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La vita sta cambiando pelle

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Libri: recensioni e presentazione libri. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Marco Murara traduttore del carteggio di Mozart stronca definitivamente "Mozart. la caduta degli dei" di Luca Bianchini e Anna Trombetta

Carlo Vitali

 Luca Bianchini e Anna Trombetta autori di: "Mozart la caduta degli dei"

Marco Murara, traduttore del carteggio di Mozart, così commenta "La caduta degli dei" di Bianchini e Trombetta:

"non hanno alcun pudore"... "panzane"... "imbecillità"

 22/05/2017 

Caro Paolo,

grazie per l'anticipazione. Ho letto con molto interesse sia quest'articolo, sia quello che mi hai segnalato qualche giorno fa con l'erudita difesa delle mie scelte di traduzione. [Si riferisce ai due interventi di Carlo Vitali: “La farina del Diavolo” (http://www.rivistamusica.com/la-farina-del-diavolo/) e “Compagni di merende” (http://www.rivistamusica.com/compagni-di-merende/)]

Queste teorie strampalate girano ormai da alcuni anni (ricordo di aver letto la pseudoanalisi dell'aria della Contessa svolta dal duo B&T, con quegli svarioni circa l'interpretazione del testo, che dimostrano che questi non solo non sanno tradurre dal tedesco, ma non sanno neppure intendere un po' di italiano poetico!...). Probabilmente B&T hanno scoperto che la cosa rende e non hanno alcun pudore a sfruttare la notorietà e il lucro derivanti dall'enormità delle panzane che vanno diffondendo.

I miei ringraziamenti e complimenti a Carlo Vitali per tutto l'impegno che profonde per dimostrare l'imbecillità di certe pubblicazioni che di scientifico non hanno neppure la minima parvenza.

Cari saluti,

Marco


 

L’ACCADEMIA DELLA BUFALA BY BIANCHINI E TROMBETTA IN "MOZART - LA CADUTA DEGLI DEI", appendice minima: Il ruggito della Capra

L’Accademia della Bufala

di Carlo Vitali

Appendice minima: Il ruggito della Capra

Secondo B&T la musicologia austro-tedesca – dal 1830 a oggi sempre protonazista, filonazista, criptonazista e postnazista – avrebbe fatto carte false per negare il contributo italiano alla musica germanica di autore “ariano”. Nel 1867 così scrisse il prussiano Friedrich Chrysander, editore dell’opera omnia di Händel (e di Corelli !): 

“Für Händel wie für Mozart war es von unberechenbarem Werthe, daß sie so völlig in die italienische Tonkunst eingingen; Gluck selbst würde nie seinen gelehrteren französischen Vormann Rameau überholt haben, wenn er seinen Gang nicht durch Italien genommen hätte”.

            (F. Chrysander, G.F. Händel, Leipzig, Breitkopf & Härtel, 3.° vol., cap. 1) 

Si traduce a beneficio di coloro che, come B&T, non sanno il tedesco. Il che non è una vergogna, a meno che non si cerchi di negarlo contro l’evidenza: 

“Per Händel come per Mozart fu di valore incalcolabile l’essersi addentrati tanto completamente nella musica italiana; lo stesso Gluck non avrebbe mai superato il suo dotto predecessore francese Rameau se non avesse intrapreso il suo percorso attraverso l’Italia”. 

Invece i signori B&T, nel loro furore revisionista, ruggiscono ai confini del futuribile: “noi abbiamo citato la fonte delle informazioni che NON piace al Gazz. [Carlo Vitali, ndr] il quale propone un’altra fonte. Tedesca quindi migliore. E allora? Ce ne saranno altre che il Gazz. non conosce. Magari africane. E allora?” (http://www.mozartlacadutadeglidei.it/2017/03/19/il-gazzettante/). 

L’ACCADEMIA DELLA BUFALA BY BIANCHINI E TROMBETTA IN "MOZART - LA CADUTA DEGLI DEI" quarta e ultima puntata l’Ora della Capra o l’Illustre Idiota

Interviste della Capra postverità

L’Accademia della Bufala
di Carlo Vitali  
"MOZART - LA CADUTA DEGLI DEI"[LINK]

Quarta ed ultima puntata: l’Ora della Capra o l’Illustre Idiota
Hitsuji no koku: “l’ora della Capra” secondo il computo tradizionale giapponese;

dura dalle 13:00 alle 15:00 e precede quella del tramonto 

L’ACCADEMIA DELLA BUFALA BY BIANCHINI E TROMBETTA IN "MOZART - LA CADUTA DEGLI DEI" parte terza, un concerto di tromboni

 

di Carlo Vitali  
"MOZART - LA CADUTA DEGLI DEI"[LINK]

Terza puntata: Un concerto di tromboni 

Stia in guardia il paziente lettore: in questa terza (e per ora penultima) puntata si parlerà di cose serie tipo filosofia, epistemologia, geopolitica. Chi volesse eroicamente procedere oltre lo faccia a suo rischio e pericolo; a chi invece si accontenta di un’onesta ricreazione consigliamo di saltare alla successiva, che intitoleremo, a Dio piacendo, “L’ora della Capra”. 

Rullo di grancassa (B&T, p. 29): “I musicologi non devono basarsi su giudizi personali per definire un autore romantico preromantico o classico. Se un autore è vissuto in un periodo storico, il suo linguaggio va collocato in quel contesto”. 

Squillo di trombone con annessa tabellina crono-pitagorica (id&id, p. 34-35):  “La periodizzazione deve essere applicata, come alla letteratura, anche alla musica, senza però scomodare il ‘classicismo viennese’, etichetta di parte antistorica. Con tutti i limiti che può avere una schematizzazione, le espressioni letterarie, filosofiche, artistiche della cultura occidentale seguono una scansione temporale comune: 

Barocco: fine 1500-tutto 1600.

L’ACCADEMIA DELLA BUFALA BY BIANCHINI E TROMBETTA IN "MOZART - LA CADUTA DEGLI DEI" parte seconda

vera Bufala

di Carlo Vitali  
"MOZART - LA CADUTA DEGLI DEI"[LINK]

Seconda puntata: pulizia etnica 
 

Affermano B&T (pp. 20-21): “Da un punto di vista storico ci fu l’interesse primario degli imperatori, dopo la pace di Aquisgrana, a controllare la produzione musicale, cioè i ‘mass media’ dell’epoca. Non si trattò di scuola di stile, ma di semplice opportunismo politico […]. Oggi, se tornassero in vita, baderebbero a controllare il cinema e la televisione.” 

L’Accademia della Bufala by Bianchini e Trombetta in "Mozart - La Caduta degli dei"

Pianeta Bufala


di Carlo Vitali 
"MOZART - LA CADUTA DEGLI DEI"[LINK

Oggetto della presente discussione è il volume Mozart - La Caduta degli dei. Parte prima (d’ora in poi: “Il Libro”) [LINK], uscito nell’aprile 2016 sotto l’etichetta Youcanprint Self-Publishing di Tricase (Lecce) ma stampato in Germania a cura di Amazon Distribution GmbH, Amazonstrasse 1, 04347 Leipzig, ISBN 978-8892602755, 458 pagine, 28 euro. Autori: Luca Bianchini e Anna Trombetta (d’ora in poi “B&T”). 

Nota legale: a termini della normativa italiana sul diritto d’autore così come novellata dal D. Lgs. 9 aprile 2003 n. 68 e della Legge 9 gennaio 2008 n. 2 – con particolare riferimento all’art. 70, commi 1 e 1 bis – si precisa che la citazione e la riproduzione di passi del Libro in oggetto sono effettuati per uso di critica e discussione, senza scopo di lucro né tanto meno con l’intento di sostituire in tutto o in parte la pubblicazione originale. 

Prima puntata: reductio ad Hitlerum 

Autobiografia di una femminista distratta incontro con Laura Lepetit

Autobiografia di una femminista di Laura Lepetit

Dall'incontro con Laura Lepetit, fondatrice della Tartaruga, il 23 aprile 2017 alle Giornate della Laicità di ReggioEmilia [LINK]

Francesca Avanzini

In “Autobiografia di una femminista distratta”, Laura Lepetit, mitica fondatrice della mitica  “Tartaruga”, racconta la sua vita e quella della casa editrice da lei creata, “importantissima nel panorama culturale italiano, senza la quale tanti aspetti della nostra crescita culturale non si sarebbero concretizzati. “

Così la filosofa Annarosa Buttarelli introduce l’autrice nell’incontro svoltosi a Reggio Emilia il 23 aprile nell’ambito delle Giornate della Laicità.

“Un libro necessario” continua, “grazie al quale la casa editrice viene collocata al suo giusto posto, quello che le compete nell’ambito della cultura italiana.”

Senza “La Tartaruga” scrittrici come Karen Blixen, Nadine Gordimer, Doris Lessing, la stessa Virginia Woolf, per non citarne che alcune, non avrebbero avuto il rilievo che meritavano o sarebbero addirittura passate inosservate. Molte di loro sono state tradotte per la prima volta o lanciate, come è il caso di Silvana La Spina e altre eccelse italiane o straniere.

“Non mi accorgevo, mentre scrivevo il libro, di stare facendo il catalogo della “Tartaruga”. Come il contadino della storia di Karen Blixen, che nella notte corre qua e là a caso per i suoi campi, e solo la mattina si accorge di avere creato il disegno perfetto di una cicogna, anche a me il disegno si è rivelato solo in fondo”, spiega Laura Lepetit.

DONNE CHE SI PENTONO DI ESSERE MADRI

Pentirsi di essere madri

Dall'incontro con la scrittrice/sociologa Orna Donath e Michele Murgia il 22 aprile 2017 al salone del libro di Milano durante "Tempo di Libri

Francesca Avanzini 

A ben vedere il dibattito non è nuovissimo, è quello tra nature and nurture, natura e cultura, di shakespeariana memoria, ma nuovo, forse, e impensabile prima è il modo di porlo, che tocca uno dei tabù della società: ”Pentirsi di essere madri” è infatti il titolo che la sociologa israeliana con nonna italiana, milanese per la precisione, Ornah Donath, dedica all’argomento, intervistando donne che si sono pentite della suddetta condizione.

Ne ha parlato il 22 aprile a Milano, a “Tempo di Libri”, insieme a Michele Murgia, la scrittrice che, come più volte da lei stessa spiegato, ha scelto di non essere madre adottando però, secondo la tradizione sarda, un “figlio d’anima”, la giornalista e scrittrice Serena Marchi, che ha appena dedicato il libro “Mio tuo suo loro” all’argomento della gestazione per altri, e l’attrice Veronica Pivetti.

Le due scrittrici si muovono a latere di un pensiero forte italiano, “mater sempre certa”, e “di mamma ce n’è una sola”. A volte invece, come nel caso delle donne  pentite, non ce n’è nessuna, oppure più di una, quella che fa il figlio e quella che lo “riceve”.

“Il tramonto della democrazia – analisi giuridica della genesi di una dittatura europea”

Il Tramonto della Democrazia Il Tramonto della Democrazia

Il tramonto della democrazia – analisi giuridica della genesi di una dittatura europea” è finalmente disponibile.

Il testo, previa una concisa spiegazione del modello costituzionale, e di come i Padri Costituenti avevano messo al bando il modello neoliberista, riconoscendone la piena responsabilità nella tragedia della seconda guerra mondiale, analizza la genesi della dittatura europea codificata nei trattati e le evidenti responsabilità penali di chi ha tradito deliberatamente gli interessi nazionali, riportandone le più clamorose dichiarazioni confessorie.

Il confine di Giulia Nutrimenti di Giuliano Gallini

Il confine di Giulia "Nutrimanti" di Giuliano Gallini

Francesca Avanzini

Molto a ragione promosso dai librai, è recentemente uscito per Nutrimenti “Il confine di Giulia” (pp.137, € 15), opera prima del dirigente d’azienda Giuliano Gallini, che con prosa personale e non standardizzata, indaga sulla figura di Ignazio Silone, uno dei più grandi scrittori italiani del ‘900 e al tempo stesso, pare ormai assodato, spia fascista, forse anche con la connivenza di Togliatti. Forse per aiutare il fratello Romolo, antifascista in carcere duro, forse per una sua connaturata indecisione, quasi un caso di personalità multipla, di cui si trova traccia anche nei tanti pseudonimi adottati. Ignazio Silone uno di essi, vero nome Secondino Tranquilli. Fatto sta che l’uomo è un depresso, e negli anni ’30, durante il suo esilio zurighese, è in cura da Jung, circostanza che l’autore non specifica se vera o verosimile. E tra vero e verosimile, tra documentatissime circostanze storiche, personaggi veri e inventati, si gioca il romanzo, nel tentativo di scavare nella complessa personalità di Silone e di fornire al contempo un ritratto della società di espatriati politici  a Zurigo dove, tra una cioccolata e uno strudel nei saloni art déco dei Grand Hotel, si poteva incontrare Brecht e Tristan Tzara, intellettuali ed artisti.   

Il personaggio della poetessa Giulia Bassani, tracciato con sensibilità e delicatezza, è totalmente di fantasia e totalmente verosimile, aderente ai canoni di certa femminilità intellettuale d’epoca. Simile, per dire, a un’Antonia Pozzi o Sabine Spielrein.

Nessuno può fermarmi di Caterina Soffici

Francesca Avanzini

In “Nessuno può fermarmi” (Feltrinelli, pp.253, € 16) Caterina Soffici recupera una pagina di storia su cui è volutamente calata una cortina di silenzio. Il 2 luglio 1940 l’Arandora Star, transatlantico di lusso requisito a scopi bellici, che stava deportando dall’Inghilterra verso il Canada presunti fascisti, viene colpito da un siluro tedesco e affondato. Delle circa 800 persone a bordo, tra cui italiani, tedeschi, inglesi, 446 annegano. Molti di loro erano emigrati dei nostri Appennini, che a costo di sacrifici e duro lavoro erano riusciti a farsi una posizione in Inghilterra, ed erano stati ingiustamente accusati di fascismo nel rigurgito xenofobo e di “dagli all’italiano” che segue la dichiarazione di guerra di Mussolini. Xenofobia sempre pronta a ripresentarsi a ogni latitudine, ammonisce il libro, perché, come citato in esergo nelle parole di Tahar Ben Jelloun, “Siamo sempre lo straniero di qualcun altro”.  

Il libro su Toscanini a cura di Marco Capra sponsorizzato da Salini-Impregilo, quelli del Ponte sullo Stretto

libro su Toscanini a cura di Marco Capra

“Toscanini. La vita e il mito di un Maestro immortale”

“Per noi, l’anniversario dei 150 anni dalla nascita del Maestro Toscanini rappresenta un’occasione unica per celebrare i valori di un grande artista. Innovazione, duro lavoro e ricerca dell’eccellenza. Gli stessi valori che hanno ispirato il nostro lavoro in tutto il mondo, nel corso di più di cento anni”.
CEO, Pietro Salini

Il libro, a cura di Marco Capra con prefazione del direttore Antonio Pappano, contiene materiale inedito sulla vita del Maestro e celebra questo anniversario ripercorrendo l’incredibile storia di Arturo Toscanini nei due Paesi, l’Italia e gli Stati Uniti, che sono stati per lui culla e consacrazione di un successo mondiale. Il libro, edito da Rizzoli, è in vendita nelle librerie di tutto il mondo dal 16 marzo 2017.

Fonte Link https://www.salini-impregilo.com/it/gruppo/201703211647-%E2%80%9Ctoscaninilavitaeilmitodiunmaestroimmortale%E2%80%9D.html 

Ma chi è questo filantropo Pietro Salini? indagato per turbativa d’asta negli appalti del Terzo Valico [LINK], già agli arresti per l'inchiesta del Ponte sullo Stretto. Capra, lei sa che Toscanini non avrebbe mai accettato questa opera finanziata con risorse indegnamente sottratte agli italiani. Lei non poteva non sapere quanto è stato da tempo pubblicato sulla stampa e scritto da giornalisti:   

A Mozart quel che è di Mozart

Mozart

Pietro Acquafredda

Bach è il Battista. Haydn Dio padre, Mozart, il Figlio di Dio, e Beethoven lo Spirito santo. Schubert l'Evangelista.

Ecco la teologia sulla quale la musicologia europea avrebbe fondato la sua fede, e che due musicologi coniugi italiani, Luca Bianchini ed Anna Trombetta, con una loro ricerca intitolata. 'Mozart. La caduta degli dei' intendono disconoscere anzi demolire dalle fondamenta, perchè eretica.

Del loro libro, uscito l'anno scorso e e della cui esistenza, dato il successo, si sono lette già molte recensioni, si accorge solo ora una rivista musicale italiana, che affida la recensione confutativa delle tesi dei due, ad un musicologo che si getta nell'impresa anima e corpo, e con armi filologiche affilate.

La tesi - ed è ciò che principalmente ha fatto scalpore - è che Mozart non era quello che una certa musicologia agiografica ci ha tramandato. Non era così come ce lo hanno tramandato nella persona - e fin qui poco importa tutto sommato - ma non era così neanche come musicista. Davvero? Sì, rispondono i due musicologi.

Giacomo Puccini, Sonatore del Regno, di Pietro Acquafredda. Edizioni Clichy.

Giacomo Puccini Sonatore del Regno di Pietro Acquafredda
Pietro Acquafredda

L'editore fiorentino Clichy pubblica, nella collana degli 'elefantini', un volumetto di oltre 120 pagine, al prezzo popolare di 6.90 Euro. E' dedicato a Giacomo Puccini, è nient'altro che la sua biografia che si legge tutta d'un fiato - come è convinto l'editore ed anche l'autore - ma che tutta d'un fiato non è stata certamente scritta.

 Si tratta - ve lo dice l'autore e dunque credetegli - di una biografia 'd'autore'. Nel senso che  il volumetto colleziona brani tratti dall'epistolario del musicista, da testimonianze di amici e conoscenti (attentamente vagliati, per non mischiare grano ad erbacce fra le tante cresciute sulla sua fama ed i suoi vezzi) e da episodi che non sfuggirono, per l'importanza del personaggio, alla cronaca giornalistica, ripresi e rimessi in ordine cronologico per offrire di Puccini la storia della sua vita, dalla nascita alla morte e sepoltura.

 Si parte dall'Atto di battesimo con la curiosa sfilza di nomi dati al neonato  e che rappresenta l'eredità di tutta la sua famiglia (i primi quattro, dal trisnonno al padre), una specie di 'memento' del suo albero genealogico maschile, e si finisce con la prematura morte, avvenuta a Bruxelles, a causa di un tumore alla gola, alla sua temporanea sepoltura nella tomba della famiglia Toscanini e Milano - senza dimenticare gli attriti che ebbe con il maestro, che una volta definì perfino 'porco' -  ed alla sepoltura definitiva  nella amatissima 'Torre del Lago'.

 E fra la nascita e morte, la ricca sfaccettata natura del musicista. Dagli anni di studio al Conservatorio di  Milano ai primi successi e al suo riconoscimento mondiale.

Mozart non è una bufala

 Mozart

Carlo Vitali

Sulla rete impazza un libro "contro" Mozart (Mozart. La Caduta degli dei). Lo abbiamo letto. Ed è pieno di errori e cantonate

“La Jupiter, la Haffner, la Posthorn, la Parigi, la Praga. Sono tra le sinfonie di maggior successo di Wolfgang Amadeus Mozart. Ma che potrebbero non essere di Mozart. Almeno secondo due ricercatori italiani e studiosi della Wiener Klassik, Luca Bianchini e Anna Trombetta […]”, scrive “Il Fatto quotidiano”.

Controlli di Rosaria Lo Russo Edizioni Mille Gru

Controlli di Rosaria Lo Russo Edizioni Mille Gru

Francesca Avanzini 

C’è chi ha detto che chiunque voglia fare poesia in Italia non può prescindere da Rosaria Lo Russo. Esce ora presso Mille Ggru la sua ultima fatica, “Controlli”, che per la prima volta, dopo tanto indagare nelle tematiche femminili, mette in scena protagonisti maschili .

“Controlli” è un dittico, un poemetto diviso in due parti. La prima è dedicata al tuffatore Klaus Di Biasi, oro alle Olimpiadi messicane del 1986, e si ispira a un’intervista dello stesso, genialmente trascritta in poesia. L’idea centrale è quella del controllo, che l’atleta deve esercitare al mille per mille sul corpo. Non pensa a niente Di Biasi prima di volare, non può. Deve solo respirare e controllare ogni minima parte del suo organismo, in quella che è una perfetta condizione yogica e mistica.

L’atleta è il narciso, completamente concentrato su di sé, è dunque l’artista, ma anche l’uomo comune. La poesia si estende a tutti, allude al controllo che bisogna costantemente esercitare per non cadere nel baratro delle passioni. Perché, come dice Vasco Rossi, la vita “è tutta un equilibrio sopra la follia”.

Eppure esiste una caduta controllata ed estatica, quando “il candido ossame“ si fonde con l’elemento acqua e diventa tutt’uno con essa, per poi riemergerne.

Centro Studi Movimenti Parma: Politiche del disastro - Martedì 21 marzo, ore 18.30

Enolibreria Chourmo

Via Imbriani 56 – Parma

Presentazione del libro di Silvia Pitzalis

Politiche del disastro

Poteri e contropoteri nel terremoto emiliano

Interventi dell’autrice e di Tifany Bernuzzi

Che cos'è un disastro e come si manifesta? Quali poteri emergono e vengono alimentati nei contesti colpiti? È possibile un dialogo tra istituzioni e cittadini sui modi di affrontare le conseguenze? È possibile elaborare forme di autorganizzazione in risposta alla catastrofe volte a rigenerare l'esistenza di fronte alla violenza degli eventi e offrire anche soluzioni alternative rispetto a quelle istituzionali? Attraverso l'analisi etnografica, il lavoro di Silvia Pitzalis si propone di rispondere a queste domande, assumendo il terremoto dell'Emilia del maggio 2012 come caso di studio utile a ricavare indicazioni di carattere generale.


Prossimi incontri: 

 

Sabato 29 Aprile, ore 18.00

IL MALE OSCURO di Giuseppe Berto Edizioni Neri Pozza

Francesca Avanzini 

Lodevole l’iniziativa di Neri Pozza di ripubblicare, a 52 anni dalla prima uscita,  “Il Male Oscuro” di Giuseppe Berto (pp. 512, € 18).

Abbiamo avuto, in Italia, fior di narratori, da Fenoglio, a Pavese, a Carlo Levi, al tanto vituperato e invece ottimo Cassola, ad, appunto, Giuseppe Berto e molti altri ancora.

È ora che, in un sussulto di orgoglio nazionale, impariamo a valorizzarli, scrollandoci di dosso il senso di inferiorità nei confronti di letterature di altri paesi.

“Il Male Oscuro” mantiene intatta la sua modernità, e stupisce anzi, dato il carattere innovativo e sperimentale della scrittura, che ai tempi abbia avuto un successo tale da richiedere ben dieci ristampe e abbia vinto insieme il Viareggio e il Campiello.

La tecnica è quella del flusso di coscienza mutuata, a dire dello stesso autore, da Svevo e Gadda (da un passo della “Cognizione del dolore” proviene il titolo), per cui le pagine si succedono alle pagine con rarissimi segni di interpunzione, mentre il soggetto assolutamente autobiografico è il racconto di una nevrosi che, originata dall’inflessibile autorità paterna trasformatasi in un altrettanto implacabile Super Io, bracca l’autore e lo costringe praticamente al perimetro della sua camera, impedendogli a causa del panico di prendere ascensori, frequentare posti affollati, spostarsi con mezzi che non siano la propria automobile ecc. Per non parlare della paura di oltrepassare la barriera e cadere nella follia.  

Notti al circo di Angela Carter

 Notti al Circo di Angela Carter

Francesca Avanzini 

Si rivela un classico, “Notti al circo” di Angela Carter (pp.428, € 18) appena ripubblicato da Fazi a trentatré anni dall’uscita. Con un di più di speranza in un mondo migliore rispetto al cinismo odierno, la carica iconoclasta, ribelle e femminista tipica delle scrittrici anglofone degli anni ’80 (cfr., per non citarne che due,  Jeannette Winterson o Fay Weldon) la  spinta egualitaria, l’attenzione a emarginati, freak e outsider che avrebbero dovuto portare la fantasia al potere, i personaggi della Carter si librano (è il caso di dirlo) tra il mito e immortali creature della fantasia quali Gargantua o Morgante.

Fevvers è una gigantessa di “un metro e ottantacinque senza calze” per ottantotto chili, nata da un uovo e dotata di un paio d’ali di proporzionale apertura, tinte di cremisi e viola per potersi più efficacemente esibire nel circo di cui è l’attrazione principale. La Venere Cockney, abbandonata nei bassifondi e venuta su in un bordello, è tanto pronta ad aiutare i più sfortunati e commuoversi per le loro vicende, quanto avida, pragmatica e terra terra sebbene, come tutti i personaggi del libro, incline a filosofeggiare. Londra è ai suoi piedi, ricchi e potenti le offrono preziosi regali tra tonnellate di fiori, caviale, champagne e carrozze foderate di zibellino. (La vicenda è ambientata tra l’ultimo anno dell’ 800 e l’inizio gravido di aspettative del nuovo secolo).

L’ETÀ DELLA GUERRA di Giancarlo Bocchi

 L'Età della Guerra

Francesca Avanzini

Bosnia, Libia, Somalia, Palestina, Kosovo, Egitto. Dappertutto mozziconi di case anneriti, muri crepati, stracci, sacchi a pelo, pentole di latta, i paraphernalia delle ordinarie storie di miseria che i conflitti lasciano dietro di sé, anche quelli di cui siamo a malapena al corrente, come i persistenti scontri etnici in Birmania, o la persecuzione in Kurdistan degli yazidi, seguaci di una misteriosa religione misterica.

Immagini a cui la TV ci ha abituato, a cui purtroppo siamo quasi assuefatti. Eppure vedersele tutte una in fila all’altra, fotografate nero su bianco, le ingiustizie del pianeta, con protagonisti loro, i bambini- vittime ovvie, frequenti e non più innocenti delle guerre, dato che l’innocenza gli è stata strappata a forza, sostituita da una amara consapevolezza-riesce a scalfire anche le corazze più dure.

Maria Rosa Di Fazio: Mangiare bene per sconfiggere il male

Mangiar bene per sconfiggere il male

"Fa' che il cibo sia la tua medicina", ammoniva Ippocrate, padre della scienza medica. Oggi, in un'epoca di cibi sempre più industriali, manipolati, prodotti con materie prime modificate geneticamente e imposti dalla pubblicità e dal marketing, noi possiamo e dobbiamo andare oltre affermando che "stiamo" bene o male in base a "che cosa" mangiamo o non mangiamo. Non solo: perché la nostra salute e quella dei nostri figli dipendono anche dal "quando" consumiamo un determinato alimento, dal "come" lo cuciniamo, senza mai sottovalutare "insieme a che cosa" lo abbiniamo e lo portiamo in tavola. Sono tutte informazioni che troverete in questa guida pratica e di facile lettura allo stare bene, ma anche alla prevenzione più naturale, nonché più semplice e perfino più economica, delle peggiori malattie. Informazioni che nascono dall'esperienza ultraventennale di un'affermata oncologa italiana. Dobbiamo decidere se vogliamo continuare a essere azionisti occulti, inconsapevoli e senza nemmeno diritto di voto di qualche grande corporation alimentare o piuttosto ridiventare i ben informati unici proprietari della nostra salute, ovvero del più importante patrimonio di cui disponiamo - gratuitamente, per dono divino - fin dalla nascita. Dopo aver letto il libro Mangiare bene per sconfiggere il male. La battaglia contro i tumori inizia a tavola. Rivoluzioniamo le nostre - troppe! - cattive abitudini 

Al caffè degli esistenzialisti” di Sarah Bakewell, Fazi Editore

Al caffè degli esistenzialisti” di Sarah Bakewell, Fazi Editore

AL CAFFÈ DEGLI ESISTENZIALISTI

Non mantiene forse tutte le promesse implicite nel titolo “Al caffè degli esistenzialisti” di Sarah Bakewell (Fazi Editore, € 20, pp.470) e tuttavia è un libro che vale la pena leggere, se non altro per vedere se hanno ancora qualcosa da dirci oggi gli esistenzialisti.

Le pagine più coinvolgenti sono quelle dedicate a Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir, e ricostruiscono la loro complessa vita e rete di relazioni nella Parigi a cavallo dell’ultima guerra e oltre. Immersi nel flusso multiforme e cangiante dell’essere, convinti che il compito del filosofo non sia trovare la causa ultima delle cose, ma descrivere il qui e ora, il fenomeno, sono anche convinti che l’intellettuale debba essere engagé, prendere parola e partito circa le questioni scottanti della sua epoca. Una bella distanza dalla letteratura d’intrattenimento -o gastronomica che dir si voglia- prevalente oggi!

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