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La vita sta cambiando pelle

Economia e Finanza

Economia e Finanza: informazioni e opinioni di economia, finanza, mercati finanziari, banche, industria, artigianato, agricoltura. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Ascom Parma, Vittorio Dall'Aglio nuovo presidente succede a Ugo Margini

Rinnovate le cariche associative per il quinquennio 2017-2022. Nel fine settimana l'iniziativa Shopping di Primavera

Ascom Confcommercio Parma ha rinnovato le proprie cariche associative, eleggendo presidente, giunta, collegio dei revisori dei conti e  ollegio dei probiviri - che andranno a guidare l’associazione nel prossimo quinquennio 2017/2022. Vittorio Dall’Aglio è stato eletto presidente di Ascom Parma.

"Ascom Parma rappresenta oltre 4mila aziende del territorio – ha esordito il neo presidente – sono orgoglioso di essere stato scelto quale suo Presidente. Non solo perché è sinonimo di fiducia e di riconoscimento del lavoro svolto in questi anni, ma anche perché Ascom è un gruppo con fondamenta sane e ben strutturate, cosa rara ai nostri giorni. Voglio pertanto ringraziare i presidenti di categoria e di delegazione che mi hanno dato fiducia e metterò a vostra disposizione tutto il mio impegno per cercare di continuare a portare avanti il lavoro svolto dai miei predecessori, con i miei colleghi di giunta e una squadra di validi collaboratori che mi affiancheranno nei prossimi 5 anni".

PARMA, L’UNICO COMUNE NEL QUALE SI SVENDONO LE PARTECIPATE CON I CONTI A POSTO. IL SINDACO PIZZAROTTI CONTINUA A DAR VIA I GIOIELLI DI FAMIGLIA

Il sindaco Pizzarotti continua con la svendita dei nostri gioielli di famiglia. Adesso siamo all’assurdo che vengano date via anche le partecipate con i conti a posto, come Fiere di Parma. Già era stata dolorosa e allarmante la vicenda dell’azienda di trasporto pubblico Tep che, dopo settant’anni di preziosa attività, ha perso il bando di affidamento del servizio. Dopo la dèbacle Tep, il Comune ha deciso di disfarsi di una parte consistente della partecipazione che detiene in Fiere di Parma, partecipata con una lunga storia di successi alle spalle che ha realizzato 7 milioni di utile nel 2016. Credo si tratti di un clamoroso errore destinato a far perdere al pubblico il controllo di una società fondamentale per il comparto e di una scelta che allenta i legami tra le Fiere e il territorio.

A fronte di una cessione di quote a Parma, mi stupisce apprendere da un’intervista a Repubblica che nei piani del sindaco ci sia l’intenzione di investire, proprio attraverso Fiere di Parma, nelle Fiere di Bologna, realtà certamente importante in ambito nazionale ma, come noto, non in perfetto stato di salute per ciò che riguarda i conti. Questo, ai miei occhi, è un regalo alla città Bologna ai danni di Parma, soprattutto se, come sembra, Fiere di Bologna non farà alcun investimento nella società fieristica parmigiana. Mancando tale reciprocità, mi chiedo quale possa essere il vantaggio di Parma in un’operazione di questo genere. A me però interessa una cosa sola, che i parmigiani di oggi e soprattutto quelli di domani si troveranno più poveri a causa di queste scelte avventate, ed è a loro, più che a se stesso e alla campagna elettorale, che un buon sindaco dovrebbe pensare.

Nicola Dall'Olio: fallimento UNIECO e ripercussioni su PRU Pasubio


Liquidazione coatta amministrativa Unieco – Ripercussioni per PRU Pasubio e altri comparti urbani

Il sottoscritto consigliere comunale 

PREMESSO:

che con Del. C.C. n. 89 del 22/11/2016 è stato approvato l’integrativo dell’accordo di programma per il Programma di Riqualificazione Urbana (PRU) denominato Comparto Via Pasubio e sono state contestualmente adottate le conseguenti varianti degli strumenti urbanistici attuativi;

che il soggetto attuatore del menzionato accordo è la “Società Pasubio Sviluppo S.p.A.” nata nel 2012 dall’acquisizione, da parte di REMILIA srl, del pacchetto di quote azionarie detenute dal Comune di Parma nell’allora “STU Pasubio S.p.A.”;

che, come riportato nella citata delibera C.C. 89/2016 la REMILIA Srl è una società soggetta all’attività di direzione e coordinamento del socio “Unieco Società Cooperativa” già azionista, per la quota privata, della “STU Pasubio S.p.A.”;

che “Unieco Società Cooperativa” è dunque l’azionista di controllo della “Società Pasubio Sviluppo S.p.A.” che ha in carico l’attuazione e il completamento del Programma di Riqualificazione Urbana di cui al menzionato accordo di Programma; 

CONSIDERATO:

che, come riportato dalla stampa, a fine marzo il Consiglio di Amministrazione di Unieco ha deliberato l’avvio della procedura per la liquidazione coatta amministrativa della cooperativa non sussistendo le condizioni per attivare il concordato preventivo;

CHIEDE

Emigranti over 40, la fuga di Italiani all'estero è record

Nel 2016, ben 115 mila italiani si sono trasferiti fuori dal Belpaese. Sono soprattutto studenti e neolaureati. Ma in sei anni sono raddoppiati gli espatriati con i capelli grigi: professionisti, imprenditori ma anche lavoratori poco qualificati che se ne vanno in Cina, in America Latina o nei Paesi del Golfo

di FILIPPO SANTELLI

Per una sfida. Per la carriera. Per garantire un futuro alla famiglia. Per necessità. Non è mai troppo tardi, neppure per emigrare. Nel 2016, come ogni anno dall'inizio della crisi, gli italiani che si sono trasferiti all'estero hanno toccato un nuovo record: l'Istat ne ha stimati 115 mila, quanto una città come Vicenza. Ma se i più giovani, studenti o neolaureati, la fanno sempre da padroni, la coorte di "expat" che ha visto la crescita superiore è quella tra i 40 e i 50 anni: tra il 2008 e il 2014 sono raddoppiati, da 7.700 a 14.300.

Considerate le persone in età lavorativa, una su cinque sta in quella fascia, una su tre allargando il conto agli over50. "La nuova migrazione dai capelli grigi", commenta la Cna, che ha elaborato i dati.

Moro e la moneta delle cinquecentolire di proprietà della Repubblica Italiana e non a debito della privata Banca d'Italia

le 500 Lire della Repubblica Italiana

MORO PER ARRIVARE ALL'EMISSIONE DI BANCONOTE CARTACEE USO' UN DOPPIO ESCAMOTAGE: L'ITALIA POTEVA EMETTERE MONETE MA NON BANCONOTE (CHE DOVEVAMO ACQUISTARE DALLA "MAMMA" BCE CHE ALLORA SI CHIAMAVA "FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE". LE MONETE VENIVANO PERTANTO CONIATE ALLA "ZECCA DI STATO".
DOPO AVER PERMESSO L'EMISSIONE DI MONETE A VALORE 500 LIRE.....FU' FATTA UNA DEROGA CHE PERMISE L'EMISSIONE CONTEMPORANEA DEL CARTACEO....(POTEVANO COESISTERE 500 LIRE IN FORMA CARTACEA E METALLICA , IN QUANTO LA 500 LIRE ESSENDO ANCHE DI METALLO ERA COMUNQUE CONSIDERATA COME MONETA DA EMETTERE ALLA NS ZECCA)...
Fonte Link http://www.nocensura.com/2012/09/aldo-moro-morto-per-500-lire.html

J.F. KENNEDY CONTRO LA FEDERAL RESERVE

Il 4 Giugno del 1963, un decreto presidenziale virtualmente sconosciuto, Ordine Esecutivo 11110, fu firmato impedendo alla Federal Reserve Bank di prestare soldi a interesse al Governo Federale degli Stati Uniti. Con un colpo di penna, il presidente Kennedy dichiarò che la Federal Reserve Bank, di proprietà di privati, sarebbe presto fallita. La Christian Law Fellowship ha ricercato questo evento nel Registro Federale e nella biblioteca del Congresso. Possiamo tranquillamente concludere che quest’Ordine Esecutivo non è mai stato abrogato, corretto o superato da nessun Ordine Esecutivo successivo. In parole semplici, è ancora valido.

Dopo che il presidente John Fitzgerald Kennedy – l’autore di “Profiles in Courage” – lo firmò, l’Ordine tornò al governo federale, precisamente al Dipartimento del tesoro, autorizzato costituzionalmente a creare ed emettere la valuta senza passare attraverso la Federal Reserve Bank, di privati. L’ordine esecutivo 11110 del presidente Kennedy (il testo completo è sotto) dette al dipartimento del tesoro il potere esplicito: “di emettere certificati d’argento a fronte di ogni lingotto di argento, dollari d’argento della Tesoreria.” Questo significa che per ogni oncia di argento nella cassaforte della Tesoreria degli Stati Uniti, il governo poteva introdurre soldi in circolazione basandosi sui lingotti d’argento fisicamente presenti.

La conferma che Gheddafi fu ucciso per il progetto “dinaro d’oro in panafricano”.

Le guerre dell’imperialismo contro i non allineati. La Libia di Gheddafi era una minaccia del sistema occidentale perché voleva rendere indipendente e ricca l’Africa attraverso il dinaro d’oro. Per questo motivo è stato ucciso Muammar Gheddafi e distrutta una nazione. Nicolas Sarkozy arrivò a definire la Libia una “minaccia alla sicurezza finanziaria del mondo”. Comprendi queste parole?

Cosa dicono quei quattro disperati libici, o presunti tali, che manifestavano in giro per l’Europa contro il colonnello Gheddafi? Cosa pensano adesso della distruzione della loro nazione? Sono felici? Sicuramente il colonnello non sarà stato un santo, come tra l’altro non lo è nessun presidente/governatore/politico/ecc… Però manifestare per la distruzione della propria nazione è semplicemente da malati mentali. L’imperialismo, l’occidente tutto è contro la vita. Il Nuovo Ordine Mondiale, a cui la maggioranza non crede, e ci trova pure da ridere, passa attraverso la distruzione e la morte di chi è indipendente. Alla speculazione non interessa una banana della vita della gente. Basta vedere quante guerre sono state causate dal 1900 ad oggi. Non passa giorno che non scoppi una nuova guerra. Eppure dovremmo affogare nel BENESSERE più sfrenato. Ed invece viviamo in un mondo di sofferenza. Anche gli occidentali stessi, che si credono liberi, soffrono ogni giorno sempre più. Siamo tutti sempre più schiavizzati.

Gli occidentali credono di pulirsi la coscienza facendo beneficenza e volontariato. Sono sempre stato contro questi strumenti perché sono dell’idea che ognuno debba essere indipendente. Mi sta bene la solidarietà ma far sentire inferiore gli altri è solo un’altra trovata occidentale che si sentono superiori sempre e comunque.

Padre Alex Zanotelli a Parma su "Denaro e Vangelo"

Foto Luigi Boschi: Padre Alex Zanotelli

"Viviamo in un sistema finanziario che ci sta portando alla morte" Al centro del sistema c'è il denaro e le banche. "Denaro e Credito devono diventare beni comuni". "La ricchezza del mondo è nelle mani di 8 persone, la stessa ricchezza della metà più povera del pianeta, ossia 3,6 miliardi di persone". Tutto questo porterà a uno scontro globale. (04/04/2017)
Luigi Boschi

CONVENZIONE MONETARIA TRA L'UNIONE EUROPEA E LO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO

CONVENZIONE MONETARIA TRA L'UNIONE EUROPEA E LO STATO DELLA CITTA' DEL VATICANO 

(2010/C 28/05)

L’UNIONE EUROPEA, rappresentata dalla Commissione europea e dalla Repubblica italiana,

e

LO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO, rappresentato dalla Santa Sede ai sensi dell’articolo 3 del trattato del Laterano,

considerando quanto segue:

(1) Il 1 o gennaio 1999 l’euro ha sostituito la moneta di ciascuno Stato membro partecipante alla terza fase dell’Unione economica e monetaria, tra cui l’Italia, ai sensi al regolamento (CE) n. 974/98 del Consiglio, del 3 maggio 1998.

(2) Prima dell’introduzione dell’euro l’Italia e lo Stato della Città del Vaticano erano uniti da accordi bilaterali in materia monetaria, in particolare la convenzione monetaria tra la Repubblica italiana e lo Stato della Città del Vaticano, conclusa il 3 dicembre 1991.

(3) Nella dichiarazione n. 6 allegata all’atto finale del trattato sull’Unione europea si dichiara che la Comunità deve facilitare la rinegoziazione degli accordi vigenti con lo Stato della Città del Vaticano che risultasse necessaria a seguito dell’introduzione della moneta unica.

(4) Il 29 dicembre 2000 la Comunità europea rappresentata dalla Repubblica italiana in associazione con la Commissione e la BCE ha concluso una convenzione monetaria con lo Stato della Città del Vaticano.

DOVE VA LA RICCHEZZA MONETARIA DA NOI GENERATA?

Caravaggio: I bari.  Dipinto olio su tela di 94 × 131 cm realizzato nel 1594. Conservato nel Kimbell Art Museum di Fort Worth - Dallas- Texas

Truffa monetaria e bancaria, origine e causa di tutti i mali e di tutti i problemi. Siamo di fronte al collasso del mondo prodotto dal sistema finanziario e bancario completamente fuori controllo. E' la rovina del senso.
Nino Galloni:
mentre il PIL mondiale è di 75 trilioni di dollari, il debito mondiale è di 4 quadrilioni di dollari, ossia 55 volte il PIL”. (1 trilione di dollari vale 1000 miliardi di dollari) [LINK].
G. Chiesa:
“Negli ultimi 10 anni in America hanno prodotto denaro inesistente superiore a 1000 trilioni di euro ossia 15/18 volte il PIL del pianeta”. [LINK]
G.Chiesa:
“Il conflitto e disastro economico voluto e perpetrato è preludio al conflitto mondiale. Come la crisi economica  del ’29 portò nel ’39 alla II guerra mondiale”.

L’ORO DELLA BANCA D’ITALIA. IL FURTO DEL MILLENNIO, PROBABILMENTE

riserve auree

Il tema delle sovranità è la questione centrale dell’epoca in cui viviamo, anche se la percezione che ne hanno i nostri connazionali è confusa e alterata dalle menzogne del sistema politico, economico e mediatico.  Una questione da troppi ignorata, ma dalle dimensioni immense, è quella delle riserve d’oro italiane, che ammontano a 2.452 tonnellate e sono al terzo posto nel mondo. Alle quotazioni correnti del metallo giallo, il controvalore in euro è di almeno 75/80 miliardi. Le domande fondamentali sono almeno tre: dove sia custodito l’oro, chi ne abbia la proprietà, a che cosa può servire.

Le risposte sono drammaticamente negative per il nostro popolo. Negli ultimi mesi, alcuni deputati  sono riusciti a visitare i santuari-caveaux della Banca d’Italia. I fatti sono i seguenti: solo circa 1.200 tonnellate si trovano a Palazzo Koch, storica sede di Bankitalia, meno della metà. La proprietà, giuridicamente, è in capo alla stessa Banca, che, repetita iuvant, è un organismo privato, sia pure investito di funzioni pubbliche, partecipante della Banca Centrale Europea, ed i suoi azionisti sono le maggiori banche “italiane”, tranne uno striminzito 5 per cento in mano all’INPS. Le virgolette poste sull’aggettivo italiane riguarda il fatto che tutte, diciamo tutte, le banche interessate  hanno importanti azionisti esteri, in alcuni casi sono controllate da istituti stranieri, a partire dai due giganti Unicredit e Intesa San Paolo.  Anche la Banca detta d’Italia, che alcuni ancora chiamano banca “nazionale” è quindi eterodiretta, ed i suoi domines sono il gotha della finanza mondiale.

Il Grande inganno: da Maastricht a Lisbona

Il Grande inganno: da Maastricht a Lisbona
di Solange Manfredi  

Premessa
Nel corso di questi anni ho scritto diversi articoli sottolineando alcune sentenze o leggi che, a mio parere, presentavano diverse anomalie: 
violazioni costituzionali nell'esercizio della politica monetaria; 
attentato agli organi costituzionali; 
La costituzione inesistente, abbiamo perso tutto; 
Il lodo Alfano? Un falso bersaglio, l'Italia ha perso la tutela dei diritti umani.

Non riuscivo a spiegarmi, allora, perché questi fatti non venissero segnalati, commentati e, soprattutto, perché i media tacessero la “pericolosità” di quanto stava accadendo. 
Oggi, probabilmente, ho capito il perché di quell’assordante silenzio. 
Quella che vi sto per raccontare è la storia di un grande inganno, un inganno che parte da lontano, sin dalla fine della seconda guerra mondiale. 
E’ la storia di un progetto (eversivo???) che vuole l’Europa governata da una oligarchia
Poiché il progetto subisce, nel 1992, un’importante accelerazione,  è da tale anno che inizieremo a raccontare questa storia.

Carige, approvata l’azione di responsabilità contro gli ex manager

Raoul de Forcade

L'assemblea degli azionisti di Carige ha approvato con il 99% dei voti favorevoli l'autorizzazione a intraprendere una azione di responsabilità nei confronti dell’ex presidente Giovanni Berneschi e con il 76,4% nei confronti di Cesare Castelbarco Albani (ex presidente) e di Piero Luigi Montani, ex amministratore delegato.

Si tratta di «una questione tecnica, hanno deciso i cda, non dipende da me». È quanto ha risposto Vittorio Malacalza, azionista di riferimento e vicepresidente di Carige, all'inizio dell'assemblea dei soci della banca genovese, a chi gli chiedeva per quale motivo le azioni di responsabilità proposte dal consiglio di amministrazione in carica dell'istituto siano rivolte solo alle posizioni apicali degli ex cda e non anche agli altri membri dei vecchi consigli

All'ordine del giorno dell'assemblea, infatti, c’era il voto su due autorizzazioni all'azione di responsabilità. Una nei confronti di Cesare Castelbarco Albani, ex presidente di Carige, e di Piero Luigi Montani, ex ad. L'altra nei confronti dello storico ex presidente della banca, Giovanni Berneschi.

L'assemblea si deve esprimere anche sull'approvazione del bilancio individuale della banca, che presenta un rosso di 313,61 milioni (-291,7 milioni è quanto segna, invece, il consolidato), e procedere alla nomina degli amministratori Massimo Pezzolo e Giuseppe Pericu, cooptati in sostituzione degli usciti Beniamino Anselmi e Giampaolo Provaggi. Inoltre ha il compito di nominare il collegio sindacale.

Ad inizio assemblea sono 419 gli aventi diritto al voto per 260,8 milioni di azioni pari al 31,42% del capitale.

Intervento del 28 marzo 2017 di Marco Saba all'assemblea azionisti di Carige sul Bilancio 2016

Carige Banca

Intervento di Marco Saba all’assemblea CARIGE del 28 marzo 2017 sul primo punto all’ordine del giorno (Bilancio 2016)
Risposte scandalose del CDA



inizio “Saluto gli amministratori e gli azionisti presenti ed intervengo, come piccolo azionista, a proposito del bilancio d’esercizio di CARIGE che chiude con una perdita netta di 313,6 milioni di Euro. Rammento che intervenni già nell’assemblea del 2014 contestando che nel bilancio non era presente la voce che indicava il sottostante dei crediti e debiti verso clientela, ovvero la somma del denaro creato durante l’esercizio, e rinnovo tale critica con qualche osservazione in più. Dal 2014 ad oggi sono cambiati gli amministratori della banca ma non è cambiato il sistema di gestione contabile dell’attività bancaria, nonostante quanto emerso a seguito del rapporto di KPMG al primo ministro islandese e le recentissime dichiarazioni della Banca d’Italia, rese alle commissioni finanze di Camera e Senato, a proposito della creazione del denaro e dei depositi da parte delle banche commerciali.

Terzo Valico, indagati Pietro Salini e il savonese Lombardini

Genova- I magistrati lo accusano d’essere il “mandante” di quattro appalti truccati per la realizzazione del Terzo valico ferroviario Genova-Milano, e gli hanno notificato un avviso di garanzia per turbativa d’asta.

L’iscrizione al registro degli indagati di Pietro Salini, 59 anni tra pochi giorni, amministratore delegato del colosso Salini-Impregilo ovvero la più grande impresa di costruzioni italiana, fa compiere all’inchiesta un salto importante. Salini infatti è leader d’un gruppo che ha 35 mila dipendenti attivi in 50 paesi e fattura oltre sei miliardi all’anno; ha ottimi rapporti con Matteo Renzi e la sua società ha l’incarico per realizzare il ponte sullo Stretto, se mai si farà.

Finora la Procura del capoluogo ligure aveva messo nel mirino solo i membri del consorzio Cociv, general contractor per progettazione e costruzione del Terzo valico stesso. Cociv è formato per il 64% da Salini Impregilo, 31% Società condotte d’acqua e 5% Civ. Pur essendo un’aggregazione di aziende private, gestisce e gestirà nel complesso 7 miliardi di soldi pubblici, da distribuire con una serie di maxi-lotti ad altre ditte. Secondo i magistrati e la Guardia di Finanza, dietro molte assegnazioni c’era un giro di tangenti e a fine ottobre erano finiti ai domiciliari diversi manager del consorzio: molti erano dipendenti di Salini-Impregilo “distaccati” sul Terzo valico, ma già nell’ordinanza d’arresto il giudice spiegava come il malaffare ai suoi occhi avesse lambito un livello più alto.

UBS rinviata a giudizio in Francia per frode fiscale

Nuova grana giudiziaria per UBS: la banca è stata rinviata a giudizio in Francia per aver instaurato nell'Esagono un vasto sistema di frode fiscale. Lo afferma oggi l'agenzia France Presse (AFP) citando fonti concordanti. 

Nell'ordinanza di rinvio a giudizio, datata 17 marzo, i giudici istruttori responsabili del dossier indicano che UBS va giudicata per "illecito reclutamento di clienti" e "riciclaggio aggravato del provento di fronde fiscale". La sue sede francese - UBS France - è accusata di "complicità".

I magistrati hanno anche disposto il rinvio a giudizio per cinque alti responsabili...

Fonte Link  http://italy.s3.webdigital.hu/notizie/ubs-rinviata-a-giudizio-in-francia-per-frode-fiscale

Istat: in Italia un milione di famiglie senza lavoro (e redditi)

Le difficoltà economiche crescono all'aumentare del numero dei figli. I valori più alti si registrano per i mono-genitori. Donne: in quasi 200mila nuclei sono sole e senza occupazione, in 970mila sono l'unica fonte di reddito

MILANO - In Italia è rimasta stabilmente sopra il milione la conta delle famiglie senza lavoro e quindi senza stipendio. Sono, per la precisione, 1.085.000 i nuclei che secondo la statistica dell'Istat sono composti da persone abili al lavoro, ma in cerca di occupazione. Una piaga che colpisce particolarmente il Sud, dove si situano 587mila casi: più della metà. Rispetto allo scorso anno non cambia pressoché nulla: si passa da 1 milione 92 mila a 1 milione 85 mila (-0,7%). Si tratta di "case" dove tutti i componenti attivi, che partecipano al mercato del lavoro, sono disoccupati. Non è detto che siano in assoluto senza un reddito, ma se quest'ultimo cìè arriva da altre fonti (come possono essere rendite o pensioni) e non dall'impiego.

I dati sono stati ricavati dalle tabelle pubblicate dall'Istituto di statistica, come media dei risultati che l'Istat raccoglie trimestralmente nell'indagine sulle forze di lavoro: si riferiscono all'intero 2016. Le famiglie che non possono contare su alcun reddito sono il 6,6% di quelle presenti sul mercato del lavoro, ovvero 16,5 milioni. Il contraltare a quel milione di famiglie "a zero occupazione" sono i 13,9 milioni in cui tutte le forze lavoro sono impiegate.

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