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Economia e Finanza

Economia e Finanza: informazioni e opinioni di economia, finanza, mercati finanziari, banche, industria, artigianato, agricoltura. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

L’uscita dall’euro? Possibile senza catastrofi

di Alberto Bagnai e Piergiorgio Gawronski

L’analisi di Giuseppe Siciliano di una ipotetica uscita dell’Italia dall’euro a nostro avviso dimostra il contrario di quanto affermato nel titolo (L’uscita dall’euro? Benvenuti all’inferno); cioè che l’uscita è possibile senza catastrofi. Questo perché gli squilibri che ne deriverebbero, individuati dall’autore, sono gli stessi provocati da ogni svalutazione o riallineamento del cambio in regime di cambi fissi. Vi sono, in realtà, alcune difficoltà aggiuntive, ma sono gestibili laddove ci sia la volontà politica di farlo.

I toni apocalittici dell’autore, ripresi dal titolo, si basano in larga misura sull’ipotesi che “i capitali esteri lascerebbero il paese” dopo aver subito “rilevanti perdite” a causa della ridenominazione in lire delle obbligazioni private (bancarie) e pubbliche. Quest’ipotesi non è credibile, sulla base delle seguenti considerazioni giuridiche ed economico-finanziarie.

Nello sciagurato scenario di conversione forzosa, in lire, di tutti i titoli e depositi – prospettato da Siciliano – dal punto di vista giuridico non è vero che eventuali controlli preventivi dei movimenti di capitali non sarebbero attuabili perché “in contrasto con le norme Ue”. L’art. 66 del Trattato sull’Unione europea (versione consolidata) precisa che il Consiglio può limitare i movimenti di capitale, per un periodo non superiore a sei mesi, in caso di circostanze eccezionali. Questo articolo è già stato applicato nel caso di Cipro.

Mps, la Bce non concede più tempo: verso il decreto per aiuto di Stato

La banca senese ha chiesto venti giorni di proroga alla Vigilanza europea per cercare di chiudere la ricapitalizzazione da 5 miliardi sul mercato. Ma da Francoforte la risposta è negativa, perché gli investitori hanno avuto tempo a sufficienza per decidere e l'incertezza politica potrebbe durare ancora a lungo. Al vaglio ci sarebbe anche un piano sui bond retail. Palazzo Chigi: nessun consiglio per domani

di ANDREA GRECO e RAFFAELE RICCIARDI

MILANO - La Bce ha respinto la richiesta di Mps di concedere più tempo per l'aumento di capitale. La notizia, attesa con il fiato sospeso da Piazza Affari, è stata diffusa da fonti finanziarie alle agenzie di stampa, mentre dalla banca si fa sapere che non sono ancora giunte comunicazioni ufficiali. Dall'Eurotower la posizione ufficiale è di "no comment", come sempre accade nei confronti delle banche vigilate.

E sul fronte del governo non è prevista per domani alcuna riunione del consiglio dei ministri. Secondo fonti da Palazzo Chigi, "lo schema di decreto legge sulle banche sia sostanzialmente pronto per essere varato, laddove fosse necessario".

Intervento di Marco Saba all'Assemblea azionisti di Mediobanca 28 ottobre 2016

ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI DI MEDIOBANCA
via Filodrammatici 3, Milano, 28 ottobre 2016 – h.10.30
Intervento dell’azionista Marco Saba sul primo punto dell’ordine del giorno 

“Mi rivolgo ai Sigg.ri Amministratori e, con un saluto esteso, anche a tutti gli Azionisti. Sono l’azionista Marco Saba ed intervengo sul primo punto dell’ODG chiedendo che copia della mia mozione venga trascritta nel verbale dell’assemblea. Anche quest’anno, dal bilancio consolidato, non è possibile sapere quanto danaro è stato creato dal Gruppo Mediobanca durante l’esercizio. A pag. 21 del verbale dell’assemblea Mediobanca del 28 ottobre 2015, leggo che il dott. Nagel, qui presente, aveva assicurato che nel Gruppo non vi è alcuna creazione di moneta virtuale. 

Nella pagina internet della Banca Centrale Europea intitolata “Cos’è la moneta ?”, si dice che la “moneta “interna”, ossia i depositi bancari”, è “una forma di moneta che viene creata, e può essere annullata, nel settore privato dell’economia.” [1] 

Il 7 luglio 2016 a Madrid, in Spagna, il vice presidente della BCE aveva ammesso: “Una motivazione fondamentale per la regolamentazione bancaria si riferisce al fatto che, quando concedono credito, le banche creano denaro creando un deposito corrispondente. Questa attività, che è al centro del nostro sistema di moneta-credito, comporta una significativa trasformazione di liquidità poiché i depositi sono molto più liquidi dei crediti.” [2] 

Leonardo-Finmeccanica e quello sconto all’impresa che ora va ai Renzi boys

Selex, società controllata da Finmeccanica o meglio Leonardo, come si chiama ora la società controllata dal Tesoro, ha venduto con atto notarile il 1° dicembre 2015 per 100 mila euro il ramo di azienda Ants alla società Ads di Pomezia. Già il 5 novembre era stato siglato l’accordo privato tra le due società ma il 9 novembre 2015 (quindi quattro giorni dopo la firma dell’accordo privato e 22 giorni prima l’atto pubblico davanti al notaio) un manager interno al ramo d’azienda in via di cessione propone con una lettera inviata all’amministratore delegato di Leonardo Mauro Moretti, oltre che ai vertici di Selex Es, di comprare lui a 700 mila euro il ramo della sua azienda mediante la formula del management buy out. Per conto di Selex Es, proprio l’attuale dirigente del settore in Leonardo, Andrea Biraghi, risponde il 19 novembre che Selex aveva già firmato con altri accordi “vincolanti”. Poteva Selex svincolarsi da quel contratto tra privati del 5 novembre non ancora firmato davanti al notaio? Poteva chiedere un rialzo fino a 700 mila euro ad Ads?

7 dicembre 2016 Università di Parma: convegno “Agricoltura Sostenibile di Precisione: visioni e pratiche del futuro”

Mercoledì 7 dicembre, con inizio alle ore 15 nell’Auditorium del Centro Congressi Sant’Elisabetta dell’Ateneo (Padiglione 13 del Campus Scienze e Tecnologie dell’Università di Parma - via Langhirano), si terrà il convegno “Agricoltura Sostenibile di Precisione: visioni e pratiche del futuro”.

Tra i relatori figurano, tra gli altri, Nelson Marmiroli ed Elena Maestri(Dipartimento di Bioscienze dell’Università di Parma) e Stefano Caselli (Centro Interdipartimentale per l’Energia e l’Ambiente - CIDEA Università di Parma).

L’evento si propone di fare il punto sull’agricoltura del futuro partendo dalla sperimentazione e innovazione in corso nei territori padano-emiliani.

Il convegno è organizzato dal Centro Acque - eu.watercenter dell’Università di Parma in collaborazione con il CIDEA dell’Ateneo, unitamente ad altre realtà del settore operanti in Emilia-Romagna.

Segreteria
Centro Acque - eu.watercenter, Università di Parma
Campus Scienze e Tecnologie 93a, 43124 Parma
Tel. 0521 906550, e-mail euwatercenter@euwatercenter.eu

Martin Wolf: “Dagli Usa all’Europa, élite sempre più isolate”

L'editorialista del Financial Times: "Il crescente distacco tra classi dirigenti e popolo rende le società meno floride e benestanti. Il rischio è che il mondo degli affari appoggi i populisti di destra per difendere i propri interessi"

dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

LONDRA -Il popolo non si sente più rappresentato dalle élite: perciò abbandona i partiti tradizionali e sostiene movimenti o candidati populisti, di destra e di sinistra. A lanciare questa pietra nello stagno è Martin Wolf, paradossalmente il più autorevole columnist del Financial Times, il quotidiano della City che tra le élite di tutto il mondo ha buona parte dei suoi lettori. "La crescente distanza tra la gente e le classi dirigenti è dannosa non solo da un punto di vista morale e politico, ma pure per stabilità, salute e produttività dell'economia", spiega a Repubblica il giornalista. "In ultima analisi è come se le élite facessero del male a se stesse. Il problema è farglielo comprendere prima che sia troppo tardi".

MARTIN WOLF: “DOBBIAMO TOGLIERE ALLE BANCHE PRIVATE IL POTERE DI CREARE DENARO”

Nicoletta Forcheri

Da mesi anzi di anni si discute, soprattutto in Italia, sull’opportunità o meno di avere una Banca Centrale così lontana dai propri interessi. Di discorsi sulla sovranità monetaria e sul signoraggio né è piena la rete, soprattutto da quando, il d.lgs n° 43 del 10 marzo 1998 sottrasse definitivamente la Banca d’Italia dalla gestione del governo italiano, sancendo l’appartenenza della stessa al sistema europeo delle banche centrali. Di li in poi, la quantità di moneta circolante dovrebbe essere decisa dalla Banca Centrale Europea. Dico dovrebbe perché, proprio qualche giorno fa Martin Wolf nel suo articolo apparso sulle pagine del Financial Times, ci fornisce tutta un’altra spiegazione che assume connotati sarcasticamente anarchici, vista la presunta controllabilità dello strumento monetario millantata dai più alti funzionari delle Banche Centrali di tutto il Mondo.

Africa, quel "tesoretto" dei dittatori da 60 miliardi custodito in Svizzera

Evasione fiscale, creazione di fondi illeciti, corruzione e riciclaggio di denaro. Denaro sistematicamente sottratto a progetti di sviluppo per la popolazione, aumentando le diseguaglianze. Il sistema è ingovernabile perché senza regole né trasparenza, ma c’è chi sta provando a mettere dittatori e politici corrotti sotto pressione

di MARCO SIMONCELLI *

ROMA - «Vedere un dittatore atterrare a Ginevra potrebbe essere una buona cosa - si legge nell'articolo pubblicato da Nigrizia.it -  potrebbe (per esempio) significare che si tratti di un viaggio diplomatico per partecipare a dei colloqui di pace (la città ospita istituti delle Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali). Ma la Svizzera è anche un paradiso sicuro per uomini potenti che arrivano dal terzo mondo e che vogliono mettere da parte i soldi che hanno rubato al proprio popolo».

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