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Economia e Finanza

Economia e Finanza: informazioni e opinioni di economia, finanza, mercati finanziari, banche, industria, artigianato, agricoltura. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

CONVENZIONE MONETARIA TRA L'UNIONE EUROPEA E LO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO

CONVENZIONE MONETARIA TRA L'UNIONE EUROPEA E LO STATO DELLA CITTA' DEL VATICANO 

 

(2010/C 28/05)

L’UNIONE EUROPEA, rappresentata dalla Commissione europea e dalla Repubblica italiana,

e

LO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO, rappresentato dalla Santa Sede ai sensi dell’articolo 3 del trattato del Laterano,

considerando quanto segue:

(1) Il 1 o gennaio 1999 l’euro ha sostituito la moneta di ciascuno Stato membro partecipante alla terza fase dell’Unione economica e monetaria, tra cui l’Italia, ai sensi al regolamento (CE) n. 974/98 del Consiglio, del 3 maggio 1998.

(2) Prima dell’introduzione dell’euro l’Italia e lo Stato della Città del Vaticano erano uniti da accordi bilaterali in materia monetaria, in particolare la convenzione monetaria tra la Repubblica italiana e lo Stato della Città del Vaticano, conclusa il 3 dicembre 1991.

(3) Nella dichiarazione n. 6 allegata all’atto finale del trattato sull’Unione europea si dichiara che la Comunità deve facilitare la rinegoziazione degli accordi vigenti con lo Stato della Città del Vaticano che risultasse necessaria a seguito dell’introduzione della moneta unica.

(4) Il 29 dicembre 2000 la Comunità europea rappresentata dalla Repubblica italiana in associazione con la Commissione e la BCE ha concluso una convenzione monetaria con lo Stato della Città del Vaticano.

Tutto quello che Mps non potrà più fare con lo Stato nel capitale

Carlotta Scozzari
 

È entrato in vigore il 23 dicembre, due giorni prima di Natale, il decreto legge che stanzia 20 miliardi per le banche italiane più in difficoltà e che, in particolare, consentirà allo Stato di diventare primo azionista del Monte dei Paschi di Siena, dopo il recente fallimento dell’aumento di capitale fino a 5 miliardi.

“Il ministero dell’Economia e delle Finanze – si legge nel decreto – è autorizzato, fino al 30 giugno 2017, a concedere la garanzia dello Stato su passività delle banche italiane”. Tuttavia, il ministero guidato da Pier Carlo Padoan può, “con proprio decreto, estendere il periodo fino a un massimo di ulteriori sei mesi previa approvazione da parte della Commissione europea”.

La garanzia stessa agli istituti in difficoltà, che in un secondo momento può trasformarsi in vera e propria partecipazione al capitale (è quel che succederà alla banca senese), inoltre, può essere concessa solo dopo il via libera della Commissione Ue.

Bruxelles a parte, è il decreto stesso approvato dal governo di Paolo Gentiloni a porre tutta una serie di condizioni e paletti che la banca senese è costretta ad accettare affinché lo Stato possa accorrere in suo soccorso. Ecco le principali:

Sole 24ore, unica certezza il bluff sulla diffusione. Confindustria prende tempo sull’aumento di capitale


L’assemblea dei soci si è conclusa senza risposte alla crisi. Viale dell’Astronomia rimanda al 2017 anche le decisioni sul nuovo piano industriale che già preoccupa le redazioni. Intanto una perizia certifica che nei mesi di aprile, settembre e novembre 2015, l'azienda ha venduto un terzo di copie in meno (-34%) rispetto ai dati certificati Ads

Niente piano industriale, niente aumento di capitale. Solo la certezza che lo scorso anno IlSole24Ore ha barato sui numeri della diffusione. La perizia dell’esperto indipendente Protiviti ha rilevato infatti che, nei mesi di aprile, settembre e novembre 2015, l’azienda ha venduto un terzo di copie in meno (-34% a quota 248mila unità al giorno) rispetto ai dati certificati Ads. Nonostante il dato inquietante e la grave situazione del gruppo, l’assemblea dei soci dell’editrice di Confindustria si è conclusa senza risposte alla crisi. Viale dell’Astronomia ha deciso di prendere tempo con il presidente Vincenzo Boccia che è in difficoltà dopo essere stato criticato da una parte dell’associazione per il sostegno al fronte referendario del si. Così mentre il gruppo perde poco più di sei milioni al mese (57,4 milioni fra gennaio e settembre, secondo l’ultima relazione degli amministratori), il redde rationem è rimandato al 2017.

Mps, fallito l'aumento di mercato. Verso il salvataggio pubblico

La conversione dei bond subordinati ha registrato un risultato superiore alle attese (quasi 2,5 miliardi di euro), ma non basta: mancano gli investitori istituzionali disposti a sottoscrivere l'aumento di capitale. Il Tesoro diventerà socio di maggioranza, il nodo dei rimborsi ai piccoli risparmiatori

MILANO - Il tentativo di aumento di capitale di Mps sul mercato è, come da attese, fallito. Lo ha certificato il consiglio di amministrazione riunito fino a sera a Milano, proprio per prendere atto di questo "fallimento". Eppure, in un comunicato diffuso ieri in tarda serata, l'istituto senese aveva reso noto che le adesioni complessive all'offerta di scambiare i bond subordinati in azioni aveva portato in cascina più fieno delle previsioni. Ma per completare l'operazione da 5 miliardi è venuto a mancare il supporto di un investitore istituzionale di spessore, nell'ambito dell'aumento di capitale vero e proprio: il Qatar, che sembrava nella fase iniziale un interlocutore in grado di metter sul piatto almeno 1 miliardo, si è sfilato. Il consiglio ha ringraziato - nella nota sull'insuccesso dell'operazione di ricapitalizzazione - "tutti i dipendenti per il grande sforzo profuso al servizio della banca e dei clienti in questo delicato momento della vita dell'istituto".

In Borsa, Mps ha vissuto la classica giornata da "montagne russe": la banca senese non riesce a fare prezzo in Borsa e segna in apertura un calo teorico del 7,98% (segui il titolo in diretta), per poi girare in rialzo e chiudere quindi di nuovo in calo del 7%.

Banca Etruria, chiuse le indagini: 21 accusati di bancarotta fraudolenta

E' la parte dell'inchiesta sulla principale causa di fallimento dell'istituto: 180 milioni di euro mai rientrati. Nel mirino dei magistrati di Arezzo chi ha votato a favore dell'erogazione dei crediti contestati, oppure li ha materialmente agevolati. Non c'è il padre della Boschi

 FABIO TONACCI

La procura di Arezzo sta notificando gli avvisi di chiusura indagini a 21 ex amministratori di Banca Etruria, tutti accusati di bancarotta fraudolenta. Questa prima tranche del corposo filone sulle presunte distrazioni patrimoniali riguarda 180 milioni di euro di crediti concessi e mai rientrati. La causa principale, dunque, del fallimento della Popolare aretina.

Le contestazioni sono a carico di alcuni componenti del cda presieduto da Elio Faralli e del cda successivo presieduto da Giuseppe Fornasari (2011-2014). Tra gli indagati figurano Lorenzo Rosi, l'ex vicepresidente Giovanni Inghirami, Giorgio Natalino Guerrini, Augusto Federici, Alberto Rigotti, Laura Del Tongo e l'ex dg Luca Bronchi, mentre non c'è il nome dell'ex consigliere Pier Luigi Boschi, il padre del sottosegretario Maria Elena Boschi. E' stato messo sotto inchiesta chi ha votato a favore dell'erogazione dei crediti contestati, oppure li ha materialmente agevolati. I capitoli della bancarotta riguardano i 60 milioni dati alla Sacci, i 30 milioni alla Privilege Yard, i soldi prestati alla San Carlo Borromeo, alla Isoldi, alla Città Sant'Angelo.

Trattato MES (Meccanismo Europeo di Stabilità)

TRATTATO CHE ISTITUISCE IL MECCANISMO EUROPEO DI STABILITÀ TRA IL REGNO DEL BELGIO, LA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA LA REPUBBLICA DI ESTONIA, L’IRLANDA, LA REPUBBLICA ELLENICA, IL REGNO DI SPAGNA, LA REPUBBLICA FRANCESE, LA REPUBBLICA ITALIANA, LA REPUBBLICA DI CIPRO, IL GRANDUCATO DI LUSSEMBURGO, MALTA, IL REGNO DEI PAESI BASSI, LA REPUBBLICA D’AUSTRIA, LA REPUBBLICA PORTOGHESE, LA REPUBBLICA DI SLOVENIA, LA REPUBBLICA SLOVACCA E LA REPUBBLICA DI FINLANDIA

 

LE PARTI CONTRAENTI, il Regno del Belgio, la Repubblica federale di Germania, la Repubblica di Estonia, l’Irlanda, la Repubblica ellenica, il Regno di Spagna, la Repubblica francese, la Repubblica italiana, la Repubblica di Cipro, il Granducato di Lussemburgo, la Repubblica di Malta, il Regno dei Paesi Bassi, la Repubblica d’Austria, la Repubblica portoghese, la Repubblica di Slovenia, la Repubblica slovacca e la Repubblica di Finlandia (nel prosieguo, “gli Stati membri della zona euro” o “i membri del MES”),

DETERMINATE a garantire la stabilità finanziaria della zona euro,

RAMMENTANDO le conclusioni del Consiglio europeo del 25 marzo 2011 relative all’istituzione di un meccanismo europeo di stabilità,

CONSIDERANDO QUANTO SEGUE:

(1) Il 17 dicembre 2010 il Consiglio europeo ha concordato sulla necessità per gli Stati membri della zona euro di istituire un meccanismo permanente di stabilità. Il presente meccanismo europeo di stabilità (MES) assumerà il compito attualmente svolto dal Fondo europeo di stabilità finanziaria (FESF) e dal meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria (EFSM) di fornire, laddove necessario, l’assistenza finanziaria agli Stati membri della zona euro.

MES un altro colpo di mano contro la sovranità nazionale

MES

Alberto Micalizzi*

Ci risiamo. La troika sta preparando un altro colpo di mano come quello del 2011. Stavolta cerchiamo di farci trovare preparati.

La sconfitta referendaria ha indebolito Renzi e buona parte della compagine pro-UE che ad oggi con molta probabilità è minoranza nel Paese. Ma è pronto il “Piano B”, preparato da tempo come tutte le scelte importanti promosse dalla Troika che notoriamente non improvvisa mai nulla.

Gli strani affari del banchiere francese di Unicredit

Il ramo Corporate di Unicredit, guidato da Jean-Pierre Mustier, fa per ora la metà dei profitti del gruppo. Sin dal suo arrivo il banchiere francese ha cominciato a coinvolgere sempre di più i suoi ex colleghi negli affari di Piazza Cordusio. Il ruolo di Braggiotti nell’operazione Kepler.

L’Italia vanta una vasta casistica di conflitti di interesse e un’eccellente tradizione di affari conclusi fra vecchi compari. Quello che mancava era un “old boys network” d’importazione. La lacuna è stata colmata. Quasi due anni fa. Grazie alla più internazionale delle banche italiane: il gruppo Unicredit.

Dazi addio: Bruxelles immobile, mentre la Cina è pronta a invadere l’Ue

Giuliano Balestreri

Dopo il Ttip la Cina. E così l’Unione europea rischia di chiudere un 2016 fallimentare con un’architettura istituzionale sempre più traballante. Dal basso crescono le spinte populiste che hanno già portato all’uscita dalla Ue la Gran Bretagna e minacciano di consegnare la Francia all’estrema destra, mentre in Italia aumentano le possibilità di vedere un governo targato Cinque Stelle. Dall’alto sono sempre più evidenti le divisioni intestine tra le nazioni liberiste del Nord e quelle manifatturiere del Sud: una frattura che blocca il consiglio dei ministri e che la Commissione Ue non riesce a ricomporre.

Così dopo aver visto naufragare il Ttip, il trattato di libero scambio tra Europa e Stati Uniti, adesso l’Unione europea rischia di subire passivamente il passaggio della Cina a economia di mercato. L’11 dicembre 2001, Pechino è entrata nell’Organizzazione mondiale del Commercio (Wto) senza essere riconosciuta come economia di mercato (Mes): allora fu deciso che 15 anni dopo, nel 2016, il suo status sarebbe stato rivisto.

L’Unione europea ha nicchiato per anni e ancora non ha preso una decisione. Peggio: la Commissione ha una parere legale secondo il quale il passaggio di status è automatico, l’Europarlamento ne ha un altro che dice esattamente l’opposto. E lo stallo continua. Infastidendo le autorità cinesi che – teoricamente – da lunedì 12 dicembre potrebbero presentare un ricorso al Wto se l’Ue non cancellasse i dazi in vigore.

Cadaver Amazon, il gigante che sfrutta i lavoratori

Gea Scancarello

Il record da battere è 12 acquisti al secondo, per 46 mila oggetti all’ora: un’orgia di shopping forse non proprio in sintonia con lo spirito intimista e cristiano del Natale, ma perfettamente in linea con l’affanno da regali che prende l’italiano l’antivigilia. E, certamente, con la politica di Amazon, il colosso dell’online che lo scorso 25 novembre ha venduto agli italiani 1,1 milioni di pezzi in un solo giorno, forte dei ribassi del Black friday e di un ecosistema sostanzialmente impossibile da battere: prezzi sempre scontati, consegne rapidissime e per lo più gratuite, scelta sterminata. Il solo catalogo italiano conta 137 milioni di voci, e persino Babbo Natale faticherebbe a fare di meglio.
Non è un caso che i best seller del sito siano proprio i giocattoli, dai classici giochi da tavola alle spade laser, passando per i Lego: tutto tra il 25 e il 30% più conveniente che fuori. Abbastanza per portare anche gli italiani notoriamente affascinati dal contante e scarsamente digitalizzati a comprare online: nel 2015, secondo i dati dell’Osservatorio B2c-Netcomm del Politecnico di Milano, circa 19 milioni hanno provato l’e-commerce, in crescita del 18% rispetto all’anno precedente. Non è dato sapere quanti di loro abbiano scelto proprio il sito di Jeff Bezos – Amazon non fornisce dati che non siano globali – ma è fuori discussione che, dallo sbarco in Italia nel 2010, il colosso abbia cambiato irreversibilmente lo scenario.

La multa Ue a Credit Agricole, Hsbc e JPMorgan ci riguarda tutti: potremmo aver diritto a un maxi risarcimento

GIULIA UGAZIO 

L'Antitrust ha sanzionato 3 big del credito per aver manipolato le quotazioni dell’Euribor, il tasso di riferimento del mercato interbancario europeo. E per lo scandalo Libor-Euribor circa 200 milioni di euro verranno restituiti ai risparmiatori sardi

BRUXELLES – L'Antitrust europeo ha comminato una maxi multa da mezzo miliardo di euro a tre colossi mondiali del credito - Crédit Agricole, Hsbc e JPMorgan Chase – per aver costituito un cartello e manipolato le quotazioni dell’Euribor, il tasso di riferimento del mercato interbancario europeo. Questa condanna sembra avere poco a che fare con l'Italia, ma in realtà ci riguarda molto da vicino. Molti risparmiatori italiani, infatti, sono rimasti coinvolti a loro insaputa nello scandalo Libor-Euribor e oggi potrebbero pretendere un risarcimento. E' quanto sta accadendo in Sardegna, dove almeno 21mila risparmiatori potrebbero ottenere la restituzione di 200 milioni di euro indebitamente sottratti dalle banche. E la faccenda potrebbe riguardare anche voi.

Leggi anche "L'UE multa Agricole, Hsbc e JpMorgan per manipolazione dei tassi"

La Germania è un gigante dai piedi d'argilla

Secondo lo European megabank’s annual report, la banca con la maggiore esposizione in derivati al mondo è la Deutsche Bank. Ecco perché Berlino ha aiutato Atene

GIULIA UGAZIO

ROMA - La crisi greca è ricca di paradossi. Il PIL della Grecia vale solo l’1% del PIL dell’area euro, e il suo debito è pari al 3% del debito complessivo dell’Eurozona. Briciole, verrebbe da pensare. Invece, questa piccola nazione rischia di sgretolare le fondamenta del tempio dell’Unione europea. Non solo generando una crisi politica, ma anche una nuova crisi finanziaria. Ecco perché.

Davide contro Golia?
Nella sola giornata di lunedì 29 giugno, le borse europee hanno perso il 2,69%: cioè 287 miliardi di euro. Poco meno di quanto Atene deve restituire ai suoi debitori: 322 miliardi di euro. E anche oggi alcuni titoli sono stati sospesi per eccesso di ribasso. Sembra la storia di Davide contro Golia. La piccola, fragile, Grecia che sfida la potente Germania e rischia di mettere in ginocchio l’economia dell’intero continente scatenando una crisi finanziaria. Ma in questo racconto dobbiamo rinunciare alla distinzione tra buoni e cattivi, perché i protagonisti della partita europea che si sta giocando in queste ore hanno ciascuno le proprie colpe e le proprie responsabilità. Ecco quelle dei tedeschi: un sistema bancario dai piedi d’argilla, che Berlino ha dovuto salvare a tutti i costi.

Mps, sul tavolo del cda il tentativo in extremis del salvataggio privato

Il board senese si è riunito a Milano. Fonti vicine alla banca fanno filtrare fiducia, con l'incarico di governo a Gentiloni che facilita la soluzione di mercato. Ma serve attendere la risposta formale della Bce per riaprire la conversione dei bond subordinati dei piccoli investitori

MILANO - Il consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi di Siena si è riunito a Milano - poco dopo le quattro del pomeriggio domenicale - per cercare di portare avanti l'aumento di capitale "di mercato" della banca toscana. Un'opzione ridotta al lumicino dopo che si è diffusa l'indiscrezione, non smentita, che dalla Vigilanza europea che opera in seno alla Bce non c'è la disponibilità a concedere venti giorni in più - oltre la scadenza del 31 dicembre - per cercare investitori internazionali in grado di coprire una parte sostanziosa della ricapitalizzazione da cinque miliardi (uno dei quali è affluito dall'adesione alla conversione dei bond subordinati, da parte degli investitori istituzionali).

Formalmente, però, il diniego della Bce non è ancora arrivato sul tavolo del board: c'è un margine di tempo (una procedura di silenzio-assenso) nel quale il Consiglio direttivo dell'Eurotower può chiedere di ridiscutere la posizione della Vigilanza guidata da Danièle Nouy. In attesa del verdetto definitivo, atteso mercoledì, nella banca senese si cerca ancora di mettere in atto il piano studiato dagli advisor Jp Morgan, Mediobanca e Lazard, che contava sulla sponda degli investitori del Qatar. Capitali che ora stanno alla finestra guardando all'Italia dopo l'esito del referendum e la crisi di governo.

L’Europa multa Crédit Agricole, Hsbc e JPMorgan: avevano fatto un cartello sui derivati

E’ delle banche la più grande truffa nella storia dell'umanità.

Caravaggio: il bacio di Giuda o la Cattura di Cristo - 1601

E’ delle banche la più grande truffa nella storia dell'umanità.

“L’opinione pubblica si svegli, il Pil del nostro Paese potrebbe raddoppiare. Basterebbe un decreto del governo” senza cambiare la Costituzione.

 ''ECCO COME FANNO LE BANCHE A CREARE DENARO DAL NULLA.
860 MILIARDI DI EURO TRA INTESA, UNICREDIT E CARIGE''. Il denaro virtuale nasce in nero e tale rimane nei circuiti interbancari. Ogni anno le banche italiane creano 1.800 miliardi in nero… ma non se ne parla! E' la somma degli IMPIEGHI, così come riportato da Bankitalia

 Se come scrive Ezra Pound «La maggior parte dei mali sociali sono alla loro radice economici», le Banche con la loro truffa contabile “apparentemente legalizzata” costituiscono la catena criminale contro la nostra specie. Nel 2016, 4000 suicidati per motivi economici (dato Istat secretato).

Diceva Mayer Amschel Rothschild: “Datemi il controllo sulla moneta di una nazione e non mi preoccuperò più di chi ne fa le leggi”.
Privano il futuro della società e il processo di fratellanza.
Papa Francesco in “Laudato sì” sferra un attacco alle banche: “il denaro deve servire, non governare”.

Mps, Bce nega rinvio ricapitalizzazione. Più vicino intervento Stato. Il cda in attesa del governo: “Andiamo avanti”

La decisione, ancora ufficiosa, è arrivata dopo una lunghissima riunione del consiglio di vigilanza, che era diviso. E mette pressione sulle consultazioni. Il consiglio prende tempo e si aggiorna a domenica alle 16. Sul tavolo molte ipotesi per la discesa in campo dello Stato. Il titolo crolla del 10,5%

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