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La vita sta cambiando pelle

libri recensioni presentazioni

Libri: recensioni e presentazione libri. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Tuccata romanzo di Giulio Di Luzio

Tuccata romanzo di Giulio Di Luzio

Sul finire degli anni Cinquanta, in uno spicchio di Salento dove li carusi
portano i pantaloni corti anche d’inverno e le gonne delle caruse
arrivano rigorosamente sotto il ginocchio, il mese di giugno ha in sé
qualcosa d’imprevedibile e di rituale al tempo stesso: è in quel periodo
che la gente si rintana in casa aspettando l’arrivo dei suonatori,
chiamati a officiare l’esorcismo della danza, unico mezzo per liberare le
tarantate, le braccianti pizzicate dal ragno durante il lavoro nei campi.
Una di quelle tarantate è la madre della Felicia, e tarantata diventerà
la Felicia stessa quando il primo amore per un giovane bellissimo e
irraggiungibile (lu principe) la getterà in quello stato di prostrazione
che solo San Paolo e l’acqua miracolosa del suo pozzo a Galatina
possono guarire. I tempi però stanno cambiando: la Chiesa non tollera
più l’esorcismo coreutico, cromatico e melodico e cerca di sradicare
l’universo simbolico del tarantismo. Sola con il suo amore negato,
pazza, scandalosa, troppo innamorata di una libertà proibita, la Felicia
diventerà una di quelle donne che la scienza comincia a guardare solo
come oggetto di interesse psichiatrico, senza capire né poter trovare un
antidoto al veleno che scorre nelle loro vite.

L’INQUIETUDINE DELLE ISOLE di SILVIA UGOLOTTI

L'inquietudine delle isole di Silvia Ugolotti

Francesca Avanzini

È piccolo ma prezioso, dalla prosa cristallina come il mare di cui parla, “L’inquietudine delle isole” di Silvia Ugolotti, che consacra la sua autrice da eccellente giornalista di viaggio a scrittrice a tutti gli effetti. Come Bruce Chatwin, Bill Holm, Paolo Rumiz, non a caso tutti citati nel libro e, potremmo aggiungere, le mitiche “madri” viaggiatrici Freya Stark e Alexandra David-Neel, posseduta dal demone della conoscenza e della scoperta.

Le isole come destino, forse, dato che l’autrice si è accorta che tutti i suoi viaggi finivano in un’isola e che, di tutti i magnifici posti visitati, di tutti i tramonti, le jungle, le rovine, le bestie selvatiche, i ricordi più vividi e “attaccati alla memoria come il sale sulla pelle”, erano quelli delle isole.

Il libro alterna riflessioni sulla natura e l’essenza delle isole, atolli sabbiosi o rocce aguzze emerse dal mare, enormi e ghiacciate come la Groenlandia, focose e telluriche come le Eolie, trasparenti di luce nordica come le Faroe o certune al largo dell’Inghilterra, penitenziari o fari, di lago o di fiume, livide e ritrose, accoglienti e conviviali, a esperienze di vita vissuta sulla loro superficie.

Di tutte le persone incontrate, ognuna le ha insegnato qualcosa: la dolce inuit Anouk il debito nei confronti della propria terra d’origine, il pescatore sardo Christian la doppia natura paradisiaca e infernale delle isole, il polinesiano Thomas a distinguere la voce di ciascuna di esse

Notte al Casablanca, primo noir di Daniela Grandi

Notte al Casablanca

Francesca Avanzini

DONNA E NERA, LA DETECTIVE DI DANIELA GRANDI SBARAGLIA MALVIVENTI E PREGIUDIZI

All’ambientazione parmigiana ci aveva già abituato Soneri, il commissario creato da Valerio Varesi, eppure fa sempre una certa impressione riconoscere in un libro la propria città, seguire sulla pagina i percorsi abituali, le vie del passeggio e i borghi ancora pittoreschi nonostante l’incalzante modernità. “Notte al Casablanca”, primo noir di Daniela Grandi, parmigiana trapiantata a Roma dove lavora come giornalista per La7, è ambientato a Parma e ha per protagonista il maresciallo anomalo Nina Mastrantonio, di padre italiano e madre somala, pelle color caramello, fisico da urlo. E, si badi, italiana, italianissima, educata nelle nostre scuole e nelle nostre nebbie, una passione per i libri, un’intelligenza brillante, concorsi per entrare nell’arma dei carabinieri superati, si intuisce, col massimo dei voti.

Siccome però il pregiudizio è duro a morire e c’è chi si morde la lingua per non chiamarla “la negretta”, Nina un po’ diversa la rimane, e non è detto che sia un  male, visto che la porta a solidarizzare con i deboli e gli ultimi. Donna, nera e bella, ha dovuto crearsi una corazza per sopravvivere e farsi rispettare, e rivendica il suo piglio e anche il suo diritto ad avventure di una notte senza implicazioni sentimentali, proprio come fanno gli uomini.

Sacco Bancario: il grande imbroglio

Sacco Bancario

"Storie di oggi, che raccontano un sistema mille volte denunciato eppure tuttora perfettamente funzionante, in barba agli aggirabilissimi vincoli normativi italiani e soprattutto europei."

Dalla prefazione di Marco Travaglio

Manager e gole profonde, documenti rivelatori e testimonianze inedite – incredibili e toccanti – di risparmiatori che lottano per salvare i propri soldi. Dal caso Deiulemar (società che ha distrutto un intero paese) ai mancati controlli di Consob e Banca d’Italia. Vincenzo Imperatore racconta dall’interno il grande sacco bancario di cui finora ci è stata mostrata solo la superficie, con gli scandali del Monte dei Paschi di Siena, di Banca Etruria, Veneto Banca e Popolare di Vicenza. Ma l’intreccio tra finanza, politica e interessi personali è più profondo e capillare. Solo entrando nelle segrete stanze del potere bancario possiamo capire come, ancora oggi, tutto funzioni in modo perfettamente uguale. Il sistema del malaffare ha i suoi anticorpi. La politica è servile, anche per necessità (le banche hanno in cassaforte miliardi di titoli di Stato e un forte potere di ricatto). Negli Stati Uniti, a dieci anni dallo scandalo Lehman Brothers, simbolo della crisi che ha cambiato il mondo, sono state inasprite le sanzioni (penali e non) per i reati finanziari, fior di manager sono finiti in galera con pesanti pene da scontare, tutti gli istituti di credito più importanti hanno pagato il conto. In Italia, invece, il conto lo stanno pagando i cittadini e i risparmiatori. Ma c’è una nuova pagina che aiuta a comprendere come profitto e gestione etica possono (e devono) vivere insieme. Grazie alla collaborazione del presidente di Banca Popolare Etica Ugo Biggeri, Imperatore racconta un cambiamento possibile, tuttora in corso, eppure colpevolmente taciuto dai media.

Mozart di Nissen tradotto e curato da Marco Murara

Biografia di Mozart recensione Classic Voice

GEORG NIKOLAUS NISSEN
BIOGRAFIA DI WOLFGANG AMADEUS MOZART
PUBBLICATA DA CONSTANZE,
VEDOVA MOZART, LIPSIA 1828
A CURA di Marco Murara
EDITORE Zecchini
PAGINE 700
EURO 59

"Per stimare equamente questo libro e farne il giusto uso bisogna accertarne il metodo e l'origine, compito ben più difficile che non limitarsi a deriderlo". Parola di Otto Jahn, autore della prima biografia sistematica di Mozart (1856-59). A metà strada fra lo Handel di Mainwaring (primo "elogio" barocco dedicato a un compositore, 1760) e il Palestrina di Baini (1828, basato su accurate ricerche d'archivio), il volume di Nissen inaugurava – forse senza volerlo – un nuovo genere: la biografia documentaria, poi condotta a perfezione da Otto Erich Deutsch (1961). Ossia una raccolta non selettiva di fonti scritte e orali che senza il suo intervento sarebbero andate disperse senza rimedio. È quasi una fortuna per i posteri che la morte gli abbia impedito di compiere il volume inserendole in un'organica linea narrativa, sicché esso uscì postumo a cura di un medico sàssone e di Gaspare Spontini, Generalmusikdirektor della corte prussiana nonché fervido estimatore del genio salisburghese.

Ma voi chi siete per dirci questo

«La caduta degli dei»: trionfi dell’Invidia e dell’Inganno

Guida democratica per aspiranti musicologi contro fake-books e fake-news: come non scrivere una biografia critica di argomento musicale e musicologico

Scarica tutto l’articolo in pdf qui: Mozart Ma voi chi siete per dirci questo

PROLOGO

In cosa consiste lo strano e disdicevole caso tutto italiano dei due volumi “Mozart. La caduta degli dei” scritti dai coniugi dott. Luca Bianchini e dott.ssa Anna Trombetta? Usciti in vendita sul web rispettivamente nell’aprile 2016 e nell’aprile 2017 – 945 pagine complessive al costo di 49,30 euro – hanno indignato appassionati, musicisti, studiosi e musicologi per l’aver dato alle stampe e in vendita un conglomerato di errori sistematici sotto ogni profilo (musicologico, compositivo, analitico, metodologico, interpretazioni surrettizie, false attribuzioni, false citazioni, ecc..) al fine di discreditare Mozart, la sua musica e chi ne sostiene la genialità, cercando di contaminare con fake news musicali il mondo culturale e sviluppando in modo esponenziale le assurde teorie antimozartiane dell’insegnante di matematica Giorgio Taboga, a cui sono dedicati. 

Incontro con Massimo Folador alla biblioteca di San Giovanni Evangelista a Parma Mercoledì 6 giugno 2018 alle ore 17

L’Associazione ALUMNI e AMICI dell’Università di Parma

è lieta di promuovere l’incontro con

 Massimo Folador che presenterà il suo libro: 

STORIE DI ORDINARIA ECONOMIA.

L’organizzazione (quasi) perfetta nel racconto dei protagonisti 

Interverrà Padre Agostino: il lavoro nella spiritualità benedettina 

Biblioteca Monumentale del Monastero Benedettino S. Giovanni Evangelista

Piazzale San Giovanni,1 , Parma 

Mercoledì 6 giugno 2018 alle ore 17 

LOCANDINA PDF

Massimo Folador, segue da tempo e con passione i processi di cambiamento culturale e organizzativo in alcune tra le più importanti realtà imprenditoriali italiane, sia del mondo profit sia di quello no profit. Con la sua ultima pubblicazione ci propone un progetto di approfondimento e sensibilizzazione relativamente ai temi legati all’etica del lavoro. 

Massimo Folador, docente di Business Ethics della LIUC Business School, prodiga le sue energie e il suo entusiasmo per promuovere una cultura e una strategia di business in cui la centralità dell’individuo e la relazione tra le persone sono imprescindibili. 

È autore di numerose pubblicazioni, tra le quali segnaliamo:

“Lo stato del Mondo”, il festival di Limes torna al Ducale. Venerdì ospite Paolo Gentiloni

Lo Stato del mondo

L’edizione 2018 del Festival di Limes si terrà dal 4 al 6 maggio a Genova, negli spazi di Palazzo Ducale. Il programma

Genova. Il Festival quest’anno ha come tema “Lo stato del mondo”: una ricognizione dei principali temi geopolitici all’ordine del giorno, la cui evoluzione ha subìto negli ultimi anni una notevole accelerazione. Lo Stato del mondo è anche il titolo del nuovo numero di Limes, che uscirà il 3 maggio e verrà ampiamente discusso durante il Festival.

Nella tre giorni di conferenze e tavole rotonde toccheremo, con l’aiuto di esperti e protagonisti italiani e stranieri, le grandi tematiche che stanno contribuendo a riconfigurare gli equilibri mondiali.

Dalla traiettoria geostrategica degli Stati Uniti sotto la presidenza Trump alla questione coreana, passando per l’espansione strategico-commerciale cinese (le cosiddette “nuove vie della seta”), i destini europei dopo il voto in Germania, la sempre presente questione migratoria, il ruolo fondamentale dell’Iran in Medio Oriente, i profondi cambiamenti impressi alla Chiesa dal papato di Francesco, l’evoluzione concettuale e operativa dei conflitti e molto altro.

Attenzione particolare verrà ovviamente dedica all’Italia. Avremo ospiti d’eccezione, a partire dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni che parteciperà all’incontro di venerdì 4 maggio alle ore 18.

"Il cane non ha abbaiato": come l'Emilia Romagna è diventata terra di mafia

Il dossier curato dall’associazione Mafie sotto casa presentato all’assemblea della Filcams a Parma

“L’Emilia Romagna è terra di mafia”. Parole del procuratore antimafia Roberto Pennisi. “La ‘ndrangheta si è infiltrata in Emilia Romagna senza colpo ferire”. Franco Roberti, procuratore nazionale antimafia. È successo perché il “Cane non ha abbaiato”. È questo il titolo del dossier curato da Mafie sotto casa, un’associazione di volontari da anni impegnata a raccogliere dati e notizie sul fenomeno mafioso, rese liberamente  consultabili on-line (http://mafiesottocasa.com)

MAFIE SOTTO CASA: LA MAPPA DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA 

“È uno strumento per raccontare fino a che punto le mafie siano radicate sul nostro territorio. In questo modo abbiamo voluto renderle visibili” spiega la presidente dell’associazione Rebecca Righi, che ha presentato il volume nel corso dell’assemblea generale della Filcams a Parma. 

MARIAGRAZIA VILLA: “Il giornalista digitale è uno stinco di santo”

Il Giornalista digitale è uno stinco di Santo

Francesca Avanzini

Mariagrazia Villa o dello spirito. Chiamatelo come volete, verve, intelligenza, brio, effervescenza e anche qualcosa di più alto che guida l’individuo, è comunque quello che circola nel volume “Il giornalista digitale è uno stinco di santo”. 27 virtù da conoscere per sviluppare un comportamento etico”.

La giornalista Mariagrazia Villa, parallelamente a una lunga carriera nei quotidiani e come copywriter e foodwriter, insegna, per riassumere una lunga specializzazione, etica applicata al giornalismo presso l’istituto Universitario Salesiano di Venezia e Verona. Benché tecnicamente rivolto agli studenti di giornalismo digitale, il manuale, travalicando il genere e sfociando nella letteratura, costituisce ottima lettura per tutti, particolarmente per quanti, anche solo di striscio, sfiorino il web. Forse non tutti sanno che ci sono norme del codice deontologico dei giornalisti, per esempio quelle riguardanti il diritto alla privacy, che si applicano a chiunque usi i social, ed è bene conoscerle per non incorrere in reati. Inoltre è nell’interesse di tutti mantenere sano ed eticamente pulito “l’oceano del web”, proprio come ci si dovrebbe curare dell’ambiente fisico.

“Les Jolies Choses” romanzo di Virginie Despentes

Les Jolies Choses di Virginie Despenses

Francesca Avanzini

“Les Jolies Choses” è un romanzo del 1988 di Virginie Despentes, mai tradotto in italiano, dal quale è stato tratto un film con Marion Cotillard, anche questo mai circolato in Italia, mentre “Baise-moi-Scopami”, tratto dall’omonimo romanzo, sempre della Despentes, ha avuto una qualche distribuzione in Italia e un successo anche di scandalo.

“Les Jolies Choses” è un’altra storia nera e trucida, a volte al limite del porno, infarcita di gergo giovanile, che narra vicende di degradazione ed emarginazione. E se per metà o più del libro il giudizio rimane sospeso-dopodiché vira decisamente al positivo- una cosa bisogna riconoscere alla Despentes fin dall’inizio: è una narratrice di grande talento, sa come tirare dentro per i capelli il lettore in una storia e tenercelo inchiodato fino alla fine.

Claudine e Pauline sono due gemelle, messe l’una contro l’altra, come spesso succede, dall’inclinazione patriarcale della società. Una ha poca intelligenza e molto corpo che è largamente disposta a usare per arrivare, l’altra è schiva e talentuosa, convinta di essere brutta. In realtà le gemelle rappresentano due aspetti della psiche femminile, la tendenza a seguire il mondo e le sue leggi, giocandosi esclusivamente come corpo per ottenere un qualche potere-unico messaggio d’altronde che i maschi possano capire- e la tendenza all’ideale. Cordelia contro Gonerilla e Regana, voilà.

Arnold Ehret: La dieta senza Muco

Arnold Ehret: La dieta senza Muco

Scritto nel 1922 Titolo originale " Mucusless Diet Healing System", Ehret fu antesignano sulla ricerca del cibo causa di malattie. In questo libro infatti scrive argomentando qual’è il cibo corretto per l’Uomo e quali invece sono i cibi sbagliati presenti nella nostra “normale” e “moderna” alimentazione. Le scoperte presentate nel libro si basano sul fatto che come ogni altro organismo animale, anche il corpo dell’Uomo ha bisogno del suo proprio cibo naturale. L’elefante si nutre di piante ed erbe presenti nel suo habitat, il leone delle viscere e della carne delle sue prede appena uccise, le balene di microrganismi presenti nel mare dove vive. All’Uomo quale cibo è stato destinato in Natura? Nel libro viene spiegato come i cibi sbagliati sono responsabili di fastidi e disturbi fisici di cui soffriamo mediamente dai 35-40 anni in poi. Un testo la cui lettura cambierà lo stile di alimentazione e renderà consapevoli di come con il cibo naturale senza muco e il digiuno si guarisce. Bisogna ingerire cibi che non creino acidità, ma al contrario, contengano sali minerali e sostanze alcaline (senza muco) che neutralizzino gli acidi nocivi (ossia i cibi con muco) contenuti negli alimenti  del menù giornalero. 

Menù standard di Ehret:

Fatta l’Italia e fatti gli italiani ecco chi cercò di fare gli europei

Libri Per tutti di Luca Clerici

FRANCESCO ERBANI

Fatta l’Italia, occorreva fare gli italiani. Ma, fatti gli italiani, occorreva che la loro cultura fosse adeguata a un paese che si affacciava sulla scena europea. E che tale cultura producesse eccellenze, ma soprattutto si distribuisse, fosse un lievito che omogeneamente innalzasse il livello medio delle conoscenze. Di questo sforzo racconta Luca Clerici in Libri per tutti. L’Italia della divulgazione dall’Unità al nuovo secolo (Laterza), un saggio che documenta quanto gli umori positivisti, ai quali l’autore aggiunge l’aggettivo “democratici”, abbiano spinto un gruppo di personalità appartenenti all’ambito scientifico, dell’editoria e del giornalismo a considerare il sapere come un repertorio che andava alimentato e aggiornato, ma anche trasmesso e condiviso.

Picco per capre di Jacopo Simonetta e Luca Pardi

Picco per capre

Jacopo Simonetta & Luca Pardi, 2017. "Picco per capre": capire, cercando di cavarsela, la triplice crisi: economica, energetica ed ecologica". Lu::Ce Edizioni, 237 pp., € 15,00.

Scopo di questo libro è dimostrare che l’intera nostra civiltà sta andando in frantumi, per cui è opportuno prepararsi al disastro e cercare dei modi per renderlo meno cruento possibile.

Infatti la nostra civiltà è basata sulla crescita continua. Cresce la popolazione umana, cresce la produzione di beni e servizi, il consumo di energia, il prodotto interno lordo. Ma questa crescita si scontra contro limiti: delle terre coltivabili, dei minerali estraibili, dell’energia sfruttabile, dell’inquinamento sopportabile. Finora l’umanità è per lo più riuscita ad aggirare tali limiti grazie a nuove tecnologie. Ma sarà ciò ancora possibile in futuro? In un mondo finito, dovrebbe essere chiaro a chiunque che una crescita illimitata non è possibile.

Inoltre in alcuni settori il “picco” è stato già raggiunto (ad esempio, per l’estrazione del petrolio). Ma non esiste un’alternativa al petrolio, perché esso ha molti impieghi e non solo quello di essere bruciato per produrre energia.

Un altro grave problema è quello dell’acqua. Contrariamente a quanto si usa dire, l’acqua non viene consumata, perché dopo l’uso c’è ancora; però viene sporcata, perché viene usata come discarica. Ne segue che c’è sempre meno acqua potabile. Quindi, invece di affermare “Oggi un miliardo di persone non hanno ancora accesso all’acqua potabile”, sarebbe più corretto dire: “Oggi sei miliardi di persone hanno ancora accesso all’acqua potabile”.

Otto mesi a Ghazzah Street

Gazzah Street


Francesca Avanzini

Non succede molto per tre quarti di “Otto mesi a Ghazzah Street” di Hilary Mantel, scrittrice inglese due volte insignita del Man Booker Prize.

Né molto può succedere. La protagonista, Frances, segue il marito ingegnere civile a Gedda: la promessa di lauti guadagni è una scorciatoia per i sogni da realizzare insieme.

Lei, una donna che ha sempre lavorato, sa a che cosa va incontro: la reclusione in un appartamento, e per tutto svago le visite alla biblioteca inglese, il circolo di croquet e il tè con le mogli dei colleghi del marito. Una volta in loco, scopre che la realtà è molto peggiore: fuori il caldo è opprimente, la luce sempre filtrata da una pellicola di sabbia, la città un contrasto di edifici grandiosi, cantieri abbandonati e costruzioni fatiscenti. La cosa più sconcertante, però, sono le donne “ridotte a sagome ballonzolanti dentro un velo nero”, che viaggiano in macchine oscurate e che il personale dei pubblici esercizi ignora, preferendo rivolgersi ai mariti.

Relegata lontano da altri espatriati, Frances fa amicizia con le vicine musulmane, donne intelligenti, avvolte in abaya nere, che servono caffè con braccia cariche di ori.

Ma non è distrazione sufficiente: la realtà a poco a poco perde i suoi contorni e la paranoia sale, in un paese dove niente è quel che sembra, la verità è del più forte e rischi l’arresto per indossare una catenina d’oro durante il Ramadan (mentre i Rolex d’oro esibiti dai locali non recano offesa).

Dead Zone di Philip Lymbery: come gli allevamenti intensivi mettono a rischio la nostra salute e la sopravvivenza di molte specie animali

Con "Farmageddon", Philip Lymbery aveva esplorato le contraddizioni economiche e le conseguenze sull'ambiente e sulla nostra salute della produzione intensiva nell'agricoltura e nell'allevamento. Un'indagine che prosegue con questo nuovo libro, per dimostrare come l'attuale sistema -quello che garantisce carne a basso costo sugli scaffali dei supermercati - stia pesantemente danneggiando l'ecosistema del pianeta, e rappresenti, insieme ai cambiamenti climatici e alla distruzione degli habitat naturali, una delle cause principali dell'estinzione di molte specie animali. Dead Zone conduce il lettore in un safari virtuale, per studiare lo stato delle specie a rischio più emblematiche e indagare sul legame, spesso ignorato o sottovalutato, che esiste tra la loro sopravvivenza e gli allevamenti intensivi. Specie molto diverse e distanti tra loro, come l'elefante asiatico, il bisonte, il falco pellegrino, il giaguaro, il pinguino, l'usignolo e tante altre. Senza dimenticare l'Homo sapiens, a un tempo vittima e carnefice. Il volume comprende anche un capitolo inedito sul nostro paese, scritto dall'autore per questa edizione: un viaggio in Pianura Padana, terra di alcune delle eccellenze gastronomiche italiane, e una visita al fragile ecosistema del delta del Po e al parco nazionale del Gran Sasso.

UN OSPEDALE UNICO AL MONDO

Un Ospedale Unico al Mondo

Francesca Avanzini 

Nel 1996 Carmine Del Rossi, chirurgo pediatrico, già direttore dell’Ospedale dei Bambini di Parma, parte con un’équipe di medici alla volta del Bangladesh per operare in un ospedale di Saveriani. È la prima di una serie di missioni che realizzano un antico progetto covato fin dai tempi dell’Università e che purtroppo si interrompono con l’attentato di Dakha del 2016.

Fino a quel momento, ogni mese per sei-sette mesi l’anno, nell’ospedale di Dakha, città di circa 2 milioni di abitanti ai confini con l’India, si alternano équipe chirurgiche altamente qualificate in varie discipline, che vanno là a proprie spese sfruttando il periodo delle ferie e portandosi gli strumenti.

Il daffare è tanto, e impone ritmi disumani.  Ai cancelli, vagliate da un ineffabile portiere in  giubbotto jeans, premono masse di disperati, che magari si sono sottoposte a un viaggio di 500 km e si accampano per notti e giorni in attesa del consulto.

L’ultima missione partita consta di chirurghi pediatrici esperti in urologia e nella ricostruzione di genitali, anestesisti, infermiere e dello psichiatra Raffaello Roberti, già presidente della sezione emiliana della Società Italiana di Psichiatria, presente non in veste professionale ma, grazie alla sua passione ed esperienza letteraria, in qualità di cronista della missione. Le sue osservazioni sfociano nel libro “Un ospedale unico al mondo.”

Presentato “PARMA. La Pallavolo, la sua Storia” di Carlo Alberto Cova e Alessandro Freschi

Parma la pallavolo la sua storia

Presentato “PARMA. La Pallavolo, la sua Storia” di Carlo Alberto Cova e Alessandro Freschi 

Parma, 23 ottobre 2017 – Questa mattina alla presenza del vicesindaco Marco Bosi con delega allo Sport è stato presentato il volume ”PARMA. La Pallavolo, la sua Storia” (Kriss editore)  che ripercorre le conquiste ed i successi di tante società e campioni che hanno fatto la storia della pallavolo nazionale partendo o passando da Parma.

Il vicesindaco ha introdotto la conferenza stampa: “Questo testo è un’opera importante perché racchiude  tanti anni di storia di una disciplina sportiva che ha celebrato Parma. Oggi stiamo attraversando un momento meno felice a livello professionistico ma lo sport ha la forza di coinvolgere i ragazzi ed il ricordare quanto è stato fatto in passato sarà motore di nuove energie”.

Carlo Alberto Cova, uno degli autori: “Abbiamo voluto ripercorrere uno sport che ha visto Parma protagonista per molti anni;  nei nostri palazzetti sono stati forgiati giocatori che hanno avuto grande successo professionale. Ancora oggi nelle nostre società ci sono squadre che fanno la differenza”.

Elliot Ackerman: ’Il buio al crocevia’ (Longanesi)

Il buio al crocevia

Francesca Avanzini

Bello di fama e di avventura, per adattare un famoso verso, Elliot Ackerman lo è. Alto, atletico, occhi luminosi e intelligenti, è la star indiscussa dell’autunno letterario. Dopo aver servito otto anni nei marines, combattuto in Iraq e Afghanistan, si è ritirato e messo a scrivere, sia da giornalista (suoi articoli compaiono sulle principali testate americane) che da romanziere, riflettendo in parte nei libri le esperienze di guerra.

“Sono tutte connesse, queste guerre”, dice in occasione di un incontro al Festival della Mente di Sarzana. ”La Siria è una reazione all’invasione dell’Iraq e l’Iraq una reazione, sebbene mal diretta, all’11 settembre, il quale a sua volta è legato all’Afghanistan e giù giù fino alla guerra fredda e alla Seconda guerra mondiale. Quando mi sono accorto che, contrariamente alle guerre di un tempo, la guerra non sarebbe finita mai, ho dichiarato la mia pace separata e deciso che era il momento di fare altro della mia vita.”

C’è chi sostiene che l’unico modo di raccontare la guerra sia il reportage dettagliato, chi  preferisce trasmetterne l’essenza tramite la narrativa e personaggi inventati.

John Williams: AUGUSTUS

Torna in libreria Augustus, altro grande capolavoro di John Williams, in una nuova traduzione firmata da Stefano Tummolini, il traduttore di Stoner.

Uno dei migliori romanzi storici di tutti i tempi e un capolavoro della letteratura americana contemporanea, Augustus è uno scavo psicologico profondo e intimo che fa riflettere sulla solitudine che si nasconde dietro al potere.

Sono le Idi di marzo del 44 a.C quando Ottaviano, diciottenne gracile e malaticcio ma intelligente e ambizioso quanto basta, viene a sapere che suo zio, Giulio Cesare, è stato assassinato. Il ragazzo, che da poco è stato adottato dal dittatore, è quindi l’erede designato, ma la sua scalata al potere sarà tutt’altro che lineare.
John Williams ci racconta il principato di Ottaviano Augusto e i fasti e le ambizioni dell’antica Roma attraverso un abile intreccio di epistole, documenti, diari e invenzioni letterarie da cui si scorgono i profili interiori dei tanti attori dell’epoca, i loro dissidi, le loro debolezze: l’opportunismo di Cicerone, la libertà e l’ironia di Orazio, la saggezza di Marco Agrippa, la raffinata intelligenza di Mecenate, ma soprattutto l’inquietudine di Giulia, una donna profonda e moderna, che cede alla lussuria quanto alla grazia.
In Augustus, che valse all’autore il National Book Award nel 1973, protagonista è la lingua meravigliosa di Williams che ci restituisce a pieno lo spirito della Roma augustea.
Un capolavoro della narrativa americana che, fra ricostruzione storica, finzione e perfezione stilistica, non manca mai di dialogare con il presente, e in cui la grande storia è lo spunto per riflettere sulla condizione umana, sulle lusinghe del potere e sulla solitudine di chi lo esercita.

Cesarina Vighy: L'ULTIMA ESTATE E ALTRI SCRITTI

Ultima estate e altri scritti

«Dicono che si nasca incendiari e si muoia pompieri. A me è successo il contrario: brucerei tutto, adesso».

Nel 2009, all’età di 72 anni e già malatissima, Cesarina Vighy esordì con L’ultima estate, un romanzo dai forti spunti autobiografici che divenne presto un vero caso letterario vincendo il Premio Campiello Opera Prima e qualificandosi nella cinquina del Premio Strega. Tradotto all’estero e sorretto da un grande successo di pubblico, è diventato nel tempo un modello di resistenza al dolore per il suo strenuo stoicismo e la sua affilata ironia.

«Camminare eretti e parlare, due facoltà che hanno fatto della scimmia un uomo: io le sto perdendo entrambe. Restano l’inutile pollice sovrapponibile e l’insopportabile coscienza di me».

Z. è malata. Gravemente. Dallo spazio ristretto da cui guarda il mondo, osserva il tenace manifestarsi della vita: l’andirivieni dei vicini, un merlo che fa il nido, i piccioni in cerca di cibo. Per lei, ogni gesto è enorme, difficilissima la quotidianità, in equilibrio sui nervi e sugli orari delle medicine. La notte però, con la gatta a farle compagnia, i sogni intervengono ad alleviare il fastidio di resistere a se stessi e sulla pagina, così, il resoconto di un’esistenza vicina alla fine diventa il ricordo di una vita che finalmente appare bella.

«Eccoci qua dopo anni di quiete che si potrebbero chiamare anni felici se solo sapessimo, mentre la si vive, che quella è la felicità».

Con una lingua nitida, a tratti feroce, mai retorica, Cesarina Vighy ha affrontato il più evitato degli argomenti: la sofferenza. Definito «un De Senectute intriso di dolorosa saggezza», L’ultima estate ha messo al centro una donna giunta alla fine del suo ciclo vitale ma non per questo priva di un’arma potentissima, specie se innata: lo spirito dell’umorismo.

Proverbi e modi di dire russi

Francesca Avanzini 

“Proverbi e modi di dire russi” è un piccolo libro scritto a scopi didattici ma non solo da Kumush Imanalieva. Musicologa laureata presso il Conservatorio di Mosca, vive da più di trent’anni in Italia e unisce la passione della musica a quella della sua lingua, che insegna per dieci anni alla Normale di Pisa e poi presso altre istituzioni e privatamente. E quale modo migliore per insegnarla, tenendosi al tempo stesso in contatto con le radici e attutendo la nostalgia, che non rivolgersi alla saggezza sempreverde dei proverbi, che ancora rispecchiano l’essenza della Russia? Un’occasione, anche, per comparare, così, a pelle, l’animo russo con quello italiano: i proverbi sono riportati in cirillico in ordine alfabetico, con sotto la traduzione letterale italiana e ancora più sotto l’analogo italiano se esistente.

I proverbi affondano per la maggior parte nella cultura contadina, ormai finita ma di cui afferriamo ancora gli estremi lembi e che, non avendone sperimentato di persona la durezza, talvolta rimpiangiamo. Quando si tratta di faticare, c’è poca differenza tra i popoli. I russi possono  ben dire “Senza fatica non si pesca nemmeno un pesciolino da uno stagno”, e gli italiani “Chi non suda, non ha roba”, sempre di sgobbare si tratta.

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