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La vita sta cambiando pelle

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Libri: recensioni e presentazione libri. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

EARTH PRESENTA IL LIBRO “NELLA SELVA OSCURA RACCONTI NATURALISTICI VISSUTI SUL CAMPO"

"Nella Selva oscura racconti naturalistici vissuti sul campo" di Aldo Martina

RACCONTI NATURALISTICI VISSUTI SUL CAMPO

Il prossimo giovedì 8 Novembre alle ore 18.00 l’associazione EARTH, associazione nazionale di protezione ambientale riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente, presenta presso la propria sede romana, in via Avidio Cassio, 9, il libro “Nella Selva Oscura” del naturalista Aldo Martina.

“Martina svolge il lavoro che tutti gli amanti della natura sognano di fare, ma  che pochi hanno il coraggio di perseguire”, spiega Valentina Coppola, presidente di EARTH. Immerso  nella natura tra  I lupi della Majella, i cervi delle Dolomiti, le tartarughe marine di Linosa, i cinghiali della Tuscia e gli storni di Roma, Aldo Martina dopo decenni di attività “sul campo” racconta la sua esperienza di faunista nel libro 'Nella selva oscura. Racconti naturalistici vissuti sul campo'

All’evento saranno presenti Alessandra Di Lucca, giurista esperta in fauna selvatica che illustrerà per ogni specie descritta nel libro la normativa di tutela ed i pericoli. La moderazione è affidata ad Edgar Meyer, giornalista ambientale, presidente dell’associazione “Gaia animali e Ambiente” e portavoce dell’assessorato ambiente di Roma Capitale.

Giuseppe Berto: a 40 anni dalla morte è forse finalmente giunto il suo tempo?

Giuseppe Berto

Enrico Votio del Refettiero

Ricorrono in questi giorni i 40 anni dalla morte di una delle figure più affascinanti e controverse della letteratura italiana del secondo dopoguerra, Giuseppe Berto: amato dai lettori, molto meno dalla critica, soprattutto quella militante e dai “colleghi”, molti dei quali ne invidiavano il successo e la bravura. Berto moriva infatti il 1 Novembre 1978, nel giorno che la Chiesa dedica ai Santi e alla vigilia della celebrazione dei Defunti, una data significativa per uno scrittore che si congedava dalla vita con una delle sue opere più alte “La gloria”, una sorta di Vangelo secondo Giuda Iscariota, e che nel corso della sua attività aveva affrontato a più riprese la tematica religiosa da “Le opere di Dio” (1948) a “L’uomo e la sua morte” (1964) a “La passione secondo noi stessi” (1972). Tutte opere in varia forma dedicate al tema universale dell’uomo di fronte al proprio destino, alla propria libertà di scegliere e al proprio ruolo nel mondo.

Personalità complessa e tormentata quella di Berto, che arrivava al vero e indiscutibile successo nel 1964 con il suo romanzo più importante, una sorta di autobiografia psicologica significativamente intitolata “Il male oscuro”, con il quale vinceva nello stesso anno sia il Premio Viareggio che il Premio Campiello. Un’opera capitale per la storia della letteratura italiana del Novecento, nella quale prosegue l’originale cammino dell’indagine interiore sulla scia dell’Italo Svevo della “Coscienza di Zeno” e ancora di più del Carlo Emilio Gadda della “Cognizione del dolore”, per approdare allo stile originalissimo del “flusso di coscienza” grazie al quale il rapido rincorrersi dei pensieri viene fissato sulla carta con una chiarezza e un virtuosismi della scrittura degni della migliore letteratura psicanalitica.

PANIKKAR di Maciej Bielawski Campo dei Fiori - Fazi Editore

PANIKKAR di Maciej Bielawski  Campo dei Fiori - Fazi Editore

La vita e le opere

A cento anni dalla nascita, la personalità eccezionale e il sapere eclettico di Raimon Panikkar sono sempre più oggetto di interesse e ricerca da parte degli studiosi di tutto il mondo, contribuendo a consolidare la “leggenda Panikkar”.
Da questa accurata biografia, che intreccia la vita alle opere e segue le orme dell’originale percorso erratico del filosofo di Tavertet, affiora il profilo di uno dei principali innovatori della tradizione teologica e filosofica occidentale, di un uomo che ha dialogato con i più grandi pensatori del Novecento e che, a ragione, può essere annoverato tra loro.
Nato a Barcellona da madre catalana e padre hindu, Raimon Panikkar (1918-2010) è stato teologo e filosofo; docente universitario, sacerdote cristiano e scrittore prolifico; erudito eccelso e viaggiatore instancabile. Mosso dalla vocazione per il confronto aperto e l’arricchimento reciproco, questo «artista del dialogo» ha saputo abitare l’irriducibile molteplicità e diversità delle religioni e delle culture e ha incarnato la più alta sintesi tra Oriente e Occidente. Ripercorrere gli spostamenti di Panikkar tra Spagna, Italia, India, Stati Uniti e Catalogna equivale a conoscere le tappe fondamentali della sua esistenza per penetrare lo spirito che ha animato e plasmato il suo pensiero, dalla visione cosmoteandrica (che afferma l’inscindibile struttura trinitaria della realtà in Dio-uomo-mondo) fino alle riflessioni sulla mitologia, la secolarità sacra e il buddhismo.

PALERMO CONNECTION di Petra Reski Fazi Editore

Palermo connetion di Petra Reski

traduzione di Ivana La Rosa

Palermo, oggi. La procuratrice antimafia Serena Vitale, italo-tedesca di bell’aspetto, appassionata e battagliera, conosce bene i rischi che corre quando decide di trascinare in tribunale per collusione mafiosa un politico di chiara fama. Il modello di riferimento di Serena, un famoso giudice antimafia, è stato ucciso. E lei ricorda bene la sua infanzia di figlia di un italiano emigrato in Germania, nel bacino della Ruhr, per sfuggire ai tentacoli della cosca siciliana. È decisa a combattere fino in fondo questa battaglia, costi quel che costi. Dall’interrogatorio di un riottoso testimone risulta chiaro che la rete di interessi criminosi è molto più estesa del previsto e che Serena stessa si trova in grave pericolo. Nel frattempo, un giornalista tedesco volato a Palermo alla ricerca di uno scoop per il suo giornale si lascia catturare in un gioco pericoloso di cui non comprende le regole.
E il coraggioso poliziotto che Serena ha sempre considerato suo alleato sembra trasformarsi di colpo in una minaccia…
Palermo Connection inaugura una nuova serie di gialli politico-giudiziari ambientati a Palermo che raccontano la trattativa Stato-mafia per la prima volta in forma di romanzo.

«La procuratrice palermitana con il vizio delle domande a bruciapelo e l’aspetto da santa indaga in un mondo che la sua creatrice esplora meticolosamente: una fitta rete di politici, imprenditori e mafiosi che approfittano gli uni degli altri».
«Frankfurter Allgemeine Zeitung»

«Con Serena Vitale la Sicilia ha una nuova, coraggiosa investigatrice che dichiara guerra alla mafia… Avvincente fino all’ultima pagina».
Donna Leon

Carlo Levi: Paura della Libertà

Paura della libertà di Carlo Levi

Francesca Avanzini 

Non è di facile lettura o collocazione “Paura della libertà” di Carlo Levi. Di taglio antropologico, il saggio è necessariamente politico per le conclusioni a cui giunge.

Fu scritto tra il 1939 e il 1940 sulla spiaggia atlantica di La Baule, dalla quale l’autore assisteva agli inizi della guerra, sbocco inevitabile di “quella crisi che aduggiava la vita d’Europa da decenni” e del contrasto tra il leviatano nazista e altri assetti di governo.

Più che analizzare le cause della crisi, Levi intende trovare il minimo comune denominatore di tutte, e lo rinviene “nell’animo stesso dell’uomo”. Quello che scrive è un “poema filosofico”, appassionato e profetico, ricco di spunti ancora attuali.

È il terrore dell’indifferenziato, della massa informe, del caos, dell’oscuro prenatale, del sacro, in una parola, che spinge l’uomo a “a far dei miti, riti; del desiderio, matrimonio”, a tradurlo in leggi, preghiere, formule, incanalarlo in un ordine e un dicibile. La religione muta il sacro in sacrificale, crea idoli, simboli visibili di un inesprimibile. E chi più sacro, e come tale sacrificabile, dello straniero e dell’ospite? E ancora, se lo Stato è dio, tutti gli uomini sono servi, ma qualcuno più di altri “dovrà …portare sulle sue spalle, vittima consacrata, la divinità dello Stato”. Di nuovo  lo faranno gli stranieri, che lo siano per origine o per esercitare una funzione considerata estranea e servile, per esempio il commercio in tempi in cui l’unica disciplina nobile è la guerra. Gli ebrei erranti e senza idoli furono schiavi in Egitto come stranieri e come pastori.

A casa di Jane Austen

A Casa di Jane Austen

Francesca Avanzini

Jane Austen era rimasta nel grembo materno più a lungo dei canonici nove mesi. Sembra che ciò determini un busto lungo e cagionevolezza nei primi anni di vita. La prima caratteristica la Austen la mantenne  nel tempo, dato che era una donna alta e magra, un metro e settanta contro una media femminile del tempo di 1.57.  Il dato si ricava dallo studio svolto da una storica della moda su una pelisse (specie di vestaglia da casa e da esterno) marrone quasi certamente appartenuta alla  scrittrice. Il prolungato soggiorno nell’utero sembra sia causa anche di un carattere difficile, e se Jane lo mostrò raramente agli altri, con sporadici scoppi d’ira, certo il rapporto con la madre non fu idilliaco (mai le madri sono figure positive nei suoi romanzi, mentre lo sono le pseudo –madri o madri di elezione) al punto che a  soli otto anni fu mandata a studiare fuori casa, come già era stato allontanato-ma lui definitivamente-uno dei  fratelli sofferente di epilessia. D’altra parte l’istituto dell’adozione era frequente in epoca georgiana.

È ricchissimo di particolari “A casa di Jane Austen” di Lucy Worsley, curatrice del palazzo di Kensington e di altre dimore storiche, un volume di 477 pagine scorrevole come un romanzo che ricostruisce nei dettagli la vita della scrittrice a partire dalle case che occupò. La preoccupazione e l’interesse che molte delle sue eroine mostrano per le case, rispecchiano  quelli dell’autrice. “Zitella” e non economicamente indipendente, poteva sempre essere scacciata da casa sua. Cosa che difatti avvenne quando dovette lasciare l’amata canonica di Steventon dove era nata alla numerosa famiglia del fratello James, e vagare in cerca di ospitalità fino a nuova sistemazione

TRIADE MINORE romanzo d'esordio di Luigi Ferrari

Francesca Avanzini

TRIADE MINORE di Luigi Ferrari

Ancora prima di leggere l’epilogo chiarificatore, chi scrive è andata su Internet ad accertarsi se il musicista Nikolai Medtner fosse realmente esistito e, nel qual caso, se fosse possibile reperire un po’ della sua musica. Sì e sì, e dunque “Triade minore” è un romanzo diabolico, o, per restare in tema con i suoi caratteri, mefistofelico, perché parlando di personaggi che parlano di personaggi che vogliono rilanciare l’ingiustamente trascurato Medtner, insinua nel lettore la curiosità di ascoltarlo.

L’autore Luigi Ferrari, architetto, pluridiplomato in discipline musicali, manager musicale e da ultimo sovrintendente della Fondazione Arturo Toscanini di Parma, è tra i più qualificati per il revival del compositore russo, da lui incontrato per caso su Internet, molto famoso e promettente ai primi del Novecento-al punto da essere definito da Rachmaninov “il massimo compositore del nostro tempo”- fautore della musica tonale in epoca dodecafonica, artista puro che, come Parsifal, persegue controcorrente la sua ricerca artistica e inscindibilmente spirituale in solitudine e povertà.

Triade Minore di Luigi Ferrari: un inaspettato romanzo con la riscoperta di uno straordinario compositore

Medtner and Rachmaninof with wifes (1938)

Enrico Votio Del Refettiero

“Triade minore”: un romanzo che vale il recupero di uno straordinario compositore. E non solo …

A Luigi Ferrari devo molto con questo suo libro. Innanzi tutto il fatto che mi abbia fatto tornare la voglia di scrivere per qualcosa di cui valga la pena. Poi la riscoperta di uno straordinario compositore del quale avevo sì sentito parlare ma – confesso – del quale avevo ascoltato pochissimo. E pure il piacere di una lettura serrata, praticamente ininterrotta, dalla prima parola all’ultima di un romanzo che non posso evitare di definire – passatemi la banalità – davvero avvincente. Collateralmente, la vera a propria scoperta di una altro protagonista, anche se minore, della storia della musica di quel periodo davvero cruciale che è stato il primo Novecento, nel quale è successo talmente tanto, che ci siamo potuti permettere di dimenticarci personaggi come Alexei Stanchinsky, morto a soli 26 anni, lasciando una produzione certo non abbondante ma comunque di grandissimo fascino.

Giuseppe Sigismondo Apoteosi della musica del Regno di Napoli

Carlo Vitali

apoteosi della musica del Regno di Napoli

a cura di Claudio Bacciagaluppi, Giulia Giovani e Raffaele Mellace con un saggio introduttivo di Rosa Cafiero editore Sedm pagine 334 euro 40

A due dotti austriaci, Franz Sales Kandler (1792-1831) e Aloys Fuchs (1799-1853), nonché al tedesco Georg Poelchau (1773-1836), si devono il riordino e il salvataggio dei corposi zibaldoni manoscritti di Giuseppe Sigismondo (1739-1826), che ora si stampano in forma integrale dall’apografo berlinese dopo che Degrada e altri studiosi moderni ne avevano pubblicato stralci parziali. L’autografo era stato plagiato e poi disperso dal famigerato marchese di Villarosa (1762-1847), il che si rileva a scorno dei rozzi teoremi sciovinisti escogitati dai fantamusicologi Bianchini, Trombetta, Amato & Co.

Terrorismo - Dove è Nato e chi lo Usa di Claudia Berton

Terrorismo dove è nato e chi lo usa

Questo libro è dedicato ai profughi siriani, palestinesi popoli e persone reali che vivono una tragedia senza tempo!

"Quanti di noi sono davvero consapevoli che è ormai iniziata una guerra mondiale?

Che i profughi che cercano rifugio in Occidente hanno dovuto lasciare la loro patria proprio a causa delle pesanti interferenze delle potenze occidentali, in primo luogo degli Stati Uniti?

Le pagine che seguono documentano queste interferenze denunciando l'ormai annosa campagna di distruzione dei paesi mediorientali e l'ultima, tragica "impresa" in ordine di tempo: l'attuale accerchiamento e prevedibile parcellizzazione della Siria".

Esisteva una terra, la Siria: laica, plurireligiosa, multietnica, colta e di antica civiltà.

Oggi, questo paese non esiste più.

Come nel caso degli inquietanti precedenti di Aghanistan, Iraq e Libia, il disastro era annunciato e, probabilmente, evitabile.

E così, come non mai, oggi ci si impone un dovere morale: indagare il perché della catastrofe. Ci si impone dunque un viaggio doloroso, a volte insopportabile, alla radice delle gravi e pesanti responsabilità occidentali negli eventi che ormai da decenni devastano i paesi del Medioriente, al ritmo incalzante, assordante, di interrogativi ormai ineludibili, e dalla risposta nemmeno tanto nascosta: che cos'è il terrorismo? Perché è nato, e chi, in fondo, lo usa?"

Libro - Pag 140 - Settembre 2016
Editore: Dissensi 

LE LIBERE (SI FA PER DIRE) DONNE DEGLI ANNI ‘50

LE LIBERE (SI FA PER DIRE) DONNE DEGLI ANNI ‘50

Francesca Avanzini

Fino a poco tempo fa, il paese aveva due anime, una cattolica e una comunista. A volte si fondevano, dal momento che si trattava pur sempre di due chiese o fedi, a volte divergevano. Gli archetipi di Don Camillo e Peppone sono lì a provarlo. Per quanto riguarda l’immagine della donna, quella dei compagni, certo, era più evoluta, ma entrambe le parti, soprattutto nel privato, pescavano nello stesso atavico retroterra culturale.

Nel suo libro “L’evoluzione dell’immagine della donna nell’Italia degli anni Cinquanta: ‘Vie Nuove’ e ‘Famiglia Cristiana’” (youcanprint, pp.179, € 17) Simona Zannoni, operatrice olistica, laureata in Lettere e Filosofia presso l’Università di Parma, mette a confronto l’idea del femminile così come presentato dalle due riviste-veicolo rispettivamente del PCI e della DC-non esclusivamente rivolte alle donne ma che di donne comunque si occupano.

Se il modello di “Vie Nuove” è la donna sovietica con pochi vezzi, che va a teatro direttamente dopo essere smontata dal lavoro, senza neanche cambiarsi d’abito o pettinarsi, la donna cattolica è l’angelo del focolare. Nelle foto di copertina veste sempre grembiulini pieni di pizzi, oppure aspetta sorridente il marito in eleganti vestaglie; ha sempre a che fare con pargoli e fornelli, è bionda, magra e bella al pari dei suoi figli. E qui un certo prestito dal modello americano è innegabile.

Tuccata romanzo di Giulio Di Luzio

Tuccata romanzo di Giulio Di Luzio

Sul finire degli anni Cinquanta, in uno spicchio di Salento dove li carusi
portano i pantaloni corti anche d’inverno e le gonne delle caruse
arrivano rigorosamente sotto il ginocchio, il mese di giugno ha in sé
qualcosa d’imprevedibile e di rituale al tempo stesso: è in quel periodo
che la gente si rintana in casa aspettando l’arrivo dei suonatori,
chiamati a officiare l’esorcismo della danza, unico mezzo per liberare le
tarantate, le braccianti pizzicate dal ragno durante il lavoro nei campi.
Una di quelle tarantate è la madre della Felicia, e tarantata diventerà
la Felicia stessa quando il primo amore per un giovane bellissimo e
irraggiungibile (lu principe) la getterà in quello stato di prostrazione
che solo San Paolo e l’acqua miracolosa del suo pozzo a Galatina
possono guarire. I tempi però stanno cambiando: la Chiesa non tollera
più l’esorcismo coreutico, cromatico e melodico e cerca di sradicare
l’universo simbolico del tarantismo. Sola con il suo amore negato,
pazza, scandalosa, troppo innamorata di una libertà proibita, la Felicia
diventerà una di quelle donne che la scienza comincia a guardare solo
come oggetto di interesse psichiatrico, senza capire né poter trovare un
antidoto al veleno che scorre nelle loro vite.

L’INQUIETUDINE DELLE ISOLE di SILVIA UGOLOTTI

L'inquietudine delle isole di Silvia Ugolotti

Francesca Avanzini

È piccolo ma prezioso, dalla prosa cristallina come il mare di cui parla, “L’inquietudine delle isole” di Silvia Ugolotti, che consacra la sua autrice da eccellente giornalista di viaggio a scrittrice a tutti gli effetti. Come Bruce Chatwin, Bill Holm, Paolo Rumiz, non a caso tutti citati nel libro e, potremmo aggiungere, le mitiche “madri” viaggiatrici Freya Stark e Alexandra David-Neel, posseduta dal demone della conoscenza e della scoperta.

Le isole come destino, forse, dato che l’autrice si è accorta che tutti i suoi viaggi finivano in un’isola e che, di tutti i magnifici posti visitati, di tutti i tramonti, le jungle, le rovine, le bestie selvatiche, i ricordi più vividi e “attaccati alla memoria come il sale sulla pelle”, erano quelli delle isole.

Il libro alterna riflessioni sulla natura e l’essenza delle isole, atolli sabbiosi o rocce aguzze emerse dal mare, enormi e ghiacciate come la Groenlandia, focose e telluriche come le Eolie, trasparenti di luce nordica come le Faroe o certune al largo dell’Inghilterra, penitenziari o fari, di lago o di fiume, livide e ritrose, accoglienti e conviviali, a esperienze di vita vissuta sulla loro superficie.

Di tutte le persone incontrate, ognuna le ha insegnato qualcosa: la dolce inuit Anouk il debito nei confronti della propria terra d’origine, il pescatore sardo Christian la doppia natura paradisiaca e infernale delle isole, il polinesiano Thomas a distinguere la voce di ciascuna di esse

Notte al Casablanca, primo noir di Daniela Grandi

Notte al Casablanca

Francesca Avanzini

DONNA E NERA, LA DETECTIVE DI DANIELA GRANDI SBARAGLIA MALVIVENTI E PREGIUDIZI

All’ambientazione parmigiana ci aveva già abituato Soneri, il commissario creato da Valerio Varesi, eppure fa sempre una certa impressione riconoscere in un libro la propria città, seguire sulla pagina i percorsi abituali, le vie del passeggio e i borghi ancora pittoreschi nonostante l’incalzante modernità. “Notte al Casablanca”, primo noir di Daniela Grandi, parmigiana trapiantata a Roma dove lavora come giornalista per La7, è ambientato a Parma e ha per protagonista il maresciallo anomalo Nina Mastrantonio, di padre italiano e madre somala, pelle color caramello, fisico da urlo. E, si badi, italiana, italianissima, educata nelle nostre scuole e nelle nostre nebbie, una passione per i libri, un’intelligenza brillante, concorsi per entrare nell’arma dei carabinieri superati, si intuisce, col massimo dei voti.

Siccome però il pregiudizio è duro a morire e c’è chi si morde la lingua per non chiamarla “la negretta”, Nina un po’ diversa la rimane, e non è detto che sia un  male, visto che la porta a solidarizzare con i deboli e gli ultimi. Donna, nera e bella, ha dovuto crearsi una corazza per sopravvivere e farsi rispettare, e rivendica il suo piglio e anche il suo diritto ad avventure di una notte senza implicazioni sentimentali, proprio come fanno gli uomini.

Sacco Bancario: il grande imbroglio

Sacco Bancario

"Storie di oggi, che raccontano un sistema mille volte denunciato eppure tuttora perfettamente funzionante, in barba agli aggirabilissimi vincoli normativi italiani e soprattutto europei."

Dalla prefazione di Marco Travaglio

Manager e gole profonde, documenti rivelatori e testimonianze inedite – incredibili e toccanti – di risparmiatori che lottano per salvare i propri soldi. Dal caso Deiulemar (società che ha distrutto un intero paese) ai mancati controlli di Consob e Banca d’Italia. Vincenzo Imperatore racconta dall’interno il grande sacco bancario di cui finora ci è stata mostrata solo la superficie, con gli scandali del Monte dei Paschi di Siena, di Banca Etruria, Veneto Banca e Popolare di Vicenza. Ma l’intreccio tra finanza, politica e interessi personali è più profondo e capillare. Solo entrando nelle segrete stanze del potere bancario possiamo capire come, ancora oggi, tutto funzioni in modo perfettamente uguale. Il sistema del malaffare ha i suoi anticorpi. La politica è servile, anche per necessità (le banche hanno in cassaforte miliardi di titoli di Stato e un forte potere di ricatto). Negli Stati Uniti, a dieci anni dallo scandalo Lehman Brothers, simbolo della crisi che ha cambiato il mondo, sono state inasprite le sanzioni (penali e non) per i reati finanziari, fior di manager sono finiti in galera con pesanti pene da scontare, tutti gli istituti di credito più importanti hanno pagato il conto. In Italia, invece, il conto lo stanno pagando i cittadini e i risparmiatori. Ma c’è una nuova pagina che aiuta a comprendere come profitto e gestione etica possono (e devono) vivere insieme. Grazie alla collaborazione del presidente di Banca Popolare Etica Ugo Biggeri, Imperatore racconta un cambiamento possibile, tuttora in corso, eppure colpevolmente taciuto dai media.

Mozart di Nissen tradotto e curato da Marco Murara

Biografia di Mozart recensione Classic Voice

GEORG NIKOLAUS NISSEN
BIOGRAFIA DI WOLFGANG AMADEUS MOZART
PUBBLICATA DA CONSTANZE,
VEDOVA MOZART, LIPSIA 1828
A CURA di Marco Murara
EDITORE Zecchini
PAGINE 700
EURO 59

"Per stimare equamente questo libro e farne il giusto uso bisogna accertarne il metodo e l'origine, compito ben più difficile che non limitarsi a deriderlo". Parola di Otto Jahn, autore della prima biografia sistematica di Mozart (1856-59). A metà strada fra lo Handel di Mainwaring (primo "elogio" barocco dedicato a un compositore, 1760) e il Palestrina di Baini (1828, basato su accurate ricerche d'archivio), il volume di Nissen inaugurava – forse senza volerlo – un nuovo genere: la biografia documentaria, poi condotta a perfezione da Otto Erich Deutsch (1961). Ossia una raccolta non selettiva di fonti scritte e orali che senza il suo intervento sarebbero andate disperse senza rimedio. È quasi una fortuna per i posteri che la morte gli abbia impedito di compiere il volume inserendole in un'organica linea narrativa, sicché esso uscì postumo a cura di un medico sàssone e di Gaspare Spontini, Generalmusikdirektor della corte prussiana nonché fervido estimatore del genio salisburghese.

Ma voi chi siete per dirci questo

«La caduta degli dei»: trionfi dell’Invidia e dell’Inganno

Guida democratica per aspiranti musicologi contro fake-books e fake-news: come non scrivere una biografia critica di argomento musicale e musicologico

Scarica tutto l’articolo in pdf qui: Mozart Ma voi chi siete per dirci questo

PROLOGO

In cosa consiste lo strano e disdicevole caso tutto italiano dei due volumi “Mozart. La caduta degli dei” scritti dai coniugi dott. Luca Bianchini e dott.ssa Anna Trombetta? Usciti in vendita sul web rispettivamente nell’aprile 2016 e nell’aprile 2017 – 945 pagine complessive al costo di 49,30 euro – hanno indignato appassionati, musicisti, studiosi e musicologi per l’aver dato alle stampe e in vendita un conglomerato di errori sistematici sotto ogni profilo (musicologico, compositivo, analitico, metodologico, interpretazioni surrettizie, false attribuzioni, false citazioni, ecc..) al fine di discreditare Mozart, la sua musica e chi ne sostiene la genialità, cercando di contaminare con fake news musicali il mondo culturale e sviluppando in modo esponenziale le assurde teorie antimozartiane dell’insegnante di matematica Giorgio Taboga, a cui sono dedicati. 

Incontro con Massimo Folador alla biblioteca di San Giovanni Evangelista a Parma Mercoledì 6 giugno 2018 alle ore 17

L’Associazione ALUMNI e AMICI dell’Università di Parma

è lieta di promuovere l’incontro con

 Massimo Folador che presenterà il suo libro: 

STORIE DI ORDINARIA ECONOMIA.

L’organizzazione (quasi) perfetta nel racconto dei protagonisti 

Interverrà Padre Agostino: il lavoro nella spiritualità benedettina 

Biblioteca Monumentale del Monastero Benedettino S. Giovanni Evangelista

Piazzale San Giovanni,1 , Parma 

Mercoledì 6 giugno 2018 alle ore 17 

LOCANDINA PDF

Massimo Folador, segue da tempo e con passione i processi di cambiamento culturale e organizzativo in alcune tra le più importanti realtà imprenditoriali italiane, sia del mondo profit sia di quello no profit. Con la sua ultima pubblicazione ci propone un progetto di approfondimento e sensibilizzazione relativamente ai temi legati all’etica del lavoro. 

Massimo Folador, docente di Business Ethics della LIUC Business School, prodiga le sue energie e il suo entusiasmo per promuovere una cultura e una strategia di business in cui la centralità dell’individuo e la relazione tra le persone sono imprescindibili. 

È autore di numerose pubblicazioni, tra le quali segnaliamo:

“Lo stato del Mondo”, il festival di Limes torna al Ducale. Venerdì ospite Paolo Gentiloni

Lo Stato del mondo

L’edizione 2018 del Festival di Limes si terrà dal 4 al 6 maggio a Genova, negli spazi di Palazzo Ducale. Il programma

Genova. Il Festival quest’anno ha come tema “Lo stato del mondo”: una ricognizione dei principali temi geopolitici all’ordine del giorno, la cui evoluzione ha subìto negli ultimi anni una notevole accelerazione. Lo Stato del mondo è anche il titolo del nuovo numero di Limes, che uscirà il 3 maggio e verrà ampiamente discusso durante il Festival.

Nella tre giorni di conferenze e tavole rotonde toccheremo, con l’aiuto di esperti e protagonisti italiani e stranieri, le grandi tematiche che stanno contribuendo a riconfigurare gli equilibri mondiali.

Dalla traiettoria geostrategica degli Stati Uniti sotto la presidenza Trump alla questione coreana, passando per l’espansione strategico-commerciale cinese (le cosiddette “nuove vie della seta”), i destini europei dopo il voto in Germania, la sempre presente questione migratoria, il ruolo fondamentale dell’Iran in Medio Oriente, i profondi cambiamenti impressi alla Chiesa dal papato di Francesco, l’evoluzione concettuale e operativa dei conflitti e molto altro.

Attenzione particolare verrà ovviamente dedica all’Italia. Avremo ospiti d’eccezione, a partire dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni che parteciperà all’incontro di venerdì 4 maggio alle ore 18.

"Il cane non ha abbaiato": come l'Emilia Romagna è diventata terra di mafia

Il dossier curato dall’associazione Mafie sotto casa presentato all’assemblea della Filcams a Parma

“L’Emilia Romagna è terra di mafia”. Parole del procuratore antimafia Roberto Pennisi. “La ‘ndrangheta si è infiltrata in Emilia Romagna senza colpo ferire”. Franco Roberti, procuratore nazionale antimafia. È successo perché il “Cane non ha abbaiato”. È questo il titolo del dossier curato da Mafie sotto casa, un’associazione di volontari da anni impegnata a raccogliere dati e notizie sul fenomeno mafioso, rese liberamente  consultabili on-line (http://mafiesottocasa.com)

MAFIE SOTTO CASA: LA MAPPA DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA 

“È uno strumento per raccontare fino a che punto le mafie siano radicate sul nostro territorio. In questo modo abbiamo voluto renderle visibili” spiega la presidente dell’associazione Rebecca Righi, che ha presentato il volume nel corso dell’assemblea generale della Filcams a Parma. 

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