
Noi sappiamo che il Nazionalsocialismo combatte con decisione l'opinione secondo la quale, la struttura economica esiste solo a vantaggio del capitale e che i popoli devono essere visti come un oggetto del sistema economico, noi eravamo determinati fin dall'inizio ad eliminare la falsa idea che vede il sistema economico esistere del tutto liberamente e completamente fuori da ogni controllo e supervisione da parte dello Stato.

Trasporto pubblico a Parma, aggiudicazione definitiva a Busitalia

Busitalia

Finisce ufficialmente l’era Tep. Smtp ha assegnato il servizio per i prossimi nove anni all’ati d’imprese formata da Busitalia Sita Nord e Autoguidovie

Il servizio di trasporto pubblico locale non sarà più nelle mani di Tep. Smtp ha segnato in via definitiva la gara a Busitalia Sita Nord e Autoguidovie. La determina dirigenziale è stata pubblicata sul sito web della Società per la mobilità e il trasporto pubblico. 

Dunque si chiude a Parma l’era Tep. Il servizio per i prossimi nove anni sarà in mano alla società del gruppo Ferrovie dello Stato. A questo punto, per l’azienda locale potrebbe restare in campo solo l’ipotesi di un eventuale ricorso al Tar. Tep, già in fase di aggiudicazione provvisoria della gara, aveva evidenziato possibili anomalie nell’offerta economica dei concorrenti. 

La perdita del servizio pubblico da parte di Tep, che aveva innescato numerose polemiche politiche, tornerà ora inevitabilmente al centro della campagna elettorale per il Comune, in vista del voto dell’11 giugno. 

La scandalosa vendita delle azioni di Fiere di Parma

Nicola Dall'Olio

Cronache dal consiglio comunale di Parma

Mercoledì 26 nell’ultimo punto all’ordine del giorno dell’ultimo Consiglio comunale dell’amministrazione Pizzarotti verrà portata al voto una delibera per la cessione di parte delle azioni di Fiere di Parma S.p.A. detenute dal Comune e dalla Provincia di Parma

Comune e Provincia di Parma detengono ciascuno il 28,08% delle azioni di Fiere, ovvero la maggioranza assoluta (56%) del capitale. Altri soci pubblici sono la Camera di Commercio (10,28%) e la Regione (5,08%). I principali soci privati sono Crédit Agricole (18,85%) e Unione Parmense Industriali (6,73%).

Con questa delibera inserita all’ultimo momento con un integrativo di urgenza, il Comune mette in vendita, anche per conto anche della Provincia, il 17% del capitale sociale in quote paritetiche dell’8,5%. Per rendere possibile questa vendita la delibera modifica anche un patto parasociale sottoscritto nel 2000 e vigente fino al 2020 con il quale i due enti si impegnavano a mantenere una quota di partecipazione non inferiore al 26% ciascuno, patto che aveva il fine di garantire sempre il controllo della maggioranza dell’azionariato.

Nella delibera si stabilisce inoltre che parte dei proventi derivanti dalla vendita delle azioni di Fiere saranno utilizzati per il piano di risanamento e sviluppo di SOGEAP, la società di gestione dell’aeroporto a larga maggioranza privata, in cui il Comune detiene una quota di minoranza del 5,91%. SOGEAP presenta infatti una perdita strutturale di più di 2 milioni di euro all’anno ed è in cerca di nuova finanza per andare avanti.

Il caso delle AM Lire

50 AM Lire

86 miliardi di euro di debito inesistente, attualizzati secondo le più prudenti previsioni!
Le A. M. Lire, ovvero “American Military Lire” sono una prova del fatto che “il denaro sia un’allucinazione collettiva”, per dirla con le parole di Franco Battiato.
La panzana che il debito esiste perché saremo vissuti “al di sopra delle nostre possibilità” è smascherata da un caso storico.

5 AM lire

Il 19 luglio del 1943, appena 9 giorni dopo lo sbarco in Sicilia, due aerei cargo americani sbarcarono 7 tonnellate di carta moneta, stampata malamente e con la dicitura “Italy” nemmeno tradotta in italiano. Alcuni tagli erano quadrati, altri rettangolari delle stesse dimensioni del dollaro.

Alitalia, in arrivo il commissario. Governo: esclusa nazionalizzazione. Calenda: "Tra sei mesi vendita o liquidazione"

Per la seconda volta nella sua storia la compagnia procede verso la liquidazione preceduta da uno spezzatino degli asset migliori, e cioè aerei di proprietà, immobili e (pochissimi) slot. Garantiti in una prima fase i biglietti e la piena operatività dei voli. Il 2 maggio assemblea dei soci. Enac prende atto del nuovo percorso: la licenza di operatore diventerà provvisoria

di LUCIO CILLIS

ROMA - I dipendenti Alitalia respingono con una maggioranza schiacciante - 67% di no - il piano di salvataggio lacrime e sangue. Si schiudono in questo modo le porte del commissariamento, varato oggi dal consiglio di amministrazione della compagnia riunito in seduta straordinaria. Poco prima delle 18, è l'Enac a informare che il presidente di Alitalia, Luca Cordero di Montezemolo, ha comunicato ufficialmente a Vito Riggio, presidente dell'Ente nazionale per l'aviazione civile, la decisione del Cda della compagnia aerea di avviare la procedura per la nomina del commissario. L'Enac ha preso atto che, al momento, esistono le condizioni per il mantenimento della piena operatività di Alitalia, su cui l'Ente continuerà a mantenere la propria vigilanza istituzionale in base alla normativa europea vigente.

Prof. Stefano Zamagni: Diagnosi e Terapia di una crisi annunciata

Stefano Zamagni
Università degli Studi di Bologna
Dipartimento di Scienze Economiche 

l.          Introduzione 

La crisi finanziaria, iniziata nell’estate 2007 negli Usa e poi diffusasi per contagio nel resto del mondo, ha natura sistemica. Né di crisi congiunturale né di crisi regionale dunque si tratta. Essa è il punto di arrivo, inevitabile, di un processo che da oltre trent’anni ha  modificato alla radice il modo di essere e di funzionare della finanza, minando così le basi stesse di quell’ordine sociale liberale che è cifra inequivocabile del modello di civiltà occidentale. Duplice la natura delle cause della crisi: quelle prossime, che dicono delle peculiarità specifiche assunte in tempi recenti dai mercati finanziari e quelle remote, che chiamano in causa taluni aspetti della matrice culturale che ha accompagnato la transizione  dal capitalismo industriale a quello finanziario. Da quando ha iniziato a prendere forma quel fenomeno di portata epocale che chiamiamo globalizzazione, la finanza non solamente ha accresciuto costantemente la sua quota di attività in ambito economico, ma ha progressivamente contribuito a modificare sia le mappe cognitive delle persone sia il loro sistema di valori. E’ a quest’ultimo aspetto che si fa riferimento quando oggi si parla di finanziarizzazione (financialization) della società. “Finanza”, letteralmente, è tutto ciò che ha un fine; se questo fuoriesce dal suo alveo storico, la finanza non può che generare effetti perversi.

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