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Economia e Finanza

Economia e Finanza: informazioni e opinioni di economia, finanza, mercati finanziari, banche, industria, artigianato, agricoltura. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Scandalo Cambridge Analytica, Londra convoca Zuckerberg: "Venga a testimoniare"

La Commissione parlamentare britannica vuole ascoltare il fondatore di Facebook, invitato a chiarire anche davanti al Parlamento europeo. L'agenzia Usa per la tutela dei consumatori apre un'inchiesta. A Wall Street lo scandalo dei dati carpiti agli utenti del social network provoca un'altra caduta per Fb. Intanto la società coinvolta sospende il Ceo

MILANO - Ore movimentate per Facebook tra accuse internazionali, prese di posizione, dimissioni in arrivo e il calo pesante in Borsa. La Commissione parlamentare britannica sulla Cultura, i Media e il Digitale ha convocato Mark Zuckerberg a testimoniare sul caso dello scandalo dell'abuso di dati dai profili del social da parte di Cambridge Analytica, la società che intanto ha annunciato la sospensione dal ruolo di ceo di Alexander Nix "con effetto immediato, in attesa di una indagine indipendente e completa".

Non è chiaro se il capo di Facebook andrà a parlare con le autorità di Londra. Anche il Parlamento europeo attende chiarimenti, ma usa toni meno perentori: "Abbiamo invitato Mark Zuckerberg al Parlamento europeo - scrive in un tweet il presidente. Antonioo Tajani _ .Facebook chiarisca davanti ai rappresentanti di 500 milioni di europei che i dati personali non vengono utilizzati per manipolare la democrazia". La stessa richiesta è stata avanzata dal parlamento tedesco.

Valerio Malvezzi: L'ULTIMA RAZZIA IL SACCO DEGLI NPL

NPL (non performing loans) sono i crediti delle banche (mutui, finanziamenti, prestiti) che i debitori non riescono più a ripagare regolarmente o del tutto.

Lega Calcio, la Serie A ancora nelle mani di un banchiere: eletto Gaetano Miccichè, fratello di Gianfranco Presidente ARS (Assemblea Regionale Siciliana)

Un altro banchiere, e forse non per caso: i rapporti tra club e istituti di credito sono sempre più frequenti (visti i finanziamenti necessari alle società per stare in piedi), e l’uomo forte di Banca Imi aveva già avuto modo di conoscere più o meno direttamente tanti degli interlocutori che troverà in via Rosellini. Per l’amministratore delegato, Malagò vorrebbe invece Marzio Perrelli, capo esecutivo di Hsbc il primo istituto di credito europeo per capitalizzazione (il cui acronimo deriva da Hongkong & Shanghai Banking Corporation )

La Lega calcio ha un nuovo presidente: i proprietari delle società di Serie A hanno eletto all’unanimità Gaetano Miccichè, fratello del forzista Gianfranco, numero uno di Banca Imi del gruppo Intesa Sanpaolo, di cui Blackrock è il secondo azionista. Il pallone italiano finisce dunque in mano a un banchiere, magari anche due se dovesse passare la linea di Giovanni Malagò anche per l’amministratore delegato, ruolo per cui il numero uno del Coni vorrebbe Marzio Perrelli, capo esecutivo di Hsbc. Ma per quest’altra casella probabilmente ci vorrà tempo: intanto la Serie A ritrova una guida forte dopo quasi un anno di caos.

Parmacotto, il bolognese Zaccanti azionista di maggioranza

L'imprenditore bolognese attivo nel settore del caffè è il nuovo presidente dell'azienda alimentare. Sindacati: "Notizia che dà sollievo"

Volta pagina, a 40 anni dalla fondazione, Parmacotto. L'imprenditore bolognese Giovanni Zaccanti, già cofondatore di Saeco e Caffitaly, ha acquisito la maggioranza dell'azienda.

Oggi, nella sede di strada Felice da Mareto alla presenza dei vertici dell'Upi e del sindaco Federico Pizzarotti, la presentazione ufficiale della nuova proprietà.

"Ho lavorato tutta la mia vita nel settore delle macchine e delle capsule per caffè, ma quando mi si è presentata questa nuova avventura - racconta il neo azionista di maggioranza - non ho esitato. Parmacotto è un'azienda che sta riacquistando la propria solidità e ha un futuro incredibile. Negli ultimi anni, nonostante la contrazione globale del mercato e le vicende che si sono susseguite internamente, è riuscita comunque a crescere in maniera ottimale. Parmacotto è un marchio italiano importante, emiliano, che resterà a Parma e ci darà grandi soddisfazioni".

Obiettivo consolidare il mercato italiano e dare un forte impulso all'export. Per questo l'amministratore delegato Andrea Schivazappa, a cui Zaccanti riconosce il "miracolo fatto nel corso della recente gestione triennale", annuncia un potenziamento dell'organico sia alivello manageriale che di forza lavoro nei due stabilimenti di Marano e San VItale Baganza. "I piani occupazionali saranno molto positivi, sicuramente ci sarà il rafforzamento del management e nuove assunzioni". Forte attenzione sarà dedicata anche al comparto salutista.

Parmacotto è stata fondata dalla famiglia Rosi. Negli ultimi anni crescenti difficoltà finanziarie hanno portato l'impresa sull'orlo del fallimento con un debito di 100 milioni di euro. Da qui la necessità di affrontare un periodo di concordato che ha rimesso in sesto i conti.

Volkswagen-Deutsche Bank: Merkel scandalizzata per i maxi-bonus ai manager tedeschi di Deutsche Bank e Volkswagen.

l ceo del gruppo automobilistico ha incassato oltre 10 milioni, il 40% in più in un anno, nonostante gli scandali. Anche il colosso bancario alimenta le polemiche: pur in rosso di 750 milioni, distribuisce premi (questa volta a tutti i dipendenti) per 2,3 miliardi

BERLINO - Persino la cancelliera si è dovuta mostrare un tantino scandalizzata. Angela Merkel, che festeggiò un compleanno dell'ex capo della Deutsche Bank Ackermann alla cancelleria e difese come una leonessa gli interessi dell'industria automobilistica a Bruxelles quando la Commissione Ue intendeva giustamente limitare le emissioni dei gas tossici, si è detta "piuttosto sorpresa" che alcuni top manager tedeschi si siano persino aumentati i bonus, con chiaro riferimento a Volkswagen.

La maggiore casa automobilistica del mondo, forte di numeri in salita nonostante i mostruosi scandali che l'hanno travolta da due anni, ha premiato l'amministratore, Matthias Mueller, con un bonus da 10,1 milioni di euro, quasi tre in più rispetto all'anno precedente, un aumento che vale circa il 40%. Nel 2017 il fatturato del gruppo ha raggiunto i 230,7 miliardi di euro, circa il 6% rispetto all'anno precedente. Durissimo il commento della Sueddeutsche Zeitung: "L'avidità ha un nome".

Luciano Barra Caracciolo: TANTO IL PARLAMENTO NON CONTA

Nota Biografica

Luciano Barra Caracciolo: è stato magistrato ordinario dal 1985 al 1989. Nel 1990 diviene magistrato amministrativo presso il TAR Piemonte, e nel 1993 passa al Consiglio di Stato come vincitore di concorso. Nel 1992/1993 è componente elettivo del Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa come magistrato del Tar. Consigliere giuridico del Ministro della funzione pubblica nel 1994 e nel 1995. Capo di gabinetto, del Ministero per gli italiani nel mondo nel 1994. È stato visiting scholar presso l'University of California in Los Angeles UCLA, per l'anno 1996, nel corso del quale ha condotto studi sulla funzione amministrativa negli Stati Uniti. Componente della Commissione per l'elaborazione di una legge di riordino delle Autorità indipendenti nominata dal Ministro della funzione pubblica nel 1997. Esperto presso il Nucleo della semplificazione dell'attività amministrativa presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in posizione di fuori ruolo, dalla fine del 1999 al marzo 2001. Vice Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri dal maggio 2001 al marzo 2005. È stato componente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa dal 2009 al 2013.[1] È dal 2010 presidente di sezione del Consiglio di Stato[2].

Valerio Malvezzi: Deutsche Bank ha 54 trilioni di euro di derivati ossia titoli spazzatura

Nota biografica

Valerio Malvezzi: nato a Alessandria (Piemonte) il 26 gennaio 1967. Già Deputato (Lega Nord) al Parlamento Italiano nella XII Legislatura della Repubblica italiana, è stato membro della Commissione Finanze, con delega di gruppo in materia bancaria. Già consulente di Enti pubblici, consulente di Direzione dell’Amministratore Delegato di Sviluppo Italia, società partecipata dal Ministero Economia e Finanze (oggi Invitalia), è stato Presidente di Garanzia Italia, società del Gruppo e Confidi nazionale. Ha operato come consulente e formatore in materia di finanziamenti d’azienda per Enti pubblici e privati, banche e confidi e tutte le principali associazioni di categoria. E’ Professore a contratto di Comunicazione Finanziaria presso il Collegio Universitario Griziotti, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Università degli Studi di Pavia. Insegna inoltre al Master Universitario di I livello Must, Università degli Studi di Pavia, dove è anche membro dell’Advisory Board.

DICIAMO LE COSE COME STANNO di Andrea Baranes

Nota bografica

Andrea Baranes è presidente della Fondazione Culturale Responsabilità Etica, della rete di Banca Etica. E' portavoce della campagna 005 per l'introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie ed è stato responsabile delle campagne su istituzioni finanziarie private presso la CRBM. E' autore di diversi libri sui temi della finanza e dell'economia, tra i quali "Finanza per Indignati" (Ponte Alle Grazie), “Come depredare il Sud del mondo” e “Il grande gioco della fame” (Altreconomia) e “Per qualche dollaro in più – come la finanza casinò si sta giocando il pianeta” (Datanews). Collabora con diverse riviste specializzate nel settore economico e della sostenibilità, quali “Valori” e “Altreconomia”, e con i siti Sbilanciamoci.info e nonconimieisoldi.org.

Toyota ferma il diesel stop alle vendite in Europa

ginevra - Toyota abbandona il gasolio come Fca. I tedeschi, al contrario, continuano a rimanere attaccati al diesel nella speranza che la nuova generazione dei motori finiti al centro dello scandalo Usa, «sia più pulita ». La discussione intorno al diesel anima gli stand di Ginevra, sempre più considerata la prima esposizione mondiale dell’auto. Non tanto per il numero dei costruttori presenti ma soprattutto per l’atmosfera da appuntamento in territorio neutro che favorisce gli incontri al vertice delle aziende internazionali dell’automobile. Alla vigilia dell’apertura dei cancelli al grande pubblico Toyota annuncia che « dalla fine del 2018 cesseremo la vendita di auto diesel in Europa » . Oggi il costruttore giapponese vende già il 40% delle sue auto con motorizzazione ibrida. Fca ha fatto un annuncio che va nella stessa direzione e che ieri Marchionne ha confermato: « Nei prossimi anni diminuiremo in modo molto significativo il nostro ricorso al diesel, non abbiamo scelta». L’abbandono definitivo della produzione è previsto da Fca per il 2022, al termine del prossimo piano industriale.
In questo clima vanno in controtendenza i costruttori tedeschi che non possono permettersi di riconvertire rapidamente i loro propulsori dopo aver investito tradizionalmente sul diesel. Lunedì sera il numero uno di Volkswagen, Matthias Mueller, si è mostrato particolarmente ottimista: «Assisteremo a una rinascita del diesel perché la gente riscoprirà i vantaggi di una tecnologia oggi finita nel mirino dell’opinione pubblica « . E altri costruttori tedeschi, come Bmw, pur avendo investito parecchio sull’auto ibrida ed elettrica, sostengono che «non avrebbe senso abbandonare per questo la produzione del diesel » . Intanto le vendite dei motori a gasolio in Europa continuano a scendere mese dopo mese.

Italiaonline chiude la sede di Torino: 400 esuberi tra gli ex di Pagine Gialle

I sindacati dichiarano lo stato di agitazione permanente e otto ore di ciopero per domani. La sindaca Appendino: decisione inaccettabile, ci sentiamo presi in giro

Chiusura della sede Seat di Torino e 400 esuberi in tutta Italia. Di questi 248 solo dalla sede di Torino tutti gli altri saranno trasferiti ad Assago. L’incontro in Assolombarda convocato per questa mattina dei manager di Italiaonline svela il peggior scenario della vigilia. I rappresentanti sindacali ricevuti alla presenza di avvocati annunciano che immediatamente partirà la mobilitazione. “Da un anno chiediamo di conoscere il piano industriale - dice Lara Calvani della Slc-Cgil - si sono sempre guardati dal metterci al corrente di cosa intendevano fare per poter sfruttare fino all’ultimo centesimo la cassa integrazione a zero ore. Così hanno fatto cassa e si sono distribuiti i dividendi, ma questi sono soldi dei contribuenti”. Il tanto atteso piano industriale, tenuto nascosto anche ai politici che chiedevano notizie, non prevede nessun futuro per quel che resta a Torino della storica azienda delle Pagine Gialle. L’approvazione ufficiale della riorganizzazione è prevista per il 15 marzo in consiglio di amministrazione ma questa mattina nella sede milanese di Assolombarda ne è stata data un’anticipazione. Le organizzazioni sindacali dichiarano lo stato di agitazione permanente e immediate 8 ore di sciopero con assemblee locali per l’intero gruppo per la giornata di domani 7 Marzo.

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