di Giuseppe Pipitone

Dario Cartabellotta, responsabile della sezione riservata ai Paesi del Mediterraneo, non è stato autorizzato a agire come ufficiale pagatore. Così i soldi ricavati sono finiti nelle casse della Regione ma i contratti con le aziende e cooperative che hanno fornito i prodotti non possono essere onorati. Si profila una sanatoria, che però comporterà un danno erariale per l'ente

A sette mesi dalla fine dell’Expo di Milano ci sono ancora più di trecento aziende che aspettano di essere pagate. Sì, perché la Regione Siciliana non ha mai saldato il conto da 2,6 milioni di euro presentato dai fornitori del Cluster Bio Mediterraneo, la sezione dell’esposizione universale riservata agli undici Paesi che si affacciano sul mare Nostrum. Il caso era già scoppiato nel dicembre del 2015, quando l’edizione palermitana di Repubblica aveva sollevato la questione confermata anche dall’assessore all’Agricoltura della Regione Siciliana, Antonello Cracolici: sei mesi dopo, però, i fornitori non hanno ancora visto un solo euro. E pazienza se alla fine di Expo la Sicilia ha incassato dal Cluster ben 2,7 milioni, centomila euro in più rispetto ai soldi vantati dai creditori. Si tratta di aziende dolciarie, cooperative agricole e vinicole, che adesso hanno deciso di riunirsi in un singolare “coordinamento creditori della Regione Siciliana all’Expo” per provare a battere cassa.